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21 aprile 2009 - Il Sole 24 Ore
Ecco quanto vale il piano casa. La stima del business sul territorio
SUD -
Il Sud attende il varo da parte del Governo del Piano casa. Nelle regioni meridionali è localizzato più di un terzo del totale degli edifici che in Italia potrebbero beneficiare degli ampliamenti ipotizzati. Ammontano, infatti, complessivamente a 3,33 milioni, secondo il Cresme, gli immobili monofamiliari o bifamiliari che al Meridione rientrerebbero nella casistica di intervento del Piano casa, praticamente il 35,2% del totale nazionale. La Sicilia vanta il primato italiano, con 1,2 milioni di villini oggetto di possibili ristrutturazioni, mentre più distanziate appaiono Puglia, in forza di oltre 800mila edifici "ampliabili", Campania (più di 664mila), Calabria (518mila) e Basilicata (129mila).
Anche se fino al varo definitivo il decreto è suscettibile di modifiche, è possibile elaborare una stima orientativa dell'impatto economico che il provvedimento potrebbe avere sull'economia delle singole regioni. Prendendo in considerazione una superficie media per ciascun edificio di 260 metri quadri e ipotizzando un costo medio di 1.200 euro a metro quadro per ogni intervento, se al Sud il 10% dei possessori di villini scegliesse di ampliare del 20% il proprio immobile, si innescherebbe sul territorio un business da 21 miliardi circa a fronte dei 58,9 miliardi dell'impatto nazionale.
18 aprile 2009 - Corriere di Gela - Miriam Anastasia Virgadaula
Nuovo Piano casa in attesa del Prg
Ha fatto di recente irruzione nel dibattito socio-politico del nostro paese il tanto decantato Piano Casa da 70 miliardi di euro ancora oggetto di confronto e trattative tra Palazzo Chigi, enti locali e opposizione. A dispetto dell’entusiasmo del governo, c’è chi grida alla cementificazione del paesaggio, al collasso del sistema ambientale. Tra le regioni favorevoli al Piano Casa c’è anche la Sicilia in cui, secondo l’Agenzia del territorio, si costruisce un edificio irregolare su dieci in Italia. E a Gela? Quanti edifici irregolari sono stati eretti nella nostra città rispetto al resto dell’Italia? Ci siamo rivolti all’assessore all’Edilizia e all’Urbanistica Davide Giordano al quale abbiamo rivolto alcune domande.
Dalle prime indiscrezioni sul Piano Casa è emerso che le eventuali operazioni di ampliamento, demolizione e ristrutturazione dovranno essere autorizzate dai comuni in base ai piani regolatori generali. Ma Gela ha un Prg?
“L’attuale Prg della città risale al 1971 ed è quindi uno strumento obsoleto rispetto alle nuove esigenze del territorio. Per questa ragione, quando già facevo parte della Commissione Urbanistica, ho lavorato con altri esperti al nuovo Prg il cui vaglio, da parte del Consiglio Comunale, è per il momento sospeso in attesa del documento di valutazione dei rischi (cosiddetto Rir) e la valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica note come Via-Vas. Espletati questi studi preliminari la situazione dovrebbe sbloccarsi”.
Ma nel frattempo come hanno fatto e come fanno i gelesi che hanno esigenza di costruire? “Siamo andati avanti grazie a soluzioni tampone come piani di lottizzazione, piani di edilizia economica popolare e varianti. Tutti interventi localizzati e mirati al quartiere o all’ambiente in questione, tenendo conto delle principali esigenze urbanistiche come l’illuminazione, la rete fognaria, l’impianto stradale. Ma è indispensabile un punto di riferimento come il Prg che regolamenti uno sviluppo programmato e sostenibile della città”.
Il Piano Casa permette la possibilità di sostituire l’antico permesso di costruire con un certificato di conformità. Questa novità che impatto avrebbe sul nostro territorio?
“Sono favorevole a uno snellimento della burocrazia poiché spesso sono proprio le licenze che tardano ad arrivare o la lungaggine delle procedure che causano una sorta di insurrezione popolare che non tiene più conto delle regole. Tuttavia dobbiamo tener conto della difficile realtà del nostro territorio in cui non credo si sia ancora pronti a rimpiazzare l’autorizzazione del comune con un certificato che sollevi completamente gli uffici preposti dalle loro responsabilità scaricandole sul cittadino o sul progettista”.
Cosa pensa dell’opportunità di rinnovare il patrimonio urbano mediante la demolizione e ricostruzione degli edifici realizzati prima del 1989 con il vantaggio di ampliarli sino al 35%?
“Già nelle norme attuative del Prg in via di approvazione sono previste la demolizione e ricostruzione di alcuni quartieri, eccezion fatta, evidentemente, per le zone del centro storico o le eventuali situazioni di pregio della città.Come Commissione Urbanistica abbiamo anticipato questa mossa del governo nazionale ma personalmente rimango contrario a provvedimenti di massa non opportunamente regolamentati”.
Il governo intende anche incentivare un’apertura alla bioedilizia e all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. A Gela esiste la cultura della bioedilizia?
Qualcosa sta nascendo, soprattutto nel campo del fotovoltaico. In futuro anche noi come amministrazione potremmo garantire uno snellimento delle procedure per chi si affida a queste nuove tecnologie sensibili alla questione ambientale.
15 aprile 2009 - LiveSicilia - Antonella Lombardi
Piano casa: via libera in Sicilia aspettando il governo di Roma
“Non è arrivata alcuna bocciatura al disegno di legge sul piano casa presentato dalla IV Commissione”. Fabio Mancuso, presidente della Commissione territorio e ambiente all’Ars, taglia corto con le polemiche al termine delle audizioni che oggi si sono svolte con i rappresentati di categoria e annuncia così il via libera al piano.
Ad essere ascoltati, infatti, sono stati, tra gli altri, i rappresentanti dell’ordine dei Geologi, dell’Ance, della consulta degli Architetti, di Legambiente e dell’Enea. E dopo gli ultimi rilievi da parte delle associazioni ambientaliste, Mancuso ha detto che particolare attenzione sarà prestata alle energie rinnovabili: “L’ingegnere Marco Citterio, arrivato apposta da Roma a rappresentare l’Enea ha dichiarato di tenere in forte considerazione tutto l’aspetto ambientalista contenuto nel nuovo ddl per l’edilizia negli articoli che si riferiscono all’utilizzo di energie da fonti rinnovabili”.
Su questo versante la parlamentare del partito democratico Concetta Raia ha chiesto che sia la Regione a “coordinare una ricognizione provinciale delle strutture” chiedendo anche l’inserimento di norme per la protezione antisismica negli edifici pubblici e privati. Mancuso ha smentito inoltre la presentazione di una proposta di legge del Governo: “Al momento, non risulta depositata e, quindi, non agli atti di questo Parlamento regionale”. Senza chiudere però al confronto politico: “Nulla osta che non si possano riavviare le audizioni per esaminare un disegno di legge in parte riveduto laddove le integrazioni eventuali del testo governativo siano condivisibili, dunque atte a migliorare e arricchire il progetto casa della commissione”.
Ma dai banchi dell’opposizione i rappresentanti del Pd all’interno della commissione lamentano di trovarsi in presenza di una ” una maggioranza spaccata e rissosa”.”Ancora una volta il centrodestra si presenta diviso, con proposte contrastanti che non fanno altro che paralizzare l’attività del Parlamento. Il governo ha preannunciato la presentazione di un testo di legge alternativo a quello firmato da esponenti del Pdl”. Secondo Roberto Ammatuna, Mario Bonomo, Davide Faraone, Concetta Raia e Salvatore Termine la maggioranza non avrebbe trovato l’accordo, ripetendo “quanto avvenuto su temi indispensabili per lo sviluppo della Sicilia, come il riordino della sanità, la riforma degli Ato e le misure anticrisi da inserire in Finanziaria”.
15 aprile 2009 - Sicilia Informazioni - Salvatore D'Anna
Ok degli esperti del settore al piano casa in salsa siciliana. Sparisce quello del governo
'L'ok al piano casa è stato dato dalla commissione Territorio e Ambiente. Ma il via libera è arrivato solo per uno dei due ddl sulla semplificazione dell'attività edilizia che in questo momento sono presenti a Palazzo dei Normanni. Si tratta di quello preparato dal presidente della commissione Fabio Mancuso, primo firmatario del testo insieme a Salvino Caputo. "Abbiamo completato il giro di incontri e audizioni con gli enti e le categorie, con gli ordini e le associazioni di competenza – comunica Mancuso – e non è arrivata alcuna bocciatura al disegno di legge del cosiddetto Piano Casa presentato dalla IV Commissione". Impegnata da una settimana in consultazioni con i rappresentanti del settore, la commissione ha ricevuto il via libera dell’Ance (i costruttori edili), dell’Ordine dei Geologi, della Consulta degli Architetti, della Fillea Cgil, di Legambiente, dell'Associazione Italiana Architettura del Paesaggio e dell'Enea. "L'ingegner Marco Citterio, arrivato apposta da Roma a rappresentare l'Enea – sottolinea Mancuso – ha dichiarato di tenere in forte considerazione tutto l'aspetto ambientalista contenuto nel nuovo ddl per l'edilizia negli articoli che si riferiscono all’utilizzo di energie da fonti rinnovabili". In precedenza c'era stato l'apprezzamento da parte dei rappresentanti dell’Anci e di tutti gli ordini professionali interpellati.
Il problema vero, per la Sicilia, è che esiste (o forse sarebbe meglio dire esisteva, come vedremo più avanti) un altro ddl, una proposta di legge presentata dal governo regionale. Prima di Pasqua Innocenzo Leontini, capogruppo del Pdl all'Ars, aveva attaccato, dopo la rottura dell'assessore Carmelo Incardona con il presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla formazione, il piano casa del governo che non sarebbe stato "il più vicino alle indicazioni pervenute da Roma", mentre quello del Pdl sarebbe "aderente nello stesso tempo alle esigenze dell'Isola e dei siciliani e a quanto indicato dal decreto romano".
Mancuso fa spallucce. Il ddl del governo, preparato dall'assessore regionale ai Lavori pubblici, Luigi Gentile, area Pdl, e approvato in giunta, in commissione non è ancora arrivato, se ne sono perse le tracce. "Al momento, non risulta depositato e, quindi, non è agli atti di questo Parlamento regionale. Ma – conclude Mancuso – alla luce anche delle dichiarazioni rese dall'assessore Gentile e confermatemi personalmente, che in questo senso si dichiara disponibile, nulla vieta che non si possano riavviare le audizioni per esaminare un disegno di legge in parte riveduto lì dove le integrazioni eventuali del testo governativo siano condivisibili, dunque atte a migliorare e arricchire il progetto casa della Commissione".
Pace fatta? Il Pd non ne è convinto, anzi quella del piano casa sarebbe l'ennesima prova di una maggioranza che procede in ordine sparso e non trova un punto di sintesi. "Ancora una volta il centrodestra si presenta diviso, con proposte contrastanti che non fanno altro che paralizzare l'attività del Parlamento", dicono i rappresentanti del Partito Democratico in commissione Territorio ed Ambiente, Roberto Ammatuna, Mario Bonomo, Davide Faraone, Concetta Raia e Salvatore Termine. "Il governo ha preannunciato la presentazione di un testo di legge alternativo a quello firmato da esponenti del Pdl. Si ripete quanto avvenuto su altre tematiche di estrema importanza". Il riferimento è al riordino della sanità, alla riforma degli Ato e, ultimo in ordine di tempo, le misure anticrisi da inserire in finanziaria. Il Pd, tra l'altro, chiede di rivedere il piano casa inserendo norme che riguardino la protezione antisismica degli edifici. "Il miglioramento della qualità abitativa – dice la parlamentare regionale Concetta Raia - deve prevedere un assoluto perfezionamento delle caratteristiche antisismiche degli edifici pubblici e privati. La Regione ha il dovere di coordinare, quindi, una ricognizione provinciale delle strutture. Sono necessarie norme più restrittive che impongano il controllo e la messa in sicurezza degli edifici. Prima di parlare di ampliamenti delle cubature – conclude – bisogna affrontare il tema del rispetto delle normative antisismiche europee".
15 aprile 2009 - Asca
PD, Governo e PdL divisi anche sul Piano Casa
'Ancora una volta il centrodestra si presenta diviso, con proposte contrastanti che non fanno altro che paralizzare l'attivita' del Parlamento''. Lo dicono i rappresentanti del Partito Democratico in commissione Territorio ed Ambiente all'Ars, Roberto Ammatuna, Mario Bonomo, Davide Faraone, Concetta Raia e Salvatore Termine a proposito del disegno di legge sulla semplificazione dell'attivita' edilizia, attualmente all'esame della commissione.
''Il governo ha preannunciato la presentazione di un testo di legge alternativo a quello firmato da esponenti del PDL.
Si ripete quanto avvenuto su altre tematiche di estrema importanza - sottolineano i parlamentari -. E' preoccupante che la maggioranza non trovi mai un punto di sintesi su temi indispensabili per lo sviluppo della Sicilia cosi' come avvenuto per il riordino della sanita', per la riforma degli Ato e come annunciato per le misure anticrisi da inserire in finanziaria. I siciliani - concludono - hanno votato una coalizione che avrebbe dovuto far uscire la Sicilia dall'emergenza e invece si trovano di fronte ad una maggioranza spaccata e rissosa, impegnata solo a scontrarsi invece di lavorare per affrontare e risolvere i problema della regione''.
15 aprile 2009 - Asca
Raia (PD), nel Piano Casa inseriamo norme antisismiche
''Rivediamo il ddl sul ''piano casa' inserendo norme che riguardino la protezione antisismica degli edifici''. Lo chiede Concetta Raia, parlamentare regionale del Partito Democratico all'Ars, affermando che ''il miglioramento della qualita' abitativa deve prevedere un assoluto perfezionamento delle caratteristiche antisismiche degli edifici pubblici e privati''.
Raia, quindi, ricorda che ''la Regione ha il dovere di coordinare, quindi, una ricognizione provinciale delle strutture. E' preoccupante quanto avvenuto nella scuola di Catania. La chiusura dell'istituto, che sarebbe potuto crollare con una lieve scossa tellurica, deve far riflettere.
Sono necessarie norme piu' restrittive che impongano il controllo e la messa in sicurezza degli edifici. Prima di parlare di ampliamenti delle cubature - conclude - bisogna affrontare il tema del rispetto delle normative antisismiche europee''.
10 aprile 2009 - Repubblica
Gli effetti del piano casa sulle nostre città
IN città e, più in generale, in territori come quelli siciliani, poveri di servizi pubblici e ricchi di abusi edilizi privati, ipotizzare una nuova legge, come quella che la Regione Sicilia si appresta a varare, che liberalizza ampliamenti significativi di superfici e volumi edilizi, a fronte di semplici dichiarazioni degli interessati (proprietari e progettisti), sia pure con il nobile scopo di rilanciare l' economia, equivale a peggiorare la qualità, già assai scarsa, delle nostre città e del nostro territorio, con conseguenti ricadute economiche negative. Per non dire degli aspetti relativi alla sicurezza antisismica, oggi di drammatica attualità. Siamo realmente convinti che con provvedimenti simili si rilanci l' economia? Non sarebbe più utile prevedere, con legge da varare altrettanto rapidamente, lo snellimento delle innumerevoli e defatiganti pratiche da affrontare (presso mille uffici diversi) per qualsiasi intervento che richieda una autorizzazione o una concessione, senza tuttavia annullare gli indispensabili controlli preventivi e, magari, migliorandone la qualità e l' efficacia?
10 aprile 2009 - Repubblica
Piano casa, imprese pronte a trattare col governo
«NON sono bastate neppure le centinaia di morti in Abruzzo per fermare la follia del governo che vorrebbe continuare a cementificare tramite il cosiddetto piano casa». Così, Sonia Alfano, esponente di Italia dei Valori, attacca il piano casa predisposto dai governi nazionale e regionale. «In regioni come la Sicilia dove il rischio sismico riguarda il 90 per cento del territorio - continua la Alfano - è un atto folle che metterà a repentaglio la già scarsa sicurezza degli edifici». Sulla necessità di un rilancio del sistema degli appalti, invece, insistono Ance Sicilia, Legacoop, Cna, Aniem e Claai, che si sono riunite a Palermo per analizzare la crisi che ha colpito il settore edile e che chiederanno al governo regionale e alle forze politiche un tavolo di confronto per valutare quali interventi mettere subito in campo per affrontare l' emergenza. Le associazioni chiedono a governo e Ars percorsi che consentano di aprire i cantieri; di reperire nuove risorse da destinare agli enti locali per opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. Infine, sul piano casa, le associazioni sono disponibili ad un dialogo che tenga conto dell' esigenza di salvaguardare l' occupazione senza perdere di vista la sicurezza nei cantieri.
10 aprile 2009 - Repubblica - Mimmo Fontana Andrea Marcel Pidalà
Il piano casa premia gli abusivi
GLI anni che hanno preceduto l' esplosione dell' attuale crisi globale sono stati caratterizzati in tutto l'Occidente dalla crescita esponenziale di un fabbisogno di casa apparentemente inspiegabile alla luce della contemporanea crescita del patrimonio edilizio. Ovviamente questa crisi dell' abitare si è presentata in forme più acute in alcuni paesi come la Spagna o l'Italia, dove la speculazione immobiliare si è spesso legata alla capitalizzazione di operazioni finanziarie come quelle dei «furbetti del quartierino». Questi fenomeni hanno gonfiato la bolla speculativa che ha portato il valore delle case a elevarsi al punto da renderne proibitivi l'acquisto o l'affitto anche per una parte sempre più ampia di ceto medio. La totale mancanza di investimenti pubblici in edilizia sovvenzionata ha fatto il resto. Il governo spagnolo ha messo in campo un grande piano per la costruzione di nuova edilizia pubblica di qualità ancora prima che esplodesse la crisi economica mondiale, il governo Berlusconi prova invece a usarla per proporre un'operazione che in nessun modo risponde al fabbisogno di case, ma che aggiunge un altro pesante tassello nella decostruzione della società italiana. In questo senso il suo "piano casa", o se si preferisce "piano villetta", è un capolavoro di cinismo: mette insieme l'assunto che lo sviluppo o il suo rilancio passino inevitabilmente dalla deroga a leggi e regole, con l'affermazione dell' interesse particolare (l' ampliamento della propria casa) su quello collettivo (l'ordinato sviluppo urbano e la tutela del paesaggio). In questi anni il concetto di paesaggio come elemento di identificazione territoriale da conservare e valorizzare si sta lentamente affermando e potrebbe costituire in prospettiva un elemento unificante dell' identità nazionale. Belli o brutti che siano, i paesaggi vengono sempre più riconosciuti come l'orizzonte culturale di ciascuno. La proposta di Berlusconi rischia di far saltare questo lento processo culturale, dividendo in modo pretestuoso l' Italia tra coloro che danno priorità alla conservazione dei posti di lavoro e chi vuole tutelare il paesaggio. Prova a cancellare in un sol colpo la faticosa ricerca di una sintesi tra la sostenibilità ambientale e quella economica. Le Regioni, alle quali la Costituzione riconosce competenza esclusiva nell' ambito della pianificazione urbana e territoriale, si divideranno sui modi di recepire o interpretare la norma nazionale, e ciò aumenterà il gap tra le Regioni che proveranno comunque a preservare il proprio paesaggio e quelle invece nelle quali questo progetto porterà a sistema il caos. Cosa cambierà in Sicilia? Con ogni probabilità verrà rilanciata la deregulation parzialmente frenata negli ultimi dieci anni dal commissario dello Stato. Questo avverrebbe in un territorio soggetto a forme di pianificazione disorganiche e confuse: non è stato ancora redatto il Piano territoriale urbanistico regionale previsto dalla legge del 1978; non è stata ancora completata e resa cogente la pianificazione paesaggistica; la pianificazione di raccordo tra il livello regionale e quello comunale (i piani provinciali) ha solo un carattere d' indirizzo; la gran parte dei piani regolatori redatti dai Comuni sono pensati come strumenti della rendita fondiaria piuttosto che come un' occasione di sviluppo reale. L'arrivo della programmazione complessa e integrata (soprattutto i Prusst, i Pit, i Priu) ha ulteriormente piegato la gestione del territorio agli interessi privati, costituendo l' ennesima occasione per derogare agli strumenti urbanistici. Il "piano casa" si profila come un peggioramento della qualità morfologica e paesaggistica dei centri urbanie dei paesaggi rurali, con ampliamenti, sopraelevazioni, superfetazioni affidati al caso o semplicemente alla disponibilità economica. Non tenendo minimamente conto dell'impatto urbanistico degli ampliamenti consentiti, contribuirà ad aumentare la congestione e l'invivibilità delle città, aggiungendo nuove pressioni urbanistiche difficilmente sostenibili anche sul piano economico. Ma soprattutto in Sicilia potrebbe davvero costituire il colpo di grazia al paesaggio rurale e costiero, nonché realizzare un'altra gigantesca sperequazione tra i furbi e i cittadini esemplari. Va infatti considerato che nel nostro territorio le case mono e bifamiliari coincidono in gran parte con il patrimonio edilizio abusivo realizzato negli ultimi tre decenni. In Sicilia, infatti, tali tipologie edilizie sono state utilizzate soprattutto per realizzare seconde e terze case in luoghi di particolare pregio. Quasi esclusivamente coloro che hanno realizzato case abusive oggi sanate potrebbero usufruire degli ampliamenti previsti. La pianificazione è lo strumento indispensabile per l'organizzazione e il corretto sviluppo di territorio e comunità. John Fitzgerald Kennedy sosteneva che «senza la pianificazione del territorio la giungla prevarrebbe». Guardiamoci intorno, siamo proprio sicuri che qui da noi non stia già prevalendo?
9 aprile 2009 - Asca
Gentile, Piano Casa regionale rispetta schema Stato-Regioni
''Il disegno di legge sul 'piano casa' rispetta lo schema stabilito in sede della Conferenza Stato-Regioni e la sua presentazione e approvazione da parte della giunta regionale non era e non e' certamente diretta a ''turbare' i rapporti all'interno delle forze politiche della maggioranza''. Lo dice Luigi Gentile, assessore regionale siciliano ai Lavori Pubblici, che punta, cosi', a spegnere le polemiche sorte negli ultimi giorni.
Gentile, quindi, fa notare: ''Non ho mai inteso sollevare alcuna divergenza all'interno della coalizione ne tantomeno con gli amici del Pdl. Ho invece ritenuto utile completare un percorso avviato in precedenza, offrendo uno strumento che si caratterizza anche come innovativo e che risulta coerente con le competenze riservate alle Regioni nello stesso documento elaborato dalla Conferenza Stato- Regioni''.
''Sono convinto - conclude Gentile - che tutti, nell'espletamento dei compiti istituzionali, abbiamo un solo fine comune ovvero il benessere della nostra Regione. Ecco perche' gli apporti ed i contributi di idee provenienti da altri ddl, potranno costituire ulteriore spunto per una riflessione sinergica, idonea a dare le risposte attese dalla collettivita'''.
9 aprile 2009 - Repubblica - Massimo Lorello
La Regione amplia il pacchetto lavori possibili pure nei condomini
IL GOVERNO regionale vara il «suo» piano casa che, carte alla mano, è meno rigido di quello dell' esecutivo nazionale. Il premier Berlusconi aveva fissato al 20 per cento il limite massimo per ampliare ogni singola abitazione, il disegno di legge firmato dall' assessore ai Lavori pubblici, Luigi Gentile, lo sposta al 25 per cento. Il testo del governo regionale è stato approvato dalla giunta di Palazzo d' Orleans venerdì scorso ma l'atto è stato ufficializzato solo ieri, mentre la commissione Territorio e ambiente dell' Ars, stava discutendo un altro testo. Ne è nato un incidente diplomatico tutto interno al Pdl, partito sia dell' assessore ai Lavori pubblici, sia del presidente della commissione, Fabio Mancuso. Il disegno di legge del governo prevede, come sottolinea Gentile, «che vengano seguite, pena l' esclusione, tutte le norme vigenti in materia di rischio sismico». Insomma, non saranno consentite ristrutturazioni, né tanto meno ricostruzioni, che si basino su sistemi edilizi non aggiornati in tema di sicurezza antiterremoto. Chi ha intenzione di ristrutturare e ampliare casa, secondo il ddl del governo, potrà farlo indipendentemente dalla categoria della propria abitazione. È concesso aprire cantieri nelle villette, quelle citate a esempio da Berlusconi, ma, come ha chiarito l' assessore Gentile, «anche nei palazzi». Per ogni abitazione di dimensioni non superiori a 500 metri quadrati è consentito un ampliamento massimo del 25 per cento. Ciascun appartamento di superficie compresa tra i 500 e i mille metri quadrati potrà essere ampliato di un ulteriore 15 per cento rispetto al volume eccedente i 500 metri quadrati. E se per la ristrutturazione verranno utilizzate fonti energetiche rinnovabili l' ampliamento potrà essere esteso ancora del 5 per cento. Tirando le somme, «il volume lordo massimo dell' ampliamento non dovrà essere, in ogni caso, superiore a 200 metri quadrati per unità immobiliare destinata a uso abitativo». Discorso diverso per gli edifici che verranno demoliti per poi essere ricostruiti: in questo caso le dimensioni potranno aumentare fino al 35 per cento rispetto al fabbricato raso al suolo. Per gli edifici non destinati ad abitazione, l' ampliamento della superficie coperta non potrà essere superiore al 20 per cento. «Abbiamo tenuto conto - sottolinea l' assessore Gentile - della possibilità di apporti economici che incoraggino la realizzazione della prima casa, pur non trascurando l' esiguità delle risorse regionali». A questo proposito, «per i nuclei familiari composti anche da coppie giovani» è previsto un aiuto, appunto per la prima casa, tramite mutui agevolati che verranno concessi da istituti bancari convenzionati con la Regione, a un tasso di interesse pari alla metà di quello corrente per la costruzione o la ricostruzione degli immobili. «La norma proposta - sottolinea l' assessore - tende a riqualificare le costruzioni grazie al ricorso a materiali alternativi e sistemi energetici innovativi. Gli interventi saranno orientati al contenimento dei consumi energetici e idrici, mediante il ricorso anche a tecniche di bioedilizia, e all' uso di fonti rinnovabili. Verrà semplificato, inoltre, il procedimento amministrativo, snellendo i regolamenti preesistenti e rispettando, al contempo, i criteri imprescindibili della sicurezza. Non consentiremo alcuna cementificazione selvaggia, ma garantiremo rigore, rispetto delle regole e ripresa delle attività imprenditoriali».
9 aprile 2009 - Asca
Crisi - Imprese edili chiedono incontro a Lombardo e Ars
'Ance Sicilia, Legacoop, Cna, Aniem e Claai, riunitesi a Palermo per analizzare la grave crisi che ha colpito il settore edile nell'Isola, chiederanno unitariamente al governo regionale e alle forze politiche un tavolo di confronto per valutare quali interventi immediati mettere subito in campo per affrontare l'emergenza. In particolare, le associazioni delle imprese edili chiedono a governo e Assenblea regionale siciliana percorsi dedicati e snelli che consentano di cantierare subito le opere pubbliche appaltabili; di reperire nuove risorse da destinare agli enti locali per opere di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, edifici pubblici, scuole, arredo urbano, etc. (opere immediatamente cantierabili e diffuse su tutto il territorio regionale); di accelerare le procedure di spesa della Regione a partire dai fondi del Por 2007-2013. Le associazioni lamentano anche il forte ritardo, di oltre quattro mesi, nella pubblicazione del nuovo Prezziario regionale, fatto che incide ulteriormente sui bilanci delle imprese, costrette a sostenere costi superiori a quanto sara' loro rimborsato.
Pertanto, oltre a sollecitare la pubblicazione del Prezziario, le associazioni chiedono che si apra una discussione sull'eventuale reintroduzione di un meccanismo della revisione dei prezzi in corso d'opera, per fare fronte alle continue evoluzioni tariffarie e di mercato. Quanto ai debiti delle pubbliche amministrazioni, le associazioni delle imprese di costruzioni insistono sulla necessita' di un provvedimento legislativo regionale che acceleri i pagamenti di cassa da parte degli enti morosi e che reintroduca lo strumento dell'anticipazione del prezzo d'appalto. Sul piano normativo, Ance Sicilia, Legacoop, Cna, Aniem e Claai intendono confrontarsi con il governo e con le forze politiche su una revisione ragionata, snella ed efficace della legge sugli appalti, e sulla rivisitazione, ritenuta inevitabile, di alcune parti della legge regionale 15 del 2008 (legge antimafia) che hanno mostrato difficolta' di applicazione, come il conto unico.
Infine, sul ''piano casa'' le associazioni sono disponibili ad un dialogo che tenga conto dell'esigenza di salvaguardare l'occupazione senza perdere di vista la sicurezza nei cantieri.
9 aprile 2009 - Repubblica
La legge del governo non piace al Pdl 'In commissione discutiamo un altro testo'
'MENTRE l' ufficio stampa della Regione diffondeva la notizia del piano casa approvato dal governo di Palazzo d' Orleans, la commissione Ambiente e territorio dell' Ars discuteva di un altro testo, assolutamente ignara dell'iniziativa portata avanti dalla giunta. Da qui, prima l'imbarazzo, poi l'irritazione dei componenti della commissione che si prepara a fare le barricate contro il disegno di legge dell'esecutivo guidato da Raffaele Lombardo. E la guerra è tutta interna al Popolo delle libertà: il partito sia dell' assessore ai Lavori pubblici, Luigi Gentile, che ha firmato il piano casa del governo, sia del presidente della commissione, Fabio Mancuso, autore del ddl attualmente discusso a Palazzo dei Normanni. «Siamo alle solite, la giunta si ripete - attacca Mancuso - Com' era accaduto con la riforma della legge sui rifiuti, il governo si presenta con settimane di ritardo e con atti che non tengono conto del lavoro della commissione». Gentile, intanto, è pronto a portare il suo disegno di legge in commissione e si dice disponibile ad accogliere suggerimenti e integrazioni: «Certamente, potremo inserire qualche emendamento». Ma questo potrà accadere solo se il testo del governo verrà preso in considerazione dalla commissione: «Noi ne stiamo discutendo un altro di ddl - precisa Mancuso - Sarà la commissione stessa nella sua autonomia a decidere con quale testo procedere». Di sicuro, il disegno di legge del governo non convince Mancuso che puntualizza: «Per quello che so, e purtroppo nessuno mi ha sottoposto il documento, il piano della giunta vanificherà il principale aspetto dell'iniziativa partita dal governo nazionale, cioè la possibilità di rimettere in moto rapidamente l'economia». Mancuso si sofferma soprattutto sull' articolo che contempla aiuti economici alle famiglie che accenderanno mutui per la prima casa: «Significa che il testo, prevedendo una spesa da parte della Regione, dovrà obbligatoriamente passare dalla commissione Bilancio e questo porterà a un enorme allungamento dei tempi. Il ddl, dunque, sarebbe approvato alle calende greche». Ovvero, mai. Quanto alla parte del piano di Gentile che prevede gli ampliamenti dei fabbricati, Mancuso attacca: «È troppo parcellizzata, non semplifica ma complica le cose». Insomma, se non è una bocciatura, poco ci manca. «Ancora una volta la maggioranza mette in scena una farsa che si trasforma in una presa in giro nei confronti dei siciliani - afferma Davide Faraone (Pd), componente della commissione Ambiente e autore di un terzo disegno di legge - Per due giorni abbiamo ascoltato professionisti e associazioni di categoria, ne abbiamo raccolto i suggerimenti e le osservazioni su un testo di legge, quello firmato da Mancuso, che per il governo Lombardo equivale a carta straccia. A conti fatti, abbiamo celebrato due sedute di commissione assolutamente inutili. Una mortificazione, per il parlamento».
9 aprile 2009 - Adnkronos
Lombardo, non verranno allargate case costruite abusivamente e sanate
In Sicilia "dobbiamo intervenire affinche' vengano abbandonate e possibilmente rasi al suolo edifici costruiti non solo in zone ad alto rischio sismico, me nelle oasi, sul mare e in zone sismiche o sul greto di un fiume". Lo ha detto il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombaro parlando a 'Omnibus La7' del 'piano casa'. "Vanno abbattute - ha aggiunto - perche' sono delle mostruosita'. E' gia' successo in varie citta'.
Bisognerebbe concepire una legge dotandola di risorse finanziarie che consenta a chi ha costruito abusivamente nelle aree piu' improbabili e li aiuti a costruire invece in zone a cio' destinate".
Lombardo ha poi ribadito che in Sicilia "e' escluso che si possano allargare case che sono state costruite abusivamente e poi sanate". "Semmai - ha aggiunto il Governatore siciliano - ci orienteremo facendo una proposta all'Assemblea regionale siciliana che dovrebbe poi essere tramutata in legge, che incentivi le ristrutturazioni e il consoldiamento di centri storici, che incentivi il risparmio energetico e la ricostruzione''.
8 aprile 2009 - Asca
Gentile, Piano Casa regionale garantisce sviluppo sostenibile
'Si tratta di una legge che intende rilanciare gli investimenti nel patrimonio edilizio assecondando cosi' le istanze abitative, sempre piu' pressanti, provenienti da un numero di cittadini sempre in crescita''. Lo afferma Luigi Gentile, assessore regionale siciliano ai Lavori pubblici, riferendosi al disegno di legge per il piano casa della Regione siciliana approvato dalla Giunta di Governo, su sua proposta, venerdi' scorso, ricordando che ''il Ddl movimenta e sviluppa le attivita' imprenditoriali ed economiche del territorio siciliano, rispettando i valori storici, architettonici, paesaggistici, archeologici e ambientali''.
L'assessore fa notare che due sono gli obiettivi principali del disegno di legge: lo sviluppo ed il superamento della crisi di settore, soprattutto in un momento di crisi economica mondiale, e la promozione di una maggiore sostenibilita' ambientale, per rendere vivibili le nostre citta'. ''La norma proposta - evidenzia Gentile - tende a riqualificare le costruzioni grazie al ricorso a materiali alternativi e sistemi energetici innovativi. Gli interventi saranno orientati al contenimento dei consumi energetici e idrici, mediante il ricorso anche a tecniche di bio-edilizia, di risparmio energetico e di uso di fonti rinnovabili. Ed ancora si semplifica il procedimento amministrativo, snellendo i regolamenti preesistenti rispettando, al contempo, i criteri imprescindibili della sicurezza''.
''La nuova norma - sottolinea Gentile concludendo - non consentira' nessuna cementificazione selvaggia, ma garantira' rigore, rispetto delle regole e ripresa delle attivita' imprenditoriali, con l'obiettivo di fornire ai nuclei familiari composti anche da coppie giovani, un sostegno economico per la realizzazione della prima casa tramite mutui agevolati concessi da istituti bancari convenzionati con la Regione, ad un tasso di interesse pari alla meta' di quello corrente per la costruzione o ricostruzione di un immobile''.
3 aprile 2009 - Asca
Piano casa, Sicilia: in giunta regionale DDL su nuove procedure piani urbanistica
Nuove procedure in materia urbanistica ed ambientale. Lo prevede il disegno di legge presentato in Giunta regionale siciliana dall'assessore all'Ambiente, Pippo Sorbello. L'introduzione della Vas (valutazione ambientale strategica) nei procedimenti di formazione dei piani urbanistici, previsti da una direttiva europea, costituisce una fondamentale innovazione metodologica e operativa che potra' garantire una piena rispondenza delle previsioni urbanistiche ai principi della sostenibilita' ambientale e territoriale. Per una proficua applicazione delle nuove metodologie valutative si e' reso necessario disegnare le nuove procedure prevedendone una piena integrazione all'interno dei procedimenti di formazione dei piani urbanistici. C'e' infatti il rischio che l'introduzione della Vas possa trasformarsi in un inutile, ulteriore fattore di rallentamento della attivita' di pianificazione urbanistica. A queste finalita' risponde il disegno di legge che ridisegna le procedure di formazione dei piani urbanistici comunali, alla luce degli adempimenti valutativi prescritti dal decreto legislativo nazionale.
''Le numerose e significative innovazioni procedurali - sottolinea l'assessore Sorbello - che il disegno di legge prevede di introdurre, nell'iter di formazione degli strumenti urbanistici comunali, e segnatamente dei piani regolatori generali, mirano a realizzare una effettiva integrazione delle procedure valutative nel processo di formazione degli strumenti urbanistici comunali''.
Il disegno di legge e' composto da 5 articoli. Il primo precisa le finalita' della nuova disposizione legislativa e il campo di applicazione. Il secondo e il terzo disciplinano il procedimento di formazione dei piani regolatori generali integrato con la Valutazione ambientale strategica. Il quarto riguarda il procedimento di formazione dei piani attuativi comunali. Il quinto infine definisce un regime transitorio indispensabile per regolamentare la fase di passaggio dalla vecchia alla nuova regolamentazione procedurale dei piani. Il testo presentato in giunta per l'approvazione, e' complessivamente disegnato con riferimento alle disposizioni normative e regolamentari contenute nel decreto legislativo n. 4 del 2008 e utilizza marginalmente i gradi di liberta' che lo stesso decreto concede alle Regioni a statuto speciale.
La nuova disciplina, una volta approvata, pur riguardando solamente le procedure di formazione dei piani di competenza comunale, e' stata concepita nell'ottica di una nuova regolamentazione dell'intera materia urbanistica, che dovra' formare oggetto di un testo organico di riforma del governo del territorio. Per questa ragione nell'art. 1 del disegno di legge viene opportunamente specificato che le nuove disposizioni si applicano sino alla emanazione di una organica disciplina regionale sul governo del territorio.
2 aprile 2009 - Repubblica - Emanuele Lauria
Piano casa, record in Sicilia: ampliamenti su 500 mila villette
Mezzo milione. Eccolo, il numero degli edifici interessati in Sicilia dal piano casa di Berlusconi: ville, villette, gli «appartamenti mono o bifamiliari» di cui ha parlato il premier, l´oggetto insomma dell´accordo fra il governo nazionale e le Regioni. Il testo su cui si è trovata l´intesa a Roma indica la possibilità di ampliare almeno del 20 per cento, in deroga ai piani regolatori, edifici residenziali di volume massimo di mille metri cubi. Una misura scritta per rimettere in moto l´edilizia che, stando alle prime stime dell´amministrazione, avrà un impatto non indifferente sul territorio dell´isola. Il beneficio dovrebbe riguardare tutte le costruzioni a uso abitativo con almeno un piano fuori terra.
«Sono questi edifici a costituire lo spazio di operatività della futura legge», afferma Antonio Tumminello, dirigente dell´ufficio del dipartimento Territorio che si occupa di statistica. E, stando all´ultimo censimento Istat, in Sicilia sono 428.756 le case di questo tipo. «È un numero in difetto, - osserva Tumminello - considerato che dall´ultimo censimento sono passati otto anni. Viste anche le recenti percentuali di rilascio di licenze edilizie per costruzioni di questo tipo, la cifra complessiva non dovrebbe essere inferiore al mezzo milione». Di certo, questa categoria di edifici rappresenta nell´Isola quasi un terzo dell´intero patrimonio residenziale: esattamente il 31,7 per cento. Media superiore rispetto a quella nazionale (22,6). Il maggior numero di «villette» ricade in provincia di Trapani (circa 74 mila), poi Catania (73.964) e Palermo (60.834). Ma non è da escludere che fra le costruzioni interessate dal piano casa (mille metri cubi corrispondono, secondo gli indici residenziali, a circa 330 metri quadri) rientri anche parte degli edifici con due piani fuori terra, che in Sicilia sono in tutto 587.353.
Il piano dovrà essere recepito adesso dalle Regioni. L´assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Gentile, conferma che le norme sull´ampliamento degli edifici, ovvero il cuore dell´intervento, saranno recepite anche in Sicilia. «Cercheremo di non derogare dalla quota del 20 per cento di ampliamento massimo degli edifici, malgrado il testo nazionale preveda delle eccezioni sino al 35 per cento», afferma Gentile. Il governatore Raffaele Lombardo, che sin dall´inizio aveva espresso perplessità sul piano casa di Berlusconi, rimane prudente: «La Sicilia ha potere legislativo assoluto in questa materia e già sta discutendo diversi disegni di legge: si arriverà a un testo che avrà molte cose in comune con il piano del governo, ma si discosterà per alcuni aspetti. Prevederemo degli incentivi, perché oggi costruire 70 metri quadrati comporta gravi sacrifici finanziari che molte famiglie non possono sostenere».
L´obiettivo del governo Lombardo è quello di rilanciare una politica di sostegno per chi acquista la prima casa, attraverso contributi per l´abbattimento degli interessi dei mutui. Il presidente aggiunge che «ci saranno anche misure adeguate per chi vive in condominio». E gli incentivi, dice ancora, vanno studiati anche per chi accetta di «abbattere una costruzione abusiva per costruirne un´altra» o per chi «possiede una casa nei centri storici, oggi ghetti per immigrati». Con un paletto: «Bisogna impedire che si costruisca dove ci sono state le sanatorie».
Pino Apprendi, deputato del Pd, condivide l´idea di «aiutare quei cittadini che non hanno ancora la prima casa. Ma i fondi dovranno essere destinati alla messa in sicurezza di edifici pubblici tra cui scuole e ospedali». Legambiente è critica: «Il nostro territorio - dice il presidente siciliano Mimmo Fontana - verrà aggredito da una nuova colata di cemento. Ville e villette oggetto della riforma sono state realizzate, per la maggior parte dei casi, abusivamente. Per questo motivo il piano rischia di assumere, in Sicilia, una portata ancora più grave, trasformandosi nell´ennesimo premio per i furbi».
2 aprile 2009 - Asca
Piano Casa - Sorbello, accordo ridà slancio a edilizia
'''Credo che in conferenza unificata sia stato definito un buon accordo sul cosiddetto piano casa, ma la Sicilia dovra' pensare anche alle fasce piu' deboli''.
Lo sostiene l'assessore regionale siciliano al Territorio, Pippo Sorbello che ricorda che ''nell'ambito degli interventi ritenuti possibili per ridare slancio al settore edilizio, alcuni obiettivi prefigurati mi sembrano estremamente stimolanti. Il miglioramento della qualita' architettonica degli immobili nei quali si interviene; l'efficienza energetica e l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, secondo criteri di sostenibilita' ambientale; la introduzione di forme semplificate e celeri per l'attuazione degli interventi edilizi in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale; la identificazione di ambiti di interventi nei quali sono esclusi o limitati ma anche favoriti con opportune incentivazioni e premialita' finalizzare alla riqualificazione di aree urbane degradate''.
''Tutto questo - prosegue Sorbello - dovra' essere tradotto in una legge regionale in grado di orientare concretamente gli operatori. Penso alla definizione di standard in tema di qualita' architettonica che, diversamente, resterebbe una petizione di principio sia per quanto attiene gli ampliamenti sia rispetto, ovviamente, alle demolizione e ricostruzioni. La norma regionale dovra' pensare alle fasce piu' deboli prevedendo piani di costruzione di edilizia popolare coinvolgendo gli IACP''.
''Particolarmente significativa, - aggiunge l'assessore - risulta, dal punto di vista del controllo del possibile impatto sul territorio, la previsione di regolamentare gli interventi attraverso piani/programmi d'intesa regione-comuni. Si tratta di strumenti di orientamento operativo che, ove resi tempestivamente efficaci possono rappresentare una risorsa per la riqualificazione edilizia del territorio. Bisognera', quindi, attivare con immediatezza un'attivita' di coordinamento tecnico in ambito regionale, una sorta di tavolo operativo agile, utilizzando le competenze gia' presenti nell'amministrazione che, istituendo un confronto con le associazioni di settore, l'universita', l'Anci, le Consulte professionali, individui nell'immediato - conclude Sorbello - le linee guida per la redazione di questi strumenti''.
2 aprile 2009 - Asca
Piano Casa - Lombardo, siamo autonomi, il Governo dia i fondi
'Non vedo per la Sicilia la necessita' di una grande edificazione aggiuntiva. Penso che il piano casa debba essere soprattutto un'occasione per riqualificare, restaurare e ripulire''. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo in un'intervista al 'Corriere della Sera' sottolinendo che la Sicilia, poiche' a statuto speciale, ''ha la competenza esclusiva in materia''.
''Abbiamo intere aree della regione - ha spiegato Lombardo - devastate dall'abusivismo. E' evidente che in situazioni di quel genere neppure e' pensabile un aumento delle cubature''.
Il Governatore siciliano ha infine lanciato un messaggio al Governo sulla necessita' di sbloccare i fondi: ''E' indispensabile che lo Stato faccia la propria parte. Per esempio perche' lo scorso 6 marzo il Cipe non ha dato il via libera agli oltre 4 miliardi di fondi per le aree sottoutilizzate (Fas)?''.
1 aprile 2009 - AGI
Piano Casa - Cimino, punteremo sui centri storici
"In Sicilia con la nostra competenza esclusiva, in materia di governo del territorio, punteremo anche alla valorizzazione dei nostri centri storici, veri tesori d'arte e testimoni della grande storia della Sicilia. Il piano di rilancio delle attivita' edilizie non e' prescindibile dall'incentivazione di nuove iniziative che mirino al risparmio energetico". Lo ha detto l'assessore al Bilancio della Regione siciliana, Michele Cimino, in seguito all'intesa tra governo e Regioni sul Piano casa.
2 aprile 2009 - Agrigento notizie - Erika Grado
Piano casa, Sicilia: in giunta regionale DDL su nuove procedure piani urbanistica
Anche Legambiente Sicilia è intervenuta alla notizia dell'intesa raggiunta tra governo e Regioni sul Piano casa.
“Il lavoro delle Regioni, che ha impedito a Berlusconi di assestare l’ennesimo colpo alla credibilità delle istituzioni del nostro Paese – ha dichiarato Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia - è stato utile. Il fatto che siano questi enti a legiferare scongiura questo pericolo e l’accordo raggiunto, dovrebbe fondarsi sulla necessità che gli interventi in materia edilizia siano coerenti con le norme urbanistiche e previste da appositi adeguamenti dei piani regolatori. Viene quindi cancellato l’assunto, sottointeso nella proposta di Berlusconi, secondo il quale per rilanciare il settore dell’edilizia sia indispensabile derogare da ogni norma legislativa e regolamentare. Dall’altra parte – ha concluso Fontana - rimane il danno al nostro territorio che verrà aggredito da una nuova colata di cemento che nulla ha a che vedere con i reali fabbisogni di case per coloro che non sono più in condizione di accedere al mercato dell’acquisto o dell’affitto. Ville e villette, oggetto della riforma, sono state realizzate, per la maggior parte dei casi, abusivamente. Per questo motivo il piano rischia di assumere, in Sicilia, una portata ancora più grave, trasformandosi nell’ennesimo premio per i furbi ai danni dei cittadini onesti”.
