Regione Molise

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

8 luglio 2009 - primapaginamolise.it

Natalini: Piano casa: dall'immobilismo al permissivismo molisano?

Ritengo che la possibilità di legiferare su tale settore, all'interno di quanto stabilito dall'intesa con il governo, sia di straordinaria rilevanza, ma ciò potrebbe, se non si opera con attenzione, rivelarsi una catastrofe per il nostro patrimonio edilizio.
Pertanto mi auguro che il governo regionale segua, così come infine ha fatto quello nazionale con le regioni, un percorso fortemente partecipato con il consiglio regionale, i comuni, le associazioni di categoria e gli ordini professionali.
Una prima lettura della "preliminare ipotesi di legge regionale" (dicitura alquanto dubbia sulla reale volontà da parte del governo regionale) in materia di "Intervento regionale a sostegno del settore edilizio (PIANO CASA)", approvata con delibera n.715 del 29.06.2009 dalla giunta regionale, appare assai lacunosa e pericolosa per il nostro patrimonio edilizio, nonché in contraddizione con le finalità proposte e riportate nell'art.1 della stessa.
L'unica spiegazione può essere data dal fatto che fecondazione, gravidanza e parto di questa proposta si sono succedute in meno di 48 ore.
Basta una rapida lettura, per rendersi conto che la proposta è un peggioramento sia rispetto all'intesa Stato - Regioni ed Enti Locali del 31 marzo 2009, sia rispetto alla legge della regione Veneto a cui ci si è ispirati.
Ma veniamo al merito.
La proposta non prevede alcuna data di fabbricazione antecedente per stabilire a quali immobili è possibile applicare le discipline relative agli ampliamenti del 20% o alle demolizioni/ricostruzioni con premio di cubatura dal 35% al 50%.
Per assurdo ciò permetterebbe a chi è in procinto di chiedere un permesso a costruire, o ne è appena venuto in possesso, o abbia realizzato un solo pilastro, di chiedere un ampliamento del 20% della cubatura ovvero di demolire il solo pilastro realizzato e di ricostruire con il premio di cubatura. Con l'aggiunta di qualche pannello solare poi, potrebbe incrementare fino al 50%, e non è uno scherzo.
Non è dato capire cosa possa avere a che fare tutto ciò con le finalità che l'art. 1 della proposta regionale individua nel "migliorare, preservare, mantenere, ricostruire e rivitalizzare il patrimonio edilizio esistente (esistente, non da realizzare). Se una legge regionale, su materia concorrente, prevedesse aumenti di cubatura sugli edifici ancora da realizzare, equivarrebbe ad una variante ai piani regolatori comunali.
E quale miglioramento abitativo può essere plausibile per una casa ancora da costruire?.
Se per un appartamento da realizzare sono previste 2 camere e non tre, è perché si è scelto quella tipologia e non certo perché al potenziale acquirente, nel frattempo, è nato un altro figlio.
Nell'intesa Stato-regioni, l'aumento di cubatura del 20% è previsto per gli edifici residenziali uni-bifamiliari. Nella ipotesi regionale, invece, non è prevista alcuna tipologia di riferimento.
La scelta di circoscrivere tali interventi unicamente agli edifici uni-bifamiliari è scaturita, come si ricorderà, dal corposo dibattito nazionale sulla inopportunità di prevedere ampliamenti sugli edifici condominiali per le forti difficoltà che essi avrebbero potuto comportare dal punto di vista burocratico e, soprattutto, architettonico.
Inoltre, da questa prima analisi, si rileva subito come tali interventi ( ampliamento, demolizione/ricostruzione con aumenti del 20%, 35%, 50% di cubatura ) sono autorizzati in tutte le zone urbane, centri storici compresi.
Roba da far venire i brividi.
La salvaguardia dei centri storici viene affidata, nella ipotesi regionale, ai comuni che, entro 90 giorni dall'approvazione della legge e con proprio provvedimento, possono escluderne l'applicabilità a zone e/o immobili del territorio di competenza. Qui si evince però un problema.
Se i comuni più celeri ed efficienti, nella migliore delle ipotesi, impiegherebbero tutti i 90 giorni per emanare un provvedimento di salvaguardia, e, intanto, la legge, per espressa previsione, entra in vigore immediatamente dopo la sua approvazione. Ciò potrebbe significare la fine per i nostri centri storici.
Credo sia meglio capovolgere l'impostazione, con la previsione nella legge regionale di un divieto di applicabilità nei centri storici, garantendo così sicuramente la conservazione dello stato attuale, e prevedendo il superamento del divieto solo a seguito di presentazione da parte dei comuni interessati di un piano specifico che non può essere che di recupero per tali zone, da sottoporre all'approvazione della regione.

2 luglio 2009 - CasaeClima.com

Piano Casa - Le regioni al traguardo, il Governo no

Solamente Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Veneto e la Provincia di Bolzano hanno rispettato l'accordo Governo--Enti locali dello scorso 1 aprile in cui si gettavano le basi del Piano Casa tanto voluto dal premier. Quasi tutte però hanno seguito le indicazioni di massima scaturite dallo stesso protocollo in cui si le regioni si impegnavano con il governo a varare entro 90 giorni delle proprie normative, seguendo una disciplina che prevede ampliamenti al 20 per cento per le ristrutturazioni e del 35 per cento in caso di demolizioni e ristrutturazioni.
Manca ancora però il decreto di semplificazione che il Governo doveva emanare dieci giorni dopo l'accordo dell'1 aprile. L'accordo con le regioni è stato necessario perché l’edilizia rientra nella «legislazione concorrente» tra esecutivo e regioni. Secondo le stime, il piano casa comporterebbe un indotto medio di circa 60 miliardi tra il 2009 e il 2012 grazie all’impennata del settore dell’edilizia, stimata intorno al 30%.
Ma per avere un quadro completo di come si stia costruendo il Piano casa nazionale andiamo nelle singole regioni a constatare i progressi fatti al 30 giugno 2009.
Molise
La Giunta regionale su proposta dell'assessore ai lavori pubblici Gino Velardi ha approvato lo scorso 30 giugno una proposta di legge che consente ampliamenti delle cubature fino al 20% per gli edifici destinati ad altri usi, e fino al 35% per le demolizioni e ricostruzioni di abitazioni. Premi volumetrici ancora maggiori, fino al 50% della superficie, sono previsti se nella ricostruzione verranno utilizzati particolari accorgimenti antisismici.
Il provvedimento rende possibile il cambio di destinazione d'uso del fabbricato, con la possibilità per i privati di ampliare abitazioni e alloggi bloccati dal Piano regolatore.
Inoltre gli oneri di urbanizzazione vengono ridotti del 50% per la prima casa e dell'80% per l'aumento di cubatura. Il Piano casa del Molise prevede inoltre uno snellimento delle procedure urbanistiche, con una riduzione dei tempi per l'inizio dei lavori.