Regione Veneto

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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27 dicembre 2009 - Il Giornale di Vicenza

Babbo Natale in bacheca regala attacchi alla Giunta

VILLAVERLA. Letterina sui lavori pubblici. La replica: «Scorrettezze»
Povero Babbo Natale. Non bastavano le richieste di tanti piccoli bambinetti viziati alla prese con videogiochi, telefonini e giocattoli ultrasofisticati; adesso ci sono pure i grandi che chiedono semafori, strade e piani edilizi. Succede a Villaverla, dove nei giorni scorsi è stata appesa alla bacheche comunali e distribuita nelle case una singolare letterina a Santa Klaus. C'è un po' di tutto dentro, ma soprattutto accuse agli amministratori, rei di aver fatto un passaggio pedonale nuovo, anzichè mettere un semaforo in quello vecchio, con spreco di denaro, di aver fatto un piano casa che impedisce di fatto di costruire, di non dare troppo sostegno alle associazioni, preferendo investire su migliorie stradali a beneficio dell'abitazione di un assessore.
«Mi sembra un modo di fare politica piuttosto scorretto sfruttare il Natale per lanciare accuse gratuite nascondendosi dietro l'anonimato -è la risposta del vicesindaco Enzo Colosso- che continua rispondendo passo-passo «l'attraversamento pedonale esistente, quello dove avremmo dovuto mettere un semaforo, era realizzato su un passo carraio che viene utilizzato dai mezzi che devono accedere alla piazza del Comune per il mercato. Per questo l'abbiamo eliminato. L'asfaltatura della strada antistante la ditta dell'assessore allo sport non è un favore ma un allargamento della carreggiata, di strada già asfaltata, per ricavare una pista ciclabile. Il piano casa, infine, è stato adottato con poche modifiche per evitare abusi e speculazioni edilizie».

21 dicembre 2009 - L'Arena - Paola Dalli Cani

Monteforte ha tirato il freno Aree degradate, Roncà dice sì

IL PIANO CASA IN VAL D'ALPONE. La legge regionale 14 è stata applicata con criteri diversi nei paesi, imponendo vincoli - A Montecchia per gli interventi nei centri storici il Comune si riserva la valutazione caso per caso San Giovanni Ilarione, via libera senza restrizioni
La Val d'Alpone vara il Piano casa: a Monteforte le norme si fanno più restrittive mentre il Comune meno limitante è San Giovanni Ilarione.
A Monteforte le possibilità, in termini di ampliamento e utilizzo delle nuove tecnologie energetiche offerte dalla legge regionale 14 non valgono sulle corti rurali di località Colombara e Colombaretta. Sono off limits gli edifici sottoposti a vincolo monumentale (come il Palazzo vescovile), mentre per la definizione dei centri storici i perimetri sono quelli individuati dal Piano regolatore. Se un edificio, poi, raggiunge la certificazione energetica in classe B o superiore c'è l'esonero totale dal pagamento del contributo di costruzione.
Se c'è il via libera agli interventi sulla prima casa sono limitati, ad esempio, gli interventi sugli edifici ricadenti nel piano attuativo La Madonnina, in quello in località Sorte («Pappa»), sull'allevamento di località Bosco, sulle attività produttive fuori zona, sugli edifici dei piani urbanistici attuativi Fontananuova, Fontananuova 2, Costalunga 2° e 4° comparto, Tamagni 3 e Ca' del Vento. L'altezza massima ammessa per gli ampliamenti è di 10 metri e valgono tutte le limitazioni che riguardano le distanze. Il regolamento attuativo del Piano casa insiste molto sulla inderogabilità dell'accertamento relativo alle opere di urbanizzazione primaria.
In Consiglio l'assessore Claudio Ramazzin ha difeso la scelta restrittiva della maggioranza del sindaco Carlo Tessari, e il gruppo Monteforte Doc (Antonio Carletto e Serafino Sordato) hanno raccomandato prudenza.
Roncà. Per l'esistente, residenziale o meno che sia, gli ampliamenti sono quelli previsti dalla legge regionale. L'applicazione della legge 14 viene estesa anche ai «nuclei insediativi in zone residenziali con degradato tessuto edilizio-urbanistico», «perché proprio la legge favorisce il recupero degli edifici o complessi edilizi che alterano l'armonia dei luoghi e che appaiono così più bisognosi di altri di riqualificazione», ha spiegato il sindaco Roberto Turri. Su questi casi, comunque, il Comune si riserva la valutazione caso per caso, prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività, la sussistenza delle caratteristiche di centro storico. Sono esclusi dalle opportunità offerte dalla legge regionale gli edifici che l'Atlante storico regionale classifica come storici. Il Consiglio comunale ha anche voluto la salvaguardia dei parametri di zona vigenti (dalle distanze dai confini ai fabbricati, dalle altezze alle strade). Agli ampliamenti, poi, deve accompagnarsi la verifica delle aree a standards, eventualmente monetizzabili. Gli ampliamenti sul residenziale, poi, non dovranno comportare aumento delle unità abitative. Tutto quello che non è prima casa, infine, è tenuto al versamento per intero dei contributi complessivi di costruzione.
Montecchia di Crosara. Riguardo i «limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi» nei centri storici è il Comune a riservarsi la valutazione caso per caso. Via libera anche «all'interno della fascia di rispetto stradale e idraulica purchè l'ampliamento non sopravanzi l'edificio esistente e previo parere dell'ente proprietario o gestore». Gli interventi su edifici o unità immobliliari destinati a prima casa del proprietario avente titolo pagano il contributo di costruzione nella misura ridotta del 40 per cento del contributo reale.
San Giovanni Ilarione. Il Consiglio comunale ha accolto praticamente in toto la normativa regionale garantendo il rispetto di distanze di confini e fabbricati. Fa eccezione la ristrutturazione edilizia con ampliamento.

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