Regione Campania

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

17 gennaio 2012 - Positano News

Positano, intervento della Minoranza, l'esperienza fallimentare dell'Amministrazione De Lucia

Se si analizzano le delibere adottate in questi due anni di Amministrazione, il maggior numero di esse riguardano feste e patrocini è questo il dato più significativo che emerge dai documenti approvati dalla Giunta Comunale.
Nessuna atto rilevante per il futuro di Positano è stato approvato in questi due anni.
Accantonato il Piano per parcheggi e per la mobilità sostenibile adottato dalla precedente Amministrazione, ci si chiede che fine hanno fatto: l’ampliamento della Scuola Media, progetto che giace in Comune da due anni, i Parcheggi di Montepertuso e Nocelle, la via del Grado, la sala polivalente sotto Piazza Cappella a Montepertuso, progetto già approvato e finanziato.
Che fine ha fatto, il Piano Casa, grande cavallo di battaglia in campagna elettorale, i Comuni della Penisola Sorrentina hanno adottato un atto di indirizzo per gli uffici tecnici, qui da noi tutto tace . Stessa cosa per il Nuovo Piano Regolatore e per il Piano delle Aree Demaniali, mentre, Il Piano del Colore riferito alla restante parte di Positano è fermo nei cassetti del Comune da due anni.
Se sfogliamo il programma elettorale dell’Alba della Libertà, il bilancio si fa ancora più cupo; avevano promesso : La costituzione di una Fondazione Positano(pag 1),iniziative per promuovere la Moda Positano(pag 4), la programmazione per la chiusura invernale di bar e ristoranti (pag 4), i Piani particolareggiati (pag 5), la riqualificazione del Vallone dei Mulini e la realizzazione di attrezzature pubbliche e private di grande valenza(pag 6), la realizzazione di strutture per lo sport, la cultura, e il tempo libero(pag 6), la realizzazione della piazza alla Chiesa Nuova (pag, 7), ampliamento del Cimitero(pag. 7), la realizzazione della cittadella dello sport a Montepertuso (pag 7), la riduzione della T.A.R.S.U (tassa della spazzatura) pag. 8, ecc ecc. Questa è solo una sintesi di quanto promesso in campagna elettorale nel loro programma che è rimasto solo sulla carta perché nessun atto è stato portato all’attenzione della Giunta Comunale o del Consiglio.
Ci vuole coraggio da parte del Sindaco a comunicare alla stampa che il bilancio è positivo.
E’ un’amministrazione senza idee e senza capacità, impegnata solo nel soddisfare i piccoli interessi di bottega. Con un Sindaco sempre più in difficoltà nel mantenere unita la sua compagine, che diventa giorno dopo giorno sempre più prepotente, che non ascolta nessuno, chiuso nella sua convinzione di avere sempre ragione. Per mettere sotto il controllo diretto del Sindaco l’ Ufficio edilizia privata si era inventato l’Ufficio Speciale Strategico per la Programmazione e Gestione Territoriale, ora costretto a fare marcia indietro perché la delibera è viziata da illegittimità.
Intanto il divario tra la comunità Positanese e quest’ amministrazione si fa giorno dopo giorno sempre più profondo. Molti avevano sperato e si erano illusi delle promesse di cambiamento, anche di metodi, che invece non ci sono state. Ormai anche fra coloro che con più convinzione avevano sostenuta quest’Amministrazione nel 2010, sono subentrati disillusione e disincanto. Temiamo che il 2012 sarà un altro anno inconcludente anche perché se non si è riusciti nei primi due anni a mettere in cantiere un progetto per Positano, non saranno gli ultimi tre a far invertire la direzione.

16 gennaio 2012 - ANCE

PIANO CASA 2: la mappa degli interventi regionali - Scheda Campania

Tipologia di intervento: AMPLIAMENTO di edifici esistenti
Residenziale
20% (edifici a prevalente destinazione residenziale) edifici uni-bi familiari, edifici con volumetria max 1500 mc, edifici composti da non più di tre piani fuori terra (oltre al sottotetto)
Gli interventi sono ammessi anche su edifici a prevalente destinazione residenziale e su edifici rurali, ubicati fuori dalle zone classificate agricole, anche se destinati solo parzialmente ad uso abitativo.
E’ obbligatorio l’utilizzo di tecniche costruttive che garantiscano prestazioni energetico-ambientali e la conformità alle norme sulle costruzioni in zona sismica.
Il mutamento di destinazione d’uso è ammesso, ma in alternativa all’ampliamento, per gli edifici a prevalente destinazione residenziale.
Gli interventi sono ammessi anche su edifici ancora in corso di costruzione, oppure ultimati ma senza certificato di agibilità

Non Residenziale Sono ammesse opere interne finalizzate all’utilizzo di volumi esistenti anche attraverso il cambio di destinazione d’uso e finalizzate all’adeguamento delle strutture esistenti.
Gli interventi possono attuarsi all’interno di unità immobiliari aventi una superficie non superiore a 500 mq; non devono incidere sulla sagoma e sui prospetti e non possono costituire unità immobiliari successivamente frazionabili

Interventi edilizi in zona agricola E’ ammesso il mutamento di destinazione d’uso di immobili o di loro parti, per uso residenziale o per attività connesse allo sviluppo dell’azienda agricola.
Sono consentiti gli interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione con le premialità previste dalla legge con l’obbligo di destinare non meno del 20% della volumetria esistente ad uso agricolo.
E’ prevista la cumulabilità delle volumetrie di più edifici ricadenti nell’ambito fondiario unitario.
E’ ammessa la realizzazione di nuove costruzioni ad uso produttivo nella misura massima di 0,03 mc/mq di superficie aziendale.

Tipologia di intervento: DEMOLIZIONE RICOSTRUZIONE
Residenziale
+35%
E’ possibile aumentare il numero delle unità immobiliari
E’ obbligatorio l’utilizzo di tecniche costruttive che garantiscano prestazioni energetico-ambientali e la conformità alle norme sulle costruzioni in zona sismica e il rispetto delle norme sulle barriere architettoniche
Gli edifici residenziali su quali è stato effettuato l’ampliamento non possono mutare la destinazione d’uso prima di 5 anni dall’ultimazione lavori.
Negli interventi a parità di volume possono essere mantenute le distanze già esistenti da edifici fronteggianti, qualora inferiori a quelle prescritte per le nuove edificazioni dalla normativa vigente.
Non è ammesso il mutamento d’suo se non siano decorsi 5 anni dall’ultimazione lavori

Tipologia di intervento: RIQUALIFICAZIONE URBANA
Riqualificazione del patrimonio edilizio privato
Su istanza dei proprietari degli immobili e previo accordo con il Comune si possono effettuare interventi di riqualificazione destinati ad edilizia residenziale caratterizzata da elevati livelli di sostenibilità ambientale ed energetica.
Per incentivare tali interventi la Regione annualmente provvede all’emanazione di specifico bando rivolto ai Comuni con i criteri di individuazione dei beneficiari, dei contributi, delle modalità di convenzionamento con i comuni stessi ed i criteri per la verifica della qualità degli interventi.

Riqualificazione aree urbane degradate
 E’ prevista la possibilità di individuare ambiti la cui trasformazione urbanistica ed edilizia è subordinata alla cessione da parte dei proprietari, e in rapporto al valore della trasformazione, di aree o immobili da destinare a edilizia sociale, in aggiunta alla dotazione minima di standard. Per gli interventi in tali ambiti è riconosciuto, anche in variante e in deroga agli strumenti urbanistici, un aumento fino al 50% della volumetria esistente di edifici residenziali pubblici
 E’, ammessa la sostituzione edilizia a parità di volumetria, in deroga agli strumenti urbanistici e ai parametri urbanistici, degli immobili dismessi con cambio di destinazione d’uso, ma con l’obbligo di riservare all’edilizia sociale una quota non inferiore al 30%. La volumetria residua può invece essere destinata a: uso abitativo, uffici max 10%, esercizi di vicinato, botteghe artigiane.
 Per le industrie inquinanti o per quelle non compatibili con le attività residenziali limitrofe è ammessa la sostituzione edilizia con delocalizzazione.
 Nelle aree urbanizzate è consentito, su immobili non superiori a 10.000 mc destinati prevalentemente a uffici e residenze o alloggi di servizio che non abbiano goduto dei benefici contributivi, il mutamento di destinazione d’uso a fini abitativi con una previsione non inferiore al 20% per l’edilizia convenzionata. Se l’intervento riguarda residenze turistico-alberghiere la quota per l’edilizia sociale deve essere superiore al 35% del volume esistente
 E’ ammesso il recupero di edifici diruti e ruderi purché preesistenti alla data di entrata in vigore della legge e purché ne sia documentata la consistenza e l’autonomia funzionale. Il manufatto deve essere destinato esclusivamente a edilizia residenziale.

Delocalizzazione immobili
E’ incentivata la delocalizzazione degli edifici contenenti prime case di abitazione ubicati attualmente in aree a rischio frana o nella zona rossa

Titolo abilitativo
DIA o permesso di costruire
L’efficacia del titolo abilitativo è subordinata alla valutazione della sicurezza dell’intero fabbricato oggetto di intervento. Per gli interventi di incremento volumetrico o di modifica della destinazione d’uso è obbligatorio il fascicolo di fabbricato.

Termini
Il titolo abilitativo per gli interventi di ampliamento, demolizione e riqualificazione aree urbane degradate ricostruzione va presentato o richiesto entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (di modifica)

Limiti
Gli interventi di ampliamento, demolizione ricostruzione e riqualificazione aree urbane degradate non possono essere realizzati su edifici:
 realizzati in assenza o difformità dal titolo abilitativo per i quali non sia stata rilasciata concessione in sanatoria
 privi di accatastamento
 collocati nei centri storici ad esclusione di quelli realizzati o ristrutturati negli ultimi 50 anni
 di valore storico, culturale ed architettonico e con vincolo di inedificabilità assoluta;
 collocati in aree di inedificabilità assoluta e soggette a vincoli imposti a difesa delle coste marine, fluviali, lacuali e a tutela della difesa militare e della sicurezza interna;
 collocati nella “zona rossa”
 collocati nelle riserve nazionali o regionali
 collocati all’interno di aree ad alta pericolosità idraulica o a pericolosità geomorfologica elevata o molto elevata
Nell’ambito della riqualificazione delle aree degradate gli interventi di sostituzione edilizia a parità di volume per gli immobili dismessi e il mutamento d’uso degli immobili non superiori a 10.000 mc non potranno essere realizzati, oltre che nei casi previsti sopra, anche nelle zone agricole non urbanizzate o nelle Aree di sviluppo industriale (ASI) e nei Piani di insediamento produttivi (PIP).
I Comuni possono individuare ulteriori aree dove non è possibile realizzare gli interventi per motivate esigenze di carattere urbanistico ed edilizio.
Gli interventi sono cumulabili con gli ampliamenti eventualmente consentiti da strumenti urbanistici comunali A fini amministrativi gli interventi di ampliamento e demolizione ricostruzione o mutamento di destinazione d’uso realizzati alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni e ad esse conformi possono essere autorizzati.

14 gennaio 2012 - Caserta News

Genio Civile, Giordano (Idv): "Va modificato Piano Casa"

Caserta - "Va modificato subito il Piano casa nella parte riguardante la concessione delle autorizzazioni sismiche. Le istruttorie si fermano perché gli articoli 9 e 10 del Piano rimandano a tempi di attesa molto lunghi. Non prima di otto mesi dalla richiesta dell' utente. Tutto il resto appartiene ad una politica che non sa come risolvere il problema dell'edilizia nelle aree sismiche". E' quanto dichiara, in una nota, Eduardo Giordano, capogruppo Idv al Consiglio regionale della Campania che aggiunge: "E' da circa due anni che il centrodestra della Regione si è impantanato nella paralisi del Genio Civile di Caserta, prima chiedendo la testa di Di Benedetto e poi garantendo una task force per smaltire il lavoro arretrato e quello che si è accumulato nel tempo. Lavori che bloccano i cantieri in attesa dell'autorizzazione per l'inizio dei lavori. Ma ora bisogna mettere mano immediatamente al Piano altrimenti il fallimento è da attribuire alla politica e non ai dipendenti del Genio Civile".
Esce allo scoperto il consigliere regionale Eduardo Giordano sulla delicata questione che tiene con il fiato in sospeso tutto il comparto dell'edilizia. E lo fa con una proposta di modifica riguardante proprio i tempi di rilascio delle autorizzazioni sismiche, spiegando nei dettagli in che cosa consistono questi cambiamenti.
"Bisogna puntare a snellire le procedure per avviare subito i lavori. Ridurre i tempi – chiarisce il capogruppo dell'IdV significa ritornare al passato. Gli addetti ai lavori sanno che prima dell'entrata in vigore del Piano, la normativa precedente, la L.R. 9/93 permetteva di derogare a quanto stabilito dalla L. 64/74 (autorizzazione sismica), che stabiliva il solo deposito prima dell'inizio dei lavori dei grafici strutturali. Questo consentiva di iniziare i lavori dopo una settimana. La L.R. 9/83 imponeva poi che i calcoli strutturali fossero asseverati da professionisti competenti, i quali si assumevano tutte le responsabilità. Responsabilità sia civili che penali". "E' stato - continua l'on. Giordano - poi l'articolo 10 della legge regionale 19/09 a dare il colpo di grazia a tutto il sistema. Altre regioni però sono corse ai ripari ed hanno rimediato in tal modo. Solo in Campania si rimane legati ad un vincolo che prescinde dai dipendenti in forza al Genio Civile e dal Direttore dello stesso". "E' di pochi giorni fa la notizia che la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome hanno così risolto il problema. All'unanimità è stato approvata la proposta di modifica al Testo Unico per l'edilizia, che mira a snellire le procedure relative all'autorizzazione per l'inizio dei lavori nelle località sismiche".
"In Campania - tiene a precisare il consigliere dipietrista - siamo in ritardo. E le responsabilità sono politiche, dal momento che le nuove norme contemplano la possibilità per le Regioni di prevedere modalità di controllo a campione al posto dell'autorizzazione preventiva per l'inizio dei lavori. Le Regioni, inoltre, possono derogare alle norme che disciplinano i vincoli per il reclutamento del personale al fine di costituire efficaci reti tecniche di controllo". "E pensare - prosegue la nota - che il Piano casa è stato fortemente voluto dal Governo Berlusconi, con lo scopo di favorire la ripresa dell'edilizia e quindi dell'economia in generale. La sua entrata in vigore, almeno in Campania, prima con Bassolino e poi con Caldoro ha avuto l'effetto contrario. In particolare il famigerato articolo 10 fa allungare i tempi necessari per il rilascio delle autorizzazioni e innesca un iter molto tortuoso e complesso in fatto di semplificazione". Conclude Giordano: "Sull'emendamento si può discutere e trovare subito una soluzione. Subordinare l'apertura dei cantieri a tempi biblici non conviene a nessuno in questo terribile momento di crisi".

14 gennaio 2012 - Stabia Channel

Sorrento - "Problema casa", l'Italia dei Valori ancora in pressing sull'Amministrazione Comunale

Chiesta accelerazione per la creazione del "Fondo Comunale affitto sociali".
E' notorio il disagio di tante famiglie sorrentine che quotidianamente si trovano a fronteggiare il "problema casa", causato da impossibilità di realizzare nuove edificazioni popolari, se si eccettua la mera ipotesi della zona in località Casarlano, anche alla luce della inapplicabilità al nostro Comune della Legge Regionale n. 19/2009 (Piano Casa Regione Campania), come modificata dalla L.R. n. 1/2011; elevatissimi canoni di locazione delle abitazione che, secondo le recenti stime incrociate del Listino Ufficiale della Borsa Immobiliare di Napoli e dell'Agenzia del Territorio (O.M.I.), si aggirano intorno ai 13-18 euro al metro quadrato, per un immobile sito in centro (Corso Italia, via Degli Aranci, etc.) e da 8 a 12 euro al mq. per una casa in zona periferica (località Priora, Casarlano, Cesarano); presenza di un numero spropositato di attività di "bed & breakfast" che di fatto sottraggono molte unità immobiliari al mercato degli affitti immobiliari di necessità per i cittadini sorrentini.
Il Responsabile dell'Italia dei Valori in Penisola Sorrentina, Giovanni Antonetti, ha incalzato il sindaco, titolare tra l'altro della delega assessoriale alle politiche sociali, l'assessore al bilancio, nonchè i dirigenti degli uffici politiche sociali e ragioneria con una richiesta protocollata lo scorso 11 gennaio avente per oggetto l'adozione di misure per la creazione del "Fondo Comunale affitto sociali".
"L'Amministrazioni Comunale di Sorrento alla data del 31 dicembre 2011, ha incassato oltre 2 milioni e 300mila euro derivanti dalla vendita di circa 14 immobili comunali" si legge nel documento presentato dall'avvocato dipietrista "l'art. 11 della Legge 9 dicembre 1998 n. 431, così come modificato dalla Legge 8 febbraio 2001 n. 21, prevede l'istituzione di un Fondo Nazionale per il sostegno all'accesso ad abitazioni in locazione, stabilendo, fra l'altro, al comma 7, che le Regioni provvedono alla ripartizione fra i Comuni delle risorse assegnate al fondo; quindi l'amministrazione comunale ha il dovere di proporre ed adottare misure di ausilio e quindi sostenere tali nuclei familiari mediante l'attuazione di politiche di sostegno del reddito, precisandosi che nessuna legge vieta ai Comuni, e quindi all'Amministrazioni Comunale di Sorrento, di creare un apposito Fondo Comunale di ausilio alla locazione da affiancare al Fondo Sostegno alla Locazione di cui alla Legge 431/98".
Quindi "vista l'elevata disponibilità economica derivante dalle indicate recenti entrate" ed analizzato "il quadro così critico, che rende ancora più difficoltosa la vita di tante famiglie sorrentine le quali, non avendo un'abitazione di proprietà, impiegano almeno il 60% del proprio reddito per pagare l'affitto di casa" si passa alla richiesta di "adottare urgentemente gli atti amministrativi ritenuti necessari alla creazione di un Fondo comunale per gli affitti sociali, da affiancare al Fondo Sostegno alla Locazione già previsto dalla Legge 431/98, con il quale fornire un contributo economico a favore dei cittadini che pagano, nei confronti di proprietari privati, affitti elevati; procedendo alla ripartizione dello stesso, senza troppi problemi burocratici attraverso un bando pubblico, aperto e correttamente divulgato tra la popolazione, a favore di famiglie e giovani coppie il cui reddito sia al di sotto di un determinata soglia debitamente documentata".