Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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17 dicembre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, via a 5 mila alloggi col decreto di ripartizione dei fondi

Assegnate alla Lombardia il maggior numero di risorse stanziate dal dpcm per l’edilizia abitativa
L’edilizia sociale entra nel vivo. Il Ministero delle Infrastrutture, in base a quanto previsto dal dpcm sul Piano nazionale di edilizia abitativa, ha emanato il decreto per la ripartizione tra le Regioni delle risorse necessarie al contrasto della tensione abitativa.
Finalità: Dai 200 milioni di euro inizialmente stanziati con il dpcm e sbloccati dalla Corte dei Conti, è stata sottratta una cifra di circa 2 milioni, destinati all’Abruzzo dopo il sisma dello scorso aprile. Con i fondi a disposizione sarà subito possibile la realizzazione, il recupero e l’acquisizione di 5 mila alloggi. Per le altre abitazioni si dovrà invece attendere l’avvio dei fondi immobiliari, che potrebbero movimentare investimenti stimati tra i 3 e i 5 miliardi.
Ripartizione: In cima alla classifica regionale per quantità di risorse erogate spicca la Lombardia, con oltre 42 milioni, seguita da Veneto, Emilia Romagna, Campania e Piemonte. Nessun contributo è invece riconosciuto alla Provincia Autonoma di Bolzano.
Tipologie degli interventi: Nella maggior parte dei casi sulle nuove realizzazioni e l’acquisto di immobili prevalgono gli interventi di recupero, ristrutturazione e manutenzione straordinaria di alloggi già esistenti.
Modalità di erogazione: Le risorse sono trasferite alle regioni aventi diritto utilizzando un apposito conto corrente presso la Tesoreria provinciale dello Stato. Entro 30 giorni dalla registrazione del decreto è assegnato il 30% del finanziamento complessivo. Il 60% dei fondi di competenza della Regione è invece erogato entro 30 giorni dalla comunicazione di avvio dei lavori. Il restante 10% è trasferito in base allo stato di avanzamento dei lavori. Sono previste verifiche a campione e decurtazioni proporzionali al valore degli interventi non avviati.
Iter del social housing: Ricordiamo che il Piano Casa per l’edilizia sociale è stato previsto dal DL 112/2008, convertito dalla Legge 133/2008 per l’incremento dell’offerta di abitazioni di edilizia residenziale pubblica. Dopo il confronto in Conferenza Stato Regioni e Unificata e il parere favorevole del Cipe, espresso con la delibera dell’8 maggio 2009, il Presidente del Consiglio ha emanato un dpcm per l’assegnazione di 200 milioni di euro. A questi si aggiungeranno gli investimenti movimentati dai fondi immobiliari locali e nazionale il cui funzionamento sarà disciplinato da un regolamento, attualmente in fase di studio.

14 dicembre 2009 - Teleborsa

Casa: Matteoli, avviato piano con la ripartizione fondi a Regioni

"Il piano nazionale di edilizia abitativa ha avuto concreto inizio con la ripartizione dei primi fondi tra le Regioni". Lo afferma il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.
"Il piano-casa concordato con le Regioni e le autonomie locali e approvato con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 luglio, ha avuto un operativo avvio con il decreto di ripartizione fra le Regioni e la scelta degli interventi per 200 milioni di euro di realizzazione, restauro ed acquisto di edilizia residenziale pubblica".
Nella presente fase sarà possibile mettere a disposizione delle categorie più bisognose circa 5.000 alloggi in tempi rapidissimi.
In avanzato stato sono pure i lavori dell'apposito gruppo di studio che ha quasi ultimato la predisposizione delle regole cui dovranno attenersi i fondi immobiliari locali ed il fondo nazionale che consentiranno investimenti da tre a cinque miliardi di euro.
La terza fase degli accordi di programma con le Regioni partirà immediatamente dopo e vedrà confluire sull'housing sociale tutte le risorse residue nazionali e locali che potranno essere recuperate da programmi esauriti e da nuovi investimenti.

9 dicembre 2009 - Il Sole 24 Ore - Valentina Melis

I piani regionali spingono i tagli dei consumi

Ampliamento degli edifici sì, ma con un occhio all'edilizia sostenibile. Le 16 leggi regionali emanate fino ad ora per dare attuazione all'intesa Stato-regioni sul piano casa del 31 marzo scorso (fissata nel provvedimento del 1° aprile) condizionano gli interventi sugli immobili a determinati risultati "verdi", che vanno dai minori consumi per riscaldamento o condizionamento, agli incentivi per fonti rinnovabili e recupero dell'acqua piovana.
In Lombardia, la legge regionale 13/2009 consente di ampliare fino al 20% il volume di edifici residenziali mono e bifamiliari purché ci sia una diminuzione certificata di oltre il 10% del fabbisogno annuo di energia per la climatizzazione invernale. Alla fine dell'intervento di ampliamento, il proprietario deve dotarsi dell'attestato di certificazione energetica dell'intero edificio. Il bonus volumetrico per demolire e ricostruire gli edifici passa dal 30% al 35% se l'intervento comporta una dotazione di alberi pari almeno al 25% della superficie del lotto interessato.
In Veneto (legge regionale 14/2009) le pensiline e le tettoie realizzate per installare impianti solari e fotovoltaici non concorrono a formare cubatura. La stessa soluzione è stata adottata in Abruzzo (legge regionale 16/2009): le pensiline e le tettoie realizzate o da realizzare per installare impianti fotovoltaici e altri impianti di produzione di energia a uso domestico derivante da fonti rinnovabili, non concorrono a formare superficie per l'applicazione delle norme sui limiti di ampliamento degli edifici. I progetti per i nuovi edifici e per la ristrutturazione di edifici esistenti, poi, devono prevedere l'introduzione, negli impianti idrico-sanitari, di dispositivi certificati come idonei ad assicurare una «significativa» riduzione del consumo d'acqua. Devono prevedere anche, se possibile, l'adozione di sistemi di captazione, filtro e accumulo delle «acque meteoriche» provenienti dalle coperture degli edifici.
Nel Lazio, la legge regionale 21/2009 - impugnata dal Governo nella parte in cui subordina l'esecuzione dei lavori alla redazione del fascicolo di fabbricato - prevede che gli ampliamenti degli edifici siano realizzati nel rispetto di quanto previsto dalle norme sulla sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia e, in particolare, dal Dlgs 192/2005.
Nelle Marche (legge regionale 22/2009, anche questa impugnata dal Governo per alcune disposizioni integrative al Codice degli appalti), è previsto che alla domanda del titolo abilitativo, alla dichiarazione di inizio attività o al progetto di opera pubblica, sia allegata una relazione redatta dal progettista o da un tecnico abilitato da cui risulti, tra l'altro, il miglioramento delle prestazioni energetiche che si prevede di conseguire. Se queste dichiarazioni non trovano riscontro nell'opera realizzata, è previsto il pagamento di una multa pari al doppio dell'incremento di valore che l'edificio ha guadagnato per l'incremento di superficie dovuto all'ampliamento.
In Toscana (legge regionale 24/2009), così come in Puglia (legge 14/2009) l'edificio interessato dall'ampliamento deve essere dotato di «finestre con vetrature con intercapedini di aria o di gas», cioè infissi a doppi vetri.
In Umbria (legge regionale 13/2009) gli edifici demoliti e ricostruiti devono conseguire una certificazione di sostenibilità ambientale che li porti a entrare nella classe B (buono), fra le categorie previste dal disciplinare tecnico attuativo dell'articolo 4 della legge regionale 17/2008, che classifica gli edifici in base a vari parametri, dal risparmio energetico, all'uso di fonti rinnovabili, all'uso di materiali eco-compatibili.
La Sardegna (legge regionale 4/2009) fa crescere il bonus regionale del 20% per l'ampliamento degli edifici fino a un massimo del 30% se si consegue una riduzione di almeno il 15% del fabbisogno di energia primaria o si dimostra il rispetto dei parametri previsti dal Dlgs 192/05

7 dicembre 2009 - Casa e Clima

Riqualificazione edifici, le proposte di Finco

Secondo Finco per rilanciare il settore edilizio servono una serie di misure di efficienza energetica per il costruito
Rendere permanenti le agevolazioni per la riqualificazione degli edifici “consentirebbe più facilmente l’erogazione della agevolazione del 55% anche per la 'riqualificazione sismica', poiché spalmerebbe su più anni la perdita per l’erario, che in realtà sarebbe anche compensata dal maggior gettito generato dalla ripresa delle attività”. Ne è convinta Finco (Federazione industrie prodotti impianti e servizi per le costruzioni, aderente a Confindustria), che in materia di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano ha presentato sei proposte, volte a rilanciare il settore.
Maggioranza qualificata in condominio
Oltre all'estensione generalizzata del Piano Casa anche ai manufatti industriali e commerciali e non solo a quelli residenziali (come già previsto in alcune Regioni), un'altra proposta riguarda il trattamento da riservare - in deroga - alla tipologia di maggioranza necessaria per attuare le misure di abbattimento e ricostruzione con premio volumetrico in sede di condominio, qualora si voglia agire con particolare riferimento alle misure di efficienza energetica. Secondo Finco, trasformare (come nel caso delle autorizzazioni per le autorimesse) da unanime a qualificata la maggioranza necessaria rappresenterebbe una misura decisiva nelle città.
Detassazione degli utili reinvestiti
La quarta proposta - contenuta nella lettera indirizzata al ministro Tremonti dalla presidente di Confindustria-Finco Rossella Giavarini - consiste nell’ampliamento della platea delle categorie merceologiche cui è possibile applicare la detassazione degli utili reinvestiti anche a tutte quelle riguardanti i beni strumentali per l’edilizia non già ricompresi nel codice ATECO 28.
Eco-prestito
Finco inoltre propone la possibilità di accedere a prestiti agevolati a tasso 0 per 10 anni fino ad un massimo di 30.000 euro per ciascun beneficiario. Per poter usufruire di tale “eco-prestito” occorrerebbe certificare - attraverso un progettista iscritto all'Ordine – di aver effettuato almeno due interventi, che vanno dall’incremento dell’efficienza energetica delle coperture e delle pavimentazioni a quello dei muri perimetrali e delle finestre, porte esterne e schermature solari, all’installazione di apparecchiature e sistemi per riscaldamento e produzione di energia elettrica ed acqua calda utilizzanti fonti rinnovabili o assimilate.
La misura concorrerebbe all'abbattimento delle emissioni di CO2 del patrimonio costruito e potrebbe essere finanziata dalle Fondazioni Bancarie, e/o dalla Cassa Depositi e Prestiti, fino alla concorrenza di una cifra da individuare. L’Eco-prestito potrebbe essere rimborsato in dieci anni, ma i lavori dovrebbero iniziare entro il 2010 e terminare al massimo entro l’anno successivo.
Rendere stabile il 55%
La sesta proposta avanzata da Finco è la proroga al 2012, o possibilmente una stabilizzazione, della detrazione fiscale del 55% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici. Questa misura contribuirebbe all'efficientizzazione del costruito nazionale, facendo emergere notevoli porzioni di lavoro nero e rinvigorendo una parte vitale dell'industria nazionale e della connessa occupazione.

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