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Regione Valle d'Aosta

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

30 luglio 2009 - Asca

Consiglio, approvato DdL su Piano Casa

Il Consiglio Regionale della Val D'Aosta ha approvato il disegno di legge sul Piano casa.
L'iniziativa ha come scopo ''il sostegno'' per il ''rilancio dell'economia, con un riavvio dell'attivita' edilizia'' per rispondere ''ai bisogni abitatiti delle famiglie'', valorizzando il patrimonio architettonico esistente, migliorando ''l'efficienza energetica, con l'utilizzo di fonti rinnovabili secondo criteri di sostenibilita' ambientale'', introducendo, infine. ''misure incisive di semplifiaczione procedurali dell'attivita' edilizia''.

29 luglio 2009 - AostaSera - Elena Tartaglione

In Consiglio Valle passa, tra le polemiche, il piano casa regionale

Il provvedimento consente ai proprietari di aumentare la volumetria degli immobili dal 20 al 35 per cento. Se la riqualificazione riguarda aree più vaste o interi quartieri la percentuale può salire al 45 per cento. Critiche dall'opposizione.
A una settimana dalla firma del Piano casa da parte del governo Berlusconi, il Consiglio regionale ha emanato un provvedimento ispirato alle nuove direttive sull’edilizia. Sarà più semplice, da oggi, ampliare il volume della propria abitazione, sempre che l’immobile abbia acquisito il titolo abitativo edilizio entro il 2008. I proprietari di unità abitative potranno aumentare la volumetria degli immobili fino al 20 per cento, percentuale che sale al 35 per cento nel caso di demolizione e successiva ricostruzione degli edifici con criteri improntati all’edilizia sostenibile. Quest’ultima possibilità è offerta solamente ai proprietari di edifici realizzati prima del 31 dicembre 1989.
Nel caso gli interventi non riguardino singole unità abitative, ma intere zone e quartieri, il piano casa della Regione ha portato l’aumento massimo percentuale di volumetria al 45 per cento. In questo caso, però, non è sufficiente l’iniziativa dei privati. Questo tipo di intervento richiede infatti la stipula di accordi e intese con le pubbliche amministrazioni, o l’inserimento in un Pud, piano urbanistico di dettaglio, di iniziativa privata. Anche in questo caso è previsto l’utilizzo di tecniche costruttive sostenibili dal punto di vista ambientale, che includano l’impiego di fonti di energia rinnovabili o adottino misure di risparmio energetico e idrico.
Nell’illustrare i contenuti del disegno di legge, il relatore Piero Prola ha voluto evidenziarne alcuni aspetti, come l’attenzione dedicata all’edilizia sostenibile, allo snellimento delle procedure burocratiche e alle esigenze dei piccoli proprietari, e ha auspicato, attraverso l’attuazione del Piano, il rilancio del settore edilizio locale.
Il provvedimento, approvato con 26 voti favorevoli, cinque contrari (VdAVive/Renouveau) e tre astenuti (PD), ha provocato malumori tra le file dell’opposizione. Secondo Roberto Louvin si tratta una “pericolosa scelta di campo”, che lascerà “profonde tracce sul territorio valdostano”. Il consigliere di VdAVive/Renouveau ha indicato come principale effetto del disegno di legge quello di ispirare un generale clima di “deregulation”. A beneficiarne, ha affermato in aula, saranno specialmente i proprietari di seconde case. Raimondo Donzel, del Pd, pur favorevole alla riqualificazione del patrimonio edilizio, ha espresso perplessità riguardo agli interventi sulle seconde case, definiti “non pertinenti e in contraddizione con la norma sull’ampliamento delle strutture alberghiere”.

28 luglio 2009 - Ansa

Piano Casa - Consiglio Valle discute DdL regionale

La possibilità di ampliamenti delle abitazioni dal 20 al 45 per cento rispetto alle volumetrie esistenti è prevista dal disegno di legge, in discussione in Consiglio regionale, in applicazione del piano casa varato dal Governo.
Il testo consente un ampliamento fino al 20 per cento delle volumetrie esistenti, di singole unità immobiliari in deroga agli strumenti urbanistici generali. Se si utilizzano criteri e tecniche di edilizia sostenibile, fonti di energia rinnovabile o misure di risparmio energetico o idrico, attraverso la demolizione delle abitazioni l'incremento potrà essere del 35 per cento. Il 45 per cento di volumetria in più sarà invece possibile in presenza di programmi integrati, intese e concertazioni promosse dalle pubbliche amministrazioni, oppure di Piani urbanistici di dettaglio (Pud) di iniziativa privata, sempre a condizione dell'uso di tecniche di sostenibilità ambientale.
"La proposta - ha spiegato il relatore Piero Prola (Uv) - ha lo scopo di favorire iniziative volte al rilancio dell'economia, con un riavvio dell'attività edilizia, di rispondere ai bisogni abitativi delle famiglie, di valorizzare e migliorare il patrimonio architettonico esistente, di garantire e migliorare l'efficienza energetica con l'utilizzo di fonti rinnovabili secondo criteri di sostenibilità ambientale e, infine, di introdurre misure incisive di semplificazione procedurali dell'attività edilizia".
Per il capogruppo di VdAV-Rv, Roberto Louvin, si tratta di "una legge che fa fare alla Valle una pericolosa scelta di campo, con decisioni destinate a lasciare tracce profonde sul territorio valdostano. E' una legge figlia di una sollecitazione che viene dal presidente Berlusconi e che purtroppo dimentica le prerogative dell'ordinamento valdostano. Ci chiediamo se il nostro territorio potrà reggere di fronte a questa 'deregulation'valdostana, che ha ampiamente travalicato i confini dell'intesa Stato-Regioni.".
Di segno opposto le valutazioni del consigliere segretario Enrico Tibaldi (PdL): "La legge ha un aspetto politico importante e nasce dall'intuizione del presidente Berlusconi, che ha poi trovato la sintesi in un accordo tra lo Stato e gli enti territoriali. Riteniamo che la Regione Valle d'Aosta abbia fatto bene ad aderire all'intesa e ad andare oltre alle linee tracciate, disciplinando non solo gli interventi edilizi che riguardano le abitazioni, ma anche gli edifici destinati alle attività produttive e artigianali, industriali e turistico-ricettive".

14 luglio 2009 - AostaSera.it

Il consigliere Pino Cerise respinge le critiche dei Verdi al Piano Casa

Il Consigliere regionale del gruppo consiliare Vallée d’Aosta Vive – Renouveau, Pino Cerise, ha voluto fare alcune precisazioni in merito al comunicato dei Verdi Valle d’Aosta, secondo i quali il disegno di legge n. 28, recentemente approvato dal Consiglio regionale, consentirebbe scriteriati ampliamenti delle strutture alberghiere e di ristorazione e che, con il disegno di legge n. 45, si appresterebbe a fare ancora peggio.
Avendo votato a favore, Cerise ritiene “tali dichiarazioni generiche e fuorvianti”.
A proposito del disegno di legge n. 28, “non pare sia stato confrontato il testo licenziato dalla Giunta – si legge nella nota di Cerise – con quello approvato dal Consiglio, altrimenti non sarebbe sfuggito lo sforzo e l’importante concorso di tutti i soggetti interessati (Commissione competente, Consiglio permanente degli Enti locali, ADAVA ecc…) per giungere ad un testo, sostanzialmente modificato, e condiviso sulla necessità di favorire la riqualificazione delle strutture ricettive precludendo possibili operazioni speculative che potevano trovare spazio nel testo originario”.
Sempre nella nota, il consigliere di VdA Vive – Renouveau si esprime anche sul disegno di legge n. 45 (Piano casa) con la stessa logica: “Personalmente opererò in quella direzione, perché credo che solamente un’intelligente ed equilibrata politica di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente può contenere l’espansione di nuove aree destinate all’edificazione, aree sottratte all’agricoltura e ad altre attività di interesse generale”.
Secondo Cerise, "problematiche afferenti a beni primari quali la casa, la tutela del territorio vanno affrontate seriamente, con onestà intellettuale, non con posizioni ideologiche preconcette e men che meno demagogiche ed opportunistiche che non rappresentano certamente la base ideale su cui costruire una possibile quanto mai necessaria alternativa all’attuale sistema di governare"

 

9 luglio 2009 - Ansa

Piano Casa - Ordini professionali chiedono legge a termine

Gli ordini professionali valdostani hanno chiesto che il Piano Casa, all'esame della Commissione 'Assetto del territorio', "abbia una durata limitata per poter poi effettuare una verifica sull'effettiva efficacia e validità". Lo ha fatto sapere il presidente della commissione, Dario Comé, che da definito il dibattito in corso "serrato e costruttivo, teso a favorire il recupero del patrimonio esistente".
La Commissione ha iniziato ieri le audizioni che si sono protratte più a lungo del previste. "Andremo avanti ad oltranza a partire dalla prossima settimana - ha aggiunto Comé - con l'obiettivo di portare il disegno di legge in aula prima della pausa estiva"

 

2 luglio 2009 - CasaeClima.com

Piano Casa - Le regioni al traguardo, il Governo no

Solamente Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Veneto e la Provincia di Bolzano hanno rispettato l'accordo Governo--Enti locali dello scorso 1 aprile in cui si gettavano le basi del Piano Casa tanto voluto dal premier. Quasi tutte però hanno seguito le indicazioni di massima scaturite dallo stesso protocollo in cui si le regioni si impegnavano con il governo a varare entro 90 giorni delle proprie normative, seguendo una disciplina che prevede ampliamenti al 20 per cento per le ristrutturazioni e del 35 per cento in caso di demolizioni e ristrutturazioni.
Manca ancora però il decreto di semplificazione che il Governo doveva emanare dieci giorni dopo l'accordo dell'1 aprile. L'accordo con le regioni è stato necessario perché l’edilizia rientra nella «legislazione concorrente» tra esecutivo e regioni. Secondo le stime, il piano casa comporterebbe un indotto medio di circa 60 miliardi tra il 2009 e il 2012 grazie all’impennata del settore dell’edilizia, stimata intorno al 30%.
Ma per avere un quadro completo di come si stia costruendo il Piano casa nazionale andiamo nelle singole regioni a constatare i progressi fatti al 30 giugno 2009.
Valle d’Aosta
Nei giorni scorsi la Giunta regionale della Valle d'Aosta ha approvato il ddl recante “Misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche e la riqualificazione del patrimonio edilizio regionale”, che definisce la normativa della Regione sul Piano Casa.
Il disegno di legge, composto da 12 articoli e proposto dall'Assessorato regionale all'ambiente e territorio, consente incrementi volumetrici del 20%, rispetto agli indici di edificabilità, in deroga agli strumenti urbanistici generali e ai regolamenti edilizi.
Nel caso dell'integrale demolizione e ricostruzione degli edifici, l'ampliamento consentito è del 35%, a condizione che “si utilizzino criteri e tecniche di edilizia sostenibile, fonti di energia rinnovabile o misure di risparmio delle risorse energetiche o idriche”. Gli immobili destinati ad attività produttive, artigianali o commerciali potranno essere ulteriormente ingranditi (fino al 45% degli indici urbanistici di zona), “qualora si ricorra a programmi integrati, a intese ed a concertazioni promossi dai Comuni”. Sono esclusi dalle deroghe le aree di inedificabilità assoluta, gli edifici abusivi e con particolari vincoli.
Prevista inoltre la possibilità di ampliare gli alberghi fino a 40% della volumetria, come interventi da effettuare in deroga ai piani regolatori dei Comuni. Le indicazioni contenute nel ddl “non sono temporalmente limitate e privilegiano misure durevoli nel tempo”, ha spiegato il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Augusto Rollandin.