Regione Friuli Venezia Giulia

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

25 maggio 2009 - Il Sole 24 Ore

Piano Casa - I disegni di legge pronti al varo

EMILIA ROMAGNA
Nella prima settimana di giugno sarà presentata una proposta di legge che modificherà la legge 20/2000 sull'urbanistica. Severi i requisiti su sicurezza e risparmio energetico: dopo un abbattimento, per ricostruire saranno richiesti i parametri massimi di efficienza energetica
FRIULI VENEZIA GIULIA
Il disegno di legge allo studio della regione liberalizza gli ampliamenti di pertinenze di edifici residenziali fino al 10% del volume dell'edificio esistente. Inoltre, sottopone a Dia l'ampliamento di edifici residenziali fino al 20% del volume dell'edificio esistente. Previsto anche l'esonero dal pagamento degli oneri di urbanizzazione per ampliamento fino al 20% della superficie imponibile. Da segnalare che la legge 12/2008 qualifica già come attività edilizia libera la realizzazione di alcuni manufatti pertinenziali nei limiti di 20 metri cubi e 20 metri quadrati
LAZIO
Elaborata una bozza di disegno di legge, per ora al vaglio dei tecnici e ancora riservata
LOMBARDIA
Mercoledì prossimo il disegno di legge dovrebbe incassare il via libera della giunta. Anticipati alcuni punti salienti: ampliamento fino al 20% degli edifici mono e bifamiliari con volumetria non superiore a mille metri cubi; interventi per la sostituzione di vecchi edifici residenziali, industriali o rurali con possibile incremento volumetrico del 30%; recupero degli spazi edilizi inutilizzati; riqualificazione dei quartieri di edilizia abitativa pubblica in deroga ai piani urbanistici vigenti; sostituzione edilizia nelle nelle aree storiche o di rilievo naturalistico-ambientale
MARCHE
La bozza di disegno di legge è stata sottoposta ai capigruppo della maggioranza in consiglio regionale e ai portatori d'interesse (enti locali, costruttori, categorie). Il testo è ancora riservato ma dovrebbe approdare oggi in giunta per il varo, dopodiché inizierà l'iter legislativo in consiglio regionale
PIEMONTE
Dopo il confronto alla conferenza regioni-autonomie locali, oggi è in agenda il varo del disegno di legge da parte della giunta. Da quanto è trapelato finora, il testo fissa standard energetici molto esigenti per gli interventi sul patrimonio edilizio

4 Maggio 2009 - Regione Friuli Venezia Giulia

Vivere Sostenibile - Pronta bozza DdL regionale su energia

Una nuova legge regionale per razionalizzare, semplificare, mettere ordine alla materia dell'Energia in Friuli Venezia Giulia.
E' questo l'obiettivo del ddl la cui bozza è stata presentata oggi ad Udine dall'assessore regionale Riccardo Riccardi al sistema economico, al mondo ambientalista, agli Ordini e Collegi professionali competenti, alle società ed alle "multiutilities" del Friuli Venezia Giulia.
Se all'orizzonte la "scadenza strategica" è rappresentata da quel Piano energetico regionale (PER) che andrà ad essere ridefinito entro la fine del prossimo anno, in termini soprattutto di procedure era però necessario porre mano alla revisione della normativa oggi in vigore - la legge regionale 30 del 2002 - in considerazione in particolare dell'evoluzione del quadro normativo e del contesto operativo in cui l'Amministrazione regionale è chiamata a gestire la sempre delicata materia della produzione, trasporto e distribuzione di energia sul territorio.
Un testo integralmente nuovo, è stato sottolineato nel corso della presentazione della bozza di provvedimento (che dopo l'adozione del Governo regionale sarà portata all'esame del Consiglio delle Autonomie locali, sarà quindi approvata in Giunta per avviare poi il suo iter legislativo in sede di Consiglio regionale), anche perché di fatto la Regione sconta la sua "giovane" esperienza in tale settore dopo il trasferimento di molte competenze statali con il decreto legislativo 110 dell'aprile 2002.
La bozza illustrata nell'odierna riunione intende in particolare ricalibrare i compiti di Province e Comuni rivedendo sostanzialmente i trasferimenti di funzioni in materia di impianti di produzione di energia elettrica sia alimentati da fonti rinnovabili che tradizionali, sollevando i Comuni stessi, già oberati da troppi adempimenti, dalle competenze autorizzative attualmente esercitate in materia ed assegnando tale competenza (per tutti gli impianti al di sotto di specifiche soglie) alle Province.
In definitiva gli impianti di potenza maggiore saranno quindi di competenza regionale, quelli di potenza meno elevata saranno di competenza solo provinciale, indica la bozza di ddl.
Altra importante novità è l'attribuzione ai Comuni della predisposizione ed attuazione dei Documenti energetici comunali (DEC) ai fini di una coerente e mirata attuazione in ambito locale del Programma Energetico Regionale (PER) e dei PRO (programmi regionali operativi); PRO che consentiranno una più incisiva attuazione delle più importanti previsioni del PER.
Uno degli aspetti più notevoli che il disegno di legge vuole affrontare è comunque la semplificazione delle procedure autorizzative (di competenza regionale, provinciale e comunale) in materia di impianti energetici di produzione, depositi e infrastrutture per il trasporto e la distribuzione di energia.
Pertanto, in coerenza con gli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa si è previsto il ricorso, tranne che nei casi meno complessi, a procedimenti unici con Conferenze di servizi.
Viene infine prevista l'istituzione da parte dell'ARPA del Catasto informatico regionale degli elettrodotti con tensione eguale o superiore a 130 chilovolt e, da parte degli Enti locali, del Catasto informatico comunale degli impianti termici degli edifici.