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Regione Lazio

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

28 agosto 2009 - Il Tempo - Nicola Imberti

La proposta di Alemanno: "Un piano Marshall per le città metropolitane"

"Per agganciare la ripresa il governo punti sulle città". Il sindaco lancia la sua idea al Meeting di Rimini, d'accordo il presidente dell'Anci Chiamparino: investimenti fuori dal patto di stabilità.
Gianni Alemanno non è solo un «veterano» del Meeting di Comunione e Liberazione, ma è un vero e proprio «stakanovista». Nella stessa giornata partecipa a due incontri (uno sulla sicurezza stradale e uno con Sergio Chiamparino sul futuro delle città), pranza con un centinaio di imprenditori della Compagnia delle Opere romana ed ascolta Tony Blair.
Il tutto senza perdere di vista la «sua» Roma. Anzi, quando poco dopo pranzo si concede ai giornalisti, è proprio alla Capitale che va il primo pensiero. «Ci sono i primi segnali di ripresa - assicura - e l'Italia deve coglierli. Ma per farlo io credo che dovrebbe scommettere sugli enti locali. Dobbiamo lavorare per togliere gli investimenti dal patto di stabilità interna in modo da poter partire con piani per le periferie, per le infrastrutture e la mobilità, per il sociale». Alemanno ha già in mente tre interventi che potrebbero cambiare il volto della Capitale. E li elenca: sicuramente il piano casa, ma anche la realizzazione del secondo polo turistico, la valorizzazione delle aree demaniali. Al suo fianco il primo cittadino torinese Chiamparino, presidente pro tempore dell'Anci, annuisce.
E rilancia: «Io lo chiamerei un piano Marshall per le aree metropolitane». Lo slogan è fatto. Anche se subito Alemanno aggiunge un'altra priorità: i pagamenti della Pubblica amministrazione che rappresenterebbero un «po' di ossigeno per le imprese». Insomma la richiesta è chiara e assolutamente bipartisan. Anche se Chiamparino, con estrema onestà, riconosce comunque che «nell'ultimo decreto anticrisi qualcosa in tal senso è stato fatto». Ma è ancora Alemanno ad attirare l'attenzione della platea tornando alla «sua» Roma. Le polemiche sull'aggressione di due omosessuali nella Capitale sono ancora vive. Il primo cittadino rassicura le vittime sul fatto che il Comune non li abbandonerà poi annuncia che, a settembre, «ci sarà una grande fiaccolata contro tutte le forme di intolleranza». «Non abbandoniamoci a teoremi ideologici - avverte -. Roma è una città tollerante. Chi pratica la violenza è una minoranza da isolare».
Anche per questo, l'11 o il 12 settembre il sindaco sarà al Gay village. Ma chi spera in una deriva laicista di Alemanno rimarrà deluso. Anzi, è sui temi della bioetica che il primo cittadino ribadisce in maniera netta ciò in cui crede. Per questo fa sapere di essere assolutamente d'accordo «sulla prospettiva di un'indagine conoscitiva in Parlamento sulla pillola abortiva Ru486» (proposta che verrà rilanciata oggi con forza dal presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri ospite del Meeting, ndr).
E, soprattutto, replica a Gianfranco Fini sul testamento biologico. In realtà il sindaco non fa esplicito riferimento al presidente della Camera limitandosi a sottolineare come, personalmente, condivida le posizioni di Sacconi. «Di fronte alla situazione in cui siamo conviene tornare al testo originario che garantisce l'alimentazione e l'idratazione». In ogni caso per Alemanno «la Chiesa cattolica deve intervenire, perché nel dibattito pubblico c'è bisogno dei suoi valori, dei suoi riferimenti e dei suoi insegnamenti. Poi, alla fine, ognuno sceglie secondo normali procedure democratiche. Tuttavia è necessario che tutti, nell'agorà politica su questi temi, facciano sentire la propria voce. A partire dalla Chiesa cattolica».
L'ultimo pensiero è per la Lega. Una «carezza» quando parla del «federalismo che è una rivoluzione copernicana perché rompe il livellamento tra i territori e combatte il "capitalismo municipale"»; e un «pugno» quando spiega che «sull'immigrazione bisogna sfuggire dalle retoriche: sia quella buonista, sia quella cattivista». La stessa che, per esempio, ha mosso il dibattito sulle «ronde». «Il termine - sottolinea - nel decreto Maroni non esiste. Perché bisogna autoflagellarsi andando a utilizzare questi termini che evocano qualcosa di negativo? Da parte della Lega è stata fatta, a volte, una retorica "cattivista" che ha presentato male questi contenuti e ha dato messaggi sbagliati».

24 agosto 2009 - Viterbo Notizie - Donato Robilotta (Pdl)

“Il piano casa ha troppi vincoli”

Il testo licenziato dalla commissione urbanistica non contiene nessun elemento per il rilancio dell'economia attraverso le misure straordinarie per il settore edilizio dal momento che i provvedimenti adottati non consentono di utilizzare gli ampliamenti previsti dall'accordo sottoscritto in conferenza Stato-Regioni; i vincoli sono così tanti che di fatto annullano la platea interessata al Piano di rilancio dell'economia.
Condivido, inoltre, il grido d'allarme lanciato dal segretario della Cgil Di Berardino.
Nel piano elaborato dalla maggioranza manca l'edilizia destinata al sociale. Sono particolarmente sorpreso dalle dichiarazioni dell'assessore Di Carlo che nel tentativo di attaccare la giunta Alemanno, sulla mancanza di aree da destinare all'edilizia economica e popolare, di fatto attacca la giunta Veltroni di cui l'assessore alla casa era uno dei massimi sostenitori e fino a qualche anno fa uomo di punta della sua giunta.

27 agosto 2009 - Civis

PDL: inadeguato il piano casa di Marrazzo

Il Piano Casa messo a punto dal centrosinistra che governa la Regione Lazio è assolutamente inadeguato e incapace di rispondere alle esigenze che arrivano dal territorio, in particolare quello della provincia di Frosinone.
Nonostante le buone opportunità messe a disposizione dal presidente Silvio Berlusconi quando ha messo a punto la legge quadro nazionale sul Piano Casa, destinato a rimettere in moto il comparto dell’Edilizia e fornire allo stesso tempo a tutti i cittadini la possibilità di effettuare sulle loro abitazioni i piccoli ampliamenti divenuti necessari con il passare degli anni, tutto è stato vanificato nel momento in cui Piero Marrazzo è andato ad adattare la legge nazionale alle esigenze regionali. Perché il Piano Casa di Marrazzo è inadeguato? E’ stato incatenato ad una serie assurda di vincoli, resi ancora più farraginosi dalle norme del Piano Territoriale Paesistico Regionale, non si è tenuto conto dei territori agricoli e della particolare conformazione della Ciociaria con la sua vocazione rurale e quindi dotata di moltissime case che si trovano in aree di campagna.Criticare non è sufficiente. Per questo il Pdl della provincia di Frosinone ha organizzato un convegno di studio con tecnici urbanisti, l’assessore provinciale all’Urbanistica, il presidente dell’amministrazione provinciale. Ai lavori saranno invitati i responsabili del servizio Urbanistica e gli assessori al ramo di tutti i 91 Comuni della provincia di Frosinone.
Il convegno si terrà lunedì 14 settembre alle 17.00 presso la Sala Convegni dell’Hotel Cesari di Frosinone.

 

24 agosto 2009 - Il Tempo

Arrivano i fondi del nuovo piano-casa. Contrastare l'emergenza abitativa

Questo l'obiettivo della Regione, che, grazie all'approvazione di una delibera, ha stanziato oltre 39 milioni di euro per contrastare l'emergenza abitativa nel Lazio, grazie al recupero o all'ampliamento del patrimonio immobiliare dei Comuni, destinato a essere messo a disposizione dei residenti che necessitano di una casa e che sono in difficoltà. «Si tratta di un provvedimento importante perché - ha detto il presidente Marrazzo - concretizza il nostro impegno sul fronte dell'emergenza abitativa in tutto il territorio regionale. Da settembre Ater e Comuni dovranno agire con grande sollecitazione affinché individuino al più presto progetti e aree ove mettere a frutto questo robusto investimento». A Rieti del totale del finanziamento andranno 1 milione e 470 mila euro. Sulla base delle ventidue domande di finanziamento pervenute dai Comuni, solo diciassette sono state ritenute ammissibili. L'importo complessivo delle richieste è stato superiore alla dotazione finanziaria complessiva e, pertanto, la Giunta - seguendo le direttive normative regionali - ha scelto di sostenere un solo progetto per Comune e di fissare un limite massimo di quattro milioni di euro di concessione per ciascuna opera.

21 agosto 2009 - TusciaWeb

Piano casa, accolte le proposte della Cia

Sul bollettino ufficiale della Regione Lazio n.31 del 21 agosto 2009, supplemento n.142 è stato pubblicato il testo della LR n.21 del 11/09/2009 “Misure straordinarie per il settore edilizio e interventi per l’edilizia residenziale sociale”, meglio nota come legge per il Piano casa.
La Cia di Viterbo esprime soddisfazione perché il testo licenziato dal Consiglio Regionale da una parte conferma la possibilità di intervento anche per le zone agricole con l’ampliamento del 20% dell’edilizia residenziale, dall’altra amplia come da noi richiesto, la platea dei potenziali soggetti beneficiari agli eredi dei coltivatori diretti degli Iap e agli imprenditori agricoli iscritti alla Camera di Commercio.
La Cia ringrazia l’assessore all’Agricoltura Daniela Valentini promotrice dell’inserimento delle zone agricole nella legge, e il consigliere regionale Parroncini insieme a tutti i consiglieri regionali.
La Cia invita gli agricoltori a cogliere l’opportunità offerte dalla Legge Regionale.

 

13 agosto 2009 - TusciaWeb

"Piano casa, provvedimento efficace e concreto"

“Il Piano Casa approvato dall’Aula del Consiglio Regionale è il frutto di un lavoro lungo e paziente portato avanti dalle Commissioni urbanistica e Casa della Pisana, che con grande capacità di ascolto e mediazione sono riuscite ad accogliere le istanze di tutte le categorie interessate, dai sindacati agli imprenditori, dai movimenti per la casa alle associazioni ambientaliste”.
E’ quanto dichiara il capogruppo Pd al Consiglio Regionale del Lazio, Giuseppe Parroncini.
“Gli emendamenti presentati in Aula – spiega - hanno ulteriormente migliorato un provvedimento che porterà a liberare risorse importanti per la ripresa economica del Lazio e contemporaneamente a garantire risposte certe all’emergenza casa che interessa ampie aree, soprattutto urbane, del nostro territorio.
La possibilità di ampliamento del 20% degli immobili esistenti, l’obbligo di attenersi ai principi della bioedilizia e delle norme antisismiche nell’edificazione di quelli nuovi, la semplificazione delle procedure urbanistiche a favore degli enti locali e la massiccia iniezione di risorse nell’edilizia sociale, sono tra le misure più significative previste dal provvedimento che la Regione Lazio è riuscita a definire partendo dal protocollo d’intesa siglato tra Governo e Regioni lo scorso aprile.
Un provvedimento complesso – conclude Parroncini - che risponde con proposte puntuali ed efficaci ad esigenze reali quanto urgenti”.

 

11 agosto 2009 - Il Tempo

Ater, bene il piano casa regionale

«Una svolta per l'Ater e una risposta concreta all'emergenza abitativa».
Così il presidente dell'Ater di Frosinone, Ettore Urbano, commenta il piano casa approvato dalla Regione Lazio. Tra i vari punti del provvedimento, vi sono anche alcuni importanti aspetti che attribuiscono alle Aziende di edilizia residenziale pubblica nuovi ruoli e nuove competenze. Intanto una quota di terreni privati (intorno al 50%) oggetto di varianti urbanistiche e che verranno ceduti ai comuni dovranno avere come destinazione finale la realizzazione di nuove case popolari. Ci sarà inoltre la possibilità da parte dell'Ater di cambiare la destinazione d'uso per immobili non ad uso residenziale di propria proprietà mentre sarà concessa la possibilità di realizzare ai piani terra appartamenti per i cittadini diversamente abili.
«C'è grande soddisfazione per l'approvazione di questo piano - dichiara Ettore Urbano - perché rappresenta una svolta per la Regione che recupera i ritardi del governo nazionale ed apre nuovi spazi per rispondere all'emergenza abitativa. La grande novità voluta dall'assessore Di Carlo e dal presidente Marrazzo consiste nell'aver individuato una quota di bilancio fisso per lo sviluppo delle politiche per la casa. Per 10 anni consentirà di pianificare interventi a lungo termine con risorse a destinazione vincolata».
Perché questo piano rappresenta una svolta per l'Ater? «Si tratta di una legge – spiega il presidente dell'Ater di Frosinone – di ampio respiro che apre una nuova fase nell'edilizia residenziale pubblica. Il ruolo dell'Ater cambia radicalmente: l'azienda diventa una cabina di regia per questi interventi urbanistici. Una legge che viene approvata dopo i 100 milioni di euro che la Regione ha già stanziato per nuove costruzione e i fondi destinati ad interventi innovativi sul risparmio energetico e sulle politiche eco-compatibili. Questo piano rappresenta una svolta epocale perché si dà corso ad una chiara e netta politica della casa rimettendo al centro dell'interesse politico le risposte ai fabbisogni abitativi che provengono dai cittadini». Ci sarà la possibilità di dare un ruolo anche ai privati che potranno intervenire nel cofinanziamento e nelle operazioni urbanistiche con i comuni. Una politica che l'Ater di Frosinone già ha «anticipato» in diverse occasioni.

 

11 agosto 2009 - Sinistra e Libertà - Enrico Fontana

Un'Italia diversa è possibile: il Piano Casa Lazio

Disinnescare, per quanto possibile, le minacce del “piano veranda” di Berlusconi. Impedire il paventato “commissariamento” delle Regioni inerti. E approfittare dell’occasione per elaborare una proposta di legge con cui dare risposte concrete al bisogno di casa e tutelare, allo stesso tempo, le aree di pregio ambientale. Può sembrare un’impresa impossibile ma è questo, in sintesi, il cuore politico del provvedimento approvato dalla giunta Marrazzo e dalla maggioranza che lo sostiene, con il contributo per molti aspetti decisivo di Sinistra e Libertà.
Il “Piano casa” della Regione Lazio, approvato dal Consiglio regionale giovedì 6 agosto, ha raccolto finora giudizi positivi e/o critiche sostanzialmente benevole da movimenti e sindacati, imprese di costruzione e associazioni ambientaliste. Non era scontato. Le pressioni che ci sono state, prima e dopo l’approvazione da parte della Giunta, nel lavoro di commissione e in aula, sono state molto forti: c’era chi voleva inserire le aree protette tra quelle in cui è possibile realizzare gli interventi di ampliamento; chi premeva per ampliare le cubature; chi chiedeva di far saltare gli standard urbanistici. Tutto in nome della crisi economica e della necessità di dare ossigeno alle imprese. Ma sono arrivate anche altre richieste, accompagnate anche da momenti di tensione, da parte di chi rappresenta una parte di quel mondo che combatte per il diritto alla casa e vuole più investimenti per l’edilizia pubblica.
Dal confronto in maggioranza, soprattutto tra Partito democratico e Sinistra e Libertà, con i movimenti, le associazioni di categoria, i sindacati, la stessa opposizione è venuta fuori una legge vera, destinata a incidere sul tessuto economico e sociale. Una legge che potrebbe indirizzare lo stesso mercato delle costruzioni in una direzione almeno parzialmente diversa da quella indicata da Berlusconi, privilegiando la qualità al posto della quantità.
Vale la pena riassumere alcune dei punti di maggior rilievo di una legge articolata e complessa: centri storici, aree naturali protette e aree di edificabilità assoluta sono escluse da qualsiasi intervento; gli ampliamenti previsti riguardano abitazioni fino a un massimo di 1000 metri cubi, dove si potranno costruire, solo in adiacenza alle abitazioni, al massimo 200 metri cubi di ampliamenti, equivalenti a 62,5 metri quadrati circa; si possono demolire e ricostruire edifici con aumenti di cubatura massimi del 35% a condizione che vengano superati di almeno il 10% gli obiettivi di risparmio energetico e fonti rinnovabili stabiliti da leggi nazionali e regionali (nel Lazio è già in vigore una buona normativa sulla bioarchitettura); gli ampliamenti possibili salgono fino al 60 per cento se gli interventi riguardano veri e propri programmi di riqualificazione ambientale, con la liberazione di aree di pregio (parchi, litorali, zone vincolate), che vengono rinaturalizzate e rese pubbliche e la ricostruzione in zone idonee; viene stanziato 1 miliardo di euro in 10 anni per costruire e/o recuperare case popolari; vengono concessi finanziamenti e agevolazioni alle persone anziane a basso reddito che ristrutturano i loro appartamenti, sempre per renderli più efficienti dal punto di vista energetico; si possono ampliare del 10% attività di piccolo artigianato e impresa, che non superino i 1000 metri quadrati di superficie, solo a condizione che migliorino i loro sistemi di abbattimento dell’inquinamento acustico e atmosferico e riducano i consumi di energia.
Si poteva fare di meglio? Sicuramente sì. Ma anche grazie agli assessori e al gruppo consiliare di Sinistra e Libertà il Lazio ha una legge che non si limita a “fotocopiare”, magari riducendo i danni, il dettato berlusconiano. Nella nostra regione esistono problemi, penso soprattutto alla cosiddetta emergenza abitativa, che altri territori non conoscono, almeno nelle nostre dimensioni. Dobbiamo affrontare situazioni di degrado, determinate da decenni di abusivismo edilizio, regolarmente condonato, e di pessima gestione del territorio, finalizzata solo a valorizzare la rendita fondiaria, senza preoccuparsi né della qualità del costruito né, tantomeno, dei servizi. Abbiamo zone di pregio paesaggistico, come l’Agro romano, solo in parte tutelate, soggette a fenomeni di abbandono e minacciate da nuove colate di cemento, magari in nome del “social housing”.
A questi problemi abbiamo cercato di dare una risposta, concreta, sostenibile e innovativa. A partire da settembre c’impegneremo perché il quadro legislativo sia completato con la legge sul diritto all’abitare (una nostra mozione in questo senso è stata approvata a larga maggioranza) e dalla legge che vincola dal punto di vista paesaggistico tutto l’Agro romano, semplificando allo stesso tempo la vita degli agricoltori.
E’ su questo difficile confine tra tutela ambientale e rilancio dell’economia, risposta ai bisogni sociali e salvaguardia dei beni comuni che si gioca anche una sfida culturale per Sinistra e Libertà. Il cosiddetto “ambientalismo del fare” si è infranto sulle contraddizioni del Pd, favorevole al carbone pulito e pronto a strizzare l’occhiolino al nucleare. Noi, però, non possiamo rassegnarci a diventare, nella migliore delle ipotesi, i custodi dell’immobilismo, che spesso si traduce in abbandono e degrado. Dobbiamo assumerci dei rischi, misurarci anche con impostazioni culturali che hanno dimostrato, nel tempo, la loro inefficacia, cercare nuove strade, sperimentare nuove soluzioni. Nel Lazio, più o meno consapevolmente, abbiamo definito una nostra proposta politica, i cui risultati sono ovviamente da verificare. Ma i giudizi che abbiamo raccolto finora fanno davvero sperare bene.

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9 agosto 2009 - Il Messaggero - Mauro Evangelisti

Regione, più risorse per casa e servizi sociali: varato l'assestamento di bilancio

«Questo assestamento di bilancio ha rafforzato il piano anti-crisi. E in questo periodo è quanto mai importante». Il commento è dell’assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri, e arriva al termine dell’ennesima maratona del consiglio che ha approvato l’assestamento di bilancio 2009.
E’ l’ultimo atto del consiglio, prima della pausa estiva. L’11 settembre si ricomincerà, con un appuntamento molto importante e insidioso: le dimissioni del presidente, Guido Milana (eletto al Parlamento europeo) e l’elezione del suo successore (e mettere d’accordo la maggioranza sarà un’impresa titanica).
L’assestamento di bilancio, approvato ieri mattina alle 7 con i voti della maggioranza, ha messo nero su bianco alcuni provvedimenti sui quali la giunta regionale ha investito molto, anche come messaggio da inviare all’esterno: si è insistito molto sullo strumento del reddito minimo garantito, ai quali sono stati destinati 135 milioni di euro nel triennio 2009-2011 (15 nel 2009, 60 nel 2010 e 60 nel 2011). Altro fronte ritenuto importante, soprattutto alla luce dell’approvazione del piano casa («uno strumento sul quale crediamo molto», spiega uno degli artefici, il vicepresidente della Regione con delega all’Urbanistica, Esterino Montino), è quello dell’emergenza abitativa e dell’edilizia popolare. Aumentate le risorse per le opere pubbliche, con 20 milioni di euro aggiuntivi sull’illuminazione pubblica, 14,25 milioni per la manutenzione delle strade, 35 per l’edilizia scolastica, 42 per la tangenziale dei Castelli, 30 per la sicurezza stradale. «I nostri sforzi - spiega Nieri - sono stati concentrati su pochi ma significativi interventi. Investire sulle politiche abitative, sostenere il reddito di chi è in difficoltà, agevolare il credito alle imprese».
Secondo il presidente della Regione, Piero Marrazzo, è una «manovra responsabile che difende le categorie sociali più colpite dalla crisi e pone le basi per la ripresa economica, senza perdere di vista l’opera di risanamento del bilancio regionale. Uno sforzo che porterà risultati importanti nel tessuto sociale ed economico della nostra regione e che proietta il Lazio verso un futuro più sereno, aiutando anche le imprese».
Dalla minoranza critico il consigliere del Pdl, Antonio Cicchetti: «E’ una manovra senza respiro. Ed è grave che qualcuno rimasto ignoto abbia tentato di infilare una minimodifica della legge elettorale regionale nella legge di assestamento del bilancio senza che nessuno sapesse alcunché». E il capogruppo del Pdl, Fabio Armeni, attacca: «Solo un anno fa la maggioranza disse che non avrebbe più ricorso ad un maxiemendamento. Ma i fatti ancora una volta dimostrano la totale mancanza di rispetto che hanno nei confronti della democrazia parlamentare».

 

9 agosto 2009 - La Repubblica - Laura Mari

Piano casa, tre miliardi di investimenti

Rispetto per il territorio, programmi di recupero ambientale e riordino urbano, ma anche una maggiore attenzione per la bioedilizia e l´housing sociale. Sono i punti salienti del nuovo Piano Casa approvato dalla Regione per il quale, secondo la stima del presidente dell´Ance Lazio Stefano Petrucci «se soltanto un 12% delle famiglie interessate aderisse, attiverebbe nell´intera regione un investimento di 2 miliardi e 800 milioni di euro, pari al 20% del totale degli investimenti in costruzioni realizzati nel Lazio nel 2008». Inoltre, secondo Petrucci «ci potrebbero essere 47mila nuovi occupati, di cui circa 35mila direttamente nelle costruzioni e 12mila nell´indotto. E´ una legge con importanti prospettive».
Il piano, che punta in primo luogo a salvaguardare il territorio dagli scempi edilizi, esclude qualsiasi possibilità di intervento all´interno dei centri storici, delle aree naturali protette, delle zone sottoposte a inedificabilità e di quelle a rischio esondazione. Negli altri casi, invece, la maggior parte della abitazioni private (con volume non superiore a mille metri cubi) potrà ottenere un aumento di cubatura pari al 20%, purché l´intero edificio non subisca un incremento superiore ai 62,5 metri quadrati. Inoltre, l´immobile, che dovrà avere il fascicolo di fabbricato, dovrà mantenere la stessa destinazione d´uso per dieci anni. Non si potranno costruire sopraelevazioni (ma l´aumento di cubatura potrà avvenire ai lati dell´edificio esistente), ma è prevista la possibilità di rendere abitabili i sottotetti.
«Con questo provvedimento - ha spiegato il presidente della Regione Piero Marrazzo - non aggrediremo il territorio laziale, ma recupereremo le aree dismesse e gli edifici risanando così zone pregiate dal punto di vista ambientale e avvicinando Roma ad una città di dimensioni europee». In caso di demolizione e ricostruzione di edifici che deturpano il paesaggio o fatiscenti, il premio di cubatura sale al 35%, mentre se verranno realizzate nuove unità immobiliari, il piano casa prevede che il 25% di queste deve essere destinato alla locazione a canone concordato. Per avviare i lavori basterà una dichiarazione di inizio attività (la normale Dia) e sarà possibile ottenere un premio di cubatura del 40% se per ricostruire l´immobile sarà indetto un concorso di progettazione. Per quanto riguarda le zone del litorale laziale, se la nuova destinazione dell´edificio demolito e riedificato sarà "turistico-ricettiva", allora l´incremento della cubatura potrà essere del 60%. Infine, la legge prevede un piano straordinario di dieci anni per l´housing sociale e i proprietari delle aree interessate da varianti urbanistiche dovranno cedere ai Comuni il 20% della superficie edificabile: di questa, almeno il 50% sarà destinato a case popolari.

Voli

8 agosto 2009 - Il Tempo

Piano casa, approvata la legge regionale

Piano casa: dalla Regione arriveranno circa 100 milioni di euro. Il consigliere del Pd, Claudio Moscardelli ha spiegato nei minimi termini cosa prevede la nuova legge regionale per la provincia di Latina. «Ci sarà l'ampliamento per gli edifici entro i mille metri cubi nella misura del 20% - ha ricordato in una nota Moscardelli - si potrà procedere con la demolizione e la ricostruzione con incremento di volumetria del 35% secondo criteri di bioedilizia, con conseguente risparmio energetico e adeguamento alle norme antisismiche.
In caso di utilizzo dello strumento del concorso di progettazione con l'assistenza degli ordini professionali l'incremento è fino al 40%; previsti programmi integrati per il ripristino di aree ambientali e trasferimento della volumetria in area edificabile con un premio di cubatura del 50%». La normativa stabilisce programmi di riqualificazione delle periferie con incremento dei servizi per i cittadini, oltre alla riqualificazione del lungomare per i comuni costieri con demolizione e ricostruzione e trasferimento oltre i 300 metri dalla fascia costiera con un incentivo di aumento di volumetria del 60% in caso di cambio di destinazione a struttura turistico-ricettiva.
«L'unificazione con il testo dell'Udc e i contributi pervenuti dall'opposizione - ha ancora affermato Moscardelli - hanno completato il lavoro finale del testo di legge che è stato approvato. La maggioranza di centrosinistra ha dimostrato compattezza e capacità di ascolto e di risposta alle esigenze manifestate dalla nostra comunità. Per la nostra provincia saranno di grande impatto positivo le opportunità offerte sia sul piano economico che su quello della riqualificazione del patrimonio edilizio».

Voli

8 agosto 2009 - Il Messaggero

Lazio, sì all'assestamento di bilancio: via al "piano casa"

La proposta è passata con 39 voti favorevoli e 15 contrari. Stanziati 635 milioni di euro per l'edilizia popolare
Nuovi investimenti per la casa, rafforzamento del reddito minimo garantito, accelerazione dei trasferimenti dei crediti vantati dalle imprese, un piano di nuove opere pubbliche. Questi i provvedimenti più importanti della proposta di legge sull'assestamento del bilancio annuale e pluriennale 2009/2011 della Regione Lazio approvata questa mattina dal Consiglio regionale, presieduto da Guido Milana (Pd).
E' una manovra che si presenta con un duplice obiettivo: da una parte quello di proseguire l'azione di risanamento degli ultimi anni, dall'altra quello di rilanciare lo sviluppo socio-economico del Lazio. La proposta è passata con 39 voti favorevoli e 15 contrari.
Gli interventi più consistenti riguardano le politiche per la casa. La Regione sostiene il programma decennale (2009-2018) di edilizia popolare contenuto nel “piano casa” regionale, con uno stanziamento di 635 milioni di euro. Previsti, inoltre, 97 mln in più per l'edilizia agevolata e 62,5 per fronteggiare l'emergenza abitativa a Roma. Per il reddito minimo garantito sono destinati 135 milioni nel triennio 2009-11.
L'assestamento di bilancio include stanziamenti per interventi nel settore delle opere pubbliche, aumenta di 45 milioni di euro, per il triennio 2009-11, il Fondo socio-sanitario, destina 2,5 milioni in più al sostegno al prestito d'onore e alle borse di studio e 5 milioni alla campagna di vaccinazione anti-papilloma virus.
Si aggiunge anche la decisione di aumentare le risorse destinate alla legge regionale sull'immigrazione fino a 1,5 milioni di euro. A sostegno dello sviluppo degli enti locali e dei municipi, invece, la Regione Lazio attua un programma straordinario regionale di investimenti mediante l'integrazione di 42 milioni di euro per l'annualità 2009 e 28 milioni per l'annualità 2010 delle risorse disponibili.
Nieri. «Abbiamo concentrato i nostri sforzi su pochi ma significativi interventi. Investire sulle politiche abitative, sostenere il reddito di chi è in difficoltà, agevolare il credito alle imprese significa offrire soluzioni concrete per affrontare la grave crisi che stiamo vivendo», è il commento dell'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri. «In questo modo - ha aggiunto Nieri - vogliamo dare vita a un circuito economico virtuoso. Con questo assestamento si completa positivamente e si rafforza il piano anti-crisi avviato con le ultime finanziarie regionali».

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7 agosto 2009 - Adnkronos

Fontana (SL), grazie a Piano Casa risposte concrete su edilizia pubblica

"La legge approvata in Consiglio introduce una vera riforma del mercato delle costruzioni accompagnate da risposte concrete al bisogno della casa. Con l'ampliamento, la demolizione e ricostruzione delle case, si punta sulla riqualificazione del patrimonio edilizio e sulla bioedilizia". Lo dichiara Enrico Fontana, Capogruppo di Sinistra e Liberta' alla Regione Lazio.
"Si affronta poi con decisione il tema dell'edilizia pubblica. Il tutto salvaguardando centri storici e aree di pregio del territorio che non vengono compromesse. Con norme appropriate si troveranno aree dove costruire case popolari e con il fondo decennale si garantiranno i necessari finanziamenti per sostenere il diritto all'abitare".
"Insomma - conclude Fontana - dal piano veranda di Berlusconi, la maggioranza di centrosinistra che governa il Lazio risponde con un vero piano casa''.

7 agosto 2009 - Adnkronos

Pineschi, Associazione Costruttori conferma validità Piano Casa

"La migliore risposta alle critiche mosse dall'opposizione al Piano casa approvato ieri in Consiglio Regionale e' quella del giudizio positivo espresso dall'Urcel-Ance Lazio sullo stesso Piano Casa". Lo dichiara, in una nota, il capo gruppo della lista civica Marrazzo per il Pd, Massimo Pineschi.
"Fa piacere - aggiunge Pineschi - constatare che l'importante associazione di categoria abbia riconosciuto l'impostazione data alle legge: predisporre una manovra volta alla messa in moto dell'economia, alla moltiplicazione di sviluppo e di nuova occupazione. Lo testimoniano anche i dati diffusi dal Cresme, citati dal presidente dell'Ance Lazio, Stefano Petrucci, secondo cui la possibilita' di ampliare le cubature residenziali potrebbe riguardare oltre mezzo milione di abitazioni e generare investimenti per quasi tre miliardi di euro, con un significativo aumento dell'occupazione, pari a circa cinquanta mila unita', compreso l'indotto".
"Ci pare, quindi - conclude Pineschi - che tutto cio' metta fine alle polemiche di questi giorni sullo scarso peso economico di questa legge, che invece sa coniugare lo sviluppo, la salvaguardia dell'ambiente, come confermano il plauso di Italia Nostra e la scelta di puntare sulla bioarchietteura, e quell'attenzione per i piu' deboli che ha caratterizzato l'intera legislatura e che e' presente anche nell'assestamento di bilancio che ci apprestiamo a votare in Consiglio''.

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7 agosto 2009 - Adnkronos

Brancati (LR), con Piano Casa più edilizia residenziale pubblica

"In una concezione di economia di mercato in cui tutti si sentono liberali, ma in realta' sono piu' che statalisti, noi liberali riteniamo giusto un equilibrio fra mercato e solidarieta' sociale. Riteniamo importante rispondere ad un'esigenza delle fasce deboli che si e' resa ancora piu' necessaria per la crisi economica. Quindi riteniamo importante il varo del piano casa che offre la giusta attenzione a chi non e' in grado di affrontare gli attuali costi elevati di una prima casa e nello stesso tempo fa ripartire un volano economico come quello edilizio". Lo dichiara il presidente del Gruppo Repubblicani Liberali al Consiglio Regionale del Lazio, Antonietta Brancati.
"La legge nasce in primis - continua Brancati - come razionalizzazione del territorio, con un fermo chiaro ad un'edilizia senza regole che ha cementificato senza scrupoli parti importanti della nostra regione. Un piano che tiene conto della eco-sostenibilita' e della peculiarita' del nostro territorio, da preservare e valorizzare anche a fini turistici e quindi non piu' da saccheggiare per interessi privati o per iniziative statalistiche. In questo piano, che tiene conto delle peculiarita' del nostro territorio, ricco di valenze storiche artistiche e culturali, un grande successo e' stato l'approvazione dell'emendamento da me presentato sulla tutela effettiva dei casali storici.Una vittoria che paga anni di battaglie ambientaliste di Italia Nostra e dei tanti studiosi, come Antonio Cederna, che si sono battuti strenuamente per preservare questi beni storici".
"Si e' raggiunto un equilibrio virtuoso - conclude il presidente del Gruppo Repubblicani Liberali - fra le necessita' dell'edilizia sociale e di un libero mercato che sia rispettoso delle regole, il cui mancato rispetto ha determinato la bolla che ha collassato il mercato mondiale. Da Liberali riteniamo importante aver fornito la giusta attenzione alle fasce sociali deboli, rese ancora piu' fragili dalla crisi in atto, e al tempo stesso aver ottenuto il giusto rispetto per la peculiarita' del nostro territorio, ricco di valenze archeologiche, storico-ambientali e paesaggistiche. Sono state cosi' poste le basi legislative per la sua preservazione e valorizzazione, mettendo fine al suo saccheggio indiscriminato".

 

7 agosto 2009 - Adnkronos

Di Berardino (CGIL), passo avanti Giunta su Piano Casa

''La Cgil apprezza il passo avanti compiuto dalla giunta regionale che, predisponendo un piano straordinario decennale per la realizzazione delle case popolari, mostra di aver accolto anche il nostro appello''. E' quanto dichiara Claudio Di Berardino sul piano casa della Regione Lazio approvato ieri. ''Il provvedimento - ha aggiunto - ora va nella direzione giusta, non solo perche' offre finalmente una risposta concreta all'emergenza abitativa, che a Roma tocca il record di 50 mila alloggi, ma anche perche' tiene conto degli effettivi bisogni delle persone e soprattutto delle famiglie, impoverite dalla crisi''.
''Si tratta di famiglie - ha proseguito Di Berardino - molto spesso impossibilitate ad arrivare a fine mese e a sostenere sia i canoni di affitto di mercato sia quelli di 500 euro previsti dall'edilizia agevolata. Apprezziamo inoltre - ha continuato - gli sforzi compiuti per coniugare il rilancio dell'edilizia nella nostra regione con la necessita' di tutelare il territorio e il paesaggio. Chiediamo che il provvedimento diventi quanto prima operativo e auspichiamo che i comuni, a partire da quello di Roma, dove il problema e' piu' urgente, metta a disposizione le aree destinate alla realizzazione degli alloggi popolari''.
''A settembre - ha concluso Di Berardino - torneremo a formulare in sede comunale le nostre proposte. Il recupero degli edifici pubblici in disuso, come caserme e scuole, e il frazionamento di alcuni appartamenti del centro abitati da anziani soli destinando gli uni e gli altri all'edilizia sociale e portando cosi' nel cuore di Roma chi da sempre vive nelle periferie''.

 

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