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29 dicembre 2009 - Primo Numero
Piano Casa: Osservatorio Professioni tecniche scrive ai Sindaci
Piano casa: dopo l’approvazione della legge regionale l’osservatorio delle professioni tecniche del Molise scrive ai comuni, mentre inizia la fase di pianificazione.
«La legge sul piano casa della Regione Molise in positivo sancisce innegabilmente una nuova logica di trasformazione del territorio e uno snellimento delle procedure, con l’ambizione di favorire lo sviluppo economico, mentre, in negativo, adotta un sistema di regole che travalicano i concetti basilari della pianificazione urbanistica e che rischiano, in alcuni casi, di rafforzare fenomeni di rinvigorimento della speculazione immobiliare, oltre che di aumento del rischio idrogeologico e sismico - si legge nel documento - gli Ordini e Collegi delle Professioni tecniche della Regione Molise, nonostante siano stati completamenti ignorati e non coinvolti nei provvedimenti legislativi definitivi sul Piano casa, restano a disposizione del legislatore come supporto tecnico e propositivo per tutte le future strategie di tipo pianificato sul territorio molisano.
Ai sindaci è stata demandata la scelta politica di delimitare ambiti, aree di particolare interesse paesaggistico, zone agricole, nei quali eliminare o ridurre i potenziali rischi di crescita disordinata del patrimonio edilizio, e, quindi, di tutelare il proprio territorio da logiche di mercato che potrebbero compromettere in maniera irreversibile porizioni di paesaggio, in particolare le zone agricole.
Allo stesso modo, di contro, le amministrazioni comunali potranno individuare le aree che necessitano di corretto sviluppo socio economico e indirizzare correttamente la crescita del patrimonio edilizio comunale. Gli Ordini e Collegi delle Professioni Tecniche della Regione Molise, attraverso i propri rappresentanti, offrono la completa disponibiltà per ogni supporto informativo e tecnico alle amministrazioni comunali nelle imminenti attività di delimitazione di tali ambiti previste dalla Legge regionale. Verranno, infine, attivate operazioni di monitoraggio comunale e provinciale atte a supportare tutte le azioni e gli strumenti di pianificazione che le amministrazioni intenderanno attivare per garantire la tutela del paesaggio nell’interesse pubblico generale.
Il Molise non può più attendere, il patrimonio delle città e delle campagne non può più essere trascurato; le aree urbanizzate, i paesi con il loro patrimonio culturale, l’eccezionale varietà del paesaggio molisano e la bellezza dei borghi antichi in rapporto con la natura circostante, attendono di essere tutelati attraverso una politica di pianificazione territoriale che i cittadini hanno il diritto di avere nell’interesse pubblico generale. Occorre, in definitiva, restituire il ruolo determinante che spetta alla pianificazione urbanistica e territoriale quale strumento di democrazia rinnovata e partecipata capace di esprimere e rappresentare realmente gli interessi comuni della società».
20 dicembre 2009 - Prima Pagina Molise - Michele Petraroia
Petraroia: l'unità del centro-sinistra è precondizione per il rilancio del Molise.
Il Centro-Destra dopo anni di malgoverno ha ampiamente mostrato la propria inadeguatezza alla guida della Regione.
Ogni cittadino ha toccato con mano lo sfascio della sanità, la mancata messa in sicurezza delle scuole, l'aumento delle tasse e l'assenza di un progetto di sviluppo capace di ridefinire le vocazioni strategiche del nostro sistema produttivo.
Il D.P.E.F che giungerà in Consiglio nelle prossime sedute si limita a fotografare la crisi economica locale, la paralisi istituzionale, i commissariamenti permanenti, l'aumento della spesa pubblica e il fermo dei cantieri.
Manca un disegno che riordini le Unioni dei Comuni, le Comunità Montane, gli Enti Sub-Regionali e i Consorzi Industriali.
Non c'è traccia sulle priorità in ordine alle politiche industriali a partire dal confronto nazionale sulla FIAT o dal futuro dell'ITTIERRE, del Gruppo Arena o dello Zuccherificio.
In attesa di notizie sui prossimi assestamenti nella Maggioranza e delle fantasiose soluzioni che il Presidente individuerà a nostre spese, è opportuno che il Centro-Sinistra recuperi una visione unitaria con proposte chiare che si soffermino sulle questioni più impellenti che toccano i cittadini.
Per questo è indispensabile sostenere compatti il No al Nucleare e al Termovalorizzatore, il No alla devastazione ambientale in atto con l'eolico selvaggio o la legge sul Piano Casa.
Così com'è utile agire unitariamente su sanità, terremoto, agricoltura e vertenze di lavoro.
Tenere insieme il Centro-Sinistra, allargandolo a quell'area centrista indisponibile a perseverare nell'alleanza col PDL, è la pre-condizione per il rilancio del Molise.
Se ci sono due coalizioni rappresentative che si fronteggiano su programmi alternativi si alimenta un virtuoso confronto democratico che aiuta la libera stampa, la magistratura, le amministrazioni locali e le parti sociali.
E' l'intera regione a trarre vantaggio da una corretta competizione tra schieramenti, per questo va compiuto uno sforzo per superare le difficoltà esistenti e và ricercata una convergenza programmatica unitaria tra tutte le forze del Centro-Sinistra.
20 dicembre 2009 - Prima Pagina Molise - Rita Iacobucci
"Il Piano casa molisano è un affare per pochi imprenditori e per gli amici degli amici..."
"Il guaio vero è che ormai in Italia, e in Molise ancora di più, chi rispetta le leggi è un illustre fesso, anzi un c..., come dice anche il presidente del Consiglio". Fermo, deciso. Soprattutto abituato all'opposizione, per questo il ruolo di "rompiscatole" al Comune di Campobasso, in quel Palazzo San Giorgio dove il suo lungo e completo cursus politico arricchisce ogni dibattito, ad Augusto Massa non dispiace affatto.
Non molla la presa sul caso della sede provvisoria del liceo "Romita", anzi carica: vengano fuori le responsabilità di una procedura sui generis che ha legittimato una soluzione illegittima. Un capannone che doveva diventare caseificio viene "destinato" ad ospitare una scuola. "Sono state stravolte tutte le norme che regolavano il caso", continua a ripetere.
Il discorso si allarga al Piano casa, varato dal Consiglio regionale il 27 novembre.
Il senatore lo diceva da quando il provvedimento era all'esame della Terza commissione e l'impressione si è trasformata in opinione dopo l'approvazione. Non è d'accordo neanche con il testo che il 29 giugno è stato licenziato dal governo centrale, ma qui si è fatto di peggio a suo giudizio.
Perché, senatore, sul Piano casa, lei dice, Iorio ha superato Berlusconi?
"A livello nazionale si è scelto di dare il via ad un provvedimento che secondo il governo serve a garantire la sicurezza antisismica. Si ampliano le cubature con l'assicurazione che stando in quei parametri si mantiene la sicurezza. Però si dà alle regioni la possibilità di legiferare nel quadro generale disegnato. La Costituzione, infatti, inserisce il tema nelle materie di legislazione concorrente".
Lei parla di una vera e propria deregulation in Molise. Di più: di un'operazione speculativa.
"Innanzitutto, si va oltre la percentuale fissata dal provvedimento nazionale, che non interviene sui centri storici, invece la legge molisana sì. E poi il Piano di Iorio e della sua maggioranza va contro moltissime leggi di settore, a cominciare da quella che prevede la zonizzazione agricola, modificandola e introducendo per queste aree gli indici di fabbricazione di quelle residenziali (da 0,7 metri cubi per metro quadro a 1,5 - 2 metri cubi per metro quadro, ndr). In pratica, a Campobasso un imprenditore privato che voglia realizzare un piano di fabbricazione per l'edilizia residenziale pubblica, ad esempio per le case per le giovani coppie, potrà farlo".
Le rimesse rurali possono trasformarsi in case. Questo è l'elemento più contestato del Piano. Ma è così?
"Nelle zone agricole, è sotto gli occhi di tutti, in tanti hanno già costruito ville e dimore residenziali a tutti gli effetti. Basta passare in contrada Selva Piana a Campobasso, per citare un caso. Con questo provvedimento potranno terminare qualche lavoro e trasformare gli annessi rurali in abitazioni. Senza pagare oneri di urbanizzazione primari, né secondari. Per i Comuni non c'è nessuna convenienza, nelle loro casse non arriveranno più soldi".
Sarebbe un condono gratuito, insomma, a suo parere?
"Esattamente. È passato totalmente in secondo piano il problema dell'adeguamento sismico. Si trasformeranno le volumetrie, gli annessi agricoli saranno ville a tutti gli effetti, sanando così abusi già commessi. È una legge incostituzionale, in contrasto con le norme che lo Stato detta in materia e con quelle realizzate da altre regioni".
I Comuni però, senatore Massa, possono decidere se applicare o meno le disposizioni del Piano Casa.
"E lei ce lo vede un sindaco a rinunciare all'attuazione del Piano casa? Io credo sia difficile..."
Il capoluogo di regione, insomma, sarà stravolto?
"Ricorda le costruzioni nate a Campobasso con i finanziamenti della cosiddetta legge del Giubileo? Molte non sono state ultimate. Ci sono edifici rimasti incompleti, ce n'è uno vicino all'ospedale Cardarelli che doveva diventare un alberto. Bene, ora, con il Piano casa può essere finito, con cubature anche maggiori rispetto a quelle originarie".
Giova a qualcuno, questo testo. Il governatore afferma che giova anche all'economia, alle piccole imprese edili, agli artigiani perché in qualche modo sblocca tanti lavori.
"Il Piano Casa serve ad alcuni imprenditori, pochi. Quelli che l'affare già lo hanno in mano e gli esempi sono quelli che ho già fatto. Non è un'operazione per le piccole aziende che sono davvero in difficoltà, attiva procedure e operazioni grosse, cambia le destinazioni d'uso Diciamo che la politica e l'imprenditoria che gravitano intorno alla maggioranza di centrodestra ha la sua convenienza da un piano così congegnato. Ci sono consiglieri regionali che hanno case in campagna e con questo provvedimento le vedono aumentare di valore poiché passano in zona a tutti gli effetti residenziale, c'è chi deve ultimare un edificio rimasto a metà. Ognuno ha realizzato una propria personale variante di comodo. E questo è il problema vero, che chi viola le leggi o se le fa su misura viene addirittura premiato..."
14 dicembre 2009 - Edilio
Piano casa, legge in Molise
Interventi di ampliamento fino al 40% e di ricostruzione fino al 50 per cento. E nessun divieto esplicito all’aumento di volume o di superficie nei centri storici (salvo quelli abusivi).
È una legge piuttosto permissiva quella approvata dal Consiglio regionale del Molise nella giornata del 27 novembre. La norma (che con tutta probabilità sarà pubblicata sul Bollettino regionale del 15 dicembre ed entrerà in vigore il giorno successivo) attende, per diventare pienamente operativa, le delibere dei Comuni che, entro i due mesi successivi, potranno escluderne l’applicabilità da specifiche aree, sulla base di valutazioni urbanistico-edilizie e paesaggistico-ambientali. Per la presentazione della Dia (necessaria per la realizzazione di tutti gli interventi previsti) ci sono due anni di tempo dall’entrata in vigore della legge.
La soglia minima del 20% concessa a tutti gli edifici (residenziali e non, esistenti e in costruzione) è elevata al 30% a fronte di una riduzione del fabbisogno energetico annuo del 20 per cento. Nel caso di edifici residenziali, la legge concede una ulteriore premialità del 5% agli interventi realizzati nel rispetto della tipologia, delle tecniche costruttive dell’edificio e dei materiali locali tradizionali, e un altro incremento del 5% a fronte di una dichiarazione del proprietario dell’immobile, che attesti di voler realizzare un’azione integrata di manutenzione esterna dell’edificio in linea con l’intervento di ampliamento.
Sono consentiti anche ampliamenti in sopraelevazione, contiguità o nell’area di pertinenza del fabbricato. Nel caso di condomini l’ampliamento può riguardare ciascuna delle singole unità immobiliari.
Per tutti i nuovi interventi vige comunque il tetto dei 300 metri cubi lordi complessivi.
11 dicembre 2009 - PrimoNumero.it
Piano Casa: Petraroia chiede verifica costituzionalità
Piano casa: dopo l’approvazione della legge regionale, avvenuta nel Consiglio dello scorso 27 novembre, l’esponente del Pd Michele Petraroia scrive una nota per sollecitare la presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri coinvolti per verificare la sussistenza dell’impugnativa del provvedimento, che potrebbe essere incostituzionale.
«Il Consiglio Regionale del Molise nella seduta del 27 novembre 2009 ha approvato a maggioranza la proposta di legge sul Piano Casa adottato in Giunta il 28.10.2009 e licenziato con modifiche dalla Terza Commissione Consiliare Permanente del 17.11.2009. L’articolato di legge ha visto accogliere, nella sessione dei lavori dell’Aula, decine di emendamenti dei circa 90 presentati fino alla definitiva approvazione del testo che si allega e che è in attesa di promulgazione da parte del Presidente della Giunta e di pubblicazione sul Burm - scrive Petroroia - Con questa mia nota sollecito la Presidenza del Consiglio e i Ministeri coinvolti a verificare la sussistenza dell’impugnativa della legge regionale in oggetto stante i dubbi di costituzionalità della stessa. Il Dipartimento Affari Legislativi può altresì accertare il rispetto o meno del disposto ex -.D.L n. 112 del 25.6.2008 pubblicato in G.U. n.147 S.O. convertito con legge n. 133 del 6.08.2008 ( Capo IV aricoli 11, 12 e 13 ) nonché del Decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 luglio 2009 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 19.08.2009 ( Piano Nazionale di Edilizia Abitativa 09 A 10095 ).
In aggiunta alle discrasie tra il provvedimento nazionale e quello regionale sul Piano Casa, segnalo il potenziale rischio di investimenti esterni di dubbia origine per i principali centri urbani e per l’area costiera stante gli ingenti interessi speculativi che potrebbero coinvolgere cambi di destinazioni d’uso e costruzioni in zona agricole».
5 dicembre 2009 - PrimoNumero.it
Piano Casa, "geometra offresi": scatta la corsa agli incarichi
A pochi giorni di distanza dall’approvazione della legge regionale, i periti hanno iniziato a mandare lettere spot nelle abitazioni dei termolesi. «Dichiaro la mia disponibilità alla stesura di pratiche e alla collaborazione tecnica», si legge nell’annuncio di un geometra titolare di uno studio tecnico della città.
Termoli. Il piano casa è stato approvato dal Consiglio regionale solo lo scorso 27 novembre, ed è già cominciata la corsa dei progettisti. I periti si fanno avanti per garantire la propria disponibilità alla stesura di pratiche e alla collaborazione tecnica, per i lavori che i residenti vorranno mettere in cantiere nelle proprie abitazioni, facendo riferimento alla nuova legge.
I residenti della zona di Colle Macchiuzzo, quartiere residenziale di Termoli, hanno ritrovato imbucate nelle cassette postali delle loro villette una lettera a firma di un geometra termolese. Una sorta di annuncio promozionale, per dichiarare la «propria disponibilità per il disbrigo di pratiche urbanistiche per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie» per la redazione degli interventi previsti dal Piano Casa.
Nella missiva inoltre si riepilogano i punti salienti della nuova normativa: «Soglia massima ampliamenti 25 per cento del volume esistente; demolizione e ricostruzione: premio volumetrico del 35 per cento fino al massimo del 40 per cento; incentivi a bioedilizia e risparmio energetico: incentivi e premialità per bioedilizia e l’utilizzo di fonti alternative».
2 dicembre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa, in Molise incentivi alla bonifica dell’amianto
Interventi estesi agli edifici non residenziali, ammesso il cambio di destinazione d’uso
Termina l’iter del Piano Casa in Molise. Il Consiglio Regionale, riunito venerdì, ha varato il pacchetto di misure per il rilancio del settore costruzioni attraverso gli interventi di ampliamento volumetrico. Il testo approvato prevede la riqualificazione del patrimonio edilizio privato, ma anche pubblico, scolastico e sanitario.
Misure di ampliamento: Consentiti aumenti di cubatura del 20% sugli edifici esistenti o in costruzione che abbiano completato le strutture portanti. Per gli immobili non residenziali sono invece previsti incrementi del 20% della superficie coperta.
Una riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento superiore al 20% può comportare aumenti volumetrici del 30%. È possibile inoltre un premio aggiuntivo del 5% sia per l’impiego di materiali locali, sia per la manutenzione esterna di tutta l’abitazione esistente che viene ingrandita.
Demolizione e ricostruzione: La sostituzione edilizia è consentita sia sugli edifici a destinazione residenziale che su quelli a uso diverso. L’immobile demolito può essere ricostruito con un ampliamento del 35% o del 40% nel caso in cui venga assicurata una adeguata presenza di verde.
Il tetto massimo di ampliamento si attesta al 50%, percentuale fruibile solo se la sostituzione edilizia viene effettuata ricorrendo ai criteri della bioedilizia e del risparmio energetico, senza dimenticare la conformità alla normativa antisismica.
Modalità di attuazione: Gli interventi di ampliamento non possono superare i 300 metri cubi. Sono ammesse le sopraelevazioni. La legge prevede anche la possibilità di mutare la destinazione d’uso totale o parziale nel rispetto dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici vigenti.
Per l’avvio dei lavori è sufficiente la presentazione della Dia entro 24 mesi a partire dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione della legge.
Limiti: Non possono usufruire degli interventi i fabbricati anche solo parzialmente abusivi, quelli non sanabili e soggetti all’obbligo della demolizione, così come gli edifici costruiti su aree dichiarate inedificabili.
Reazioni: Soddisfatti gli esponenti dell’Alleanza di Centro dal momento che in fase di discussione sono stati approvati gli emendamenti relativi all’incremento dei flussi turistici regionali. Per le attività ricettive sarà infatti possibile realizzare strutture sportive, anche non omologate, che usufruiranno delle premialità previste dalla norma regionale.
Favorite anche le bonifiche dall’amianto. Dal momento che la Regione non riesce a coprire l’intera portata degli incentivi, è stata accolta la proposta di concedere un bonus volumetrico aggiuntivo del 10% a quanti optano per lo smantellamento. Tutto senza prevedere vincoli urbanistici né vincoli sul terreno.
Scontento il centrosinistra, che lamenta la mancata considerazione di enti locali, parti sociali e ordini professionali per l’approvazione di un provvedimento che stravolge le regole urbanistiche.
1 dicembre 2009 - Casa e Clima
Via libera del Molise al Piano Casa
Il Consiglio regionale del Molise ha varato la legge per gli interventi straordinari a sostegno del settore edilizio
Il Piano Casa diventa legge anche in Molise. Venerdì scorso il Consiglio regionale ha infatti approvato il provvedimento per il rilancio del settore edilizio, che prevede tra l'altro misure straordinarie volte a rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente e a promuovere l'edilizia economica, scolastica e sanitaria pubblica. Il provvedimento, presentato dal presidente della Giunta Michele Iorio, è stato accolto dalla maggioranza di centrodestra, mentre l'opposizione ha abbandonato l'aula del Consiglio al momento del dibattito.
Aumenti di cubatura
Per gli edifici esistenti e in costruzione che abbiano completato le strutture portanti, il testo di legge concede premi volumetrici del 20% per gli edifici ad uso residenziale e del 20% della superficie coperta per quelli non residenziali. Nel caso sia certificata una riduzione del fabbisogno per il riscaldamento superiore al 20%, l'ampliamento può essere elevato al 30%. Per gli edifici residenziali, è previsto un ulteriore bonus volumetrico del 5% nel caso in cui siano utilizzati materiali locali per realizzare gli interventi di ampliamento. Un premio del 5% di incremento della cubatura è concesso anche in caso di manutenzione esterna dell'intera abitazione esistente.
Cambio di destinazione d'uso
Gli ampliamenti non possono superare il limite complessivo dei 300 metri cubi lordi e sono consentiti in sopraelevazione. Nel rispetto dei regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici vigenti, è possibile il cambio di destinazione d'uso totale o parziale.
Sostituzione edilizia
In caso di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e non residenziali, è possibile aumentare il volume fino al 35%, e fino al 40% nel caso in cui gli interventi assicurino un'adeguata presenza di verde. Il premio volumetrico arriva al 50% per le sostituzioni edilizie effettuate secondo criteri di bioedilizia e risparmio energetico, e in base a tecniche antisismiche.
Esclusioni
Sono esclusi da interventi di ampliamento e sostituzione edilizia i centri storici, i fabbricati parzialmente abusivi, non sanabili e soggetti all'obbligo della demolizione e gli edifici che sorgono su aree dichiarate inedificabili.
Dia
Per poter effettuare gli interventi – ammessi entro 24 mesi a partire dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione della legge - è sufficiente presentare la Dia.
