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29 giugno 2009 - notizie-online.it - Onofrio Bruno
Piano Casa in Basilicata, a Matera si potranno ampliare le superfici
In Basilicata le case mono e bifamiliari, autonome, si potranno ampliare del 20 per cento mentre i vecchi immobili si potranno demolire e ricostruire, aumentati del 30 per cento di superficie, se prevedono adeguati interventi di risparmio energetico.
Sono i principali contenuti del Piano casa della Regione che e' stato approvato dalla giunta e che e' stato inviato all'esame del Consiglio per l'approvazione definitiva.
La legge risponde a due principii fondamentali: il rilancio dell'economia con il sostegno all'edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente favorendo il risparmio energetico e l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Una volta approvata, la legge deroga agli strumenti urbanistici vigenti per una durata di due anni e snellisce le procedure perche' puo' essere azionata semplicemente con una dichiarazione di inizio attivita' (Dia), sottoscritta da un tecnico abilitato. La legge regionale fissa anche i 'paletti' per evitare che si traduca in una totale 'deregulation' e stabilisce infatti che in aree protette o nei centri storici non si potra' effettuare alcun intervento. Iniziano a pervenire le prime osservazioni: l'Ordine degli architetti di Matera teme che la breve durata della legge possa tradursi in uno sviluppo disordinato delle citta' e invece predilige una pianificazione di piu' ampio respiro, almeno di dieci anni.
INTERVENTI SU EDIFICI ESISTENTI
Nei suoi contenuti il Piano Casa della Basilicata riprende le principali indicazioni del Piano Casa che vuole il governo Berlusconi. Com'e' noto nella Conferenze Stato-Regioni queste ultime hanno rivendicato le competenze che rivengono dal titolo V della Costituzione. La discussione si e' trasferita cosi' sui singoli piani regionali. La proposta di legge della Regione Basilicata si sviluppa su 10 articoli. Stabilisce in particolare che gli edifici residenziali esistenti, legittimamente realizzati e condonati, nonche' gli edifici residenziali in fase di realizzazione, a tipologia monofamiliare isolata di superficie complessiva fino a 200 metri quadrati e a tipologia bifamiliare isolata di superficie complessiva fino a 400 mq, possono essere ampliati entro il limite massimo del 20 per cento. Per quelli bifamiliari l'ampliamento non puo' superare i 40 mq per ciascuna unita' immobiliare. L'intervento e' legato al ''miglioramento della prestazione energetica attuale'' che non potra' essere inferiore al 20 per cento del fabbisogno dell'intero edificio. Gli ampliamenti ''devono essere realizzati in contiguita' con l'edificio esistente e devono rispettare i limiti di distanze indicati dagli strumenti urbanistici vigenti''. Dopo gli ampliamenti ''gli edifici residenziali esistenti possono essere suddivisi in ulteriori e nuove unita' immobiliari di superficie complessiva non inferiore a mq 45''. Queste nuove unita' immobiliari ''non possono mutare la destinazione residenziale per un periodo di 10 anni''. Gli interventi non sono possibili se gli edifici sono ubicati ''all'interno dei centri storici o tessuti di antica formazione'' (le cosiddette 'zone A') oppure se sono ubicati ''all'interno dei tessuti consolidati, perimetrati negli strumenti urbanistici vigenti, riconducibili alle zone territoriali omogenee 'B' sature e definiti di valore storico, culturale o architettonico dagli strumenti urbanistici comunali vigenti''.
RIQUALIFICAZIONE DELLA VECCHIA EDILIZIA
L'altra linea di intervento riguarda la riqualificazione della vecchia edilizia, si tratta del patrimonio realizzato dopo il 1942, che ha una bassa protezione sismica ed un inefficiente bilancio energetico. La norma approvata dalla giunta stabilisce che ''sono consentiti interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali con aumento della superficie complessiva esistente entro il limite massimo del 30 per cento''. Il miglioramento dello standard energetico non deve essere inferiore al 30 per cento del fabbisogno di energia. La superficie puo' inoltre essere ampliata fino al 40 per cento se si utilizzano le tecniche costruttive dalla bioedilizia, se si ricorre all'utilizzo di impianti fotovoltaici e se la dotazione di verde privato esistente sul lotto di pertinenza viene incrementata fino al 60 per cento. E' stabilito che ''gli interventi di demolizione e ricostruzione con incremento della superficie complessiva devono rispettare i limiti di distanze previsti dagli strumenti urbanistici vigenti, possono invece prevedere il superamento di 3,00 metri dell'altezza massima consentita dagli strumenti urbanistici vigenti''. Anche per il vecchio patrimonio vale il divieto nelle zone A e B. I Comuni possono ''perimetrare ulteriori ambiti e tessuti in cui non e' consentito realizzare gli interventi sulla base di specifiche valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico''. Inoltre in generale gli interventi non si possono realizzare su edifici residenziali ubicati in aree a vincolo di inedificabilita' assoluta previste negli strumenti di pianificazione paesaggistica ed urbanistica vigenti, se sono definiti beni culturali, se sono ubicati in aree dichiarate di notevole interesse pubblico, se sono ricadenti in aree protette oppure in ambiti a rischio idrogeologico ed idraulico come riportati nei Piani Stralcio redatti delle Autorita' di Bacino competenti sul territorio regionale.
PROCEDURE PIU' SNELLE
Per azionare la legge basta una Dia. Il professionista abilitato deve anche documentare carte alla mano il miglioramento della prestazione energetica dell'edificio con un progetto redatto con riferimento sia allo stato di fatto che allo stato post-intervento. Il miglioramento del bilancio energetico e' infatti la 'conditio sine qua non', la condizione fondamentale, a cui e' vincolato l'accesso al diritto all'ampliamento. La legge introduce l'obbligo di istituire un fascicolo del fabbricato, da redigere secondo uno schema tipo che sara' definito con apposito regolamento da emanare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge. I Comuni saranno tenuti, attraverso le strutture tecniche dei propri uffici, a disporre verifiche a campione sugli interventi di miglioramento della prestazione energetica che determinano gli incrementi di superficie. La legge ha una validita' temporale di 24 mesi. Sull'articolato provvedimento iniziano ad esprimersi le componenti sociali. L'Ordine degli architetti di Matera mette in guardia ''per il carattere eccezionale e straordinario delle procedure'' nel timore che ''un processo di crescita edilizia intensa e mal regolata puo' determinare effetti pericolosi e perversi al di la' delle buone intenzioni''. L'Ordine osserva che il mercato degli ultimi dieci anni ha registrato una produzione edilizia cospicua eppure ''i problemi della casa non sono stati del tutto risolti, anzi alcune anomalie sembrano ora piu' gravi e palesi: ad una produzione di edilizia pubblica e sociale irrisoria rispetto ai bisogni vi e' una produzione in eccesso rispetto ad una domanda solvibile insufficiente determinando sacche crescenti di alloggi invenduti ed energeticamente poco virtuosi''. Per gli architetti non va persa di vista la ''qualita''' rispetto ad interventi straordinari che sembrano prediligere la ''quantita'''. Quanto allo snellimento delle procedure l'Ordine richiama i professionisti ad ''un'assunzione di responsabilita' nell'agire nell'interesse generale''.
24 giugno 2009 - Lucanianews24.it
Il contributo degli architetti materani al Piano Casa regionale
L’invito all’Ordine degli Architetti di Matera da parte del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, a presentare osservazioni alla legge regionale sul Piano Casa, approvata ieri, trova nell’Ordine degli Architetti materani un interlocutore attento e sensibile alle tematiche della qualità e sostenibilità delle trasformazioni ambientali e dell’architettura e che condivide appieno le finalità “del miglioramento della qualità abitativa, dell’aumento della sicurezza del patrimonio edilizio esistente, del favorire il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili nel settore edilizio” che la legge si propone di attuare.
“Tuttavia -afferma il presidente dell’Ordine, Eustachio Vincenzo Olivieri- esprimiamo preoccupazione per il carattere eccezionale e straordinario delle procedure per gli interventi previsti avvertendo che un processo di crescita edilizia intensa e mal regolata può determinare effetti pericolosi e perversi al di là delle buone intenzioni. D’altronde, osservando il mercato edilizio degli ultimi dieci anni, veniamo da anni di produzione edilizia cospicua, eppure, i problemi della casa non sono stati del tutto risolti, anzi alcune anomalie sembrano ora più gravi e palesi: ad una produzione di edilizia pubblica e sociale irrisoria rispetto ai bisogni vi è una produzione in eccesso rispetto ad una domanda solvibile insufficiente determinando sacche crescenti di alloggi invenduti ed energeticamente poco virtuosi”.
Altre preoccupazioni riguardano la possibilità di applicazione che questa nuova legge avrebbe per quei Comuni sprovvisti di strumenti urbanistici adeguati e coerenti con la legislazione urbanistica regionale come è il caso di Matera dove il ritardo della dotazione del Regolamento Urbanistico e del Piano Strutturale, benché in itinere, renderebbero i nuovi ampliamenti incontrollati ed imprevedibili.
“Crediamo -conclude Olivieri- che il rilancio dell’economia non passi attraverso una mera “deregulation” o con interventi straordinari quanto, invece, attraverso la buona pianificazione di interventi edilizi e la riqualificazione tecnologica del settore senza mai perdere di vista la qualità. Perché non dovremmo preoccuparci, allora, di ‘come’ non solo ‘di quanto’ saranno ricostruiti ed ampliati gli edifici dei nostri Comuni?”.
Se, come sembra imminente, il ruolo dello Stato si esplicherà anche con il varo di un prossimo strumento normativo ad esso dovrà certamente affiancarsi l’istituzione del “fascicolo del fabbricato”, che documenta lo stato di conservazione del patrimonio edilizio esistente, delle sue strutture e degli impianti.
Infine, l’Ordine degli Architetti di Matera condivide la necessità di una semplificazione delle procedure che non rinunci a dettare regole chiare, trasparenti e che non dia spazio a dubbi interpretativi. Il tema della semplificazione delle procedure e dei tempi delle pratiche edilizie implica, infatti, l’assunzione di responsabilità del professionista e del suo agire nell’interesse generale.
Auspichiamo che con quest’ultimo provvedimento, affiancato a nuove Leggi Regionali più volte invocate dagli Ordini degli Architetti come la legge sulla promozione dell’Architettura e sulla classazione energetica degli edifici, non si incrementino solo le “volumetrie” ma che si dia luogo a incentivazioni per favorire, anche nella nostra Regione, un possibile “incremento di Architettura”.
24 giugno 2009 - Asca
Piano Casa - La Giunta regionale approva il DdL
La Giunta regionale della Basilicata, su proposta dell'Assessore all'Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilita', Vincenzo Santochirico, ha approvato il disegno di legge ''Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell'economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente''.
Nei giorni scorsi il disegno di legge era stato presentato ad ordini professionali, sindacati e associazioni di categoria e di volontariato, affinche' facessero pervenire eventuali osservazioni.
La proposta di legge della Giunta consente di aumentare la cubatura delle abitazioni nei casi in cui gli interventi di ristrutturazione o di demolizione e ricostruzione di edifici perseguano gli obiettivi del miglioramento della qualita' abitativa, della messa in sicurezza e del risparmio energetico.
In particolare, gli edifici residenziali esistenti, legittimamente realizzati e condonati, nonche' gli edifici residenziali in fase di realizzazione, a tipologia monofamiliare isolata di superficie complessiva fino a 200 metri quadrati e a tipologia bifamiliare isolata di superficie complessiva fino a 400 metri quadrati, possono essere ampliati entro il limite massimo del 25 per cento. La riduzione del consumo energetico non potra' essere inferiore al 20 per cento del fabbisogno di energia dell'intero edificio.
Per quanto concerne, invece, gli interventi di rinnovamento del patrimonio edilizio esistente realizzato dopo il 1942, sono consentiti interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con aumento della superficie complessiva esistente fino al 40 per cento se si utilizzino anche tecniche di bioedilizia, pannelli fotovoltaici, e la dotazione di verde venga incrementata fino al 60 per cento.
In questi casi, la riduzione del consumo energetico non potra' essere inferiore al 30 per cento del fabbisogno di energia dell'intero edificio.
I Comuni potranno ampliare o restringere l'ambito applicativo (zone urbane, patrimonio abitativo ante o post 1942, ecc...).
Gli interventi devono essere attuati nel pieno rispetto della vigente disciplina in materia di rapporto di lavoro, anche per gli aspetti previdenziali e assistenziali e di sicurezza nei cantieri.
24 giugno 2009 - Asca
Piano Casa - La Giunta regioanle approva il DdL - 2
''Le norme contenute nel disegno di legge - spiega l'assessore Santochirico - sono in armonia con l'Intesa siglata il primo aprile scorso da Governo e Regioni e sono il risultato della concertazione avvenuta con le associazioni di categoria, le associazioni ambientaliste, i sindacati e gli ordini professionali. La premialita' volumetrica sara', in ogni caso, subordinata alla riduzione dei consumi di energia e al rispetto delle norme antisismiche. Inoltre, gli interventi non potranno essere realizzati nei centri storici e nelle aree sotto tutela.
Riteniamo - conclude Santochirico - che in questo modo sia possibile incidere sulla riqualificazione del patrimonio edilizio, con edifici, quartieri ed insediamenti residenziali che abbiano un impatto limitato e garantiscano un'elevata qualita' della vita''.
La durata del Piano e' di 24 mesi dall'entrata in vigore della legge.
Il disegno di legge dovra' essere sottoposto all'esame del Consiglio regionale pera la definitiva approvazione.
17 giugno 2009 - LaGazzettadelMezzogiorno.it - Antonella Inciso
Piano Casa - Ecco come e dove si potrà ricostruire
Quattro pagine riempite in maniera fitta. E’ racchiusa in quattro fogli e nove articoli la bozza di disegno di legge regionale per rilanciare l’economia e riqualificare il patrimonio edilizio esistente. Un programma dettagliato che ha la finalità di « promuovere misure per il sostegno al settore edilizio attraverso interventi straordinari finalizzati a migliorare la qualità abitativa, ad aumentare la sicurezza e l’utilizzo di fonti rinnovabili». In particolare, gli interventi edilizi saranno possibili «in deroga agli strumenti urbanistici comunali attualmente esistenti e all’ar ticolo 44 della legge regionale 23 del 1999» e riguarderanno gli edifici residenziali esistenti legittimamente realizzati o condonati, quelli monofamiliari isolati fino a 200 metri quadrati e a tipologia bifamiliare fino a 400 metri quadrati. Per tali edifici sarà possibile un ampliamento massimo del 20 per cento. Nel caso, invece, negli edifici ci siano più appartamenti l’ampliamento non potrà essere superiore di 40 metri quadrati di superficie per ciascuna unità immobiliare. Tutto questo, però, sarà possibile a patto che vi sia il rispetto delle norme vigenti per le costruzioni in zone sismiche e il miglioramento della prestazione energetica attuale dell’edificio. Miglioramento che prevede una riduzione non inferiore al 20 per cento del fabbisogno di energia dell’intero edificio o dell’intera unità immobiliare oggetto di ampliamento.
Una volta ampliati gli edifici poi possono essere suddivisi in nuove unità immobiliari non inferiori a 45 metri quadrati e le nuove unità immobiliari non potranno mutare destinazione residenziale per almeno 10 anni. Nella normativa, inoltre, sono previsti anche interventi per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente realizzato dopo il 1942 senza norme antisismiche o con livelli di prestazione energetica inadeguati. Tutto questo favorirà interventi straordinari e demolizione e ricostruzione di edifici residenziali, con un aumento della superficie complessiva esistente del 30 per cento. Verrà ritenuto, poi, miglioramento della prestazione energetica standard dell’edificio ricostruito quando ci sarà una riduzione non inferiore al 30 per cento del fabbisogno standard di energia. Il limite del 30 per cento, comunque, potrà essere incrementato sino al 40 per cento se si utilizza la bioedilizia, se si ricorre ad impianti fotovoltaici e se la dotazione di verde privato esistente viene incrementata sino al 60 per cento. Per tutti gli interventi tra l’altro sarà necessaria solo la Dia ossia la Dichiarazione di inizio attività. Ma se questi sono i criteri che permetteranno di intervenire allo stesso modo sono stati stabiliti anche dei «paletti » che non consentiranno l’accesso ai bonus. Ad essere esclusi dagli interventi, infatti, saranno gli edifici residenziali «realizzati in assenza di titolo abilitativo, quelli ubicati nei centri storici, quelli definiti di valore storico, culturale o architettonico». Poi, le case realizzare «in aree a vincolo di inedificabilità assoluta prevista negli strumenti di pianificazione paesaggistica ed urbanistica, le abitazioni definite beni culturali, quelli ubicati in aree dichiarate di notevole interesse pubblico». Divieti anche per gli immobili delle aree «destinate a parco, di elevato interesse naturalistico e paesaggistico e nelle aree a riserve naturali nazionali e riserve integrali regionali» oltre a quelli ubicati «in ambiti idrogeologico ed idraulico». Insomma, indicazioni chiare e precise che dovranno essere seguite attentamente dai cittadini, anche perchè gli uffici tecnici dei Comuni interessati dovranno disporre controlli a campione sugli interventi di miglioramento della prestazione energetica. Limiti precisi, infine, sono stati previsti anche per gli incentivi che saranno dati ai cittadini. Trattandosi di una misura straordinaria essa non potrà essere cumulabile con bonus urbanistici previsti da altre leggi e regolamenti comunali. Tutto deciso, quindi, tutto stabilito attraverso indicazioni precise.
Ma i tempi? Quanto durerà la legge e quando sarà possibile applicarla? Deciso anche questo. «La disciplina avrà una validità temporale di 18 mesi dall’entrata in vigore della legge» viene evidenziato, mentre la legge è dichiarata urgente ed entrerà in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione, divenendo immediatamente applicabile. In modo da far partire subito cantieri e lavori.
17 giugno 2009 - LaGazzettadelMezzogiorno.it - Antonella Inciso
Basilicata: piano casa si potà ampliare rispettando il verde
Innovazione e qualità: per favorire l’economia e l’occupazione, per contrastare la crisi, per rilanciare il comparto edile. Sono le direttrici del piano casa che la Regione ha realizzato come misura per affrontare la crisi economica. Un piano racchiuso in nove articoli che punta a rilanciare il comparto edile lucano e di conseguenza l’intera economia lucana. Un piano atteso da tempo e presentato ufficialmente ieri, dopo un lavoro certosino portato avanti nei mesi scorsi. La bozza di Disegno di legge regionale in materia di «Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell’economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente» , infatti, è stato presentato nel corso di un incontro a cui ha partecipato il governatore lucano, Vito De Filippo, e l’assessore regionale all’Ambiente, con delega all’Urbanistica, Vincenzo Santochirico.
Un incontro aperto alle parti sociali in cui è stato fatto il punto sul Ddl e sugli obiettivi che si vogliono raggiungere. Obiettivi importanti finalizzati a due aspetti in particolare: dare nuova linfa al settore edile e favorire la riqualificazione del patrimonio edile esistente. Il testo legislativo, infatti, prevede interventi su edifici residenziali «legittimamente realizzati o condonati, per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio». Il tutto con l’intento di migliorare la qualità abitativa, di aumentare la sicurezza del patrimonio edilizio esistente e di favorire il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.
«La proposta di legge regionale – spiega il presidente De Filippo – è ispirata agli obiettivi contenuti nell’intesa siglata il primo aprile scorso da Governo e Regioni. Le linee guida dell’intesa sono il risultato di un confronto duro con il Governo, sia in relazione ai contenuti dell’accordo sia per quanto riguarda le competenze legislative: le Regioni hanno dovuto difendere, con forza, le loro prerogative. Esso nasce come strumento anticiclico. Con il Piano operativo Val d’Agri abbiamo avuto dati interessanti che riguardavano le piccole e medie imprese, per questo ora siamo consapevoli che questo strumento possa dare un apporto importante». «Presentiamo un’idea che è adeguata con la procedura amministrativa e in linea con le richieste» conclude il governatore lucano. E che si tratti di un programma importante e interessante, che consentirà ampliamenti rispettando l’ambiente viene confermato anche dall’assessore Santochirico.
«Si tratta di un Piano straordinario – precisa l’assessore Santochirico – che intende incidere sulla riqualificazione del patrimonio edilizio, con edifici, quartieri ed insediamenti residenziali che abbiano un impatto limitato e garantiscano un’elevata qualità della vita. Il via libera agli aumenti, infatti, sarà concesso solo a fronte di un alleggerimento del carico ambientale degli edifici che abbiano un titolo edilizio, escludendo, quindi, le opere abusive. Gli interventi non potranno essere realizzati nei centri storici e nelle aree sotto tutela. Con questo Piano – aggiunge Santochirico – riteniamo che sia possibile coniugare un’esigenza di carattere economico con la sfida ambientale; il comparto dell’edilizia rappresenta, infatti, uno dei settori economici a maggiore impatto in termini di emissioni di gas serra e allo stesso tempo costituisce un indiscutibile volano per l’occupazione e per l’economia». La parola sul programma definitivo, però, ora passa alle associazioni di categoria, ai gruppi ambientalisti, ed ai sindacati che entro venerdì potranno presentare le loro osservazioni per consentire l’approvazione in giunta del disegno di legge martedì prossimo. Poi, una volta approvato dal Consiglio regionale prima della pausa estiva potrà diventare operativo.
3 giugno 2009 - Edilia2000.it - Arch. Lorenzo Margiotta
Il Piano Casa visto dalle Regioni
BASILICATA
La Regione è in attesa della presentazione del decreto legge del Governo sul Piano casa.
2 giugno 2009 - Lucanianews24.it
Piano Casa - Feneal-UIL: in Basilicata adottare nuovi provvedimenti
“La Basilicata (insieme a Calabria, Molise e Sardegna) sembra essere la Regione più in ritardo riguardo alla presentazione e all’approvazione delle nuove norme sull’edilizia, non avendo adottato un provvedimento specifico perché in attesa del varo del decreto legge di semplificazione edilizia”. Lo sottolinea la segreteria della Feneal-Uil evidenziando che “la manovra di sostegno al settore che il Governo sta per varare, dopo il confronto e l’accordo con le regioni circa la possibilità di ampliamento del patrimonio immobiliare delle case, ha una portata tale da agire sulla crisi e pertanto è una occasione da non sprecare. Il valore del mercato attivabile è stato misurato dal CRESME in 60 miliardi di euro, stima che prevede che il 10% degli aventi diritto intraprenda l’attività di ampliamento.
Gli effetti della manovra si faranno sentire dal 2010. Per questo - a parere della Feneal-Uil - occorre che gli ammortizzatori sociali del settore siano in grado i mantenere in vita i rapporti di lavoro, impedendo i licenziamenti e garantendo innanzitutto il superamento di quest’anno. E’ una richiesta specifica e chiara che avanziamo al Governo e su cui chiediamo il sostegno a tutte le forze politiche. Poi, se vi sarà come auspicabile la ripresa economica, sarà possibile mantenere il mercato su livelli di stabilità occupazionale e si potrà sgonfiare naturalmente il ricorso agli ammortizzatori sociali. C’è una missione generale da assolvere, al di là delle tante differenziazioni politiche e sociali. C’è un Paese da rifare. Un paese da costruire non solo con criteri di reale stabilità e sicurezza, ma con scelte nuove a partire dal risparmio energetico e dal rispetto dell’ambiente. Ma queste prospettive richiedono progetti pluriennali, grandi risorse, scelte condivise perché attengono al volto dell’Italia di domani. E questa vocazione non solo può favorire una grande operazione di modernizzazione, ma anche diventare uno dei volani fondamentali per dare continuità alla crescita economica e civile. Vivere in abitati più stabili, certo, ma anche meglio collegati, ecocompatibili, e, sopratutto, senza ghetti e senza intolleranze.
Noi della Feneal siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità: siamo disponibili a collaborare, a sviluppare quella tradizione di bilateralità e di partecipazione che sta nella nostra cultura sindacale. Spetta adesso alla Regione fare la sua parte a cominciare dall’insediare un tavolo tecnico con sindacati ed associazioni delle imprese edili per definire, come ha già fatto la Toscana, le linee guida del piano casa regionale, in modo da essere pronta nell’attuazione del provvedimento del Governo”.
