Piano Casa Governo Berlusconi 2009
Guida al "Piano Casa" promosso dal Governo Berlusconi. Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.
29 Aprile 2009 - Adnkronos
Piano Casa, rinviato il parere delle Regioni
Il testo del decreto legge sulle misure urgenti in materia di edilizia urbanistica ed opere pubbliche non sara' all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di domani. E' slittato, ancora una volta, il parere delle Regioni sul cosiddetto piano casa.
29 Aprile 2009 - greenport.it
Piano Casa alle strette finali, ma fa ancora acqua
Il Ministro Raffaele Fitto ha convocato per oggi pomeriggio alle 17, la Conferenza unificata per discutere della bozza di decreto legge sulla semplificazione normativa per il rilancio dell’edilizia, il cosiddetto piano casa, che consente di aumentare del 20% le cubature delle abitazioni residenziali e del 35% in caso di demolizione e ricostruzione, che se anche fosse trovato l’accordo rischia comunque di slittare, dato che il Governo non lo ha ancora inserito all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di domani. Il rischio che l’accordo non venga trovato non è così peregrino, dato che sembrano ancora diversi gli argomenti al centro del dibattito, nonostante l’aplomb dimostrato dal presidente della conferenza delle regioni, Vasco Errani, che riguardo alle indiscrezioni uscite qualche giorno fa, rimandava al vaglio del testo prima di una pronuncia ufficiale.
La bozza di decreto su cui discuteranno oggi i rappresentanti della conferenza unificata è frutto dell’intesa raggiunta il primo aprile scorso, in base al quale le Regioni si sono impegnate ad adeguarsi, entro 90 giorni e con proprie leggi, ai contenuti del decreto e lavoreranno col Governo a uno studio di fattibilità per reperire risorse da dirottare sull´edilizia pubblica. Ma dopo l’accordo raggiunto il drammatico evento del terremoto in Abruzzo ha posto la necessità di porre maggiore attenzione al nodo dei criteri antisismici in edilizia. Da più parti sono infatti arrivate richieste per inserire nel piano-casa misure ad hoc, ma quelle introdotte dal governo non sembrano convincere sino in fondo le regioni, come anche altre questioni relative alle competenze. Di fatto, dopo il sisma, il piano-casa non è più tornato in Consiglio dei ministri e a quanto sembra non ci sarà nemmeno domani.
Tra le questioni al centro del dibattito quella relativa alla dichiarazione, che il Governo vorrebbe rendere obbligatoria, del progettista sul rispetto della normativa vigente per ogni intervento da realizzare. Disposizione che secondo le Regioni, oltre ad essere un doppione rispetto all’autorizzazione rilasciata dal Genio Civile, non denota con chiarezza i controlli e le responsabilità degli uffici competenti, comportando un aggravio nelle responsabilità dei professionisti.
Sarà responsabilità del progettista, secondo la bozza governativa, anche le dichiarazioni di nullità dei contratti di compravendita stipulati senza il collaudo statico e le prove documentali sul rispetto delle norme antisismiche, necessarie per ottenere qualsiasi premio di cubatura.
Sulle misure antisismiche, mancherebbero, secondo le regioni, i riferimenti a controlli e verifiche sulla costruzione degli edifici ed è criticato anche il silenzio assenso delle Soprintendenze così come e la possibilità di rimettere le decisioni al potere politico in caso di contrasti.
Verranno invece totalmente liberalizzati alcuni interventi, per cui non sarà necessario né il permesso di costruire né la Dia, che non riguardino elementi strutturali e non comportino l’aumento delle unità immobiliari, ma che non è detto che potrebbero ugualmente mettere a rischio la statica dell’edificio.
Norme fortemente criticate dal mondo ambientalista, che hanno sottolineato che aumentare i i volumi dei complessi abitativi, a fronte del gran numero di case sfitte o disabitate da ristrutturare, oltre ad un consumo di suolo equivale ad un incremento delle emissioni di anidride carbonica.
Critiche cui il Governo ha indirettamente risposto a Siracusa, durante il G8 ambiente, con l’impegno a valorizzare il bonus del 55% sulle ristrutturazioni e gli interventi per l’aumento delle cubature operati secondo il risparmio energetico e la bioedilizia.
28 Aprile 2009 - Il Sole 24 Ore
Il certificato anti-sismico sarà obbligatorio per l'acquisto degli immobili
Non sarà più possibile vendere immobili senza il certificato di collaudo statico che dimostra la sicurezza di un edificio. L'obbligo di munirsi di un certificato antisismico varrà per tutte le compravendite che hanno per oggetto beni immobili. E' la novità più importante contenuta nella bozza del decreto legge di semplificazione edilizia che sarà all'esame della Conferenza unificata Stato – Autonomie locali. Se venisse raggiunto l'accordo il provvedimento potrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri.
L'incontro tecnico avvenuto la scorsa settimana tra Governo e Regioni, ha visto posizioni contrastanti; il Governo vorrebbe, per ogni intervento, una dichiarazione del progettista supportata da prove documentali mentre le Regioni considerano questa soluzione un doppione rispetto alle autorizzazioni del Genio civile.
Il nuovo testo prevede di anticipare al 30 giugno 2010 l'entrata in vigore delle regole antisismiche da tempo rinviate.
La stretta antisismica inciderà anche sul piano casa: la bozza del decreto prevede che per avere qualsiasi premio di cubatura è necessario provare con documenti il rispetto delle norme antisismiche. Nelle zone "a rischio" qualsiasi ampliamento comporterà la messa in sicurezza dell'intero edificio.
Il decreto all'esame prevede altresì la possibilità di eseguire senza titolo abilitativo, interventi di manutenzione ordinaria, alcuni interventi di manutenzione straordinaria, eliminazione di barriere architettoniche, opere di ricerca sul sottosuolo di tipo temporaneo. Incerta la sorte dei mutamenti di destinazione d'uso.
23 Aprile 2009 - Corriere della Sera - Conti Paolo
Piano casa, il pressing di Carandini «Salvi i poteri dei sovrintendenti»
Occorrono più fondi, i 510 architetti per l' intero territorio non hanno i mezzi per le missioni
ROMA - «Se il ruolo e il potere dei sovrintendenti fossero stati messi da parte nel cosiddetto "piano casa", mi sarei sicuramente dimesso. Giorni fa ero prontissimo ad andarmene, dopo aver appreso delle prime versioni che circolavano... l' ho spiegato proprio ieri al ministro Sandro Bondi». Parola di Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, nominato da Bondi dopo le polemiche dimissioni di Salvatore Settis in aperto dissenso col ministro. Per poco, insomma, il Consiglio non si è ritrovato senza presidente per la seconda volta in poche settimane. Carandini lo aveva detto il giorno del suo insediamento, il 18 marzo: «Il "piano casa" è un allarme per il Paese. Rischia di portare nuove rughe al volto già usurato del nostro paesaggio rurale e urbano». E in questo periodo ha monitorato attentamente, e con grande riservatezza, la situazione. Soprattutto su un punto che allarmava il mondo della tutela: secondo le prime versioni, il parere delle sovrintendenze sulle autorizzazioni paesaggistiche sarebbe diventato «non vincolante». Ovvero (pericolosamente, per i difensori del paesaggio) superfluo. Carandini: «Poi c' è stata la mediazione non solo del ministro Bondi ma anche del sottosegretario Gianni Letta. I contatti tra me e loro con molte associazioni legate alla tutela, prima tra tutte il Fondo Ambiente Italiano presieduto da Giulia Maria Crespi, sono stati continui». E alla fine il ruolo delle sovrintendenze, e il peso dei loro possibili «no» a molte richieste di interventi, nell' ultima versione del piano in circolazione è salvo. Infatti è molto soddisfatto l' intero Consiglio superiore che il 20 aprile, all' unanimità e sotto la presidenza di Carandini, ha votato una serie di raccomandazioni prendendo atto «con soddisfazione, nell' ultima versione del piano di cui si è avuta informale notizia, del rispetto del ruolo dell' amministrazione dei beni culturali». In sostanza, sottoscrive il Consiglio, «è salvo l' articolo 9 della Costituzione» (l' obbligo della tutela del paesaggio e dei beni artistici da parte dello Stato) «perché è salvo il Codice dei beni culturali». L' unanimità del Consiglio non è un dettaglio: è lo stesso organismo che sostenne, con altrettanta unanimità, Settis nelle sue ultime battaglie. La tutela delle soprintendenze ha ricreato l' unità attorno al presidente. Ancora Carandini: «Ora è indispensabile varare la terza parte del Codice, quella sul paesaggio, a giugno e non nel 2011 come è previsto adesso. Se davvero Bondi vuole ritagliarsi un posto nella storia della tutela, deve ottenere questo anticipo. Solo così, e qui non parliamo più del "piano casa" ma della tutela generale del paesaggio, le soprintendenze potranno intervenire nel merito e non più sulla legittimità negli annullamenti». Ancora il consiglio ha votato all' unanimità di destinare «alle attività di verifica sismica del patrimonio culturale il 5% del totale dell' importo della programmazione dei lavori pubblici». L' altra richiesta di Andrea Carandini, sempre sostenuta dal Consiglio, riguarda i fondi: «I 510 architetti per l' intero territorio nazionale non hanno materialmente i fondi per recarsi in missione, nel senso che non ci sono soldi per la benzina... e questo rende impossibile formulare le valutazioni per i provvedimenti di vincolo». Poi c' è una richiesta che solo apparentemente è un dettaglio: permettere ai sovrintendenti di inviare via email i propri pareri alle conferenze di servizio convocate per decidere collegialmente sulle possibili trasformazioni del territorio. Dice il presidente del Consiglio superiore dei beni culturali: «Molti sovrintendenti ricoprono diversi incarichi ad interim, la loro presenza diventa in molti casi impossibile. I mezzi telematici renderanno più rapido il loro lavoro. Calcolando che le pratiche destinate ai loro tavoli, col "piano casa", aumenteranno a dismisura».
21 Aprile 2009 - Asca
Piano casa - Slitta ancora esame CdM, forse al 30 aprile
Ancora nulla di fatto per il piano casa. Il decreto legge contenente misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche, rafforzato dalle norma antisismiche, e il ddl delega per il testo unico sulla materia urbanistico-edilizia, non saranno portati al prossimo Consiglio dei Ministri che si terra' giovedi' 23 aprile a L'Aquila.
Il piano casa slitta probabilmente al Consiglio dei Ministri della prossima settimana, che dovrebbe tenersi il 30 aprile. Lo stesso giorno, prima del Cdm, dovrebbe riunirsi la Conferenza dei presidenti delle Regioni e poi la Conferenza unificata per valutare il testo.
17 Aprile 2009 - Asca
Piano casa - C.Pesenti, avrà impatto inferiore a quello atteso
Il piano casa avra' ''un impatto probabilmente inferiore rispetto a quello atteso per la serie di vincoli che verranno probabilmente messi nelle norme esecutive''. A prevederlo e' Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, che durante l'assemblea dei soci del gruppo ha comunque espresso un giudizio ''molto positivo sugli effetti che questo piano casa potrebbe avere sull'economia italiana''.
Il piano casa, ha insistito Pesenti, e' ''per certi versi molto interessante, perche' non richiede esborsi pubblici da parte del governo e va a rilanciare il settore delle costruzioni grazie a tempi veloci e autorizzazioni rapide''.
Ma allo stato attuale, ha concluso il manager, ''stiamo valutando ancora gli impatti''.
15 Aprile 2009 - Asca
Piano casa - Errani, le Regioni attendono il confronto con il Governo
''Per quanto riguarda il tema delle norme in materia di edilizia urbanistica ed opere pubbliche e in particolare il decreto sulla semplificazione per il rilancio dell'edilizia, le Regioni attendono di vagliare il testo del provvedimento e di confrontarsi con il Governo in una apposita Conferenza, cosi' come concordato con il Governo e cosi' come conferma doverosamente lo stesso ministro Fitto in una dichiarazione di oggi. Dunque le indiscrezioni uscite in queste ore non trovano per noi alcun riscontro''. Lo afferma in una nota presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
''Come abbiamo sempre detto saremo particolarmente attenti alla verifica dei contenuti applicativi e che sia stato quindi rispettato l'accordo tra Governo e Regioni, in particolare che ci sia il pieno rispetto della legislazione antisismica senza alcuna deroga o rinvio, e che sia garantita la qualita' del governo del territorio, dei valori ambientali, culturali e paesaggistici, e delle norme conseguenti''.