Regione Abruzzo
Piano Casa Governo Berlusconi 2009
21 aprile 2009 - Teleborsa
CdM a L'Aquila giovedì, slitta Piano Casa
Il Consiglio dei Ministri è convocato giovedì 23 aprile 2009 alle ore 9,30 a L'Aquila per l'esame del decreto-legge recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009.
Di conseguenza slitta ancora una volta il cosiddetto Piano Casa, recante misure urgenti in materia di edilizia e urbanistica, che potrebbe essere discusso al CDM di fine aprile.
14 aprile 2009 - Il Salvagente
Piano casa e terremoto: tante le trappole ancora nascoste
Il professor Salvatore Settis scopre diversi altarini. L'Abruzzo si è calato il rischio sismico.
Terremoto e Piano casa. Per un’intera settimana chi ha osato mettere in relazione i due “eventi” è stato messo all'angolo: “Non si specula sulle tragedie”. Ma oggi, a più di sette giorni da quel sisma che ha provocato quasi 300 morti e più di 50mila sfollati, la riflessione è d'obbligo. E comincia a comparire tra le righe di molti giornali.
Perfino il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, se n'è accorto. Dopo la sua Pasqua tra i terremotati, il presidente del Consiglio ha promesso che, nel Piano nuovo ci saranno rigorose norme anti-sismiche. Meno male, perché quello che voleva approvare per decreto le allentava e non poco. Il tutto, mentre il Parlamento rinviava, col decreto Milleproroghe, le norme più severe previste proprio per chi costruisce in zone sismiche.
Ora Berlusconi, che aveva incentrato il suo Piano sul "lassez faire", assicura che in futuro saranno riviste alcune norme antisismiche "per renderle esatte e più cogenti". Un progetto, ha aggiunto, che avrà l'ausilio anche di "nuove tecnologie più avanzate".
Settis: “Il Piano? Una istigazione a delinquere”
Ma intanto oggi un nuovo attacco al Piano Casa arriva da un noto esponente del mondo scientifico quale Salvatore Settis, che di recente si è dimesso, con molto clamore, da presidente del Consiglio nazionale dei beni culturali, archeologo tra i massimi studioso del mondo antico, e dal 1999 direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. Lo fa in un lungo commento, pubblicato oggi da La Repubblica, dove definisce la prima stesura del Piano Casa “una vera e propria istigazione a delinquere nei panni di una bozza di legge, un regali agli osceni palazzinari, ai comuni annaspanti nella corruzione, ai politici imbroglioni”.
Ma Settis non risparmia neanche il Piano Casa B, quello uscito dalla conferenza Stato-Regioni. “Il Piano B, dove il Codice Urbani prevede l'autorizzazione paesaggistica preventiva, con controlli incrociati di Stato, Regioni e Comuni, sostituisce la vana opzione di annullamento ex post di quanto già approvato dai Comuni, ma solo per contrasto col Codice Urbani”.
Ma quello che fa arrabbiare ancor di più il professore, è il passaggio che “obbliga il soprintendente ad esprimersi in una conferenza dei servizi in cui può essere facilmente essere messo in minoranza dai rappresentanti degli enti locali, anche se privi di competenza tecnica in materia di paesaggio”.
E non è finita qui. Il professore critica anche quell'articolo dell'eventuale Piano B, che “depenalizza le false dichiarazioni tecniche dei progettisti, punibili solo dopo l'accertamento del danno”.
Neanche le Regioni sono risparmiate: “Dopo aver protestato perché il Piano A non rispettava le loro competenze, tacciono soddisfatte del Piano B”.
Il Sole 24 Ore: “L’Abruzzo si è calato il rischio sismico”
Il pericolo, infatti, è che si ripeta quanto avvenuto in Abruzzo e denunciato, nei giorni scorsi, dall'articolo dell'inviato del Sole 24 Ore, Mariano Maugeri, all'Aquila.
Questa la sua ricostruzione: dopo il crollo della scuola di San Giuliano in Molise "nell'ottobre del 2002, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, impone all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (lo stesso ora minacciato dai tagli di Brunetta, n.d.r.) di aggiornare la mappatura (del rischio sismico in Italia) per procedere speditamente all'approvazione di nuove norme approvate con un decreto del presidente del Consiglio".
"Dovrebbe essere tutto a posto - continua l'inviato del Sole - Dovrebbe. Perché, già dagli anni 80 a ogni colore viene abbinato un grado di rischio: rosso primo grado, arancione secondo e così via, fino al quarto grado, verde. Ad ogni grado corrispondono criteri costruttivi, che nel caso di massimo pericolo rispondono alla formula S uguale 12". In questo contesto, spiega il professor Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica, "L'Aquila è tanto rossa che vira sul viola".
A chi tocca abbinare i colori e i pericoli?
Ma a chi tocca abbinare i colori con le regole necessarie per un'edilizia sicura? Non certo a un ente al di sopra delle parti e pieno di saperi, come potrebbe essere proprio l'Istituto di geofisica assieme ad altri ordini professionali o organizzazioni di sismologi internazionali, ma - guarda un po'! - alle Regioni.
E cosa fa la Regione Abruzzo? Fin dagli anni '80 "decide - scrive Maugeri - di attribuire all'Aquila, malgrado sia rossa al cubo, un rischio di II grado, quindi con vincoli edilizi più blandi, corrispondenti alla formula S uguale a 9. Significa una capacità di resistenza all'uro sismico inferiore di 3 punti a quella massima". "Tre punti - conclude Il Sole 24Ore - di magnitudo fanno la differenza tra un terremotino e un cataclisma, questo in Italia lo hanno imparato tutti".
A questo punto una domanda è d'obbligo: non sarebbe il caso, vista la pessima esperienza abruzzese, di affidare la valutazione del rischio sismico non a chi deve raccogliere voti per essere eletto, ma a un'Autorità indiscutibile, che abbia come suo compito quello di mettere in sicurezza la vita degli italiani e non i voti per questo o quel partito?
Fava: “Il rischio sismico era escluso dal governo”
Vedremo nella nuova edizione del Piano casa che dovrebbe essere presentata in settimana. Vedremo se nell'ultima stesura ci sarà ancora quell'articolo 6 che prevedeva addirittura un "alleggerimento" delle normative antisismiche, come ha denunciato qualche giorno fa dall'europarlamentare Claudio Fava: “Nel decreto casa discusso dal Governo non veniva spesa una sola parola sul rischio terremoto. Se si esclude l'articolo 6, volto a chiedere vincoli sismici meno rigidi. Poi è venuta giù l'Aquila...".
3 aprile 2009 - Abruzzo liberale
Piccone plaude al Piano Casa: "Maggiore attenzione alle specificità abruzzesi"
"L’ultima versione dell’accordo Governo, Regioni e Autonomie sul piano casa è senz’altro da accogliere con grande favore. Il programma di sostegno all’edilizia varato dal Governo Berlusconi apporterà benefici agli italiani e agli abruzzesi". Così il Senatore Filippo Piccone in merito all’intesa raggiunta sul piano di sostegno all’edilizia".
"Ciò premesso - ha aggiunto il parlamentare marsicano - non sono d’accordo, però, sull’esclusione dei cosiddetti capannoni industriali e commerciali dal premio di cubatura. Vorrei soffermarmi in primo luogo sul basso livello di impatto che tali strutture hanno sull’ambiente. Il rispetto e la tutela delle risorse ambientali sono punti fermi del programma di Governo ma non devono essere, però, un freno allo sviluppo e al rilancio dell’economia. Il piano di sostegno all’edilizia, poi, non può prescindere dagli interventi di ampliamento sugli immobili cosiddetti “non residenziali”.
"L’eliminazione del vincolo consentirebbe di ampliare gli edifici ad uso industriali, commerciale ed artigianale - ha spigato Piccone: tutti interventi che avrebbero positive ricadute per settori e categorie in crisi. Altro punto a favore quello che gli imprenditori, potendo estendere il manufatto esistente, non sarebbero costretti ad acquisire nuove porzioni di terreno, superando così anche le possibili forme di mera speculazione edilizia. In base a quanto stabilito dall’accordo, le Regioni hanno il compito, entro il 30 giugno prossimo, di legiferare in materia. Le regioni sono così investite da una grande responsabilità. Confidando nella sensibilità e lungimiranza politica, invito il Governatore della Regione Abruzzo Chiodi a prevedere nella stesura della nuova legge regionale abruzzese la possibilità di effettuare interventi anche negli edifici non residenziali, coniugando la necessità di sviluppo con la doverosa tutela ambientale della nostra regione".
3 aprile 2009 - tuttoabruzzo.it
FederParchi favorevole al Piano Casa
"Piano casa": il presidente di Federparchi accoglie con favore la decisione di escludere i parchi dagli ampliamenti edilizi
«Saluto con grande soddisfazione la decisione di escludere le Aree protette dal provvedimento del Governo in materia di ampliamenti edilizi. Se il testo definitivo del decreto legge confermerà quanto anticipato dallo stesso Presidente del Consiglio a valle dell'accordo con le Regioni, si potrà parlare di un successo della ragionevolezza e del senso di responsabilità». Lo ha dichiarato il presidente della Federparchi, Giampiero Sammuri, a proposito delle ultime anticipazioni sul cosiddetto "piano casa", secondo le quali i territori dei parchi non dovrebbero essere interessati in alcun modo dagli interventi edilizi. «In caso contrario – ha aggiunto Sammuri – si sarebbe rischiato di vanificare il grande lavoro di pianificazione e di protezione del territorio che le aree protette portano avanti da anni». «Più in generale – ha concluso il presidente dell'associazione dei parchi – saluto con grande favore la collaborazione e l'accordo raggiunto tra Governo, Regioni ed Enti Locali su un tema così importante».