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25 Maggio 2009 - Il Sole 24 Ore - Silvio Rezzonico e Giovanni Tucci
Via ai lavori? Solo se lo prevede il sindaco
Una legge restrittiva e inutile. Oppure, al contrario, lassista e permissiva. Sulla legge regionale toscana 24/2009 – l'unica finora emanata in attuazione dell'intesa stato-regioni – nelle scorse settimane sono circolati giudizi contrastanti. Ma cosa prevede davvero la norma?
La sostanza può riassumersi così: se gli strumenti urbanistici comunali consentivano già addizioni funzionali agli edifici – anche limitatissime – si potranno fare gli incrementi volumetrici fino al 20 per cento. Se invece i comuni avevano escluso ogni tipo di addizione funzionale (caso piuttosto raro, tranne certe zone protette o certi edifici) l'incremento sarà impossibile.
Insomma, i comuni avrebbero già potuto, nell'ambito della propria autonomia, utilizzare lo strumento degli ampliamenti. Anche quando non lo hanno fatto, in genere si sono riservati la possibilità di cambiare idea, "importando" nei loro strumenti urbanistici la definizione di ristrutturazione edilizia prevista dalla legge toscana. In tal caso saranno "costretti" a consentire gli aumenti volumetrici. Quindi, secondo la giunta regionale, gli incrementi ci saranno (si parla addirittura del 40% del patrimonio edilizio coinvolto).
Sciolto questo nodo, si può affermare che la legge recepisce abbastanza fedelmente il contenuto dell'intesa stato-regioni. Gli ampliamenti fino al 20% sono consentiti non solo per gli edifici mono e bifamiliari, ma anche per gli altri, purché con superficie utile lorda non superiore a 350 metri quadrati. Le demolizioni e ricostruzioni possono prevedere fino al 35 per cento di superficie in più (il 15% per gli edifici a destinazione mista residenziale-commerciale, e solo per la parte abitativa).
Le principali esclusioni riguardano i centri storici (zone A), gli edifici con vincolo storico-artistico o in zone di inedificabilità assoluta, parchi e riserve. Dall'incremento vanno sottratte le superfici abusive, anche se in seguito condonate. Vanno comunque rispettate le distanze legali tra costruzioni, le altezze massime dei fabbricati e le dotazioni di opere di urbanizzazione primaria. Ma il principale requisito resta il risparmio energetico: in caso di ampliamenti, l'indice di prestazione energetica delle volumetrie aggiunte deve essere migliore del 20% rispetto a quelli previsti per le nuove costruzioni dal 2010 in poi. In caso di demolizioni e ricostruzioni si pretende il 50% in più per tutto l'edificio, e occorre anche puntare sul condizionamento estivo.
In compenso la nuova legge prevede che tutte queste misure siano valide per gli interventi per cui sia stata presentata una Dia entro fine 2010: quindi oltre i 18 mesi indicati dall'intesa con il Governo. Nella legge non si fa alcun cenno ai contributi di costruzione dovuti, alle norme anti-sismiche o alle autorizzazioni paesaggistiche: valgono in questo caso le altre norme vigenti.
16 Maggio 2009 - Regione Toscana
Case popolari, lavori per 180 milioni avviati in Toscana
Gran parte delle somme recuperate con attento monitoraggio del sistema ERP.
Ammontano a oltre 180 milioni di euro gli interventi sull'edilizia residenziale pubblica che è stato possibile rilanciare e programmare in Toscana negli ultimi 18 mesi grazie alla ricognizione a tappeto promossa dall'assessore regionale alla casa e che ha coinvolto tutte le Lode e le società di gestione del territorio.
Di questi la maggior parte sono stati individuati grazie anche alla rendicontazione avviata dopo la sospensione delle vendite delle case popolari, avvenuta con delibera del consiglio regionale il 27 maggio 2008. E' questa la risposta dell'assessore regionale alla casa a quanti, in queste settimane, da fronti diversi, hanno posto l'attenzione sull'edilizia sociale in Toscana. L'assessore ricorda, a quanti (gli ultimi in ordine di tempo i sindacati degli inquilini di Grosseto) sollecitano l'approvazione urgente di un piano casa e lo snellimento delle procedure, l'imminente esame da parte della giunta di un pacchetto straordinario di misure per altri 130 milioni, oltre alla proposta complessiva di riforma del settore, che la giunta ha già approvato e inviato all'approvazione del Consiglio regionale. Proposta che prevede, oltre al riassetto dell'intero sistema in termini di efficienza, efficacia ed equità, un forte snellimento delle procedure, una diversa modalità di assegnazione delle risorse, la riduzione dei gestori da 11 a 3 e una nuova disciplina per le alienazioni. Ma oltre a questo, a far data dal febbraio 2007, l'assessore ricorda come sono stati approvati dalla giunta regionale interventi di riprogrammazione di fondi, derivanti dalle vendite, da risorse recuperate da revoche in seguito a inadempienze e ritardi su vecchi piani mai decollati, da vecchi residui di canoni, per un totale complessivo di oltre 180 milioni, risorse localizzate in tutte e 11 le LODE della Toscana. L'assessore regionale ci tiene a sottolineare come questo lavoro è stato possibile proprio in virtù del provvedimento di sospensione delle vendite degli alloggi popolari e della successiva azione di monitoraggio e di rendicontazione complessiva del sistema attraverso incontri diretti con ogni singolo gestore finalizzati a risolvere ogni criticità riscontrata.
Negli ultimi 18 mesi sono stati localizzati e attivati già tanti cantieri e molti altri ne partiranno nelle prossime settimane. Complessivamente i lavori già avviati ed attualmente in corso riguardano: LODE LUCCA - € 5.674.777; LODE GROSSETO – € 13.744.855; LODE EMPOLI – P.O.R. Risorse 2003 - €. 1.105.296,00; LODE AREZZO – € 5.062.358 ; LODE FIRENZE – € 12.881.841,00 .
In fase di avvio ci sono invece interventi per € 5.445.493 che riguardano la LODE LIVORNO.
Gli interventi deliberati fra il 2008 e il 2009, a seguito della rendicontazione conseguente alla sospensione delle vendite degli alloggi sono: LODE GROSSETO – € 17.795.486,44; LODE SIENA - 18.869.876,60; LODE FIRENZE - due delibere per € 3.247.625,00 e ;€ 14.400.000; LODE AREZZO € 7.271.981,69; LODE PISA € 7.387.598.
Altre risorse in via di riassegnazione riguardano: LODE PISTOIA per € 16.033.189 e LODE MASSA per € 18.596.306. Infine la LODE di PRATO, per la quale si attende a breve il completamento della rendicontazione.
L'assessore ricorda inoltre che, sempre grazie alla risorse recuperate, è stato possibile finanziare altri interventi minori e anticipare la copertura finanziaria completa del piano straordinario da 31 milioni di euro, già stanziato dal Governo Prodi e successivamente ridotto dall'attuale Governo.
7 Maggio 2009 - Corriere Fiorentino - Alberto Ferrarese
Casa, il no dei costruttori «A rischio 15 mila posti»
Edilizia Per l’Ance legge troppo restrittiva: «Interventi solo sul 4% degli edifici» .
«Troppo restrittiva» per Stefano Varia, presidente dell’Ance Toscana, l’associazione dei costruttori edili, la legge sull’edilizia approvata martedì dal consiglio regionale. «Sono a rischio 15 mila posti di lavoro nel 2009» avverte. «Si poteva fare di più solo a scapito del territorio» ribatte l’assessore regionale Riccardo Conti.
La legge sull’edilizia approvata martedì dal Consiglio regionale della Toscana è positiva ma troppo «restrittiva» e senza il «vero» piano casa e senza il rilancio delle opere pubbliche, in primo luogo quelle di piccola e media grandezza, nell’edilizia sono a rischio 15 mila posti di lavoro.
A dirlo è Stefano Varia, presidente dell’Ance Toscana, l’associazione dei costruttori edili associata a Confindustria.
«C’era grande attesa su questo provvedimento — spiega Varia — ma alla fine la ‘‘corsa’’ della Regione ha prodotto una legge abbastanza restrittiva e la Toscana potrebbe essere penalizzata rispetto ad altre regioni, come le Marche o il Veneto. Da noi si stima che gli interventi potrebbero riguardare solo il 4% degli edifici, circa 80 mila su un totale di un milione e 900 mila».
In particolare, nel provvedimento approvato dal Consiglio regionale, non è consentita la demolizione e ricostruzione, con ampliamento, fuori dai centri abitati. «Questo — spiega Varia — lo avevamo chiesto espressamente, non avrebbe avuto un impatto negativo sul territorio, dato che si parla di edifici già presenti, mentre avrebbe accresciuto molto l’impatto sul settore. È stata un’occasione colta a metà». Quel che è certo, secondo l’Ance, è che serve molto di più per sostenere il settore, che rischia un’emorragia di 15 mila posti di lavoro nel 2009. «Ci aspettavamo un aiuto più corposo — spiega Varia — e comunque adesso servono altri interventi: la partenza del vero piano casa, quello per la realizzazione di alloggi di edilizia pubblica, e l’avvio delle tante opere pubbliche di piccole e medie dimensioni immediatamente cantierabili».
«Sono assolutamente d’accordo con l’Ance», commenta l’assessore regionale al territorio Riccardo Conti, che però difende il provvedimento: «La misura votata martedì ha una portata ridotta, e non poteva essere altrimenti, se non a costo di mettere a ferro e fuoco la Toscana. Si sarebbe potuto raggiugere un effetto maggiore, ma distruggendo la regione».
Quanto alla possibilità di abbattimento e ricostruzione al di fuori dei centri abitati, Conti sottolinea che per la tutela del paesaggio, «permettere la demolizione e la ricostruzione senza limiti a noi è parso un azzardo». Per il resto, assicura l’assessore, «noi stessi avevamo detto che senza un vero piano casa e senza risorse per le infrastrutture il piano per l’edilizia avrebbe avuto un effetto limitato. Ma posso dire che sul piano casa la giunta regionale ha già iniziato la discussione e che per le opere pubbliche, in Toscana, nei prossimi tre anni ci saranno a disposizione sette miliardi di euro».
«La legge — rileva Antonio Ledda, degli edili della Cgil Toscana — dà una boccata di ossigeno a un settore in difficoltà: da ottobre a oggi abbiamo contato un calo nell’occupazione del 10%, circa 4-5 mila posti, ma soprattutto una maggiore contrazione delle ore lavorate, nell’ordine del 20-25%. E se ad oggi ancora la crisi è stata soft perché le imprese si sono mosse con un po’ di inerzia, i veri problemi, se non ci sarà un’inversione di tendenza, si vedranno dopo l’estate. Dunque — è la conclusione del sindacalista — ben venga questo stimolo, pur nel rispetto di tutti i vincoli perché, l’esperienza recente dell’Abruzzo ce lo dimostra, la mancanza di controlli produce disastri».
Sulla legge infuria anche la polemica politica: in una lettera inviata ai costruttori, i capigruppo di An e di Forza Italia Roberto Benedetti e Alberto Magnolfi (che con i loro partiti si sono astenuti, mentre avevano votato a favore in commissione) parlano di «grande occasione persa» a causa «delle briglie ideologiche imposte dalla maggioranza ». Pronta la risposta del capogruppo della Commissione ambiente e territorio Erasmo D’Angelis (Pd), secondo cui «è il Pdl che ha perso la grande occasione di votare almeno il provvedimento annunciato dal governo Berlusconi per il rilancio dell’edilizia in crisi».
6 Maggio 2009 - Corriere Fiorentino
Supervillette, c'è il via libera - La Regione approva la legge
Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la nuova proposta di legge sull’edilizia, dopo gli accordi Governo - Regioni sul piano casa: si può ampliare fino al 20 per cento. Escluse le case nei centri storici o definiti di valore storico, culturale e architettonico dalla pianificazione comunale, o nei parchi naturali.
Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la nuova proposta di legge sull’edilizia, dopo gli accordi Governo-Regioni sul Piano casa. Il provvedimento, che nei giorni scorsi era stato votato all’unanimità in commissione, in aula è stato approvato a maggioranza con l’astensione del Pdl. Favorevole invece la maggioranza e l’Udc. La legge anticipa di pochi giorni l’approvazione del piano casa del Governo e consente, tramite Dia (dichiarazione di inizio attività), interventi straordinari di ampliamento di edifici abitativi a tipologia mono o bifamiliare (o a tipologia diversa ma con superficie utile lorda non superiore a 350 mq), fino al 20% della superficie per un massimo di 70 mq. Previsti anche interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici abitativi, con aumento fino al 35%.
CENTRI STORICI OFF LIMITS - Non sono consentiti invece interventi in edifici che non abbiano titolo abitativo o che risultino collocati, tra l’altro, all’interno di centri storici o definiti di valore storico, culturale e architettonico dalla pianificazione comunale, o nei parchi naturali. Previsto anche che le superfici precedentemente condonate o oggetto di sanzioni, siano detratte dagli ampliamenti realizzabili. A seguito degli interventi non sarà inoltre possibile cambiare la destinazione d’uso di un immobile. A illustrare i contenuti del provvedimento è stato il presidente della commissione ambiente e territorio Erasmo D’Angelis (Pd) per il quale «la legge risponde a un’esigenza oggettiva: affrontare la crisi delle piccole e medie imprese edili e del mercato bloccato dell’edilizia. La legge rappresenta per la Toscana un grande piano di riqualificazione edilizia che non consuma il territorio, che è rispettoso dei criteri antisismici e che incentiva il risparmio energetico».
EMENDAMENTI E ORDINE DEL GIORNO - In fase di voto il Pdl ha presentato vari emendamenti, tutti respinti dalla maggioranza, mentre è stato approvato un ordine del giorno presentato da Pd e Udc che ha registrato il voto contrario del Prc e l’astensione del Pdl. L’ordine del giorno invita la Giunta a «effettuare i necessari approfondimenti relativamente all’opportunità di inserire in futuro, tra gli edifici sui quali sarà consentito l’ampliamento volumetrico, anche gli immobili individuati dagli strumenti delle Amministrazioni comunali con vincoli storici erroneamente identificati». Approvato anche un emendamento presentato da Pdci, Verdi e Sd che stabilisce di escludere la possibilità di fare interventi di ampliamento in altezza su edifici e abitazioni collocate in zone a forte rischio idraulico.
6 Maggio 2009 - Avvenire - Andrea Fagioli
Crisi e famiglie: la Toscana vara il suo "piano casa''
Ieri il Consiglio Regionale ha approvato unalegge che consente la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
La Toscana è la prima regione italiana ad avere approvato (ieri, a maggioranza con l'astensione del PdL in Consiglio regionale) una legge che promuove il rilancio dell'economia attraverso interventi qualificati e progetti innovativi nel settore edilizio, dando anche una risposta alle esigenze abitative delle famiglie. La Regione ha così battuto in volata lo stesso Governo nazionale in una corsa contro il tempo, cominciata
il 31 marzo scorso e culminata ieri con il voto in Assemblea. I principali destinatari del provvedimento ("Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell'economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente") sono le famiglie che in Toscana occupano immobili monofamiliari (circa 378milal o bifamiliari (circa 306mila). Resta escluso il milione e passa di condomini, salvo qualche eccezione. Sono consentiti gli interventi straordinari di ampliamento di edifici abitativi a tipologia mono o bifamiliare (o a tipologia diversa ma con superficie utile lorda non superiore a 350 metri quadrati) fino a120% della superficie utile lorda di ciascuna unità immobiliare per un massimo complessivo dell' edificio di 700 metri quadrati. Inoltre, si possono demolire e ricostruire edifici abitativi, con aumento fino a135% della
superficie utile lorda esistente e legittimata da titoli abitativi alla data del31 marzo 2009. In questo caso può essere demolito anche
un piccolo condominio, purché tutti gli inquilini siano d'accordo. La legge fissa paletti ben precisi che non consentono interventi in case abusive o condonate. Sono esclusi da ogni possibilità di ampliamento sia gli edifici nei centri storici o di valore storico, culturale e architettonico, sia quelli che si trovano all'interno dei parchi e delle riserve nazionali e regionali. Gli interventi dovranno rispettare distanze e altezze stabilite dai regolamenti edilizi dei Comuni nei quali si trova la Casa e, nel caso di demolizioni, non sono consentite modifiche alle destinazioni d'uso e l'immobile deve essere situato in un centro abitato: in pratica si vuole impedire che annessi agricoli divengano improvvisamente villette. Altre disposizioni e divieti riguardano gli ambiti a pericolosità geomorfologica e idraulica elevata e molto elevata, mentre diventa obbligatorio, per demolizioni e ricostruzioni, applicare in modo rigido tutte le disposizioni riguardanti l'abbattimento delle barriere architettoniche. Sull'efficienza energetica, negli ampliamenti è obbligatorio rispettare un indice del 20% inferiore ai parametri fissati come valore limite del 2010 per la climatizzazione invernale. Mentre per demolizioni e ricostruzioni, l'indice deve essere inferiore del 50% al parametro del 2010. Limiti anche nella potenza impegnata per i condizionatori estivi. Nelle nuove strutture dovranno essere presenti
elementi come i pannelli solari e i materiali biocompatibili. La legge sarà operativa dalla fine di maggio. Da qual momento, per accedere alle misure eccezionali sarà necessaria una semplice Dia che dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2010. Gli alloggi oggetto della legge non potranno essere modificati per almeno cinque anni dalla comunicazione dei lavori.
6 Maggio 2009 - L'Unità - Vladimiro Frulletti
Ora c’è la legge della Toscana per ampliare le abitazioni
Superfici aumentabili del 20% e 35% se si demolisce E il provvedimento del governo ancora non si vede.
Premessa: non è un “piano casa”, come precisa l’assessore regionale al territorio Riccardo Conti, perché non dà la casa a nessuno. Come non lo era quello di Berlusconi. È una legge che permette in certi casi a chi una casa già ce l’ha di poterla ampliare: la stanza per i figli (come reclamava Bossi) insomma. Però mentre quello che aveva promesso il Governo è ancora in un cassetto, la Toscana la legge l’ha fatta. La Regione, che pure s’era opposta alla prima bozza di decreto governativo perché stravolgeva ogni regola («è come se per snellire il traffico fosse permesso di passare col rosso» sintetizzava il presidente Claudio Martini), ieri in Consiglio regionale ha dato il via (c’è tempo fino al 31 dicembre del prossimo anno) a ampliamenti, ristrutturazioni e ricostruzioni col sì di centrosinistra e Udc e l’astensione delle destre.
Cosa si può fare
Attraverso uno snellimento delle procedure (ma sempre nel rispetto dei piani regolatori dei comuni) con una semplice Dia (dichiarazione d’inizio d’attività) si potranno ampliare le abitazioni mono o bifamiliari (comunque con una superficie lorda non superiore a 350 mq) del 20% della superfice lorda con un limite massimo per edificio di 700 mq. Condizione però è che l’indice di prestazione energetica per il riscaldamento deve essere abbattuto di un quinto. L’ampiamento invece sale fino al 35% se l’abitazione viene demolita e ricostruita. E possono nascere nuove unità immobiliare purché di almeno 50mq di superficie lorda. Quanto al risparmio energetico da ottenere, occorre ridurre della metà il consumo per riscaldamento e portare sotto i 30kw quello per la climatizzazione durante l’estate.
Cosa non si può fare
All’edificio così allargate o ricostruite non potrà essere cambiata la destinazione d’uso. E per quanto riguarda le ristrutturazioni parziali non vi potranno nascere nuove unità immobiliari a meno che non sia consentito dal piano regolatore del Comune. Sono inoltre escluse le abitazioni dei centri storici (ma Pd e Udc chiedono di escludere le case con vincoli storici erroneamente individuati), le superfici condonate e le case non accatastate. E Pdci, Verdi e Sd hanno fatto passare un emendamento che esclude ampliamenti in altezza su edifici in zone a forte rischio idraulico. In teoria il provvedimento dovrebbe riguardare il 40% delle abitazioni toscane che sono 1 milione e 700mila. Cioè le oltre 680mila case mono o bifamiliari. In realtà, visti i paletti fissati a cominciare dalla tutela dei centri storici, gli edifici interessati sono di meno. L’associazione costruttori parla di 80mila. Per il Pdl, consigliere Paolo Marcheschi, ancora di meno: 50-60mila. Troppo pochi per loro, che ieri non hanno ribadito il sì che avevano dato in commissione.
6 Maggio 2009 - La Nazione
Contrordine, in vendita le case popolari
La giunta regionale sblocca la vendita delle case popolari. In tutta la Toscana le famiglie che aspettano da anni di poterle comprare sono 25mila e non 17mila come appariva dalle indicazioni dei comuni
La giunta regionale sblocca la vendita delle case popolari. In tutta la Toscana le famiglie che aspettano da anni di poterle comprare sono 25mila e non 17mila come appariva dalle indicazioni dei comuni. Altri 12 mila assegnatari, evidentemente più fortunati, sono già da tempo felicemente proprietari. Non è stato usato, a quanto pare, lo stesso metro di valutazione. E nemmeno ora è scontato che possa essere fatta giustizia. Perchè la delibera approvata dal governo toscano lunedì 20 aprile, e arrivata solo ieri in Consiglio regionale, appare fumosa. Nel senso che non chiarisce quanti alloggi saranno venduti. E soprattutto a chi.
L’assessore Eugenio Baronti, di Rifondazione comunista, che aveva sospeso per molti mesi le vendite autorizzate da una legge nazionale del 1993, sostiene che le maglie resteranno strette: «Potranno comprare soltanto gli assegnatari che hanno stabilito il prezzo prima del 27 maggio 2008. Io non considero diritti acquisiti nè i piani vendita, nè le domande accettate». Ma è probabile che le interpretazioni finiscano per essere giocate sul piano politico più che su quello tecnico. Il Pd ha già bocciato la proposta sulla case popolari di Baronti, prima che arrivasse quella nazionale di Berlusconi sull’ampliamento dei volumi.
E anche rifondazione aveva suggerito al suo assessore di non insistere. E’ vero che Baronti può puntare il dito sui comuni, in particolare su molti Lode (gli ex Istituti case popolari), incapaci inviare alla Regione rendiconti precisi sullo stato dei piani di cessione (solo ora si è scoperto che le vendite sono state 12 mila e non 20 mila...), ma è altrettanto vero che rischierà di ritrovarsi ancora solo. Tanto più che la delibera sulle vendite dovrebbe arrivare in aula a fine maggio, nel finale della campagna elettorale. Chi se la sentirà di negare ancora un diritto a 25 mila famiglie, potenzialmente centomila elettori?
Erasmo d’angelis, presidente della commissione Ambiente e territorio, quella che dovrà valutare per prima la delibera di giunta, afferma: «Lavoreremo nel rispetto della legge del 1993. Evitando discriminazioni e rispettando i diritti acquisiti. Non dovremo svendere, ma favorire le vendite per ricavare i soldi necessari a costruire altre case popolari. E’ vero che presto vareremo una delibera da 130 milioni di euro per nuovi investimenti, ma è altrettanto vero che le liste d’attesa di chi aspetta un tetto sono lunghissime». In sostanza, D’Angelis dice: vendendo ai vecchi assegnatari, la Regione potrà venire incontro alle attese delle nuove famiglie, ossia agli aspiranti assegnatari.
Drastico Paolo Marcheschi, consigliere di Forza Italia-Pdl: «Sulla vendita delle case popolari, la giunta regionale fa il giochino dello stop and go. Prima sospende i piani di alienazione (maggio 2008), poi registra il fallimento dei rendiconto da parte dei Lode (novembre 2008), quindi annuncia il ’pacchetto’ Baronti (marzo 2009), respinto perfino da Rifondazione, e ora invia questa delibera sibillina...». Ancora Marcheschi: «Mi auguro non sia un escamotage elettorale per confondere gli assegnatari che aspirano a diventare legittimi proprietari. L’assessore Baronti, da sempre contrario alla vendita degli alloggi prubblici, dica apertamente quante case, fra le 25 mila inserite nei piani di cessione, potranno essere vendute. La delibera non è chiara. Presenterò un’interrogazione. E mi batterò perchè i diritti della gente vengano rispettati». Sarà battaglia in Consiglio regionale? Gli assegnatari aspettano di conoscere la data del dibattito in aula per venire ad assistere.
5 Maggio 2009 - Regione Toscana - Luciano Imbasciati
Approvata la legge straordinaria sull'edilizia
Discussione e voto in consiglio regionale sulla nuova normativa - Ampliamenti e nuove volumetrie nel rispetto dei piani urbanistici.
La legge straordinaria sull'edilizia è stata approvata dal consiglio regionale. Tempi record per il provvedimento frutto dell'accordo del 31 marzo scorso in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti locali. Le Regioni avevano 90 giorni di tempo, la Toscana è arrivata per prima precedendo anche il Governo che si era impegnato a presentare il decreto legge sulla semplificazione amministrativa. La legge regionale 339 “Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell'economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente” entrerà in vigore alla fine del mese. Chi ha già nel cassetto i progetti edilizi che intende realizzare può rivolgersi al proprio comune al quale presentare una Dia (Dichiarazione di inizio attività); la legge rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2010. Sono ammessi interventi straordinari di ampliamento di case che al 31 marzo 2009 hanno le seguenti caratteristiche: tipologia mono o bifamiliare oppure tipologia con superficie utile lorda non superiore a 350 metri quadrati. L'ampliamento è consentito fino al 20 per cento della superficie utile lorda di ciascuna unità immobiliare per un massimo complessivo dell'edificio di 70 metri quadrati di superficie utile lorda. Sono ammessi inoltre interventi straordinari di demolizione e ricostruzione di edifici abitativi con aumento fino al 35 per cento della superficie utile lorda. Gli immobili dovranno risultare regolarmente accatastati. Sono esclusi quelli che si trovano nei centri storici, quelli definiti di valore storico, collocati in aree inedificabili, in parchi e riserve o in aree soggette a piani attuativi. Le parti in passato condonate vengono sottratte dalla percentuale proposta per l'ampliamento. Le misure contenute nella legge 339, ha detto l'assessore all'urbanistica, coniugano due esigenze: il rilancio dell'edilizia e quindi di una parte importante dell'economia e nello stesso tempo promuovono la riqualificazione del patrimonio urbanistico. Due esigenze che possono essere soddisfatte rispettando le regole dell'urbanistica toscana.
La nuova legge straordinaria per l'edilizia risponde alle esigenze di numerose famiglie toscane e offre occasioni di investimento. Nuove possibilità di sviluppo per un settore un crisi e per le piccole medie imprese edili molte delle quali sono nate negli anni novanta. Aumento delle superfici costruite e delle volumetrie ma nei limiti già previsti dalla pianificazione. La normativa pone vincoli e condizioni, ha sottolineato l'assessore, gli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione, sono ammissibili solo se si muovono nell'ambito dei piani regolatori, degli strumenti urbanistici dei comuni e solo se privilegiano criteri di sostenibilità ambientale, di efficienza energetica, rispettano la normativa antisismica e prevedono l'eliminazione delle barriere architettoniche.
La legge 339 non è una misura isolata. E' un tassello importante di un pacchetto di provvedimenti che delineano una qualificata strategia della Regione Toscana sui temi dell'urbanistica e del paesaggio, della casa e dell'edilizia sociale. La legge approvata oggi, ha ricordato l'assessore, è il primo dei tre provvedimenti, la Giunta si è mossa con rapidità; entro la fine di maggio il consiglio regionale dovrebbe approvare anche il provvedimento che adegua il Pit (Piano di indirizzo territoriale) al piano paesistico e il piano per l'edilizia residenziale pubblica. Se l'elaborazione e l'approvazione della legge è stata rapida e ha riscontrato la soddisfazione generale è merito anche delle intese e degli accordi tra la Regione e gli enti locali che sono poi i protagonisti della gestione di questi provvedimenti. In proposito l'assessore all'urbanistica ha sottolineato il valore e la tempestività del patto Regione Toscana, Anci, Uncem, Upi sottoscritto il 22 aprile nonché le precedenti intese sul Pit. Accordi e intese che, a giudizio dell'assessore, garantiscono la difesa dei caratteri della pianificazione urbanistica in Toscana.
4 Maggio 2009 - Casa & Clima
Piano Casa - La Toscana premia l'efficienza energetica
Premi volumetrici solo nel rispetto di parametri restrittivi di efficienza energetica per la climatizzazione invernale e il raffrescamento estivo
Promuovere il rilancio dell'economia e dare una risposta alle esigenze abitative delle famiglie: questi i due obiettivi della proposta di legge “Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell'economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”, approvata all'unanimità dalla commissione Territorio e ambiente della Regione Toscana. La nuova legge regionale sul Piano Casa sarà discussa domani in Consiglio regionale e rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2010.
Premi volumetrici
Secondo quanto riferisce il quotidiano on-line del Consiglio regionale, il provvedimento consente, tramite DIA (dichiarazione di inizio attività) da presentare entro il 31 dicembre 2010, ampliamenti fino al 20 per cento della volumetria degli edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque con volumetria non superiore a 1000mc, per un incremento massimo di 200mc; demolizioni e ricostruzioni con ampliamento degli edifici residenziali entro il limite del 35 per cento della superficie utile lorda esistente e legittimata da titoli abitativi alla data del 31 marzo 2009.
I divieti
Gli immobili devono comunque risultare, alla data del 31 marzo 2009, regolarmente accatastati o le dichiarazioni di variazione già presentate, mentre gli edifici condonati si vedranno ridotta la parte già sanata. Ampliamento o demolizione e ricostruzione sono permessi solo per edifici collocati in centri abitati e al di fuori di ambiti a pericolosità idraulica e geomorfologica elevata a meno che non siano presentate verifiche di sicurezza. Sarà vietato quindi intervenire su immobili posti all’interno dei centri storici, di parchi o riserve, definiti di valore artistico, culturale o architettonico, o che hanno un vincolo di interesse storico.
Parametri di efficienza energetica
Sull’efficienza energetica, negli ampliamenti è obbligatorio rispettare un indice del 20% inferiore ai parametri fissati come valore-limite del 2010 per la climatizzazione invernale; per demolizioni e ricostruzioni tale indice dev’essere inferiore del 50% al parametro del 2010, e la prestazione energetica per il raffrescamento estivo deve essere inferiore a 30 kW/h per mq annuo.
Basta una Dia
Per accedere alle misure eccezionali, sarà necessaria una semplice Dia (dichiarazione di inizio attività) che dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2010. Gli alloggi non potranno però essere modificati per almeno 5 anni dalla comunicazione di fine lavori.
Destinazione d'uso
Specifiche condizioni inoltre riguardano diversi aspetti, tra cui: la destinazione d’uso, che non può cambiare né nel caso degli ampliamenti né nel caso di demolizioni e ricostruzioni; il divieto di aumento delle unità immobiliari nel caso degli ampliamenti (è consentito invece nel caso di demolizioni e ricostruzioni ma solo per unità non inferiori a 50 mq); il divieto di demolizioni e ricostruzioni per gli edifici collocati fuori dai centri abitati; disposizioni e divieti sugli ambiti a pericolosità geomorfologica e idraulica elevata e molto elevata; l’obbligo, per demolizioni e ricostruzioni, di applicare in modo rigido tutte le disposizioni riguardanti l’abbattimento delle barriere architettoniche.
La corretta applicazione della legge sarà monitorata con cadenza trimestrale e verrà istituito anche un sistema informativo regionale sull’efficienza e sulla certificazione energetica degli edifici e dei relativi impianti.
1 Maggio 2009 - Regione Toscana
Piano casa: la Toscana vara (all’unanimità) la sua legge
La Toscana sarà la prima regione italiana ad approvare una legge per il piano casa lanciato dal governo. Il pacchetto di misure proposto dalla giunta sarà sottoposto al consiglio il 5 maggio e, sostiene il presidente della commissione ambiente e territorio Erasmo D’Angelis, «verrà approvato all’unanimità perchè sui contenuti è stata registrata la più ampia convergenza delle forze politiche».
Ieri, intanto, ha ricevuto l’ok unanime dalla commissione e la proposta è stata quindi annunciata dallo stesso D’Angelis insieme all’assessore toscano alle Infrastrutture Riccardo Conti. Nel dettaglio le misure del pacchetto ammettono interventi per case mono e bifamiliari con superficie utile lorda non superiore a 350 metri quadrati. L’ampliamento (basterà una dichiarazione di inizio attività) è consentito fino al 20% della superficie utile lorda di ciascuna unità immobiliare, per un massimo di 70 metri quadrati ad edificio; è prevista anche la possibilità di aumenti fino al 35% della superficie utile lorda, a titolo straordinario, nei casi di demolizione e ricostruzione delle strutture. Non è invece consentito alcun intervento in deroga alle disposizioni urbanistiche locali vigenti, nei centri storici e per le case condonate. In quest’ultimo caso, farà fede la metratura originale di un’abitazione: qualora il condono abbia già provveduto a sanare ampliamenti del 20% non saranno consentiti ulteriori interventi. «La legge - spiega Conti - entrerà immediatamente in vigore offrendo disposizioni per il rilancio dell’economia nel rispetto dell’ambiente, contrariamente alla prima versione del piano casa elaborata dal governo».
