Regione Sardegna

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

30 Giugno 2009 - L'Unione Sarda - Lorenzo Piras
Ppr, entro luglio nuove regole - Gli alberghi nel Piano casa

Per il Piano Paesaggistico Cappellacci annuncia “un processo rapido e che dovrà fugare le incertezze che sinora hanno portato al caos". In dirittura d’arrivo il Piano Casa, con un disegno di legge che comprenderà provvedimenti anche per le imprese e gli alberghi.
Saranno approvate entro luglio dalla Giunta regionale le nuove normative che regoleranno l'utilizzo del territorio della Sardegna. "Siamo nei tempi che avevamo previsto, ossia i primi 100 giorni di legislatura", ha detto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, a margine della Conferenza regionale per il paesaggio cha ha riunito gli Amministratori locali alla Fiera di Cagliari. "Si tratta di un provvedimento - ha spiegato Cappellacci - che avrà un processo rapido e che dovrà fugare le incertezze che sinora hanno portato al caos". Secondo il Presidente della Regione il principio basilare che verrà seguito nell'apportare modifiche al Ppr del 2006, varato dalla Giunta Soru, è quello di proporre regole chiare, trasparenti e certe senza strumenti, come quello delle intese, che danno alla Giunta regionale un potere straordinario". Secondo quanto si è appreso rimarrà in piedi anche l'Ufficio del Piano che servirà da supporto tecnico alle Amministrazioni locali.
UN MAXI PIANO: CASA – ALBERGHI- IMPRESE. Il Piano casa che la Giunta regionale della Sardegna, guidata da Ugo Cappellacci, varerà entro la prima quindicina di luglio andrà oltre le norme definite dal Governo nazionale. Nel Disegno di legge dell'Esecutivo, infatti, ci sarà spazio non solo per provvedimenti sull'edilizia residenziale ma anche per le imprese e per gli alberghi. Una parte importante del Piano casa, inoltre, andrà a modificare alcune indicazioni ora contenute nel Piano paesaggistico regionale predisposto nel 2006 dalla Giunta Soru. Lo ha annunciato il presidente della Regione nel suo intervento conclusivo alla Conferenza regionale del paesaggio, che ha riunito alla Fiera di Cagliari gli amministratori locali e le associazioni ambientaliste e produttive del settore urbanistico ed edilizio dell'Isola. "Dopo un ulteriore confronto con la maggioranza presenteremo il nostro Piano casa - ha spiegato il capo dell'Esecutivo regionale - siamo convinti che occorra un salto in avanti per lo sviluppo in alcuni settori strategici come il turismo che attualmente ha un'incidenza del solo 8% sul Pil regionale". Il "Piano alberghi" all'interno del Piano casa metterà a disposizione dell'attuale futura offerta ricettiva strumenti per una riqualificazione delle strutture alberghiere (realizzazione di centri congressi e centri benessere o ampliamento) prevedendo anche possibilità di accesso al credito attraverso strumenti finanziari agevolati ("abbiamo avuto già dei contatti con la Banca europea degli investimenti").
PAESAGGIO, LE CRITICITA’. Sono essenzialmente otto i principali problemi che sono stati riscontrati nelle Conferenze territoriali precedenti alla Conferenza regionale del Paesaggio che ha riunito oggi a Cagliari gli Amministratori locali di tutta la Sardegna. Lo si apprende dall'assessore regionale dell'Urbanistica, Gabriele Asunis, che poco prima della sua relazione ha enunciato le criticità emerse in crca due mesi di confronto nei territori. "Fra le problematiche maggiori - ha spiegato Asunis - abbiamo trovato la complessità dell'apparato normativo, l'incongruenza di alcune norme, errori cartografici, inapplicabilità parziale delle norme transitorie (art. 15 Ppr), complesso procedimento per le procedure all'interno dei centri matrice e beni identitari, problematiche nel quadro normativo riguardo all'agro, illogicità del Ppr per i Comuni dotati di Piano urbanistico comunale (Puc). Infine - ha concluso - sembra che il Ppr non sia stato mai pubblicato in alcuni Comuni dell'interno Sardegna e, quindi, non potrebbe essere applicato in quei territori".
PATRIMONIO PRODUTTIVO. Come anticipato dal Governatore Ugo Cappellacci una della novità riguarderà anche il "patrimonio produttivo" delle imprese sarde: ci sarà la possibilità di ampliare e modificare gli stabilimenti, capannoni e impianti seguendo l'idea del risparmio energetico e della bioedilizia. Riguardo al Piano casa in senso stretto vengono confermate le premialità sulle cubature per chi decide di demolire e spostare la propria abitazione dai 300 metri dalla linea della battigia verso l'interno.
DISEGNO LEGGE IN 11 ARTICOLI. Saranno 11 gli articoli che comporranno il Disegno di legge che sarà presto varato dalla Giunta regionale della Sardegna e, quindi, arriverà all'esame del Consiglio.

29 Giugno 2009 - algheronotizie.it
Piano Casa, parla Ugo Cappellacci

"Siamo ben consapevoli come questa sia una grande occasione per rimettere in moto il sistema economico isolano"
“Leggo con stupore le agenzie di stampa con alcune anticipazioni sui contenuti e sulla filosofia del Piano Casa della Regione Sardegna.
Si tratta di “anteprime” fantasiose e fortemente riduttive rispetto ai reali contenuti e potenzialità del Piano che sta predisponendo l’Esecutivo regionale.
Il disegno di legge regionale ha le medesime potenzialità del Piano Casa proposto dal Presidente Berlusconi e verrà formulato sulla base del contributo fornito dalla regione Sardegna durante i lavori della conferenza Stato-Regioni.
Il Piano Casa, sul quale sto lavorando in prima persona, è in via di conclusione e già la prossima settimana avrà una stesura definitiva da discutere con le forze politiche di maggioranza in vista della presentazione al Consiglio che ritengo potrà avvenire entro la metà di luglio.
Posso al momento anticipare che la filosofia portante è il rilancio economico, nel rispetto dell’ambiente, secondo gli irrinunciabili principi dello sviluppo sostenibile. Siamo ben consapevoli come questa sia una grande occasione per rimettere in moto il sistema economico isolano”.

28 Giugno 2009 - L'Unione Sarda - Lorenzo Piras
Piano casa: serve chiarezza Cisl e Coldiretti: ''Un'opportunità''

Il Piano casa sardo rischia di essere condizionato dai vincoli eccessivi del Piano paesaggistico. Secondo le indiscrezioni gli incrementi volumetrici in alcuni casi non supererebbero il 5 per cento. ''Serve chiarezza''.
Il Piano casa sardo rischia di essere condizionato dai vincoli eccessivi del Piano paesaggistico. Le indiscrezioni si rincorrono, sindacato e associazioni di categoria iniziano a lamentarsi: ''Alla Regione chiediamo chiarezza'', dice Renzo Corveddu, segretario regionale della Filca, il ramo della Cisl che si occupa di costruzioni: ''Se gli indici fossero confermati, l'aggiornamento del Ppr apporterebbe ben pochi ritocchi al piano di Soru. E il danno sarebbe enorme''. Immediata puntualizzazione del presidente Ugo Cappellacci: ''Sto seguendo personalmente il piano, non tradirà lo spirito di quello voluto dal premier Berlusconi''.
LE INDISCREZIONI Ci sarà la conferma dei vincoli? Secondo le indiscrezioni, nelle zone agricole comprese nella fascia dai 300 ai 2 mila metri dalla battigia sarebbe concesso un ampliamento volumetrico del 5 per cento. Esempio: se un allevatore ha una stalla di mille metri quadrati e volesse ampliarla, potrebbe estenderla solo di 50 metri. Se fosse grande 100 metri quadrati, l'incremento non supererebbe i 5 metri. ''Il Ppr di Soru aveva bloccato gli investimenti'', dice Luca Saba, direttore della Coldiretti, ''uccidendo l'agricoltura nelle zone vicino alle coste. Questi indici ci fanno sorridere perché, se confermati, continueranno a impedire lo sviluppo del settore. Alla Regione si investe per creare le vie di integrazione tra turismo costiero e agricoltura, con riferimento alle zone interne e al progetto Ippovie, per cui ci domandiamo dove sia la coerenza tra le strategie degli assessori all'Agricoltura e al Turismo con quelle dell'Urbanistica''. Quanto agli incrementi volumetrici dell'edilizia turistico-ricettiva, con riferimento agli alberghi, dovrebbe essere consentito l'ampliamento del 5 per cento delle volumetrie nella fascia dei 300 metri e del 15 per cento nella fascia tra i 300 metri e i 2 chilometri. Volumetrie che potrebbero essere cumulative con altre leggi regionali di pianificazione territoriale. Le case sono escluse: sembra che non si potranno modificare. Inoltre, i vincoli del Ppr dovrebbero essere confermati nei centri storici.
IL PIANO NAZIONALE La proposta di legge del Piano strategico per riqualificare l'Italia, presentato dal deputato sardo Mauro Pili e sottoscritto da 140 parlamentari, premia - indipendentemente da dove l'intervento venga realizzato - l'efficienza energetica e l'impatto ambientale con un aumento di volumetrie dal 20 al 35 per cento. Inoltre, prevede che nelle aree di tutela, gli incrementi volumetrici debbano sempre essere sottoposti ad autorizzazione paesaggistica. Di recente, anche un altro deputato sardo del Pdl, Bruno Murgia, ha sposato l'iniziativa: ''L'Italia vive di abusi edilizi, ecomostri e disordine urbanistico. Un progetto del genere porta le lancette dello sviluppo in avanti, favorendo la ripresa economica''.
IL CASO In Sardegna prospettive e attese resterebbero congelate. Ancora il segretario della Filca Cisl: ''Non so se il dialogo tra la Regione e i Comuni sia stato esaustivo'', prosegue Renzo Corveddu. ''Il settore delle costruzioni sta annaspando. Le previsioni di luglio segnalano in alcune casse edili, rispetto all'anno scorso, un calo del 15 per cento degli occupati, cioè 7.500 addetti e 70 milioni di massa salari che verrebbero meno''. Un'emergenza che ne genera subito un'altra: ''La crisi favorisce il lavoro sommerso''. E ancora: ''Il piano Soru andava rivisto sia sul versante della riqualificazione che su quello dell'espansione. Ci interessa soprattutto il recupero dei centri storici e dei centri urbani: se non vengono riqualificati e non si programma la vita nelle città e nei paesi'', conclude Corveddu, ''è la fine''. Valentina Meloni, presidente dell'Aniem, attende conferme: ''Lo spirito del Piano casa non era solo di aumentare le volumetrie ma di rilanciare l'edilizia'', dice la leader degli edili dell'Api sarda. ''Se lo strumento nascesse azzoppato per l'economia sarda sarebbero dolori''.
IL GOVERNATORE Interviene il presidente della Regione Cappellacci: ''Leggo con stupore alcune anticipazioni sui contenuti e sulla filosofia del Piano casa sardo. Si tratta di anteprime fantasiose e fortemente riduttive rispetto ai reali contenuti e potenzialità del Piano che sta predisponendo l'Esecutivo regionale. Il disegno di legge regionale ha le medesime potenzialità del Piano casa proposto da Berlusconi e verrà formulato sulla base del contributo fornito dalla regione Sardegna durante i lavori della conferenza Stato-Regioni. Il Piano casa, sul quale sto lavorando in prima persona, è in via di conclusione e già la prossima settimana avrà una stesura definitiva da discutere con le forze politiche di maggioranza in vista della presentazione al Consiglio che ritengo potrà avvenire entro la metà di luglio. Posso al momento anticipare che la filosofia portante è il rilancio economico, nel rispetto dell'ambiente, secondo gli irrinunciabili principi dello sviluppo sostenibile. Siamo ben consapevoli come questa sia una grande occasione per rimettere in moto il sistema economico isolano''.

27 Giugno 2009 - L'Unione Sarda - Lorenzo Piras
Piano casa: fioccano le polemiche ''Troppi vincoli, serve una svolta''

Il Piano strategico per la casa prosegue la sua corsa, con 140 parlamentari a sostegno della proposta di riqualificare l'Italia, ma in Sardegna la meta è ancora lontana.
Sembra infatti che i concetti chiave della proposta di legge presentata dal deputato sardo Mauro Pili (con i relativi incrementi volumetrici per le ristrutturazioni che privilegino il risparmio energetico e l'utilizzo di materiali eco-compatibili) potrebbero essere previsti in misura minore rispetto alle indicazioni generali per gli ampliamenti turistici. Tra le cause di questa situazione c'è la possibile conferma - da parte dell'esecutivo di centrodestra guidato dal governatore Ugo Cappellacci - dei vincoli del Piano paesaggistico, quelli instaurati tra mille polemiche dalla Giunta Soru. Non solo vincoli (e si vocifera di nuovo del blocco dei due chilometri dalla battigia) ma anche di incrementi volumetrici che per il piano casa nazionale sarebbero maggiori di quello regionale.
INDISCREZIONI Per ora sono indiscrezioni, che però potrebbero trovare conferma molto presto. Forse già martedì, quando l'assessore all'Urbanistica Gabriele Asunis tirerà le somme degli incontri territoriali alla conferenza regionale sul Ppr a Cagliari. Tant'è che già partono i primi siluri. Dice il presidente di Confindustria sarda, Massimo Putzu: ''Sentiamo parlare di troppi vincoli, vogliamo capire bene come stanno le cose''.
CONFINDUSTRIA Aggiunge il leader degli Industriali Putzu: ''Sono situazioni talmente delicate che, prima di un pronunciamento netto, hanno bisogno della ceralacca dell'ufficialità. Senz'altro le indiscrezioni arrivano anche nelle nostre sedi e la preoccupazione esiste. Per questo, lunedì incontreremo Mauro Pili, padre della proposta di legge nazionale, per capire meglio che cosa è nel concreto questo Piano casa. E nei giorni successivi vorremmo capire dalla Regione il modo con cui sarà possibile intervenire e le implicazioni legate ai vincoli del Piano paesaggistico''.
IL PIANO CASA La proposta di legge sul Piano casa, intanto, continua a ricevere consensi. Sono 140 i parlamentari che hanno sottoscritto le integrazioni messe a punto dai parlamentari Mauro Pili e Paolo Vella al piano strategico economico e ambientale per riqualificare l'Italia. Tra questi, gli ex ministri Antonio Martino, Pietro Lunardi, Lucio Stanca, Enrico La Loggia e Mario Landolfi. La proposta di legge prevede infatti un rilancio dell'economia italiana con investimenti per 128 miliardi di euro (7,8 in Sardegna) e 750 mila nuovi posti di lavoro (45 mila nell'Isola).
LE COMPETENZE La questione da affrontare subito è - come spiega Pili - ''quella di predisporre norme regionali e nazionali in grado di trasformare il Piano casa in una rivoluzione economica, ambientale ed energetica così come sottoscritto da 140 parlamentari e dal premier Silvio Berlusconi per primo''. La strada dell'intesa istituzionale Stato-Regioni pare non soddisfare appieno le parti, come è stato sperimentato a marzo nei vertici preliminari all'approvazione del provvedimento. Il vulnus è proprio sul governo del territorio, unica competenza concorrente tra Roma e le singole realtà regionali. In Sardegna più che mai questo doppio binario necessita di un accordo sulla strada da seguire.
L'APPELLO Proprio in questa strettoia si inserisce l'esortazione a smuovere le acque di Settimo Nizzi, deputato del Pdl. L'ex sindaco di Olbia suona la sveglia alla Giunta Cappellacci: ''Il continuare a insistere sui vincoli del Ppr di Soru anche per il Piano casa non va bene''. E poi: ''È vero che non si può chiedere alla Giunta Cappellacci di trovare in pochi mesi una soluzione a tutte le emergenze della Sardegna. Ma l'esecutivo dovrebbe avere un po' più di coraggio per segnare la svolta promessa, rimettendo in piedi la fonte economica principale per il territorio, cioè l'edilizia''. Secondo Nizzi, ''i sardi attendono dalla gestione del centrodestra il superamento di una politica vincolistica che, finora, ha prodotto gli effetti opposti rispetto a quelli desiderati. Ho i miei dubbi che gli abusi siano diminuiti. Approfittando dell'opportunità offerta dal Piano casa, la Giunta dovrebbe avere il coraggio di cambiare l'impianto del Ppr sui vincoli e sugli interventi che puntino al risparmio energetico e alla qualità''.

 

18 Giugno 2009 - L'Unione Sarda
Crisi, l’allarme dell’Apisarda: ‘A rischio 4 aziende su 10’

Quasi quattro aziende su dieci sono a rischio di chiusura o di entrare in un ciclo di attività economica sommersa per effetto della grave crisi che durerà ancora per tutto il 2009. E' quanto emerge dal Rapporto congiunturale di Apisarda. Secondo l'associazione delle Pmi, in base ad un'indagine svolta su un campione di 500 imprese con 5708 addetti rappresentative del sistema produttivo isolano, si tende a confermare "in modo inequivocabile" la crescita di una scarsa fiducia sull'andamento delle performance e sulle possibilità di attuare programmi di investimento. Chi ha rischiato nel 2008, ad esempio, preferisce frenare perché tende a capitalizzare gli effetti delle scelte fatte. Gli intervistati sono moderatamente ottimisti su un cambio di atteggiamento delle banche nei loro confronti, altrimenti "il sistema produttivo locale si ridurrà ad un deserto". Cresce l'attesa di una seria politica del credito da parte delle istituzioni. Si riscontrano effetti positivi su un lieve miglioramento delle infrastrutture, in particolare quelle telematiche. La Giunta regionale di Ugo Cappellacci è sotto lente di ingrandimento: le piccole e medie imprese si attendono un'accelerazione della spesa pubblica per il sostegno, gli incentivi e i programmi di sviluppo locale e settoriale. Al Governo nazionale, infine, si sollecita l'abbattimento della pressione fiscale.
PIANO CASA. "In tempi strettissimi è opportuno mettere mano e rendere operativo il Piano casa che ancora non viene fuori". Il presidente di Apisarda, Italo Senes, ritiene che la ripresa delle costruzioni possa costituire un traino importante per smuovere l'intero sistema economico dell'isola: "Sollecitiamo tutti gli interventi necessari per far fronte a una crisi importantissima, almeno per alleviare le criticità che si stanno accentuando". Aprendo l'assemblea dedicata alla illustrazione del Rapporto congiunturale 2008, pur esprimendo un parere positivo su come si è avviato il confronto con la Regione, a cominciare dalle risorse stanziate per il fondo rischi dei Consorzi fidi, Senes ha chiesto una serie di risposte certe: sull'efficacia delle analisi dell'Osservatorio economico ("ci avrebbe evitato errori di valutazione sulla portata della crisi"); sul futuro delle politiche turistiche avviate con l'aumento dei collegamenti aerei low cost; sulla concretizzazione della continuità territoriale per le merci ("si sta facendo troppo poco"); sulla diminuzione dei tassi d'interesse applicati dalle banche alle imprese che in Sardegna sono superiori alla media nazionale.
FARRIS, RISOLVERE LE CRITICITA’. "E' stato messo il dito nella piaga sulle difficoltà che stiamo affrontando. Stiamo cercando di risolvere le criticità che abbiamo trovato e che stiamo subendo: l'eredità non è delle più facili".L'ha sottolineato l'assessore regionale all'Industria, Andreina Farris, commentando i dati sulla crisi delle piccole e medie imprese nel corso della presentazione del Rapporto congiunturale di Apisarda. L'esponente della Giunta Cappellacci si è impegnata a "industriarsi" per risolvere il nodo dell'accesso al credito e per attenuare il costo del trasporto delle merci oltre Tirreno ("senza fare scelte che contrastino con le norme comunitarie"). Per quanto riguarda il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione, la Farris ha detto che la semplificazione dei procedimenti non deve avvenire con il solo aumento delle autocertificazioni: "Non riducono il carico di lavoro degli uffici che le devono controllare. Per noi bisogna ridurre i tempi e tutti gli orpelli nel dare le risposte richieste".

 

16 Giugno 2009 - L'Unione Sarda - Lorenzo Piras
Buzzetti, nel Piano casa bene i premi di volumetria ma è necessario stringere i tempi

Le integrazioni al Piano casa del Governo piacciono ai costruttori edili. Secondo l`Ance (l`Associazione nazionale di settore), i premi in cubatura a chi risparmia energia e rispetta l`ambiente, l`aumento di volumetrie esteso agli alberghi inseriti nella proposta di legge messa a punto dal parlamentare sardo Mauro Pili, da Paolo Vella e sottoscritta da altri 84 parlamentari del Pdl, scateneranno una «rivoluzione economica nel Paese». Il maxicollegato al Piano casa prevede infatti un rilancio dell`economia italiana con investimenti per 128 miliardi di euro (7,8 in Sardegna) e 750 mila nuovi posti di lavoro (45 mila nell`Isola). Numeri che piacciono a Paolo Buzzetti, ingegnere, presidente nazionale dell`Ance: «Ma bisogna partire subito, possibilmente entro l`autunno», dice: « E` un`iniziativa estremamente positiva che punta a legare tutte le premialita` volumetriche previste dal Piano casa a un concreto miglioramento del risparmio energetico degli edifici e, nello stesso tempo, prevede misure fiscali che incentivano gli interventi di riqualificazione in chiave energetica».
Presidente Buzzetti, quindi approva i premi legati all`utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili?
«Approviamo il testo predisposto dall`onorevole Pili perche` ha il merito di cercare un unico comun denominatore delle leggi regionali per la ricezione del Piano casa, facendo salve le competenze primarie in tema di ambiente e fiscali dello Stato. Ritengo giusto battere il tasto della rivoluzione energetica: se si abbatte un edificio e` opportuno realizzare, in cambio del valore aggiunto in cubature, impianti a risparmio energetico come, del resto, ci impone l`Ue».
Ma, nei fatti, gli interventi previsti saranno davvero assimilabili a un nuovo piano Marshall?
«Lo spero. Ci auguriamo che l`Esecutivo e le autorita` regionali, ora impegnate a emanare le norme in materia, li facciano propri nel piu` breve tempo possibile».
E` un invito ad accelerare i tempi?
«La rapidita` non e` un fattore secondario. Stimiamo circa 7 milioni di case soggette all`incremento di 20 per cento di cubatura. In euro, fa investimenti per 38-40 miliardi se solo il dieci per cento dei proprietari volesse intervenire».
In Sardegna, pero`, i vincoli resteranno. Secondo lei potranno essere sciolti almeno in parte?
«La vedo difficile rispetto alla filosofia generale di intervento. La semplificazione normativa del Piano casa, semmai, potrebbe permettere di riqualificare ecomostri e abusi del passato. Penso alle vostre coste, ma anche alla situazione imbalsamata che si e` creata nel tempo a Napoli e in Calabria, dove viene impedita anche la riqualificazione dei capannoni industriali abbandonati».
E` verosimile prevedere, nelle localita` a vocazione turistica, un`estensione dei benefici agli alberghi?
«Credo che la Sardegna possa essere interessata quanto la Valle d`Aosta, che ha previsto questa possibilita` nelle sue norme di attuazione».
Quantifichi le perdite subite dai costruttori per via dei divieti.
«A livello nazionale, nel biennio 2008/2009, si stima un calo degli investimenti lordi dell`8,9 per cento rispetto al biennio precedente, pari a 14,3 miliardi in meno come valore assoluto. Dal punto di vista dell`occupazione si perderebbero 250 mila posti. Sempre che non vengano avviati subito lavori pubblici e altri provvedimenti tra cui il Piano casa».
E nella nostra Isola?
«Grosso modo i parametri sono quelli del Sud Italia. La perdita economica, in termini assoluti, sfiora il miliardo».
Puo` gia` quantificare i vantaggi per il comparto?
«Un miliardo di euro produce come moltiplicatore, considerando anche l`indotto, 18 mila addetti. Il fatturato dell`investimento e` un po` piu` difficile da prevedere. I benefici saranno comunque notevoli».
E per i cittadini?
«Il Piano casa riqualifica il Paese dal punto di vista edilizio con denaro privato e senza spese per lo Stato. E` il vantaggio piu` grande».
In Sardegna i centri storici sono bloccati. Altre limitazioni sono associate ai beni identitari. Questi lacci possono essere allentati?
«Speriamo di si`. Esistono citta` europee, penso a Londra, dove i centri storici vengono continuamente trasformati. Da noi ci sono elementi di assoluto valore da preservare, ma anche edifici senza alcun pregio da riconvertire. Un Paese moderno deve semplificare le norme e controllarne il rispetto».
C`e` chi teme un`altra stagione di speculazioni...
«In passato ci sono state perche` nessuno ha controllato. E poi perche` le leggi sono molte e spesso poco chiare. La semplificazione normativa e` la strada giusta per prevenirle».
Da tempo chiedete un regolamento valido per tutta l`Italia sulla certificazione energetica degli edifici. Perche`?
«Abbiamo chiesto indicazioni univoche a livello nazionale perche` non e` pensabile che ogni Regione o, peggio, ogni Comune, adotti una propria classificazione. Due edifici, analoghi sotto il profilo delle prestazioni energetiche
non possono essere valutati in modo differente a seconda della loro collocazione geografica. Questo non solo rischia di creare una babele, ma anche di incidere in modo inutile e dannoso sui tempi e i costi di realizzazione».
Quindi?
«Bisogna muoversi su uno stesso binario, sulla base di regole il piu` possibile razionali e omogenee».
Quando e se il maxicollegato sara` accolto, come dovranno muoversi le Regioni?
«Il risparmio energetico non deve essere un optional di ogni singola Regione. Speriamo che vengano fissati dei principi tecnici cui tutte debbano attenersi sia sul versante energetico che su quello generale».
E i Comuni?
«Manterranno una grande liberta` anche rispetto alle norme regionali. E` giusto concedere loro questa opportunita`, nel rispetto di principi generali. Altrimenti si rischia un Medio Evo moderno, in cui ogni Comune fa di testa sua per ogni cosa».
L`Ance chiedeva al Governo misure che creassero sviluppo. Il Piano casa e` la risposta che attendevate?
«Se si vara il Piano casa, si parte in autunno anche con il programma delle opere pubbliche immediatamente cantierabili previste dal ministero delle Infrastrutture e con l`housing sociale, cioe` case in affitto agevolato per le categorie piu` deboli, potremmo dirci soddisfatti».

 

12 giugno 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, in Sardegna viaggia parallelo al Ppr

In Sardegna il Piano Casa passa attraverso la definizione del Ppr, Piano Paesaggistico Regionale. Complessa l’articolazione secondo l’Assessore Regionale all’Urbanistica Gabriele Asunis, che conferma il coinvolgimento di Enti Locali ed esponenti del mondo socioeconomico nell’individuazione di una strategia condivisa per la valorizzazione del paesaggio sardo.
Nella conferenza regionale prevista per martedì 30 giugno potrà essere effettuato un bilancio sugli incontri precedenti. Risultato che consentirà la definizione delle linee guida per un sistema partecipato di governo della regione e l’individuazione delle criticità che finora hanno impedito ai Comuni della Sardegna, tranne due amministrazioni, di ultimare il processo di pianificazione.
Asunis ha annunciato che, in presenza di un buon livello di convergenza da parte degli Enti Locali sui punti di criticità del Prg, gli stessi potrebbero essere inseriti in tre o quattro articoli da collocare all’interno del ddl per il recepimento del Piano Casa. Passaggi che potrebbero concludersi entro il 15 luglio.
Nello stesso tempo il Governatore Ugo Cappellacci ha dichiarato che la Regione potrebbe essere pronta a dibattere un primo testo legislativo sul Piano Casa entro la fine del mese. Con buona probabilità il provvedimento a luglio sarà in Giunta, per passare successivamente all’esame del Consiglio Regionale.
La bozza renderà probabilmente possibile la demolizione e ricostruzione degli edifici realizzati all’interno dei centri storici negli anni ’50, che hanno degradato l’armonia urbana delle epoche precedenti. Previsti inoltre premi di cubatura per quanti demoliranno le proprie abitazioni sulla costa per edificare a più di 300 metri dal mare. Per gli alberghi, anche se nella fascia costiera, non sarà consentita la realizzazione di nuove camere, via libera invece a strutture per i congressi e centri benessere. Grazie al piano di rilancio delle costruzioni dovrebbero essere avviati circa 40 mila cantieri. Con ricadute positive sulle piccole e medie imprese.

 

10 giugno 2009 - Agi

Asunis, possibile recepire modifiche in DdL su Piano Casa

"Siamo consapevoli che l'articolazione del Piano e' complessa ma sia ben chiaro che non abbiamo nessuna intenzione di azzerare il Ppr. Se dovessimo rilevare, in previsione della conferenza regionale programmata per il 30 giugno, una forte convergenza da parte delle amministrazioni locali, su alcuni punti di criticita' del Piano, e se questi possono in qualche modo essere trasfusi in tre-quattro articoli da collocare nel ddl di recepimento del 'Piano Casa', credo che questa operazione possa concludersi positivamente entro il 15 luglio prossimo". L'ha dichiarato l'assessore regionale all'Urbanistica, Gabriele Asunis, durante la settima conferenza territoriale a San Gavino, davanti ai rappresentanti del Medio Campidano, nell'ambito della consultazione dei territori proposta dalla Giunta in vista di una revisione del Piano paesaggistico regionale.
  Le prossime conferenze in calendario si terranno il 16 giugno a Carbonia e il 23 a Nuoro.

 

3 giugno 2009 - Edilia2000.it - Arch. Lorenzo Margiotta

Il Piano Casa visto dalle Regioni

Valle d'AOSTA
Dopo aver varato il ddl regionale che prevede la possibilità di ampliare fino al 40 per cento la volumetria delle strutture ricettive, la Giunta ha all'esame una bozza di ddl anche sull'edilizia abitativa.
PIEMONTE
La Giunta regionale ha approvato un disegno di legge che snellisce le procedure in materia edilizia ed urbanistica ed attua l’intesa tra Stato, Regioni ed enti locali del 1° aprile per l’adozione di provvedimenti per rilanciare l’economia con gli interventi edilizi.
Il testo, che passa ora all’esame del Consiglio, prevede la possibilità di realizzare interventi edilizi anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti a condizione che si utilizzino tecnologie volte al risparmio energetico (da quantificare tramite la riduzione del 40% del fabbisogno di energia dell’unità edilizia per il solo ampliamento o, per la demolizione e ricostruzione, attraverso la progettazione e l’utilizzo di tecnologie volte a conseguire un significativo miglioramento della pratica corrente in riferimento a qualità ambientale ed energetica dell’edificio), al miglioramento della qualità architettonica, della sicurezza delle strutture e dell’accessibilità degli edifici.
LIGURIA
La Regione Liguria approverà entro luglio, una legge che recepirà il decreto del governo sul piano casa ma con criteri rigorosi di tutela del territorio.
I tecnici regionali hanno stimato in 200mila le abitazioni mono e bifamiliari interessate dalla possibilità di ampliamento. Le norme si concentreranno anche sulle aree rurali e sull'utilizzo di materiali e tecniche costruttive tradizionali. Demolizioni e ricostruzioni saranno legate al recupero del tessuto urbano
LOMBARDIA
Il progetto di legge prevede ampliamento fino al 20% degli edifici mono e bifamiliari con volumetria non superiore a mille metri cubi; interventi per la sostituzione di vecchi edifici residenziali, industriali o rurali con possibile incremento volumetrico del 30%; recupero degli spazi edilizi inutilizzati; riqualificazione dei quartieri di edilizia abitativa pubblica in deroga ai piani urbanistici vigenti.
TRENTINO ALTO ADIGE
La normativa in Alto Adige corrisponde già in grandi linee alle indicazioni che dovrebbero arrivare da Roma, ha detto il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder.
VENETO
Il testo è stato approvato dalla giunta il 21 aprile scorso. Consente di ampliare del 20% la cubatura e la superficie degli edifici esistenti, residenziali e non, anche sotto forma di pertinenza o di annesso. Il premio in cubatura e superficie edificabile sale al 30% nel caso di demolizione e ricostruzione di edifici fatiscenti o degradati anteriori al 1989, e lievita al 40% per gli interventi che utilizzano tecniche di bioedilizia e impianti ad energia rinnovabile.
FRIULI VENEZIA GIULIA
Il Friuli Venezia Giulia ha emanato, in data 19 maggio 2009, il Regolamento e i moduli delle domande per la "concessione di finanziamenti per la realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria", ed approverà in giugno un nuovo Codice Regionale dell'Edilizia.
Il disegno di legge prevede la possibilità di ampliare del 10% le pertinenze in attività libera, cioé senza la Denuncia di inizio attività (Dia); la possibilità di ampliare del 20% le cubature di edifici residenziali con la Dia; il permesso di costruire con il silenzio assenso, anziché con il silenzio diniego, e la definizione di alcuni standard che permetteranno di non avere disparità sul territorio regionale.
EMILIA ROMAGNA
L'Emilia-Romagna presenterà una proposta di legge che modificherà la legge 20/2000 sull'urbanistica. Severi i requisiti su sicurezza e risparmio energetico: dopo un abbattimento, per ricostruire saranno richiesti i parametri massimi di efficienza energetica.
TOSCANA
La Toscana l'8 maggio scorso ha approvato la legge regionale sulla casa. Con una semplice Dia (dichiarazione di inizio attività) sono ammessi interventi straordinari di ampliamento di case che al 31 marzo 2009 hanno le seguenti caratteristiche: tipologia mono o bifamiliare oppure tipologia con superficie utile lorda non superiore a 350 metri quadrati.
L'ampliamento è consentito fino al 20 per cento della superficie utile lorda di ciascuna unità immobiliare per un massimo complessivo dell'edificio di 70 metri quadrati di superficie utile lorda. Sono ammessi inoltre interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici abitativi con aumento fino al 35 per cento della superficie utile lorda.Le nuove costruzioni dovranno avere accorgimenti ecologici e biocompatibili.
MARCHE
Nelle Marche il piano casa regionale è al centro di una bozza di proposta di legge che dovrebbe approdare in giunta entro poche settimane. Premi di cubatura del 35% a patto che non sia cambiata la destinazione d’uso.
Vincoli condizionanti: efficienza energetica, fonti rinnovabili, norme antisismiche e standard urbanistici.
UMBRIA
Il ddl umbro, in discussione in commissione, mira ad assicurare sostenibilità ecologica, sicurezza, efficienza e funzionalità degli insediamenti e qualità del paesaggio. Definisce le norme per gli incrementi di superficie degli immobili.
LAZIO
La proposta del piano casa della Regione Lazio arriverà in giunta intorno alla metà giugno. La legge sarà particolarmente attenta al rispetto dei vincoli paesaggistici.
ABRUZZO
La Regione è in attesa della presentazione del decreto legge del Governo sul Piano casa.
MOLISE
La regione si impegna ad approvare la legge 60 giorni dopo il Dl del governo. La possibilità di ampliare dovrebbe essere concessa solo per ville mono e bifamiliari per un volume massimo di 200 metri cubi
CAMPANIA
Aumento del 20% dei volumi per villette mono e bifamiliari e del 35% per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo norme più sicure. Inoltre riqualificazione e cambio di destinazione d'uso per capannoni industriali dismessi da destinare ad abitazioni. E' quanto prevede il ddl della Regione Campania approvato dalla giunta nella riunione di giovedì 28 maggio.
BASILICATA
La Regione è in attesa della presentazione del decreto legge del Governo sul Piano casa.
PUGLIA
Il ddl è allo stadio di bozza. Dovrebbero essere esclusi dagli interventi le aree di pregio paesaggistico e storico-culturale. Per il premio di cubatura del 35% destinato agli interventi riguardanti le demolizioni e le ricostruzioni, la Regione ha approvato una legge nel 2008, che prevede incentivi per promuovere trasformazioni del territorio eco-sostenibili e bio-compatibili.
CALABRIA
Allo stato attuale la Regione Calabria non ha adottato provvedimenti relativi alla materia, in attesa del decreto legge del Governo.
SICILIA
Due i ddl presentati: ambedue prevedono la possibilità di aumentare la cubatura degli edifici tra il 20 e il 30%, anche in deroga ai regolamenti comunali; demolire e ricostruire edifici vecchi rispettando gli standard di sicurezza.
SARDEGNA  
La Regione è in attesa della presentazione del decreto legge del Governo sul Piano casa.