Regione Puglia

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

16 dicembre 2009 - La Gazzetta del Mezzogiorno - Alfonso Spagnulo

Ristrutturazioni case Puglia stanzia 10 mlni

BARI – La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore all’Assetto del Territorio e Urbanistica Angela Barbanente, ha approvato un bando pubblico che prevede la concessione di contributi a favore di privati che intendano procedere al recupero di alloggi da destinare alla locazione o a prima abitazione, purchè tale attività non venga svolta per finalità professionali o imprenditoriali. Nel complesso la Regione ha messo a disposizione 10.014.651,85 di euro (somma rinveniente dal finanziamento straordinario del Piano Casa Regionale).
La somma stanziata è destinata a finanziare due tipi di interventi:
1) il recupero di immobili da destinare all’affitto per un periodo non inferiore a otto anni applicando canoni di locazione non superiori a quelli definiti negli accordi fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative;
2) il recupero di immobili da destinare a prima casa per se o per parenti e/o affini entro il secondo grado. In entrambe le ipotesi – sia con riferimento ai conduttori, sia con riferimento al proponente medesimo o suoi parenti o affini – il bando individua i requisiti soggettivi richiesti per poter beneficiare dell’abitazione recuperata con il contributo regionale (limiti di reddito, indisponibilità di altri immobili, ecc.).
Potranno essere candidati al finanziamento regionale gli interventi di recupero riconducibili alla tipologia della manutenzione straordinaria, del restauro e risanamento conservativo, della ristrutturazione edilizia. Non possono essere interessati abitazioni signorili, ville, palazzi di pregio (categorie catastali A/1, A/8, A/9) e quelli la cui superficie complessiva sia superiore a 160 metri quadrati. La misura del singolo contributo varia a seconda della tipologia di intervento e della durata della locazione:
a) sino ad un massimo 15.000 euro nel caso di immobili da destinare a prima casa per se o per parenti e/o affini entro il secondo grado;
b) sino ad un massimo di 25.000 qualora l'immobile sia destinato alla locazione per un periodo non inferiore a 8 anni;
c) sino ad un massimo di 35.000 qualora l'immobile sia destinato alla locazione per un periodo non inferiore a 16 anni.
Gli interessati potranno candidare anche più interventi di recupero con l’unica domanda che dovrà pervenire al Servizio Politiche Abitative della Regione Puglia entro e non oltre sessanta giorni dalla pubblicazione del Bando nel BURP.
Il Servizio Politiche Abitative della Regione individuerà gli interventi da finanziare sulla base di graduatorie redatte secondo i puntuali criteri definiti dal Bando, quali: localizzazione dell’intervento (punti utili per la graduatoria sono riconosciuti agli interventi che ricadono in comuni capoluoghi di provincia, comuni non capoluogo ad alta tensione abitativa, comuni non ad elevata tensione abitativa con popolazione superiore a 20.000 abitanti o ancora in ambiti territoriali di rigenerazione urbana, nei centri storici); condizioni d’uso dell’alloggio (premiati gli interventi che interessano alloggi non occupati); disponibilità di permesso di costruire o di altro titolo abilitativo; maggiore capacità dell’intervento di assicurare livelli di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica.
I lavori dovranno avere inizio, pena la decadenza dal finanziamento, entro un anno dalla pubblicazione del provvedimento di ammissione al finanziamento. Questo sarà erogato in una prima tranche pari al 40%, ad avvenuta esecuzione del 50% dei lavori, in una successiva del 20% all’ultimazione dei lavori e con il saldo ad esito della verifica da parte degli uffici regionali, tra l’altro, della sussistenza dei requisiti soggettivi in capo ai conduttori o ai beneficiari dell’abitazione.
«E' la prima volta – ha commentato l'assessore Angela Barbanente – che la Regione, per rispondere al bisogno di alloggi sociali, si rivolge direttamente ai piccoli proprietari di immobili per il recupero di alloggi , spesso non occupati ed in condizioni fatiscenti. Con la previsione di un contributo significativo la Regione li sollecita a recuperare gli immobili in proprietà per riportarli alla loro efficienza edilizia e funzionale e soprattutto alla loro naturale destinazione: ad essere cioè prima casa del proprietario stesso o di un suo stretto parente o abitazione concessa in affitto per almeno otto anni e a canone calmierato. Inoltre, con questa iniziativa – ha concluso l'assessore – contribuiamo in maniera concreta e decisa al rilancio del settore edilizio, particolarmente importante in questo momento di crisi, puntando però, a differenza di precedenti esperienze, sulla ristrutturazione e rigenerazione edilizia del patrimonio immobiliare esistente dei centri pugliesi».

12 dicembre 2009 - Fasano.it - Alfonso Spagnulo

URBANISTICA: SETTORE DA RILANCIARE

FASANO - L’urbanistica fasanese in tutte le sue sfaccettature alla luce, anche, delle nuove direttive nazionali e regionali per lo sviluppo del settore che comprendono il piano coste, il piano casa e la rigenerazione urbana. Si è parlato e discusso tanto, ieri (venerdì 11 dicembre 2009), nella sala di rappresentanza del Comune di Fasano di queste tematiche. E lo si è fatto grazie alla tavola rotonda “L?urbanistica fasanese: passato e futuro attraverso il presente”.
L’organizzazione è stata curata dai “Giovani del Pdl” che hanno voluto coinvolgere la cittadinanza.
“Da circa un mese era nostra intenzione parlare di questo argomento, di urbanistica appunto – sottolinea Domenico Martellotta, uno dei coordinatori (l’altro è Francesco Cisternino) dei “Giovani del Pdl” -. Con la nomina del neo assessore abbiamo deciso di proporre l'incontro sia a quest’ultimo che al dirigente del settore. Il risultato è stato che tale proposta è stata colta al balzo, in quanto vi è l'esigenza di parlare e discutere con i cittadini anche perché, per legge, vanno intrapresi percorsi partecipativi. Quindi gli amministratori, con il sindaco Lello Di Bari in testa, hanno fatto propria la proposta. Insomma noi giovani abbiamo solo lanciato l’input e badato all’organizzazione logistica”. Massiccia è stata la partecipazione di pubblico che annoverava numerosi tecnici del settore interessati dall’argomento.
Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali portati dal sindaco Di Bari (per diversi anni assessore al ramo) e del vicesindaco Antonio Scianaro. Poi la palla è passata ai tecnici, l’assessore comunale all’urbanistica Davide Maria Dioguardi e il Dirigente Divisione ambiente e territorio Antonello Carrieri. Il primo, dall’alto della sua esperienza, ha tracciato l’attuale situazione sul territorio di Fasano puntando il dito su un piano regolatore ormai vetusto che abbisogna certamente di essere rimodernato. Dioguardi ha anche spiegato la complessità territoriale fasanese a livello morfologico avendo mare, colline, campagne e, soprattutto, diverse frazioni. Di pari passo l’intervento dell’architetto Carrieri che, andando a ritroso nel tempo, ha parlato di come la situazione urbanistica locale si sia via via modificata nel corso degli anni sino ad arrivare a uno stallo comportato dagli eccessivi vincoli paesaggistici.
Il dibattito successivo alla prima serie di interventi ha segnato il clou dell’incontro. Soprattutto l’assessore Dioguardi si è trovato a dover rispondere a diversi interrogativi giunti dal pubblico. Una panoramica a 360 gradi sui problemi della città: la tutela degli alberi di ulivo, il centro storico, l’urbanistica partecipata, il piano costa e l’annosa questione di Ricciolandia. Insomma una discussione che ha messo in luce, occorre sottolineare, anche le tante pecche che hanno segnato il comparto urbanistico in questi ultimi anni. Pecche che Dioguardi, d’altronde, conosce bene per essere presente sul territorio da una decina di anni come consulente paesaggistico. L’assessore-tecnico ha le idee chiare e conosce bene la materia. Questo fa ben sperare per il futuro.
Anche il sindaco Di Bari è stato chiamato in causa da un giovane studente che chiedeva lumi circa il parco acquatico che doveva nascere allo Zoosafari e che pare, invece, destinato nella vicina Monopoli. “Ribadisco che al Comune di Fasano non è mai pervenuto alcun progetto di parco acquatico – ha tenuto a precisare il primo cittadino di Fasano -. Se arriverà saremo ben lieti di prenderlo in considerazione”.

9 dicembre 2009 - Il Sole 24 Ore - Valentina Melis

I piani regionali spingono i tagli dei consumi

Ampliamento degli edifici sì, ma con un occhio all'edilizia sostenibile. Le 16 leggi regionali emanate fino ad ora per dare attuazione all'intesa Stato-regioni sul piano casa del 31 marzo scorso (fissata nel provvedimento del 1° aprile) condizionano gli interventi sugli immobili a determinati risultati "verdi", che vanno dai minori consumi per riscaldamento o condizionamento, agli incentivi per fonti rinnovabili e recupero dell'acqua piovana.
In Lombardia, la legge regionale 13/2009 consente di ampliare fino al 20% il volume di edifici residenziali mono e bifamiliari purché ci sia una diminuzione certificata di oltre il 10% del fabbisogno annuo di energia per la climatizzazione invernale. Alla fine dell'intervento di ampliamento, il proprietario deve dotarsi dell'attestato di certificazione energetica dell'intero edificio. Il bonus volumetrico per demolire e ricostruire gli edifici passa dal 30% al 35% se l'intervento comporta una dotazione di alberi pari almeno al 25% della superficie del lotto interessato.
In Veneto (legge regionale 14/2009) le pensiline e le tettoie realizzate per installare impianti solari e fotovoltaici non concorrono a formare cubatura. La stessa soluzione è stata adottata in Abruzzo (legge regionale 16/2009): le pensiline e le tettoie realizzate o da realizzare per installare impianti fotovoltaici e altri impianti di produzione di energia a uso domestico derivante da fonti rinnovabili, non concorrono a formare superficie per l'applicazione delle norme sui limiti di ampliamento degli edifici. I progetti per i nuovi edifici e per la ristrutturazione di edifici esistenti, poi, devono prevedere l'introduzione, negli impianti idrico-sanitari, di dispositivi certificati come idonei ad assicurare una «significativa» riduzione del consumo d'acqua. Devono prevedere anche, se possibile, l'adozione di sistemi di captazione, filtro e accumulo delle «acque meteoriche» provenienti dalle coperture degli edifici.
Nel Lazio, la legge regionale 21/2009 - impugnata dal Governo nella parte in cui subordina l'esecuzione dei lavori alla redazione del fascicolo di fabbricato - prevede che gli ampliamenti degli edifici siano realizzati nel rispetto di quanto previsto dalle norme sulla sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia e, in particolare, dal Dlgs 192/2005.
Nelle Marche (legge regionale 22/2009, anche questa impugnata dal Governo per alcune disposizioni integrative al Codice degli appalti), è previsto che alla domanda del titolo abilitativo, alla dichiarazione di inizio attività o al progetto di opera pubblica, sia allegata una relazione redatta dal progettista o da un tecnico abilitato da cui risulti, tra l'altro, il miglioramento delle prestazioni energetiche che si prevede di conseguire. Se queste dichiarazioni non trovano riscontro nell'opera realizzata, è previsto il pagamento di una multa pari al doppio dell'incremento di valore che l'edificio ha guadagnato per l'incremento di superficie dovuto all'ampliamento.
In Toscana (legge regionale 24/2009), così come in Puglia (legge 14/2009) l'edificio interessato dall'ampliamento deve essere dotato di «finestre con vetrature con intercapedini di aria o di gas», cioè infissi a doppi vetri.
In Umbria (legge regionale 13/2009) gli edifici demoliti e ricostruiti devono conseguire una certificazione di sostenibilità ambientale che li porti a entrare nella classe B (buono), fra le categorie previste dal disciplinare tecnico attuativo dell'articolo 4 della legge regionale 17/2008, che classifica gli edifici in base a vari parametri, dal risparmio energetico, all'uso di fonti rinnovabili, all'uso di materiali eco-compatibili.
La Sardegna (legge regionale 4/2009) fa crescere il bonus regionale del 20% per l'ampliamento degli edifici fino a un massimo del 30% se si consegue una riduzione di almeno il 15% del fabbisogno di energia primaria o si dimostra il rispetto dei parametri previsti dal Dlgs 192/05

2 dicembre 2009 - Notizie Online

Edilizia: al via il Piano casa anche in Puglia

Il Piano casa è in vigore anche in Puglia. I Comuni hanno aderito entro la scadenza del 23 novembre.
Il provvedimento, varato dal Consiglio regionale nei mesi scorsi (legge 14/2009) e che i vari consigli comunali hanno ratificato, prevede in particolare che "a specifiche condizioni e con determinate modalità, possono essere ampliati, nel limite del 20 per cento della volumetria complessiva, e comunque per non oltre 200 m³, gli edifici residenziali di volumetria non superiore a 1.000 m³”" e che "negli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici destinati a residenza almeno in misura pari al 75 per cento della volumetria complessiva possa realizzarsi un incremento di volumetria sino al 35 per cento di quella esistente al momento di entrata in vigore della legge regionale”.
Il consiglio comunale di Altamura ha deliberato l'adesione al Piano casa già il 3 novembre scorso. Ha stabilito che l'altezza massima può essere anche elevata di 3 metri, ad eccezione che nelle zone A, in quelle vincolate e in quelle agricole. Il Comune di Altamura ha già messo a disposizione la modulistica sul suo sito.
Il consiglio comunale di Gravina ha approvato il provvedimento lo scorso 23 novembre. "L’economia ha bisogno di ripartire e i cittadini hanno tutti diritto di beneficiare di quanto previsto dalla Regione - ha afferma il sindaco Giovanni Divella-. L’obiettivo è quello di soddisfare le aspettative dei gravinesi. Il mio plauso va alla Commissione Urbanistica e all’Ufficio Tecnico che ha saputo cogliere al meglio lo spirito del Piano Casa".