Piano Casa Governo Berlusconi 2009
Guida al "Piano Casa" promosso dal Governo Berlusconi. Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.
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21 Aprile 2009 - Asca
Piano casa - Slitta ancora esame CdM, forse al 30 aprile
Ancora nulla di fatto per il piano casa. Il decreto legge contenente misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche, rafforzato dalle norma antisismiche, e il ddl delega per il testo unico sulla materia urbanistico-edilizia, non saranno portati al prossimo Consiglio dei Ministri che si terra' giovedi' 23 aprile a L'Aquila.
Il piano casa slitta probabilmente al Consiglio dei Ministri della prossima settimana, che dovrebbe tenersi il 30 aprile. Lo stesso giorno, prima del Cdm, dovrebbe riunirsi la Conferenza dei presidenti delle Regioni e poi la Conferenza unificata per valutare il testo.
17 Aprile 2009 - Asca
Piano casa - C.Pesenti, avrà impatto inferiore a quello atteso
Il piano casa avra' ''un impatto probabilmente inferiore rispetto a quello atteso per la serie di vincoli che verranno probabilmente messi nelle norme esecutive''. A prevederlo e' Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, che durante l'assemblea dei soci del gruppo ha comunque espresso un giudizio ''molto positivo sugli effetti che questo piano casa potrebbe avere sull'economia italiana''.
Il piano casa, ha insistito Pesenti, e' ''per certi versi molto interessante, perche' non richiede esborsi pubblici da parte del governo e va a rilanciare il settore delle costruzioni grazie a tempi veloci e autorizzazioni rapide''.
Ma allo stato attuale, ha concluso il manager, ''stiamo valutando ancora gli impatti''.
15 Aprile 2009 - Asca
Piano casa - Errani, le Regioni attendono il confronto con il Governo
''Per quanto riguarda il tema delle norme in materia di edilizia urbanistica ed opere pubbliche e in particolare il decreto sulla semplificazione per il rilancio dell'edilizia, le Regioni attendono di vagliare il testo del provvedimento e di confrontarsi con il Governo in una apposita Conferenza, cosi' come concordato con il Governo e cosi' come conferma doverosamente lo stesso ministro Fitto in una dichiarazione di oggi. Dunque le indiscrezioni uscite in queste ore non trovano per noi alcun riscontro''. Lo afferma in una nota presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
''Come abbiamo sempre detto saremo particolarmente attenti alla verifica dei contenuti applicativi e che sia stato quindi rispettato l'accordo tra Governo e Regioni, in particolare che ci sia il pieno rispetto della legislazione antisismica senza alcuna deroga o rinvio, e che sia garantita la qualita' del governo del territorio, dei valori ambientali, culturali e paesaggistici, e delle norme conseguenti''.
15 Aprile 2009 - Il Sole 24 Ore - Nicoletta Cottone
Casa, nessuna autorizzazione per i lavori interni
Per compiere alcune modifiche in campo edilizio non serviranno più autorizzazioni particolari, ma sarà sufficiente la comunicazione all'amministrazione comunale. Niente paletti, dunque, per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, comprese le opere da realizzare all'interno delle singole unità immobiliari relative all'eliminazione, allo spostamento e alla realizzazione di aperture e pareti divisorie interne che non costituiscano elementi strutturali, e a patto che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, che non comportino aumento del numero delle unità immobiliari o che implichino incremento degli standard urbanistici. Tutto da realizzare nel rispetto delle norme di sicurezza, di quelle igienico sanitarie, sul dimensionamento dei vani e sui rapporti aeroilluminanti. Lo prevede la bozza del decreto legge su «Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche» esaminata dal preconsiglio dei ministri questa mattina. Il testo del provvedimento sarà ora esaminato dalla Conferenza Unificata, prima del via libera del Consiglio dei ministri.
Nessun permesso per l'eliminazione di barriere architettoniche. Non occorre titolo abilitativo per interventi di eliminazione delle barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, o di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio; per opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico o siano eseguite in aree esterne al centro edificato; per i movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola e delle pratiche agro-silvo-pastorali. E ancora, sono esonerate da titoli abilitativi «le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e a essere immediatamente rimosse al cessare della necessità, comunque entro un termine non superiore a 90 giorni; i mutamenti di destinazione d'uso attuati senza esecuzione di opere edilizie, purchè non determinino un aumento del carico urbanistico, nel rispetto delle prescrizioni urbanistiche comunali; le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola; opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenuti entro l'indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico».
Una semplice comunicazione per i pannelli solari. Nessun permesso per installare pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo; elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici; l'installazione di serbatoio di Gpl, fino alla capacità di 13 metri cubi. Prima dell'inizio dei lavori, prosegue l'articolo della bozza del decreto legge, «l'interessato dà comunicazione all'amministrazione comunale con le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi della normativa di settore».
Nuove norme antisismiche operative dal 30 giugno. Saranno applicate dal 30 giugno 2009 le nuove norme antisismiche finora rinviate, l'ultima volta con il decreto legge milleproroghe al 30 giugno 2010. Lo prevede la bozza del decreto legge su «Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche» esaminata dal preconsiglio dei ministri questa mattina. Con l'articolo 2-bis del decreto vengono introdotte alcune misure urgenti in materia antisismica. Per effettuare lavori di ampliamento delle case sará obbligatorio rispettare le normative antisismiche. La bozza del decreto legge prevede, infatti, l'introduzione dell'obbligo, da parte dei progettisti incaricati di occuparsi dei lavori, di documentare il rispetto delle norme antisismiche. La norma prevede che, gli interventi «di ampliamento nonchè di demolizione e ricostruzione di immobili e gli interventi che comunque riguardino parti strutturali di edifici» non potranno essere realizzati e non potrá essere concesso alcun premio di cubatura «ove il progettista non abbia documentalmente provato il rispetto della vigente normativa», che introduce appunto le nuove norme.
Introdotte semplificazioni. Il provvedimento prevede semplificazioni in tema di Conferenza di servizi, relative al Codice dei beni culturali e del paesaggio, in tema di Valutazione ambientale strategica.
Delega al Governo per aggiornare la normativa urbanistico-edilizia. Nel pacchetto c'è anche un disegno di legge delega per aggiornare la normativa urbanistico-edilizia e del paesaggio. Dodici mesi di tempo al Governo per compilare un unico testo normativo sull'attività edilizia. Deelga al Governo anche in materia di paesaggio, per modificare entro un anno il Dlgs 42/2004, con una diversificazione delle misuresanzionatorie in relazione all'illecito commesso, sanzione penale per i casi di effettiva lesione o messa in pericolo dei beni paesaggistici. Prevista l'introduzione di sanzioni amministrative per l'inosservanza di prescrizioni e modalità esecutive. Graduazione delle sanzioni penali e amministrative nei casi in cui l'intervento sia compatibile con il vincolo paesaggistico.
15 Aprile 2009 - Asca
Piano casa - Fitto, testo DL sarà esaminato in conferenza unificata
''Il testo del provvedimento, cosi' come concordato, sara' oggetto di esame specifico e preventivo nel corso di una apposita riunione della Conferenza Unificata e solo in seguito sara' esaminato dal Consiglio dei ministri''. Cosi', in una nota, il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, sulle indiscrezioni relative alla nuova bozza del decreto contenente gli interventi in materia edilizia del Governo.
15 Aprile 2009 - Asca
Piano casa - 30 giugno in vigore norme antisismiche. Pacchetto a CdM a l'Aquila
Pronto il nuovo testo del cosiddetto 'piano casa' che e' stato rafforzato nella parte che riguarda il rispetto delle norme antisismiche, ma il decreto sara' portato al Consiglio dei Ministri della prossima settima che si terra' L'Aquila. Questa settimana, infatti, il Consiglio non si terra', come hanno riferito Cicchitto e Gasparri al termine del vertice a Palazzo Grazioli con il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
La bozza modificata del decreto, infatti, deve essere trasmessa alle Regioni che devono esprimere il loro parere trattandosi di materia concorrente. E per questo passaggio sarebbe necessario qualche giorno in piu' di tempo.
Oggi, intanto, il pre-consiglio ha definito la bozza di 8 articoli. All'articolo 2 sono state introdotte le norme antisismiche. In particolare viena cancellata la proroga al 30 giugno 2010 per l'entrata in vigore delle misure piu' stringenti previste dalla legge 186 del 2004 e da allora sempre rinviate. Le misure piu' severe entreranno in vigore il 30 giugno 2009.
Un'altra novita' riguarda l'obbligo del rispetto della normativa antisismica quando si usufruisce della possibilita', prevista nel decreto, di ampliare le propria abitazione. ''Gli interventi di ampliamento nonche' di demilizione e ricostruzione di immobili - e' scritto - e gli interventi che comunque riguardino parti strutturali di edifici, non possono essere assentiti ne' realizzati e per i medesimi non puo' essere previsto ne' concesso alcun premio urbanistico sotto alcuna forma ed in particolare come aumento di cubatura, ove il progettista non abbia documentalmente provato il rispetto della vigente normativa antisismica''.
15 Aprile 2009 - AGI
Piano casa - Allarme Lega Ambiente, innesca bomba ad orologeria
"Rendere liberi i lavori interni e' come innescare una bomba a orologeria e avviare una deregulation che crea solo lavoro nero". Questa la convinzione di Legambiente che lancia l'allarme sul Piano casa, in vista della sua approvazione nel Consiglio dei Ministri di venerdi' prossimo. Secondo Legambiente il Piano casa e' "un provvedimento pericolosissimo, di cui non si e' compresa appieno la portata". "La proposta di rendere 'atto libero' i lavori di manutenzione straordinaria avrebbe effetti pericolosissimi sulla sicurezza degli edifici", sostiene l'associazione ambientalista. "Com'e' possibile - chiede il responsabile urbanistica dell'associazione Edoardo Zanchini - che ancora nel pieno della tragedia del terremoto in Abruzzo nella quale si sono evidenziate le rilevanti negligenze progettuali e costruttive alla base di molti crolli, in un Paese in cui migliaia di Comuni sono a rischio idrogeologico e sismico, e che ha gia' conosciuto tragedie dovute a imperizie e illegalita' edilizie, si possa pensare di rendere 'atti liberi', ossia senza progetto, senza controlli, senza indicazione dell'impresa realizzatrice, interventi che possono mettere a rischio gli edifici e quindi l'incolumita' delle persone?". La semplificazione proposta - sottolinea Legambiente - rendera' libero chiunque di realizzare all'interno della propria casa interventi che possono mettere a rischio la statica di un edificio "come se si trattasse di operazioni quali lo spostamento di un quadro o di un comodino". La norma infatti, autorizza gli interventi come "le opere e le modifiche inecessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonche' per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici". "Basta leggere la definizione di Legge (Art.3, comma 1, lett. b) del D.P.R. 380/2001) per capirne le conseguenze - ha sottolineato Zanchini -. Vuol dire che chi abita in un condominio potrebbe improvvisarsi 'progettista' e avviare lavori di demolizione interna e ridefinizione completa delle pareti della propria casa senza che vi sia alcun progetto, senza informare il Comune, senza necessita' di ricorrere ad un'impresa determinata, con grande giubilo di chi lavora in nero e soprattutto senza che nessuno ne abbia poi la responsabilita'". "Autorizzare il 'fai da te' per questo tipo di interventi e' quindi totalmente illogico - continua Zanchini -. A trarne il principale vantaggio sarebbe infatti il lavoro nero, a scapito delle figure professionali abilitate come gli architetti, i geometri o gli ingegneri e delle imprese qualificate".
15 Aprile 2009 - AGI
Piano casa - Lorenzetti, opportunità se antisismico
"Il piano di rilancio dell'edilizia resta una grande opportunita' per far ripartire l'economia del paese, a patto che si punti verso uno straordinario programma di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio urbanistico, utilizzando le moderne tecniche antisismiche che molti paesi utilizzano gia' da diversi anni". Lo ha detto il presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, intervenendo in collegamento telefonico a Rai news24. "Non e' un caso che come regioni - aggiunge - nella trattativa con il governo sul piano casa abbiamo insistito per rimettere tutto su binari giusti, impedendo una deregulation selvaggia come invece era previsto nella prima stesura del testo". Quanto alle iniziative del governo circa la costruzione di grandi infrastrutture, la presidente Lorenzetti invita "ad una riflesione su quelle che sono le opere realmente utili al paese in un momento difficile come questo e al quale oltre alla terribile crisi economica in atto, si e' aggiunto il dramma del terremoto in Abruzzo". Soddisfazione e' stata inoltre espressa dalla Governatrice dell'Umbria, per gli elogi ricevuti dal presidente dell'Abruzzo Chiodi, che in trasmissione a ringraziato non solo per la solidarieta' degli umbri, ma anche per il concreto e fattivo impegno profuso sin dalle prime ore del terremoto.
12 Aprile 2009 - Il Sole 24 Ore
Piano casa, spunta l'ipotesi di uno sgravio Irpef del 55%
Il premio di cubatura del 35% sarà concesso non solo a chi installerà impianti per il risparmio energetico, ma anche a chi, dopo la demolizione del proprio edificio, ricostruirà nel pieno rispetto delle normative antisismiche. È questo il primo incentivo generalizzato che nasce dalla tragedia abruzzese ed entra nel decreto legge sul piano casa, all'esame del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo.
Non sarà l'unico: il Governo sta studiando altre possibili forme di agevolazione per chi intenda mettere in sicurezza la propria abitazione utilizzando le nuove regole tecniche, più severe delle precedenti. A finanziare parzialmente interventi di incatenamento, riempimento o tirantaggio, potrebbe essere un'estensione dello sgravio Irpef del 55%, anche questo concesso al momento solo per chi mette in pratica interventi di risparmio energetico. L'ipotesi di estensione generalizzata sul territorio nazionale di questo beneficio - piuttosto costosa per le casse dello Stato - deve passare, però, al vaglio del ministero dell'Economia. Certamente cresce nel mondo politico la pressione perché una misura forte venga inserita in favore degli adeguamenti antisimici: arriva dai Governatori di centro-sinistra ma anche da pezzi consistenti della maggioranza parlamentare.
«I provvedimenti sulla ricostruzione dell'Abruzzo e sul piano casa dovranno integrarsi fra loro - ha detto ieri Antonio D'Alì, presidente della commissione Ambiente della Camera - e nell'azione legislativa del Governo e del Parlamento occorre trovare la strada per una grande stagione di riforma strutturale della complessa normativa in materia di edilizia e urbanistica». D'altra parte è stato per primo il premier Silvio Berlusconi ad aprire la strada agli incentivi per la sicurezza, nella conferenza stampa di giovedì.
Quel che è ormai certo è che il decreto legge del piano casa - rinviato già due volte - sbloccherà finalmente le norme tecniche antisismiche approvate nel 2005 e mai entrate in vigore per i continui rinvii legislativi.
Il Governo è deciso ad azzerare il periodo transitorio in cui valgono ancora le vecchie norme: entrerà immediatamente in vigore il decreto ministeriale del 14 gennaio 2008, che allinea l'Italia alla filosofia europea degli Eurocodici. Si tratta di un sistema di regole di progettazione vincolante, basato su indici di sicurezza più rigidi di quelli attuali, ma con un'impostazione «prestazionale». In pratica sarà il progettista a scegliere le tecnologie più adatte per raggiungere gli standard di sicurezza fissati dagli eurocodici. La cosa più rilevante è, però, che le norme tecniche non si applicheranno solo ai progetti di nuovi edifici, come accade oggi, ma diventerà più stringente l'obbligo di adeguamento anche per gli immobili esistenti.
In pratica, ogni volta che si interverrà su un edificio, con una ristrutturazione, un consolidamento o un ampliamento (per esempio, una sopraelevazione), scatterà l'obbligo di adeguare l'immobile ai nuovi limiti di sicurezza.
Problema diverso per gli edifici pubblici. Nel decreto legge potrebbe trovare posto un piano speciale per l'adeguamento di edifici particolarmente sensibili sul piano della sicurezza, a partire da scuole e ospedali.
Per le scuole, il ministro della Funzione pubblica, Mariastella Gelmini, ha già reperito dal «fondo infrastrutture» un miliardo per avviare un piano di adeguamento edilizio. Probabile che a qualcosa del genere si pensi anche per gli ospedali, coinvolgendo le Regioni.
Resistono per ora, ma passano certamente in secondo piano dopo la tragedia abruzzese, le norme sulla deregulation delle licenze edilizie che costituivano uno dei capitoli forti dell'iniziale proposta del piano casa. Resta anche la semplificazione delle procedure per le valutazioni ambientali e della conferenza di servizi per opere private e pubbliche. Stralciate, invece, verso il disegno di legge, le norme di riforma del codice Urbani sui beni culturali.
11 Aprile 2009 - Il Sole 24 Ore - Mariangela Latella
Costi e criteri per allargare la casa
In orizzontale, in verticale, a chiusura di verande e balconi oppure sotto terra. Sono diverse le soluzioni possibili per ampliare la propria abitazione, in linea con quanto previsto dal Piano casa del governo, e le proposte presenti sul mercato ruotano intorno a due parole d'ordine: sicurezza ed efficienza energetica.
Diretti interessati sono i proprietari di villette mono e bi-familiari, piccole costruzioni di dimensioni non superiori ai mille metri cubi (corrispondenti a circa 300 metri quadrati), a patto che i progetti non alterino lo stile originario dell'abitazione. Per queste case l'ultima bozza del decreto legge approvata dalla Conferenza Stato Regioni – in attesa che il testo venga rivisto alla luce del terremoto in Abruzzo introducendo l'obbligo di particolari norme antisismiche – prevede ampliamenti volumetrici fino al 20%, per un massimo di 200 metri cubi (circa 60 metri quadri). «Per mantenere inalterato lo stile dell'abitazione – spiega l'ingegner Nicola Massaro, responsabile dell'ufficio tecnico dell'Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) – basterà riprenderne gli stessi materiali e tecnologie della struttura portante. La maggior parte delle abitazioni sono fatte in muratura, tuttavia è possibile applicare un mix di soluzioni tecnologiche per migliorare le performance di efficienza energetica, ad esempio lavorando sui materiali, sullo spessore delle pareti, applicando cappotti isolanti oppure intervenendo sulla serramentistica. Evitare dispersioni energetiche potrebbe esser un buon motivo per fare interventi energetici su tutta la casa». In caso di un ampliamento in orizzontale a piano terra (cioè con l'aggiunta di un blocco laterale) l'isolamento termico potrebbe essere ottenuto con l'utilizzo di materiali particolari come il laterizio Climablock, ideato da Pontarolo Srl. «Il mattone – spiega Valerio Pontarolo, fondatore del l'azienda – è realizzato con materiale altamente isolante e funge da involucro. Una volta posato, quindi, viene riempito con materiale isolante differenziandosi cioè dai metodi tradizionali che vedono prima la posa dei mattoni e successivamente l'applicazione su di essi di pannelli isolanti. Con questo sistema l'abbattimento acustico è di 53 decibel e la trasmittanza – ndr per l'isolamento termico – di 0,14, contro lo 0,39 minimo imposto dalla legge. Questa tipologia di intervento richiederebbe circa un mese di tempo».
Diverso il caso in cui si voglia ampliare una villetta con pietre a vista, tipiche ad esempio di un casolare toscano. «Il nuovo blocco va costruito accanto all'edificio preesistente, non vi si deve appoggiare per via della normativa antismica – spiega Claudio Maggini, fondatore dell'omonima impresa edile aretina –. Per garantire l'oscillazione è previsto un giunto di dilatazione tra le due strutture di circa 5-6 centimetri, reso poi invisibile dagli intonaci. In pratica è come costruire una nuova struttura. Occorrono le fondamenta in calcestruzzo, che per 20 metri quadri devono essere di circa 30x80 centimetri. I muri portanti saranno realizzati in cotto oppure argilla e malta con cemento armato, rifiniti con pietre a vista. Se si prevedono anche i solai in legno i costi oscillano intorno ai 2.600 euro al metro quadro e, per portare a termine il lavoro, servirebbe circa un mese e mezzo». Più problematica l'ipotesi di una sopraelevazione o di una copertura dei balconi: in questo caso occorre fare i conti con il peso che si va a caricare sulla struttura originale e verificare se quest'ultima è in grado di supportarlo. Una veranda di circa 10 metri quadri, ad esempio, realizzata con il laterizio Climablock (più leggero rispetto alla media) può arrivare a pesare 13 tonnellate in più, l'equivalente di circa 10 suv.
Per chi possiede un seminterrato non mancano le occasioni. «Per ampliare una cantina di 15 metri quadri – spiega Alessandro Marata, presidente dell'Ordine degli architetti di Bologna – basterà apporre, dopo l'opera di scavatura dei drenaggi, i muri di sostegno normalmente in cemento armato di nuova generazione, applicando delle guaine impermeabilizzanti che isolano dall'umidità. Il locale dovrà poi essere dotato di una finestra che garantisca un'adeguata aereazione».
In pratica, conclude l'ingegner Massaro dell'Ance, «per una casa di 100 metri quadri, l'ampliamento massimo consentito, cioè al massimo di una stanza, potrebbe costare circa 24mila euro che potrebbero arrivare anche a 30mila se nel nuovo spazio si intende ricavare anche un bagno».
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