Regione Friuli Venezia Giulia

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

21 aprile 2009 - Il Sole 24 Ore

Ecco quanto vale il piano casa. La stima del business sul territorio

NORD-EST - Lavori di ampliamento o ristrutturazioni per un totale di 7,6 miliardi. È il conto, ipotetico, di quanto potrebbero spendere i cittadini nel Nord-Est in attuazione del piano casa. La stima si basa su due parametri: che l'opportunità offerta dalle norme regionali e statali in corso di approvazione sia colta dal 10% dei proprietari degli oltre 1,2 milioni di abitazioni mono e bifamiliari esistenti nell'area e che il costo a metro quadro dei lavori sia di 1.200 euro.
In attesa della normativa nazionale, intanto, la Regione Veneto sta discutendo in consiglio il disegno di legge della Giunta Galan che è molto simile alla prima proposta governativa. Diversa, per la loro autonomia speciale, la situazione in Trentino-Alto Adige e in Friuli-Venezia Giulia. La Provincia di Trento ha stanziato 30 milioni per i contributi ai privati che vorranno ristrutturare in centro storico. L'amministrazione di Bolzano ha inserito nella legge Finanziaria la previsione di un "premio" di un aumento della cubatura a chi costruisce o ristruttura con la bioedilizia certificata da Casa Clima.
Anche la Regione Friuli-Venezia Giulia prevede incrementi di cubatura e soprattutto un forte snellimento delle procedure burocratiche con il nuovo Codice regionale dell'edilizia in discussione in consiglio regionale.

15 aprile 2009 - Regione Friuli Venezia Giulia

Assessore Lenna incontra ATER

'Le indicazioni del nuovo piano casa nazionale sono state oggetto dell'incontro tra l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Vanni Lenna, e i presidenti e i direttori delle 5 ATER (Aziende territoriali) del Friuli Venezia Giulia. Si è così aperto il tavolo sul piano casa regionale, primo passo di un cammino che rivoluzionerà il sistema di edilizia residenziale pubblica. Quanto e quale patrimonio può essere dismesso e con quali vantaggi per gli istituti, sarà tema oggetto di valutazione da parte di ciascuna Ater per ottemperare agli indirizzi forniti dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, che nei giorni scorsi ha inoltrato agli assessorati regionali competenti la documentazione relativa "al piano casa per la semplificazione delle procedure di alienazione degli immobili di proprietà degli ex-Iacp". L'assessore Lenna ha chiesto a ciascuna Ater di predisporre, per il prossimo incontro, concordato per il 7 maggio, un proposta di piano vendita, portando in discussione una tipologia di criteri sulla base dei quali si reggerà l'alienazione di parte del patrimonio immobiliare pubblico.
"Tutti noi - ha affermato Lenna a margine dell'incontro - riconosciamo che parte del patrimonio Ater è da dismettere; bisogna individuare le metodologie di vendita garantendo all'Ater un ruolo sociale a sostegno delle fasce più deboli, ed evitando delle sperequazioni".
Il punto di partenza del piano nazionale individua il canone di locazione come valore per stabilire il prezzo di vendita degli immobili. "La nostra specialità - ha proseguito l'assessore - ci consente di adeguarci alla normativa nazionale, ma di intervenire con legge regionale per modellare le situazioni in base alle esigenze territoriali".
"È infatti impensabile - ha affermato ancora Lenna - predisporre un provvedimento uniforme per le varie realtà territoriali regionali che presentano contesti ed esigenze diversificate".
Nel corso dell'incontro è stato sottolineato dai direttori come la situazione triestina, che presenta numerosi alloggi sfitti e un'alta richiesta di locazione, sia distante dalla realtà udinese dove, al contrario, la necessità di patrimonialità familiare è considerata prioritaria. Fasce di reddito, tipologia di alloggi, localizzazione, rateizzazione, cartolarizzazione piuttosto che asta pubblica, saranno pertanto gli elementi sui quali gli uffici della Direzione centrale dei lavori pubblici e le singole Ater ragioneranno per procedere alla riforma di parte del patrimonio in dotazione all'Ater.

4 aprile 2009 - Regione Friuli Venezia Giulia

Pianificazione - Seganti, primi incontri per codice edilizia

'Per acquisire i pareri e le osservazioni dei soggetti che operano nel settore sulla bozza del nuovo Codice regionale dell'edilizia, l'assessore regionale alla Pianificazione, Federica Seganti, incontrerà i rappresentanti del Comparto agricolo, di Anci e Upi, Arce e Ance, Collegi e Fondazioni.
Tutti hanno già ricevuto il documento che la Giunta regionale si propone di varare alla fine di giugno, dopo il placet dell'Aula consigliare, e l'assessore si confronterà con le categorie sul testo del Codice nella mattinata di lunedì 6 aprile a Udine, nella sala Kugy della sede della Regione.

1 aprile 2009 - Regione Friuli Venezia Giulia

Commissione consiliare, parere favorevole riparto fondo edilizia

'La IV Commissione consiliare, presieduta da Alessandro Colautti (PdL), ha espresso parere favorevole alla delibera di Giunta sul riparto delle risorse disponibili sul Fondo per l'edilizia residenziale. Hanno votato a favore Popolo della libertà, Lega Nord, UDC, Partito Democratico e Italia dei Valori - Cittadini. Astenuta Sinistra Arcobaleno, nessun voto contrario.
L'assessore Vanni Lenna ha sottolineato come il riparto sia stato compiuto sulla base agli stessi parametri e metodi utilizzati in passato. Due le novità che la delibera presenta: l'accantonamento sul Fondo di ulteriori 100 mila euro annui fino al 2018, destinati alle domande per l'edilizia convenzionata. Come secondo punto, l'assessore ha sottolineato l'accantonamento per lo stesso periodo di ulteriori 800 mila euro annui - in via sperimentale - per la realizzazione da parte delle ATER di alloggi da destinare affitti a canone convenzionato, quindi superiori a quelli dell'Azienda territoriale, ma inferiori a quelli di mercato. Lenna ha infatti spiegato che le ATER ricevono richieste da parte di famiglie che eccedono i parametri per l'assegnazione di alloggi a canoni agevolati, ma comunque non posso sostenere i prezzi correnti.
In merito allo stanziamento decennale per l'edilizia convezionata, Colautti ha proposto di snellire i passaggi previsti dal regolamento, stabilendo che siano la Regione e le ATER a firmare una convenzione nella quale determinare i tempi di utilizzo dei fondi, il tetto dei prezzi di locazione e il reddito massimo per accedere al bando. Si salterebbe così il passaggio che obbliga le Aziende territoriali per l'edilizia residenziale a sottoscrivere una convenzione con il Comune, perché questo svolga gli stessi controlli e ponga i vincoli. "Le ATER sono aziende pubbliche e svolgono la stessa funzione che svolge il Comune", ha motivato la sua proposta Colautti.
Maurizio Salvador (UDC) ha chiesto all'assessore di rivedere i tassi d'interesse per l'edilizia convenzionata per avvicinarli a quelli dell'edilizia sovvenzionata, mentre Alessandro Corazza (IdV-Citt) ha chiesto interventi coordinati con l'ERDISU a favore degli studenti.