Regione PugliaPiano Casa Governo Berlusconi 2009 |
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26 luglio 2009 - La Gazzetta del Mezzogiorno - Bepi Martellotta
Pina Marmo (PD), cittadini condividono Piano Casa regionale
''Sono tanti i cittadini che condividono lo spirito e i contenuti della recente legge regionale a sostegno dell'attivita' edilizia per il miglioramento della qualita' del patrimonio edilizio residenziale''. Lo sostiene in una nota il consigliere del Partito Democratico alla Regione Puglia, Pina Marmo.
''La legge - sottolinea Marmo - e' del tutto originale ed e' svincolata dalle logiche che caratterizzarono l'iniziale progetto del governo Berlusconi. Innanzitutto si integra perfettamente ed e' coerente con le norme approvate dall'attuale amministrazione regionale riguardanti l'abitare sostenibile e la rigenerazione urbana. Poi trasferisce ai Comuni la valutazione e la verifica dei contesti urbani in cui sono possibili gli interventi nel rispetto delle specificita' territoriali''.
''Una legge, insomma - conclude Pina Marmo - che coniuga il necessario rilancio del comparto delle costruzioni con il miglioramento qualitativo del patrimonio edilizio e dell'assetto urbanistico delle nostre citta'. Va peraltro sottolineato come la Regione abbia sempre puntato sia sulla qualita' urbanistica sia su quella delle costruzioni. Il recente finanziamento dei progetti Pirp ne e' la prova evidente''.
26 luglio 2009 - La Gazzetta del Mezzogiorno - Bepi Martellotta
Piano casa: 2 anni per demolire o ampliare in Puglia
Dopo il via libera all’unanimità della Regione al piano casa regionale, entro i prossimi 24 mesi tutti coloro che avranno i criteri per demolire, ricostruire o edificare nuove abitazioni potranno accedere ai benefici. Sono diverse le novità previste dalla legge, che traduce in Puglia il patto per rilanciare l’edilizia raggiunto da Regioni e governo nazionale. Vediamole.
AMPLIAMENTI Gli edifici uni e bi familiari a destinazione residenziale, con una superficie al di sotto dei mille metri cubi, potranno essere ampliati del 20%.
RICOSTRUZIONI Il «bonus», ovvero l’aumento delle volumetrie, viene esteso al 35% nel caso si tratti di edifici vecchi che vengono demoliti e ricostruiti in una misura non inferiore al 75%. In questo caso, sarà determinante l’uso di strumenti per il risparmio energetico e di tecnologie a norma con le nuova impiantistica.
IMPATTO AMBIENTALE - Alcune novità sono state introdotte con gli emendamenti approvati in aula. Per gli edifici che ricadono in aree sottoposte a vincolo paesaggistico - pur rispettando le procedure previste - i Comuni potranno consentirne la ristrutturazione/costruzione. Così come, viene consentito l’ampliamento anche di edifici che risultano in contrasto con l’ambiente, per i quali era prevista solo la demolizione/ricostruzione. Manufatti realizzati sulla costa, nell'alveo di una lama o in territori a rischio terremoto, potranno essere ampliati del 35% se ricostruiti in aree adatte. Resta il divieto di deturpare i centri storici o di costruire in aree a rischio sismico e idrogeologico.
LE PROCEDURE - Saranno i Comuni ad individuare eventuali restrizioni sul proprio territorio, ma anche a stabilire se si potranno superare i divieti per altezze e distanze. Chi vorrà usufruire degli incentivi potrà procedere richiedendo la Dia (dichiarazione inizio attività) o la licenza edilizia ai Comuni.
SOLO RESIDENZE - Esclusa, nonostante il pressing degli edili e le richieste del centrodestra, l’estensione delle misure anche per capannoni agricoli-industriali.
COSTI COSTRUZIONE - Non è passata la richiesta di un’abolizione dei costi di costruzione sollecitata dall’Ance nè sarà possibile, con un semplice cambio di destinazione d’uso, effettuare ampliamenti su strutture non residenziali.
RIGENERAZIONE URBANA - Col nuovo piano è stata prevista anche un’integrazione alle norme per la rigenerazione urbana già varate dalla Regione. I comuni potranno individuare edifici anche non residenziali, realizzati in sanatoria edilizia, da rimuovere perché contrastanti col paesaggio. Anche in questo caso scatta la possibilità di un aumento del 35% per il nuovo edificio, ma il bonus sale al 45% se il progetto rientra in un piano integrato o va a favore dell’edilizia residenziale sociale.
25 luglio 2009 - Repubblica - Paolo Russo
Regione, ecco il piano casa di Vendola
Voto unanime sul ddl. L´assessore: aiuti alle imprese senza offese al paesaggio. Il testo consente aumenti di volume del 20% fino ad un massimo di 200 metri quadrati
L´assalto dei costruttori non fa innestare la retromarcia alla giunta Vendola: quello approvato ieri all´unanimità dal consiglio regionale è un piano casa in versione ecologica. Quaranta gli emendamenti presentati dall´opposizione di centrodestra che, durante il dibattito, ha chiesto all´assessore al Territorio, Angela Barbanente, di preservare questo disegno di legge "dall´estremismo ambientalista della giunta". Ma il ddl sul "Sostegno all´edilizia e miglioramento della qualità del patrimonio residenziale" ha conservato la sua fisionomia originale. Solo state solo tre le modifiche al testo della Barbanente che hanno ottenuto il via libera della giunta e del consiglio regionale.
La prima correzione riguarda le aree a vincolo paesaggistico: le abitazioni inserite nelle aree edificabili potranno essere ampliate. Prima, però, i comuni pugliesi dovranno attivare un apposito regolamento. Il secondo emendamento approvato riguarda i parcheggi. Dove, per mancanza di spazio, all´ampliamento delle abitazioni non possa corrispondere quello dei parcheggi, il costruttore avrà l´obbligò di versare al Comune la cifra che sarebbe stata impiegata per la realizzazione dei nuovi posti auto. Con questi soldi le amministrazioni civiche dovranno realizzare parcheggi pubblici o altri servizi a vantaggio della mobilità. La terza ed ultima modifica al ddl riguarda gli edifici che per motivi di incolumità pubblica devono essere abbattuti. Il piano casa concede ai proprietari di ricostruirli ex novo con un aumento volumetrico del 35 per cento. «Il piano casa del governo Berlusconi - ha sottolineato la Barbanente, dopo l´approvazione del ddl - rischiava di rimandare la Puglia anni indietro. Invece, con l´aiuto di tutti, abbiamo costruito un disegno di legge che è in grado di sostenere l´economia senza recare offese al paesaggio e all´ambiente».
Il piano casa pugliese consente aumenti volumetrici fino al 20 per cento fino ad un massimo di 200 metri quadri per le abitazioni mono, bi, tri e quadri-familiari. Ma nel rispetto delle altezze e delle distanza massime consentite. Chi, invece, abbatte un edificio per realizzarne uno più grande, potrà ampliarlo del 35 per cento, "a patto che la ricostruzione venga eseguita secondo i criteri dell´edilizia sostenibile". Escluse dagli interventi le aree di prestigio paesaggistico e storico-culturale.
22 luglio 2009 - Edilportale
Piano Casa, prosegue in Consiglio l’iter della Puglia
Dopo l’approvazione in Giunta Regionale, in Puglia prosegue l’iter del Piano Casa per l’aumento delle cubature.
L’Assessore Barbanente esprime viva soddisfazione per l’approvazione all’unanimità del disegno di legge “Norme straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale” (molto impropriamente definito Piano Casa) da parte della Commissione Consiliare all’Ecologia, Tutela del Territorio e delle Risorse Naturali, Difesa del suolo, Risorse Naturali, Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti, Edilizia Residenziale.
I Consiglieri hanno così dimostrato di aver compreso lo sforzo, peraltro largamente condiviso dal partenariato istituzionale e socio-economico, di cogliere l’opportunità della legge regionale per offrire sostegno al settore edilizio, nel contempo promuovendo l'edilizia sostenibile e migliorando le condizioni di sicurezza e accessibilità del patrimonio esistente e la qualità architettonica, ambientale e paesaggistica della città e del territorio.
Gli emendamenti introdotti, che rispondono a istanze del territorio delle quali si sono fatti portavoce i Consiglieri, restano in linea con la filosofia complessiva del provvedimento. Il disegno di legge contiene anche un emendamento alle norme regionali sulla rigenerazione urbana, il quale mira a incentivare in modo non urgente e provvisorio, la delocalizzazione di immobili contrastanti con i valori ambientali, paesaggistici e con situazioni di rischio sismico e idraulico, verso aree omogenee per destinazione e ubicate in contesti non sensibili o vulnerabili.
2 luglio 2009 - CasaeClima.com
In Puglia un Piano Casa in linea con l'intesa Stato - Regioni
Nella seduta di martedì 30 giugno la Giunta Regionale della Puglia ha approvato il Disegno di legge per il Piano Casa. Il ddl, in attuazione dell’intesa Stato-Regioni-Enti locali, consente in deroga alle norme urbanistiche l’ampliamento entro il limite del 20% per cento della volumetria esistente per gli edifici residenziali uni-bifamiliari e la demolizione e ricostruzione con premio di cubatura entro il limite del 35%.
Snellimento delle procedure
Tutti gli interventi possono essere realizzati tramite una semplice Denuncia di Inizio Attività (Dia). Per lo snellimento ulteriore delle procedure burocratiche la Regione è in attesa dell’emanazione da parte del Governo del Decreto legge di semplificazione delle procedure di competenza dello Stato, che avrebbe dovuto essere emanato entro dieci giorni dal 1° aprile.
Previsto un altro ddl
In parallelo, è in dirittura d’arrivo un altro disegno di legge che amplia gli incentivi volumetrici già previsti da leggi regionali sull’edilizia sostenibile e sulla rigenerazione urbana, secondo le istanze avanzate dal partenariato istituzionale e socio-economico nelle sessioni di ascolto.
“L’orientamento del governo regionale – si legge in una nota - è stato rivolto a cogliere l’opportunità dell’intesa per offrire sostegno al settore edilizio, migliorando nel contempo le condizioni di sicurezza e accessibilità del patrimonio esistente e la qualità architettonica, ambientale e paesaggistica delle città e del territorio”.
“Non è compito facile – prosegue il comunicato - contemperare le esigenze di rilancio dell’edilizia con quelle di salvaguardia dell'incolumità pubblica, dell’ambiente e del paesaggio. Ma è doveroso farlo in una Regione che ha tante fragilità idrogeologiche e nel turismo un suo punto di forza. E lo si è fatto ascoltando le istanze di chi rappresenta interessi diretti e diffusi ed acquisendo preventivamente l’intesa degli Enti locali nella Cabina di Regia”.
