Regione Basilicata

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

8 luglio 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, la Basilicata deroga ai limiti di altezza

''Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell'economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente''. È la bozza di Piano Casa per l’aumento delle cubature approvata dalla Giunta della Regione Basilicata su proposta dell’Assessorato all’Ambiente, Territorio e Politiche per la Sostenibilità.
L’ok della Giunta Regionale è arrivato dopo l’esame del disegno di legge da parte di ordini professionali, associazioni di categoria e sindacati per la presentazione di eventuali osservazioni e proposte di modifica al testo.
Interventi ammessi: Previsto l’ampliamento volumetrico delle abitazioni in caso di ristrutturazione o demolizione e ricostruzione, che non possono prescindere dal raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico, messa in sicurezza e miglioramento della qualità abitativa.
Patrimonio esistente: Ammessi agli aumenti di cubatura gli edifici residenziali esistenti, legittimamente realizzati o condonati, e quelli in fase di realizzazione. Nel caso di tipologia monofamiliare isolata la superficie massima per accedere agli interventi ammonta a 200 metri quadrati, mentre gli immobili bifamiliari possono raggiungere anche i 400 metri quadri. Gli ampliamenti non possono superare il 25% della volumetria esistente a fronte di una riduzione minima del 20% nel fabbisogno energetico dell’intero edificio. Devono essere effettuati in contiguità con l’edificio esistente e rispettare i limiti delle distanze previsti dalla normativa vigente. Dopo gli ampliamenti gli edifici esistenti possono essere suddivisi in nuove unità abitative, con superficie non inferiore ai 45metri quadri, che per 10 anni non possono mutare la propria destinazione d’uso residenziale.
Demolizioni e ricostruzioni: Il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, realizzato dopo il 1942, può beneficiare di un premio di cubatura fino al 40% a condizione che vengano utilizzate tecniche di bioedilizia e pannelli fotovoltaici. La dotazione di verde deve invece aumentare del 60%. Previsti controlli a campione sul miglioramento energetico da parte dei Comuni. L’intervento di demolizione e ricostruzione implicherà necessariamente una riduzione del fabbisogno energetico dell’immobile non inferiore al 30% dei consumi totali. Indispensabile il rispetto delle distanze minime previste dagli strumenti urbanistici, al contrario il limite delle altezze può essere superato di 3 metri.
Impatto della legge: La norma regionale, una volta approvata, deroga per due anni agli strumenti urbanistici vigenti e snellisce le procedure dal momento che, per l’avvio dei lavori, è sufficiente la Dia, Denuncia di inizio attività, sottoscritta da un tecnico abilitato. Introdotto anche il fascicolo di fabbricato obbligatorio, definito con regolamento da approvare entro 30 giorni dall’entrata n vigore della legge. La breve durata delle disposizioni potrebbe portare a uno sviluppo disomogeneo secondo l’Ordine degli Architetti di Matera, che propone una pianificazione di almeno 10 anni.
Limiti normativi: Come accade anche in altre Regioni, i Comuni possono ampliare o restringere l’ambito di applicazione delle norme regionali, coinvolgendo o escludendo determinate zone urbane. Restano comunque esclusi i centri storici e i tessuti consolidati, riconducibili a zone sature, a rischio, di valore storico, culturale o architettonico. Tutti gli interventi devono essere effettuati nel rispetto della normativa vigente in materia di rapporti di lavoro, aspetti previdenziali, assistenziali e sicurezza dei cantieri.

2 luglio 2009 - CasaeClima.com

Piano Casa - Le regioni al traguardo, il Governo no

Solamente Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Veneto e la Provincia di Bolzano hanno rispettato l'accordo Governo--Enti locali dello scorso 1 aprile in cui si gettavano le basi del Piano Casa tanto voluto dal premier. Quasi tutte però hanno seguito le indicazioni di massima scaturite dallo stesso protocollo in cui si le regioni si impegnavano con il governo a varare entro 90 giorni delle proprie normative, seguendo una disciplina che prevede ampliamenti al 20 per cento per le ristrutturazioni e del 35 per cento in caso di demolizioni e ristrutturazioni.
Manca ancora però il decreto di semplificazione che il Governo doveva emanare dieci giorni dopo l'accordo dell'1 aprile. L'accordo con le regioni è stato necessario perché l’edilizia rientra nella «legislazione concorrente» tra esecutivo e regioni. Secondo le stime, il piano casa comporterebbe un indotto medio di circa 60 miliardi tra il 2009 e il 2012 grazie all’impennata del settore dell’edilizia, stimata intorno al 30%.
Ma per avere un quadro completo di come si stia costruendo il Piano casa nazionale andiamo nelle singole regioni a constatare i progressi fatti al 30 giugno 2009.
Basilicata
Approvato dalla Giunta il 24 giugno il provvedimento attende il varo del Consiglio. In Basilicata sarà possibile ampliare fino al 20 per cento la volumetria degli edifici residenziali mono e bifamiliari, e aumentare la superficie complessiva fino al limite massimo del 40 per cento in caso di demolizione e ricostruzione. I premi di cubatura saranno subordinati alla riduzione dei consumi di energia e al rispetto delle norme antisismiche: maggiore è il risparmio energetico, maggiore è la possibilità di ampliamento. Inoltre, sia per gli interventi di ristrutturazione che per quelli di demolizione e ricostruzione non sarà necessaria la licenza edilizia ma basterà la Dichiarazione di inizio attività (Dia).
“Si tratta di un Piano straordinario – ha spiegato l’assessore Santochirico – che intende incidere sulla riqualificazione del patrimonio edilizio, con edifici, quartieri ed insediamenti residenziali che abbiano un impatto limitato e garantiscano un’elevata qualità della vita. Il via libera agli aumenti, infatti, sarà concesso solo a fronte di un alleggerimento del carico ambientale degli edifici che abbiano un titolo edilizio, escludendo, quindi, le opere abusive. Gli interventi non potranno essere realizzati nei centri storici e nelle aree sotto tutela”.