Regione Emilia RomagnaPiano Casa Governo Berlusconi 2009 |
![]() |
24 luglio 2009 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa Parma, incentivi su qualità e rinnovabili
Dopo l’approvazione della Legge Regionale 6/2009 per il rilancio delle costruzioni attraverso la riqualificazione edilizia e gli interventi per gli aumenti volumetrici, il Piano Casa coinvolge il Comune di Parma. Previsti incentivi per chi decide di migliorare la qualità degli edifici storici ristrutturando la propria facciata o utilizzando fonti di energia rinnovabile.
Nel caso di edifici esistenti è possibile ottenere un premio volumetrico accompagnato dalla semplificazione delle pratiche burocratiche, attraverso la sostituzione della Dia, Denuncia di inizio attività, con una comunicazione preventiva all’amministrazione competente. Previsti incentivi nella fase di cantierizzazione, soprattutto in riferimento all’accesso dei mezzi d’opera, ma anche la riduzione della tassa per occupazione del plateatico per il montaggio del ponteggio per un periodo massimo di 6 mesi. Concesso lo scomputo delle superfici necessarie ad accogliere accorgimenti strutturali e impiantistici collegati all’utilizzo delle energie rinnovabili e al riscaldamento/raffrescamento passivo. La riduzione della tassa di occupazione del suolo pubblico ammonterà al 40% per gli edifici non sottoposti a tutela e al 50% per quelli storici. Diminuiscono anche gli oneri di urbanizzazione secondaria: del 20% se con gli interventi si raggiunge la classe energetica C, del 25% per la B e del 30% per la A. Le strutture possono essere modificate attraverso il recupero dei sottotetti esistenti a fini abitativi, l’inserimento di tasche nel tetto e la possibilità di aumentare il rapporto aero-illuminometrico.
Per gli interventi di riqualificazione energetica che consentono un aumento del 10% del livello di isolamento è possibile derogare di 20 centimetri alle distanze minime e di 25 centimetri alle altezze massime consentite.
I vani tecnici, indispensabili per riporre contatori o trasformatori, non determinano nuovi volumi se inferiori al 15% dell’edificio esistente.
Anche sulle nuove costruzioni sono consentiti interventi con aumento di cubatura a prescindere che rientrino nel Poc, Piano operativo comunale, e lo scomputo per le strutture atte a favorire la diffusione delle rinnovabili. Se gli interventi consentono il raggiungimento della classe energetica C non si computa come superficie lorda utile lo spessore dei miri perimetrali che eccede i 30 centimetri. Nel caso di classi B o A si arriva rispettivamente a 15 centimetri o all’intero spessore. I vani tecnici non sono conteggiati ai fini della superficie lorda utile se integrati nell’involucro esterno dell’edificio.
Tra gli incentivi su oneri e procedure edilizie per gli anni 2009 e 2010 sono compresi la rateizzazione degli oneri, il congelamento dei valori relativi alle monetizzazioni, il prolungamento automatico della proroga sulla scadenza della Dia e l’omogeneizzazione dei tempi di realizzazione delle opere di urbanizzazione ai tempi di realizzazione degli stralci funzionali dei Pua, Piani urbanistici attuativi.
Le agevolazioni investono anche gli strumenti di pianificazione. Diminuita la superficie minima necessaria per l’attivazione dei sub-ambiti di trasformazione garantendo la progettazione unitaria e la funzionalità delle urbanizzazioni. Partiranno invece immediatamente i sub-ambiti di trasformazione produttivi e misti e di quelli legati alla realizzazione di opere di interesse pubblico urgenti. Per favorire gli interventi mirati di tipo produttivo e misto verrà effettuato un primo stralcio al Rue cartografico, Regolamento urbanistico edilizio. Saranno infine eliminati i costi del processo perequativo, con la conseguente diminuzione del valore del contributo.
14 luglio 2009 - Estense.com
Piano casa: quali conseguenze a Ferrara?
E' stata protocollata ieri l'interpellanza del consigliere dei Verdi in Circoscrizione 1 Leonardo Fiorentini sugli effetti della deliberazione 91/2009 della Regione Emilia Romagna recante il titolo "Governo e riqualificazione solidale del territorio". L'interpellanza trae spunto da un intervento pubblico dell'assessore all'Urbanistica della precedente legislatura Raffaele Atti, il quale metteva in luce alcuni aspetti della normativa regionale - che traduce l'accordo Governo-Regioni sul cosiddetto "Piano Casa" di Berlusconi - che potevano mettere in discussione la possibilità di intervento da parte dei Comuni, in particolare di quelli in fase di rinnovo, e quindi la loro stessa potestà pianificatoria.
Per l'ex presidente della Circoscrizione Centro Cittadino "se da un lato è da apprezzare il tentativo delle regioni di depotenziare gli effetti sul territorio del Piano Casa di Berlusconi, limitandone fortemente gli ambiti di intervento e salvaguardando i centri storici e gli insediamenti, dall'altro lato vi sono aspetti, come la genesi stessa dell'iniziativa o come quelli messi un luce qualche settimana fa da Atti, che non possono non preoccupare. Per questo - continua Fiorentini - ho chiesto quali siano stati gli eventuali contatti intervenuti tra l'Amministrazione comunale e la Regione e soprattutto se gli uffici comunali stiano procedendo ad una verifica dell'impatto della nuova normativa nella nostra Circoscrizione ed in tutta la città".
"Se infatti fosse confermato, così come pare - precisa il consigliere verde - il termine perentorio di 60 giorni per escludere l’applicabilità delle norme sugli interventi di ampliamento e su quelli di demolizione e ricostruzione in relazione a immobili specifici o ambiti del proprio territorio, come recita la legge, "per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale ovvero stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento accordate da detti articoli, in relazione alle caratteristiche proprie dei singoli ambiti e del diverso loro grado di saturazione edilizia" sarebbe urgente una ricognizione dell'effettivo campo d'applicazione e l'assunzione di un provvedimento consiliare urgente onde evitare che un provvedimento che potrebbe anche avere positivi effetti sull'efficienza energetica e la qualità del costruito, non si tramuti in un aumento incontrollato e incontrollabile di cubatura nel perimetro urbano".
"Peraltro - conclude Fiorentini - vi sono anche interessanti opportunità che si potrebbero aprire, a seconda dell'interpretazione della norma, in particolare per quel che riguarda gli edifici già definiti incongrui all'interno del Centro Storico di Ferrara che potrebbero essere finalmente delocalizzati liberando aree e spazi non più edificabili all'uso pubblico".
13 luglio 2009 - Corriere della Sera - Fabrizio Patti
Il piano casa dell'Emilia Romagna
Un ampliamento generoso dell'edificio esistente in cambio di interventi molto rispettosi dell'ambiente. È uno dei punti che contraddistinguono il piano casa dell'Emilia Romagna. La legge sarà promulgata il prossimo 6 luglio e si chiamerà l.r. 6/2009. Sarà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sul bollettino ufficiale (il 116 del 6 luglio). Gli interventi saranno possibili fino al 31 dicembre del 2010.
Ampliamenti
L'aumento di superficie si potrà effettuare sugli edifici monofamiliari, bifamiliari o di altro tipo, comunque fino a 350 metri quadrati di superficie utile lorda.
L'ampliamento "base" sarà del 20%, fino a 70 metri quadrati, solo se, solo nella parte da ampliare, saranno rispettati i requisiti di prestazione energetica previsti dalla delibera assembleare 156/2008 (allegato 2). Dovranno essere adeguati a quella normativa anche gli impianti energetici (cioè le caldaie) dell'edificio originario. Inoltre, l'ampliamento è condizionato alla valutazione della sicurezza e, se necessario, all'adeguamento sismico dell'intera costruzione.
C'è però anche la possibilità di un ampliamento "premium", del 35% della superficie, fino a 130 metri quadrati. Per ottenerlo bisognerà applicare i requisiti di prestazione energetica in tutto l'edificio e non solo sulla parte ampliata. In alternativa, nei comuni classificati a media sismicità, il super-bonus sarà concesso se si mettono a norma gli edifici realizzati prima della classificazione stessa.
Gli interventi si possono effettuare se gli strumenti urbanistici consentono interventi di ripristino edilizio e di ristrutturazione edilizia e urbanistica sugli edifici.
Demolizione e ricostruzione
Gli edifici possono essere demoliti e ricostruiti con un incremento fino al 35% della superficie utile lorda.
La quota massima di ampliamento si estende fino al 50% se si interviene con la delocalizzazione di edifici incongrui oppure collocati in zone di tutela, in ambiti a rischio o in aree demaniali, aventi destinazione pubblica.
A seguito degli interventi devono essere raggiunti i livelli minimi di prestazione energetica degli edifici e degli impianti previsti dalla delibera assembleare 156/2008, aumentati almeno del 25 per cento.
Sarà possibile demolire e ricostruire anche se all'interno dell'edificio sono presenti unità immobiliari non residenziali (come i negozi), la cui quota non può essere comunque superiore al 30% della superficie utile lorda di tutto l'edificio. La parte non residenziale non viene conteggiata ai fini dell'ampliamento e non può essere aumentata.
Titoli e limitazioni
Il titolo abilitativo richiesto sarà la Dia e i contributi di costruzione saranno dovuti, anche se trovano applicazione i casi di riduzione ed esonero previsti dall'articolo 30 della legge regionale n. 31 del 2002.
Si possono creare nuove unità immobiliari solo se quelle nuove abbiano una superficie utile lorda non inferiore a 50 metri quadrati e siano destinate per almeno 10 anni alla locazione a canone calmierato.
Gli edifici condonati seguono le stesse regole delle abitazioni in regola. Per quelli abusivi le possibilità sono due: se entro il 31 marzo 2009 non si sono conclusi i processi sanzionatori o c'è stato un ordine di demolizione, non si potrà accedere alla procedura del "piano casa". Se invece al 31 marzo 2009 sia stata applicata e versata una sanzione pecuniaria (invece dell'ordine di demolizione), si potrà ampliare la casa, ma le parti abusive saranno decurtate dall'ampliamento. Se, quindi, si ha una casa di 300 metri quadrati di cui 50 abusivi, all'ampliamento di 60 metri quadrati (il 20% di 300) andranno sottratti i 50 metri quadrati abusivi e l'aumento ammesso sarà soltanto di 10 metri quadrati.
La lista delle zone nelle quale gli edifici sono esclusi dagli interventi è lunga: centri storici; zone a tutela naturalistica; parchi e riserve naturali escluse le zone "D"; demanio statale, regionale, provinciale e comunale; aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta; zone a rischio idrogeologico molto elevato; abitati da trasferire e da consolidare; aree di danno degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, se non compatibili con il dm 9 maggio 2001.
I Comuni avranno comunque la possibilità entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di escludere l'applicabilità delle norme, in relazione a specifici immobili o ambiti del proprio territorio, o di stabilire limiti differenziati.
Deroghe
Rispetto agli strumenti urbanistici generali e attuativi, e ai regolamenti edilizi, nei lavori di ampliamento, demolizione e ricostruzione non si applicano i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati. Bisogna invece sempre rispettare la distanza minima dai confini e dagli edifici, l'altezza massima dei fabbricati e i limiti inderogabili di densità edilizia. Vanno inoltre sempre rispettate le disposizioni del codice civile.
3 luglio 2009 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa, in Emilia Romagna riqualificazione stabile
Emilia Romagna quarta in Italia per il varo del Piano Casa. Le nuove regole in materia urbanistica per il “Governo e la riqualificazione solidale del territorio”, che si collocano nel processo di modifica della Legge 20/2000, sono state precedute da Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano e Umbria. Si tratta, secondo il Governatore Errani, di una riforma seria e duratura, preferibile rispetto a uno spot a tempo.
Semplificazione burocratica: La norma approvata prevede lo snellimento delle procedure per le opere pubbliche e una maggiore partecipazione dei cittadini. Garantiti tempi brevi e risposte immediate agli investitori interessati da parte delle Amministrazioni competenti. Saranno assembrate tutte le fasi, dal progetto preliminare fino al cantiere, inserendo, dove necessario, anche l’esproprio. Recepita l’intesa Governo Regioni del primo aprile, con accelerazioni dei procedimenti edilizi senza tralasciare il rispetto dei processi di pianificazione.
Interventi ammessi: Via agli ampliamenti del 20% sugli edifici abitativi esistenti al 31 marzo 2009, con una superficie massima di 350 metri quadri. L’incremento non può comunque superare i 70 metri quadrati e viene approvato a patto che siano rispettati i requisiti energetici regionali. Liberalizzate le sopraelevazioni, mentre restano vietati i cambi di destinazione d’uso. Per ogni intervento deve essere valutata la sicurezza, ricorrendo, se necessario, anche all’adeguamento sismico dell’intero immobile. Ampliamenti del 35%, fino a un massimo di 130 metri quadri, sono possibili se la riqualificazione energetica non riguarda solo l’intervento, ma tutto l’edificio o se viene effettuato l’adeguamento sismico di tutta la struttura nei Comuni a medio rischio. Le demolizioni e ricostruzioni si avvalgono di un bonus volumetrico del 35%, che può salire al 50% in caso di abbattimento e delocalizzazione degli immobili incongrui. La norma si applica anche agli edifici in cui la parte di unità non residenziali non superi il 30%; in questo caso il livello di prestazione energetica raggiunto deve superare del 25% quello previsto dalle leggi regionali. Esclusi invece centri storici e aree sotto tutela, cui possono sommarsi altre zone che i Comuni devono comunicare entro 60 giorni.
Impatto della norma: La riforma legislativa consente una riforma strutturale. Gli interventi straordinari avranno invece durata di 18 mesi, ma è previsto, anche successivamente, un sistema per lo sviluppo delle attività produttive a favore delle imprese già presenti sul territorio che, volendo ingrandirsi, potranno avvalersi di una variante accelerata degli strumenti urbanistici, coerente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e trasformazione del territorio.
Edilizia sociale: Promossa la soluzione del problema abitativo. Ogni intervento previsto nei programmi di riqualificazione urbana dovrà destinare almeno il 20% a giovani coppie, studenti, portatori di handicap e cittadini stranieri. Per abbattere i costi delle abitazioni, verranno istituiti demani comunali di aree edificabili per edilizia sociale ceduti dai nuovi interventi su aree di espansione. Si prevedono pertanto specifiche risorse regionali in favore dei Comuni.
Enti Locali: Specifiche disposizioni sono riservate alla pianificazione urbanistica comunale a vantaggio delle piccole Amministrazioni, che per l’adozione di piani strutturali possono avvalersi dell’approvazione associata. Consolidato anche il ruolo strategico del Piano territoriale regionale come indirizzo per gli obiettivi strategici.
2 luglio 2009 - CasaeClima.com
Piano Casa - Le regioni al traguardo, il Governo no
Solamente Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Veneto e la Provincia di Bolzano hanno rispettato l'accordo Governo--Enti locali dello scorso 1 aprile in cui si gettavano le basi del Piano Casa tanto voluto dal premier. Quasi tutte però hanno seguito le indicazioni di massima scaturite dallo stesso protocollo in cui si le regioni si impegnavano con il governo a varare entro 90 giorni delle proprie normative, seguendo una disciplina che prevede ampliamenti al 20 per cento per le ristrutturazioni e del 35 per cento in caso di demolizioni e ristrutturazioni.
Manca ancora però il decreto di semplificazione che il Governo doveva emanare dieci giorni dopo l'accordo dell'1 aprile. L'accordo con le regioni è stato necessario perché l’edilizia rientra nella «legislazione concorrente» tra esecutivo e regioni. Secondo le stime, il piano casa comporterebbe un indotto medio di circa 60 miliardi tra il 2009 e il 2012 grazie all’impennata del settore dell’edilizia, stimata intorno al 30%.
Ma per avere un quadro completo di come si stia costruendo il Piano casa nazionale andiamo nelle singole regioni a constatare i progressi fatti al 30 giugno 2009.
Emilia Romagna -*iter legislativo completato*-
La Regione ha inserito il Piano casa nella modifica della legge 20 del 2000 sull’urbanistica e prevede criteri di sicurezza, risparmio energetico ed efficienza in caso di demolizione e ricostruzione, prevedendo in questo caso massimi livelli di efficienza
Si potrà ampliare del 20% gli edifici abitativi esistenti al 31 marzo 2009, non superiori a 350 metri quadri.
L'incremento, ad ogni modo, non potrà superare i 70 metri quadri, e dovrà essere realizzato tenendo conto dei requisiti energetici regionali fissati dalla delibera 156/2008. Per ogni nuovo intervento, però, si dovrà tener conto della sicurezza dell'opera, e se necessario andrà effettuato l'adeguamento sismico dell'intero fabbricato.
Se invece l'adeguamento ai requisiti energetici regionali riguarderà l'intero fabbricato, l'ampliamento potrà arrivare al 35%, ma non superare i 130 metri quadri. Stesso discorso nei comuni classificati a media sismicità, se si adegua ai requisiti anti-terremoto l'intera costruzione.
Anche in caso di demolizione e ricostruzione il bonus previsto dalla legge è del 35%, ma può arrivare addirittura al 50% se sono abbattuti e delocalizzati immobili all'interno di aree protette. Sono contemplati in questa opzione anche gli edifici non residenziali che non superano il 30% della volumetria totale.
Sono esclusi i centri storici, le aree tutelate. Non sono ammessi, invece, cambi di destinazione d'uso. Questi bonus rimangono in vigore fino al 31 dicembre 2010.
