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24 giugno 2009 - ilGiornale.it - Rita Smordoni
Piano casa da 8 miliardi, è conto alla rovescia
Piano casa, si va verso la dirittura d’arrivo. Pronto tra due settimane, annuncia l’assessore Mario Di Carlo, il piano della Regione Lazio. Previsti premi di cubatura fino al 50 per cento per chi demolisce in zone di pregio ambientale per ricostruire altrove. E, intanto, ecco una notizia positiva e concreta: entro fine 2009 il complesso di Giustiniano Imperatore sarà riconsegnato ai proprietari.
Per la sesta edizione del Forum Edilizia e territorio, Il Sole 24Ore ha messo a confronto ieri urbanisti, progettisti, costruttori e politici. In mattinata il convegno dal titolo «Piano casa e infrastrutture: le costruzioni aiutano realmente?» ha visto la partecipazione del direttore del Cresme Lorenzo Bellicini, del presidente dell’Ance Paolo Buzzetti e del vicepresidente dalla Camera Maurizio Lupi, con le conclusioni affidate al viceministro delle infrastrutture Roberto Castelli. Momenti di tensione verso mezzogiorno per l’irruzione in sala di un centinaio di attivisti di Action e dei Blocchi precari metropolitani, «contro l’assalto dei palazzinari all’Agro Romano». I manifestanti hanno annunciato nuove azioni di protesta «contro il blocco degli sfratti che scadrà il 30 giugno prossimo». Dopo l’interruzione, tuttavia, il dibattito è potuto riprendere secondo la prevista scaletta.
Nel pomeriggio, invece, tavola rotonda sul Caso Roma. Sul tappeto, il piano casa nazionale e quello della Regione, al centro il piano di demolizioni e ristrutturazioni. Nelle intenzioni, si vedrà poi in concreto che succederà, l’idea è di rimettere mano a edifici degradati, specie nei vecchi quartieri anni ’70: Spinaceto, Tor Bella Monaca, Laurentino 38, Corviale.
Secondo le stime di Palazzo Chigi, fra case mono e bi-familiari e complessi edilizi, nel Lazio il piano attiverà investimenti per 8,116 miliardi nei prossimi tre anni. Nel frattempo, quasi una finestra aperta sul futuro, è in dirittura d’arrivo dopo 6 anni la tormentata vicenda di via Giustiniano Imperatore, all’Eur. «Stiamo per consegnare gli appartamenti - annuncia l’ingegner Paolo Desideri, il progettista - Questione di 3-4 mesi, al massimo per fine anno». Si tratta di 180 alloggi, di cui 140 rimpiazzano quelli demoliti dove torneranno i vecchi proprietari. Gli altri 40 rappresentano invece il cosiddetto «equity imprenditoriale», ossia il potenziale edificatorio aggiuntivo che l’impresa costruttrice ha portato a profitto. La spesa è stata ripartita a metà fra impresa e consorzio dei proprietari privati. Oltre a ricostruire il complesso di via Giustiniano Imperatore, l’impresa ha anche realizzato parte delle opere pubbliche annesse, fra cui una piscina, e ristrutturato via di Villa Lucina, che interseca via di Giustiniano Imperatore. «Il complesso risale agli anni ’40 - racconta Desideri - Le fondamenta sorgevano su una bolla di fango e col tempo sono andate sprofondando, finché nel 2003 c’è stato il collasso definitivo».
21 giugno 2009 - Repubblica - Alessandra Paolini
Piano casa, premi per chi abbatte gli ecomostri
EDIFICI - ecomostri, magari costruiti di fronte al mare, che i proprietari possono demolire e ricostruire, anche ampliati, ma in zone meno pregiate. Ingrandimenti fino al 20% di case, ma non in altezza bensì a "fianco". E anche una terza via dell' "housing sociale" per non avere più ghetti come Corviale o il Laurentino 38, ma luoghi di integrazione. Con "premi di cubature" ma anche abbattimenti, procedure più snelle, e altri provvedimenti già messi a punto dei tecnici, tra due settimane il "piano casa" della Regione Lazio sarà pronto, snodo fondamentale su cui si scommetterà per cercare di risolvere il problema abitativo. A illustrare nuovi dettagli della prossima legge è stato l' assessore regionale alla casa Mario Di Carlo: «Daremo premi di cubatura del 20% per edifici, da monofamiliare a quadrifamiliari, ma non in elevazione, soloa fianco, mantenendo inalterati i distacchi, con la salvaguardia di tutte le aree di pregio come i parchi, i centri storici e le zone vincolate». E si potranno anche ottenere nuovi spazi abitativi nei sottotetti, grazie a una legge già approvata in Consiglio regionale. Una seconda tipologia di premio di cubatura, dal 35 al 50%, riguarderà invece la demolizionee la ricostruzione altrove di edifici tirati su in zone di pregio ambientale: a 300 metri dal mare (e il litorale laziale ne è pieno) o a 150 dai fiumi, oppure nei parchi. «Edifici così ce ne sono a migliaia - continua Di Carlo - basti pensare che nella nostra regione una casa su quattro è stata edificata in zone fuori dal piano regolatore, poi legalizzate dai condoni. Un modo per rimediare agli scempi». L' altro aspetto su cui si punterà, sarà introdurre l' edilizia sociale negli standard delle nuove costruzioni. Ovvero, palazzi di 30 appartamenti in cui 10 sono in edilizia sovvenzionata, 10 in agevolata e 10 di proprietà. «In una casa popolare ci sono nato - ha spiegato l' assessore - e solo così ci sarà coesione sociale». Un modo anche per dare una mano anche alla terza categoria dell' "Sos casa": l' Ers. «Cioè, edilizia residenziale sociale - continua Di Carlo - da offrire ai tanti che possono spendere 600-700 euro mese. Che magari un tempo potevano acquistare casa con un mutuo ma che ora con gli stessi soldi non arrivano a fine mese».
21 giugno 2009 - ilGiornale.it - Marzio Fianese
Sulla casa l’emergenza sta per finire
Sul fronte casa l’emergenza sta per finire. Grazie a una serie di iniziative del Comune e della Regione (studiate nell’ambito del piano casa e dei finanziamenti del governo Berlusconi) si cominciano a delineare soluzioni concrete per chi è in assistenza alloggiativa o è in attesa di una assegnazione. Da una parte il Campidoglio ha varato il bando per l’acquisto sul mercato immobiliare di alloggi già costruiti da assegnare agli aventi diritto. Dopo aver trovato le risorse finanziarie per coprire il bando, il delegato del sindaco per l’emergenza abitativa Marco Visconti, l’assessore al Patrimonio Alfredo Antoniozzi e il direttore dell’Ufficio Politiche abitative Raffaele Marra hanno invertito la rotta: non più assistenza alloggiativa nei residence (che peraltro comporta enormi oneri per le casse capitoline) ma case acquistate sul mercato, quindi già pronte per essere assegnate entro l’autunno. E poi un nuovo bando che prevede la possibilità di cambi di destinazione d’uso di fabbricati rurali con il quale trovare nuove risorse per l’edilizia pubblica.
Alla Regione, invece, le proposte più interessanti le sta avanzando l’assessore alla Casa Mario Di Carlo. E si tratta di iniziative che hanno come obiettivo sia la concretezza necessaria per dare risposte al problema alloggiativo, sia la necessità di salvaguardare l’ambiente. Un esempio? Premi di cubatura tra il 35% e il 50% per coloro che accetteranno di «buttare giù edifici costruiti nelle zone di massimo valore ambientale (come le aree A e B dei parchi) per ricostruire altrove». Questo uno dei contenuti del piano casa della Regione Lazio che verrà presentato in giunta tra due settimane. Di Carlo, partecipando alla presentazione di due proposte di legge sul diritto all’abitare all’ex Teatro Volturno, ha spiegato: «È una proposta che vuole cambiare radicalmente la situazione, all’insegna della tutela dell’ambiente, togliendo gli scempi che sono stati fatti e rendendo le aree di massimo valore ambientale di inedificabilità assoluta e proprietà del Comune. Finalmente ci sarà uno strumento appetibile per il mercato per fare risanamento ambientale».
«Per le case monofamiliari fino a quattro famiglie - ha detto Di Carlo - prevedremo il premio di cubatura del 20% (con un massimo di 200 metri cubi) non in elevazione ma solo a fianco degli edifici, mantenendo inalterati i distacchi, e con la salvaguardia di tutte quelle aree come centri storici, parchi e zone vincolate». Nel piano casa ci saranno «norme relative all’antisismico assieme ai certificati di fabbricato. Introdurremo l’edilizia sociale - ha aggiunto - dentro gli standard per qualsiasi nuova lottizzazione, quindi qualsiasi nuova costruzione dovrà prevedere una quota di case da dare in affitto all’interno dell’edilizia residenziale sociale, a circa 500-600 euro». Di Carlo ha poi criticato «i ghetti, interi quartieri destinati tutti all’edilizia sovvenzionata come Corviale, Tor Bella Monaca e Laurentino 38» che erano considerati il “fiore all’occhiello” dell’urbanistica tipica delle giunte rosse. «Io ci sono nato in una casa popolare - ha detto l’assessore - e il mio punto di arrivo è un palazzo di 30 appartamenti in cui 10 sono in edilizia sovvenzionata, 10 in agevolata e 10 di proprietà. Solo così ci sarebbe coesione sociale».
17 giugno 2009 - Asca
Legambiente presenta proposte per Piano Casa Regionale
Legambiente Lazio definisce le linee guida per il Piano Casa che la regione Lazio dovra' approvare entro il 30 giugno: no ad interventi nei centri storici e negli edifici vincolati, nelle aree agricole, protette e vincolate dal piano paesistico regionale. Ampliamenti del 20% della superficie utile lorda solo su edifici non superiori a 350 metri quadrati e per un massimo di 70 metri quadrati, senza andare in variante ai piani regolatori dei comuni, con l'esclusione di aree demaniali ed immobili abusivi.
Queste alcune delle proposte illustrate questa mattina dal presidente dell'associazione Lorenzo Parlati e dal responsabile Territorio Mauro Veronesi che gia' da oggi saranno inviate agli assessori regionali competenti e ai capigruppo della Pisana, chiedendo un'audizione in Commissione Urbanistica ''in tempi brevissimi'' ha detto Parlati. Dati del consumo suolo alla mano (dal 1990 al 2005 edificati 225940 ettari che portano il Lazio al 6 posto nella classifica delle regioni mangia/suoli liberi, solo nel biennio 2004-05 costruiti nuovi fabbricati per l'equivalente di un campo di calcio al giorno) Legambiente Lazio ha detto ''no ad un'inutile colata di cemento del decreto Berlusconi'' ha spiegato Parlati, e ''si'' a scelte indirizzate ''verso chiari interessi pubblici, fornendo nuove opportunita' per innovare l'edilizia esistente con criteri di alta efficienza energetica, cambiando volto al brutto costruito con interventi di demolizione e ricostruzione'' ha detto Parlati.
Tra i ''paletti'' stabiliti da Legambiente Lazio, oltre ''all'impossibilita' di andare in variante ai piani regolatori'' ha spiegato Veronesi (al 2007 sono 81 i comuni del Lazio privi di Prg, 95 quelli con un piano di oltre 20 anni tra cui Guidonia, Civitavecchia e Pomezia, 101 quelli che ne hanno approvato di nuovi dal '91 al 2006 e 101 quelli con Prg sottoposti a variante) anche una norma speciale per i comuni costieri, al fine di liberare i 300 metri di fronte mare previsti dalla legge Galasso, al fine di prevedere una riqualificazione della stessa area. Nel dettaglio, la possibilita' di ampliare fino al 25% della superficie utile lorda, ricostruendo e demolendo singoli immobili delocalizzati, percentuale che sale fino al 35% nel caso di edilizia compatta
17 giugno 2009 - Asca
Legambiente presenta proposte per Piano Casa Regionale - 2
Norma speciale anche per l'edilizia residenziale pubblica: +35% di ampliamento per interventi di demolizione e ricostruzione in contesti edilizi di scarsa qualita' ed aree degradate, attraverso Programmi Integrati regionali e sempre +35% sul fronte dell'edilizia residenziale privata degradata attraverso la demolizione e ricostruzione, con interventi legati alla nascita di consorzi.
Il tutto con l'obbligo di utilizzare tecniche e materiali che garantiscano il contenimento dei consumi energetici e delle acque. ''L'obiettivo - ha spiegato Veronesi - e' quello di arrivare ad edifici ad emissioni zero''. E ancora, ''no ad interventi nelle aree sismiche 1 e 2A della nuova classificazione sismica della regione Lazio - ha aggiunto Parlati - nelle aree a rischio idraulico elevato o molto elevato secondo i piani di bacino o negli edifici ancora non definitivamente realizzati o privi di approvvigionamento idropotabile e di idonei sistemi di smaltimento delle acque reflue''. ''Solo con queste linee guida avrebbe un'utilita' il 'Piano Casa' di Berlusconi - ha aggiunto Parlati - che altrimenti ha un mero intento speculativo''. ''L'intento - ha concluso Veronesi - e' quello di invertire la tendenza trasformando un Piano da edilizio ad urbanistico, perche' solo una legge di taglio urbanistico garantisce l'interesse pubblico''.
17 giugno 2009 - Adnkronos
Di Carlo, del Piano Casa si parla poco ma le Regioni vanno avanti
"Si parla sempre meno del piano casa ma le regioni, compresa la nostra, vanno avanti. Abbiamo steso un testo che prevede un massiccio intervento sull'edilizia agevolata e un forte impulso al patrimonio pubblico sulle case a basso affitto e a basso costo". E' quanto riferito dall'assessore alle politiche della casa della regione Lazio Mario Di Carlo durante il convegno "Giovane impresa-il futuro e' sostenibile", organizzato dall'associazione Clorofilla, che si sta svolgendo in queste ore all'interno del Tempio di Adriano, a Roma.
Parole d'ordine per gli imminenti interventi saranno "una grande attenzione alle norme antisismiche, al risparmio energetico e soprattutto, laddove questo e' possibile, all'autoproduzione energetica".
"C'e' infine - ha concluso l'assessore - tutto un altro campo inerente le acque a bassa temperatura di cui il Lazio e' ricca e che, seppur insufficenti a fare geotermia come la vicina Toscana, potrebbero farci ottenere un considerevole risparmio energetico e che sono invece poco conosciute e sfruttate".
17 giugno 2009 - ilVelino.it
Piano casa: da Legambiente proposte di contenimento
Fermare un’inutile colata di cemento, individuare gli interessi pubblici e orientare l’edilizia verso criteri di alta efficienza energetica. Sono gli obiettivi che Legambiente Lazio si propone di presentare prima che la Regione Lazio dia attuazione, entro il 30 giugno, all'accordo con il governo sul cosidetto "Piano casa". L’associazione ambientalista chiederà un’audizione in Commissione urbanistica dopo aver inviato le proposte agli assessori competenti e ai capigruppo del Lazio per avviare una discussione e “contenere” le norme che regoleranno l’edilizia sul territorio laziale. In più chiederà che la legge sia “a tempo”, valida cioè solo fino al 31 dicembre del 2010. Le proposte sono orientate a garantire gli interessi pubblici. “Bisogna definire le aree su cui realizzare gli interventi. Abbiamo individuato tre obiettivi per il recepimento della norma da parte della Regione – spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -: evitare e fermare una nuova colata di cemento, orientare le scelte verso gli interessi pubblici e avviare criteri di alta efficienza energetica”.
Le linee guida si concentrano principalmente su tre ambiti. Il primo riguarda i Comuni costieri e gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici che sono sorti nella fascia compresa nei trecento metri dal mare. L’obiettivo quindi è quello di “arretrare” il fronte mare. Il secondo ambito riguarda la demolizione e la ricostruzione per l’edilizia pubblica, che prevede l’incremento del 35 per cento della superficie per tutti quegli edifici che verranno abbattuti e ricostruiti. Il terzo ambito riguarda l’edilizia residenziale privata. Anche in questo caso è possibile l’ampliamento del 35 per cento della superficie per quegli edifici che vengono demoliti e ricostruiti al fine di migliorare la qualità architettonica delle nuove costruzioni. Secondo Mauro Veronesi, responsabile territorio di Legambiente Lazio, quello del governo è “un provvedimento guidato da puro spirito edilizio. Noi invece abbiamo cercato di pensare a una legge di taglio urbanistico che garantisca l’interesse pubblico. Con la nostra proposta – aggiunge – cerchiamo di avviare un recupero per limitare il consumo del suolo”.
A questo proposito Veronesi ricorda che in base ai dati Istat 2008 il Lazio risulta la sesta regione in Italia “mangia suolo”. Dal 1990 al 2005 la superficie libera si è ridotta del 18,93 per cento. Per quanto riguarda invece il numero dei nuovi fabbricati residenziali e non, la regione si colloca al quarto posto consumando, dice Veronesi “27 mila metri quadrati di territorio al giorno, pari cioè a un campo di calcio”. Per questo motivo “il primo compito – aggiunge – è fare una legge che ostacoli il consumo di suolo indiscriminato”. Il punto di riferimento per applicare le norme sul Piano casa, è, secondo Legambiente, il Piano territoriale paesistico regionale (Ptpr) approvato dalla Regione nel 2006 e che determina attualmente le scelte in merito ai piani regolatori dei Comuni e dei parchi. Il Ptpr vieta attualmente interventi sul 66 per cento del territorio, ad esempio su parchi, ville e giardini storici, centri storici o paesaggi agrari. La norma quindi può essere applicata solo sul 2,8 per cento del suolo regionale.
Nello specifico, per quanto riguarda la possibilità di ampliare case ed edifici del 20 per cento, prevista dalla legge sul Piano casa, Legambiente propone che questa non sia applicata nei Comuni privi di piano regolatore e vieta l’acquisizione del 20 per cento nel caso in cui il proprio vicino non voglia ampliare la propria abitazione. Per tutti gli interventi, poi, si dovranno contenere i consumi energetici e l’uso delle acque. Le norme previste da Legambiente non potranno essere applicate in edifici privi di sistemi di smaltimento e approvvigionamento delle acque; nelle zone ad alto rischio sismico e in quegli edifici che al 31 marzo 2009 non risultino accatastati
5 giugno 2009 - Asca
Vivere Sostenibile - De Lillo, per giornata mondiale dell'ambiente riconsegnato Tevere ai romani
''Abbiamo scelto il modo migliore per festeggiare la Giornata Mondiale dell'Ambiente riconsegnando il Tevere ai cittadini''. Lo dichiara in una nota l'assessore all'Ambiente del Comune di Roma, Fabio De Lillo.
''Un patrimonio fondamentale per la citta' - prosegue - per anni completamente abbandonato al degrado, che grazie a un intervento straordinario siamo riusciti a restituire ai romani. Il Tevere, uno dei 'monumenti ambientali' della citta', non si vedeva in queste condizioni da almeno 30 anni.
I muraglioni, ad esempio, erano ormai scomparsi, sepolti dalle erbe infestanti, mentre sulle banchine si erano create vere e proprie discariche a cielo aperto.
Siamo riusciti a trasformare una situazione di emergenza in una grande occasione per realizzare quello che, purtroppo, non veniva fatto da decenni. Dalle banchine e dai muraglioni, zone di nostra competenza, complessivamente sono state rimosse 170 tonnellate di rifiuti, mentre altre 400 tonnellate sono in via di rimozione all'interno delle 2 enormi discariche che abbiamo trovato sepolte sotto la vegetazione. L'Ardis, invece, si e' occupata della pulizia dell'alveo del fiume.
E' nostra ferma intenzione - dice ancora de Lillo - riavvicinare i cittadini al Tevere. Un processo di riappropriazione che passa anche attraverso il fattore visivo. Il fiume, infatti, per lunghi tratti e' nascosto ai romani, per questo stiamo pensando alla creazione di apposite terrazze per valorizzarlo. Inoltre, affinche' possa partire il progetto del Parco del Tevere, intendiamo agire a monte, perche' il fiume quando arriva nella capitale e' gia' inquinato''.
3 giugno 2009 - Edilia2000.it - Arch. Lorenzo Margiotta
Il Piano Casa visto dalle Regioni
LAZIO
La proposta del piano casa della Regione Lazio arriverà in giunta intorno alla metà giugno. La legge sarà particolarmente attenta al rispetto dei vincoli paesaggistici.
