Piano Casa Governo Berlusconi 2009
Guida al "Piano Casa" promosso dal Governo Berlusconi. Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.
19 Giugno 2009 - Asca
Anaepa, con Piano Casa 100.000 posti di lavoro
Se il Piano Casa del Governo partisse in tutte le regioni potrebbe creare 100 mila posti di lavoro, aumentando l'occupazione del 5,3%. Sono dati dell'Anaepa resi noti al congresso di Firenze. Tra il primo trimestre 2008 e il 2009 le imprese dell'edilizia sono aumentate dell'1,5%. Il primato va al Lazio(+3,7%), seguito da Liguria(+3,6%), Puglia(+3,1%,) Toscana(+2,5%). Quattro le regioni che mostrano una diminuzione delle imprese artigiane: Veneto (-0,2%), FVG(-0,4%) e Basilicata (-1,9%)
17 Giugno 2009 - AGI
Casa - Ancab-Cresme, compravendite in calo del 33,4%
La manovra di sostegno dell'edilizia - spiega lo studio Ancab-Cresme - "che si sta completando in forme diverse attraverso le leggi regionali mostra un eccezionale potenziale di impatto sulla filiera delle costruzioni e sul mercato immobiliare. Nel primo caso si tratta di una azione che agisce sulla filiera dei medio piccoli interventi, investendo le piccole imprese, le industrie produttrici di materiali, i distributori di materiali e i progettisti". La stima elaborata da CRESME a partire da una indagine realizzata sulle famiglie e' chiara: solo rimanendo nell'ambito dell'ampliamento dei fabbricati residenziali monobifamigliari esistenti -e quindi non prendendo in considerazione gli effetti che ci potranno essere in termini di demolizione ricostruzione e di interventi sull'edilizia non residenziale che alcune regioni stanno prevedendo- la stima del CRESME prevede che se solo il 12% degli aventi diritto utilizzasse la possibilita' di ampliamento sarebbero messi in moto 61 miliardi di euro di investimento, per 153 milioni di mc, e attivando 765.000 occupati diretti e 265.000 indiretti.
L'effetto e' un rilancio eccezionale per il 2010 e il 2011 e un altrettanto importante caduta nel 2012. Ma soprattutto l'intervento avrebbe un effetto importante sul mercato immobiliare e sulla domanda primaria. Se il 30% del 12% che ne avrebbe diritto utilizzasse la possibilita' di realizzare un miniappartamento di 50/70 mq, invece delle semplici 2 stanze, si immetterebbero sul mercato 346.000 abitazioni che messe in relazione con la frenata delle compravendite contribuirebbero al deperimento, pur parziale, del mercato immobiliare, rimandandone la ripresa. Da segnalare come il Piano Casa per l'edilizia sociale, che stanzia una prima tranche di 350 milioni di euro, introduca sul mercato un modello di intervento innovativo, "basato su strette parnership di interventi pubblici e interventi privati che possono dare il via ad una nuova stagione in termini di risposta ai fabbisogni abitativi, in particolare per la fascia di famiglie che sta affrontando con maggiore difficolta' la crisi"
16 Giugno 2009 - L'Unione Sarda - Lorenzo Piras
Buzzetti, nel Piano casa bene i premi di volumetria ma è necessario stringere i tempi
Le integrazioni al Piano casa del Governo piacciono ai costruttori edili. Secondo l`Ance (l`Associazione nazionale di settore), i premi in cubatura a chi risparmia energia e rispetta l`ambiente, l`aumento di volumetrie esteso agli alberghi inseriti nella proposta di legge messa a punto dal parlamentare sardo Mauro Pili, da Paolo Vella e sottoscritta da altri 84 parlamentari del Pdl, scateneranno una «rivoluzione economica nel Paese». Il maxicollegato al Piano casa prevede infatti un rilancio dell`economia italiana con investimenti per 128 miliardi di euro (7,8 in Sardegna) e 750 mila nuovi posti di lavoro (45 mila nell`Isola). Numeri che piacciono a Paolo Buzzetti, ingegnere, presidente nazionale dell`Ance: «Ma bisogna partire subito, possibilmente entro l`autunno», dice: « E` un`iniziativa estremamente positiva che punta a legare tutte le premialita` volumetriche previste dal Piano casa a un concreto miglioramento del risparmio energetico degli edifici e, nello stesso tempo, prevede misure fiscali che incentivano gli interventi di riqualificazione in chiave energetica».
Presidente Buzzetti, quindi approva i premi legati all`utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili?
«Approviamo il testo predisposto dall`onorevole Pili perche` ha il merito di cercare un unico comun denominatore delle leggi regionali per la ricezione del Piano casa, facendo salve le competenze primarie in tema di ambiente e fiscali dello Stato. Ritengo giusto battere il tasto della rivoluzione energetica: se si abbatte un edificio e` opportuno realizzare, in cambio del valore aggiunto in cubature, impianti a risparmio energetico come, del resto, ci impone l`Ue».
Ma, nei fatti, gli interventi previsti saranno davvero assimilabili a un nuovo piano Marshall?
«Lo spero. Ci auguriamo che l`Esecutivo e le autorita` regionali, ora impegnate a emanare le norme in materia, li facciano propri nel piu` breve tempo possibile».
E` un invito ad accelerare i tempi?
«La rapidita` non e` un fattore secondario. Stimiamo circa 7 milioni di case soggette all`incremento di 20 per cento di cubatura. In euro, fa investimenti per 38-40 miliardi se solo il dieci per cento dei proprietari volesse intervenire».
In Sardegna, pero`, i vincoli resteranno. Secondo lei potranno essere sciolti almeno in parte?
«La vedo difficile rispetto alla filosofia generale di intervento. La semplificazione normativa del Piano casa, semmai, potrebbe permettere di riqualificare ecomostri e abusi del passato. Penso alle vostre coste, ma anche alla situazione imbalsamata che si e` creata nel tempo a Napoli e in Calabria, dove viene impedita anche la riqualificazione dei capannoni industriali abbandonati».
E` verosimile prevedere, nelle localita` a vocazione turistica, un`estensione dei benefici agli alberghi?
«Credo che la Sardegna possa essere interessata quanto la Valle d`Aosta, che ha previsto questa possibilita` nelle sue norme di attuazione».
Quantifichi le perdite subite dai costruttori per via dei divieti.
«A livello nazionale, nel biennio 2008/2009, si stima un calo degli investimenti lordi dell`8,9 per cento rispetto al biennio precedente, pari a 14,3 miliardi in meno come valore assoluto. Dal punto di vista dell`occupazione si perderebbero 250 mila posti. Sempre che non vengano avviati subito lavori pubblici e altri provvedimenti tra cui il Piano casa».
E nella nostra Isola?
«Grosso modo i parametri sono quelli del Sud Italia. La perdita economica, in termini assoluti, sfiora il miliardo».
Puo` gia` quantificare i vantaggi per il comparto?
«Un miliardo di euro produce come moltiplicatore, considerando anche l`indotto, 18 mila addetti. Il fatturato dell`investimento e` un po` piu` difficile da prevedere. I benefici saranno comunque notevoli».
E per i cittadini?
«Il Piano casa riqualifica il Paese dal punto di vista edilizio con denaro privato e senza spese per lo Stato. E` il vantaggio piu` grande».
In Sardegna i centri storici sono bloccati. Altre limitazioni sono associate ai beni identitari. Questi lacci possono essere allentati?
«Speriamo di si`. Esistono citta` europee, penso a Londra, dove i centri storici vengono continuamente trasformati. Da noi ci sono elementi di assoluto valore da preservare, ma anche edifici senza alcun pregio da riconvertire. Un Paese moderno deve semplificare le norme e controllarne il rispetto».
C`e` chi teme un`altra stagione di speculazioni...
«In passato ci sono state perche` nessuno ha controllato. E poi perche` le leggi sono molte e spesso poco chiare. La semplificazione normativa e` la strada giusta per prevenirle».
Da tempo chiedete un regolamento valido per tutta l`Italia sulla certificazione energetica degli edifici. Perche`?
«Abbiamo chiesto indicazioni univoche a livello nazionale perche` non e` pensabile che ogni Regione o, peggio, ogni Comune, adotti una propria classificazione. Due edifici, analoghi sotto il profilo delle prestazioni energetiche
non possono essere valutati in modo differente a seconda della loro collocazione geografica. Questo non solo rischia di creare una babele, ma anche di incidere in modo inutile e dannoso sui tempi e i costi di realizzazione».
Quindi?
«Bisogna muoversi su uno stesso binario, sulla base di regole il piu` possibile razionali e omogenee».
Quando e se il maxicollegato sara` accolto, come dovranno muoversi le Regioni?
«Il risparmio energetico non deve essere un optional di ogni singola Regione. Speriamo che vengano fissati dei principi tecnici cui tutte debbano attenersi sia sul versante energetico che su quello generale».
E i Comuni?
«Manterranno una grande liberta` anche rispetto alle norme regionali. E` giusto concedere loro questa opportunita`, nel rispetto di principi generali. Altrimenti si rischia un Medio Evo moderno, in cui ogni Comune fa di testa sua per ogni cosa».
L`Ance chiedeva al Governo misure che creassero sviluppo. Il Piano casa e` la risposta che attendevate?
«Se si vara il Piano casa, si parte in autunno anche con il programma delle opere pubbliche immediatamente cantierabili previste dal ministero delle Infrastrutture e con l`housing sociale, cioe` case in affitto agevolato per le categorie piu` deboli, potremmo dirci soddisfatti».
15 Giugno 2009 - Satelios News - Pietro Moroni
I sette punti cardine del piano casa
Il Pdl presenta il piano Marshall per la riqualificazione edilizia
Un piano Marshall per la riqualificazione dell’Italia. Il progetto di legge firmato da un centinaio di deputati del Pdl ha l’obiettivo di sviluppare e rilanciare l'idea del premier sul Piano Casa per incidere in modo decisivo sulla riqualificazione del patrimonio edilizio puntando sulla tutela ambientale con attenzione al risanamento antisismico e mettendo il freno a “regali volumetrici senza miglioramento energetico”.
La proposta di legge - che potrebbe diventare un maxi-emendamento al decreto casa sul tavolo del governo – il cui primo firmatario è Mauro Pili, riguarda oltre alle case mono e bifamiliari, anche interi quartieri da trasformare in costruzioni a “consumo zero”. La premialità volumetrica sarà del 20-30 e 35 per cento ma soltanto se a questa si accompagnerà una ristrutturazione energetica con la relativa classe (A, B, C). Secondo i deputati del Pdl firmatari del progetto (tra cui anche l’ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi e il vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera Giuliano Cazzola) il 95% delle abitazioni italiane sono in classe G e spendono in media 2.300 euro all'anno per 150 metri quadri, passando in classe A spenderebbero 200 euro. Inoltre, grazie a questo progetto, le emissioni di CO2, grazie a questoqueste passerebbero da 35 Kg/metro quadrato all'anno a 5,8 kg.
Sul fronte economico, se si verificasse l'opzione zero (quella peggiore, ovvero nemmeno una richiesta aggiuntiva di concessioni rispetto allo scorso anno) si avrebbe un investimento relativo a tutte le possibili iniziative adottabili, di 128 miliardi di euro in 24 mesi e oltre 750 mila nuovi occupati per due anni.
In parole semplici: case a consumo zero o minimo, quartieri riqualificati e nuovi insediamenti residenziali moderni con impatto ambientale limitatissimo e risparmio energetico garantito. Oppure, per dirla con le parole dell'ex Governatore della Sardegna Pili, la proposta punta a “riqualificare l'Italia, con case e quartieri di qualità, che risparmino energia, non inquinino e garantiscano una moderna ed elevata vivibilità”.
Per quanto riguarda i rapporti con le regioni, osserva Pili, “lo Stato ha la responsabilità di legiferare”, essenzialmente, per motivi ambientali, comunitari e fiscali, poi “si troverà di volta in volta l'intesa”. La proposta riguarderà anche il turismo con la riconversione energetica delle strutture alberghiere e il relativo incremento di volume. Saranno interessati l'abbattimento degli ecomostri e le demolizioni e ricostruzioni, e il nuovo. Con l'ipotesi minima prospettata, la proposta riguarderebbe oltre 746.000 edifici, 15.500 quelli destinati alla demolizione e ricostruzione, 59.000 i nuovi edifici.
I punti cardine della proposta di legge sono:
1. Incremento volumetrico del 20% per le mono e bifamiliari con l’adeguamento in classe energetica C dell’Immobile.
2. Demolizione e ricostruzione con incremento volumetrico parametrato alla classificazione energetica.
3. Incremento volumetrico per programmi complessi parametrato dalla classe energetica del comparto oggetto del programma
4. Incremento volumetrico per diritti edificatori esistenti parametrato alla classe energetica del nuovo insediamento.
5. Incremento volumetrico per strutture ricettive, che prevede ampliamento con premialità volumetrica parametrata in base alla classe energetica del nuovo edificato.
6. Incremento volumetrico di diritti edificatori relativi alla realizzazione di strutture ricettive parametrati rispetto alla classe energetica.
7. Demolizione “ecomostri” e rassegnazione volumetria incrementata in nuova zona compatibile.
Ambiente e risparmio energetico al primo posto, quindi. Secondo una indagine condotta su scala europea e riportata all’attenzione nel corso della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge a Montecitorio, l'Italia si colloca al primo posto per i consumi energetici dovuti al riscaldamento invernale degli edifici e per le conseguenti emissioni inquinanti di anidride carbonica mentre è paradossalmente al penultimo posto per l'utilizzo di materiali isolanti in edilizia. Da qui l’esigenza di un piano organico e la proposta di legge che definisce nel dettaglio gli strumenti che lo Stato mette a disposizione delle regioni per perseguire gli obiettivi strategici di cui la legge si fa carico.
Il comparto edilizio rappresenta uno dei settori dell’economia ad impatto più elevato in termini di consumi energetici ed emissioni di gas ad effetto serra e, allo stesso tempo, costituisce il vero volano dell’economia italiana. Il piano casa è necessario per far quadrare i conti in tempi di crisi, perché gli interventi con premio di cubatura sugli immobili residenziali faranno ripartire l’attività di molte piccole e medie imprese in affanno a causa della fase critica. Ecco allora che coniugare un’esigenza di carattere economico con la sfida ambientale (come la proposta di Pili intende fare) è una delle mosse più lungimiranti che questo Governo possa compiere.
8 Giugno 2009 - Edilportale.com - Paola Mammarella
Piano Casa, attesa riapertura dialogo Governo-Regioni
Potrebbe essere riaperto questa settimana il dialogo sul Piano Casa. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato nuovi incontri preparatori con il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, che potrebbero sfociare in un confronto con gli enti locali.
Sono molte le Regioni che, in virtù della competenza legislativa esclusiva in materia di edilizia e urbanistica, stanno discutendo progetti di leggi regionali. Dopo la Toscana, prima regione ad aver già approvato una norma ad-hoc, il confronto prosegue a macchia di leopardo.
In Friuli Venezia Giulia il Pdl ha lanciato una proposta ambiziosa, con ampliamenti volumetrici di 200 metri cubi nei centri storici, pari a circa 60 metri quadri, e aumenti fino al 35% nelle periferie. Più contenuto l’accordo di maggioranza spiegato dall’Assessore all’Urbanistica Seganti, che nel nuovo codice dell’edilizia prevede ampliamenti non superiori al 20%. Il provvedimento sarà in Giunta Regionale da questa settimana, corredato da studi di impatto per la valutazione degli effetti derivanti dall’aumento delle cubature. Il Piano Casa regionale prevede anche la costruzione di nuove case popolari e la vendita degli alloggi Ater. Avanzata inoltre la proposta di vendere le case popolari a tutti i cittadini e non solo agli assegnatari.
Stretta a tutela dell’ambiente in Puglia, dove il via libera agli aumenti sarà concesso solo a fronte di un alleggerimento del carico ambientale degli edifici. I criteri da rispettare per procedere agli interventi sono infatti qualità del sito, consumo di risorse, carichi ambientali, qualità degli interni e dei servizi. La bozza, sottoposta dall’Assessore all’Urbanistica Barbanente a un partenariato socioeconomico formato da associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e ordini professionali, prevede ampliamenti volumetrici in linea con le percentuali dell’accordo Stato-Regioni, da effettuare solo su opere con titolo edilizio, escludendo quelle abusive. Gli interventi non potranno essere realizzati nei centri storici e nelle aree sotto tutela. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge i Comuni potranno limitarne l’applicazione, escludendo altre parti del territorio. Sulla stessa falsariga della Sardegna, si discute la possibilità di concedere premi di cubatura a quanti demoliscono gli immobili situati nelle lame o in altre zone protette per edificare altrove. Posizioni divergenti sono finora state registrate in merito ad altezze massime e procedure di accatastamento. Il partenariato socioeconomico ha proposto l'accorpamento delle leggi 21/2008 per la rigenerazione urbana e 13/2008 per l'abitare sostenibile.
Accese le critiche di Fai, Fondo ambientale italiano, e Wwf, che hanno criticato vari ddl, tra cui quello della Lombardia, recentemente approvato dalla Giunta Regionale, tacciando i provvedimenti di pericolosità per la tutela del paesaggio e dei beni architettonici.
Secondo gli ambientalisti il Piano Casa del Governo, seguito dalla corsa alle leggi regionali, sarebbe inutile per l’approvazione di norme urbanistiche con incentivi agli interventi sul costruito. In Toscana le Leggi Regionali 1/2005 e 5/1995 prevedevano già la ristrutturazione dell’esistente e interventi nelle aree urbanizzate prima di procedere a nuove occupazioni. Considerazioni simili per le misure contenute nei regolamenti urbanistici dei Comuni.
3 Giugno 2009 - Asca
Piano casa - Berlusconi, entro la settimana spero accordo con Regioni
Entro la settimana il ministro per le Regioni Raffaele Fitto dovrebbe avere un incontro risolutivo con le regioni e dare il via al piano casa. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi a Porta a Porta.
''Noi - ha detto il premier - siamo impegnati a verificare il testo con le regioni. Ci sono state gia' diverse sessioni di lavoro. Solo su un punto pero' non c'e' accordo. Spero che il nostro ministro Fitto abbia un ulteriore incontro in settimana e che vi sia la possibilita' di mantenere l'accordo con le regioni e dare il via al piano casa''.
Sul piano - ha sottolineato Berlusconi - ''non c'e' ritardo causato dal governo ma solo da alcune regioni''.
1 Giugno 2009 - La Repubblica.it - Luisa Grison e Paola Coppola
Piano casa, Regioni in campo sì agli ampliamenti del 20%
Comincia a prendere forma l'intervento sull'edilizia abitativa
.
In attesa di un decreto legge del governo con le semplificazioni per l'edilizia abitativa e le norme anti-sisma, che non riesce a trovare un punto di incontro con le richieste dei governatori, il "piano casa bis" comincia a prendere forma per iniziativa delle Regioni stesse. In base all'accordo dello scorso aprile, queste si impegnano a approvare dei provvedimenti per permettere ampliamenti delle cubature fino al 20% o fino al 35% nel caso di demolizione e ricostruzione delle abitazioni mono e bifamiliari entro 90 giorni.
C'è chi sta fissando paletti rigidi per tutelare centri storici e paesaggio e chi sta allargando la possibilità degli interventi. La prima a dotarsi di una legge regionale è stata la Toscana. L'ultima iniziativa è della giunta campana. Il testo del Veneto tornerà in consiglio regionale dopo le elezioni. Quasi pronte Sicilia, Umbria, Piemonte, Lombardia. E ieri da Bari Berlusconi ha detto: "Il decreto vedrà la luce entro il 15 giugno". Ha aggiunto che "nelle regioni governate dal centrodestra, la legge è pronta". E ha ricordato gli effetti previsti sull'economia: "dai 30 ai 100 miliardi di euro, che ora riposano in banca, verranno immessi sul mercato edilizio". Ha parlato anche della crisi: "Tutti concordano che ci sono segnali di una crisi minore, si vede qualche segnale di ripresa".
1 Giugno 2009 - Il Messaggero.it
Piano Casa, premier: nelle regioni del centro destra legge pronta. Errani: approvato solo da Toscana, di centro.sinistra
Ancora aperto il dibattito sul piano casa. «Nelle regioni governate dal centrodestra la legge sul piano casa è pronta. Spero che anche le regioni della sinistra possano produrre le loro leggi» spiega Berlusconi. Replica il presidente della conferenza delle Regioni:«tutte le regioni stanno preparando le leggi. Ma l'unica che l'ha approvata è quella Toscana, ad amministrazione di centrosinistra. Invece tutti stiamo aspettando il decreto del governo».
L'annuncio del premier. «Vi dò un annuncio: nelle regioni governate dal centrodestra, la legge sul piano casa è pronta. I proprietari che hanno case mono e bifamiliari senza pratiche burocratiche potranno incrementarle del 20% e del 35% della cubatura, se applicano nuove tecnologie.Da un sondaggio fatto, dai 30 ai 100 miliardi di euro, che ora riposano in banca, verranno così presi e immessi sul mercato edilizio, tante sono le richieste. Spero che anche le regioni della sinistra - ha aggiunto Berlusconi - possano produrre entro luglio le loro leggi per andare incontro alle esigenze delle famiglie italiane».
La replica di Errani. «Vedo che Berlusconi continua a fare propaganda - ha replicato Errani - tutte le regioni stanno predisponendo le leggi sul piano casa, e l'unica che l'ha approvata è quella Toscana, ad amministrazione di centrosinistra. Il problema invece è che da 5 settimane stiamo aspettando dal Governo il decreto di semplificazione, che preveda l'adeguamento alle norme antisismiche. Da parte nostra abbiamo chiesto che si preveda la detrazione d'imposta del 55 per cento delle spese documentate, anche in funziona anticiclica. Ed è questo decreto del Governo che le Regioni aspettano da 5 settimane».