Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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30 dicembre 2009 - GreenMe

WWF: un bilancio in Nero per il 2009

Il 2009 per il WWF verrà ricordato in Italia come un anno critico per l'ambiente, dalla pioggia di cemento attraverso i piani casa alle continue alluvioni e frane, dal rilancio del nucleare a quello di infrastrutture imponenti e discutibili come il Ponte sullo Stretto, dalle vicende delle navi dei veleni ai tentativi di deregulation sulla caccia. Il Belpaese ha poi mostrato in maniera particolare tutta la sua fragilità ambientale, aggravata anche dai sempre più violenti effetti dei mutamenti climatici, e una sofferenza cronica rispetto a gravi problemi di inquinamento che si trascina dal passato e che scelte pericolose come il nucleare rischiano di aggravare ulteriormente. E la 'cartina tornasole' sulle scelte di politica ambientala, ovvero, la Finanziaria 2010, mette a nudo l'assenza di strategia e finanziamenti su questo fronte lasciando così l'ambiente a 'tasche vuote' nonostante gli impegni proclamati in ambito internazionale, dal clima alla biodiversità.
Ecco in dettaglio i 6 capitoli 'bui' per l'ambiente nel 2009:
L'ANNO DEL CEMENTO
Già a metà anno la denuncia del WWF era stata lanciata dopo aver assistito ad un vero e proprio boom edificatorio in moltissime città (clamoroso l'esempio di Roma) e alla luce dei cosiddetti Piani Casa, approvati in modo autonomo da tutte le Regioni e che hanno dato vita ad una normativa disomogenea che è andata ben oltre gli ampliamenti delle abitazioni uni e bifamiliari. Addirittura nel caso della Sardegna il Piano Casa regionale ha interferito in modo pesante con tutti i vincoli posti dalla pianificazione paesaggistica.
Interventi di questo tipo mostrano tutta la loro assurdità se si pensa a quello che è accaduto nel 2009: dal terremoto dell'Aquila all'alluvione con frana in provincia di Messina e poi più recentemente anche ad Ischia ed in Toscana in Garfagnana e Versilia. In questa Italia a rischio, ormai molto ben conosciuta, non solo tardano gli interventi di messa in sicurezza ma mancano tutte le azioni preventive serie, oltre che repressive, che frenino altre infrastrutturazioni in aree sensibili per le caratteristiche sismiche o idrogeologiche.
ITALIA ATOMICA
Il 2009 verrà sicuramente ricordato per il rilancio del nucleare, una 'virata' di 180 gradi nelle politiche che riguardano l'ambiente forse ancora poco percepita, per la gravità degli effetti e l'assurdità degli investimenti, dalla grande opinione pubblica. Mancano ancora alcuni mesi per la decisione definitiva sulla localizzazione dei siti delle nuove centrali e del centro nazionale di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e com'è noto si aspettano le elezioni regionali per timore di possibili ripercussioni sul voto, ma la scelta nucleare è stata ormai decisa dal Parlamento alla fine di luglio. Ben 10 Regioni, ritenendosi giustamente escluse dal processo decisionale, hanno ricorso in Corte Costituzionale che si pronuncerà nel 2010. A quel punto la questione inizierà ad essere percepita come concreta ed imminente e si apriranno nuovi confronti che inevitabilmente coinvolgeranno in modo più diretto le popolazioni delle zone prescelte per i nuovi impianti.
FINANZIARIA 2010: LA 'CARTINA TORNASOLE' DI UN'ITALIA 'DISTRATTA'
C'è ancora una significativa discrepanza tra le dichiarazioni di principio che, soprattutto a livello internazionale, il Governo assume e l'attuazione delle politiche ambientali in Italia. Buoni e in larga misura condivisibili sono stati i documenti conclusivi del G8 Ambiente di Siracusa (in aprile), e del G8 dell'Aquila (a luglio), ma ben poco di tutto ciò si è visto nel pratico. Ma i segnali che in generale la politica italiana sta dando vanno nella direzione opposta. La cartina tornasole sulla 'sensibilità' ambientale delle politiche nazionali è proprio la Legge Finanziaria approvata in Parlamento che traghetta l'Italia verso il 2010. Si inizia l'anno internazionale della biodiversità come dichiarato dall'UICN senza stanziamenti adeguati: il nostro paese, che detiene molti primati in termini di ricchezza di specie e habitat, non destina nemmeno un centesimo di euro per la definizione e attuazione della Strategia Nazionale a tutela della biodiversità, nonostante le scadenze internazionali (Countdown 2010) e i solenni impegni assunti con la Carta di Siracusa, a conclusione del G8 Ambiente. E nell'Anno del Clima, a pochi giorni dalla conclusione del vertice di Copenaghen dove il tema dell'aiuto allo sviluppo è stato centrale, suona stridente la conferma del taglio, già operato con la Legge Finanziaria 2009, del 49%, dei fondi destinati con la Legge Finanziaria 2008 all'aiuto pubblico in favore dei Paesi in via di sviluppo. Ci si è dimenticati poi degli impegni assunti dall'Italia sui cambiamenti climatici assunti sempre in sede G8 in attuazione del Protocollo di Kyoto visto che non è previsto alcun fondo (la Legge Finanziaria 2007 destinava 200 milioni di euro al Fondo rotativo per Kyoto) e non è stato individuato alcuno strumento per la riduzione delle emissioni di Co2. Come se non bastasse, in campo energetico sono stati tagliati i 50 milioni di euro destinati complessivamente al Fondo sull'efficienza energetica (38,624 mln, nel 2009) e agli incentivi per il risparmio energetico (11,587 mln di euro, nel 2009) e non c'è traccia della copertura della detrazione di imposta del 55% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.
Nonostante le sacrosante proteste del Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nel 2010 diminuiranno nel loro complesso le risorse per l'ambiente: circa 276 milioni di euro (tra Legge Finanziaria e Bilancio 2010), spiccioli se si considera che stiamo parlando di difesa mare, difesa suolo e bonifiche, aree protette, ISPRA e CITES, Convenzione internazionale sul commercio delle specie protette. Il rischio è anche quello di una significativa diminuzione dei controlli ambientali per mancanza di risorse visto che a ISPRA, nella quale sono confluiti anche ICRAM (l'Istituto di ricerca sul mare) e INFS, (l'Istituto nazionale per la fauna selvatica) si destinano nel 2010 solo 86 milioni di euro quando alla sola APAT lo scorso anno, la Legge Finanziaria 2009 destinava 90 milioni di euro.
GRANDI OPERE, MA NELL'ELENCO IL RIPRISTINO DEL TERRITORIO ANCORA NON C'E'
Il Governo insiste sull'impostazione delle grandi opere strategiche destinando oltre 1 miliardo e 564 milioni circa di euro alle infrastrutture strategiche (autostrade e linee ad alta velocità ferroviaria) a fronte di fondi 15 volte inferiori destinati alla mobilità urbana (solo 120 milioni di euro).
Dunque i disastri continuano a non insegnare nulla visto che non si hanno notizie della più grande e importante opera pubblica del Paese, ovvero, la sistemazione del dissesto idrogeologico ancora senza finanziamenti adeguati e senza un piano pluriennale d'interventi. Il 2009 sarà ricordato anche per il disastro ferroviario di Viareggio e anche per questo appare clamoroso il fatto che non ci siano risorse né per la sicurezza ferroviaria né per quella stradale. Eppure, per rimarcare la scelta delle Grandi Opere strategiche per il Paese si è arrivati persino al tentativo di far passare la variante ferroviaria di Cannitello a Reggio Calabria, opera da tempo aspettata e richiesta per migliorare il traffico ferroviario e come tale approvata, quale avvio della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina; restano ancora le follie dell'Autostrada della Maremma la cui scelleratezza economica ed ambientale è chiarissima e l'Alta Velocità.
L'EREDITA' DEI VELENI
Il 2009 verrà ricordato anche per il tema delle navi dei veleni: nonostante le notizie fossero da anni circolate anche in ambito parlamentare e fossero oggetto d'indagine da parte di diverse Procure, quest'anno il tema ha suscitato grandissima attenzione. Nonostante il gran clamore mediatico suscitato, il tema sembra essere precipitato di nuovo nel silenzio come se le rassicurazioni date per il carico della nave inabissata a largo di Cetraro possano estendersi alle altre decine di navi del cui affondamento doloso si ormai certi.
BIODIVERSITA': UN BRUTTO BIGLIETTO DA VISITA PER IL 2010
Se il 2009 è stato l'anno del clima, il 2010 sarà l'anno internazionale della biodiversità e, oltre al già citato mancato finanziamento per attuare la Convenzione internazionale sulla biodiversità , il WWF segnala continui tentativi di modificare, peggiorandole, le leggi italiane sulla tutela della natura e della fauna selvatica, come ad esempio la Legge quadro sulla caccia. Nel corso del 2009 infatti sono stati numerosi i tentativi di approvare pessime modifiche, con la tecnica degli emendamenti "blitz" presentati in disegni di legge in discussione aventi ad oggetto materie del tutto diverse. Grazie alla mobilitazione tempestiva del WWF e delle altre associazioni queste modifiche sono state respinte. Non abbiamo, invece, registrato nel corso dell'anno alcun segnale in positivo per la tutela della fauna, dei parchi, degli habitat naturali, del mare, che sarebbero invece assolutamente necessari in un Paese che divora ogni anno una percentuale preoccupante del patrimonio di biodiversità e di territorio.

30 dicembre 2009 - Il Sole 24 Ore - Saverio Fossati

Le 100 novità del 2010 - Casa

Più lungo l'iter paesaggistico
Da gennaio iter più complesso per l'autorizzazione paesaggistica, con i comuni reputati idonei che ereditano le competenze di regioni e soprintendenze: i tempi per ottenerel'ok si allungano almeno di un mese. Nel contempo pende l'approvazione dello schema di regolamento per un procedimento semplificato, valido per gli interventi di lieve entità, da concludersi in 60 giorni. Regioni e province autonome potranno stabilire proprie regole in deroga. Lo schema è stato approvato il 26 novembre scorso dalla Conferenza unificata stato-regioni.
Cala l'incentivo fotovoltaico
Scatta nel 2010 la riduzione del 2% degli incentivi al fotovoltaico programmata dal decreto ministeriale del 19 febbraio 2007. Per gli impianti fino a 3 kW (quelli "domestici" ) si passa da 43,1 eurocent al kW/ora a 42,2 cent (parzialmente integrati) e da 48 eurocent a 47 (integrati nei tetti). Uguale riduzione è prevista per gli impianti più potenti, ossia quelli compresi da 3 a 20 kW, che scendono rispettivamente da 39,2 a 38,4 eurocent e da 43,1 a 42,2 eurocent.
Operative le leggi sul 20%
Entra nel vivo il "piano casa". Nel 2010 è possibile ampliare del 20% le proprie abitazioni o demolire e ricostruire aumentando la superficie del 35% in deroga ai piani regolatori. Le leggi sono operative in diciotto autonomie, con scadenze diverse. Mancano all'appello solo Calabria, provincia di Trento e Sicilia. Nella maggior parte dei casi gli interventi sono legati al raggiungimento di risultati "verdi", come minori consumi per riscaldamento o incentivi per fonti rinnovabili.
Si alzano i requisiti termici
Dal 2010, per gli edifici di nuova costruzione e gli interventi di ristrutturazione totali, diventano un po' più difficili da raggiungere i valori di fabbisogno di energia primaria dell'immobile, per la climatizzazione invernale, nonché i valori di trasmittanza per coperture, pavimentie infissi.

28 dicembre 2009 - Il Sole 24 Ore - Saverio Fossati

Sulla casa una falsa partenza federalista

La politica del mattone, per quest'anno che se ne va, è rimasta appesa a molte buone intenzioni ma a pochi fatti. A cominciare dai tre provvedimenti che, in momenti diversi, hanno meritato il nome di piano casa: il più popolare, quello che consente di allargare del 20% le villette, è stato annunciato a inizio 2009 e solo ora il quadro normativo regionale è stato completato. Ma dove gli enti locali erano stati più rapidi, come in Toscana, le pratiche già avviate sono poche decine. Mentre le attese erano (e sono) di centinaia di migliaia, con il rilancio del settore edilizio.
Il secondo, per assicurare affitti calmierati in case costruite con incentivi fiscali e finanziari (l'housing sociale) ha ricevuto poche settimane fa la prima tanche di finanziamenti per le Regioni: se un anno se n'è andato per cercare i soldi, speriamo che ne bastino tre per avviare il piano. Nel frattempo, cresce la fetta di cittadini esclusi dall'acquisto di una casa perché considerati dalle banche incapaci di sostenere il mutuo richiesto: l'applicazione più rigida della regola, che fissa a un terzo del reddito netto disponibile la quota per un prestito casa, blocca le ambizioni di qualunquefamiglia che non arrivi almeno a 2.700 euro, dato che con meno di 920 euro mensili non si riesce ad avere quanto basta per un comprare un trilocale da 90 metri quadrati in periferia da 250mila euro. Così la stessa famiglia è costretta a rivolgersi al mercato degli affitti, dove potrà affittare un bilocale a 700 euro in attesa che decolli l'housing sociale.
Il terzo, che avrebbe dovuto semplificare le pratiche edilizie, è fermo alla Conferenza Stato Regioni-Autonomie e ormai non ne parla più nessuno. Speriamo in bene per il 2010.
Anche la politica sugli affitti si è rivelata molto prudente: da una parte non sono stati messi a frutto i dati raccolti dal 2006 dalla Sogei sull'erogazione dei servizi domestici, che permettono di individuare a colpo sicuro gli immobili dove proprietario e in-testatario di utenze sono diversi e quindi c'è probabilmente una locazione. Nessuna voce da recupero di evasione immobiliare è infatti mai comparsa nei conti pubblici. Dall'altro la tassazione con aliquota a forfait del 20% (la cedolare secca) sui redditi da locazione si è ridotta alla sola provincia dell'Aquila, per agevolare chi affitta ai terremotati.
Il risparmio energetico, per il quale il 2009 avrebbe potuto essere l'anno della svolta, si sta rivelando un pasticcio: la certificazione energetica dell'edificio, di fatto, è stata resa facoltativa (se si esclude il momento della vendita, e solo grazie ai notai), con il risultato che nessuno conoscerà quanto e perché consuma la sua casa e come si potrebbe migliorarne le prestazioni. Del resto, questo è anche l'ultimo anno per usufruire della detrazione fiscale del 55% sulle spese per il risparmio energetico, quindi il disinteresse normativo suona come un abbandono della centralità di questo tema. E le Regioni ci hanno messo del loro: un'altra occasione mancata è stata quella delle linee guida "nazionali" per la definizione delle classi energetiche, che sono state snobbate, così ora lo stesso identico edificio, in identiche condizioni, riceve classi diverse a seconda delle Regioni, come illustra il servizio a pagina 7.
Occasioni mancate, dunque, alcune per vincoli di finanza pubblica, ma più spesso per inanità normativa e gelosie federaliste. Occasioni mancate ma non definitivamente perdute, se nel 2010 si saprà rimettere mano seriamente alla politica del mattone. Che poi vuol dire politica delle famiglie.

21 dicembre 2009 - Casa e Clima

Cresme: “l'edilizia uscirà dalla crisi nel 2011”

In Italia la ripresa dell'edilizia residenziale è attesa nel 2011 e 2012, in gran parte legata agli effetti del Piano Casa
Si è tenuto lo scorso 3 dicembre a Milano il Meeting Invernale ANGAISA 2009, che ha fornito i dati sulla crisi dell’edilizia e le previsioni a breve e medio termine per la distribuzione idrotermosanitaria.
Al meeting è intervenuto anche il direttore tecnico CRESME Lorenzo Bellicini, che prendendo spunto dall’attuale congiuntura e dal quadro macro-economico, ha sottolineato la gravità della crisi che ha colpito in Italia l’edilizia residenziale, soprattutto di nuova costruzione. “Tutti i settori sono in calo – ha detto Bellicini - In particolare, per quanto riguarda la produzione: acciaio -47%, macchine per l’edilizia -46,5%, ceramica -33,5%, cemento -14,5%, calcestruzzo -15%; la distribuzione, a sua volta, fa registrare un dato negativo pari al -15 o -20%”. La riduzione complessiva della produzione è pari al -30%.
Meglio nel 2011 e 2012
La discesa è stata rapida, pur rimanendo su livelli di produzione importanti. “Per il residenziale la caduta è stata violenta – ha ammesso Bellicini – però nelle nostre previsioni c’è un rimbalzo a partire dal 2011 e poi dal 2012. Quindi il 2010 andrà ancora male, però già nel 2011 e 2012, le cose miglioreranno”.
Ripresa legata al Piano Casa
Secondo il direttore tecnico del CRESME, la ripartenza è attesa dopo la seconda metà del 2010, con gli effetti del Piano Casa 1 e del Piano Casa 2 (un mercato, quest'ultimo, che tuttavia partirà solo negli anni tra il 2011 e il 2014, dunque fuori tempo massimo). “Le prospettive di ripresa sono legate al “Piano casa”, che però – puntualizza Bellicini - produrrà i suoi effetti non prima del 2011 e 2012; quindi ci aspetta un 2010 ancora duro, poi dopo tre, quattro anni di ripresa, non certo fulminante, dovremo riabituarci al mercato degli anni '90 dove la facevano da padroni la ristrutturazione ed il rinnovo, mentre la nuova edilizia residenziale languiva. Un mercato di volumi bassi e di tanto servizio, al quale i distributori dovranno abituarsi”.

19 dicembre 2009 - Il Fatto Quotidiano - Daniele Martini

Costruttori contro B.

Dalla finanziaria non hanno ottenuto nulla e ora sono in rivolta contro il Governo
Il presidente dei costruttori di Catania, Andrea Vecchio, un signore che si è messo in evidenza anche nella lotta contro il racket, ha commissionato su giornali e tv locali una pubblicità che è un pugno nello stomaco, con alberi scheletriti e bare per suggerire l’idea che ormai le imprese del mattone sono defunte o moribonde. A Brescia dove non si vende una casa che è una, il suo collega Giuliano Campana, che è anche vicepresidente nazionale dell’Ance (Associazione nazionale costruttori), ha lanciato addirittura l’idea di far scendere in piazza gli imprenditori in corteo con cartelli e striscioni come fossero tanti metalmeccanici. In Liguria gli impresari edili stanno preparando l’occupazione di palazzo Tursi perché il comune non paga più i lavori eseguiti e le aziende tirano le cuoia una dopo l’altra. Una rivolta. Che fa il paio con l’umore nerissimo serpeggiante tra i dirigenti delle organizzazioni dei proprietari di case tipo la Confedilizia che ormai si sentono strozzati dalle tasse.
NIENTE PIANO CASA. E se perfino i costruttori e i proprietari di immobili, da sempre considerati una specie di curva sud del centrodestra, si mettono a fare la fronda, vuol dire che per il governo comincia a spirare un’aria davvero gelida. Si sentono sedotti e abbandonati. Hanno ancora negli occhi l’immagine di quando subito dopo le elezioni Berlusconi li indicò al pubblico encomio come la parte più solida del paese, trascinatori dell’economia e dello sviluppo. Sono passati appena 20 mesi e il quadro è virato dal bianco al nero. Proprio nel momento in cui la crisi si fa più cattiva e imprese e proprietari avrebbero maggiore bisogno del governo, magari attraverso incentivi in grado di smussare le curve più strette, il governo stesso si gira dall’altra parte per due volte di fila, con la Finanziaria e il decreto Milleproroghe.
In un certo senso non c’è da stupirsi se costruttori e proprietari stiano perdendo la pazienza e messe da parte prudenze e diplomazie, si comportino come tanti ultras. Non più a favore del governo, ma contro.
Probabilmente non siamo ancora al divorzio perché ovviamente nell’ostentazione dell’arrabbiatura c’è anche un aspetto strumentale, un modo per premere sull’esecutivo tenendolo sotto lo schiaffo di iniziative clamorose per poi portare a casa un risultato. E non è difficile prevedere che la protesta defluirà nel momento in cui il governo alla fine dovesse decidersi a scucire qualcosa. Ma è anche vero che la crisi del mattone è epocale; i dati Istat parlano di una diminuzione di 94 mila occupati in nove mesi, il quattro per cento dell’intera categoria, il doppio della media generale, mentre secondo una stima Ance le aziende chiuse sarebbero già la bellezza di 20 mila.
Stando così le cose, gli eventuali incentivi pubblici potranno tutt’al più curare come un’aspirina un malato che questa volta è grave davvero e quindi anche se la protesta di costruttori e proprietari non è il prodromo di una rottura, è comunque un segnale da non sottovalutare, la spia di un disagio profondo e la fine certa della luna di miele e dell’idillio con il governo.
ZERO EMENDAMENTI. I costruttori, in particolare, tornano all’uso della protesta gridata a distanza di poco più di un mese da un’altra iniziativa che fece scalpore: gli imprenditori riuniti in assemblea permanente nella sede in vetrocemento in via Guattani a Roma per segnalare anche fisicamente al governo “lo stato di disagio della categoria”. Questa volta a farsi sentire è una platea ancora più rappresentativa, la Consulta dei presidenti, i rappresentanti delle associazioni delle città capoluogo. Chi ha ascoltato la loro riunione racconta di interventi concitati e barricadieri intessuti di cifre allarmanti sui licenziamenti e le chiusure di aziende a catena. Il documento stilato alla fine ha un titolo raggelante:
“Preoccupazioni per il nuovo anno. Per l’edilizia il 2010 peggiore del 2009 senza le misure di sostegno”. Alla Confedilizia sono ancora più espliciti nella critica al governo; il presidente Corrado Sforza Fogliani parla addirittura di “assenza di una politica per l’immobiliare ” e di un esecutivo in cui regna “il vuoto assoluto”.
L’Ance aveva preparato quattro emendamenti per alleggerire il carico fiscale sulla compravendita di case e per premiare la costruzione di abitazioni verdi, con elevate prestazioni energetiche, ma il governo ha tirato giù le saracinesche. Stesso sbarramento nei confronti di Confedilizia che, facendo leva su uno schieramento bipartisan, avrebbe voluto far approvare la cedolare secca, un’aliquota fissa del 20 per cento sugli affitti al posto della tassazione di quei proventi nella dichiarazione Irpef.
Nel frattempo la maggioranza ha aumentato lo stanziamento per il Ponte sullo Stretto che farà felici solo i soliti e pochi superimprenditori del mattone e approvato i 243 commi dell’articolo 2 della Finanziaria in cui ci sono regalini e regaloni un po’ per tutti, in deroga a quel rigore di bilancio solo evocato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti

18 dicembre 2009 - Edilportale - Rossella Calabrese

Finanziaria 2010: via libera della Camera

La manovra ammonta a 9,2 miliardi di euro. L’ok definitivo del Senato è previsto per il 22 dicembre
La Camera dei Deputati ha approvato la Finanziaria per 2010. I voti favorevoli sono stati 307, i contrari 267, due gli astenuti. Il provvedimento, che mercoledì aveva ottenuto la fiducia, è stato radicalmente modificato dal maximendamento, composto dal 250 commi, che ha sostituito gli articoli 2 e 3. Il nuovo testo vale così 9,2 miliardi di euro, da finanziare con 3,1 miliardi del Tfr inoptato trasferiti dall’Inps al Tesoro, con i 3,7 miliardi di euro che si stima arriveranno dallo scudo fiscale e con rimodulazioni di spesa nel bilancio dello Stato.
Vediamo nel dettaglio i provvedimenti di interesse per il nostro settore.
Detrazioni fiscali ristrutturazioni edilizie - È prorogata fino al 31 dicembre 2012 la detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per ristrutturare appartamenti e parti comuni di edifici residenziali. Prorogata anche la detrazione Irpef del 36% sugli interventi di ristrutturazione, riguardanti interi fabbricati, eseguiti fra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno 2013.
Iva agevolata ristrutturazioni edilizie - È stata resa permanente l’Iva agevolata al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio. L’aliquota agevolata al 10% si applica agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per il recupero del patrimonio edilizio a prevalente destinazione abitativa, sia alle prestazioni di lavoro che alla fornitura di materiali e di beni, purché, questi ultimi, non costituiscano una parte significativa del valore complessivo della prestazione.
Edilizia sanitaria, carceraria e scolastica - All’edilizia sanitaria è destinato oltre un miliardo di euro. Per l’edilizia carceraria sono stanziati 500 milioni di euro a valere sul Fondo Infrastrutture. All’edilizia scolastica sono assegnati 300 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza e adeguamento antisismico immediatamente cantierabili, che dovranno essere individuati dalle competenti commissioni parlamentari.
Grandi interventi infrastrutturali - Per le infrastrutture nazionali non sarà più necessario approvare l’intero progetto definitivo ma il Cipe potrà dare l’ok ai singoli lotti costruttivi; autorizzando il primo lotto, il Cipe si impegna a finanziare l’intera opera. La novità varrà per i progetti prioritari compresi nel programma delle infrastrutture strategiche, di importo superiore a 2 miliardi di euro, tempi di realizzazione superiori a quattro anni e non suddivisibili in lotti di importo inferiore a un miliardo di euro.
Tutela dell’ambiente - Sono assegnati 100 milioni di euro (erano 50 nella prima stesura del ddl) al Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio, istituito presso il Ministero dell’Economia (dall’art. 13, comma 3-quater del DL 112/2008).
Piano Straordinario contro il rischio idrogeologico - Al Piano Straordinario volto a fronteggiare le situazioni a più alto rischio idrogeologico, è destinato 1 miliardo di euro, già assegnato dal Cipe con la delibera del 6 novembre 2009 a valere sul Fondo infrastrutture e sul Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale.
Ponte sullo Stretto di Messina - È stata ricapitalizzata con 470 milioni di euro la Società Stretto di Messina Spa che realizzerà il Ponte. A questa cifra si aggiungono i 330 milioni di euro assegnati ieri dal Cipe.
Rimborsi ICI ai Comuni - Ai Comuni sono destinati 1.776 milioni di euro, di cui 760 milioni di euro a valere sul 2009, 760 milioni di euro a valere sul 2010, e 156 milioni di euro a valere sul 2008, per compensare le minori entrate dovute all’abolizione dell’ICI sulla prima casa.
Welfare - Quasi un miliardo di euro è destinato a prorogare gli ammortizzatori sociali, all’avvii della sperimentazione della tutela al reddito dei lavoratori a progetto, ad incentivare i datori di lavoro che reintegrano persone estromesse per la crisi, a finanziare attività di formazione all’apprendistato.
Il testo torna ora in Senato per la terza lettura e il voto finale previsto per il 22 dicembre.

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