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17 giugno 2009 - Edilportale.com - Paola Mammarella
Piano Casa, il Friuli ammette interventi nei centri storici
Nessun limite di tempo per l’applicazione della norma, spazio a rinnovabili e rispetto delle distanze
La Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il Testo Unico dell’Edilizia. Tra le principali novità la riduzione delle prassi burocratiche, oltre a edilizia libera e ampliamenti volumetrici. Secondo Federica Saganti, Assessore regionale alla Pianificazione Territoriale, il ddl, che passa ora all’esame del Consiglio, contiene le indicazioni della bozza nazionale, cercando di conciliare gli interessi di categoria.
Obiettivi: la norma, sottoposta all'esame di Collegi professionali, Federazioni, Anci, Upi e Ance, promuove la semplificazione delle procedure necessarie agli interventi edilizi, la riduzione dei controlli amministrativi, il contenimento dei consumi energetici e la promozione dell'uso delle fonti rinnovabili, nonchè la diffusione dell'edilizia e lo sviluppo economico attraverso il miglioramento della competitività. Il Testo unico dell’edilizia consente l'omogenea applicazione dei principali parametri edilizi.
Interventi consentiti: L’accordo raggiunto all’interno della maggioranza prevede la conformità degli interventi ai Piani regolatori comunali, con possibili ampliamenti in deroga fino a 200 metri cubi per gli edifici esistenti nei centri storici e del 35% in periferia. Nei centri storici è permesso il recupero, a fini abitativi, del sottotetto, senza modifica alla sagoma ed in deroga agli strumenti urbanistici vigenti e alla legge regionale 44/85, purchè il recupero sia attuato contestualmente ad interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo dell'edifico o di una sua parte. Fuori dai centri storici è ammesso il recupero del sottotetto con innalzamento, la variazione della pendenza di falda e l'apertura di lucernari, finestre e abbaini. Nel caso di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, saranno conservate le prerogative regionali e sarà ammessa la diversa collocazione dell'edificio nell'area di sedime.
Il Comune dovrà accertare miglioramenti sul piano energetico, con l’installazione di pannelli solari, fotovoltaici o con l’utilizzo di fonti rinnovabili, ma anche la compatibilità architettonica degli interventi sugli edifici storici, l’allineamento degli immobili, la protezione del nastro stradale e il rispetto delle distanze minime, stabilite dal Codice Civile. Resta l’obbligo del permesso di costruire, ex concessione edilizia, per gli aumenti di cubatura del 35% realizzati fuori dai centri storici in deroga ai piani regolatori. Gli ampliamenti fino al 20% richiederanno invece la Dia, Denuncia di inizio attività. Liberalizzati anche gli interventi fino al 10% per le pertinenze residenziali e al 5% per quelle commerciali ed industriali, manutenzione ordinaria, eliminazione di barriere architettoniche, bonifica in aree agricole, raccordi per le utenze di acqua, luce e gas, la costruzione di verande, barbecue o depositi per gli attrezzi, le recinzioni di fondi privati, e la realizzazione di strutture per attività ludiche e turistiche. Sarà inoltre possibile rendere abitabili le mansarde mantenendo l’altezza del tetto dell’edificio nei centri storici e prevedendo invece la possibilità di alzarlo in periferia. Per le opere pubbliche l'accertamento della conformità urbanistica avverrà attraverso l'intesa rilasciata entro 60 giorni dal competente assessore regionale. Nei Comuni la delibera di approvazione del progetto definitivo sostituirà i titoli abitativi edilizi, mentre il collaudo prenderà il posto del certificato di agibilità.
Fonti rinnovabili: Il ddl liberalizza gli interventi per il risparmio energetico, come l’installazione di pannelli fotovoltaici o solari. Previsti inoltre contributi regionali fino al 50% della spesa per un massimo di 10 mila euro. Non è necessario nessun controllo preventivo o titolo abilitativo per l'installazione di pannelli solari, fotovoltaici, depositi interrati di Gpl, e interventi mirati al risparmio energetico sugli edifici esistenti.
Termini normativi: La norma regionale prevede l’istituto del silenzio assenso. Se il Comune non si esprime entro 60 giorni dalla richiesta di permesso a costruire, il progetto viene considerato accettato, con la possibilità di procedere ai lavori. I Comuni possono accelerare le prassi burocratiche ancora esistenti istituendo uno Sportello unico per l'edilizia destinato a gestire i permessi di costruire e le Dia, mentre per l'ampliamento delle imprese la gestione spetterà allo Sportello unico per le attività produttive. Non sono invece previsti limiti temporali per l’applicazione della legge.
11 giugno 2009 - ilGiornaledelFriuli.net
Intesa sul piano casa, ampliamenti fino al 35%
Ampliamenti in deroga ai piani regolatori fino 200 metri cubi degli edifici esistenti nei centri storici e del 35% in periferia. Il piano casa approda oggi in giunta con la linea voluta dal Pdl: «Questo - assicura il capogruppo regionale del Pdl Daniele Galasso - è l’accordo che abbiamo trovato all’interno della maggioranza». Insomma, assicura Galasso, le perplessità espresse la settimana scorsa dall’assessore leghista Federica Seganti ma anche dall’Udc, sono alle spalle e si è trattato soltanto di «un malinteso» che è stato superato dalla maggioranza. «C’è comunque tempo e modo per apportare i necessari correttivi alla norma e per effettuare i doverosi approfondimenti» aggiunge, ancora, il capogruppo del Pdl, assicurando che il testo che oggi l’esecutivo regionale approverà sarà quello che lui aveva illustrato insieme all’assessore Vanni Lenna, al coordinatore Isidoro Gottardo e al vice capogruppo Franco Baritussio. Si potranno quindi ampliare gli edifici nelle zone A e B0 delle città (in pratica, nei centri storici) fino a 200 metri cubi. Interventi che potranno essere realizzati solo se il Comune verificherà che vi saranno miglioramenti sul piano energetico (in particolare con l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici o comunque con l’utilizzo di fonti rinnovabili) e se ci sarà compatibilità architettonica; in sostanza facciate e palazzi storici non dovranno essere «rovinati» dagli interventi di ingrandimento degli edifici. Gli ampliamenti potranno arrivare fino al 35% fuori dai centri storici in deroga ai piani regolatori dei Comuni ma comunque con l’obbligo del permesso a costruire, la vecchia concessione edilizia. Si potranno invece realizzare ampliamenti fino al 20% in attività libera, senza quindi il permesso a costruire ma soltanto con la Denuncia di inizio attività, così come saranno liberalizzati gli interventi fino al 10% per le pertinenze residenziali e fino al 5% per quelle commerciali ed industriali. Saranno quindi liberalizzati gli interventi di manutenzione ordinaria, come la sostituzione degli infissi, l’eliminazione di barriere architettoniche, le opere di bonifica in aree agricole, i raccordi per le utenze di acqua, luce e gas, la costruzione di verande, barbecue o depositi per gli attrezzi, le recinzioni di fondi privati, la realizzazione di strutture per attività ludiche e turistiche e gli interventi per il risparmio energetico come l’installazione di pannelli fotovoltaici o solari. Nel caso di interventi per installare impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili saranno previsti contributi regionali fino al 50% della spesa per un massimo di 10 mila euro. Sarà inoltre possibile, sempre come attività libera, rendere abitabili le mansarde mantenendo l’altezza del tetto dell’edificio nei centri storici e prevedendo invece la possibilità di alzarlo in periferia. Il codice edilizio prevederà inoltre l’istituto del silenzio assenso: se il Comune non si esprimerà entro 60 giorni in caso di richiesta di permesso a costruire il progetto verrà considerato accettato e quindi si potrà procedere ai lavori. Il disegno di legge che verrà discusso oggi in giunta dovrebbe contenere anche norme per la vendita degli alloggi Ater (non solo agli assegnatari) indicando inoltre l’obiettivo di ampliare il patrimonio edilizio popolare utilizzando i 130 milioni (70 regionali e 60 statali) a disposizione in modo da garantire una casa a prezzo ridotto alle fasce deboli, in particolare giovani coppie, immigrati (purchè residenti da 10 anni in Italia e 5 in Regione) e persone in difficoltà economiche.
Sempre nella seduta odierna, la giunta approverà la riduzione da 10 a 10 dei componenti del Comitato di gestione del Frie, il fondo di rotazione per le iniziative economiche, e recepirà il decreto Brambilla sull’armonizzazione della classificazione alberghiera: «Saremo la prima Regione a farlo» anticipa l’assessore Luca Ciriani.
3 giugno 2009 - Edilia2000.it - Arch. Lorenzo Margiotta
Il Piano Casa visto dalle Regioni
Valle d'AOSTA
Dopo aver varato il ddl regionale che prevede la possibilità di ampliare fino al 40 per cento la volumetria delle strutture ricettive, la Giunta ha all'esame una bozza di ddl anche sull'edilizia abitativa.
PIEMONTE
La Giunta regionale ha approvato un disegno di legge che snellisce le procedure in materia edilizia ed urbanistica ed attua l’intesa tra Stato, Regioni ed enti locali del 1° aprile per l’adozione di provvedimenti per rilanciare l’economia con gli interventi edilizi.
Il testo, che passa ora all’esame del Consiglio, prevede la possibilità di realizzare interventi edilizi anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti a condizione che si utilizzino tecnologie volte al risparmio energetico (da quantificare tramite la riduzione del 40% del fabbisogno di energia dell’unità edilizia per il solo ampliamento o, per la demolizione e ricostruzione, attraverso la progettazione e l’utilizzo di tecnologie volte a conseguire un significativo miglioramento della pratica corrente in riferimento a qualità ambientale ed energetica dell’edificio), al miglioramento della qualità architettonica, della sicurezza delle strutture e dell’accessibilità degli edifici.
LIGURIA
La Regione Liguria approverà entro luglio, una legge che recepirà il decreto del governo sul piano casa ma con criteri rigorosi di tutela del territorio.
I tecnici regionali hanno stimato in 200mila le abitazioni mono e bifamiliari interessate dalla possibilità di ampliamento. Le norme si concentreranno anche sulle aree rurali e sull'utilizzo di materiali e tecniche costruttive tradizionali. Demolizioni e ricostruzioni saranno legate al recupero del tessuto urbano
LOMBARDIA
Il progetto di legge prevede ampliamento fino al 20% degli edifici mono e bifamiliari con volumetria non superiore a mille metri cubi; interventi per la sostituzione di vecchi edifici residenziali, industriali o rurali con possibile incremento volumetrico del 30%; recupero degli spazi edilizi inutilizzati; riqualificazione dei quartieri di edilizia abitativa pubblica in deroga ai piani urbanistici vigenti.
TRENTINO ALTO ADIGE
La normativa in Alto Adige corrisponde già in grandi linee alle indicazioni che dovrebbero arrivare da Roma, ha detto il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder.
VENETO
Il testo è stato approvato dalla giunta il 21 aprile scorso. Consente di ampliare del 20% la cubatura e la superficie degli edifici esistenti, residenziali e non, anche sotto forma di pertinenza o di annesso. Il premio in cubatura e superficie edificabile sale al 30% nel caso di demolizione e ricostruzione di edifici fatiscenti o degradati anteriori al 1989, e lievita al 40% per gli interventi che utilizzano tecniche di bioedilizia e impianti ad energia rinnovabile.
FRIULI VENEZIA GIULIA
Il Friuli Venezia Giulia ha emanato, in data 19 maggio 2009, il Regolamento e i moduli delle domande per la "concessione di finanziamenti per la realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria", ed approverà in giugno un nuovo Codice Regionale dell'Edilizia.
Il disegno di legge prevede la possibilità di ampliare del 10% le pertinenze in attività libera, cioé senza la Denuncia di inizio attività (Dia); la possibilità di ampliare del 20% le cubature di edifici residenziali con la Dia; il permesso di costruire con il silenzio assenso, anziché con il silenzio diniego, e la definizione di alcuni standard che permetteranno di non avere disparità sul territorio regionale.
EMILIA ROMAGNA
L'Emilia-Romagna presenterà una proposta di legge che modificherà la legge 20/2000 sull'urbanistica. Severi i requisiti su sicurezza e risparmio energetico: dopo un abbattimento, per ricostruire saranno richiesti i parametri massimi di efficienza energetica.
TOSCANA
La Toscana l'8 maggio scorso ha approvato la legge regionale sulla casa. Con una semplice Dia (dichiarazione di inizio attività) sono ammessi interventi straordinari di ampliamento di case che al 31 marzo 2009 hanno le seguenti caratteristiche: tipologia mono o bifamiliare oppure tipologia con superficie utile lorda non superiore a 350 metri quadrati.
L'ampliamento è consentito fino al 20 per cento della superficie utile lorda di ciascuna unità immobiliare per un massimo complessivo dell'edificio di 70 metri quadrati di superficie utile lorda. Sono ammessi inoltre interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici abitativi con aumento fino al 35 per cento della superficie utile lorda.Le nuove costruzioni dovranno avere accorgimenti ecologici e biocompatibili.
MARCHE
Nelle Marche il piano casa regionale è al centro di una bozza di proposta di legge che dovrebbe approdare in giunta entro poche settimane. Premi di cubatura del 35% a patto che non sia cambiata la destinazione d’uso.
Vincoli condizionanti: efficienza energetica, fonti rinnovabili, norme antisismiche e standard urbanistici.
UMBRIA
Il ddl umbro, in discussione in commissione, mira ad assicurare sostenibilità ecologica, sicurezza, efficienza e funzionalità degli insediamenti e qualità del paesaggio. Definisce le norme per gli incrementi di superficie degli immobili.
LAZIO
La proposta del piano casa della Regione Lazio arriverà in giunta intorno alla metà giugno. La legge sarà particolarmente attenta al rispetto dei vincoli paesaggistici.
ABRUZZO
La Regione è in attesa della presentazione del decreto legge del Governo sul Piano casa.
MOLISE
La regione si impegna ad approvare la legge 60 giorni dopo il Dl del governo. La possibilità di ampliare dovrebbe essere concessa solo per ville mono e bifamiliari per un volume massimo di 200 metri cubi
CAMPANIA
Aumento del 20% dei volumi per villette mono e bifamiliari e del 35% per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo norme più sicure. Inoltre riqualificazione e cambio di destinazione d'uso per capannoni industriali dismessi da destinare ad abitazioni. E' quanto prevede il ddl della Regione Campania approvato dalla giunta nella riunione di giovedì 28 maggio.
BASILICATA
La Regione è in attesa della presentazione del decreto legge del Governo sul Piano casa.
PUGLIA
Il ddl è allo stadio di bozza. Dovrebbero essere esclusi dagli interventi le aree di pregio paesaggistico e storico-culturale. Per il premio di cubatura del 35% destinato agli interventi riguardanti le demolizioni e le ricostruzioni, la Regione ha approvato una legge nel 2008, che prevede incentivi per promuovere trasformazioni del territorio eco-sostenibili e bio-compatibili.
CALABRIA
Allo stato attuale la Regione Calabria non ha adottato provvedimenti relativi alla materia, in attesa del decreto legge del Governo.
SICILIA
Due i ddl presentati: ambedue prevedono la possibilità di aumentare la cubatura degli edifici tra il 20 e il 30%, anche in deroga ai regolamenti comunali; demolire e ricostruire edifici vecchi rispettando gli standard di sicurezza.
SARDEGNA
La Regione è in attesa della presentazione del decreto legge del Governo sul Piano casa.
