Regione Calabria

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

16 dicembre 2009 - ASCA

Callipo, non sarà approvato il Piano Casa

'Ho chiesto l'altro giorno che fine avesse fatto il 'Piano casa', dato che la Calabria e' l'unica Regione d'Italia, assieme alla Campania, a non essersi ancora dotata di una normativa moderna in materia di edilizia. Apprendiamo ora dall'Assessore ai Lavori pubblici, on. Incarnato, che la legge si e' arenata miseramente ed e' bloccata dal Consiglio regionale''. Lo ha detto l'imprenditore Pippo Callipo, candidato alla Presidenza della Regione Calabria.
''Ci saremmo attesi non una dichiarazione d'impotenza, in verita' - dice Callipo - ma che si dicesse che una proposta di legge cosi' importante, che inciderebbe positivamente sulla congiuntura negativa dell'economia e che ha gia' avuto l'apprezzamento degli imprenditori calabresi, dell'Ance e di Confindustria, prima delle vacanze natalizie sara' approvata.
Purtroppo, non sara' cosi. Non serve che si ricordi che un vasto mondo attende la legge, a incominciare da famiglie intere che potrebbero guadagnare metri quadri trasformando le soffitte in alloggi, giovani coppie in difficolta', anziani, immigrati e ragazze madri e migliaia di famiglie che da anni sono ancora in attesa di un contributo per l'abbattimento di barriere architettoniche. Servirebbe da parte della politica - conlude Callipo - un po' di buon senso. Invece per la Regione la Calabria puo' attendere, perche' prima vengono ben altre questioni piu' importanti. Come spesso accade gli interessi della Calabria contrastano con gli interessi di questa politica''.

14 dicembre 2009 - Adnkronos

Callipo, primarie e riforma Statuto distolgono da temi reali

''Le Primarie insieme alla riforma dello Statuto, che innalza a 65 (sono 50 ora) gli Onorevoli regionali, e alla Legge elettorale, che dovra' garantire la continuita', in Calabria sono al centro dell'attenzione. Per me, invece, cio' dimostra che la politica viaggia per conto proprio e non intercetta minimamente i bisogni dei calabresi''. Lo dichiara Pippo Callipo, candidato alla presidenza della Regione Calabria.
Sono state invece abolite la Consulta statutaria, la Commissione per l'Ambiente e il Crel, cioe' strumenti utilissimi per aprire le porte del Palazzo alla societa' civile - prosegue Callipo - Siamo, insieme alla Campania, l'unica regione d'Italia che non ha il Piano casa. Non abbiamo un Piano per il lavoro e non esiste un Piano per lo sviluppo, cosicche' l'utilizzo della spesa pubblica e' 'a pioggia' e presenta un tasso altissimo d'improduttivita'. Abbiamo una sanita' allo sfascio, indebitata fino al collo e priva di un Piano di rilancio, ma in compenso abbiamo gli Onorevoli Supplenti''.
''La politica non parte da esigenze obiettive per individuare le soluzioni, in Calabria si procede in senso inverso - sottolinea Callipo - Persino la famigerata Lega, dinanzi al taglio delle poltrone negli enti locali realizzato nella legge Finanziaria, ha in animo di presentare una proposta per tagliare l'attuale numero dei deputati e dei senatori e la bozza Violante prevede un ridimensionamento dei parlamentari. Si va verso una razionalizzazione, a volte colpendo nel mucchio come nel caso delle comunita' montane, della rappresentanza''. Callipo critica l'aumento dei consiglieri regionali e conclude: ''Non possiamo piu' chiudere gli occhi, dobbiamo guardare in faccia la brutta realta' che ci ritroviamo e provare a cambiarla''.

11 dicembre 2009 - TeleReggioCalabria.it

Callipo: "Bene piano casa ma il Consiglio lo approvi"

"La proposta di legge regionale della Calabria, approvata dalla Giunta regionale il 7 agosto e meglio nota come 'Piano casa', potrebbe essere un'opportunità per la Calabria, se soltanto il Consiglio regionale si sbrigasse ad approvarla". Lo ha sostenuto Pippo Callipo, candidato alla presidenza della Regione. "Ad oggi - ha aggiunto - la Calabria è l'unica regione d'Italia, con la Campania, a non essersi ancora dotata di una normativa moderna in materia di edilizia. E' una proposta di legge che inciderà sulla congiuntura negativa dell'economia e che ha già registrato l'apprezzamento degli imprenditori calabresi, dell'Ance e di Confindustria, ma a questo punto la domanda è: che fine ha fatto?". "La crisi, che morde in particolar modo in Calabria - ha sostenuto Callipo - da un provvedimento siffatto, che mette in moto risorse ingenti, trarrebbe un po' d'ossigeno e rilancerebbe l'occupazione in un settore trainante. La politica sia quindi più rapida e dia le risposte promesse al territorio. Della legge è apprezzabile sia il testo in sé, sia l'obiettivo di mettere a regime le norme antisismiche e assegnare una premialità di cubatura a chi garantisce l'applicazione di tali norme, ma possibile che in Calabria tra il dire ed il fare passi tanto tempo? Oppure ci sono motivi non trasparenti, che inducono la politica ad approvarla sotto elezioni, nella speranza magari di utilizzare una legge che la Calabria attende da anni per fini grettamente elettoralistici? Dall'accordo Stato/Regione del primo aprile di tempo ne è trascorso, mentre ci sono famiglie intere che l'attendono per guadagnare metri quadri trasformando le soffitte in alloggi, giovani coppie in difficoltà, anziani, immigrati e ragazze madri, ma anche migliaia di famiglie che, da anni, sono ancora in attesa di un contributo per l'abbattimento di barriere architettoniche". "Insomma - ha concluso Callipo - un vasto mondo è interessato dalla legge, ma è indispensabile non tenerla più a bagnomaria in Consiglio regionale. Prima delle vacanze natalizie, si spera di vederla pubblicata sul Burc".

4 dicembre 2009 - Asca

In Calabria il piano casa aspetta l'ok della regione

Il Consiglio dei Ministri di oggi ha impugnato, su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, la legge regionale della Calabria ''Norme per il reclutamento del personale - Presidi idraulici'', con la quale la Regione Calabria intende assumere oltre un centinaio di persone presso i presidi idraulici e l'Azienda forestale regionale.
Si tratta di una forma di inquadramento riservato a personale con contratto di natura privatistica e di assunzione a tempo determinato finalizzata alla stabilizzazione successiva, senza alcuna previsione ne' rispetto delle regole previste per i pubblici concorsi.
''La Regione Calabria con questo provvedimento legislativo, che riguarda oltre un centinaio di persone - ha dichiarato il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto - viola tutti i principi costituzionali che sono alla base delle pubbliche assunzioni. Non e' possibile, infatti, procedere ad assunzioni di personale nelle Pubbliche Amministrazioni senza rispettare la regola costituzionale del concorso pubblico''.
Il Consiglio ha poi impugnato la legge n.22 del 2009 recante ''Interventi della Regione per il riavvio delle attivita' edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile''.
La legge della Regione Marche, sul Piano casa, contiene ''una norma sui contratti sotto soglia comunitaria che introduce alcune disposizioni integrative alle prescrizioni del Codice dei Contratti, in materia di criteri di selezione dei concorrenti e aggiudicazione delle gare. Tali criteri aggiuntivi risultano illegittimi a fronte della competenza legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 4, comma 3 del codice degli appalti, in quanto riconducibile alla nozione di tutela della concorrenza, cosi' come confermato da consolidata giurisprudenza costituzionale (in particolare la sent. n.401/2007). Non spetta pertanto alla Regione prevedere ulteriori criteri o integrare quelli gia' stabiliti dallo Stato''.