Regione Umbria

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

25 giugno 2009 - CasaeClima.com

L'Umbria inverdisce il piano casa

La forte propensione alla sostenibilità della nuova legge umbra sul piano casa lascia insoddisfatta l'opposizione.
Nuovo scontro politico, ma questa volta a livello regionale, tra Pdl e Verdi dopo che il Consiglio regionale dell'Umbria ha espresso voto favorevole (17 sì, 7 no e 3 astenuti) per il disegno di legge “Norme per il governo del territorio e la pianificazione e per il rilancio dell'economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”. La legge, che non decadrà dopo 18 mesi, come previsto dalla bozza di decreto legge governativo, e che resterà in vigore per incentivare il recupero edilizio, punta ad una trasformazione territoriale-edilizia che assicuri sostenibilità ecologica, sicurezza, efficienza e funzionalità degli insediamenti e qualità del paesaggio.
Novità - Queste le principali caratteristiche racchiuse nella norma regionale, che secondo la maggioranza “verde”, guidata da Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, sono obiettivi raggiungibili solo attraverso interventi innovativi sul patrimonio edilizio. “Riteniamo fondamentale che l’incremento di eventuali cubature venga realizzato con materiali e tecniche di elevata efficienza energetica e che venga richiesta la certificazione ambientale per i nuovi edifici” ha dichiarato Dottorini.
L'opposizione del Pdl - Di parere diverso l’opposizione di centrodestra, che nella nuova legge vede limiti eccessivi, implicanti l’esclusione del 70% del territorio dalle misure previste. Aperta a possibili aggiustamenti il Governatore Maria Rita Lorenzetti, pronta a modificare in itinere le condizioni troppo vincolanti.
Fiammetta Modena, capogruppo di FI e Pdl in consiglio regionale ha dichiarto: "Sul Piano casa del Governo la Regione Umbria ha preso una strada che non condividiamo, perché tradisce la volontà di fondo, che è quella di far ampliare le abitazioni alle famiglie e di rilanciare l'economia".
Tra le norme più contestate dal parte dell'opposizione c'è quella riguardante l'ampliamento fino a un massimo del 20% della superficie utile calpestabile, di cui non possono beneficiare però gli edifici rurali, e che può essere fatto solo rispettando le altezze previste dai piani regolatori generali.
In Umbria “vanificati gli effetti” - Altri elementi di dissenso sollevati dal Pdl sono l'assenza di qualsiasi incentivazione economica sui costi di costruzione, laddove le altre Regioni ne hanno previsto l'esonero o l'abbattimento. Inoltre, diversamente dalle altre Regioni, l'aumento delle cubature non si cumula con gli ampliamenti già consentiti dal Piano regolatore. E per quanto riguarda le demolizioni, laddove il Piano casa concede un incremento del 35%, in Umbria si arriva solo al 25%, con l'obbligo della certificazione di sostenibilità ambientale, che “altrove e' facoltativa ma qui serve per far fare cassa all'Arpa, così come la mancanza di agevolazioni economiche in Umbria serve a rimpinguare le casse dei Comuni umbri” - afferma Raffaele Nevi, relatore di minoranza FI-Pdl.
Ha poi aggiunto: "Tale incremento di cubature, che riguarda edifici destinati alle attività produttive e che noi abbiamo ottenuto di estendere alle imprese di servizi, viene vanificato da un comma che lo restringe alle superfici di almeno 20mila metri quadri, che vanno riqualificati sia dal punto di vista architettonico che ambientale, il che vuol dire che quasi nessun imprenditore sarà in grado di farlo, senza contare che chi deciderà di ampliare dovrà impegnarsi anche a fornire parcheggi aggiuntivi".
I verdi contro la “deregulation selvaggia” del Pdl - “Quando sentiamo esponenti del centrodestra abbandonare ogni ritegno e bollare come 'aggravanti' e come 'vincoli assurdi' la necessita' di subordinare gli ampliamenti alla certificazione di sostenibilità ambientale e l'obbligo di riqualificazione architettonica ed ambientale degli edifici abbiamo la rappresentazione plastica del modo di concepire la tutela dei beni comuni e collettivi che il Pdl coltiva. - ha dichiarato Dottorini - Per loro lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita collettiva non sono che fastidiosi lacciuoli di cui liberarsi al più presto. Noi ovviamente la pensiamo in modo completamente diverso".
I contenuti del Piano Casa umbro
Ampliamenti - Potranno essere ampliati fino a un massimo del 20 per cento della superficie utile calpestabile (Suc), gli edifici a destinazione residenziale uni-bifamiliari, di superficie, o di tipologia diversa da questi che non superino i 350 metri quadrati, e comunque entro il limite massimo di 70 mq per edificio. Ampliamenti sono consentiti anche se realizzati in forma indipendente dall’edificio, ma in questo caso sono condizionati alla valutazione di sicurezza e a interventi di miglioramento sismico. Tutte le parti ampliate dovranno assicurare “elevata efficienza energetica”. Per effettuare questo tipo di interventi sarà sufficiente la denuncia di inizio lavori (Dia) se gli immobili non sono compresi in un eventuale piano attuativo.
Demolizione e ricostruzione - Per questi interventi si prevede un incremento della superficie di non oltre il 25 per cento, con l’obbligo di conseguire la certificazione di sostenibilità ambientale prevista dalla normativa regionale. Consentiti anche ampliamenti su edifici costituiti da più alloggi (almeno 8, con superficie totale di 800 metri quadrati): in questo caso l’incremento è destinato per non meno del 50 per cento alla realizzazione di abitazioni con superficie minima di 60 mq, da affittare a canone concordato per almeno 8 anni. L’incremento di superficie, sempre nel caso di demolizione e ricostruzione, può arrivare al 35 per cento se l’intervento riguarda almeno tre edifici ricompresi in un Piano attuativo, previa certificazione di sostenibilità ambientale. Consentiti interventi di ampliamento e ricostruzione anche su edifici residenziali con presenza di destinazioni d’uso diverse a condizione che queste non superino il 25 per cento della superficie totale. Per questo tipo di intervento è consentito il procedimento edilizio abbreviato.
Attività produttive - Incrementi di superficie (ampliamento o demolizione e ricostruzione), fino a un massimo del 20 per cento, sono previsti infine per gli edifici a destinazione artigianale, industriale e per servizi (esclusi alberghieri, extralberghieri e commaeciali di medie e grandi dimensioni), in questo caso occorre siano oggetto di un piano attuativo (parere della Provincia entro 30 giorni), che interessi una superficie fondiaria di almeno 2 ettari, preveda la riqualificazione dell’intero complesso e rispetti le condizioni relative al risparmio energetico.
Ambito di applicazione - Dagli ampliamenti vengono esclusi gli edifici ricadenti nei centri storici e nelle aree soggette a vincoli di inedificabilità assoluta in base a normative statali, regionali o previste dallo strumento urbanistico generale comunale. Non potranno beneficiare della procedura semplificata gli edifici ricadenti nelle zone agricole e realizzati successivamente al 13 novembre 1997, per l'ampliamento degli edifici realizzati in data anteriore al 13 novembre 1997 resta fermo il limite di superficie complessiva di quattrocentocinquanta metri quadrati previsto dal comma l dell'articolo 35 della legge regionale “11/2005”. Esclusione anche per gli edifici situati nelle zone a rischio frana e idraulico, per quelli ricadenti negli ambiti concernenti rispettivamente la riserva integrale e quella generale orientata dei parchi nazionali, classificati come beni culturali, edilizia speciale, monumentale o atipica ricadenti nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico.
Non rientrano nella nuova normativa anche gli edifici eseguiti in assenza di titolo abilitativo e che non abbiano conseguito al 31 marzo 2009 il titolo abilitativo a sanatoria a seguito dell’accertamento di conformità o del condono edilizio; gli edifici ricadenti in zone omogenee o ambiti dove lo strumento urbanistico preclude la possibilità di realizzare ampliamenti o ristrutturazioni che riguardino la completa demolizione e ristrutturazione dell’immobile. Gli incrementi della superficie non si cumulano con quelli eventualmente consentiti dagli strumenti urbanistici comunali o da norme regionali. I Comuni possono comunque, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, escludere l’applicabilità di queste norme o stabilire percentuali inferiori di ampliamento.
Condizioni - La legge definisce una serie di condizioni tecniche e applicative cui tutti gli interventi di ampliamento dovranno attenersi. Tra queste, la garanzia del miglioramento della qualità architettonica e ambientale; il divieto di superare le altezze massime previste dagli strumenti urbanistici; il mantenimento degli allineamenti stradali, fasce di rispetto, e distanze minime; l'applicazione della normativa antisismica. Inoltre, gli interventi di demolizione, ricostruzione e ampliamento andranno subordinati al reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali relativamente all'intero edificio comprensivo dell'ampliamento.

16 giugno 2009 - Edilportale.com - Paola Mammarella

Piano Casa, in Umbria le norme si sdoppiano

È in fase di assestamento la versione del Piano Casa umbro. Dal disegno di legge per il governo e la pianificazione del territorio, che prevede anche norme sugli ampliamenti edilizi, verrà stralciata tutta la parte relativa ai diritti edificatori, con particolare riferimento ai concetti di premialità, perequazione e compensazione, contenuti negli articoli dal 31 al 46.
Il loro contenuto verrà però riproposto con un disegno di legge separato, da approvare entro questa legislatura, così come annunciato dalla presidente della Giunta regionale Maria Rita Lorenzetti. Gli emendamenti definiranno meglio il ruolo prettamente programmatorio della Regione, distinguendolo da quello di copianificazione di Province e Comuni. Due strumenti distinti per la pianificazione territoriale quindi. Da una parte il Dst, Disegno strategico territoriale, dall'altra il Ppr, Piano paesaggistico regionale.
La novità sostanziale consiste nel prevedere forme di raccordo istituzionale nei territori confinanti con altre regioni, in base a un ruolo definito degli enti direttamente interessati.
L’obiettivo, assicura il Governatore Lorenzetti, è quello di portare il provvedimento in aula nel più breve tempo possibile, per evitare che la scadenza fissata al prossimo 30 giugno possa far scattare i poteri sostitutivi del Governo nei confronti della Regione.
Con questo assetto normativo la Regione mira a diventare un laboratorio di sostenibilità e gestione del territorio, con una attenzione particolare a sicurezza, funzionalità degli insediamenti e qualità del paesaggio. La gestione del territorio sarà attuata secondo i criteri di sussidiarietà e copianificazione, in modo da assicurare un governo multilivello e condiviso delle risorse.
Ricordiamo che il Piano Casa dell’Umbria ammette ampliamenti volumetrici del 20% degli edifici a destinazione residenziale, demolizioni e ricostruzioni con premio di cubatura de 25% da abbinare alla certificazione di sostenibilità ambientale di classe B. La Regione apre anche agli aumenti per gli edifici composti da almeno 8 alloggi, per una superficie totale di 800 metri quadri, con il vincolo di destinare il 50% dell’incremento alla realizzazione di abitazioni non inferiori ai 60 metri quadri, da affittare a canone concordato.
Nel caso di demolizione e ricostruzione l’aumento di superficie può raggiungere il 35% se l’intervento riguarda tre edifici compresi in un piano attuativo. Sono inoltre consentiti aumenti di cubatura del 20% per gli edifici a destinazione produttiva oggetto di un piano attuativo su una superficie fondiaria di 2 ettari. Per la semplificazione delle procedure è stato proposto il Pea, Procedimento edilizio abbreviato, con la previsione del silenzio - assenso entro 60 giorni (Leggi Tutto).

15 giugno 2009 - Umbrialeft - Eugenio Pierucci

Piano casa: presentati in seconda commissione gli emendamenti al disegno di legge sul "Governo del territorio"

Continua in II Commissione l’approfondimento sui contenuti del disegno di legge della Giunta regionale inerente “Governo del Territorio e Pianificazione” che prevede anche norme sugli ampliamenti edilizi, e una serie di facilitazioni per incentivare la ripresa del settore edilizio previsti nel cosiddetto “Piano casa”.
Durante la riunione di questa mattina sono stati presentati gli emendamenti proposti dalla Giunta regionale (rappresentata dal Presidente Lorenzetti e dall'assessore Bottini) e dai consiglieri Dottorini (verdi e civici), Girolamini (Sdi), Fronduti e Nevi (FI – Pdl).
Gli emendamenti dell'Esecutivo di Palazzo Donini (che si aggiungono a quelli già illustrati nell'ultima riunione della Commissione) modificano la terza parte del disegno di legge, prevedendo in particolare la possibilità di produrre il 50 per cento dell'acqua calda utilizzata attraverso tutte le fonti rinnovabili e non soltanto con i pannelli solari.
Per Raffaele Nevi il disegno di legge deve essere modificato per fare in modo che la parte riguardante gli ampliamenti ritorni alla filosofia originale dell'accordo Stato - Regioni (cosiddetto Piano Casa), eliminando le limitazioni, ritenute eccessive, “imposte dalla Giunta, soprattutto per quanto riguarda le aree rurali”. Per questo motivo Nevi propone di rendere le norme sul governo del territorio prevalenti su tutti gli altri strumenti urbanistici; di estenderne l'applicazione anche alle zone agricole; di cancellare la possibilità per i Comuni di escludere alcune zone dall'applicazione delle norme; di rendere non vincolanti (nell'applicazione della legge e nell'ampliamento degli edifici) le previsioni sulle altezze massime stabilite dal Piano regolatore.
Le proposte di modifica firmate dal consigliere Ada Girolamini puntano a: rinforzare il livello di partecipazione dei cittadini alla definizione della pianificazione; specificare il ruolo delle Province; rendere decennale (e non quinquennale) il Piano paesaggistico regionale; eliminare la possibilità per i Comuni di escludere attraverso una delibera l'applicazione delle misure relative agli ampliamenti previste nel disegno di legge; includere gli edifici a destinazione commerciale, per servizi e per imprese agricole tra quelli su cui è possibile intervenire e le zone di tipo E (agricolo) tra quelle in cui possono essere utilizzate le quantità edificatorie generate da premialità o compensazioni. Infine viene proposto di consentire ampliamenti in altezza che superino, di un massimo di 3 metri, i limiti fissati dal Piano regolatore.
Oliviero Dottorini ha proposto di consentire, in alternativa all'aumento delle volumetrie, il recupero a fini abitativi delle parti inutilizzate degli edifici residenziali, come taverne e sottotetti. Inoltre gli edifici ricostruiti a seguito di una demolizione dovranno conseguire la certificazione di sostenibilità ambientale, almeno in classe A.
Armando Fronduti ha infine presentato degli emendamenti “finalizzati al corretto riequilibrio dei principi che suddividono le competenze sul governo e la tutela del territorio (Stato) e quelle sulla valorizzazione del paesaggio (Regione). C'è la necessità di integrare il testo con la giurisprudenza costituzionale in materia di governo del territorio e tutela e valorizzazione dei beni culturali”.

10 giugno 2009 - Asca

Piano Casa - Dottorini (Verdi), bene stralci della Lorenzetti

''Decisione in linea con quanto formalmente richiesto dai Verdi e civici. Rimosso il principale ostacolo all'approvazione del piano-casa entro i termini stabiliti. Una scelta saggia e opportuna che aiuta a separare le scelte della giunta dalle imposizioni scellerate del governo Berlusconi''. Lo ha detto il capogruppo regionale dei Verdi e civici, Oliviero Dottorini, accogliendo la decisione annunciata dalla presidente Lorenzetti, di stralciare le norme sui diritti edificatori e premialita' dalle norme che recepiscono il cosiddetto Piano-casa del governo. ''Siamo soddisfatti di questa scelta che i Verdi e civici avevano sostenuto presentando in commissione una richiesta formale di stralcio di tutti gli articoli che non sono direttamente riferiti al 'Piano-casa', richiesta che oggi la Giunta ha nella sostanza accolto. Al contrario del Piano-casa del governo infatti - ha aggiunto il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali Dottorini - gli articoli relativi alle norme sui diritti edificatori, perequazione, premialita' e compensazione non hanno l'esigenza di essere approvati urgentemente, ma anzi, visto che influenzeranno il governo del territorio per i decenni futuri necessitano di una riflessione seria e approfondita''.
Per il rappresentante dei Verdi Civici, rimane invece inalterato il giudizio fortemente critico sul Piano del governo Berlusconi e ''proprio per questo - ha concluso Dottorini - e' opportuno che l'Umbria si assuma l'onere di provare a limitarne i danni legiferando entro il 30 giugno, per non lasciare la possibilita' di ricorrere ai poteri sostitutivi ad un esecutivo nazionale che ha ormai dimostrato di non tenere in alcuna considerazione le esigenze della collettivita' e che rischierebbe di provocare danni irreversibili alle nostre piu' importanti risorse quali l'ambiente e il paesaggio''.

 

10 giugno 2009 - Asca

Piano Casa - Lorenzetti annuncia stralci

Dal disegno di legge umbro ''Governo del territorio e pianificazione'' che prevede anche norme sugli ampliamenti edilizi, previsti a livello nazionale dal cosiddetto Piano casa verra' stralciata tutta la parte relativa ai diritti edificatori, in particolare ai concetti di premialita', perequazione e compensazione (in pratica tutti gli articoli che vanno dal 31 al 46); ma ''il loro contenuto verra' subito riproposto, con un disegno di legge separato da approvare comunque entro questa legislatura''. Lo ha annunciato la presidente della Giunta regionale, Maria Rita Lorenzetti, a Palazzo Cesaroni all'inizio della seduta odierna della seconda Commissione consiliare, presieduta da Franco Tomassoni. La presidente ha precisato che domani stesso, verranno ufficializzati gli emendamenti, sulla prima parte del disegno di legge, che in pratica definiscono meglio il ruolo prettamente programmatorio della Regione, distinguendolo da quello di copianificazione di Province e Comuni, con la novita' sostanziale di prevedere forme di raccordo istituzionale nei territori confinanti con altre regioni, con un ruolo definito degli enti direttamente interessati.
La Lorenzetti che ha anche annunciato ''piena disponibilita' dell'esecutivo a partecipare a tutte le sedute della Commissione per approfondire il disegno di legge ed esaminare gli emendamenti che la stessa minoranza vorra' presentare, mentre ha espresso alla Commissione, il desiderio di portare al voto dell'Aula il testo in tempi utili per evitare che la scadenza fissata per il prossimo 30 giugno, in assenze di proroghe, possa far scattare i poteri sostitutivi del Governo nei confronti della Regione.

 

7 Maggio 2009 - Asca

Vivere Sostenibile - Isola Polvese, rinnovata certificazione

'Certificata'' Isola Polvese. Alla piu' grande delle isole del Trasimeno, spiega una nota della Provincia di Perugia, e' stata rinnovata per un altro triennio la certificazione ambientale, secondo i requisiti della Norma UNI EN ISO 14001: 2004. La certificazione, che risale al 2005, riguarda le attivita' e i servizi svolti presso l'isola, dalla gestione del patrimonio immobiliare, alla gestione degli impianti di fitodepurazione, fino alle attivita' turistiche, agronomiche, didattiche ed economiche. La validita' triennale del certificato ha reso necessario il suo rinnovo, avvenuto ad opera dell'organismo preposto, il quale ha ritenuto il sistema di gestione ambientale applicato presso la Polvese adeguato ed efficiente. ''La conferma del rinnovo - si legge in una nota dell'Area Ambiente e territorio - e' un importante risultato dovuto all'impegno dei nostri Uffici''. La certificazione ambientale e', allo stato attuale, uno dei processi piu' innovativi che si sviluppano sullo scenario europeo e internazionale e rappresenta il riconoscimento, da parte di un organismo indipendente ed accreditato, dell'impegno di un'organizzazione a controllare l'impatto ambientale delle proprie attivita' attraverso la realizzazione di un Sistema di Gestione Ambientale, al fine di salvaguardare l'ambiente in un'ottica di sviluppo sostenibile.
''Il rinnovo del certificato - conclude la nota - rappresenta uno stimolo per le strutture organizzative e per quelle istituzionali a progredire in un percorso che richiede coerenza, impegno, creativita' e innovazione. E' pertanto una sfida per un ambito, come quello pubblico, dove spesso ci si perde nei meandri di una burocrazia che rallenta le azioni e impoverisce gli entusiasmi''. Il progetto di certificazione ambientale dell'Isola Polvese, oltre a salvaguardare l'isola, consente di attrarre un turismo europeo attento alla componente ambientale, con possibili ricadute positive anche dal punto di vista economico; rappresenta infine un modello per altri interventi sul territorio provinciale..

 

7 Maggio 2009 - Asca

Attualità - Rifiuti, problema detriti edilizia in piano regionale

Il problema dei siti di raccolta e stoccaggio dei detriti per le lavorazioni in edilizia, posto dalle organizzazioni regionali di categoria delle imprese edili, e' compreso nel Piano Rifiuti della Regione Umbria. Lo rende noto l'assessorato all'ambiente evidenziando che e' sta inserita nel Piano recentemente approvato una specifica norma che consentira' di risolvere il problema. Nella nota si ricorda come la Regione si sia da tempo attivata al fine di giungere a una positiva soluzione del problema, accresciuto da norme statali piu' rigide sotto il profilo delle autorizzazioni. L'assessore regionale all'ambiente Lamberto Bottini ha anche in programma una riunione con i rappresentanti umbri dell'Associazione dei Comuni che hanno competenze circa l'individuazione dei siti. Successivamente incontrera' i rappresentanti delle associazioni dei costruttori per illustrare loro il contenuto delle norme approvate e le soluzioni individuate. A loro verra' chiesto anche di sensibilizzare i soggetti privati proprietari di siti che potrebbero essere utili affinche' collaborino con le istituzioni. La norma approvata (''Terre e rocce da scavo per il recupero ambientale di cave dismesse'') consentira' la soluzione sia del problema dei siti che quello del loro recupero ambientale. Approvata, inoltre, un'altra norma che semplifica l'iter amministrativo anche per quanto attiene i materiali provenienti da cantieri di piccole dimensioni.

 

3 giugno 2009 - Edilia2000.it - Arch. Lorenzo Margiotta

Il Piano Casa visto dalle Regioni

UMBRIA
Il ddl umbro, in discussione in commissione, mira ad assicurare sostenibilità ecologica, sicurezza, efficienza e funzionalità degli insediamenti e qualità del paesaggio. Definisce le norme per gli incrementi di superficie degli immobili.