Regione Sicilia

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

21 luglio 2009 - Asca

Piano casa - Beninati, siamo predisponendo Legge regionale

Ammontano a poco piu' di 40 milioni di euro i fondi pubblici statali che arriveranno in Sicilia destinati al piano straordinario per gli interventi abitativi. Con la firma del decreto da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, vengono stanziati da subito 200 milioni di euro (destinati a diventare 550 con i prossimi stanziamenti) da dividere fra le regioni italiane, e di questi alla Sicilia ne spetteranno 40 milioni e 66 mila euro.
Complessivamente il piano riguardera' la realizzazione di circa 416 nuovi alloggi nell'isola suddivisi fra i comuni di Catania, Palermo e Messina e gli IACP di Catania, Acireale, Messina, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Enna e Trapani.
''Si tratta di una notizia importante - commenta l'assessore regionale ai Lavori Pubblici Nino Beninati - per la Sicilia che vive un grande bisogno di case. Anche per questo motivo il competente servizio del Dipartimento Lavori Pubblici dell'assessorato ha immediatamente avviato l'aggiornamento del monitoraggio sullo stato di avanzamento degli interventi in corso, cosi' da essere pronto ad un'immediata risposta quando il ministero chiedera' l'incartamento per procedere alla suddivisione delle somme''.
''Il tema casa - aggiunge Beninati - e' certamente uno degli argomenti prioritari dell'azione di questo governo. Stiamo, infatti, operando celermente anche per la predisposizione di una legge regionale sul piano casa recentemente sollecitata anche da pubblici dibattiti. La precedente norma approvata dalla giunta e' stata restituita dall'Ars che sottolineava l'esigenza di integrarla meglio. Procederemo con rapidita' alla sua riformulazione - conclude l'assessore - con l'obiettivo di portare il nuovo testo alla prima riunione di giunta e far si che la norma possa approdare in Commissione alla riapertura dei lavori a settembre''.

21 luglio 2009 - Asca

Piano casa - Lombardo è critico, non possiamo cementificare

l presidente delle Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha qualche dubbio sull'attuazione del 'Piano Casa' nell'isola ed oggi, in un'intervista rilasciata al quotidiano 'La Sicilia', precisa: ''non possiamo cementificare. Bisogna stare attenti per non stravolgere gli assetti urbanistici di una Sicilia che ha avuto larghe sacche di abusivismo edilizio. Lo so che darebbe lavoro, ma ci sono limiti che non si possono superare'

10 luglio 2009 - Repubblica - Fabio Alfano

Piano casa un progetto per devastare la Sicilia

LA SALA Gialla del Palazzo dei Normanni è gremita di folla. Ingegneri, architetti, geometri, avvocati, altri professionisti o semplici cittadini speranzosi nelle grandi «possibilità» annunciate dall' accattivante titolo del convegno: "Piano casa, le opportunità per la proprietà edilizia".
Evento organizzato martedì dalla Confediliza della provincia di Palermo, patrocinato tra i tanti anche dall' ordine degli architetti, con interventi previsti da parte di facoltà di Giurisprudenza, Tribunale amministrativo regionale, ordini degli ingegneri e architetti, assessorati vari, soprintendenza. Un imponente spiegamento di forze. Ma quanta delusione per le tante attese. Più intervenivano i relatori - convocati da chi intendeva promuovere e sollecitare l'approvazione di questa legge a livello sia regionale sia nazionale - più emergeva un dato.
Che i disegni di legge presentati per la Regione siciliana (due, tre, quattro, non si sa bene quanti), quando non mostravano aspetti di incostituzionalità o di conflitto con l' intesa Stato-Regioni, abbondavano di vizi, costituivano seri pericoli per il territorio, non garantivano concretamente alcuna crescita economica e comunque, allo stato attuale, non erano graditi ai più. Con un po' di smarrimento, diciamo la verità, anche di chi questo convegno lo aveva organizzato. S i evinceva soprattutto la necessità di sottoporre il disegno di legge regionale, una volta stabilito quale tra i tanti e a cosa realmente servisse, a una lunga, accurata e complessa serie di trasformazioni, correttivi, aggiunte da parte di molteplici competenze per assicurarne l' efficacia.
Morale della favola: nulla di concreto allo stato attuale. Nessuna certezza in nessun settore. La sala infatti al primo coffee break si dimezzava per svuotarsi completamente nell' ultima ora. Le attese di chi era venuto con la speranza di trovare, tra tanta disoccupazione, una «opportunità» lavorativa erano fortemente disilluse dal caos generato da una proposta di legge che già a livello nazionale lavora su errate premesse e su ambiguità di intenti e che a livello regionale trova seri problemi di applicazione in quanto si scontra, facendoli emergere tutti, con i paradossi negativi che connotano tutto quanto ha a che fare con il territorio e le sue trasformazioni.
Confusione su confusione, allora, ulteriore ambiguità, ancora assenza di intenti e procedure chiare per un territorio a dir poco disastroso, nuovi annunci ingannevoli e conseguenti amare disillusioni, malcontento generale, economia ancora più bloccata da una legge che potenzialmente dovrebbe incentivare l' economia del settore e che invece la paralizza del tutto perché chi vuole costruire ne aspetta gli esiti in virtù dei vantaggi sperati. Se questo convegno una utilità l' ha avuta è di avere involontariamente evidenziato la situazione generale in ambito urbanistico, architettonico, edilizio in Sicilia deleteria e in quanto tale insostenibile, che annulla in partenza qualsiasi buona intenzione, qualora ci fosse realmente. E di aver reso ancor più palese che non è più possibile continuare ad anteporre gli interessi personali agli interessi comuni, che non si possono più affrontare i problemi per parti separate, con posizioni miopi e unilaterali, che bisogna unire le forze e consociarsi, che è necessario comprendere che il vero benessere che tutti cerchiamo, anche economico, è naturale conseguenza di cose fatte nella direzione giusta e soprattutto con grande qualità. Ma quale qualità del territorio - la sua vera economia - può portare una legge che consente indiscriminatamente copiose quantità di costruito senza minimamente controllarne, tra i tanti, i requisiti architettonici? Quale qualità può portare al territorio una legge regionale che seppur ispirata a quella di territori più virtuosi come quello veneto non tiene conto che qui in Sicilia non abbiamo né gli amministratori né i cittadini del Veneto? Quale nuova qualità dobbiamo sperare se i politici che devono approvare leggi delicatissime come questa, non si interessano, poiché non partecipano, ai contributi critici che arrivano anche da un convegno come questo certamente non pensato per la salvaguardia della «qualità architettonica» - l' architettura e i suoi valori erano infatti i grandi assenti della manifestazione.
Ci auguriamo che il buon senso predomini e che questo Piano Casa non venga mai approvato, ma se dovesse andare avanti deve essere chiaro a tutti che è assolutamente necessario dotarlo di una serie di norme che ne scongiurino l' effetto massacro territorio.
Tali norme dovrebbero mirare a una sostanziale limitazione dell' applicazione in funzione dei valori storici, artistici, paesaggistici, culturali dei vari territori e singoli edifici, della quantità di edificato già esistente e dei numerosi e gravi abusi commessi; alla necessità di sottoporre l' ampliamento a una qualsiasi forma di autorizzazione che tenga conto del parere di una commissione di professionisti qualificati esterni alle amministrazioni e agli interessi privati; a una programmazione generale preventiva da parte dei comuni, con la partecipazione dei cittadini, dell' insieme delle esigenze di riqualificazionee di sviluppo che necessitano i loro territori; alla firma di un architetto di un progetto obbligatorio che garantisca la qualità estetico formale di ogni nuovo intervento; a sanzioni serie fino alla demolizione per chi trasgredisce le norme previste dalla legge. Il Comitato di cittadini per il Bene Collettivo e il Forum delle Associazioni di Palermo stanno lavorando in questa direzione.
Uniamo altre forze positive per ottenere tutto questo. S In nessuno dei disegni di legge in discussione ci sono norme che segnino precisi limiti all' applicazione in funzione dei valori architettonici e storici di territori e singoli edifici

6 luglio 2009 - Asca

Confedilizia, Piano Casa sia priorità per Regione

Poco meno di un milione di edifici interessati per un giro d'affari di circa 6 miliardi di euro in investimenti privati e pubblici che verrebbero introdotti nel mercato dando nuova linfa ad un settore che langue e contribuendo in maniera importante al rilancio dell'economia.
Sono le cifre del possibile piano casa in Sicilia, una occasione che rischia di essere sprecata se l'isola, come molte altre regioni italiane, non interverra' in tempi brevi con una norma apposita. L'allarme viene lanciato dagli esperti riuniti a Palermo da Confedilizia, l'Associazione della proprieta' edilizia, che domani, a Palazzo dei Normanni, riunira' rappresentati delle istituzioni, esperti del settore, magistrati, avvocati per discutere i disegni di legge regionali che dovrebbero dare attuazione al piano casa in Sicilia.
All'incontro, dal titolo ''Piano Casa: le opportunita' per la proprieta' edilizia'' parteciperanno esponenti dell'Assessorato regionale BBCCAA, dell'Assessorato Lavori Pubblici, della Soprintendenza BBCCAA di Palermo, dell'ANCI Sicilia, del Comune di Palermo, della Universita' degli studi, magistrati del Tribunale Civile e di quello Amministrativo, dei Consigli degli Ordini degli Avvocati, degli Ingegneri e degli Architetti PPC, della Consulta Ordini degli Ingegneri della Sicilia. ''Regioni quali la Toscana, l'Umbria, l'Emilia Romagna e il Veneto - dichiara Aldo Alaimo Presidente dell'APE Confedilizia-Palermo - si sono gia' dotate di un piano casa, mentre altre regioni, quali la Lombardia ed il Piemonte sono sul punto di farlo; altre giunte regionali hanno approvato i loro disegni di legge e sono in attesa dell'approvazione da parte dei Consigli regionali. Lo Stato aveva assegnato alle Regioni un termine di 90 giorni per dotarsi di questo strumento. Il termine e' scaduto la settimana scorsa ed in Sicilia siamo fermi ad un disegno di legge di iniziativa parlamentare ed uno governativo approvato dalla Giunta lo scorso aprile, ma ancora giunto alla competente Commissione.
Facciamo appello al Presidente Lombardo, che in piu' di una occasione ha mostrato sensibilita' al tema, perche' metta il piano casa fra le priorita' del nuovo governo che sta per muovere i suoi primi passi''.

 

2 luglio 2009 - CasaeClima.com

Piano Casa - Le regioni al traguardo, il Governo no

Solamente Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Veneto e la Provincia di Bolzano hanno rispettato l'accordo Governo--Enti locali dello scorso 1 aprile in cui si gettavano le basi del Piano Casa tanto voluto dal premier. Quasi tutte però hanno seguito le indicazioni di massima scaturite dallo stesso protocollo in cui si le regioni si impegnavano con il governo a varare entro 90 giorni delle proprie normative, seguendo una disciplina che prevede ampliamenti al 20 per cento per le ristrutturazioni e del 35 per cento in caso di demolizioni e ristrutturazioni.
Manca ancora però il decreto di semplificazione che il Governo doveva emanare dieci giorni dopo l'accordo dell'1 aprile. L'accordo con le regioni è stato necessario perché l’edilizia rientra nella «legislazione concorrente» tra esecutivo e regioni. Secondo le stime, il piano casa comporterebbe un indotto medio di circa 60 miliardi tra il 2009 e il 2012 grazie all’impennata del settore dell’edilizia, stimata intorno al 30%.
Ma per avere un quadro completo di come si stia costruendo il Piano casa nazionale andiamo nelle singole regioni a constatare i progressi fatti al 30 giugno 2009.
Sicilia
I disegni di legge presentati prevedono lavori di ampliamento degli edifici esistenti fino al 25 per cento del loro volume totale se destinati a uso residenziale per edifici e singole unità di volume minore di 500 mc con ulteriore aumento del 5 % se vengono introdotte e utilizzate fonti energetiche rinnovabili. Invece sono previsti ampliamenti 20 per cento della sola superficie coperta se adibiti a uso diverso, anche in deroga ai regolamenti comunali e agli strumenti urbanistici e territoriali.
Prevista anche la possibilità di demolizione e ricostruzione rispettando gli odierni standard qualitativi, architettonici e di sicurezza, e tenendo in evidenza la sostenibilità energetica. In questo caso sarà possibile arrivare anche al 35 per cento per unità abitativa. E' consentita la demolizione e ricostruzione anche su area diversa, con aumento del 30% se si interviene demolendo edifici regolari insistenti su aree a tutela paesaggistica o con pericolo idrogeologico.
Previsto sconti sugli oneri. In caso di zone dotate di urbanizzazioni primarie e secondarie non è dovuto il versamento dei relativi oneri.