Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

31 Marzo 2009 - Agi
Piano Casa - Accordo Governo Regioni, domani varo in CdM

E' stato raggiunto nella notte, dopo ore di trattative, l'accordo tra governo e regioni sul piano casa, che sara' domani al vaglio della conferenza unificata e, sempre a palazzo Chigi, sara' varato dal Consiglio dei Ministri convocato per le 9.30. Il piano casa recepisce quasi integralmente la bozza votata all'unanimita' dalle regioni questa mattina, frutto a sua volta di un lungo confronto con l'esecutivo: si' agli aumenti volumetrici del 20 per cento per le abitazioni uni e bifamiliari e comunque fino a 1.000 metri cubi, e del 35 per cento in caso di demolizioni e ricostruzioni nel rispetto delle biotecnologie e la sostenibilita' ambientale: Ma niente decreto 'monstre': gli ampliamenti saranno affidati alla legislazione delle singole regioni, che hanno 90 giorni per adeguarsi pena l'affiancamento del governo.
Dagli ampliamenti sono esclusi i centri storici, le aree vincolate e i parchi. Il governo invece varera' entro dieci giorni un decreto 'leggero' per la semplificazione normativa di esclusiva competenza dello Stato. Restano fuori i punti di frizione dell'ultima ora, cioe' le risorse da stanziare per l'edilizia pubblica e gli affitti sociali. Le regioni prevedevano in proposito lo stanziamento delle risorse dell'Iva ricavata dall'operazione, oltre a non specificate 'risorse aggiuntive'. Questi due passaggi sono saltati: in cambio governo e regioni si impegnano a varare uno studio di fattibilita' per reperire risorse da destinare soprattutto agli affitti.

31 Marzo 2009 - Agi
Stallo tra Governo e Regioni, tempi incerti

Sembravano a un passo dall'accordo, come aveva annunciato lo stesso ministro Fitto, invece governo e regioni non hanno ancora trovato la quadratura del cerchio sul piano casa. Al ministero per i rapporti con le Regioni il clima e' di incertezza: i governatori si sono riuniti oltre due ore fa, e hanno trovato rapidamente un accordo, che il ministro Fitto ha sottoposto al premier a Palazzo Grazioli. Un incontro piu' lungo del previsto, oltre un'ora e mezza, dopo il quale Fitto e' tornato al ministero con meno certezze di prima. A questo punto, la situazione e' di stallo, mentre diversi assessori e tecnici delle varie regioni stanno lasciando il ministero. L'accordo trovato si basava sulla bozza di piano approvata all'unanimita' dalle regioni questa mattina: si' agli aumenti volumetrici del 20 per cento per le abitazioni e del 35 per cento in caso di demolizioni e ricostruzioni (sempre nel rispetto delle biotecnologie), non con un decreto del governo ma attraverso la legislazione regionale, e via a un 'vero' piano casa, che punti soprattutto sull'edilizia sociale. E poi un decreto, ma solo per la semplificazione normativa di esclusiva competenza del governo. Il 'vero piano casa', come lo definiscono le Regioni, dovra' invece affrontare il tema dell'edilizia residenziale pubblica, partendo dall'accordo gia' sottoscritto che prevede 550 milioni di euro e risorse aggiuntive. Uniche due modifiche, l'addio all'ipotesi di destinare il gettito Iva ricavato dall'operazione alle politiche di sostegno all'affitto sociale e all'edilizia pubblica, e la durata di vigenza del piano che salirebbe da 12 a 18 mesi. Tra i nodi ancora da sciogliere, il decreto 'soft' del governo sulla semplificazione, che potrebbe slittare di una settimana per conflitti di competenza tra ministeri, e le risorse da destinare al piano di edilizia sociale: il governo, in particolare, sarebbe contrario a sottoscrivere un'ipotesi che lo impegna a 'risorse aggiuntive' oltre ai 550 milioni gia' stanziati dal precedente accordo.

 

Virgilio.it
Promozionale - Agriturismo, che passione!

Da nord a sud, in pianura o collina, l'Italia offre un'infinità di opportunità dove è possibile stare a contatto con la natura.
Terminata la stagione sciistica, non fa ancora caldo per andare al mare. Cosa fare nei fine settimana o per regalarsi una breve vacanza? Questo è il periodo migliore per andare per agriturismi. Godere dell'aria aperta nelle giornate di sole o del massimo del relax nei giorni di pioggia.
Da nord a sud, in pianura o collina, il Belpaese offre un’infinità di opportunità dove è possibile stare a contatto con la natura e con le abitudini agricole. Gli edifici adibiti ad alloggi per i turisti sono ricavati da strutture rurali, come accade in Umbria e Toscana, da case storiche, nel Veneto e nel Lazio, oppure masi, come in Alto Adige.
Nell’agriturismo si possono persino gustare i prodotti tipici derivati direttamente da orti e animali allevati nel cortile. L’agriturismo è, per legge (730/85), una vera e propria attività agricola e, chi ne conduce uno, non è un imprenditore bensì un vero e proprio contadino.
Chi decide di trascorrere una vacanza in uno di questi luoghi può approfittarne per svolgere attività all'aria aperta, come l’equitazione o la mountain bike, ma anche partecipare attivamente alla vita della fattoria piantando sementi o raccogliendo gli ortaggi. Un'esperienza decisamente unica.
Solitamante quando si parla di agriturismo si pensa alle regioni Toscana, dove ce ne sono a migliaia, specialmente nella zona del Chianti e dell'Appennino Tosco-Emiliano, tra Siena e Arezzo, e Umbria. Ma tutta l'Italia è puntellata di strutture. Nel parmense, per esempio, esiste un'associazione che raggruppa gli agriturismi di qualità.
Nel panorama alpino dell’Alto Adige, tra parchi naturali e panorami mozzafiato dominati dalle Dolomiti, si trovano tantissimi masi, tra le province di Bolzano, Brunico, Merano e Bressanone, raggruppati nell'associazione Gallo Rosso. Molti si trovano in luoghi storici e suggestivi dell'Emilia Romagna, del Veneto e della bassa Lombardia, tra Pavia, Mantova e Cremona. C'è solo l'imbarazzo della scelta.

31 Marzo 2009 - Asca
Piano Casa alla stretta finale

E' alla stretta finale la trattativa tra il Governo e le Regioni sul piana casa. Negli uffici del ministero di via della Stamperia, un'altra seduta della Conferenza delle Regioni potrebbe portare alla ratifica dell'accordo col Governo. Proprio perche', nonostante sia stata una giornata di febbrili trattative, si registra un moderato ottimismo sulla possibilita' di giungere ad un'intesa che a grandi linee ricalchera' la bozza di accordo proposta dai 'Governatori'. Se tutto dovesse filare liscio, domani mattina alle 8 si riunira' la Conferenza Unificata per ratificare l'accordo e successivamente (alle 9.30) il Consiglio dei Ministri che dovra' varare il decreto legge.

31 Marzo 2009 - Corriere della Sera
Piano Casa, l'accordo c'è

«L'accordo c'è e siamo vicini. Sto facendo la spola tra Palazzo Grazioli e le Regioni, vediamo se le ultime limature fatte di qua vanno bene anche di là. La cosa potrebbe andare domani in Consiglio dei ministri. Con quale strumento? Prima troviamo l'accordo sui contenuti, la forma del provvedimento è da definire». Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, lasciando Palazzo Grazioli dove ha incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per definire i particolari relativi al piano casa predisposto dal governo e decidere se usare lo strumento del decreto legge.
Il piano casa che approderà al consiglio dei ministri è legato ad un ultimo passaggio nella riunione fra il governo e le regioni. Se gli ultimi dettagli su cui ha lavorato Fitto insieme con Berlusconi saranno accolte dalle regioni, sarà convocata mercoledì la Conferenza Unificata prima della riunione del Cdm. Sul tavolo del consiglio dei ministri potrebbe quindi arrivare un provvedimento composto da una legge quadro insieme a un decreto legge.

 

31 Marzo 2009 - Il Sole 24 Ore
Le mosse delle regioni sulla questione casa

LOMBARDIA
La storia si ripete. Cento anni dopo il progetto e il cantiere della prima autostrada italiana, la Milano Laghi, sarà ancora una volta Cassano Magnago ad ospitare i primi scavi per la realizzazione della Pedemontana.
Da qui parte il cammino di un'infrastruttura che, nelle intenzioni dei vertici della società concessionaria, diventerà operativa in tempo per l'Expo 2015. Il progetto definitivo è stato depositato nei giorni scorsi, ora si attende il via libera della Conferenza dei Servizi e poi l'ok del Cipe: i cantieri, secondo le recenti dichiarazioni pubbliche del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dovrebbero essere inaugurati entro l'anno.
Le criticità legate all'impatto sul territorio dell'infrastruttura, che attraverserà sei province densamente urbanizzate, numerosi boschi ed aree verdi, restano. Il presidente di Pedemontana lombarda, Fabio Terragni, difende però il metodo adottato in questi mesi per la ricerca del consenso: «È un progetto – spiega – che parte dal basso».
ROMA
In attesa della definizione del Piano casa annunciato dal Governo la Regione Lazio accelera sull'housing sociale. E assegna 300 milioni dei 550 circa del suo piano casa triennale per le abitazioni popolari.
Contro l'emergenza abitativa si muove anche il Comune di Roma che, fra le altre cose, pensa a un bando per acquistare dai privati alloggi esistenti, oltre a individuare nuove aree di riserva per piani residenziali d'emergenza. Il 20 marzo scorso la giunta Marrazzo ha approvato le delibere che assegnano 300 milioni ad alloggi pubblici.
Iniziative avviate già dalla precedente amministrazione Storace che consentiranno di costruire 5.765 alloggi, di cui un quinto per le forze dell'ordine. In cantiere c'è poi una vera rivoluzione per gli alloggi Ater (ex Iacp), braccio regionale per l'edilizia pubblica.
Regista dell'operazione è l'assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo. L'obiettivo è sbloccare i meccanismi di finanziamento sia dei nuovi alloggi sia di quelli per la vendita del patrimonio
SUD
Le Regioni meridionali mettono sul tavolo progetti da oltre 430 milioni per soddisfare il locale fabbisogno abitativo. Il Piano casa del Governo in questi giorni ha conosciuto alterne vicende, intanto partono specifiche iniziative in grado di spaziare dal sostegno all'housing sociale (al Sud le case popolari, secondo Federcasa, sono 227.439) all'incentivazione dell'edilizia ecosostenibile. Campania e Sicilia hanno già sdoganato norme per aumentare le volumetrie. La Regione Campania ha attivato cinque iniziative per un valore di 112 milioni. La norma più ambiziosa offre ai costruttori la possibilità di far crescere del 30% le cubature di nuovi complessi residenziali di edilizia sociale. Recentissima l'approvazione, da parte della Giunta della Sicilia, di linee guida per la casa che prevedono semplificazione delle autorizzazioni, agevolazioni per la prima casa e trasformazione delle abitazioni esistenti con materiali di bioedilizia.
CENTRO-NORD
Nel Centro-Nord sono in arrivo 7.377 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, sia attraverso nuove costruzioni che con il recupero del patrimonio edilizio esistente, frutto dei Piani casa attualmente vigenti nelle quattro regioni che, dal 2003 all'anno scorso, hanno comportato una spesa superiore ai 437 milioni di euro. A questi se ne dovrebbero aggiungere almeno altri 7mila che verranno però realizzati in seguito alla nuova programmazione finanziaria nel settore dell'edilizia residenziale pubblica attualmente allo studio in Toscana e nelle Marche.
In particolare in Toscana si stanno per realizzare misure straordinarie (130 milioni di euro) per le emergenze abitative delle famiglie nelle more dell'iter legislativo per il nuovo Piano casa arenatosi in Consiglio, dopo essere passato in Giunta, perché prevede una massiccia opera di semplificazione burocratica con la riduzione delle società di gestione dalle attuali 11 a 3, una per ogni area vasta. Intanto se i comuni mettessero sul mercato tutti gli alloggi Erp entrerebbero in cassa nell'area del Centro-Nord 3,8 miliardi.
NORD-EST
Il Nord-Est capofila per il rilancio del settore edile. Non solo per il Piano casa varato dalla Giunta veneta, che attende di approdare in Aula e che anticipa di fatto il dibattito in corso a livello nazionale. Anche il Friuli-Venezia Giulia ha approntato il suo "Codice dell'edilizia", che sarà discusso nelle prossime settimane in Consiglio regionale. Per dare ossigeno al comparto le tre regioni hanno varato piani per l'emergenza abitativa che prevedono la realizzazione ex novo di 10mila alloggi in otto anni. Iniziative in vista anche per l'esistente patrimonio di case popolari, in totale 94.332 appartamenti a Nord-Est, per un valore di 2,8 miliardi. In Veneto Palazzo Balbi punta a mettere sul mercato le sue 43mila case nei prossimi mesi, dopo tavoli tecnici con gli Ater, con istituti di credito e sindacati inquilini. Anche il Friuli-Venezia Giulia recepisce le indicazioni nazionali per la vendita di alloggi popolari, e ha in programma un incontro con le 5 Ater per piani differenziati di vendita sul territorio. Intanto, nel primo bimestre è allarme rosso sull'incremento della cassa integrazione. In Veneto l'impennata è del +145 per cento.
NORD-OVEST
In totale l'emergenza casa nel Nord-Ovest riguarda 70mila famiglie. In attesa del piano nazionale, le tre Regioni si sono mosse autonomamente e puntano a realizzare 20mila appartamenti entro il 2012, attraverso programmi di edilizia pubblica e di housing sociale.
Le principali novità in arrivo riguardano la Liguria, dove sarà approvato entro aprile dal Consiglio regionale il Programma quadriennale dell'edilizia sociale che sbloccherà la costruzione e il recupero in quattro anni di oltre 9.500 alloggi in aggiunta ai 2.581 previsti da iniziative già in corso o concluse. In Piemonte procede il maxi-programma casa avviato nel 2007 dalla Regione, che ha come obiettivo la messa a disposizione di 10mila nuovi alloggi, perlopiù in affitto a canone sociale o calmierato, entro il 2012: al termine del biennio 2007-2008 sono stati ammessi a finanziamento 5.444 alloggi. Numeri più piccoli in Vallée, dove sono 250 gli alloggi in corso di realizzazione da parte dell'Aler grazie a finanziamenti regionali erogati fra il 2007 e il 2008.
La maggior parte degli operatori del Nord-Ovest, intanto, sembra bocciare l'ipotesi di cessione agli inquilini nelle modalità formulate dal ministro Brunetta.

 

31 Marzo 2009 - Adnkronos
Piano Casa, Berlusconi vede Fitto: faremo il piano

'Non ci sono tensioni con le Regioni. Dal presidente del Consiglio e il governo c'e' piena disponibilita' a trovare una soluzione condivisa''. Reduce da un incontro a palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi, il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, assicura che non ci sono polemiche con le Regioni sul piano casa, ma c'e' la volonta' del governo di proseguire sulla strada del dialogo. In particolare, sembra tramontata l'ipotesi di un decreto legge, perche' al premier preme che le misure vengano varate in tempi brevi e vuole quindi evitare che le possibili polemiche sull'opportunita' di adottare il provvedimento di urgenza, finiscano al contrario per rallentarlo. Per l'esecutivo, infatti, la priorita' e' adottare il piano, anche senza far ricorso al provvedimento d'urgenza.

 

31 Marzo 2009 - Adnkronos
Piano Casa - Errani, singolari e incomprensibili le parole di Berlusconi

Le regioni fanno, nel loro documento, riferimento alla necessita' di contrastare il lavoro nero, le irregolarita' nel rispetto anche della sicurezza nei cantieri. Le regioni chiedono poi al governo di impegnarsi ad "aprire un tavolo di confronto" sull'edilizia residenziale pubblica" per la definizione "di un nuovo Piano Casa che individui, in termini strutturali e con risorse aggiuntive, le modalita' per soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie o particolari categorie, che si trovano nella condizione di piu' alto disagio sociale".
I governatori lanciano poi la proposta di "destinare a favore di Regioni e Comuni il maggior gettito Iva derivante dagli interventi previsti dall'accordo, da reinvestire in programmi di edilizia sociale" e agli affitti.

 

31 Marzo 2009 - Asca
Piano Casa - Errani, singolari e incomprensibili le parole di Berlusconi

''Trovo singolare e non comprendo le dichiarazioni del presidente del Consiglio visto che la proposta delle Regioni e' unanime e peraltro e' gia' stata discussa con rappresentanti autorevoli del governo''. Lo ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, commentando le affermazioni del premier sul piano casa. ''Faremo un incontro nelle prossime ore - ha aggiunto Errani - spero sia utile come chiarimento e che venga sottolineato gia' in questi minuti dal governo''.

 

31 Marzo 2009 - Asca
Piano Casa - Colozzi, iva per edilizia sociale sarebbe un segnale importante

''La proposta delle Regioni di usare tutta o parte dell'Iva per promuovere interventi sul problema casa anche per categorie come giovani coppie e studenti, che hanno bisogno di edilizia e affitti sostenibili, sarebbe uno strumento per un rilancio ulteriore dell'economia e una soluzione ad un problema sociale''.
Lo ha spiegato l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Romano Colozzi, al termine della riunione di questa mattina.
''Capisco le difficolta' ma sarebbe un segnale importantissimo e chiedo uno sforzo per superare meccanismi squisitamente contabili'' ha concluso Colozzi.

 

31 Marzo 2009 - Dire
Piano Casa - Berlusconi, idea geniale, le regioni ci seguano

'Il piano casa e' "assolutamente geniale", ma se non e' gia' operativo "non e' colpa nostra". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Villa Madama, loda il piano casa messo a punto dal governo e ancora in discussione con le regioni.
Il premier rivela che "le regioni di centrodestra sono d'accordo, le regioni di centrosinistra- aggiunge- se non vogliono non lo facciano". Quindi, sottolinea, se non si fa "non e' colpa nostra. Il presidente del Consiglio fa quello che puo', puo' invitare le regioni a seguire il governo su un piano assolutamente...". Il premier qui si ferma, si allontana dal microfono e alle prime file bisbiglia: "Stavo dicendo assolutamente geniale".

 

31 Marzo 2009 - Asca
Piano Casa - Martini, non ci sarà compravendita cubature

'No alla compravendita di cubature e ai cambi di destinazione d'uso''. Lo spiega il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, commentando l'intesa raggiunta in Conferenza delle Regioni sul piano casa. ''Gli interventi proposti dalle Regioni - ha spiegato Martini - non riguardano i centri storici, ne' aree protette. Le Regioni avranno poi la liberta' di andare oltre ma sempre in coerenza con gli strumenti urbanistici''.
''Nel nostro documento - ha concluso - c'e' un richiamo alle problematiche del lavoro nero e chiediamo che stiano studiate misure che evitino il lavoro irregolare''.

 

31 Marzo 2009 - Adnkronos
Piano Casa - Errani, la nostra proposta salvaguarda la programmazione urbanistica

"Con il nostro accordo viene salvaguardata la programmazione urbanistica". E' quanto ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, al termine della riunione dei governatori che hanno raggiunto un accordo sulla proposta al governo per il varo delle misure tese al rilancio dell'edilizia in un'ottica anticrisi."Un accordo -ha sottolineato Errani- raggiunto tra i governatori all'unanimita' e che ci rimette sul piano giusto".
"La nostra proposta -ha spiegato- prevede iniziative anticicliche per la ripresa dell'edilizia che, attraverso al legislazione regionale, possa consentire premi volumetrici del 20% nei casi di uni e bifamiliari fino a mille metri cubi, a patto che vengano usate tecniche di bioedilizia". Previsti anche premi "fino al 35% per demolizioni e ricostruzioni, ispirate sempre a tecniche di bioedilizia e risparmio energetico". "Questi interventi riguardano solo l'edilizia residenziale, fuori dai centri storici e dalle aree protette e le Regioni hanno la possibilita' di considerare le zone e i beni all'interno del loro territorio". "Chiediamo poi al governo -ha detto Errani- un decreto legge su materie di competenza nazionale".
Inoltre i governatori chiedono "un vero piano casa per l'edilizia pubblica e che l'Iva aggiuntiva che si recupera da questi interventi, ci venga lasciata per politiche di sostegno all'edilizia sociale". "Questo e' il nostro impianto -ha detto Errani- auspico che questa impostazione sia confermata. Sono molto soddisfatto del fatto che il lavoro sia stato votato all'unanimita'", ha concluso.

 

31 Marzo 2009 - Adnkronos
Piano Casa, Berlusconi, nessuna cementificazione, la parola alle Regioni

"Ho sentito ieri l'opposizione parlare di diritti di condominio e cementificazioni a proposito del piano casa del governo. Non c'e' niente di tutto questo. Il documento che e' circolato ha ricevuto idee e apporti di questo e di quello". Cosi' il premier Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa di chiusura del G8 Social Summit ha smentito le bozze di documento relative agli interventi che il governo vuole consentire per ampliare la cubatura delle case e che dovrebbe essere varato a breve.

 

31 Marzo 2009 - Il Giornale
Piano Casa, accordo tra Regioni, si aumento no decreto

Sì agli aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni e del 35% in caso di demolizioni e ricostruzioni (sempre nel rispetto delle biotecnologie), non con un decreto del governo ma attraverso la legislazione regionale, e via a un "vero" piano casa, che punti soprattutto sull’edilizia sociale. Sono le principali proposte contenute nella bozza votata all’unanimità dalle Regioni nel corso della seduta speciale della conferenza delle regioni che si è conclusa poco fa dopo oltre due ore di incontro. Ora resta da vedere cosa deciderà di fare il governo.
L'accordo delle Regioni Le Regioni, ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, di fatto affossano il decreto sul Piano Casa, salvaguardando comunque, attraverso la legislazione regionale, la possibilità di un aumento volumetrico fino al 20 per cento per le case uni e bifamiliari e comunque fino a mille metri cubi, e del 35 per cento, a fronte dell’impiego di tecniche di bioedilizia e di risparmio energetico. Le Regioni chiamano anche il governo a un decreto, ma solo per la semplificazione normativa di esclusiva competenza dell’esecutivo. Il "vero piano casa", come lo definiscono le Regioni, dovrà affrontare il tema dell’edilizia residenziale pubblica, partendo dall’accordo già sottoscritto che prevede 550 milioni di euro, risorse aggiuntive e il recupero del gettito Iva ricavato dall’operazione, che dovrebbe rimanere di competenza regionale soprattutto per politiche di sostegno all’affitto sociale.
L'incontro Stato-Regioni "Oggi pomeriggio - ha spiegato Errani - incontreremo il ministro Fitto, e domani il governo. Auspico che questa impostazione, di cui siamo molto soddisfatti, venga confermata. Viene salvaguardata la programmazione urbanistica, l’accordo rimette la questione sul binario giusto".
Fitto: tutte le opzioni aperte Decreto sì o decreto no? "Tutte le opzioni sono aperte", ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, lasciando palazzo Grazioli al termine di una riunione con Berlusconi. "Stiamo lavorando ma non è facile", ha detto l’ex governatore della Puglia.

31 Marzo 2009 - Asca
Piano Casa - D'Alema: "le Regioni mantengano il controllo sul territorio"

'Sono le Regioni che hanno competenza sul piano casa e quindi serve un accordo con lo Stato centrale. Le regioni devono matenere il controllo sul territorio che e' essenziale per preservare il patrimonio del Paese''. Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, a margine di un convegno. ''Mi aspetto - ha aggiunto l'esponente del Pd - che le cose dette da Berlusconi rientrino perche' erano impossibili, campate in aria. C'e' bisogno - ha sottolineato - di investire un po' di soldi per fare le case popolari per le persone che una casa non ce l'hanno. Bisogna poi consentire alle persone di intervenire sulle case entro limiti ragionevoli e con procedure piu' agili.
Pero' senza sovvertire gli strumenti urbanistici e senza distruggere le nostre citta''', ha concluso.

 

31 Marzo 2009 - La Stampa
Piano Casa - Al via il tavolo tecnico, Berlusconi preme: "non si cambia"

Al via questa mattina la prima riunione del tavolo tecnico-politico che da qui a martedì dovrà individuare le misure utili alla redazione del piano per il rilancio dell’edilizia e dell’economia. Misure che dovranno essere pienamente condivise dalle parti  e che dovranno rispettare le competenze di ciascun soggetto istituzionale.
Dopo l'altolà di ieri delle Regioni durante la riunione il Governo ha accolto la richiesta degli enti locali di rinunciare a presentare il provvedimento per l’edilizia sottoforma di decreto legge. Le parti hanno poi convenuto che fosse necessario mettere a punto una serie di iniziative per la velocizzazione dell’iter e la semplificazione amministrativa. In un secondo momento, dopo che il piano per l’edilizia sarà definito, Governo e autonomie locali metteranno mano ad un vero e proprio piano per la casa.
Sul piano casa tuttavia «non cambia nulla», dice Berlusconi. La norma «andrà avanti, stiamo solo discutendo sullo strumento, se dl o ddl». «Il progetto - ha aggiunto il premier - è nato da me pensando alle esigenze di tante famiglie italiane che abitano in una casa mono o bifamiliare, che si sono sviluppate perché hanno avuto figli o nipotini, e che avvertono l’esigenza di allargare la casa. Questo sappiamo quanto è difficile con la burocrazia italiana. L’idea è stata accolta con grande favore dalle famiglie italiane, e quelle che abitano in case mono o bifamiliari sono quasi il 50%. La norma andrà avanti, ci sarà questa possibilità».
Obiettivo del piano casa, ha aggiunto Berlusconi, è anche quello di far mettere agli italiani «nell’edilizia, che normalmente muove tante altre attività, dei soldi che adesso tengono come risparmi immobili in banca. Ogni camera e un servizio in più potrebbe essere una cifra di spesa di 5 0mila-70 mila euro, messe tutte insieme queste spese potrebbero portare a una immissione nel nostro Pil di oltre 50 miliardi di euro. Questo se soltanto il 10% ricorresse a questa possibilità». «Assicuro alle famiglie - ha concluso Berlusconi - che hanno pensato di poter allargare la propria casa che lo faranno e lo faranno subito». Poi Berlusconi rilancia: per varare il piano casa «noi preferiamo il decreto» ma «lavoriamo con le Regioni perché siano loro a tradurre l’intuizione in un legge regionale» e «si possa cominciare subito».

 

31 Marzo 2009 - Ansa
Piano Casa, iniziata la conferenza dei presidenti delle Regioni

Il piano casa è di nuovo al centro della riunione appena cominciata della conferenza dei presidenti delle Regioni in vista della conferenza unificata che dovrebbe tenersi oggi pomeriggio.
Tra i governatori sono presenti, tra gli altri, il presidente della Conferenza, Vasco Errani, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, della Toscana, Claudio Martini, della Valle d'Aosta, Augusto Rollandin.
Dalla riunione di questa mattina dovrebbe emergere la proposta definitiva dei governatori al governo che poi dovrebbe essere presentata in Consiglio dei Ministri.
Dopo il 'no' secco delle Regioni all'utilizzo di un decreto legge in queste ore si chiarirà con quali provvedimenti il piano verrà approvato, l'ipotesi più probabile è che si scelga di presentare un decreto cosiddetto leggero nel quale il governo metta le misure di sua competenza e un accordo vincolante delle Regioni con le misure di loro competenza.

 

30 Marzo 2009 - Il Sole 24 Ore
Piano Casa, si fa strada il compromesso tra governo e regioni

Un accordo quadro sul Piano casa, con tutte le misure per rilanciare l'edilizia, così come è stato fatto per gli ammortizzatori sociali. Ma anche un decreto legge 'light' con le semplificazioni, come l'estensione della denuncia di inizio attività (Dia) e l'eliminazione della licenza.
E' l'orientamento che è emerso dal tavolo tecnico che da giovedì scorso sta lavorando per trovare la quadra, per arrivare ad una soluzione condivisa Regioni-Governo sul piano casa. Per arrivare a chiudere l'accordo occorre però che i governatori, conclusi i lavori del tavolo tecnico, nella conferenza delle Regioni, convocata dal presidente Vasco Errani per martedì mattina, trovino una posizione unitaria.
I presidenti delle Regioni dovrebbero, infatti, concordare una posizione comune per presentarsi compatti all'incontro con il Governo nella prossima conferenza unificata che potrebbe riunirsi domani nel pomeriggio. Ancora non è chiaro, poi, quale sarà lo strumento legislativo che l'esecutivo utilizzerà nel primo consiglio dei ministri utile per varare il piano, dopo la bocciatura da parte delle Regioni del decreto legge.
Per questo il provvedimento si potrebbe articolare in un accordo quadro, nel rispetto delle competenze, sul modello di quello siglato per gli ammortizzatori sociali, che punta a stimolare la legislazione regionale su ampliamenti e demolizioni-ricostruzioni, e un decreto più 'light' con le semplificazioni, come l'estensione della denuncia di inizio attività (Dia) e l'eliminazione della licenza.

Repubblica - Enrico Franceschini
Attualità - Scegli, scarichi, leggi: Scribd, lo YouTube dei libri

Qualcuno lo chiama il "YouTube dei libri": un sito Internet che pubblica migliaia di titoli di ogni genere e offre la possibilità di scaricarli gratuitamente. Qualcun altro preferisce definirlo l'equivalente dei "pirati" della musica, ossia dei siti su cui è possibile scaricare i successi della hit parade mondiale senza pagare un soldo, alla faccia del copyright. A decidere quale delle due etichette si adatta meglio a Scribd.com, il sito creato in California da due giovani ex studenti di Harvard, sarà un tribunale, a cui si sono rivolti scrittori come J. K. Rowling e Ken Follett, insieme ai loro agenti ed editori, per ottenere giustizia.
La "pirateria" musicale, dicono gli esperti del settore, ha ucciso l'industria discografica: se il sito dei "pirati dei libri" lanciasse un trend analogo, il timore è che l'editoria possa fare prima o poi la stessa fine, anche se scaricare un libro non è esattamente la stessa cosa che scaricare una canzone. Il "pirata" in questione afferma di essere il sito letterario più popolare del mondo, e le cifre sembrano confermarlo: viene visitato da 55 milioni di persone al mese. Non si paga niente per accedervi, poiché Scribd, nato due anni or sono, vive solo di inserzioni pubblicitarie.
A sua volta, il sito non paga alcun diritto d'autore alle opere che offre in visione. E sono tante: ogni giorno la lista dei libri e documenti consultabili aumenta di 50 mila titoli. Il Times di Londra, che stamane dedica un articolo al fenomeno, ci ha dato un'occhiata, scoprendo un po' di tutto, dai romanzi di "Harry Potter" della Rowling, appunto, a "Mondo senza fine" di Follett, da Nick Hornby a John Grisham, dalla narrativa alla saggistica. Accusa Peter Cox, un agente letterario londinese: "Questi sono pirati. Non dobbiamo arrenderci ai loro soprusi. Non possiamo permetterci di rifare gli stessi errori commessi dall'industria discografica". Ma Trip Adkins e Jared Friedman, i due neo-laureati di Harvard fondatori del progetto, non si riconoscono nel ruolo di corsari del web e negano di compiere alcunché di illegale. Il loro sito è stato usato perfino dalla campagna elettorale di Barack Obama, per pubblicare documenti e dichiarazioni a cui la gente potesse accedere direttamente, bypassando i media.
Consapevoli dei problemi di copyright, un portavoce della società afferma che Scribd agisce sulla base di un semplice precetto: se un editore protesta perché un suo libro è stato messo senza permesso sul sito, loro lo rimuovono entro 24 ore. Ciò risponde a quanto stabilito dallo U.S. Digital Millennium Copyright Act, l'aggiornamento a Internet della legge americana sui diritti d'autore, che afferma che un sito non può essere citato in giudizio per azioni compiute da coloro che lo usano senza che il sito ne sia a conoscenza.
Ovviamente, Scribd.com non sa se un suo visitatore, dopo avere scaricato un libro, se lo stampa e se lo legge, in barba al copyright, gratis e senza la fatica di andare fino in libreria per comprarlo. E per di più molti editori non sanno che i loro titoli sono sul catalogo di Scribd.com, per cui non chiedono al sito di toglierli. E' il caso, verificato dal Times, di Macmillan, casa editrice di Ken Follett, che ignorava che il suo ultimo romanzo best-seller fosse apparso sul sito californiano qualche giorno or sono, dove lo hanno già letto 500 persone.
"Grazie dell'informazione, ci occuperemo della cosa", hanno detto i responsabili della casa editrice al giornalista del Times che li ha avvertiti. Una situazione che, se questo è il futuro, si ripeterà spesso.

 

30 Marzo 2009 - Dire
Vivere Sostenibile - Energia, boom di allacci per il fotovoltaico

Boom di allacci per gli impianti fotovoltaici nel mese di dicembre: oltre 130 MW, dato che ha portato l’installato totale nel 2008 a circa 329 MW. L'Italia diventa così il terzo mercato del mondo nel comparto. A comunicarlo il Gestore del servizio elettrico nel corso del convegno di QualEnergia a Napoli.
Dunque, le installazioni e la messa in esercizio di impianti fotovoltaici in conto energia in Italia sono nel 2008 di gran lunga superiori rispetto ai valori comunicati fino a poche settimane fa. Il Gse ha infatti registrato un vero e proprio boom di allacci di impianti nel solo mese di dicembre 2008, oltre 5.000 per una potenza superiore a 130 MW, un terzo del totale di tutto l’anno. Un dato che fa schizzare la potenza degli impianti incentivati in conto energia per lo scorso anno a 329 MW, un numero che posiziona il nostro paese quale terzo mercato mondiale del fotovoltaico per l’anno passato, dopo Spagna e Germania e prima di Corea del Sud, Stati Uniti, Giappone, Cina.
Va chiarito, spiega Francesco Trezza del Gse nel corso del convegno organizzato venerdì da QualEnergia a Napoli (EnergyMed), che aveva per titolo 'Gestire il boom del fotovoltaico', "che i dati che generalmente riportiamo sull’andamento del conto energia e che lo stesso Gse segnala sul proprio contatore risalgono almeno a due mesi precedenti e si riferiscono solo alle domande presentate per l’incentivazione, quindi non si tratta di impianti concretamente realizzati e collegati alla rete. E’ il caso dei dati riportati nella prima tabella della prima parte della presentazione del Gse che alleghiamo. Quindi questo dato pregresso può essere raffinato solo con il passare delle settimane, come è accaduto proprio in questi giorni".
Trezza valuta che la corsa all’allaccio degli impianti nell’ultimo mese dell’anno scorso sia da imputare principalmente al passaggio ad una tariffa inferiore del 2% a partire dal 1^ gennaio del 2009. Ma a conti fatti questa riduzione è risultata in media, per le varie tipologie impiantistiche, inferiore a 1 centesimo di euro. Quindi possiamo affermare che l’arrembaggio di dicembre sia da ritenersi essenzialmente di natura psicologica più che basato su una specifica valutazione economica.
Secondo le nuove stime del Gse, che nelle prossime settimane dovrebbe comunicare per ciascun mese gli impianti effettivamente realizzati e incentivati, a fine 2008 la potenza fotovoltaica totale in conto energia ha toccato quota 417 MW: 9 MW nel 2006, 79 MW nel 2007 e, appunto, 329 MW nel 2008. In totale gli impianti realizzati al 31 dicembre superavamo abbondantemente la cifra di 31.000 (ad oggi si ritiene che possano aver superato i 35mila); di questi il 92% fa parte delle tipologie “totalmente e parzialmente integrato” e solo l’8% è nella categoria “non integrato”.
Per quanto concerne l’erogazione di incentivi finora le cifre non sono particolarmente elevate e si aggirano intorno ai 100 milioni di euro.

 

29 Marzo 2009 - AGI
Piano Casa - Bondi, assicuro che non deturperà il paesaggio

"Non c'e' alcun pericolo di deturpare il paesaggio e le citta' d'arte". Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, rassicura sulle possibili conseguenze del "Piano casa": "Mi sono impegnato - ha detto nel corso della trasmissione tv 'Che tempo che fa' su Rai3 - e posso garantire che per quanto riguarda i centri storici, i centri vincolati la sovrintendenza esprimera' un parere vincolante. Il piano casa e' una buona misura". Bondi ha osservato che "lo sviluppo urbanistico degli ultimi 50 anni delle periferie delle grandi citta' e' stato pessimo: la bellezza e' stata messa sotto i piedi, i centri storici sono stati abbandonati perche' non era consentito costruire nulla di nuovo. Noi proponiamo soltanto la possibilita' per coloro che ne hanno bisogno di ingrandire del 20% una casa che non si trova nei centri vincolati". "Perche' una persona che vuole ingrandire una casa, costruire una o due stanze vorrebbe abbruttire le case? - ha aggiunto -, e' mancanza di fiducia nei confronti delle persone". E a proposito dei tanti scempi compiuti nel passato con la speculazione edilizia, Bondi ha replicato che sono stati fatti in presenza di piani regolatori: "il paradosso e' che in Italia quando non avevamo i piani regolatori abbiamo costruito delle cose belle. Da quando abbiamo i piani regolatori abbiamo costruito malissimo". "La preoccupazione del Fai (Fondo per l'ambiente italiano) e' legittima - ha concluso Bondi - ma non c'e' il pericolo di deturpare il paesaggio".

 

Corriere della Sera
Attualità - Art for the whale

Sono in trenta e arrivano da tutto il mondo gli artisti che il 27 marzo si uniranno alla Strychnin Gallery di Berlino in difesa delle balene. E di tutte le altre specie marine che stanno lentamente scomparendo, con conseguenze gravissime per il sistema ambientale.
La collettiva berlinese fa parte del progetto Whaleless, nato quattro anni fa su Pigmagazine (mensile dedicato alle tendenze più innovative di arte, moda, musica, design) da un’idea di Giovanni Cervi, e poi diventato un sito. Con un riscontro che è andato ben oltre le aspettative: in centinaia sono arrivati sul web per esprimere rabbia, indignazione, preoccupazione e solidarietà nei confronti del progetto che è cresciuto con contributi di artisti da tutti i continenti. Da qui, la decisione di "scendere in strada" con una serie di mostre site specific. La prima a Londra, poi in Francia a La Rochelle, il Festival della Creatività di Firenze, e ora Berlino. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, ma anche raccogliere fondi attraverso la vendita delle opere, da destinare a organizzazioni impegnate nella protezione delle specie a rischio: nel caso della mostra alla Strychnin Gallery la Whale and Dolphin Conservation Society. Dalla Germania all'Italia, Whaleless sarà al Festival della Fotografia Europea di Reggio Emila, dal 30 aprile. .

 

29 Marzo 2009 - Asca
Piano Casa - Alemanno, farlo subito senza preconcetti

Il piano casa ''va fatto subito, non bisogna farsi paralizzare da preconcetti ideologici''. Lo spiega il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, commentando il discorso di Berlusconi al Congresso del Pdl che si e' da poco chiuso alla nuova Fiera di Roma.

 

29 Marzo 2009 - Adnkronos
Casa - Berlusconi, il piano aiuta a creare famiglie

"Mettere insieme una famiglia e' una decisione diventata una scelta diciamolo pure coraggiosa. Per questo una parte importante del piano casa che realizzeremo tra breve sara' dedicata proprio alle giovani coppie per cui la ricerca di un'abitazione non dovra' rappresentare piu' un freno all'uscita dal guscio rappresentato dalla famiglia". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel suo intervento al congresso del Pdl.

 

28 Marzo 2009
Vivere Sostenibile - WWF Earth Hour - L'appello di Totti

 

28 Marzo 2009 - AGI
Piano Casa - CGIA Mestre: avvantaggerà Sud e Isole

Il Piano-casa "avvantaggera'", almeno in linea teorica, il Sud e le Isole. Lo stima la Cgia di Mestre, ipotizzando che tutte le Regioni adottino il piano edilizio in fase di definizione da parte del Governo. Il 30,3% del giro di affari nazionale che l'operazione mettera' in moto in piu' anni verra' dal Meridione d'Italia (pari a 23,9 mld di euro); il 27% proverra' dal Nordovest (21,3 mld di euro), il 21,8% dal Centro (17,2 mld) e "solo" il 20,9% dal Nordest (16,5 mld). "Tuttavia - sottolinea Giuseppe Bortolussi della Cgia - la forte concentrazione di abusivismo e lavoro nero presente soprattutto nel Sud potrebbe ridimensionare queste stime". Gia' in una simulazione svolta dalla Cgia nei giorni scorsi e' emerso che il piano casa potrebbe avere un impatto economico a livello nazionale, chiaramente spalmato in piu' anni, di quasi 79 miliardi di euro. A livello regionale, comunque, la piu' "investita" dalla misura di rilancio economico potrebbe essere la Lombardia con un giro d'affari di 12,8 mld di euro in piu' anni. Segue il Lazio con 8,1 mld, il Veneto con 7,4 mld. Subito fuori dal podio si piazza la Campania con 6,6 mld e la Sicilia con 6,2 mld. Ma perche' mai a livello di ripartizione geografica il Sud e le Isole sarebbero piu' interessati dall'operazione di rilancio dell'edilizia privata? "Perche' al Sud - conclude Bortolussi - ci sono almeno due ordini di motivi che ci fanno ritenere che cio' sia possibile. In primo luogo, c'e' una maggiore diffusione di case mono e bifamiliari in cattivo stato di conservazione che, in linea teorica, potrebbero essere interessate ad un intervento di abbattimento e poi di ricostruzione. In secondo luogo, vista la situazione di promiscuita' e di bassa qualita' abitativa presente, molti proprietari potrebbero essere interessati ad ampliare la propria abitazione fino al 20%. Ma con i livelli di reddito e di risparmio presenti nel Sud, mediamente piu' bassi di quelli nel resto d'Italia, e la forte presenza di abusivismo e lavoro nero, e' molto probabile che nella realta' il Piano casa partorira' degli effetti piu' contenuti di quelli stimati". La Cgia di Mestre stima che l'applicazione su tutto il territorio nazionale del provvedimento allo studio del Governo in materia di ristrutturazione ed ampliamenti dell'edilizia residenziale privata dovrebbe dar origine ad un giro di affari, spalmato chiaramente in piu' anni, di 79 miliardi di euro. Circa 33,1 miliardi arriverebbero dall'ipotesi che almeno l'1% dei proprietari di abitazioni mono e bifamiliari in stato di degrado abbatta e ricostruisca l'immobile con l'ampliamento fino al 30%. In questo caso si e' ipotizzato un costo al metro quadrato di 1.500 euro. A questi si aggiungono altri 45,9 miliardi di euro dall'ipotesi che almeno il 10% dei proprietari di abitazioni mono e bifamiliari ad uso residenziale decidano di ampliare la propria unita' abitativa fino al 20% con una ipotesi di costo al mq di 1.800 euro.

 

Piano Casa - Sen. Castelli su confronto Regioni Governo

 

Il Sole 24 Ore
Vivere sostenibile - Obama 1,2 miliardi di dollari per la ricerca green

La rivoluzione promessa dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama segna un altro passo importante. Obama ha confermato ieri alla Casa Bianca - davanti a una quanto mai interessata platea di amministratori delegati, ricercatori e responsabili dei laboratori di società che operano nelle tecnologie "green"un piano aggiuntivo da 1,2 miliardi di dollari per finanziare le pubbliche attività di ricerca scientifica (che fanno capo ai laboratori del Dipartimento dell'Energia) in questo settore e una proposta per estendere a 10 anni il credito d'imposta sugli investimenti privati in ricerca e sviluppo.
Il messaggio presidenziale, già proferito più volte negli ultimi mesi, è risuonato ancora: per rivitalizzare l'economia Usa il ricorso alle energie rinnovabili – solare e bio carburanti in primis, ma anche nucleare e idrogeno – non è solo importante ma vitale. «Vi supporteremo – ha detto Obama – perchè gli Stati Uniti hanno bisogno di compiere uno sforzo storico per eliminare, una volta per tutte, la dipendenza del Paese dalle importazioni di petrolio». Il provvedimento volto a detassare gli investimenti in R&D (già limitatamente in vigore anche in passato) va proprio nella direzione di sovvenzionare, con "soldi veri", le attività di ricerca. Calcolatrice alla mano, Obama ha quindi riassunto le azioni decise dal governo federale per intervenire concretamente sulla crisi e per promuovere le energie pulite e una maggiore efficienza energetica. Il budget stanziato in tal senso ammonta nel complesso a 55 miliardi di dollari fra finanziamenti e incentivi fiscali e darà lavoro a 3,5 milioni di persone, di cui il 90% nel settore privato.

 

26 Marzo 2009 - Corriere della Sera
Matteoli, spero in accordo con le Regioni

"Ero e resto del parere che per il piano casa sia opportuno un decreto. Perche' se i provvedimenti, che sono stati in larga parte riportati dalla stampa, sono piaciuti agli italiani e anche in larga parte alle amministrazioni di sinistra, non possiamo aspettare 8 mesi o un anno perche' sia convertito un disegno di legge". E' Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture, a sottolinearlo dai microfoni di 'Radio anch'io' Rai. Matteoli ribadisce: "Spero che si trovi un accordo con le Regioni per presentare un decreto legge".

 

26 Marzo 2009 - Adnkronos
Piano Casa, Berlusconi: non cambia nulla ma l'architettura delle istituzioni non aiuta

Sul piano casa "non cambia nulla. Sappiamo che l'architettura istituzionale non e' molto adeguata alla necessita' di interventi veloci e quindi stiamo vedendo come arrivare al miglior risultato, ma stiano sicure le famiglie che hanno pensato di allargare la propria casa che lo potranno fare e lo faranno subito". Lo ha assicurato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervistato da Maurizio Belpietro per 'Panorama del giorno' su Canale 5.
"Si sta discutendo semplicemente -ha aggiunto- sullo strumento, un decreto legge o un disegno di legge. Naturalmente noi preferiremmo il decreto legge che e' immediatamente efficace, il disegno di legge impiega piu' tempo in Parlamento, ma stiamo lavorando con le Regioni affinche' siano le Regioni, che hanno la competetenza concorente con lo Stato sulla materia abitativa, a tradurre questa intuizione in una legge regionale, affinche' si possa cominciare subito da un lato a dare risposte alle esigenze delle famiglie, dall'altro a immettere nell'edilizia, che normalmente muove tante altre attivita', dei soldi che adesso tengono come risparmi immobili in banca. Ogni camera e un servizio in piu' potrebbe essere una cifra di spesa di 50mila-70 mila euro, messe tutte insieme queste spese potrebbero portare a una immissione nel nostro pil di oltre 50miliardi di euro".

 

26 Marzo 2009 - Asca
Piano Casa, al lavoro il tavolo Governo - Regioni

Si e' insediato questa mattina il tavolo di lavoro tecnico-politico che dovra' portare a quella ''soluzione condivisa'' tra il Governo e le Regioni sul piano casa che ieri e' stata auspicata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Alla riunione, presieduta dal ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, stanno partecipando anche i ministri Maroni e Calderoli e i sottosegretari Brancher e Davico. La delegazione delle Regioni e' guidata dal presidente della Conferenza, Vasco Errani e vede la partecipazione anche del presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, e del coordinatore degli assessori agli affari finanziari, Romano Colozzi. Per i Comuni e' presente il presidente dell'Anci e sindaco di Firenze, Leonardo Domenici.

 

25 Marzo 2009 - Corriere della Sera
Piano Casa, il no delle Regioni affossa il decreto - Berlusconi: "Vedremo, ma l'urgenza c'è"

ROMA - Il piano casa non vedrà la luce attraverso un decreto legge. Di certo non questa settimana, come invece era stato ipotizzato. La netta opposizione dei presidenti di Regione ha indotto il premier Silvio Berlusconi a fare marcia indietro sul proposito di varare subito e con uno strumento d'urgenza le nuove misure per il rilancio dell'edilizia. Il governo ha deciso di prendere tempo: il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, ha annunciato che nei prossimi giorni verrà riaperto il confronto tra Stato e enti locali e che una linea comune dovrà essere individuata entro martedì. Poi sarà convocata una nuova conferenza Stato-Regioni come quella che oggi ha di fatto affossato la via del decreto.
«NIENTE DECRETO» - Berlusconi, dopo aver preso martedì le distanze dalla bozza di decreto diffusa da Palazzo Chigi, aveva iniziato col dirsi possibilista, affermando la necessità di trovare un accordo con i governatori perché «sull'argomento c'è una competenza concorrente e non vogliamo una contrarietà delle regioni che potrebbero poi adire alla Corte Costituzionale». Poi aveva detto che l'esecutivo avrebbe utilizzato il tempo a disposizione prima del consiglio dei ministri di venerdì per «trovare un'armonia» con le Regioni. Ma aveva anche precisato che «non è detto che il decreto sia lo strumento più opportuno», pur rimarcando che «i presupposti di urgenza sul piano casa restano». Era stato però Raffaele Lombardo, presidente della Sicilia alla guida di una coalizione di centrodestra, a dire quello che ormai era nell'aria, con una dichiarazione inequivocabile rilasciata ai cronisti subito dopo il vertice di Palazzo Chigi: «Venerdì nessun decreto legge sarà adottato. La bozza di confronto iniziale viene ritirata. Le proposte si costruiscono insieme, perchè la materia è concorrente».
«ERA INCOSTITUZIONALE» - La pausa di riflessione stabilita tra esecutivo e governatori è stata accolta con grande entusiasmo dai secondi. «Abbiamo fatto un passo in avanti - ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, alla guida della giunta regionale dell'Emilia Romagna -. Abbiamo detto con molta chiarezza che il decreto presentato in forma di bozza, dal punto di vista delle competenze, aveva un profilo incostituzionale. Anche se nel merito dei contenuti possiamo essere d’accordo su alcune cose». Quel che preoccupa le Regioni lo aveva evidenziato prima dell'inizio del summit il presidente della Toscana, Claudio Martini: «Ci sono molte questioni che non sono assolutamente condivise; penso ai cambi di destinazione d'uso, al mercato delle cubature, a procedere in deroga a tutto». D'altro canto, tutti i governatori sostengono che «questa può essere una buona opportunità se viene gestita insieme e non produce un contenzioso importante». «Se ci sarà un terreno utile noi offriremo una assolutamente disponibilità a procedere per la semplificazione amministrativa, la velocizzazione degli iter che riguardano noi ma anche gli organi centrali. Quello che chiediamo è che non ci siano prevaricazioni di competenze, perchè provocherebbero un vulnus difficilmente recuperabile».
«ACCORDO TRA STATO E REGIONI» - Meno netta la posizione del presidente della Lombardia, Roberto Formigoni: «Sono convinto che troveremo una soluzione, l'importante è che si salvi il nucleo della proposta che tanti cittadini attendono». Formigoni auspica «un grande accordo tra Stato e Regioni, ciò per cui mi sono speso, ciò per cui sto lavorando». Sul tipo di provvedimento Formigoni ha sottolineato: «Vedremo la forma, questo aspetto però mi interessa di meno. La mia proposta è di un decreto legge a tempo che possa entrare in attivitá 60-90 giorni dopo. Credo che questa potrebbe essere la strada percorribile».
«NESSUNA FRENATA» - Concessioni ai governatori a parte, l'esecutivo non vuole lasciarsi comunque scappare l'occasione di intervenire in questo settore: «Se solo il 10% delle famiglie proprietarie di mono o bifamiliari facesse lavori di ampliamento - ha detto Berlusconi -, si attiverebbero dai 50-60 miliardi di giro di affari». In ogni caso, ha fatto notare Berlusconi, non c'è «nessuna frenata, nessuna marcia indietro del governo»: è vero che rispetto a quanto inizialmente annunciato il testo ha finito col parlare solo delle abitazioni autonome. Ma anche in questo caso il provvedimento riguarda «quasi il 50% delle abitazioni, che sono monofamiliari o bifamiliari». «Dalle ultime notizie che abbiamo - ha precisato il premier - sono il 25-28% delle monofamiliari e il 13-15% le bifamiliari. Quindi il provvedimento riguarderà quasi il 50% delle famiglie italiane e non le ville come ho letto stamattina».
LE «NEW TOWN» - Non solo: nel corso del vertice con le Regioni il Cavaliere ha rispolverato la sua vecchia proposta, lanciata già in campagna elettorale, di realizzare delle «new town» attorno ai grandi centri abitati, un po' sul modello di quanto da lui stesso realizzato con Milano 2. In questo caso, però, si tratterebbe di nuovi quartieri residenziali in edilizia economica popolare, destinati a far fronte al problema abitativo per giovani coppie e famiglie con redditi non elevati.
BOSSI E IL LOCALE PER I FIGLI - Del piano casa è tornato a parlare anche il ministro delle Riforme, Umberto Bossi «Ieri ho visto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e gli ho detto che è giusto parlare con tutti, con le Regioni, perchè diverse fra loro hanno già un proprio piano casa» ha sottolineato il leader leghista». Secondo il leader del Carroccio «l'accordo si troverà. L'importante è parlare. Io stesso ho bisogno di un locale per far studiare i figli».
«LA LEGA SI CONTRADDICE» - Il leader del Pd, Dario Franceschini, ha invece fatto notare che se il governo sta facendo marcia indietro sui punti più controversi del decreto questo è merito dei democratici, che martedì avevano attaccato il primo testo diffuso da Palazzo Chigi alle regioni. In mattinata, parlando a Rainews 24, Franceschini è tornato sulla questione puntando il dito contro i Lumberd: «La Lega incassa la bandiera del federalismo, e va bene, la nostra astensione è stata un'apertura - ha detto il segretario del partito democratico -. Ma poi si contraddice nei comportamenti quotidiani con il decreto cementificazione che sottrae tutti i poteri a regioni e comuni».

 

NOTIZIE PRECEDENTI »»»