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Regione Veneto

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

22 agosto 2009 - RovigoOggi.it

Fino al 20% di cubatura in più per la prima casa

Come applicare il piano casa Veneto promosso dell'assessore regionale Marangon. 20% di aumento di cubatura con la possibilità di aumento per chi decide di costruire con i criteri di bioedilizia
Assessore regionale Marangon scrive ai giornali relativamente alle possibilità offerte dalla legge regionale sul “Piano Casa” dopo le molteplici polemiche che si sono susseguite nelle settimane scorse. Secondo l'assessore regionale sono circa 8000 aziende agricole della Provincia di Rovigo che sarebbero le dirette interessate a tale legge.
Secondo l’Assessore questa legge rappresenta, in generale, una grande opportunità di ammodernamento e sviluppo del territorio, nel caso particolare, dando agli agricoltori la possibilità di aumentare del 20 per cento la cubatura delle proprie residenze, gli conferisce ancor più il ruolo di difesa dell’ambiente, di accrescimento dell’agricoltura accompagnato al radicamento alla nostra campagna polesana.
L’Assessore, commenta inoltre molto positivamente i dati di Confartigianato Veneto che stimano, nel periodo di applicazione del Piano Casa, come la filiera dell’edilizia potrà attivare lavori e forniture per circa 5.5 miliari di euro, aiutando l’economia ad uscire da una crisi, che dai primi segnali positivi pare finalmente in dirittura di arrivo.
“Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato, lo scorso 1 luglio, la legge regionale 14/2009, meglio nota come piano casa – spiega Renzo Marangon - Si tratta di una legge importante per consentire il rilancio dell’attività edilizia attraverso l’ampliamento degli edifici esistenti e il contestuale miglioramento della qualità architettonica ed edilizia. La legge, pubblicata sul Bur del 10 luglio, è entrata in vigore il giorno successivo la sua pubblicazione. Le norme che consentono l’ampliamento di edifici residenziali destinati a prima casa di abitazione trovano immediata applicazione, mentre è differita l’applicazione degli articoli che prevedono l’ampliamento di edifici residenziali, non destinati a prima casa di abitazione e di edifici adibiti ad uso diverso; per tali ipotesi, infatti, è necessario attendere le deliberazioni del Consiglio Comunale relativa all’applicazione delle nuove disposizioni”.
I punti a cui fa riferimento Marangon sono relativi alla prima casa di abitazione e le principali ipotesi previste dalla legge sono le seguenti :
1. Ampliamento fino al 20% del volume degli edifici; tale percentuale può essere elevata di un ulteriore 10% nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedono l’uso di fonti di energia rinnovabile;
2. Rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989 con ampliamento fino al 40% del volume mediante integrale demolizione e ricostruzione degli edifici, solo qualora vengano utilizzate tecniche costruttive di bioedilizia;
3. La percentuale di cui al punto precedente può essere elevata fino al 50% nel caso in cui l’intervento di demolizione e ricostruzione comporti una ricomposizione plani volumetrica e sia oggetto di un piano attuativo;
4. In zona agricola l’ampliamento del 20%, se realizzato sulla prima casa di abitazione, è calcolato sulla planimetria assentibile ( 800 metri cubi ), ai sensi della normativa vigente;
5. Per dare il via ai lavori non servirà più il permesso di costruire ma sarà sufficiente la DIA corredata da una specifica documentazione;
6. Per presentare le richieste ci saranno 24 mesi di tempo dalla data di entrata in vigore della legge stessa;
7. Per quanto riguarda gli oneri è prevista una riduzione del 60% solamente per le prime case.

12 agosto 2009 - l'arena.it

Cantieri edili, è crisi nera - A settembre il Piano casa

LEGNAGO. Nei primi sei mesi di quest’anno le pratiche edilizie sono diminuite del 18 per cento rispetto al 2008 - Per rilanciare il comparto e garantire i posti di lavoro verrà adottato il nuovo strumento regionale
L'edilizia è in crisi nera anche nel capoluogo della Bassa dove da qualche tempo imprese ed immobiliari sono alle prese con una preoccupante flessione di vendite e commesse. Che il comparto sia in ginocchio lo confermano non solo i muratori, gli imbianchini, i piastrellisti e gli altri addetti che, sempre più numerosi, chiedono aiuto in municipio dopo aver perso il lavoro. Ma anche i dati statistici dell'Ufficio tecnico comunale da cui emerge il momento di forte difficoltà che sta minando un settore produttivo fino ad alcuni mesi fa fiorente. E quindi la drastica «cura dimagrante» di un giro d'affari da parecchi zeri alimentato da migliaia di artigiani rimasti di punto in bianco disoccupati.
«Seppur la contrazione sia inferiore a quella riscontrata in altre aree della provincia», sottolinea Paolo Longhi, assessore ai Lavori pubblici, «l'andamento non è di certo incoraggiante nemmeno a Legnago. Rispetto ai primi sei mesi del 2008 le pratiche edilizie sono diminuite infatti del 18 per cento con un calo del 16,37 per cento dei permessi di costruire e del 3,5 per cento delle dia, le denunce di inizio attività presentate dai privati per interventi di modesta entità». Per incoraggiare la ripresa del settore edile il Comune è pronto a correre ai ripari con alcuni provvedimenti a stretto e medio termine destinati a ridare ossigeno in primo luogo alle piccole imprese ridotte al collasso dalla brusca riduzione della domanda. Oltre che dal rientro anticipato dei crediti concessi dalle banche.
«Entro settembre», annuncia Longhi, «adotteremo in consiglio il Piano casa approvato il primo luglio dalla Regione proprio per garantire il rilancio dell'attività edilizia attraverso l'ampliamento degli edifici esistenti ed il contestuale miglioramento della qualità architettonica ed edilizia. Questo stumento, che sulla scorta dell'impostazione concordata con il resto della giunta non conterrà ulteriori limitazioni rispetto a quelle già introdotte dalla legge regionale, dovrebbe sbloccare la situazione creando così nuove opportunità di lavoro e di investimento sul nostro territorio».
Di pari passo al Piano casa, che consentirà di usufruire di procedure semplificate e di oneri di costruzione scontati del 60 per cento per le abitazioni principali, l'amministrazione approverà quest'anno il documento preliminare del Piano di assetto territoriale (Pat) da cui dipenderà la pianificazione urbanistica e lo sviluppo futuro della città. «Inoltre», conclude l'assessore, «rivaluteremo con i soggetti attuatori i Programmi integrati di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale (Piruea) ancora in sospeso in modo da rimuovere gli ostacoli che ne hanno finora rallentato o impedito il perfezionamento».

2 agosto 2009 - Ance

Piano Casa Regione Veneto - Scheda di sintesi

AMPLIAMENTI
Sono consentiti ampliamenti in deroga agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi sia per il residenziale che per uso diverso dall’abitativo.
Residenziale:
- 20 % del volume
- ulteriore 10% in caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di fonti di energia rinnovabile con potenza non inferiore a 3Kwh
Non residenziale:
- 20% della superficie coperta
- ulteriore 10% in caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di fonti di energia rinnovabile con potenza non inferiore a 3Kwh
Per entrambe le tipologie:
- l’ampliamento deve realizzarsi in aderenza rispetto al fabbricato o utilizzando un corpo edilizio contiguo salvo il caso in cui non sia possibile oppure comprometta l’armonia estetica del fabbricato esistente. In tal caso può essere autorizzata la costruzione di un corpo edilizio separato, di carattere accessorio e pertinenziale
- nei limiti dell’ampliamento sono da computare l’eventuale recupero dei sottotetti esistenti
- ammessi interventi anche nei condomini purché nel rispetto delle norme del codice civile
- in ipotesi di case a schiera l’ampliamento è ammesso qualora venga realizzato in maniera uniforme con le stesse modalità
- non può essere modificata la destinazione d’uso tranne nel caso di ampliamento realizzato mediante l’utilizzo di un corpo edilizio contiguo già esistente
DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE
Sono consentiti in deroga agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi interventi di demolizione e ricostruzione, con incrementi di cubatura, degli edifici realizzati anteriormente al 1989 sia residenziali che per uso diverso dall’abitativo.
Residenziale:
- 40% della volumetria esistente
Non Residenziale:
- 40% della superficie coperta
Condizioni
Gli interventi di demolizione e ricostruzione con aumento del 40% della volumetria o della superficie coperta sono consentiti purchè:
- situati in zona territoriale propria
- vengano utilizzate per la ricostruzione tecniche costruttive per l’edilizia sostenibile (Lr 4/2007)
Per entrambe le categorie:
- aumento del 50% nel caso in cui l’intervento comporti una ricomposizione planivolumetrica con modifica dell’area di sedime nonchè della sagoma e sia oggetto di un piano attuativo
Non concorrono a formare cubatura pensiline e tettoie per l’installazione di impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 6 kWp
RIQUALIFICAZIONE DEGLI INSEDIAMENTI TURISTICI E RICETTIVI
E’ possibile ampliare fino al 20% le attrezzature all’aperto di cui all’allegato S/4 lettera b) e lettera d) della Lr 33/2002 (stabilimento balneare con strutture fisse; infrastrutture privare limitatamente ai campeggi e impianti sportivi e ricreativi) anche se ricadenti in area demaniale.
TITOLO ABILITATIVO
DIA da presentare entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore delle legge.
LIMITAZIONI
Gli interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria non possono essere realizzati:
- su edifici ricadenti all’interno dei centri storici
- su edifici vincolati
- su aree dichiarate inedificabili;
- su immobili anche parzialmente abusivi oggetto di ordinanza di demolizione;
- su edifici aventi destinazione commerciale qualora siano volti ad eludere o derogare le disposizioni in materia di programmazione, insediamento e apertura di strutture di vendite etc
I Comuni entro il 30 ottobre 2009 deliberano, sulla base di specifiche valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico ed ambientale, se e con quali limiti applicare la normativa sugli ampliamenti e demolizioni e ricostruzioni con aumento di volumetria o superficie coperta.
RIDUZIONI ONERI CONCESSORI
Ampliamenti e Demolizione e ricostruzione:
E’ prevista la riduzione del 60% se destinati a prima abitazione
I Comuni possono stabilire ulteriori riduzioni se si utilizzano tecniche di risparmio energetico, bioedilizia, energie rinnovabili.