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28 luglio 2009 - Asca
Piano Casa - Menna (UdC) presenta DdL
Un progetto di legge regionale ''Azioni straordinarie per il rilancio dell'economia e la riqualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Regione Abruzzo'' e' stato presentato dal Capogruppo dell'Udc Antonio Menna. ''L'iniziativa- ha spiegato Menna- trae origine da quanto stabilito nell'intesa in sede di Conferenza Unificata con il fine di incoraggiare il rilancio dell'economia ed, in particolare,il comparto dell'edilizia, nonche' rispondere ai bisogni abitativi delle famiglie''.
Nel merito la proposta affronta il problema del recupero sia per fini residenziali nonche' per altri scopi previsti dagli strumenti urbanistici. La proposta si occupa poi delle aree destinate all'agricoltura al fine di favorire il recupero di parti inutilizzate degli edifici; le procedure piu' snelle per definire i processi autorizzativi; gli interventi in direzione dell'ampliamento degli edifici residenziali e la sostituzione degli edifici residenziali e produttivi esistenti. ''Ma il progetto di legge - ha spiegato ancora Menna - introduce alcune cautele generali per la salvaguardare la sicurezza del territorio e dei cittadini come il rispetto delle condizioni di inedificabilita' per vincoli ambientali, idrogeologici, paesaggistici e monumentali ma anche il rispetto delle normative in materia di sicurezza, igiene, paesaggio e beni culturali. Viene inoltre data la possibilita' ai comuni di fornire indicazioni sulle modalita' costruttive per le aree non sottoposte a vincolo paesaggistico, previo parere della commissione per l'ambiente''.
28 luglio 2009 - Pagine Abruzzo
"Piano Casa" l'Italia dei valori pronta a votare
Il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Regione Costantini, con l’adesione del Partito Democratico, ha proposto in Commissione alla maggioranza di centro-destra di approvare in tempi rapidissimi la legge sul “Piano Casa”, venendo incontro da subito ai 6.000 cittadini abruzzesi proprietari di abitazioni che hanno necessità di un rapido intervento.
Costantini, peraltro, ha proposto di approvare un testo di legge in linea con quanto approvato nell’accordo di fine marzo tra Berlusconi e i rappresentanti di tutte le regioni d’Italia. Si tratta quindi di un piano che non è né rivoluzionario, né antigovernativo, bensì risolutivo dei reali problemi dei cittadini che attendono un corretto provvedimento.
La maggioranza, seguendo le direttive di Chiodi, ha detto no, ma in questo modo ha anche chiarito una volta per tutte che non gli importa nulla dei problemi dei piccoli proprietari, ma solo degli interessi dei costruttori e degli speculatori, divenuti i veri beneficiari di un piano che – nelle intenzioni dello stesso Berlusconi – doveva interessare soltanto le singole abitazioni utilizzate.
Questo la nota inviata:
"L’Italia dei Valori è pronta a votare anche giovedì, in Consiglio regionale, un testo che riproduca finalità e limiti delle disposizioni contenute ai punti 1, 2 e 3 dell’Intesa Stato-Regioni del 1° aprile 2009.
In questo modo la Regione Abruzzo potrà rispettare il termine del 30 luglio, fissato nella stessa intesa per l’approvazione delle singole leggi regionali ed evitare un’ulteriore brutta figura a livello nazionale.
Tre sono i punti previsti nell’Intesa Stato-Regioni:
L'ampliamenti finalizzati a migliorare la qualità architettonica ed energetica degli edifici entro il 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di volumetria non superiore ai 1.000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi; La demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell’efficienza energetica ed utilizzo di fonti di energie rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale; l'introduzione di forme semplificate e celeri per l’attuazione degli interventi edilizi di cui alle lettere a) e b).
Tutte le deroghe a questi principi potranno essere trasferite dalla maggioranza nelle sedi proprie, ad esempio nell’esame della nuova legge urbanistica regionale ed approfondite a partire da settembre; in quelle sedi l’Italia dei Valori farà valere le ragioni della propria contrarietà.
Facciamo in modo che il “Piano Casa” resti un piano casa, destinato esclusivamente a soddisfare i bisogni abitativi delle singole famiglie nei loro livelli essenziali.
E se questa è la finalità condivisa nell’Intesa Stato-Regioni, facciamo anche in fretta, depurando il testo della Giunta da tutte le disposizioni che anche i dirigenti regionali hanno definito ”intruse”, rispetto al Piano Casa".
27 luglio 2009 - Pagine Abruzzo
Costantini: "Il Piano Casa di Chiodi favorisce i costruttori"
Questa mattina il consigliere regionale, Carlo Costantini, ha illustrato la posizione del gruppo dell'Italia dei Valori nei confronti del Piano Casa varato dalla Giunta Chiodi. “Quello di Chiodi -ha spiegato Costantini- non è un Piano Casa finalizzato a soddisfare i bisogni abitativi nei loro livelli essenziali, come prescrive l’intesa Stato-Regioni siglata il 1 aprile 2009. I piccoli proprietari sono, infatti, il pretesto, mentre gli interessi economici dei grandi costruttori costituiscono il reale obiettivo”. All’incontro erano presenti anche il Coordinatore Regionale IdV Abruzzo senatore Alfonso Mascitelli e i consiglieri regionali IdV Paolo Palomba, Camillo Sulpizio, Lucrezio Paolini e Gino Miano.
“Gli obiettivi dell’intesa Stato-Regioni del 1 aprile 2009 – ha proseguito il capogruppo IdV Costantini - sono stati completamente disattesi o, meglio, sono stati assunti come pretesto per introdurre una normativa che disciplina solo in minima parte i livelli essenziali dei bisogni abitativi dei cittadini abruzzesi. Il resto è un gigantesco regalo ai costruttori, che avranno a disposizione qualche milione di metri cubi da realizzare, non solo di edilizia residenziale, in deroga a tutto, senza garanzie effettive sul miglioramento della qualità architettonica, senza garanzie effettive sul reale e più avanzato utilizzo delle nuove tecniche in materia di risparmio energetico, senza garanzia effettive sull’utilizzo delle tecniche più evolute in materia di prevenzione del rischio sismico, neppure nelle zone maggiormente esposte.
Tale enorme colata di cemento andrà in larga parte a collocarsi all’interno delle nostre città, in deroga ai piani regolatori e ai loro parametri urbanistici, aumentando in modo rilevante il potenziale insediamento di nuovi cittadini, ma al tempo stesso riducendo in misura corrispondente la disponibilità di servizi, di spazi pubblici, di scuole, di aree verdi, di impianti sportivi, di parcheggi e altro. Forse 6.000 famiglie abruzzesi – ha continuato il capogruppo IdV Costantini - avranno la possibilità di aggiungere una cameretta alle loro abitazioni (erano queste le stime originarie pubblicate su Il sole 24 ore). Sarà poco o nulla, però, se paragonato a quello che riceveranno i costruttori e a quello che gli stessi cittadini perderanno, in termini di qualità della loro vita. E’ il solito schema, già diffusamente utilizzato dal Pdl sulla sicurezza, sulla giustizia, sull’istruzione: i bisogni primari dei cittadini il pretesto, da utilizzare per la comunicazione; la tutela e la salvaguardia degli interessi dei poteri forti, il reale obiettivo da perseguire”.
9 luglio 2009 - Apcom
Sisma Abruzzo; Piano casa, rischio di fuga dall'Aquila in inverno
I cantieri del Piano Casa del Governo e i futuri alloggi della Scuola Guardia di Finanza di Coppito, che al momento ospitano il G8, non basteranno a dare un tetto a tutti gli sfollati entro l'inverno. E la situazione si potrebbe aggravare ulteriormente se non partirà a breve la cosiddetta "ricostruzione leggera", che aspetta la certezza dei fondi Governativi per aprire i cantieri nelle case solo leggermente toccate dal sisma. Senza la messa a disposizione delle case sfitte aquilane - i comitati chiedono addirittura di requisirle - è alto il rischio di un ulteriore spopolamento della città già duramente provata da chi se ne è andato per motivi di lavoro, dagli studenti universitari fuori sede e dalle famiglie che hanno scelto di andare sulla costa.
L'assegnazione degli alloggi in affitto - la cosiddetta sistemazione alternativa già sperimentata in Umbria nel sisma del 1997 - prevede di dare alloggi agli sfollati che possono essere dislocati in tutto "il territorio dell'Abruzzo" a secondo della disponibilità di alloggi fornita al comune dai privati. E' chiaro che un ruolo rilevante lo giocano i costruttori aquilani. Prima del sisma c'erano 3.000-3.500 alloggi non venduti: non si sa di questi quanti siano rimasti agibili, ma si pensa almeno il 60 per cento, essendo in complessi residenziali nuovi. Lo Stato è disposto tra l'altro a pagare bene gli affitti per le strutture sfitte: nella delibera si legge che un monolocale si può affittare a 400 euro, un bilocale a tre posti letto 500 euro, trilocale a 600. un quadrilocale 800.
Ma l'assegnazione degli alloggi è lontana: il comune non si è ancora riunito per apporre i parametri di assegnazione. Si sa soltanto che massima priorità è data agli anziani e alle famiglie senza reddito perchè con genitori senza lavoro. Troveranno più difficoltà in graduatoria i dipendenti pubblici. Ma la partita è tutta da giocare. La commissione si riunirà la prossima settimana e per agosto dovrebbero iniziare a lavorare alle graduatorie.
A Scoppito, Fossa, Sant'Elia e Sassa - la periferia dell'Aquila - c'è un vero e proprio boom di casette in legno che vengono piantate nei giardini di villette. Case da 50 a 80 metri quadri, in attesa che passi la paura che si finisca la ricostruzione. Mentre a L'Aquila città le casette di legno stanno diventando bar, chioschi, pizzerie, tabacchi e persino pub. Chi investe nel legno è scettico sulla ricostruzione veloce promessa dalla Protezione civile.
2 luglio 2009 - CasaeClima.com
Piano Casa - Le regioni al traguardo, il Governo no
Solamente Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Veneto e la Provincia di Bolzano hanno rispettato l'accordo Governo--Enti locali dello scorso 1 aprile in cui si gettavano le basi del Piano Casa tanto voluto dal premier. Quasi tutte però hanno seguito le indicazioni di massima scaturite dallo stesso protocollo in cui si le regioni si impegnavano con il governo a varare entro 90 giorni delle proprie normative, seguendo una disciplina che prevede ampliamenti al 20 per cento per le ristrutturazioni e del 35 per cento in caso di demolizioni e ristrutturazioni.
Manca ancora però il decreto di semplificazione che il Governo doveva emanare dieci giorni dopo l'accordo dell'1 aprile. L'accordo con le regioni è stato necessario perché l’edilizia rientra nella «legislazione concorrente» tra esecutivo e regioni. Secondo le stime, il piano casa comporterebbe un indotto medio di circa 60 miliardi tra il 2009 e il 2012 grazie all’impennata del settore dell’edilizia, stimata intorno al 30%.
Ma per avere un quadro completo di come si stia costruendo il Piano casa nazionale andiamo nelle singole regioni a constatare i progressi fatti al 30 giugno 2009.
Abruzzo
Il terremoto ha bloccato l'iter della legge. Ora si lavora ad una legge sul piano casa e un'altra sulle norme anitisismiche che diventeranno più stringenti. L'Aquila dovrebbe passare da classificazione sismica R2 a R1.
