Regione Trentino Alto Adige

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

21 aprile 2009 - Il Sole 24 Ore

Ecco quanto vale il piano casa. La stima del business sul territorio

NORD-EST - Lavori di ampliamento o ristrutturazioni per un totale di 7,6 miliardi. È il conto, ipotetico, di quanto potrebbero spendere i cittadini nel Nord-Est in attuazione del piano casa. La stima si basa su due parametri: che l'opportunità offerta dalle norme regionali e statali in corso di approvazione sia colta dal 10% dei proprietari degli oltre 1,2 milioni di abitazioni mono e bifamiliari esistenti nell'area e che il costo a metro quadro dei lavori sia di 1.200 euro.
In attesa della normativa nazionale, intanto, la Regione Veneto sta discutendo in consiglio il disegno di legge della Giunta Galan che è molto simile alla prima proposta governativa. Diversa, per la loro autonomia speciale, la situazione in Trentino-Alto Adige e in Friuli-Venezia Giulia. La Provincia di Trento ha stanziato 30 milioni per i contributi ai privati che vorranno ristrutturare in centro storico. L'amministrazione di Bolzano ha inserito nella legge Finanziaria la previsione di un "premio" di un aumento della cubatura a chi costruisce o ristruttura con la bioedilizia certificata da Casa Clima.
Anche la Regione Friuli-Venezia Giulia prevede incrementi di cubatura e soprattutto un forte snellimento delle procedure burocratiche con il nuovo Codice regionale dell'edilizia in discussione in consiglio regionale.

21 aprile 2009 - l'Adige.it

Edilizia agevolata, piano da 207 milioni

Ammonta a 207 milioni e 596 mila euro il costo del piano straordinario per l'edilizia abitativa agevolata che è stato approvato venerdì scorso dalla giunta provinciale su proposta dell'assessore alle politiche sociali Ugo Rossi. I soldi serviranno per soddisfare le 3.283 domande presentate e accolte nel corso del 2008 da privati e cooperative per l'acquisto o la nuova costruzione di alloggi da utilizzare come prima casa di abitazione (1.883 domande) oppure l'acquisto-risanamento o risanamento di appartamenti (1.400 le richieste accolte).
«Il piano straordinario - afferma l'assessore Rossi - permette di soddisfare la domanda espressa nel settore dell'edilizia agevolata e sostenere adeguatamente quelle fasce di popolazione che hanno maggiori necessità dovute a specifiche condizioni economiche e/o familiari ed in particolare le giovani coppie e i nubendi per i quali è stata destinata una quota percentualmente maggiore di risorse».
La loro graduatoria, infatti, viene suddivisa in due sole fasce di agevolazione (contributo al 100% e al 70%) contro le tre previste per gli altri richiedenti (contributo al 100%, al 70% e al 50%). «Inoltre - aggiunge l'assessore - la sostituzione per gli acquisti e le nuove costruzioni del contributo in conto capitale con il contributo in conto interessi, che può arrivare fino alla totale copertura del tasso previsto dal contratto di mutuo, dovrebbe permettere ai beneficiari l'assunzione di un mutuo venticinquennale con delle certezze in merito alla sostenibilità dello stesso»

10 aprile 2009 - La Voce del NordEst.it - Cristian Zurlo

Piano casa, Boom di richieste in Trentino

I dettagli della manovra - Una prima delibera riguarda la concessione di contributi per il risparmio energetico. Prevede circa 8 milioni di euro per contributi a privati ed enti pubblici a favore di interventi di ammodernamento di impianti a basso consumo e impatto ambientale (caldaie, pannelli solari, geotermico, isolazioni energetiche e impianti di distribuzione energia). Con questi finanziamenti provinciali si stima una movimentazione di investimenti sul territorio per circa 16 milioni di euro.
Con una seconda delibera la Giunta provinciale attiva il fondo anticrisi per le ristrutturazioni edilizie autorizzato dalla recente legge Finanziaria. Nello stesso fondo oltre agli interventi di manutenzione straordinaria e di recupero per edifici destinati a finalità abitative confluiscono pure gli interventi dei soggetti privati relativi alle unità abitative collocate nei centri storici.
Trenta milioni di euro per la casa - Il fondo è dotato complessivamente di risorse pari a 30 milioni di euro di cui 20 milioni per la generalità degli edifici ed il restante per il recupero all'interno degli insediamenti storici. Per la prima tipologia di intervento è prevista una contribuzione del 30 per cento per interventi di manutenzione straordinaria e recupero elevata al 35 per cento nel caso di riqualificazione energetica. Per quanto riguarda la tipologia 'centri storici' l'intervento è previsto del 35 per cento con soglie di spesa ammessa differenziate per interventi di restauro e risanamento di immobili tutelati (200 mila euro elevate a 300 mila euro nel caso di interventi su condomini). Per gli altri interventi la soglia di spesa ammessa è confermata in 100 mila euro elevata a 200 mila nel caso in cui si trattasse di opere realizzate nei condomini.
Il terzo provvedimento riguarda la preadozione del Piano straordinario per l'edilizia agevolata concernente contributi alle famiglie per nuove costruzioni, per acquisti e per interventi di risanamento e recupero edilizio. Tenuto conto della durata dei mutui agevolati il Piano movimenta risorse per oltre 207 milioni di euro e prevede circa 3300 interventi. Complessivamente gli investimenti mobilitati con le misure fin qui descritte comportano un impegno di spesa per la Provincia pari a poco meno di 250 milioni di euro
Assieme a questi provvedimenti, vanno anche collocate altre importanti delibere che consentono di attuare il piano anticongiunturale nel rispetto dei criteri di rapidità che uniforma tutta la manovra finanziaria e per garantire una omogeneità di comportamento anche a livello di enti collegati alla Provincia autonoma di Trento (vedi anche la scheda sotto). Si tratta di delibere che riguardano l'organizzazione e la pianificazione di tutti gli interventi messi in campo da Piazza Dante nell'ambito della manovra da 850 milioni di euro.
La prima riguarda la programmazione degli atti entro tempi prefissati e certi che devono essere rispettati da parte delle strutture della Provincia per l'attuazione della manovra; la seconda si riferisce ai criteri e alle modalità per la revisione straordinaria dei Piani e delle attività pregresse al fine di recuperare le risorse per la manovra ed eliminare gli interventi non rispondenti al nuovo quadro congiunturale. Il terzo provvedimento fissa i tempi di avvio e di completamento dei singoli procedimenti amministrativi concernenti la realizzazione degli investimenti pubblici il cui mancato rispetto comporta la revoca dei finanziamenti e la loro destinazione ad altri interventi.
Il quarto, infine, definisce i tempi di pagamento degli interventi sia nei confronti delle imprese che dei cittadini. E' fissato il limite dei trenta giorni dalla presentazione della documentazione di spesa agli enti pubblici in modo da accelerare la conclusione dei procedimenti ed assicurare liquidità al sistema economico provinciale, requisito fondamentale nell'attuale situazione di crisi. Questo ultimo intervento comprende anche le direttive alle agenzie, agli enti funzionali e alle società controllate dalla Provincia autonoma di Trento, che a queste indicazioni dovranno rigorosamente attenersi.
Scheda: criteri e modalità per l'applicazione della manovra anticrisi - La manovra riguarda, come noto, il sostegno al reddito e all’occupazione delle fasce sociali in difficoltà, il sostegno delle imprese, le azioni strutturali per la produttività e la competitività del sistema trentino e la manovra straordinaria sugli investimenti pubblici a sostegno della domanda interna. Per l’attuazione di questa manovra sono state definite, con la legge finanziaria di assestamento recentemente approvata dal Consiglio provinciale, specifiche disposizioni per la programmazione e la realizzazione degli interventi e delle misure anticrisi, in deroga alle disposizioni vigenti, al fine di assicurare un tempestivo avvio degli stessi e una rapida spendibilità delle risorse stanziate sul bilancio della Provincia, che devono tradursi in effettivi pagamenti alle famiglie e alle imprese. La Giunta provinciale, con quattro provvedimenti, ha approvato i criteri e le modalità per dare attuazione alla manovra anticrisi. Essi riguardano, in particolare:
Criteri e modalità per la revisione straordinaria degli strumenti di programmazione e degli altri atti che hanno comportato impegni di spesa -  La legge finanziaria di assestamento 2009, all’articolo 1, prevede che la Giunta provinciale, per dare attuazione alla manovra anticongiunturale, effettui una revisione straordinaria degli strumenti di programmazione in corso di attuazione e degli altri atti che hanno comportato impegni di spesa, anche relativi a esercizi precedenti l’anno 2009.
Con il provvedimento è stato precisato che la revisione straordinaria riguarda i programmi di gestione precedenti al 2009, i piani pluriennali di settore per gli investimenti pubblici e gli altri strumenti di programmazione previsti da leggi settoriali già approvati nelle precedenti legislature, così come, in via generale, gli atti che hanno comportato impegni di spesa sull’esercizio 2009 o precedenti. Attraverso tale revisione la Giunta provinciale potrà, con propri provvedimenti:
- eliminare gli interventi, non ancora avviati, ritenuti non più necessari;
- modificare, secondo criteri di sobrietà ed essenzialità, la spesa prevista per gli interventi che ritiene di confermare;
- rimodulare sugli esercizi futuri gli impegni di spesa relativi ad interventi di non immediata realizzabilità.
Scopo di questa revisione è rendere disponibili ulteriori risorse da destinare al finanziamento degli interventi e delle misure anticrisi, quantificate, nel corso della definizione della manovra, in 155 milioni di euro.
Individuazione degli atti da adottare - Va preliminarmente sottolineato che, in attesa dell’entrata in vigore della legge finanziaria, la Giunta provinciale, per dare immediato avvio alla manovra, ha adottato numerosi atti per l’attuazione degli interventi anticrisi ricorrendo, anziché alle specifiche disposizioni contenute nell’articolo 1, agli strumenti di programmazione e agli altri atti già previsti dalla vigente normativa. In particolare, sono già stati approvati il programma di gestione per tutti i dipartimenti e gran parte dei piani pluriennali di settore per gli investimenti pubblici, attraverso i quali sono stati programmati interventi anticongiunturali per un importo significativo.
Pertanto, con il provvedimento approvato nella seduta odierna, la Giunta, dopo aver effettuato la ricognizione degli atti relativi agli interventi e misure anticrisi già adottati - dal varo della manovra ad oggi - ha individuato gli ulteriori atti da definire a partire dalle prossime settimane specificando, per ciascuno di essi, il termine di approvazione.
Inoltre, con il medesimo provvedimento sono state stabilite modalità semplificate per la programmazione, in deroga alle vigenti disposizioni, al fine di un avvio più tempestivo degli interventi e delle misure anticrisi. Queste modalità semplificate sono state, in particolare previste, per l’utilizzo delle risorse derivanti dalla revisione straordinaria degli strumenti di programmazione e degli atti da cui derivano decisioni di spesa.
Individuazione dei termini di avvio e realizzazione di investimenti pubblici.
La Giunta provinciale ha definito criteri per la fissazione di termini di avvio e realizzazione di investimenti pubblici di natura anticongiunturale, sia realizzati direttamente dalla Provincia sia realizzati da terzi ai quali la Provincia concede contributi. E’ evidente che la finalità anticrisi degli investimenti pubblici si concretizza solo se gli stessi vengono realizzati in tempi rapidi.
I criteri sono stati quindi definiti in quest’ottica e prevedono, di regola, che l’avvio degli interventi avvenga entro 60 giorni dall’approvazione della spesa e che i lavori vengano realizzati prevalentemente nel 2009. Qualora i termini non siano rispettati, le relative risorse devono essere utilizzate per altri interventi in modo che le risorse destinate alla manovra anticrisi si traducano in lavori effettivi già nel corrente anno.
Termini per l’effettuazione dei pagamenti - La Giunta ha inoltre stabilito termini per il pagamento delle spese, con lo scopo di contribuire ad immettere nuova liquidità nel sistema economico. Per contrastare la crisi dell’economia è infatti necessario che le spese dell’amministrazione provinciale si traducano in pagamenti effettivi ai cittadini e alle imprese.
Per questo motivo è stato fissato un temine generale massimo per l’effettuazione dei pagamenti di 30 giorni dal ricevimento della documentazione di spesa (fatture, richieste di pagamento di contributi, ecc.). Tale indicazione vale anche in presenza di termini contrattuali maggiori. Quando sono necessarie particolari verifiche da parte dell’amministrazione, il termine può essere aumentato fino a 60 giorni. Solo in casi assolutamente eccezionali il termine può essere portato a 90 giorni.
La Giunta ha stabilito che tali disposizioni devono essere applicate anche dalle agenzie e dagli enti funzionali. La Giunta ha altresì previsto che anche le società partecipate dalla Provincia devono contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di accelerazione dei pagamenti, adottando tempestivamente gli atti necessari per uniformarsi ai tempi fissati dalla Provincia.

6 aprile 2009 - Quotidiano del Nord

Trento, Piano casa: dalla provincia un cauto ottimismo

Esprime un cauto ottimismo l'assessore provinciale all'urbanistica di Trento che venerdì ha partecipato al tavolo di confronto fra le Regioni riguardante la proposta del Governo in materia di interventi edilizi, in funzione anticrisi. "La proposta formulata dalle regioni dopo una settimana di trattative con il Governo -  spiega l'assessore trentino -  risponde innanzitutto all'esigenza di salvaguardia delle autonomie regionali e di quella trentina in particolare."

 

2 aprile 2009 - Lega Nord Trentino

Piano Casa - In Provincia regna l’indecisione

Nei giorni scorsi, in sede di discussione della manovra finanziaria per l’anno 2009 e pluriennale 2009-2011, il cons. Giuseppe Filippin aveva proposto l’ordine del giorno n. 25 al DDL n. 10/09, che mirava a impegnare la Giunta provinciale ad adottare, nel breve periodo, una legge provinciale che promuovesse una serie di misure per il settore edilizio attraverso interventi finalizzati al miglioramento della qualità abitativa nonché a favorire l’utilizzo delle fonti energetiche alternative. L’obiettivo dell’atto politico era l’introduzione in Trentino delle possibilità previste a livello nazionale dal Piano casa, in particolare riguardo l’ampliamento degli edifici residenziali, assimilati e produttivi anche mediante ricorso a tecniche di bioedilizia e sfruttamento delle energie rinnovabili. L’assessore Gilmozzi, durante la seduta di discussione degli ordini del giorno in Consiglio provinciale, ne aveva respinto in toto le motivazioni e gli obiettivi, dichiarando apertamente che il Trentino non aveva bisogno di queste disposizioni. Fa notizia la soddisfazione con la quale lo stesso Gilmozzi, di ritorno dal tavolo di confronto fra le regioni sulla proposta del governo in materia di interventi edilizi, valuta la possibilità di un accordo di principi che demanda alle autonomie regionali la predisposizione di un’apposita legge avente ad oggetto l’attivazione di interventi in materia di edilizia, in funzione anticrisi. Esattamente quanto era stato proposto dal cons. Filippin nella proposta di impegno ad emanare un provvedimento legislativo così congegnato, sull’esempio delle esperienze nazionali. E' indubbio che un simile provvedimento, che consente ad una pluralità di soggetti di poter ampliare la propria abitazione o la propria struttura produttiva, metterebbe in campo una serie di iniziative edilizie in un momento di grande difficoltà, specialmente nel settore artigianale, capaci di innescare un processo virtuoso e di dare nuovo stimolo ad un comparto in affanno. Ci si augura quindi che le trasferte romane siano servite all’assessore Gilmozzi per mitigare le proprie avversità.