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Regione Valle d'Aosta

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

31 agosto 2009 - Regione Valle d’Aosta

Piano casa Valle d’Aosta favorisce costruzione edifici ecocompatibili

L'introduzione di tecniche di costruzione ecocompatibili volte al risparmio energetico e all'uso di fonti energetiche alternative, la movimentazione di risorse economiche per riattivare un circuito virtuoso nel settore dell'edilizia privata, la riduzione e la semplificazione delle procedure: sono i punti cardine del disegno di legge sul 'Piano casa' della Valle d'Aosta, approvato recentemente dal Consiglio Valle.
"Il legislatore - sottolinea l'assessore regionale al territorio e ambiente, Manuele Zublena - ha posto l'accento sul risparmio energetico, sull'uso delle fonti energetiche alternative e sulla sostenibilità ambientale, mirando a riqualificare il patrimonio esistente alla luce anche della nuova sensibilità e cultura in tema ambientale". Secondo l'assessore Zublena, "la legge permette la diffusione di una cultura del costruire più sostenibile: questo significherà investire nelle realtà produttive professionali, creando nuove 'expertise' che potrebbero anche essere esportate".
La normativa consente un ampliamento fino al 20 per cento delle volumetrie esistenti di singole unità immobiliari, in deroga agli strumenti urbanistici generali. Se si utilizzano criteri e tecniche di edilizia sostenibile, fonti di energia rinnovabile o misure di risparmio energetico o idrico attraverso l'integrale demolizione delle abitazioni, l'incremento potrà essere del 35 per cento. Il 45 per cento di volumetria in più sarà invece possibile in presenza di programmi integrati, intese e concertazioni promosse dalle pubbliche amministrazioni, oppure di Piani urbanistici di dettaglio (Pud) di iniziativa privata, sempre a condizione dell'uso di tecniche di sostenibilità ambientale.
La legge lascia poi ai Comuni la facoltà di incentivare i residenti a intervenire nel recupero e nell'adeguamento della prima casa.

24 agosto 2009 - Edilio

Piano casa, la legge della Valle d’Aosta

È questa una delle modifiche (rispetto alla versione varata dalla Giunta) inserite nel piano casa della Valle d’Aosta, che ha ottenuto il via libera definitivo del Consiglio regionale lo scorso 28 luglio. Ma sono numerosi i cambiamenti entrati nel testo che vanno a incidere sui criteri per realizzare ampliamenti e ricostruzioni.
A partire dall’inclusione, nel campo di applicazione della legge, degli edifici destinati ad attività turistiche e ricettive extra-alberghiere. Una modifica varata allo scopo di consentire l’accesso ai bonus per strutture come «fittacamere» e ostelli (mentre per gli alberghi, i premi volumetrici fino al 40% sono già stati previsti dalla legge regionale 18/2009 di giugno). Nel testo approvato, si precisa che, per usufruire del bonus del 20% per gli ampliamenti, debbano essere «garantite» le prestazioni energetiche e igienico-sanitarie, mentre prima si faceva riferimento a un generico «mantenimento». Il parametro in base al quale calcolare i bonus, sia per ampliamenti che per demolizione e ricostruzione (fino al 35%), diventa invece quello delle volumetrie esistenti (prima il riferimento era agli indici urbanistici di zona). Da notare che il bonus del 20% per l’ampliamento riguarda anche la «realizzazione» di unità immobiliari.
Una norma che consente, nell’attuazione dell’aumento volumetrico, di creare nuove unità immobiliari distinte, in termini catastali, da quella originaria. In sostanza, spiegano i tecnici regionali, si prevede la possibilità di «dividere» la casa ampliata in più unità immobiliari.
Regione Valle d’Aosta – Legge regionale “Misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche e la riqualificazione del patrimonio edilizio regionale” – Approvata dal Consiglio il 28 luglio e in attesa di pubblicazione sul Bur

7 agosto 2009 - Il Sole 24 Ore - Silvio Rezzonico e Giovanni Tucci

In Valle d'Aosta il Piano Casa non ha limiti temporali

La Valle d'Aosta è la prima, tra tutte le regioni, a varare una norma non straordinaria, ma "a regime", senza termini per presentare le domande per l'autorizzazione (seguirà forse il Friuli Venezia Giulia). Non stabilisce di fatto distinzioni tra immobili abitativi e non abitativi: sono tutti agevolati allo stesso modo (solo in Veneto ci sono regole abbastanza simili).
Gli ampliamenti. Rispetto agli ampliamenti (+ 20% dei metri cubi) i requisiti sono particolarmente miti: nessun risparmio energetico ulteriore è richiesto, basta assicurare quello dell'edificio pre-esistente. Non solo, è consentito sopra i 300 metri di altitudine (cioè praticamente in tutto il territorio regionale), ridurre le altezze minime dei locali, che erano già limitate rispetto a quelle previste nel resto d'Italia. Se ne deduce che le volumetrie aggiunte sono sfruttabili al massimo, grazie a soffitti bassi.
La sostituzione. Per le demolizioni e ricostruzioni si tocca il 40% di crescita della volumetria (e si raggiunge il 45% in caso di programmi integrati, intese e concertazioni promossi dalla Regione o dai Comuni). Stavolta, però, è indispensabile seguire criteri e tecniche di edilizia sostenibile, utilizzare fonti di energia alternative e rinnovabili o conseguire misure di risparmio delle risorse energetiche o idriche. Come, lo deciderà una prossima delibera di Giunta.
I titoli. L'iter burocratico prevede la concessione edilizia: la semplice Dia è ammessa solo per gli interventi di ampliamento di abitazioni permanenti o principali. In compenso le abitazioni permanenti di vedono ridurre a metà il contributo di costruzione, in caso di edifici ricostruiti. Ulteriori riduzioni del contributo, in caso di installazione di fonti rinnovabili, saranno decise dalla Giunta.
Gli alberghi. Un'altra legge (la n. 18/2009) aveva in precedenza concesso incrementi volumetrici fino al 40% del volume a certe strutture turistiche. Agevolati senza particolari condizioni gli alberghi che intendono installare centri benessere e i ristoranti con cucina tipica. Per gli altri alberghi e per gli affittacamere l'incremento del 40% è concesso solo qualora la struttura, che aveva ricevuto già una classificazione, sia stata chiusa e intenda riaprire. Gli esercizi, che possono essere situati anche nei centri storici, devono presentare, entro un anno dal termine lavori, un piano di ripresa dell'attività.

3 agosto 2009 - Lavoriincasa.it - Carmen Granata

Piano Casa: legge in Val d'Aosta

Mentre, a livello nazionale, il Governo ha emanato una legge sul Piano Casa riguardante soltanto l’housing sociale, per quello che riguarda gli ampliamenti volumetrici da tempo promessi ai privati cittadini, sono le Regioni che stanno di volta in volta emanando le proprie normative locali.
E’ il momento della Val d’Aosta, che ha approvato il proprio disegno di legge in materia di Misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche e la riqualificazione del patrimonio edilizio regionale in Consiglio Regionale, con 26 voti favorevoli, 5 contrari e 3 astenuti.
Il testo di legge prevede che gli immobili che abbiano ottenuto un titolo abitativo edilizio entro il 2008 possano procedere alla richiesta di ampliamenti volumetrici fino al 20% dell’esistente.
La demolizione e ricostruzione degli immobili, con ampliamento del 35% se realizzati con criteri di edilizia sostenibile, sarà possibile per gli immobili edificati prima del 31 dicembre 1989.
Se gli interventi riguarderanno interi quartieri da riqualificare dal punto di vista energetico, idrico e costruttivo, il premio di cubatura potrà arrivare al 45%. In questo, caso, però, non sarà sufficiente l’iniziativa privata, ma bisognerà concordare gli interventi con le pubbliche amministrazioni, o inserirli all’interno di un Piano urbanistico di dettaglio (PUD).
Vista la vocazione turistica della Regione, saranno permessi ampliamenti delle superfici fino al 40% anche per gli alberghi, in deroga alla normativa urbanistica locale.
Il Piano ha lo scopo di rispondere alle esigenze abitative delle famiglie, di rilanciare l’edilizia, di valorizzare il patrimonio architettonico esistente, di migliorare l’efficienza energetica degli edifici attraverso l’uso di fonti energetiche rinnovabili e l’utilizzo di criteri costruttivi all’insegna della sostenibilità ed, infine, di semplificare le procedure burocratiche ed amministrative per l’ottenimento dei permessi.
Polemiche ci sono state da parte dell’opposizione locale, in quanto alcuni esponenti hanno ritenuto che l’adesione di una Regione come la Val d’Aosta, a statuto speciale, ad orientamenti generali dettati a livello nazionale, possa nuocere alle peculiarità ambientali e paesaggistiche del territorio locale.

 

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