Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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10 Aprile 2009 - Repubblica - Carlo Alberto Bucci
Matteoli: L' ho scritto a Tremonti e al premier un errore far slittare le norme antisismiche

«Assolutamente contrario» al ritardo dell' entrata in vigore delle norme antisismiche. Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli aveva bocciato l'ennesimo ritardo nell'applicazione delle "Norme tecniche per le costruzioni in Italia", pronte dal lontano 2003. Ma invece l'emendamento del senatore pdl Gabriele Boscetto è passato e le Camere hanno convertito in legge il decreto che congela l'obbligo per progettisti e costruttori di edificare pensando al rischio terremoti. Il "salvagente" antisisma entrerà in vigore non più il 30 giugno 2009, ma il 30 giugno 2010. «Abbiamo deciso di procrastinare di un anno accogliendo le richieste di ingegneri e imprenditori che chiedevano più tempo per adeguarsi alle nuove regole» spiega Boscetto. L'emendamento è stato approvato dalla prima commissione del Senato il 4 febbraio scorso. «Al riguardo - scriveva sei giorni dopo il ministero delle Infrastrutture alla Presidenza del Consiglio e a Tremonti - si esprime l'assoluta contrarietà ». Nella lettera Matteoli sottolineava che «un'ulteriore proroga avrebbe, infatti, effetti sensibilmente negativi per i mancati benefici sulle opere realizzate, in termini di qualità e sicurezza, comportando altresì un inevitabile calo di fiducia nei confronti di questa amministrazione da parte dei progettisti e in genere di tutti gli operatori del settore che da anni auspicano norme certe e funzionali». L'ingegner Alessandro Martelli - responsabile della sezione Prevenzione e rischi naturali dell' Enea e docente a Ferrara di Scienza delle costruzioni in zona sismica - il 12 febbraio scorso ha scritto a Matteoli chiedendo un impegno contro il «regime di proroga» delle norme antisismiche: per mettere, nella lotta ai terremoti, l' Italia al passo con l' Europa. «Lo slittamento - ribadisce il professor Martelli - indica che ha avuto la meglio la mentalità per cui il risparmio viene prima della sicurezza». La tragedia dell' Aquila non consente però ulteriori ritardi. E Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture, ieri ha annunciato che nel Piano-casa sarà soppressa la deroga per l'adozione delle norme antisismiche.

10 Aprile 2009 - Il Tempo - Rachele Zinzocchi
Matteoli: "Piano casa per gli sfollati"

Di case, di nuove città, in Abruzzo c'è bisogno come del pane. Chi è sopravvissuto non ha fatto in tempo a rallegrarsi che subito è stato travolto dalla tragica consapevolezza di non aver, in molti casi, più niente. Il ministro: "Già pensiamo a ricostruire, per tutti un'abitazione entro 2 anni.
«Il piano casa previsto dal Governo giunge oggi quanto mai opportuno. Erano infatti già state previste abitazioni per categorie più deboli, case non molto grandi ma pensate per i giovani, gli studenti, chi si trova in difficoltà economica, da concedere a condizioni agevolate. Su questo ora l'Abruzzo e le vittime del terremoto avranno diritto di precedenza assoluto. L'Aquila sarà la "new town", la prima, di cui ha parlato il Presidente Berlusconi". Così il Ministro Altero Matteoli annuncia di voler fronteggiare uno tra i drammi più gravi per gli sfollati del terremoto: l'emergenza casa.
Di case, di nuove città, in Abruzzo c'è bisogno come del pane. Chi è sopravvissuto non ha fatto in tempo a rallegrarsi che subito è stato travolto dalla tragica consapevolezza di non aver, in molti casi, più niente. "La prima cosa da fare", spiega Matteoli, "era cercare di tirar fuori dalle macerie più persone possibili. Poi dovevamo trovare una sistemazione per circa ventimila sfollati. Ora è il momento di pensare alla ricostruzione. Un obbligo per un Paese come il nostro".
Un miliardo e 300 milioni di euro per ricostruire, 24-28 mesi il tempo stimato. Come pensate di riuscirci, con questo budget e in così poco tempo?
"Al momento stiamo ancora facendo inventari. Queste sono davvero semplici stime e, come tali, andranno verificate. Abbiamo interpellato i tecnici del Ministero, chiedendo loro di ipotizzare - sulla base dei loro manuali e delle loro conoscenze - un budget di massima necessario per le opere edilizie. Così è venuta fuori la cifra di 1,3 miliardi. Ma tutto andrà analizzato sul campo. Inizieremo col distinguere tre categorie di abitazioni: quelle ristrutturabili nel breve periodo, quelle che richiederanno tempi più lunghi e quelle che andranno abbattute e ricostruite".
Cosa si intende per "new town"? E in che senso era già prevista dal "piano casa"?
"Anche qui siamo ancora in fase di studio, ma certo l'idea della "new town", seppur non presente come termine, era già nella sostanza del piano casa. Si era già pensato infatti alla costruzione e ristrutturazione di ventimila alloggi nel primo triennio, da dare poi in affitto a giovani coppie, anziani, studenti, con la possibilità di aumentarne il volume fino al 35%, in caso di utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia o che prevedano il ricorso a energie rinnovabili. Ecco, oggi la priorità su questo tipo di disponibilità sarà data agli sfollati dell'Abruzzo. Con l'aggiunta di una condizione a questo punto essenziale, specie per chi procederà all'ampliamento del 35%: che le nuove abitazioni vengano costruite con tecniche antisismiche".
Nei prossimi due anni, però, dove dormiranno gli sfollati?
"Stiamo pensando a ogni possibile soluzione. Gli alberghi del litorale, nonostante le prenotazioni pasquali, si sono messi a completa disposizione. Le Ferrovie hanno mandato treni con centinaia di cuccette. In poche ore si sono messe su le tendopoli: non sono un hotel a 5 stelle, ma almeno un riparo, che tra l'altro molti neanche vogliono lasciare, pur di restare vicini a casa. Ovvio che nessuno potrà star lì due anni. Cercheremo di dare a tutti il meglio".

10 Aprile 2009 - Virgilio Salvadanaio
Piano casa, meno libertà dopo il sisma

Trema anche il piano del governo. Slitta l'approvazione per rendere più rigide le norme antisismiche. E spuntano incentivi per i consolidamenti.
Alla legislazione "di pancia", alle instant law nate sull'emotività del momento siamo abituati da tempo. Ma in questo caso ben venga – si fa per dire – l'emergenza se serve a correggere gli errori di una legge che sta per nascere e a prevenire danni futuri. L'emergenza naturalmente è il devastante terremoto in Abruzzo. La legge, invece, è il famoso piano casa che dovrebbe lasciare agli italiani le mani piuttosto libere nella ristrutturazione e nell'ampliamento delle proprie abitazioni. Una legge che molti attendono e molti altri temono.

Non è ancora troppo tardi

L'emergenza in atto ha imposto una "pausa di riflessione" nella corsa all'approvazione del provvedimento. Il governo annuncia l'inserimento di norme antisimiche più rigorose e pare anche degli incentivi per consolidare gli edifici in zone a rischio sismico.
Si tratta del secondo stop che il provvedimento riceve, dopo quello delle regioni che si sono opposte all'introduzione delle nuove regole con un decreto d'urgenza chiedendo invece un piano condiviso. Il dietrofront del governo riguarda soprattutto le norme del piano casa che prevedevano dei semplici controlli a campione successivi ai lavori di ristrutturazione invece che una precisa autorizzazione antisismica preventiva sulla base del progetto. Una deregulation del genere in questi giorni appare in tutta la sua pericolosità.

Tiranti e solette per consolidare la casa

Gli incentivi per la messa in sicurezza degli stabili più a rischio potrebbero risultare efficaci soprattutto per gli interventi più "soft". Per rendere più sicuro un vecchio edificio non è necessario ricostruirlo. In molti casi bastano interventi che non superano i 20-30 mila euro.
"Per prevenire i danni e consolidare la struttura – spiega Paolo Rocchi, docente di Consolidamento degli edifici storici, intervistato dal Sole 24 Ore – si può ricorrere alla tecnica dell''incatenamento' o 'tirantatura'. Si tratta di far correre pochi tiranti d'acciaio tra i muri contrapposti del fabbricato, annegandoli nel solaio esistente. Si fa tutto dall'interno, senza bisogno di ponteggi per i piani più alti". Il costo è di 10-15 mila euro per un edificio di tre piani. Un analogo effetto "legante" per la struttura si ottiene inserendo una soletta di cemento armato sotto i solai.
Per i vecchi muri "a sacco" (con le superfici esterne in mattoni e un riempimento di materiali di scarto), che in caso di sisma spanciano e si sbriciolano, c'è la possibilità dell'intonaco armato, una gabbia di acciaio con cui racchiudere la parete. Costo: 250-500 euro a metro quadro. Alcune di queste tecniche (ad esempio l'incatenamento) sono piuttosto antiche. Ma in Italia le riscopriamo sempre troppo tardi.

9 Aprile 2009 - Corriere della Sera
Italia Nostra: «No alle semplificazioni del piano casa in materia anti-sismica»

ROMA - «Una previsione irresponsabile». Così Italia Nostra giudica la bozza sul piano casa del governo. O, almeno, una particolare norma contenuta nel provvedimento in discussione. In particolare, l'Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione punta il dito contro la semplificazione delle procedure «di esclusiva competenza dello Stato al fine di rendere più rapida ed efficace l’azione amministrativa di disciplina dell'attività edilizia». Una semplificazione che, spiega Italia Nostra, non si arresta neppure di fronte alla «materia antisismica» e consente alle Regioni di escludere al riguardo la prevista autorizzazione preventiva, per rimettere ogni controllo in via successiva «anche con metodi a campione».
LEZIONE - «La drammatica lezione del sisma di Abruzzo - conclude l'associazione - avrà convinto della irresponsabilità di una simile previsione».

 

9 Aprile 2009 - Asca
Terremoto - Berlusconi, new town in Piano Casa, diverso da ricostruzione

L'ipotesi relativa alla costruzione di new town a ridosso dei centri storici delle citta' non e' legata all'emergenza terremoto in Abruzzo, ma rientra nel piano casa generale allo studio del governo. A precisarlo e' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri riunito questa mattina per varare le misure a favore delle aree colpite dal terremoto.
I quartieri nuovi da realizzare in Abruzzo ''fanno parte del Piano casa a cui stiamo gia' da tempo lavorando e non hanno niente a che vedere con il terremoto''.
''Intendiamo realizzare questi nuovi quartieri - ha proseguito il premier - in tutti i Capoluoghi di Provincia per dare risposta al 13% di famiglie che non ha la casa e ai giovani che vogliono mettere su famiglia. Saranno quartieri situati vicino al centro storico, sul modello dei quartieri milanesi da me realizzati''.

 

9 Aprile 2009 - AGI
Terremoto - Franceschini, norme antisismiche in Piano Casa

"Abbiamo dato la disponibilita' al governo ad approvare un provvedimento d'urgenza specifico per l'Abruzzo ma non posso pronunciarmi su delle ipotesi". Cosi' il segretario del Pd, Dario Franceschini, ospite di Panorama del giorno, in merito all'introduzione di uno scudo fiscale per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto. Franceschini ribadisce che "dopo l'emergenza di questi giorni ci sara' una lunga emergenza per la ricostruzione che va discussa subito e serviranno molte risorse". Ma, soprattutto, Franceschini insiste sulla necessita' di "introdurre subito, e il percorso potrebbe essere il decreto sul piano casa, rigidissimi criteri antisismici nella costruzione di nuove case: chi non lo fa deve essere punito".

 

8 Aprile 2009 - Corriere della Sera - Antonella Baccaro Mario Sensini
Piano Casa - Il «piano casa» riparte dall’Aquila: prima le famiglie e i giovani

Il premier conferma anche il Ponte di Messina. Ma la Lega: quei 5 miliardi possono servire per l’Abruzzo
ROMA — Partirà con la ricostruzione de L’Aquila il proget­to di Silvio Berlusconi per le «new town», le nuove città, che diverrà parte integrante del «piano casa» del governo. Lo ha annunciato ieri il presidente del Consiglio nella conferenza stampa tenuta nella caserma della Guardia di Finanza a Coppito, nei pressi della città abruzzese devastata dal sisma del 6 aprile. «Chiederemo ai giovani e alle famiglie di prenotare le nuove abitazioni e realizzeremo i nuovi insediamenti a misura delle richieste», a L’Aquila ma anche vicino a tutti gli altri capoluogo di provincia in Italia, ha spiegato il premier illustrando quello che ha già chiamato il piano delle «cento città». Per le altre misure, che riguardano l’ampliamento della cubatura delle abitazioni non condominiali e la demolizione e la ricostruzione di edifici fatiscenti bisognerà, comunque, attendere ancora qualche giorno. Slitta infatti a dopo Pasqua il varo dei provvedimenti.
«Abbiamo parlato con il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, e abbiamo deciso di prendere qualche giorno di riflessione» ha detto il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, al termine dell’incontro tra l’esecutivo, i governatori e i rappresentanti degli enti locali. Il piano casa dovrebbe articolarsi in un decre­to e un disegno di legge, con la semplificazione delle procedure amministrative e, nell’arco di tre mesi, successive leggi regionali che regolino gli ampliamenti di cubatura, l’abbattimento e la ricostruzione di nuovi edifici. Secondo una bozza dei provvedimenti allo studio, sparirebbe la Dia, la Denuncia di inizio attività, e non ci sarebbe bisogno di licenze edilizie o autorizzazioni per abbattere muri, realizzare aperture, creare pareti divisorie o cambiare destinazioni d’uso a casa propria. Tutti i nuovi interventi dovranno comunque rispettare le norme antisismiche nelle zone classificate a rischio, come ha ribadito ieri Berlusconi, che ha ripetuto di non voler rinunciare in alcun modo alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina del costo di 1,3 miliardi. «Ne ho parlato con Tremonti — ha detto —, non ci sono preoccupazioni per reperire i fondi necessari per fare ciò che sarà necessario fare». Il riferimento è probabilmente ai 5 miliardi del fondo istituito dal Cipe (Comitato interministeriale di programmazione economica) e destinato ad eventuali emergenze. «Questi soldi potrebbero bastare alla ricostruzione in Abruzzo, che ora è la priorità del governo – spiega il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli –. Ma se così non fosse, allora si dovrà rivedere un po’ tutto il piano delle Grandi Opere».
Sulla necessità di mantene­re tra i progetti quello del Ponte sullo Stretto, il sottosegretario leghista osserva: «Se Berlusconi dice che i fondi per il Ponte ci sono, bene. L’importante è che non si sacrifichino altre opere come quelle per l’Expo di Milano». Nel frattempo, però, Impregilo, che si è aggiudicata nel 2006 la commessa per la realizzazione del Ponte, attende ancora l’ordine di inizio di attività. Oggi intanto ci sarà una preriunione del Cipe che dovrà stanziare i primi fondi del pacchetto «Grandi Opere» da 10,8 miliardi

 

8 Aprile 2009 - Il Tempo - Rachele Zinzocchi
Piano Casa - Matteoli: "Piano casa per gli sfollati"

Di case, di nuove città, in Abruzzo c'è bisogno come del pane. Chi è sopravvissuto non ha fatto in tempo a rallegrarsi che subito è stato travolto dalla tragica consapevolezza di non aver, in molti casi, più niente. Il ministro: "Già pensiamo a ricostruire, per tutti un'abitazione entro 2 anni.
«Il piano casa previsto dal Governo giunge oggi quanto mai opportuno. Erano infatti già state previste abitazioni per categorie più deboli, case non molto grandi ma pensate per i giovani, gli studenti, chi si trova in difficoltà economica, da concedere a condizioni agevolate. Su questo ora l'Abruzzo e le vittime del terremoto avranno diritto di precedenza assoluto. L'Aquila sarà la "new town", la prima, di cui ha parlato il Presidente Berlusconi". Così il Ministro Altero Matteoli annuncia di voler fronteggiare uno tra i drammi più gravi per gli sfollati del terremoto: l'emergenza casa.
Di case, di nuove città, in Abruzzo c'è bisogno come del pane. Chi è sopravvissuto non ha fatto in tempo a rallegrarsi che subito è stato travolto dalla tragica consapevolezza di non aver, in molti casi, più niente. "La prima cosa da fare", spiega Matteoli, "era cercare di tirar fuori dalle macerie più persone possibili. Poi dovevamo trovare una sistemazione per circa ventimila sfollati. Ora è il momento di pensare alla ricostruzione. Un obbligo per un Paese come il nostro".
Un miliardo e 300 milioni di euro per ricostruire, 24-28 mesi il tempo stimato. Come pensate di riuscirci, con questo budget e in così poco tempo?
"Al momento stiamo ancora facendo inventari. Queste sono davvero semplici stime e, come tali, andranno verificate. Abbiamo interpellato i tecnici del Ministero, chiedendo loro di ipotizzare - sulla base dei loro manuali e delle loro conoscenze - un budget di massima necessario per le opere edilizie. Così è venuta fuori la cifra di 1,3 miliardi. Ma tutto andrà analizzato sul campo. Inizieremo col distinguere tre categorie di abitazioni: quelle ristrutturabili nel breve periodo, quelle che richiederanno tempi più lunghi e quelle che andranno abbattute e ricostruite".
Cosa si intende per "new town"? E in che senso era già prevista dal "piano casa"?
"Anche qui siamo ancora in fase di studio, ma certo l'idea della "new town", seppur non presente come termine, era già nella sostanza del piano casa. Si era già pensato infatti alla costruzione e ristrutturazione di ventimila alloggi nel primo triennio, da dare poi in affitto a giovani coppie, anziani, studenti, con la possibilità di aumentarne il volume fino al 35%, in caso di utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia o che prevedano il ricorso a energie rinnovabili. Ecco, oggi la priorità su questo tipo di disponibilità sarà data agli sfollati dell'Abruzzo. Con l'aggiunta di una condizione a questo punto essenziale, specie per chi procederà all'ampliamento del 35%: che le nuove abitazioni vengano costruite con tecniche antisismiche".
Nei prossimi due anni, però, dove dormiranno gli sfollati?
"Stiamo pensando a ogni possibile soluzione. Gli alberghi del litorale, nonostante le prenotazioni pasquali, si sono messi a completa disposizione. Le Ferrovie hanno mandato treni con centinaia di cuccette. In poche ore si sono messe su le tendopoli: non sono un hotel a 5 stelle, ma almeno un riparo, che tra l'altro molti neanche vogliono lasciare, pur di restare vicini a casa. Ovvio che nessuno potrà star lì due anni. Cercheremo di dare a tutti il meglio".

 

8 Aprile 2009 - Il Sole 24 Ore
Piano Casa - Piano casa, nuova pausa di riflessione dopo il terremoto

Il decreto legge con le semplificazioni statali per il piano casa e il rilancio dell'edilizia slitta ancora di una settimana. Lo ha annunciato ieri, a sorpresa, il ministro per le Regioni, Raffaele Fitto, al termine della riunione della Conferenza con i Governatori. Il Governo ha deciso di accettare la richiesta delle Regioni di prevedere un tempo supplementare di «riflessione».
Pausa dopo il terremoto in Abruzzo - Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani ha chiarito, a sua volta, che «siamo al lavoro per costruire il decreto legge in modo condiviso». Regioni e Governo avevano scritto nel protocollo di intesa politica sul piano casa firmato il 1° aprile che il decreto legge sarebbe stato pienamente condiviso. Questa condivisione non c'è ancora, però, soprattutto per le osservazioni regionali sulla deregulation dei titoli edilizi prevista all'articolo 1 (si veda Il Sole-24 Ore di ieri).
Ma è chiaro che a pesare non poco sul nuovo rinvio dell'approvazione del decreto legge, prevista inizialmente per il Consiglio dei ministri di domani, è stata anche la vicenda del terremoto aquilano. Era stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a confermare - subito dopo la scossa di domenica notte e ancora lunedì - che all'interno del decreto legge sarebbero state inserite nuove norme per garantire un adeguato standard antisismico degli edifici e forse anche degli incentivi per realizzare lavori di consolidamento nelle zone a rischio. Per non parlare della verifica antisismica, che sarebbe stata resa obbligatoria per procedere agli ampliamenti del 20 per cento degli edifici, previsti dall'accordo con le Regioni.
Nella bozza cancellate le semplificazioni delle norme antisismiche
Di tutto questo, però, nel testo passato ieri mattina all'esame dei tecnici ministeriali che siedono in preconsiglio dei ministri non vi era traccia. L'unico segno visibile degli eventi abruzzesi sul nuovo testo del decreto legge era, fino alle bozze di ieri mattina, la cancellazione dal testo delle norme di semplificazione per l'autorizzazione antisismica.
L'introduzione di verifiche a campione ex post al posto delle attuali verifiche preventive su tutti i progetti non deve essere parso in linea con l'attenzione che richiede oggi la sciagura dell'Aquila. Né con le polemiche che sono subito sorte per la mancata entrata in vigore del decreto ministeriale 183/2005, contenente criteri più rigorosi per i progetti ma anche per l'adeguamento dei vecchi edifici.
Si è deciso così di eliminare seccamente dal testo questa parte, come è stato fatto scomparire dal testo pure l'intero articolo di modifica al codice Urbani sui beni culturali. Tutto rinviato, quindi, anche sugli snellimenti delle autorizzazioni paesaggistiche. È stato personalmente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a bloccare questa parte del testo. Si è anche ipotizzato, nella riunione di ieri, di inserire in questo decreto legge la previsione di un fondo per l'accesso al credito agevolato di giovani coppie che vogliano acquistare una casa. Ferma opposizione del Tesoro che ha ricordato come la norma sia stata considerata incostituzionale durante l'esame del decreto legge 112/2008. Tutto rinviato a una prossima riunione.

 

8 Aprile 2009 - Asca
Matteoli, in CdM proporrò misure per Abruzzo in Piano Casa

Al Cdm di domani il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, proporra' misure ad hoc per l'Abruzzo all'interno del piano casa. Lo ha detto il ministro stesso a margine di un convegno Dexia-Crediop.
''Domani - ha detto il ministro - in sede di Consiglio dei ministri proporro' di mettere un provvedimento che metta in 'primis' l'Abruzzo''.

 

7 Aprile 2009 - Asca
Piano Casa - Errani, slittamento DL è segno di attenzione

Lo slittamento del decreto sul piano casa e' un ''segnale dell'attenzione'' del governo nei confronti delle regioni, dopo il sisma in Abruzzo. Lo ha sottolineato il presidente della conferenza unificata, Vasco Errani in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
''Anche questo - ha sottolineato Errani - e' un segnale di piena collaborazione del governo che come regioni apprezziamo e che ci portera' a fare un decreto utile e condiviso, che ci permettera' di affrontare al meglio'' la situazione. Per questo ''sono molto soddisfatto dell'andamento della conferenza che testimonia la volonta' di una leale e piena collaborazione dell'esecutivo''.

 

7 Aprile 2009 - Asca
Piano Casa - Fitto, slitta qualche giorno DL

Slitta di qualche giorno l'approvazione del decreto legge sulla semplificazione nell'ambito del piano casa. Lo ha riferito il ministro per le Politiche regionali, Raffaele Fitto, in una connferenza stampa al termine della Conferenza Unificata.
''Su richiesta delle Regioni - ha detto Fitto - abbiamo preso qualche giorno in piu' di tempo per il decreto, affinche' i provvedimento possa tenere conto delle reflessioni che emergeranno in queste ore''.

 

7 Aprile 2009 - Asca
Piano Casa - Errani, il DL conterrà norme antisismiche

Il decreto sul piano casa terra' ''nella massima certezza e garanzia tutta la normativa sismica, che, peraltro, abbiamo innovato pochissimo tempo fa''. Lo ha detto il presidente della conferenza unificata Vasco Errani in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Errani ha spiegato che le regioni e il governo ''si sono messi al lavoro'' come prevede l'accordo firmato la scorsa settimana per ''costruire il decreto congiuntamente''.
L'intesa prevedeva 10 giorni di tempo per il varo del decreto. ''Oggi abbiamo deciso di andare dopo Pasqua e nel frattempo continuiamo a lavorare in piena collaborazione per realizzare un provvedimento utile e per un piu' efficace governo del territorio''.

 

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