Regione Piemonte

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

26 agosto 2009 - MondoCasaBlog.it

Il Piano Casa è legge anche in Piemonte. Varate le norme regionali

Il ddl per il rilancio delle costruzioni consente gli ampliamenti volumetrici e lo snellimento delle procedure nel settore edilizio. Possibili gli aumenti di cubatura anche per i fabbricati a destinazione diversa dal residenziale. Gli interventi di ampliamento in deroga agli strumenti urbanistici sono realizzabili solo se si utilizzano tecnologie volte al risparmio energetico, da quantificare tramite la riduzione del 40% del fabbisogno di energia primaria dell’ unità edilizia complessiva per il solo ampliamento. Per la demolizione con successiva ricostruzione, invece, il miglioramento deve riferirsi al Protocollo Itaca 2009.
1. Tipologie di immobili. Edifici esistenti al 31 luglio 2009, ma, per il residenziale, solo unità edilizie uni e bi - familiari. Sono equiparati quelli residenziali le abitazioni degli imprenditori agricoli e gli edifici a finalità ricettive.
2. Zone escluse. Aree agricole e soggette ad alluvioni. Centri storici, aree esterne ad essi pertinenti d’ interesse storico e paesaggistico, nuclei minori, monumenti isolati, parchi nazionali e nelle aree protette istituite con legge regionale, aree sismiche di pericolosità IIIa (circolare del Presidente della Giunta regionale n. 7 / LAP dell’ 8 maggio 1996). Esclusi gli edifici valore storico - artistico o ambientale o documentario. Possibili gli interventi in aree con vincolo paesaggistico, fatto salvo l’ ottenimento della relativa autorizzazione.
3. Termini presentazione richiesta di assenso. 31 dicembre 2011
4. Incrementi volumetrici. Ampliamento del 20% volumetria per un incremento massimo di 200 metri cubi. A lavori ultimati l’ edificio deve avere al massimo 1.200 mc di volume. Sono cumulabili con ampliamenti del 20% eventualmente già previsti dagli strumenti urbanistici per motivi igienico funzionali, anche qualora non fossero stati ancora realizzati. Negli edifici residenziali ultimati entro il 2008 è possibile trasformare ad abitazione anche il piano pilots, a condizione che le opere realizzate siano conformi alle prescrizioni igienico - sanitarie e alle norme in materia di contenimento del consumo energetico.
4.1 Risparmio energetico. Riduzione del 40 per cento il fabbisogno di energia primaria oppure standard nuova costruzione per tutto l’ edificio.
4.2. Limiti urbanistici. Nessuna nuova unità abitativa. I cambi d’ uso sono possibili solo se permessi dagli strumenti urbanistici vigenti. Nessun abuso edilizio, anche parziale, a meno che sia stato condonato. Gli incrementi sono alternativi a quelli previsti dalle norme regionali sul recupero dei sottotetti, che vengono rese applicabili dalla nuova legge per gli edifici esistenti al 31 dicembre 2008.
4.3. Limiti edilizi. Incremento possibile per le altezze, purché la sopraelevazione sia limitata a un piano. Vanno serbati i limiti di densità fondiaria minimi previsti dalla legge regionale n. 56 / 1977 (che variano a seconda degli abitanti di un comune) e l’ indice di permeabilità dei suoli. Nessuna agevolazione sulle distanze legali. Vanno rispettate le norme vigenti idrogeologiche e in materia antisismica, di sicurezza, antincendio, igienico sanitaria.
5. Demolizioni e ricostruzioni. Max 25% SUL esistente. Fino al 35% con il raggiungimento di una particolare qualità ambientale. Resta necessaria l’ assenso all’ intervento con deliberazione del consiglio comunale.
5.1 Risparmio energetico. Va raggiunto il valore 1,5 previsto dal Protocollo Itaca Sintetico 2009 della Regione Piemonte (edilizia sostenibile). Incrementi fino al 35% se è toccato il valore 2,5.
5.2. Limiti urbanistici. Destinazione abitativa del fabbricato almeno al 75% e uso diverso compatibile ad essa. Il volume a destinazione non residenziale non va computato ai fini dell’ ampliamento e non va aumentato Occorre rispettare le caratteristiche tipologiche del contesto. I cambi d’ uso sono possibili solo se permessi dagli strumenti urbanistici vigenti. 5.3. Limiti edilizi. La ricostruzione deve avvenire all’ interno della stessa unità catastale nella quale è avvenuta la demolizione e vanno serbate le distanze legali. Per il resto, stesse regole previste per le addizioni di volumi.
6. Autonomia comunale. Entro il 29 settembre 2009 i comuni possono escludere zone del loro territorio e dettare parametri di applicabilità quantitativi e qualitativi, stabiliti dagli strumenti urbanistici.
7. Edilizia pubblica sovvenzionata. L’ ampliamento del 20% è condizionato all’ ulteriore requisito del raggiungimento del valore 1 nello standard Protocollo Itaca Sintetico 2009 Regione Piemonte” (edilizia sostenibile).
8. Iter e contributo costruzione. Oneri di urbanizzazione ridotti 20% per interventi edilizi con superamento barriere architettoniche.
9. Edifici non abitativi. Gli edifici a destinazione turistica hanno gli stessi vantaggi previsti per quelli abitativi. Ammessi i fabbricati a destinazione artigianale o produttiva.
9.1. Incrementi volumetrici. In caso di esaurimento degli standard di densità fondiaria, c’ è la possibilità della creazione di soppalchi con incremento massimo del 30% della SUL. Vi è comunque, in tutti i casi, anche la possibilità di incremento max del 20% della SUL, contenuto in 200 mq, senza rispetto degli standard urbanistici. Le due agevolazioni parrebbero cumulabili.
Demolizioni e ricostruzioni. Stessi criteri previsti per gli incrementi volumetrici.

11 agosto 2009 - La Stampa - Maurizio Tropeano

Tutte le modifiche nel rispetto della legge

Più è alto il risparmio energetico, più aumenta la volumetria dell’edificio
«E’ una legge che lega strettamente la possibilità di allargare le cubature al raggiungimento di obiettivi di risparmio energetico nel rispetto dei vincoli esistenti». Sergio Conti, assessore regionale all’Urbanistica, spiega così la filosofia che ispira la legge regionale numero 20 approvata dal Consiglio regionale l’8 di luglio. Si tratta delle norme che applicano in Piemonte il «piano casa» del governo Berlusconi. La Regione introduce procedure per la semplificazione in materia edilizia e urbanistica. Secondo Conti «la realizzazione del piano avrà positive ricadute economiche e occupazionali non solo nel settore edile ma anche in quello delle tecnologie energetiche». Ecco un vademecum per costruire rispettando la legge.
Fino a quando sono validi gli effetti di questa legge?
«Le disposizioni straordinarie entrano in vigore il 31 luglio e sono valide fino al 31 dicembre 2011. Si considerano validi i titoli edilizi e le denunce d'inizio attività presentati entro tale data. I Comuni hanno facoltà, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, di escludere tutto o parte del proprio territorio dall’applicazione delle disposizioni straordinarie che disciplinano gli ampliamenti e le demolizioni e ricostruzioni. Possono inoltre indicare quali parametri di piano regolatore non possono essere derogati».
Quali gli interventi di ampliamento edilizio realizzabili in deroga?
«La legge consente di realizzare interventi di ampliamento di case uni e bi-familiari a condizione che si utilizzino tecnologie volte al risparmio energetico nel rispetto dei requisiti minimi fissati o tramite la riduzione del 40% del fabbisogno di energia complessiva. E’ consentito in deroga un incremento massimo del 20% della volumetria esistente per un massimo di 200 metri cubi».
Ci sono altri limiti?
«Non è possibile superare i 1200 metri cubi di volumetria complessiva ad intervento compiuto».
Che cosa succede ai piani pilotis?
«Si potranno trasformare i piani pilotis in residenza, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie ed è prorogato di 10 anni il termine per recuperare i sottotetti esistenti».
Quali sono gli interventi ammessi sull’edilizia produttiva?
«C’è la possibilità di soppalcare gli edifici esistenti fino al 30% della superficie utile lorda (Sul) esistente e di ampliarli del 20% nel limite di 200 metri quadrati».
Quando si può demolire e ricostruire in deroga al piano regolatore?
«Il Comune potrà individuare edifici residenziali da riqualificare attraverso interventi di demolizione totale o parziale e relativa ricostruzione con un premio di cubatura fino ad un massimo del 35% del preesistente, a condizione che nella ricostruzione si utilizzino tecnologie per il raggiungimento di una qualità ambientale degli edifici secondo il Protocollo Itaca 2009».
Quali limiti dovranno essere osservati nelle aree vincolate?
«Gli interventi in deroga possono essere realizzati elevando l'altezza fino alla quantità necessaria per sopraelevare di un piano, senza derogare ai parametri qualitativi e all'indice di permeabilità dei suoli stabiliti nei piani regolatori, nel rispetto delle distanze dai confini, dalle strade e tra edifici fissate dagli strumenti urbanistici. E’ vietato modificare la destinazione d’uso degli edifici interessati».
Ci sono zone dove non si può applicare la nuova normativa?
«Sì. Gli interventi in deroga non si possono applicare nei centri storici, nei parchi nazionali, nelle aree protette istituite con legge regionale e nelle aree individuate dai piani regolatori in classe di pericolosità III e negli abitati da trasferire o consolidare».
Una legge che rinnova anche le procedure di autorizzazione...
«L’uso della Dichiarazione d’inizio attività (Dia) viene esteso rispetto alle disposizioni statali vigenti. Vengono introdotti due tipi di controlli: preventivo e successivo».
Come funziona il controllo preventivo?
«E’ un controllo formale sugli atti allegati, sul contributo versato e sull’ammissibilità tra il tipo di intervento progettato e la sua attuazione attraverso la denuncia di inizio attività. La verifica è in mano al Comune e deve essere effettuata entro i 30 giorni intercorrenti tra la presentazione della denuncia e l'inizio dei lavori».
Come funziona il controllo successivo?
«Si effettua dopo l'inizio dei lavori ed entra nel merito della soluzione progettuale con il confronto tra il progetto approvato e l'opera in corso di realizzazione. Si verifica anche la legittimità dell’intervento rispetto alla normativa ed alla pianificazione urbanistica. La legge prevede l'obbligo per i Comuni di controllare a campione almeno il 20% degli interventi edilizi».
Si potrà intervenire su zone ad alto impatto per il paesaggio?
«Sono previste norme per il recupero e la riqualificazione del patrimonio esistente. Lo scopo è di sollecitare i Comuni a prevedere azioni partecipate, anche con premi di cubatura e attraverso tecniche di perequazione, per riqualificare gli edifici, legittimamente realizzati, ma ritenuti incongrui, in funzione di una maggiore efficienza energetica o a fini sociali. Il provvedimento riguarda tutte le tipologie edilizie».

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11 agosto 2009 - La Stampa - Marina Cassi

Piano casa, spese per un miliardo

Confartigianato: dagli ampliamenti possibili 8.500 nuovi posti di lavoro «E' l'unico investimento sicuro»
Ci credono gli artigiani piemontesi nel piano casa; pensano che possa essere una boccata di ossigeno per l’edilizia in Piemonte. Una studio della Confartigianato - sulla base delle ultime rilevazioni Istat e del Anaepa 2009, l’associazione nazionale del comparto edilizia - ritiene che le famiglie spenderanno, malgrado la crisi, per ampliare la villetta, ricavare spazi abitabili nei sottotetti e che le aziende saranno interessate a aumentare la cubatura dei fabbricati.
La ricerca valuta in quasi un miliardo - e precisamente in 996 milioni di euro - la spesa che verrà sostenuta. Una vera manna per l’asfittico settore che potrebbe addirittura produrre 8500 nuovi posti di lavoro. E si tratta di interventi in edifici mono e bifamiliari che per lo più avvantaggiano proprio le piccole e medie imprese artigiane che sono 57.435 in regione con oltre 142 mila addetti. Potranno realizzare, secondo le stime, 28.107 interventi in 746 mila edifici.
Positivo il commento di Giuseppe Balestra, presidente regionale della Confartigianato: «Apprezzo l’impegno del governo nazionale e regionale su un tema cruciale per il rilancio dell’economia in questi tempi difficili. Noi come associazione saremo vigili nel verificare tempi, modi ed effettive risorse disponibili». E il segretario, Silvano Berna, spiega che per ora non ci sono segnali perché i provvedimenti sono stati appena approvati, ma è speranzoso. Dice: «So che la presidente Bresso valuta in 5 mila euro a famiglia la cifra che sarebbe disponibile in base al piano casa del governo. Concordo che non è elevata, però è comunque una cosa che può rimettere in moto l’economia».
E aggiunge: «Il piano regionale che prevede ampliamenti fino al 25% di villette e piccoli fabbricati è sicuramente utile perché sappiamo che le famiglie, anche se c’è la crisi, ritengono quelle per la casa spese utili, veri e propri investimenti. Sanno che così aumenta il valore degli immobili di cui sono proprietari. Mi sembra una tipica misura anticiclica, capace di coinvolgere aziende come le nostre». E, infatti, la misura è rivolta, più che alle maggiori imprese di costruzioni, a quelle medie e piccole che di solito svolgono lavori medi di ristrutturazioni più che lavori in grandi cantieri. L’incidenza dell’artigianato nell’edilizia è, in Piemonte, la più alta in Italia: l’81,3 per cento del totale fa parte di questo settore.
A livello nazionale interessa potenzialmente in Italia 9 milioni e 193 mila edifici interessati, di cui quasi 7 milioni di monofamiliari e oltre due milioni di bifamiliari. I posti di lavoro stimati in aumento sono 100 mila per realizzare 300 mila interventi e creare un impatto sul settore delle costruzioni di 10 milioni di euro di maggiore fatturato. Secondo Confartigianato se questo maggiore fatturato venisse interamente intercettato dalle piccole imprese - che sono il 99,7% del totale - la crescita stimata di occupazione, sulla base della produttività del lavoro di imprese fino a 50 addetti, arriverebbe a 97.965 addetti, con un aumento del 5,3% dell’occupazione dell’intero comparto.
La stima dell’impatto del piano casa sul settore prende in considerazione i dati sugli edifici interessati, costituiti da uno o due abitazioni sommando quelli desunti dal Censimento del 2001 e quelli autorizzati da permesso di costruzione tra il 2002 e il 2006.


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