Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

Guida al "Piano Casa" promosso dal Governo Berlusconi. Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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15 Maggio 2009 - Asca
Piano casa, il Governo assicura: "Al via dal 1 agosto" Critico il Pd: "Fatti concreti e non cambi continui"

Dai primi di agosto sara' operativo il piano casa del governo. Ad assicurarlo e' stato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Il provvedimento non e' stato varato oggi -spiega- perche' ieri non si e' raggiunto l'accordo con le regioni. Il fatto che stamattina non si e' potuto votare il piano non da' nessun rallentamento ai tempi necessari. Tempi, che comunque, ci fanno prevedere entro luglio possono essere approvate tutte le leggi regionali. Cosi', chi vuole aumentare del 20% la propria abitazione mono o bifamigliare, o chi vuole costruire una abitazione nuova o un edificio nuovo al posto di quello vecchio con le nuove tecnologie lo potra' fare. Sono convinto che il piano sara' in questo modo operativo dal primo di agosto".
Il Cavaliere spiega: "Non abbiamo discusso del piano casa perche' avevano assunto l'impegno di trovare l'accordo con le regioni. Ieri l'intesa non e' stata trovata su un punto ma le regioni stanno procedendo con le leggi regionali per cui non ci saranno ritardi nei tempi e credo che entro luglio si potra' dare attuazione al provvedimento".
Dall’opposizione arrivano le critiche del segretario del Partito democratico Dario Franceschini: “Il piano casa cambia continuamente. So che tutte le Regioni, al di là del colore, stanno difendendo bene le loro competenze e vogliono proposte concrete e non soltanto effetti immagine da lanciare prima delle elezioni”..

15 Maggio 2009 - Asca
Piano casa - Berlusconi, si farà con leggi regionali entro luglio

Il 'piano casa' con la possibilita' degli ampliamenti, sara' realizzato attraverso ''leggi regionali'' che saranno approvate ''tutte entro luglio''.
Quindi ''chi vuole aumentare la cubature della propria casa o costruire nuovi edifici con le tecniche ambientali potra' farlo a partire da agosto''. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.
''Al Cdm non abbiamo messo in discussione il decreto per la politica della casa - ha spiegato il premier - perche' avevamo assunto l'impegno con le Regioni di trovare un accordo con loro. Ieri questo non e' stato possibile ma tutte le regioni stanno procedendo con le relative leggi regionali.
Non c'e' alcun rallentamento dei tempi''.

15 Maggio 2009 - Corriere della Sera - Lorenzo Fuccaro
Rinviato il decreto sul piano casa - Salta il patto dopo il no delle Regioni

Gli enti sostengono di non avere ricevuto garanzie sufficienti. Errani: «Il governo dia risposte»
«Quando l’edilizia va, tutto va». Berlusconi ricorre a questo quando affronta la platea riunita agli Stati generali delle costruzioni parlando «da vecchio collega delle costruzioni, e in questa veste posso dire di trovare totalmente corretto il discorso del presidente dell’Ance, con il quale ci diamo del tu e al quale posso chiedere 'dimmi cosa devo fare e io la faccio'».
Annuncia che oggi il governo avrebbe varato il piano casa, ma ignora che di lì a poco le Regioni ne bloccheranno l’approvazione. Berlusconi, insomma, cerca di stabilire una sintonia con gli operatori di un settore talmente in crisi, che il presidente dell’Ance Buzzetti invoca: «Fateci tornare a fare impresa perché 250 mila persone rischiano di perdere il posto di lavoro». Un appello simile a quello del presidente di Confindustria Marcegaglia, che giudica «positivo il decreto per l’Abruzzo», ma si domanda: «Quanti soldi sono effettivamente spendibili? ». Di fronte a tali grida d’allarme, il premier annuncia che entro «dieci giorni convocherò a Palazzo Chigi un tavolo interministeriale» e, al contempo, enuncia un piano per l’edilizia, indica le cifre stanziate e come intende operare: emergenza Abruzzo, infrastrutture, social housing, il progetto delle new town. Doveva esserci anche il piano casa (che era all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi). Ma, rivelerà più tardi il ministro Fitto, non si è raggiunta un’intesa nella conferenza Stato-Regioni.
Le Regioni sostengono di non avere ricevuto garanzie sufficienti. Anzi, per bocca di Errani, attendo­no che «il governo dia risposte su questioni fondamentali». Il decreto, ora accantonato, avrebbe consentito di aumentare del 20% la cubatura delle case mono o bifamiliari. «Ebbene — calcola Berlusconi — se soltanto il 30% dei proprietari volesse utilizzare questa possibilità, secondo stime al ribasso, in diciotto mesi verrebbero messi in circolazione tra i 70 e i 150 miliardi di euro che giacciono inoperosi nelle nostre banche ». In testa ai provvedimenti, c’è la «sfida per la ricostruzione delle abitazioni distrutte dal terremoto». «Quando le scosse saranno finite — nota — intendiamo garantire al 78% della popolazione di tornare nelle pro­prie case, perché non vogliamo che finiscano in baraccopoli o tendopoli». Berlusconi garantisce che «entro sei mesi dal primo maggio saranno pronte case per 13 mila persone, cioè saranno costruiti 4.500-5.000 alloggi ». Queste unità saranno «edificate su 14-20 aree nel verde: quando gli occupanti si sistemeranno nelle nuove case ricostruite, i moduli abitativi diventeranno campus universitari ». Per l’intera ricostruzione dell’Abruzzo, osserva Berlusconi, «lo Stato stanzierà 8,7 miliardi di euro, dei quali 7 saranno destinati all’edilizia». E il ministro dell’Economia Tremonti aggiungerà al Tg1: «Abbiamo trovato i fondi. Capisco le polemiche, visto che si è in campagna elettorale. Ma per piacere lasciamo fuori il terremoto».
C’è poi il piano per le infra­strutture. Il Cavaliere ribadisce la centralità di questo impegno e annuncia, sollecitato dagli amministratori locali, «di stare lavorando affinché ci possa essere un nostro intervento sul patto di stabilità interno per consentire agli enti che sono stati bravi ad amministrare di potere utilizzare i risparmi per fare interventi nelle costruzioni ».

 

15 Maggio 2009 - Borsa italiana
Piano casa: nuovo stop dalle regioni

Non e' piaciuto a comuni e regioni l'annuncio dato da Berlusconi all'assemblea dei costruttori Ance circa il via libera al decreto per la semplificazione edilizia.
Il provvedimento, si legge su MF, secondo stime del governo, potrebbe movimentare nel giro di 18 mesi una cifra fra "i 70 e i 150 mld euro". Il problema e' che regioni e governo non hanno ancora raggiunto un'intesa, quindi niente passaggio in Cdm, come previsto dall'ordine del giorno.
Ufficialmente l'arresto in corsa sarebbe avvenuto, secondo il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, "su una serie di questioni fondamentali", fra cui anche le norme antisismiche. Sarebbe comunque il timore di un blitz da parte del governo (senza la formalizzazione di un accordo stato-regioni) ad aver generato il nuovo irrigidimento degli enti pubblici locali.
Berlusconi aveva auspicato che il provvedimento potesse essere attivo "entro luglio", ma la tabella di marcia fissata dal premier appare di nuovo a rischio alla luce di questo nuovo conflitto inter-istituzionale.

14 Maggio 2009 - Reuters
Piano casa, manca accordo con enti locali, non va a Cdm

Il piano casa non sarà domani all'esame del Consiglio dei ministri perché governo, Regioni e comuni non sono riusciti a raggiungere oggi pomeriggio un'intesa in conferenza unificata.
Lo ha spiegato il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto al termine della riunione.
"Il testo sarebbe andato in Cdm solo a condizione del raggiungimento dell'intesa con le Regioni e le altre autonomie locali. Lo porteremo quando ci sarà l'accordo", ha detto Fitto.
Parlando all'Ance, Berlusconi aveva posto enfasi sul piano casa all'esame del cdm di domani, piano che a suo dire è in grado di attivare lavori tra 70 e 150 miliardi di euro.

 

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