Regione Veneto

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

28 luglio 2009 - edilia2000.it

Piano Casa Regione Veneto

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge regionale n.14 del 2009, nota come “piano casa”: “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche”.
Si tratta di una legge importante per consentire il rilancio dell’attività edilizia attraverso l’ampliamento degli edifici esistenti e il contestuale miglioramento della qualità architettonica ed edilizia.
Nei due anni di applicazione della legge i Comuni svolgeranno un ruolo fondamentale soprattutto per quanto concerne gli edifici residenziali non destinati a prima casa di abitazione e quelli adibiti ad uso diverso.
Spetta, infatti, ai Comuni deliberare se o con quali ulteriori limiti e modalità applicare le nuove disposizioni, mentre trovano immediata applicazione le norme concernenti gli ampliamenti della prima casa di abitazione.
Trattandosi di un testo complesso la Regione ha ritenuto opportuno procedere alla emanazione di una circolare esplicativa che aiuti a superare eventuali dubbi interpretativi.
E' stata richiesta, pertanto, la collaborazione di tutti al fine di conoscere quali sono le maggiori problematiche derivanti dalla lettura della legge regionale n. 14 del 2009, pubblicata sul BUR n. 56 del 10 luglio 2009.
Gli apporti collaborativi dovranno pervenire entro il mese di agosto 2009, utilizzando l’indirizzo e-mail: pianocasa@regione.veneto.it, - o il seguente numero di fax 041 279 indicando sull’Oggetto: “Piano Casa - problematiche", al fine di consentire agli uffici regionali di procedere, il più velocemente possibile, alla stesura della predetta circolare.
Legge Regionale n. 14/2009 “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche” nota come “PIANO CASA”.
(Pubblicata sul BUR n. 56 del 10.07.2009 - Entrata in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione nel B.U.R.)
Immediata applicazione delle norme ad edifici residenziali destinati a prima casa di abitazione. Il contributo di costruzione è ridotto del 60%.
Non immediata applicazione delle nuove norme agli edifici residenziali (non prima casa di abitazione) e agli edifici adibiti ad uso diverso in quanto spetta al Consiglio Comunale deliberare circa l’applicazione delle nuove disposizioni.
Le principali ipotesi previste dalla legge sono le seguenti:
Art. 2 - Ampliamento fino al 20% del volume degli edifici se destinati ad uso residenziale e del 20% della superficie coperta se adibiti ad uso diverso; tale percentuale può essere elevata di un ulteriore 10% nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di fonti di energia rinnovabile. Tale norme riguarda edifici esistenti nonché edifici il cui progetto o richiesta del titolo abilitativo siano stati presentati al Comune entro il 31 marzo 2009.
Art. 3, comma 2 - Rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989 con ampliamento fino al 40% del volume se destinati ad uso residenziale e del 40% della superficie coperta se adibiti ad uso diverso nel caso di integrale demolizione e ricostruzione degli edifici, purchè situati in zona territoriale propria e solo qualora vengano utilizzate tecniche costruttive di cui alla LR 4/2007 “Iniziative ed interventi a favore dell’edilizia sostenibile”. Tale norme riguarda anche edifici demoliti o in corso di demolizione purchè all’entrata in vigore della legge non sia già avvenuta la ricostruzione.
A tal fine la Giunta regionale integra le linee guida di cui all’art. 2 della L.R. 4/2007 prevedendo la graduazione della volumetria assentibilòe in ampliamento in funzione ddella qualità ambientale ed energetica dell’intervento.
Art. 3, comma 3 - La percentuale di cui al punto precedente può essere elevata fino al 50% nel caso in cui l’intervento di demolizione e ricostruzione comporti una ricomposizione planivolumetrica con forme architettoniche diverse da quelle esistenti comportanti la modifica dell’area di sedime nonchè delle sagome e sia oggetto di un piano attuativo. Tale norme riguarda anche edifici demoliti o in corso di demolizione purchè all’entrata in vigore della legge non sia già avvenuta la ricostruzione.
Art. 4 - ampliamento per alcune tipologie di strutture turistico ricettive.
Art. 5 – Non concorrono a formare cubatura le pensiline e le tettoie finalizzate all’installazione di impianti solari e fotovoltaici di tipo integrato o parzialmente integrato.
Titolo abilitativo: DIA ((Dichiarazione Inizio Attività); le istanze vanno presentate entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa.
ADEMPIMENTI E SCADENZE Per gli edifici residenziali (non prima casa di abitazione) e per gli edifici adibiti ad uso diverso.
Entro il 30 ottobre 2009
I Comuni deliberano se e con quali limiti applicare la normativa regionale
Entro il 14 novembre 2009
Se il Comune non ha deliberato la Giunta regionale nomina un commissario
Entro il 25 novembre 2009
Il commissario convoca il Consiglio Comunale per deliberare
Entro 9 settembre 2009 (60 giorni dall’entrata in vigore della legge)
La Giunta regionale integra le linee guida di cui all’articolo 2 della LR 4/2007 “Iniziative ed interventi regionali a favore dell’edilizia sostenibile”
Entro 9 ottobre 2009 (90 giorni dall’entrata in vigore della legge)
La Giunta regionale stabilisce le caratteristiche tipologiche e dimensionali delle pensiline e delle tettoie finalizzate all’installazione di impianti solari e fotovoltaici di tipo integrato o parzialmente integrato.

23 luglio 2009 - Asca

Piano Casa - Zanon (PdL), su piano casa i comuni si rendano protagonisti

''I Comuni veneti si rendano protagonisti dell'effettiva applicabilita' della Legge, favorendo i bisogni e le aspettative delle famiglie venete''.
Cosi' il consigliere alla Regione Veneto del Pdl, Raffaele Zanon, interviene a due settimane dall'approvazione della legge regionale sul Piano Casa.
''Sono molti i Comuni - afferma Zanon - che in questi giorni sentono la necessita' di essere informati sulle nuove possibilita' edilizie introdotte dalla legge ed attendono impazientemente le norme attuative, in fase di predisposizione, a regolamentarne la fattivita'. Nel territorio della provincia di Padova - prosegue - l'interesse per il Piano Casa e' in continuo aumento, di conseguenza e' utile dar vita a forme associative formate da esperti nel settore che si rendono disponibili a divulgare il significato politico e tecnico della legge nei vari comuni della Provincia''.
''I soliti catastrofisti - conclude Zanon - avevano gia' etichettato questa legge come il solito condono edilizio.
E' una normativa che riguarda solo gli interventi futuri e non comporta alcuna regolarizzazione di abusi gia' compiuti.
Come si evince dall'art.9, l'applicazione della norma non puo' fare riferimento a quelle costruzioni oggetto di provvedimenti di demolizione, anche solo parzialmente abusivi''.

21 luglio 2009 - Asca

Piano Casa - Galan, una casa per tutti

''Il Piano Casa varato dal Governo, cosi' come ha dichiarato il ministro Matteoli, e' un progetto molto ambizioso e lo e' per due motivi fondamentali - afferma il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, in una noya -. Il primo motivo e' che per la prima volta dopo decenni, l'Italia affronta la questione fondamentale di dare casa a chi ne ha bisogno per davvero: famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati''.
Il secondo motivo che fa di questo Piano una straordinaria iniziativa dal punto di vista produttivo ed economico - prosegue Galan - e' che gli stanziamenti previsti, sommati a quelli che verranno attivati da Regioni ed Enti locali, garantiranno un forte impulso al settore edilizio e al suo indotto, nonche' all'occupazione.
''Se poi si considera quanto da poco approvato dalla nostra Regione in materia di sostegno al settore edilizio e quanto definitivamente approvato oggi dal Governo Berlusconi, si puo' ben dire che il Veneto e' all'avanguardia nella realizzazione di interventi tesi a incentivare la ripresa economica, a qualificare l'architettura residenziale e non solo, ma soprattutto a dare risposte efficaci ad una domanda sociale imponente. Infine, ma e' questione prioritaria e come tale va considerata - conclude Galan -, il Piano Casa governativo prevede incentivi e agevolazioni anche per gli immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni in Italia o da cinque nella stessa regione.''.

4 luglio 2009 - L'Arena.it - Enrico Giardini

Parte il Piano casa a Verona - Attese migliaia di richieste

Decolla anche a Verona il Piano casa approvato dal Consiglio regionale.
Potenzialmente può riguardare migliaia di immobili. Chi vuole ampliare la prima casa fin a un massimo del 20 per cento può farlo subito. Basta che il professionista incaricato del progetto presenti una Dichiarazione d'inizio attività (Dia), entro 24 mesi da quando la legge entrerà in vigore. E fra qualche giorno il provvedimento verrà pubblicato sul Bollettino regionale.
IL RUOLO DEL COMUNE. Dovrà aspettare ancora un po', invece — cioè attendere che il Comune deliberi se e con quali limiti applicare la normativa — chi vorrà demolire o ricostruire la seconda casa, un albergo, un capannone industriale o artigianale, e quindi potrà godere di un aumento di volumetria del 40 per cento, ma soltanto se gli interventi prevedono di impiegare tecniche costruttive di bioedilizia e impianti per il risparmio energetico. Si potrà arrivare anche al 50 nel caso questi interventi rientrino in un Piano urbanistico attuativo (Pua), cioè si riferiscano a un complesso di edifici e prevedano anche lavori a strade, parcheggi e arredo urbano.
TEMPI STRETTI. Sarà il Consiglio comunale, quindi, a doversi esprimere entro il 30 ottobre per capire come a Verona verrà applicato il Piano. Palazzo Barbieri punta comunque a non perdere tempo.
«L'amministrazione comunale si impegnerà per portare in Consiglio in tempi brevi, prima della scadenza del 30 ottobre, la delibera per l'applicazione del provvedimento», spiega l'assessore all'urbanistica, Vito Giacino, illustrando in municipio il Piano casa con il suo collega all'edilizia privata Alessandro Montagna, con il consigliere regionale Tiziano Zigiotto, presidente della commissione regionale urbanistica, e con il presidente della commissione consiliare urbanistica del Comune, Marco Comencini.
Giacino sottolinea che «resteranno naturalmente esclusi dal Piano il centro storico cittadino, i centri storici minori e le colline, come già previsto dal Pat». La stessa legge regionale, comunque, esclude i centri storici da possibili ampliamenti e riqualificazioni.
«Il lavoro degli uffici comunali sarà ora quello di armonizzare quanto stabilito dal Piano casa con il nostro Piano degli interventi, in modo da rendere compatibili i nuovi interventi con la pianificazione urbanistica già in fase di avanzata definizione», aggiunge Giacino. Da cui parte anche «un plauso alla Regione per aver varato un provvedimento, che rappresenta anche per l'economia veronese, e per l'edilizia in particolare, un'iniezione importante per uscire dalla crisi».
L'amministrazione, in pratica, dovrà tenere conto delle indicazioni già date per le riconversioni di edifici, per le ristrutturazioni e sistemazioni di edifici, capannoni o complessi industriali o artigianali dismessi, come quelli di Verona sud e della Zai in particolare (fino a lambire i quartieri di Borgo Roma, Santa Lucia e Golosine). Proprio lunedì, infatti, verrà pubblicato il bando con cui presentare i progetti che, per quanto riguarda i privati, dovranno prevedere anche compensazioni in opere pubbliche, come strade e parcheggi.
IL COMMISSARIO. Tutti gli interventi del Piano casa, precisano gli amministratori, dovranno in ogni caso rispettare i regolamenti e le norma comunali. Ma che cosa succederà se al 30 ottobre il Comune (e questo vale per tutti e 98 i Comuni veronesi e del Veneto) non si sarà espresso? La Giunta regionale nominerà un «commissario ad acta», entro 15 giorni dalla scadenza del 30 ottobre, con l'incarico di far applicare la legge regionale così com'è, senza aggiunte o particolarità locali.
MENO ONERI. Fra i punti salienti della legge c'è anche la riduzione del 60 per cento degli oneri di urbanizzazione per chi amplia la prima casa e del 100 per cento — quindi verranno cancellati — per edifici abitati da persone disabili.
«Questa legge regionale sulla casa è importante perché darà nuove possibilità di lavoro per le piccole imprese», spiega l'assessore Montagna. «Darà una risposta alle famiglie che hanno necessità e possibilità di ampliare la propria abitazione», precisa. «Al tempo stesso è un'agevolazione a utilizzare la bioedilizia. Tutto questo contribuirà anche a migliorare la qualità e l'ordine del paesaggio urbano». Zigiotto sottolinea invece la potenziale ricaduta del Piano casa sull'economia veronese e veneta, in un momento di crisi. «Questo Piano è uno strumento di legge snello, in grado di sostenere in maniera concreta il settore dell'edilizia, che fino a qualche tempo fa rappresentava il 27 per cento del Prodotto interno lordo del Veneto, con circa 100mila fra addetti e lavoratori di filiera», spiega il consigliere regionale il quale, nonostante la sua soddisfazione per il varo della legge, si toglie un sassolino. «La Regione ha dato il modello di legge sulla casa al Governo e spiace che, per inutili polemiche, proprio in Consiglio regionale si siano persi quattro mesi per approvarla. E magari qualche addetto dell'edilizia, in questo periodo, ha perso il lavoro».

 

3 luglio 2009

Il "Piano Casa" è passato in Consiglio - Int. al Presidente Galan

 

3 luglio 2009

Il Piano Casa passato in Consiglio - Int Ass. Marangon

 

3 luglio 2009

Piano casa approvato: via agli ampliamenti di case e capannoni

 

3 luglio 2009 - L'Arena.it

Piano casa operativo «Migliorerà il Veneto»

«Sono molto soddisfatto per questa legge, una delle più utili, importanti, che permette di migliorare il nostro territorio». Il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, ha commentato così l'approvazione del piano casa del Veneto, in Consiglio regionale.
Nessun grazie di Galan, però, all'opposizione «rimasta schiacciata da questa legge - ha detto - che ha solo peggiorato, complicandola e ritardandola di quattro mesi per voler far in Consiglio quella discussione che noi volevamo fosse fatta nei Consigli comunali». Ma le modifiche, ha osservato il presidente, «sono assolutamente accettabili rispetto al testo originale. Non sono riusciti a sconfiggere i principi di fondo del provvedimento». Tra i punti peggiorativi introdotti, che Galan ha attribuito all'opposizione, c'è il principio di silenzio-diniego da parte dei Comuni, «un concetto abberrante, un principio “sovietico” che va contro l'interesse dei cittadini».
Il presidente ha inoltre negato che il provvedimento possa dare il via ad una cementificazione del territorio o che i centri storici siano minacciati nella loro integrità: «Solo chi non ha fiducia nei cittadini - ha affermato Galan - pensa che, se lasciati liberi, facciano le case più brutte. Noi abbiamo fiducia e penso che le faranno più belle, più a norma di legge».
BANCHE E COMUNI. Sull'impatto che il piano casa avrà sul rilancio economico dell'edilizia e la riqualificazione del territorio si è soffermato il relatore della legge, Tiziano Zigiotto presidente della commissione urbanistica, mentre l'assessore all'urbanistica, Renzo Marangon, ha auspicato che gli istitui di credito «mettano a disposizione dei cittadini gli strumenti per approfittare della legge».
«Chiediamo ai Consigli comunali - ha concluso Marangon - di iniziare da subito a recepire la legge, perchè il mattone è democratico e politicamente trasversale».
DAL 20 AL 50 PER CENTO. La nuova legge riguarda, in particolare, gli interventi di rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, mediante la demolizione e la ricostruzione, che sono ammessi con aumenti volumetrici fino al 40%, sia per il residenziale che per il produttivo in zona propria, solo se realizzati con le tecniche costruttive di bioedilizia.
Il 40% può inoltre essere elevato fino al 50% qualora gli interventi siano oggetto di un piano attuativo; inoltre viene chiarito il concetto di ristrutturazione edilizia che ha creato alcuni problemi applicativi nel territorio regionale ed infine, sempre oggetto di accordo, l'articolo che assegna ai comuni la competenza a decidere sulla applicazione della legge in questione.
In tal senso i comuni avranno fino al 30 ottobre per deliberare se e con quali limiti applicare la normativa. Nell'ipotesi in cui il termine decorra senza un provvedimento comunale espresso, la Giunta regionale, attraverso la nomina di un commissario, potrà far convocare il Consiglio comunale perché prenda le sue decisioni.
ESCLUSI I CENTRI STORICI. Nel silenzio del Comune, la legge troverà comunque applicazione per tutte le zone del territorio, ma solo per la prima casa e con esclusione dei centri storici, degli edifici vincolati o soggetti a specifiche forme di tutela e per quelli che ricadono in aree di inedificabilità assoluta o in aree ad alta pericolosità idraulica.
La legge veneta prevede, inoltre, la possibilità di ampliare del 20%, rispetto all'esistente, gli edifici residenziali e ad uso diverso, consentendo di realizzare tale ampliamento in aderenza oppure utilizzando un corpo edilizio contiguo già esistente.
In determinate ipotesi è inoltre ammessa la realizzazione di un corpo edilizio separato, che comunque va considerato accessorio e pertinenziale rispetto al fabbricato principale.
BASTA UNA DIA PER INIZIARE. Nel progetto di legge veneto assume particolare rilievo anche l'articolo dedicato ai titoli edilizi: per dare il via ai lavori non servirà più il permesso di costruire ma sarà sufficiente la Dia corredata da una specifica documentazione e per presentare le richieste ci sono 24 mesi di tempo da quando la legge entrerà in vigore.
Da segnalare, infine, che gli interventi potranno essere realizzati anche in deroga ai piani regolatori e nel rispetto delle norme statali in materia di distanze e per quanto riguarda gli oneri è prevista la riduzione del 60% solo per le prime case.

 

2 luglio 2009 - Regione Veneto

Il Presidente Galan presenta i contenuti della Legge per il sostegno al settore edilizio

“Si tratta di una delle più importanti e più opportune leggi fatte da questa Regione e se non avessimo avuto un’opposizione che ci ha fatto perdere più di tre mesi, avremmo contribuito un po’ prima alla ripresa economica del nostro Veneto”.
Lo ha ribadito il Governatore della Regione del Veneto, Giancarlo Galan, presentando alla stampa i contenuti della legge “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12/7/2007, n.16”, licenziata ieri dal Consiglio.
“Comunque – ha proseguito Galan – è una legge che ancora una volta distingue il Veneto da tutte le altre regioni che sono ferme, una legge fatta anche per cambiare le periferie delle città e renderle più belle. Nessuna cementificazione, quindi, ma solo l’opportunità vera di cambiare le cose brutte che sono state fatte in tutti questi anni”. Riferendosi poi al ruolo della minoranza, Galan ha detto di non sentirsi assolutamente di ringraziarla, perché se qualcuno pensa che con la sua opposizione alla legge abbia fatto una cosa buona, si sbaglia. “La sua azione – ha detto – è stata solo un danno, ostacolando, peggiorando, burocratizzando un testo nato e voluto soprattutto per i cittadini. Un aspetto peggiorativo – ha proseguito – è senz’altro quello del silenzio diniego, una cosa aberrante in una democrazia occidentale e che dimostra la volontà di stare contro i cittadini”.
Oggi l’opposizione, che può vantarsi solo di aver ritardato la legge e di averla resa meno snella, si vanta di aver salvato i centri storici. Ma quando mai i centri storici sono stati interessati da questa legge, si è chiesto Galan il quale ha aggiunto che “non sono riusciti a sconfiggere i principi di fondo che sono alla base di questo provvedimento e che ne rappresentano la forza straordinaria, restituendo un po’ di libertà ai cittadini”.
Riferendosi poi alla valenza economica della legge, il Governatore ha ribadito che questo interessa circa 100 mila addetti della filiera, qualcuno dei quali, molto probabilmente, si è perso in questi tre mesi persi in Consiglio. Nel concludere Galan ha detto che questo non è il primo provvedimento a favore della casa, ricordando Veneto Casa del 2008, finalizzato a calmierare il prezzo degli alloggi e sempre nel 2009, quello per la vendita dell’intero patrimonio dell’ATER, che consentirà a 40 mila cittadini di diventare proprietari e nel contempo di costruire nuove case. “E’ qualcosa di straordinario, che nessun’altra regione, ma nemmeno lo Stato, può vantare”.
Da parte sua l’Assessore all’Urbanistica e Politiche per il Territorio, Renzo Marangon, ha detto che si tratta di un provvedimento importante, anche perché consente ai cittadini, con la semplificazione delle procedure burocratiche, di intervenire da subito sulle prime case.
“Speriamo – ha sottolineato – che anche gli istituti di credito mettano a disposizione delle famiglie un provvista finanziaria e agevolazioni normative e procedurali tali da consentire a tutti quelli che vogliono intervenire sulla propria abitazione, di poterlo fare”.
Tiziano Zigiotto, presidente della II Commissione Consiliare, ha posto l’accento sul meccanismo che ha consentito di conciliare il rilancio dell’economia con la riqualificazione del paesaggio: quello del premio di costruzione per chi costruisce con tecniche di bioedilizia. Si ricorda che il progetto di legge riguarda, in particolare, gli interventi di rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, mediante la demolizione e la ricostruzione, che sono ammessi con aumenti volumetrici fino al 40%, sia per il residenziale che per il produttivo in zona propria, solo se realizzati con le tecniche costruttive di bioedilizia.
Il 40% può inoltre essere elevato fino al 50% qualora gli interventi siano oggetto di un piano attuativo; inoltre viene chiarito il concetto di ristrutturazione edilizia che ha creato alcuni problemi applicativi nel territorio regionale ed infine, sempre oggetto di accordo, l’articolo che assegna ai comuni la competenza a decidere sulla applicazione della legge in questione.
In tal senso i comuni avranno fino al 30 ottobre per deliberare se e con quali limiti applicare la normativa. Nell’ipotesi in cui il termine decorra senza un provvedimento comunale espresso, la Giunta regionale, attraverso la nomina di un commissario, potrà far convocare il Consiglio comunale perché prenda le sue decisioni. Nel silenzio del comune, la legge troverà comunque applicazione per tutte le zone del territorio, ma solo per la prima casa e con esclusione dei centri storici, degli edifici vincolati o soggetti a specifiche forme di tutela e per quelli che ricadono in aree di inedificabilità assoluta o in aree ad alta pericolosità idraulica.
La legge veneta prevede, inoltre, la possibilità di ampliare del 20%, rispetto all’esistente, gli edifici residenziali e ad uso diverso, consentendo di realizzare tale ampliamento in aderenza oppure utilizzando un corpo edilizio contiguo già esistente.
In determinate ipotesi è inoltre ammessa la realizzazione di un corpo edilizio separato, che comunque va considerato accessorio e pertinenziale rispetto al fabbricato principale. Nel progetto di legge veneto assume particolare rilievo anche l’articolo dedicato ai titoli edilizi: per dare il via ai lavori non servirà più il permesso di costruire ma sarà sufficiente la DIA corredata da una specifica documentazione e per presentare le richieste ci sono 24 mesi di tempo da quando la legge entrerà in vigore. Da segnalare, infine, che gli interventi potranno essere realizzati anche in deroga ai piani regolatori e nel rispetto delle norme statali in materia di distanze e per quanto riguarda gli oneri i è prevista la riduzione del 60% solo per le prime case.

 

2 luglio 2009 - Corriere del Veneto

«Garantisce la qualità degli interventi Vi spiego cosa si può fare e cosa no»

Assessore Renzo Marangon, il Piano casa ora è legge. Quando il cittadino veneto potrà cominciare ad ampliare la sua abitazione? «Per la prima casa si può cominciare subito. Bisogna solo aspettare la pubblicazione della legge sul Bur (bollettino unico regionale, ndr). Otto giorni ancora».
Cosa si dovrà fare? «Basta presentare una Dia, dichiarazione di inizio attività, al proprio Comune. E per semplificare il tutto abbiamo anche riformulato le modalità della Dia stessa».
Questo per le prime case. E per gli altri edifici? «Abbiamo presentato una serie di opportunità per l’applicazione della legge. Saranno i Comuni a doversi esprimere attraverso i singoli consigli comunali».
Si spieghi meglio... «In pratica, i Comuni dovranno dire in quale parte del loro territorio intenderanno applicare il Piano casa e in quali no».
Avete anche allungato la tempistica... «Sì. in un primo momento i consigli comunali avrebbero dovuto esprimersi entro il 30 settembre e la giunta regionale avrebbe avuto 5 giorni a disposizione per nominare un commissario 'ad acta' per far esprimere il consiglio comunale inadempiente sul Piano casa. Adesso i Comuni avranno tempo fino al 30 ottobre e la giunta regionale fino al 15 novembre».
L’Anci aveva vi aveva chiesto di andare incontro ai Comuni anche sul mancato introito degli oneri di costruzione. Cosa avete fatto? «La riduzione dei costi ci sarà solo per la prima casa. Tutto il resto si pagherà normalmente».
Quali sono, dunque, i due cardini su cui si basa questa legge regionale del Veneto? «Il 20% di aumento per l’ampliamento della prima casa e il 40% nel caso in cui si sia di fronte a una demolizione-ricostruzione fatta con tecnico ecosostenibili».
Assessore, il Veneto voleva essere la prima Regione in Italia ad approvare la legge e invece è stato superato dalla Toscana, dall’Umbria e anche dalla Provincia di Bolzano... «Siamo arrivati quarti, ma con orgoglio dico che la nostra legge è più avanzata, è la migliore».
Su quali basi afferma questo? «Perché consente più interventi, è più vasta e più ampia. E fornisce maggiori garanzia di interventi di qualità».
E’ comunque una legge che dura solamente due anni... «Sì, io la definisco una "legge a termine". Del resto, tutto è derogato perché il proveddimento si rivolge a un settore, quello edile, in crisi».
Il governatore Galan, pur manifestando la sua soddisfazione per l’approvazione del Piano casa, ha detto che si è perso tempo... «Ha ragione. Purtroppo il regolamento del Consiglio regionale non consente, in aula, alla maggioranza di dettare i tempi. E questo ci ha portato a perdere qualche mese».
In aula, ieri, sono volate parole grosse. Anche lei non si è tira­to indietro definendo «sterco» gli emendamenti del consigliere Pettenò... «C’è stato di tutto ieri in aula. Si è lottato per portare a casa il provvedimento. Non sono stato diplomatico, lo ammetto. Ma io sono schietto, sono questo. E alla fine non porto rancore, rimango il solito simpatico ragazzo».
Anche lei si è preso la sua buona razione di parole però... «Ma sa, noi abbiamo portato a casa una legge contrastata. Loro si sono attaccati persino a Luciano Benetton, che ha detto di aver paura del Piano casa senza averlo letto. Qualche prurito, insomma, l’abbiamo generato».
Chi sarà più contento per l’approvazione della legge regionale? «Le categorie interessate ma, spero, anche i cittadini che hanno qualche euro da investire. Faccio anche un appello alle banche, affinché mettano in circolo provviste finanziarie che si possano attingere facilmente per la ripresa».
Avete già una stima sui possibili interventi? «No, non l’abbiamo. Ma speriamo siano cospicui».

 

2 luglio 2009 - Asca

Confindustria, bene insediamenti turistici in Piano Casa

Gli insediamenti turistici potranno beneficiare del Piano Casa della regione Veneto per riacquistare competitivita', attraverso una rapida sostituzione del patrimonio edilizio piu' obsoleto e, soprattutto, con il rilancio qualitativo delle strutture esistenti.
''Grande'' la soddisfazione degli imprenditori turistici di Confindustria Venezia che da mesi lottavano per raggiungere quest'obiettivo.
''L'autorevole capacita' di proposta della Sezione Turismo di Confindustria Venezia ha permesso di conseguire un traguardo che portera' indubbi benefici all'intero settore veneto e che pone la nostra Regione all'avanguardia a livello nazionale - dichiara Elisabetta Fogarin, Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Venezia. Voglio esprimere un vivo ringraziamento al Presidente Galan, alla Giunta e al Consiglio Regionale per la sensibilita' e la lungimiranza dimostrate nei confronti di un settore che e' tra i piu' trainanti e strategici del nostro territorio''.

 

1 luglio 2009 - Il Corriere del Veneto

Il «piano casa» è legge regionale

Via libera del consiglio con l'astensione del centrosinistra. Sarà possibile ampliare le prime abitazioni del 20 per cento
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il testo di legge «intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per l’utilizzo dell’edilizia sostenibile», meglio conosciuto come «piano casa». Il provvedimento, presentato dalla Giunta veneta il 10 marzo scorso e licenziato dalla commissione il 21 aprile, anticipa l’atteso decreto legge che il governo ha annunciato a fine marzo alle Regioni. Il Consiglio veneto, dopo un confronto durato oltre due mesi, ha varato il provvedimento con i voti della maggioranza di centrodestra (26), l’astensione del centrosinistra (10) e il voto contrario di Rifondazione Comunista, Pdci e Verdi (3). Il testo approvato prevede, anzitutto, la possibilità di ampliare le prime case del 20% del volume esistente, compreso l’eventuale recupero dei sottotetti, con esclusione delle abitazioni ubicate nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta e di quelle oggetto di specifiche norme di tutela. Il piano casa è stato approvato nel corso della sesta seduta del Consiglio regionale del Veneto dedicato al tema con 26 voti a favore, tre contrari e 10 astenuti. Nel corso del lungo dibattito la bozza presentata dalla Giunta è stata modificata in alcuni punti. In particolare, è stato introdotta la possibilità di ampliamento di attività produttive solo in zona propria e il principio di silenzio-diniego dei Comuni che dovranno, entro il prossimo 30 ottobre, decidere se e con quali limiti applicare la nuova legge; in caso di mancato pronunciamento la Giunta avrà 15 giorni per nominare un commissario ad acta per convocare il Consiglio comunale e farlo deliberare sull’eventuale adozione delle nuove disposizioni.
La prima casa, se non ubicata in centri storici e costruita prima del 1989, potrà essere ampliata del 20%, compreso il recupero dei sottotetti, con la sola dichiarazione di inizio di attività (Dia) usufruendo di sconti del 60% sugli oneri di costruzione; oneri che saranno nulli per interventi su residenze di disabili. Sempre del 20% si potranno ampliare immobili non residenziali; la percentuale sale al 30% per interventi di abbattimento e ricostruzione di edifici, residenziali e non, e al 40% se vengono impiegate tecniche di edilizia sostenibile e utilizzate fonti di energia rinnovabili. Il dibattito era iniziato nella seduta del 14 maggio con la relazione del presidente della Seconda Commissione, Tiziano Zigiotto (Pdl), cui era seguito il dibattito svoltosi nelle giornate del 20 e 21 maggio e del 24 e 25 giugno scorsi.

 

1 luglio 2009 - Il Sole 24 Ore

Piano casa, conto alla rovescia per Veneto e Lombardia

Conto alla rovescia per l'approvazione del piano casa da parte di Lombardia e Veneto. In quest'ultima il voto del Consiglio regionale è atteso nelle prossime ore. Rispetto alla bozza presentata dalla Giunta, il provvedimento finale dovrebbe risultare modificato su alcuni punti per accogliere parte delle proposte avanzate dall'opposizione.
Quanto alla Lombardia, il via libera è atteso per la prossima settimana. L'approvazione del piano avverrà il 7 luglio fa sapere il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. «Ci aspettiamo un intervento dai 6-7 miliardi di euro - dice intervenendo al filo diretto con Radio Anch'io su Radio1 - capace di generare 30.000 nuovi posti di lavoro». Con questa legge, prosegue, si «darà la possibilità di ampliare del 20% ai proprietari di mono e bifamiliari poste in alcune zone del territorio». Con l'eccezione di «centri storici e le zone sottoposte a vincoli ambientali» come le aree naturali e i parchi. La bozza però è ancora oggetto di contestazioni. Soprattutto da parte degli ambientalisti. «Il piano mette a rischio i centri storici e parchi» denunciano Wwf, Fai e Italia Nostra, che hanno firmato un appello per chiedere una serie di modifiche al governatore Formigoni.
Con Lombardia e Veneto (due tra le regioni più popolose) si allunga così la lista degli enti che, in linea con gli accordi stipulati nei mesi scorsi con il governo, si sono dotati di una legge. Il termine (non vincolante) del 30 giugno per l'approvazione del testo è stato rispettato da Toscana, l'Umbria e l'Emilia Romagna e dalla provincia autonoma di Bolzano.