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18 gennaio 2012 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa Lombardia, Legambiente critica su sottotetti e interrati
Ambientalisti: il nuovo testo nasconde la regolarizzazione di abusi e non promuove la qualità edilizia
Più vicina l’approvazione del ddl per la modifica del Piano Casa in Lombardia.
Ma con qualche polemica. Secondo Legambiente Lombardia, la norma, che consente il recupero dei sottotetti a fini abitativi e per la sostituzione delle coperture di amianto, nasconderebbe il condono di irregolarità commesse negli ultimi cinque anni.
Cosa prevede il ddl
La proposta di legge allo studio del Consiglio Regionale prevede il recupero dei sottotetti a fini abitativi modificando la Legge Regionale 12/2005. È consentito il recupero volumetrico a solo scopo residenziale dei sottotetti di edifici esistenti al 31 dicembre 2010 o assentiti sulla base di permessi di costruire rilasciati entro la stessa data o di Dia presentate entro il primo dicembre 2010. La modifica, si legge nella relazione, include nel raggio d’azione della norma gli edifici ultimati nel quinquennio 2005-2010.
Il testo recepisce anche le novità del Decreto Sviluppo, rendendo possibile il recupero dei sottotetti realizzati sulla base di titoli abilitativi perfezionati per silenzio-assenso successivamente ai termini stabiliti.
Tranne che nei centri storici, nella realizzazione dell’intervento può essere superato di 1,5 metri il limite di altezza massima degli edifici, posto nello strumento urbanistico comunale.
Per incentivare la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, gli interventi possono comportare la modifica delle falde fino ad una pendenza massima del 40 per cento, in deroga ai limiti di edificabilità e di altezza massima posti dagli strumenti di pianificazione comunale. Nel caso in cui il sopralzo dia luogo ad un piano sottotetto o a un vano con caratteristiche di abitabilità, l’intervento deve essere assoggettato a permesso di costruire in modo da stabilire che la superficie non è utilizzabile a fini abitativi, a meno che l’avente diritto non inoltri un’istanza per la trasformazione a scopo residenziale.
I commenti
Il ddl ha incassato il giudizio negativo di Legambiente Lombardia, che avrebbe preferito invece non “perdere l’occasione per di promuovere la qualità edilizia”.
Secondo l’associazione ambientalista, che mette sotto accusa il recupero dei sottotetti e la realizzazione di rimesse interrate in deroga al rispetto del rapporto drenante minimo, dovrebbero essere maggiormente premiati gli interventi che consentono il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.
Gli ampliamenti volumetrici dovrebbero prestare inoltre maggiore attenzione all'accessibilità ai servizi di mobilità collettiva da parte delle nuove unità abitative realizzate.
Per gli sviluppi definitivi si dovrà ora attendere l’approvazione definitiva del Consiglio Regionale, che potrebbe decidere o meno la modifica di alcuni contenuti.
16 gennaio 2012 - Il Fatto Quotidiano
Un mega condono nascosto nel piano casa - La Regione di Formigoni pronta ad approvarlo
Migliaia di sottotetti trasformati in appartamenti da un giorno all’altro. In tutta la Lombardia. E’ quello che potrebbe accadere. Per la gioia di quegli imprenditori che hanno realizzato immobili già predisposti per lo sperato regalo. Come Giorgio Pozzi, consigliere Pdl al Pirellone, che ha partecipato alla costruzione di strutture di lusso a Bormio
Migliaia di sottotetti trasformati in appartamenti da un giorno all’altro. In tutta la Lombardia. E’ quello che potrebbe accadere se il Consiglio regionale approverà il nuovo piano casa della giunta guidata da Roberto Formigoni. Per la gioia di quegli imprenditori che hanno realizzato immobili già predisposti per lo sperato regalo. E con un’insidia, nascosta tra le righe della norma: il rischio di un condono mascherato e gratuito per i sottotetti resi abitabili in modo illegale. Come nel caso di diversi condomini da poco costruiti a Bormio, dove la procura di Sondrio ha predisposto ispezioni che hanno riscontrato presunti abusi. E dove, nel settore immobiliare, fa affari anche la General project & contract di Giorgio Pozzi, consigliere regionale del Pdl e presidente della commissione Territorio del Pirellone. Dove proprio in questi giorni è in discussione la nuova legge regionale.
“Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico-edilizia”. Si chiama così il progetto di legge proposto dalla giunta lombarda. Una sorta di piano casa bis, di cui ha tracciato le linee guida il decreto sviluppo approvato dal governo Berlusconi lo scorso maggio. Nella versione lombarda si parla di interventi di recupero edilizio, incrementi volumetrici, riqualificazione energetica ed edilizia residenziale sociale. Fino all’articolo 8. Che, attraverso la modifica di una legge regionale già in vigore (la numero 12 del 2005), prevede il recupero a fini abitativi di tutti i sottotetti realizzati entro il 31 dicembre 2010. Di fatto si rendono abitabili dall’oggi al domani tutti quei solai e mansarde che, in base alla precedente normativa, avrebbero potuto essere trasformati in alloggi solo dopo cinque anni dalla costruzione dell’edificio.
Per Legambiente Lombardia la legge consentirà “una nuova ondata di manomissioni di sottotetti trasformati in piani abitabili”. Ma c’è un pericolo in più: “La possibilità di condono gratuito degli abusi realizzati negli ultimi cinque anni”. I furbi che dal 2005 al 2010 hanno già reso abitabili i sottotetti senza rispettare la legge vedrebbero regolarizzata la loro posizione. E tutto questo grazie a un colpo di spugna che rischia addirittura di cancellare le eventuali conseguenze penali degli abusi commessi.
E, di abusi, negli ultimi anni ne sono stati fatti. Questo almeno il sospetto della procura di Sondrio, che ha già eseguito alcune ispezioni in Alta Valtellina con l’ausilio del Corpo Forestale. Le prime verifiche, secondo quanto riportato dal quotidiano La Provincia di Sondrio , hanno evidenziato abusi in quei sottotetti che dovevano essere semplici solai, ma sono stati venduti come locali abitabili di alloggi su due piani, o addirittura come appartamenti a sé stanti. Nel mirino degli inquirenti ci sono parecchie centinaia di abitazioni. Un business illecito per le imprese a cui potrebbero avere contributo amministratori, politici e notai compiacenti.
A Bormio, e nelle vicine Valdisotto e Valfurva, l’edilizia è stata rilanciata negli ultimi anni grazie ai mondiali di sci del 2005. Schiere di condomini sorti tra le Alpi, là dove prima c’erano prati. Nuovi appartamenti eleganti. E costosi, vista la vicinanza con gli impianti di risalita e con le terme. Come quelli del complesso “il Forte”, realizzato dalla General project & contract , società di Mariano Comense, il cui 95% è in mano a Giorgio Pozzi, che a Bormio è stato pure capo cordata nell’operazione Sottovento Luxury Hospitality, l’hotel di lusso inaugurato nell’aprile 2011 alla presenza, tra gli altri, dell’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Daniela Santanchè.
Il nome di Pozzi è legato anche alla società Il Pellicano, fallita e poi finita nelle carte dell’inchiesta sulle bonifiche del quartiere milanese Montecity-Santa Giulia, di cui condivideva le quote con Massimo Ponzoni, ex assessore regionale, Massimo Buscemi, attuale titolare della Cultura nella giunta Formigoni, e Rosanna Gariboldi, moglie del deputato del Pdl Giancarlo Abelli. Grazie a diverse società che operano in più parti del territorio lombardo, gli interessi di Pozzi vanno al di là dell’Alta Valtellina. E ora potrebbero trarre vantaggio dal nuovo piano casa regionale, al momento in discussione proprio nella commissione Territorio da lui presieduta. Con il sospetto che quello tentato dalla maggioranza sia un colpo di spugna.
Per l’assessore regionale a Territorio e Urbanistica, il leghista Daniele Belotti, sostenere che la norma ha lo scopo di rendere vana l’inchiesta della procura di Sondrio equivale a scrivere “una fantasiosa sceneggiatura da film giallo”. Nessun condono nascosto, assicura Belotti. Ma ora il Pd vuole vederci chiaro e giovedi scorso in commissione ha richiesto a Pozzi il parere scritto dell’avvocatura del Consiglio regionale: “L’articolo 8 sui sottotetti – spiega il consigliere Franco Mirabelli – nato come norma straordinaria per sanare alcuni spazi inutilizzati degli edifici, così come formulato rappresenta una vera e propria sanatoria permanente”.
