Regione Lazio

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

28 Aprile 2009 - Repubblica
Piano casa, servono 30 mila alloggi per gli italiani e per gli immigrati

«Serve un piano casa di 30 mila alloggi in cui ci sia spazio per tutti, italiani e immigrati». Lo ha detto ieri il sindaco Gianni Alemanno, che ha partecipato alla presentazione del libro di Livia Turco "Il muretto". A proposito delle periferie, il sindaco ha precisato che «non sono state abbandonate dalle istituzioni, ma dall' associazionismo». E ancora: «Nelle periferie - ha voluto sottolineare Alemanno - si è creato un vuoto, con le associazioni bisogna ricreare un vero radicamento sociale».

24 Aprile 2009 - Adnkronos
Italia dei Diritti, nel Lazio il Piano Casa sia occasione per colmare ritardi

"Ben venga qualsiasi iniziativa rivolta al risparmio energetico e al rispetto delle norme antisismiche, visto che l'Italia vanta un ritardo quasi epocale con il resto d'Europa". Cosi' Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell'Italia dei Diritti, commenta in una nota i dati forniti dal 'Sole 24 ore' con l'ausilio del Cresme e dell'Istat riguardo al Piano casa nel Lazio. Secondo i calcoli - si legge nella nota -, se solo il 10 per cento dei proprietari di 568.437 abitazioni decidesse di usufruire del bonus per l'aumento delle cubature del 20 per cento, si innescherebbe un business da 3,5 miliardi.
Per Marinelli "nella new economy occorre andare con i piedi di piombo visto che non siamo svedesi ma italiani. Al contrario di Re Mida che tutto cio' che toccava diventava oro, in Italia tutto cio' che e' di buono e che viene mutuato dagli altri paesi, diventa occasione per corruzione, ruberie e quanto di peggio si possa avere. Basti pensare come gran parte dei palazzi crollati a L'Aquila fossero dotati dei piu' svariati certificati che attestavano il rispetto delle norme antisismiche".

23 Aprile 2009 - Il Giornale
Piano casa, un business da 3,5 miliardi con sicurezza e risparmio energetico

Il piano casa nel Lazio vale un tesoro. Un tesoro da 3,5 miliardi di euro. Il calcolo è stato fatto dal «Sole 24 Ore» incrociando dati del Cresme e dell’Istat, che parlano di 568.437 abitazioni mono e bifamiliari, quelle potenzialmente ampliabili. Ebbene se il 10 per cento dei proprietari (una quota definita «realistica») decidesse di approfittare del bonus per l’aumento delle cubature del 20 per cento, si metterebbe in moto un business da 3.500 milioni. Una mano santa per l’economia regionale. Solo che la nostra regione, pur essendosi impegnata a legiferare entro il 30 giugno sulla possibilità di ampliamento del 20 per cento delle cubature, è in netto ritardo rispetto ad altre. In attesa che il governo emani il decreto legge, la task force istituita dalla Regione non ha ancora partorito una bozza. Esterino Montino, assessore regionale all’Urbanistica, ha ipotizzato che questo possa avvenuire entro la fine del mese, a cui mancano però pochissimi giorni (sei quelli feriali). Manca però l’intesa sugli strumenti da utilizzare. Mentre Mario Di Carlo, assessore alle Politiche della casa, punta ad estendere agli alloggi popolari il bonus, lo stesso Montino dice no a incentivazioni volumetriche di questo tipo, «sia per l’edilizia residenziale pubblica, sia per capannoni industriali».
Di certo c’è che il piano casa del Lazio, come quello nazionale, conterrà misure legate alla messa in sicurezza antisismica degli edifici da ristrutturare. E anche al risparmio energetico. «Puntando sull’efficienza energetica del nuovo - ha detto ieri Mario Di Carlo, assessore alle Politiche della casa della Pisana - si potrebbero aumentare le cubature del 35 per cento invece che del 30». Non solo: «Stiamo studiando assieme all’assessore Zaratti (all’Ambiente, ndr) - aggiunge Di Carlo - un’operazione molto innovativa che riguarda il rifacimento dei tetti degli stabili dell’Ater sul territorio regionale, circa 30mila. C’è uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro - spiega Di Carlo - di cui 5 investiti dall’assessorato all’ambiente per coprire il 20 per cento dell’intervento necessario per l’istallazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti per l’autoproduzione di energia».
Di Carlo ha anche avuto parole di apprezzamento per il piano casa del governo, «un provvedimento di straordinario interesse in particolar modo per la parte che riguarda la demolizione e la ricostruzione. Sulla casa siamo indietro rispetto agli altri paesi europei, il nostro patrimonio è vecchio, ha scarsa qualità e conta forme e tecniche di costruzione assolutamente diversificate. C’è necessità di un forte impulso all’innovazione. Per questo ho salutato con favore la parte riguardante la demolizione e ricostruzione, un’occasione fantastica per recuperare situazioni altrimenti irrisolvibili». Quanto alla sicurezza degli edific, non solo in relazione ai sismi, Di Carlo ha ricordato che «la regione Lazio dal 2002 ha una legge ben fatta sul fascicolo del fabbricato. Era stata finanziata dal precedente governatore Storace, per 200mila euro, ma nessuno ha mai chiesto una lira fino al 2007, quando è stata definanziata. Ora dovremmo formalizzare che tutte le nuove realizzazioni e le ristrutturazioni strutturali abbiano un fascicolo del fabbricato. Mentre sulle vecchie costruzioni dobbiamo trovare una soluzione che non sia la semplice incentivazione». Sul fascicolo dei fabbricati è d’accordo anche il sindaco Gianni Alemanno, secondo il quale questo strumento «se fatto bene in maniera non burocratica, può essere molto utile perché avere la storia e lo stato di un edificio aiuta nella conoscenza della realtà. Spesso ci troviamo di fronte a edifici di cui non si sa quasi nulla e di volta in volta le verifiche vengono fatte a valle del problema e non a monte, non possiamo procedere così».

21 aprile 2009 - Il Sole 24 Ore

Ecco quanto vale il piano casa. La stima del business sul territorio

ROMA - Un giro d'affari di 3,5 miliardi. A tanto potrebbe ammontare nel Lazio, secondo una stima del Sole-24 Ore Roma, il giro d'affari legato solo al bonus cubature del 20% previsto dal piano casa. Una cifra calcolata a partire dai dati Cresme (568mila in regione le case mono e bifamiliari potenzialmente ampliabili) e ipotizzando un'adesione "realistica" del 10% dei proprietari. Anche il Lazio si è impegnato infatti a legiferare entro il 30 giugno sulla possibilità di ampliamento del 20% per le abitazioni mono e bifamiliari e del 35% in caso di demolizione e ricostruzione di tutti gli edifici residenziali, a patto che siano utilizzate tecniche di efficienza energetica. Il piano casa laziale muove però ancora i primi passi. In attesa del decreto legge del governo (con le misure antisismiche e di semplificazione normativa), è stata messa in piedi una task force alla quale partecipano quattro assessorati regionali. Ma una prima bozza di legge non arriverà prima di fine mese. Tra gli obiettivi condivisi, l'applicazione delle direttive nazionali alle questioni dell'emergenza abitativa, per incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Manca però l'intesa sugli strumenti da utilizzare. Mentre Mario Di Carlo, assessore alle politiche della casa, punta ad estendere agli alloggi popolari il bonus di cubatura del 20%, l'assessore all'urbanistica Montino tira il freno a mano. E dice no a incentivazioni volumetriche di questo tipo «sia per l'edilizia residenziale pubblica, sia per capannoni industriali».

 

16 aprile 2009 - Dire

Alemanno riparte dal 'fascicolo di fabbricato'

“Sulla sicurezza abitativa va ripreso il tema del fascicolo di fabbricato per avere garanzie vere sullo stato degli edifici. Sul versante del Piano Casa e dell'emergenza abitativa, invece, bisogna fare uno sforzo per portare soldi che oggi sono sprecati per affitto di residence verso gli investimenti per costruire nuove case e dare una risposta a tutte le fasce sociali che oggi chiedono casa nella nostra città”. Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al termine della riunione del Tavolo interistituzionale con Regione e Provincia di Roma organizzato alla Pisana per discutere di emergenza abitativa.

 

16 aprile 2009 - Reuters

Piano casa, Ubh:possibile impatto negativo su mercato immobiliare

Il piano casa, pensato dal governo per il rilancio dell'edilizia residenziale, rischia di avere un impatto negativo sul mercato immobiliare nelle aree della provincia e nei piccoli comuni non capoluogo.
E' una riflessione dell'ufficio studi Ubh che analizza il possibile effetto su domanda e offerta del piano che prevede l'aumento del 20% del volume di edifici residenziali unifamiliari o bifamiliari, una tipologia abitativa situata in gran parte fuori delle aree metropolitane.
Secondo Ubh "l'impatto eventuale potrebbe essere negativo per la dinamicità del mercato di queste piccole realtà e in particolare per la domanda di sostituzione e per l'offerta del prodotto di nuova realizzazione".
"L'eventuale rallentamento del ciclo di ricambio fra domanda e offerta - spiega Alessandro Ghisolfi, direttore dell'ufficio studi - potrebbe lasciare poco spazio al mercato della sostituzione e allo sviluppo di nuove costruzioni". In Italia più del 70% dei comuni ha meno di 50.000 abitanti, nota Ghisolfi.
"In particolare regioni come il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Puglia e la Sardegna, dove si è assistito a sviluppi immobiliari ad uso residenziale notevoli e tuttora in corso, sono più esposte all'eventualità di una brusca frenata della domanda per sostituzione che rappresenta da sempre il motore del mercato residenziale", conclude Ubh.

 

10 aprile 2009 - Dire

Marrazzo: nel Piano Casa prevedere ricostruzioni anti-sismiche

"Si deve fare subito nel Piano casa un salto in avanti con risorse, semplificazioni amministrative e defiscalizzazioni per le ricostruzioni antismiche non solo nei paesi colpiti dal terremoto ma in tutta Italia". L'appello arriva dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo.
Nel giorno dei funerali solenni per le vittime del terremoto in Abruzzo, Marrazzo chiede anche di "impegnarsi affinche' le risorse e i lavori per rimettere in piedi paesi che non ci sono più non abbiano i tempi lunghi a cui volte, purtroppo, l'Italia ci ha abituato".

 

3 aprile 2009 - Il Giornale

Piano Casa - Marrazzo fa dietrofront e cambia idea: «Piano casa? Ha una ricaduta positiva»

Marrazzo, il governatore dai mille volti. L’ennesimo voltafaccia sorprende e atterrisce allo stesso tempo. Ma chi lo conosce non si stupisce più di tanto. Fino a una settimana fa, infatti, il presidente della Regione Lazio era tra i più convinti oppositori del piano casa del Governo. Una volta fatto il tavolo tecnico, però, ha cambiato immediatamente opinione. E ieri è arrivato a sostenete che l’iniziativa nel Lazio potrebbe interessare la ristrutturazione di 10 mila abitazioni, per un giro d’affari tra i 3 e i 5 miliardi di euro.
Lo ha dichiarato durante una puntata della trasmissione «Radio Anch’Io», all’indomani della notizia data appena due giorni fa dall’assessore comunale alla Casa, Alfredo Antoniozzi, che aveva annunciato allo stesso tempo un «piano Marshall» per risolvere l’emergenza abitativa nella capitale.
«Noi abbiamo fatto uno studio - ha spiegato Marrazzo - e immaginiamo che il provvedimento possa avere delle ricadute su circa 10 mila abitazioni, il 10 per cento del totale, per un giro economico che valutiamo tra i 3 e i 5 miliardi».
Secondo il governatore del Lazio bisogna rendere reale l’accordo raggiunto tra stato e Regioni. «Dobbiamo dare un incentivo al sistema economico dell’edilizia e una risposta ai cittadini che vogliono aumentare le cubature - ha proseguito - ma allo stesso tempo la politica della salvaguardia deve essere una stella polare. Io credo che questa sia una vera sfida di modernità: riuscire ad avere uno sviluppo sostenibile». La ripresa, in ogni fase di questo new deal, deve vedere in primo piano l’edilizia pubblica. Questo, per Marrazzo, vuol dire far correre parallelamente una forte iniziativa economica e il campo delle costruzioni. «L’85 per cento degli italiani vivono nei condomini - ha sottolineato -. Il dato positivo di questo nuovo piano è raggiungere le quote del 35 per cento per chi abbatte e ricostruisce con bioedilizia. Con questo accordo potremmo mettere una novità nella crisi».
Il governatore è passato poi a correggere il tiro iniziale, che lo aveva visto contrario al piano casa. E lo fa quasi giustificandosi. «La durezza iniziale mostrata non era sul merito, ma sulla decretazione d’urgenza - ha ribadito - perché solo chi è sul territorio può dare una risposta perché conosce le problematiche del Lazio, della Lombardia o di altre regioni». «La ricaduta economica del Piano casa sul settore edilizio del Lazio, annunciata da Marrazzo, rappresenta una boccata d’ossigeno per il nostro comparto colpito gravemente dalla crisi in atto - ha commentato Dario Coen, presidente della Fedilter (l’associazione che riunisce gli imprenditori edili del terziario), aderente a Confcommercio Roma -. Naturalmente non è tutto oro ciò che luccica. Nel piano, infatti, non è stato preso in considerazione il non residenziale che rappresenta una fetta molto importante del nostro settore. Ecco perché ci auguriamo che possa essere sanata al più presto questa anomalia». La Fedilter punta anche l’accento sull’importanza del rispetto dei tempi stabiliti dall’accordo, così da rendere concreto questo provvedimento di cui il comparto ha urgentemente bisogno.
«Resta il nostro sincero ringraziamento alle amministrazioni - conclude Coen - per la caparbietà dimostrata nel voler raggiungere l’intesa finale con il Governo. Hanno avuto la sensibilità di capire che senza interventi mirati il settore dell’edilizia rischia di registrare la chiusura di molte aziende e la relativa perdita di posti di lavoro».

 

2 aprile 2009 - Repubblica - Anna Maria Liguori

Piano Casa - Ecco 20.000 alloggi in più

Con un tour de force nella notte in via della Stamperia, sede del Ministero delle Politiche regionali, è stata raggiunta l´intesa tra governo e Regioni sul piano casa. «I lavori del tavolo delle Regioni sono stati proficui anche se faticosi. Abbiamo raggiunto l´accordo a mezzanotte» racconta Mario Di Carlo, assessore alle Politiche della Casa della Regione. Il governo ha poi ratificato l´intesa nella Conferenza Stato - Regioni ieri mattina. E la Regione Lazio ha fatto la sua parte sull´accordo: si è impegnata, come le altre, entro 90 giorni a legiferare sull´introduzione di un premio di cubatura del 20 per cento per le abitazioni mono e bifamiliari con un tetto massimo di 200 metri cubi ad esclusione dei centri storici e delle aree vincolate. Qualora le regioni non legiferino, accettano di essere sostituite dalla Stato che adempierà la legge al posto loro. E lo stesso provvedimento prevede la demolizione e la ricostruzione di edifici, con un premio di cubatura che può arrivare fino al 35 per cento se la ricostruzione avviene con i criteri di efficienza energetica di miglioramento della qualità estetica e di modernizzazione degli edifici. Lo Stato entro 10 giorni dalla ratifica dell´accordo, attraverso un decreto legge per le materie di sua competenza (antisismico, i beni ambientali e culturali, antincendio ecc.), provvede alla semplificazione delle procedure. Il presidente della Regione Piero Marrazzo: «Ora ci metteremo subito all´opera per dare ai cittadini del Lazio un quadro normativo preciso per interventi che stimolino l´economia e tutelino il territorio».
A Roma, sul tema dell´elevazione del 20 per cento «potrebbero essere interessati secondo l´ultima stima delle mappe catastali, il 37 per cento degli edifici fuori dal centro storico» annota Di Carlo. Oppure nei quartieri romani a grandissima densità come Magliana, Tuscolano, Viale Marconi il piano consente di rilocalizzare alcuni palazzi nati dall´espansione dell´edilizia selvaggia degli anni 50/60 e ricostruirli altrove con il 35 per cento in più. Si potrebbe così buttare giù un brutto palazzo di 6 piani e farne uno da 9, guadagnando 12 appartamenti e al posto di quello abbattuto creare una piazza, un giardino o un parcheggio. Una soluzione che potrebbe essere usata anche per gli insediamenti delle case popolari: l´esempio più eclatante, Corviale: potrebbe essere demolito anche parzialmente e le cubature potrebbero essere costruite meglio altrove.
E, osservano all´assessorato alla Casa, «dalle demolizioni alle ricostruzioni con premio di cubatura, si potrà alzare lo standard degli immobili romani che hanno per la maggior parte una qualità strutturale modesta». «Nel Lazio poi è un utile strumento per affrontare anche l´eccessiva cementificazione soprattutto sulle coste - spiega Antonio Zanon, vicepresidente della Commissione regionale Lavori pubblici a casa - ad esempio se c´è una brutta costruzione sulla spiaggia di Torvajanica, con il premio di cubature il proprietario è invogliato a demolire e a ricostruire più indietro. Ci guadagna lui e libera la spiaggia per riconsegnarla alla comunità».
E da ieri la Regione ha varato anche una sua novità. Si possono ricavare nuove abitazioni nei sottotetti già esistenti per rispondere all´emergenza casa senza aumenti di cubature (salvaguardando quindi la sagoma dell´immobile) e senza consumare ulteriore territorio. Lo prevede una legge approvata ieri all´unanimità dal Consiglio regionale, primo firmatario Zanon. A ricadere nella legge saranno i locali con un´altezza media di 2,40 metri (2,20 per i locali di servizio) con la possibilità, per rientrare in questi limiti, di apportare piccole modifiche o di abbassare il solaio sottostante. E, oltre Roma, il provvedimento interessa anche a chi abita nei piccoli centri e nelle località turistiche.

 

2 aprile 2009 - Asca

Carapella, dopo accordo priorità a bisogni reali

''Il Presidente Marrazzo coglie nel segno: pianificare interventi per la casa significa attuare politiche in soccorso di chi la casa non ce l'ha, non puo' permettersela o non riesce a mantenerla''. E' quanto dichiara il Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa alla Pisana, Giovanni Carapella.
''Gli interventi previsti dal piano del Governo - aggiunge Carapella - possono rappresentare in parte una spinta per l'economia e la ripresa economica, ma poco fanno per dare una risposta a quella che nel nostra Paese e' una vera e propria emergenza casa''.
''L'approvazione ieri da parte del Consiglio Regionale della legge che consente il recupero dell'abitabilita' dei sottotetti - conclude Carapella - e' senz'altro un provvedimento utile, ma le politiche abitative efficaci per dare risposte concrete ai cittadini si muovono su parole d'ordine precise: sostegno ai mutui, housing sociale, politica degli affitti, nuove case popolari. Per attuarle servono volonta' e risorse''.

 

2 aprile 2009 - Asca

Piano Casa - Marrazzo, nel Lazio interessati 10.000 immobili per 3 miliardi

''Prevediamo che gli interventi di ampliamento della cubatura potranno riguardare 10 mila immobili nel Lazio, per un valore complessivo di 3 miliardi di euro''. Lo ha dichiarato il Governatore del Lazio, Piero Marrazzo in un'intervista al ''Corriere della Sera' sottolineando che il Piano Casa varato dal Governo nella prima bozza ''proprio non andava''.
''Ora - commenta Marrazzo - possiamo cominciare a preparare il vero piano casa. Finalmente sono state restituite alle Regioni le competenze in materia e si puo' fare sul serio''.
''Approveremo una legge regionale - aggiunge Marrazzo - che metta insieme le due esigenze: rilancio dell'edilizia e sostenibilia' dello sviluppo'' e ''chi vorra' ampliare il proprio immobile e ne ha i requisiti potra' farlo. L'idea e' di favorire l'edilizia sociale, magari coinvolgendo risorse dei privati''.

 

1 aprile 2009 - Asca

Piano Casa - Alemanno, accordo molto positivo

L'accordo che il Governo e le Regioni hanno raggiunto sul piano casa ''e' molto positivo''. Lo ha spiegato il sindaco di Roma e vice presidente dell'Anci, Gianni Alemanno, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Da un lato, ha spiegato Alemanno, ''si punta a ridare slancio ad un importante settore dell'economia nel pieno rispetto delle norme urbanistiche e del paesaggio'', dall'altro ''con l'apertura di un tavolo per il piano casa si programmano interventi di housing sociale''.

 

1 aprile 2009 - Asca

Piano Casa - Alemanno (ANCI), accordo rilancia l'economia e sostiene i redditi

'L'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) valuta molto positivamente l'accordo siglato oggi in Conferenza Unificata''. Questo il commento di Gianni Alemanno, Sindaco di Roma e Presidente del Consiglio Nazionale Anci al termine della riunione della Conferenza Unificata di stamane, che ha ratificato l'intesa sul cosiddetto ''piano casa'.
''Un accordo - ha aggiunto - che si muove su due versanti: quello della semplificazione, ovvero del contribuire a dare slancio all'economia, in questo periodo di crisi, rispettando tutte le prerogative ambientali e urbanistiche, nonche' le competenze delle autonomie locali. Dall'altro lato - ha spiegato Alemanno - l'accordo prevede l'apertura di un tavolo che dovrà' definire un piano casa complessivo che consenta di fare interventi di housing sociale, partendo da edilizia residenziale pubblica, ma prevedendo anche interventi a favore del ceto medio; questo significa arrivare ad avere una dotazione di alloggi per mutui ed affitti tali da intervenire su una condizione sociale, non di mercato. Questo - ha aggiunto - consente di coprire non solo la fascia estrema, dell'edilizia residenziale pubblica, ma anche quella rappresentata dal ceto medio, che oggi risente fortemente della crisi e che potra' trovare, nella possibilita' di avere affitti o mutui agevolati, un sostegno sostanziale e diretto al reddito''.
Questo accordo, ha concluso Alemanno, ''apre quindi la strada ad una serie di interventi di forte valenza economica e con una evidente prospettiva di carattere sociale''.