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31 agosto 2009 - Edilportale
Piano Casa Abruzzo, via libera del Consiglio regionale
Ampliamenti fino ad un massimo di 200 metri cubi, con un intervento minimo di 9 metri quadrati
Nella seduta del 5 agosto scorso il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato il Piano Casa.
Per il Presidente della Regione, Gianni Chiodi, si tratta di una “grande occasione di rilancio dell'economia abruzzese, un serio sostegno all'edilizia in un momento di forte criticità dell'economia abruzzese e nazionale. Vogliamo tornare a produrre - ha continuato – e lo facciamo con una legge sulla casa che migliora la qualità abitativa delle case, che porta alla riqualificazione del patrimonio edilizio, che rispetta l'ambiente e che rispetta i parametri di sismicità degli edifici”.
Il Piano Casa Abruzzo ha espressamente escluso i sottotetti e gli incentivi alle attività ricettive turistiche che - hanno spiegato i consiglieri Luca Ricciuti e Berardo Rabbuffo – “saranno approvati con leggi regionali ad hoc”.
Il Piano Casa è essenzialmente tarato sulle abitazioni residenziali. I privati potranno ampliare fino ad un massimo di 200 metri cubi, con un intervento minimo di 9 metri quadrati.
Capitolo importante è stato riservato alla demolizione e ricostruzione: i privati che abbattono le abitazioni possono ricostruzione fino a un massimo del 65% di cubatura in più. Si tratta di una percentuale di premialità, nel senso che si può arrivare al 65% di maggiore cubatura solo se le nuove costruzioni sono realizzati con particolari materiali di bioedilizia realizzando un edificio di catalogabile in classe energetica B.
Le norme riportate nel Piano Casa non si applicano alle aree vincolate di qualunque genere, come pure nelle zone “A” di centro storico. I comuni, che vogliono avvalersi delle norme del Piano Casa, sono tenuti a recepire la legge con atto deliberativo del Consiglio comunale entro 120 giorni dall'entrata in vigore e in ogni caso gli incentivi hanno valore di 24 mesi. Per i comuni inseriti nel cratere del terremoto, gli incentivi della presente legge hanno una validità maggiore, pari alla durata dello stato di emergenza superiore anche ai 24 mesi.
25 agosto 2009 - Pagine Abruzzo
Piano casa, per la Cna persa l'occasione di rilanciare il settore
Doveva essere un provvedimento capace di ridare ossigeno a un settore che ha bisogno di interventi di sostegno immediati per affrontare la crisi, e invece nel migliore dei casi si rivela solo una misura parziale. Lo sostiene Federico Scardecchia, responsabile abruzzese di Cna Costruzioni, a proposito del nuovo testo di legge, che proprio questa mattina il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi ha promulgato, contenente interventi per la riqualificazione del patrimonio edilizio regionale. «Per il prossimo autunno, e soprattutto per il 2010 - osserva Scardecchia - si prevede in edilizia una situazione ancora più difficile dell’attuale. Recenti stime del Cresme, ovvero il più importante centro di ricerche del settore, indicano un ridimensionamento del mercato valutabile attorno al 20-25 per cento. L’invenduto blocca le nuove costruzioni e la crisi non stimola la riqualificazione del patrimonio esistente. In un contesto grave come questo, la Regione ha deciso di compiere solo un piccolo passo, rimangiandosi in sede di approvazione definitiva del testo di legge alcuni aspetti qualificanti che nella prima bozza, pure, erano stati introdotti».
A detta delle imprese di costruzione aderenti alla Cna, la manovra preannunciata avrebbe consentito - in misura molto più ampia di quanto alla fine deciso - ampliamenti del patrimonio residenziale, riqualificazione di porzioni del patrimonio, demolizioni e ricostruzioni con premi di cubatura anche di edifici ad uso non residenziale. In sostanza poteva essere «per gli artigiani e le piccole e medie aziende del nostro territorio una misura estremamente proficua. Il giudizio positivo era determinato, in particolare, dal fatto che legando gli interventi al miglioramento della qualità del costruire, con il rispetto della normativa antisismica e con l’applicazione di principi di efficienza energetica si potevano gettare le basi anche per riqualificare l’offerta. Al contrario, il provvedimento approvato esclude di fatto tutta l'area dell’edilizia non residenziale, finendo per limitarne consistentemente la portata». «Il piano – osserva infine Scardecchia - è dunque tarato sulle abitazioni residenziali. I privati potranno ampliare fino ad un massimo di 200 metri cubi, con un intervento minimo di 9 metri quadrati».
Capitolo importante è stato riservato alla demolizione e ricostruzione: i privati che abbattono le abitazioni possono ricostruire fino a un massimo del 65% di cubatura in più. Tuttavia, solo per abitazioni realizzate con particolari materiali di bioedilizia sarà possibile ottenere “premi” di maggiore consistenza. Perplessa, infine, Cna Costruzioni anche sul meccanismo di “recepimento” dei Comuni, che avranno a disposizione 120 giorno per comunicare le zone in cui il Piano casa non potrà essere applicato, con evidente slittamento del provvedimento di almeno 4 mesi.
16 agosto 2009 - Adnkronos
J'accuse del sindaco dell'Aquila: ''Le case sono insufficienti''
Massimo Cialente lancia l'allarme: ''C'è il rischio di gravi tensioni sociali a partire dalle prossime settimane per la ricostruzione. Problema a cui si aggiunge la drammatica situazione di famiglie che hanno perso il lavoro e sono a reddito zero''
"Prendo atto che il Piano Casa sta andando avanti secondo i tempi ma ricordo che la consegna va dal 15 settembre fino alla fine di dicembre. In ogni caso le case sono ampiamente insufficienti rispetto alla dimensione del problema. Inoltre è scoppiato ormai in tutta la sua drammaticità il problema delle case B e C, per le quali sono previsti lavori importanti che non si potranno risolvere nel giro di 30-60 giorni''. Lo dichiara all'ADNKRONOS il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente commentando le parole del premier Silvio Berlusconi ieri in visita nel capoluogo abruzzese. ''Proprio ieri -riferisce- durante una giornata passata sulla costa, ho incontrato tanti cittadini che hanno case B e C che, dovendo riscrivere i figli a scuola, non sono in grado di prevedere dove passeranno i primi mesi dell'anno scolastico. "Ho letto le dichiarazioni di Guido Bertolaso che parla di sistemazione nei comuni vicini del teramano con la proposta di un pendolarismo, cosa che sin dall'inizio io chiesi di escludere''. ''Riconfermo - aggiunge- quanto detto da tempo alle massime cariche istituzionali del Paese, al Parlamento e ai partiti dell'opposizione circa il rischio di gravi tensioni sociali a partire dalle prossime settimane per la vicenda delle case. Problema a cui si aggiunge la drammatica situazione di famiglie che hanno perso il lavoro e sono a reddito zero".
"Come ho detto al presidente della Regione Abruzzo - sottolinea Cialente - trovo sbagliato che il primo cittadino dell'Aquila, che da tempo va segnalando la necessità di riconsiderare comunque alcuni aspetti della strategia in atto, non venga coinvolto se non per saltuarie interlocuzioni. E' necessario fare il punto complessivo offrendo proposte vere ai cittadini colpiti dal terremoto". "Questa mattina - continua il sindaco - ho svolto una riunione con i miei piu' stretti collaboratori per fare il punto sul ruolo a cui in questi mesi e' chiamato il comune dell'Aquila nell'attuale situazione emergenziale. Un ruolo di scelta pesante pur avendo ottenuto rispetto alle altre istituzioni in campo il minor numero di forze disponibili''.
''Non ultimo - prosegue- dovendosi fare carico anche di completare percorsi che dipendono da altre istituzioni, come ad esempio le lunghissime pratiche burocratiche per il puntellamento del centro storico da parte della Sovrintendenza ai Beni Artistici e Culturali. Ne risulta un grave scontento dei cittadini che si ripercuote sul comune e soprattutto sui miei dirigenti, funzionari e impiegati ormai allo stremo e io che ringrazio per quello che stanno facendo".
"Il piano casa di Berlusconi sta andando avanti, ma sarebbe pericolosissimo quasi al limite dell'incoscienza - sottolinea Cialente - se a fronte di una limitata offerta per circa 4400 nuclei familiari ai quali si dà il massimo, ad altri che si trovano nelle stesse condizioni non si dovesse offrire nulla. Non voglio fare alcuna polemica ma sono solo preoccupato come tutti''.
''Per l'ultima volta - dice- offro la mia collaborazione e quella dell'intera amministrazione comunale poiché ritengo di non potere piu' tollerare che a 4 mesi e 9 giorni dal sisma il ruolo del comune sia divenuto all'improvviso piu' marginale rispetto a quello svolto con molto coraggio nella fase della prima emergenza e dell'impostazione delle prime soluzioni ai problemi abitativi. Qui e' in gioco il concetto stesso del ruolo degli Enti locali, sui quali per altro stanno ricadendo operazioni sperimentali come la vicenda dello smaltimento delle macerie nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee che si sta applicando per la prima volta al mondo. Procedure complesse fino all'impraticabilità".
"Chiedo che il comune dell'Aquila e gli altri sindaci - conclude il primo cittadino - siano coinvolti a pieno a titolo in questa fase dell'emergenza, che si possa discutere sulle soluzioni e che siano messi in condizioni di avere personale sufficiente per affrontare una tragedia di proporzioni inimmaginabili".
12 agosto 2009 - Il Tempo - Giorgio Alessandri
«Altro che legge Attila, il piano casa migliorerà la qualità della vita»
«E' ingeneroso definire "legge Attila” il nuovo piano casa che, al contrario, rappresenta un'opportunità per i cittadini, le imprese e lo sviluppo dei Comuni abruzzesi attraverso tecniche di costruzione biocompatibile e sicure, contro ogni logica di speculazione edilizia».
E' questo, secondo il presidente della Regione Gianni Chiodi, il reale obiettivo della legge denominata "Intervento regionale a sostegno del settore edilizio" (comunemente conosciuta come piano casa), approvata dal Consiglio regionale il 4 agosto scorso e ormai di prossima pubblicazione sul Bura. «Il piano casa – ha aggiunto Chiodi – garantirà il rilancio di un settore economico, migliorerà la qualità energetica degli edifici e preserverà l'attuale patrimonio immobiliare esistente che verrà, al contempo, riqualificato».
Il testo di legge agisce su due direttrici: la prima consente agli edifici aventi il 50% della superficie destinata a uso residenziale un aumento del 20% della superficie esistente e, comunque, non superiore a 200 metri quadri ed un ampliamento di almeno 9 metri quadri per gli edifici esistenti di modeste dimensioni. «Tale ampliamento – ha spiegato il Governatore – deve essere realizzato in coerenza architettonica e progettuale in contiguità orizzontale o verticale rispetto al fabbricato esistente. Gli interventi non potranno essere effettuati nei nuclei antichi (che saranno individuati dai Comuni), nelle aree ad elevato rischio idrogeologico e nelle aree di inedificabilità assoluta».
Previste, inoltre, delle prescrizioni per gli immobili ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1 e 2: gli ampliamenti saranno consentiti solo per gli edifici dotati di certificazione antisismica, per tutti gli altri sarà necessario mettere a norma l'intero stabile prima di avanzare l'istanza (entro 24 mesi dalla pubblicazione sul Bura, per tutta la durata dell'emergenza nelle zone del cratere) per l'ampliamento.
Il piano casa prevede, poi, per tutti coloro che promuoveranno interventi straordinari di demolizione e ricostruzione degli immobili la possibilità di aumentare del 35% la superficie utile esistente «purchè risultino utilizzate le tecniche costruttive della bioedilizia e che sia previsto l'utilizzo di energia rinnovabile – ha detto il Presidente –; tale opportunità viene ampliata sino al 65% se il proprietario dell'immobile realizzerà e cederà ai Comuni parcheggi, aree a verde attrezzato o altre opere di urbanizzazione».
Previsti, inoltre, contributi per la ricostruzione e incentivi, mentre saranno i Comuni a vigilare sul rispetto delle regole per l'ampliamento o ricostruzione degli immobili. «Per sottotetti e strutture ricettive - ha chiosato Chiodi - il provvedimento arriverà a settembre, mi auguro anche con il contributo positivo dell'opposizione come accaduto per il piano casa. La maggioranza è forte e non ha bisogno di mostrare i muscoli se il dialogo è costruttivo».
11 agosto 2009 - Il Sole 24 Ore
Un piano tarato sulle abitazioni residenziali
Il provvedimento di legge votato il 4 agosto dal Consiglio regionale d'Abruzzo rappresenta l'atto di competenza regionale nel più generale Piano Casa votato dal Governo e concordato con le Regioni in sede di Conferenza. Il Piano Casa Abruzzo ha espressamente escluso i sottotetti e gli incentivi alle attività ricettive turistiche che, come hanno spiegato i consiglieri Luca Ricciuti e Berardo Rabbuffo, ''saranno approvati con leggi regionali ad hoc''. Il Piano Casa è essenzialmente tarato su abitazioni residenziali.
I privati potranno ampliare fino ad un massimo di 200 metri cubi, con un intervento minimo di 9 metri quadrati. Capitolo importante è stato riservato alla demolizione e ricostruzione: i privati che abbattono le abitazioni possono ricostruzione fino a un massimo del 65% di cubatura in più. Si tratta di una percentuale di premialità, nel senso che si può arrivare al 65% di maggiore cubatura solo se le nuove costruzioni sono realizzate con particolari materiali di bioedilizia elevando un edificio catalogabile in classe energetica B. Le norme riportate nel Piano Casa non si applicano alle aree vincolate di qualunque genere, come pure nelle zone ''A'' di centro storico.
I Comuni che vogliono avvalersi delle norme del Piano Casa, sono tenuti a recepire la legge con atto deliberativo del Consiglio comunale entro 120 giorni dall'entrata in vigore e in ogni caso gli incentivi hanno valore di 24 mesi. Per i comuni inseriti nel cratere del terremoto, gli incentivi della presente legge hanno una validità maggiore, pari alla durata dello stato di emergenza superiore anche ai 24 mesi.
11 agosto 2009 - Asca
Piano Casa - Chiodi, Legge che migliora la qualità della vita
'Una legge che consente l'uso di tecniche di costruzione innovative e rispettose dell'ambiente, a vantaggio dei cittadini e delle citta' che potranno essere piu' vivibili ed ecocompatibili, e che permette di migliorare le condizioni di vita nelle citta'''.
Con queste parole, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha presentato oggi alla stampa la legge sugli interventi regionali a sostegno del settore edilizio approvata lo scorso 4 agosto dal Consiglio regionale e in corso di promulgazione. ''Con questa normativa - ha aggiunto - si punta a sostenere il settore edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento della qualita' architettonica, energetica ed abitativa. Al tempo stesso si cerca di preservare e riqualificare il patrimonio edilizio esistente nel rispetto dell'ambiente e dei beni storici, culturali e paesaggistici nonche' nel rispetto della normativa sismica''.
''Questa legge - ha spiegato ancora il Presidente - nasce anche con un secondo intento: quello di rilanciare un settore economico in difficolta' e di rilevante impatto sul tessuto sociale e produttivo dell'intero Paese''. Il presidente della Regione ha rigettato le accuse rivolte da una parte politica tendenti a identificare la legge approvata come un provvedimento che favorisce la speculazione e il degrado del territorio: ''E' in errore chi ritiene che si possa contemperare lo sviluppo economico con la stasi delle attivita' produttive''. ''Quella approvata dal consiglio regionale - ha concluso - non e' una legge che favorisce la speculazione, ma un provvedimento che va a vantaggio dei cittadini e degli imprenditori la cui funzione sociale e' ormai riconosciuta da tutti''.
4 agosto 2009 - Asca
Piano Casa - Ecco cosa prevede la Legge
Il provvedimento di legge votato oggi dal Consiglio regionale d'Abruzzo rappresenta l'atto di competenza regionale nel piu' generale Piano Casa votato dal Governo la settimana scorsa e concordato con le Regioni in sede di Conferenza. Il Piano Casa Abruzzo, che dunque va da integrare quello nazionale, ha espressamente escluso i sottotetti e gli incentivi alle attivita' ricettive turistiche che, come hanno spiegato i consiglieri Luca Ricciuti e Berardo Rabbuffo, ''saranno approvati con leggi regionali ad hoc''.
Il Piano Casa e' essenzialmente tarato su abitazione residenziale.
I privati potranno ampliare fino ad un massimo di 200 metri cubi, con un intervento minimo di 9 metri quadrati. Capitolo importante e' stato riservato alla demolizione e ricostruzione: i privati che abbattono le abitazioni possono ricostruzione fino a un massimo del 65% di cubatura in piu'. Si tratta di una percentuale di premialita', nel senso che si puo' arrivare al 65% di maggiore cubatura solo se le nuove costruzioni sono realizzate con particolari materiali di bioedilizia elevando un edificio catalogabile in classe energetica B. Le norme riportate nel Piano Casa non si applicano alle aree vincolate di qualunque genere, come pure nelle zone ''A'' di centro storico.
I Comuni che vogliono avvalersi delle norme del Piano Casa, sono tenuti a recepire la legge con atto deliberativo del Consiglio comunale entro 120 giorni dall'entrata in vigore e in ogni caso gli incentivi hanno valore di 24 mesi. Per i comuni inseriti nel cratere del terremoto, gli incentivi della presente legge hanno una validita' maggiore, pari alla durata dello stato di emergenza superiore anche ai 24 mesi.
4 agosto 2009 - Asca
Piano Casa - Approvato dal Consiglio. Chiodi, atto responsabile
Con il voto contrario di Rifondazione comunista, l'astensione dei gruppi consiliari di Pd e Idv e il voto favorevole della maggioranza di centrodestra, il Consiglio regionale d'Abruzzo ha approvato oggi il Piano Casa. Si tratta di una legge che va a completare l'iter nazionale sul Piano Casa concordato con il Governo in sede di Conferenza delle Regioni.
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha definito la legge ''importante'', in grado ''di ridare ossigeno alla nostra economia in un particolare momento storico''. ''Lungi dall'essere un regalo ai costruttori, speculatori, imprenditori - ha puntualizzato il Presidente - questa legge e' soprattutto un premio ai cittadini abruzzesi che in questo modo potranno avere la possibilita' di migliorare la propria proprieta'''.
Chiodi ha poi posto l'accento sugli effetti di questo provvedimento: ''Grande occasione di rilancio dell'economia abruzzese, un serio sostegno all'edilizia in un momento di forte criticita' dell'economia abruzzese e nazionale''.
''Vogliamo tornare a produrre e lo facciamo con una legge sulla casa che migliora la qualita' abitativa - ha concluso il presidente Chiodi - che porta alla riqualificazione del patrimonio edilizio, che rispetta l'ambiente e i parametri di sismicita' degli edifici. Mi sembra che oggi il Consiglio regionale abbia portato a termine un lavoro di grande responsabilita' politica''.
1 agosto 2009 - Ance
Piano Casa - Scheda di sintesi DdL
AMPLIAMENTI
Sono consentiti, in deroga agli strumenti urbanistici e territoriali comunali e alle previsioni dei regolamenti comunali, ampliamenti sia per il residenziale che per il non residenziale su edifici ultimati alla data del 30 giugno 2009 ovvero che alla medesima data sia stata acquisita al protocollo del Comune la dichiarazione di fine lavori o, in mancanza, sia presentata un perizia giurata attestante la fine dei lavori.
Residenziale:
- 20 % della superficie utile
Non residenziale:
- 20% della superficie utile
Per entrambe le tipologie:
- l’ampliamento deve realizzarsi in contiguità orizzontale o verticale rispetto al fabbricato esistente; ove ciò risulti materialmente o giuridicamente impossibile potrà essere autorizzata la costruzione di un corpo edilizio separato avente carattere accessorio e pertinenziale
- l’ampliamento è ammesso nei condomini compatibilmente con le leggi che disciplinano la materia
- può essere modificata la destinazione d’uso, compatibilmente con le previsioni di piano regolatore delle aree interessate
- deve essere rispettata la normativa relativa alla stabilità degli edifici e di ogni altra normativa tecnica, nonché delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati
DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE
Sono consentiti, in deroga agli strumenti urbanistici e territoriali comunali e alle previsioni dei regolamenti comunali, interventi di demolizione e ricostruzione sia per il residenziale che per il non residenziale su edifici realizzati anteriormente al 30 giugno 2009 ovvero per i quali alla data del 30 giugno 2009 sia stata acquisita al protocollo del Comune la dichiarazione di fine lavori o, in mancanza, sia presentata un perizia giurata attestante la fine dei lavori.
Residenziale:
- 30% della superficie utile
- 35% della superficie utile in caso di utilizzo di tecniche costruttive della bioedilizia o fonti di energia rinnovabili con incrementi di almeno due classi energetiche dell’edificio e comunque non inferiore alla classe C
Non residenziale:
- 30% della superficie utile
- 35% in caso di utilizzo di tecniche costruttive della bioedilizia o fonti di energia rinnovabili con incrementi di almeno due classi energetiche dell’edifcio e comunque non inferiore alla classe C
Per entrambe le tipologie:
- gli incrementi di superficie non possono derogare alle norme nazionali in materia di distanze ed altezze
- può essere modificata la destinazione d’uso, compatibilmente con le previsioni di piano regolatore delle aree interessate
- il numero delle unità immobiliari originariamente esistenti può essere aumentato previo reperimento di spazi per i parcheggi
- deve essere rispettata la normativa relativa alla stabilità degli edifici e di ogni altra normativa tecnica, nonché delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati
- gli interventi sono consentiti anche su area diversa purchè a ciò destinata dagli strumenti urbanistici e territoriali
In caso di intervento su area diversa e di cessione gratuita al Comune dell’area originariamente occupata per la sua sistemazione a verde pubblico attrezzato, a parcheggi o altra opera di urbanizzazione primaria o secondaria, è prevista la possibilità di usufruire di un ulteriore 30% della superficie utile dell’edifico demolito
TITOLO ABILITATIVO
Dia e Permesso di costruire da presentare entro e non oltre 24 mesi dalla scadenza del termine di 90 giorni dall’entrata in vigore della legge
LIMITAZIONI
Gli interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione non possono essere realizzati su edifici:
- anche parzialmente abusivi
- situati su aree demaniali o vincolate a uso pubblico
- ricadenti nei centri storici o antichi
- nelle aree a elevato rischio idrogeologico
- nelle aree di inedificabilità assoluta
Gli interventi possono essere realizzati anche su edifici soggetti a vincolo a condizione che gli interventi siano autorizzati dalle autorità preposte alla tutela del vincolo.
Gli interventi non possono riguardare edifici commerciali se volti a derogare alle norme regionali in materia di programmazione, insediamento, apertura di grandi strutture di vendita o centri commerciali.
Con deliberazione del Consiglio Comunale da adottarsi entro il termine di 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, i Comuni possono escludere l’applicabilità degli interventi in relazione a specifici immobili o zone del proprio territorio, per ragioni di ordine urbanistico, paesaggistico, ambientale e culturale ovvero stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento.
RIDUZIONI ONERI CONCESSORI
Per gli interventi di ampliamento il contributo di costruzione è commisurato:
- in riferimento agli incrementi realizzati
- riduzione del 50% ove l’unità immobiliare sia destinata a prima abitazione del proprietario o dell’avente diritto
Per gli interventi di demolizione e ricostruzione il contributo di costruzione è commisurato:
- 80% per la parte eseguita e 20% per la parte ricostruita
- riduzione del 50% ove l’unità immobiliare sia destinata a prima abitazione del proprietario o dell’avente diritto
I Comuni possono stabilire ulteriori riduzioni del contributo di costruzione o incentivi di carattere economico in caso di utilizzo di tecniche costruttive della bioedilizia o di fonti di energia rinnovabile o al fine di riqualificare aree urbane degradate
