Regione Abruzzo
Piano Casa Governo Berlusconi 2009
31 marzo 2009 - Asca
Piano Casa - Chiodi, tra Regioni accordo forte e importante
L'accordo che le Regioni hanno raggiunto questa mattina sul piano casa ''e' forte ed importante''. Lo ha spiegato il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, uscendo dalla riunione dei 'Governatori' al Cinsedo. ''E' stata riconosciuta la validita' di un'idea - ha aggiunto Chiodi - e' un'importante misura anticiclica della quale le Regioni terranno conto nel pieno rispetto del paesaggio. Di certo, mi sento di dire che cosi' non ci saranno cementificazioni''.
25 marzo 2009 - Asca
Piano Casa - Chiodi, bisogna farlo velocemente
Il provvedimento sul piano casa ''e' buono ma per coglierne i benefici bisogna farlo velocemente''.
Lo ha spiegato il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, a margine della Conferenza Stato-Regioni. Chiodi ha spiiegato che il piano ha ''un senso solo se viene fatto velocemente, se la discussione dovesse tardare allora ci potrebbero essere conseguenze negative''.
25 marzo 2009 - Abruzzo24ore
Piano Casa, come si comporterà la Regione Abruzzo?
“La prima reazione allo schema di decreto legge in materia edilizia è di incredulità. Con questo provvedimento il governo Berlusconi accentua, se possibile, la sua vocazione demagogica, con conseguenze gravissime e irreversibili per il sistema ambientale e urbanistico del nostro Paese, nonché per l’equilibrio complessivo delle sue risorse". È quanto afferma Walter Caporale dei Verdi, chiedendo alla Regione Abruzzo, tramite un'interpellanza, di conoscere gli intendimenti della Giunta sul Decreto legge predisposto dal Governo in materia di edilizia.
"Infatti, - prosegue - con il previsto aumento generalizzato delle volumetrie, senza regole e controlli, è come se due città e mezzo come Roma venissero costruite ex – novo. Ciò comporterebbe un aumento vertiginoso degli indici, già elevati nel nostro Paese, del consumo del suolo. Gli effetti ambientali sul territorio e sulle risorse naturali sarebbero catastrofici: il consumo di cemento aumenterà sino a raggiungere il picco di 220 milioni di tonnellate per soddisfare ad esaurimento la domanda relativa solo all’ampliamento del 20% - ricordo che l’Italia è già al primo posto in Europa nella produzione di cemento con 47 milioni di tonnellate annue. Ciò comporterà necessariamente un aumento del consumo di acqua, di sabbia e di ghiaia e dunque una ulteriore richiesta di aperture di cave e prelievi di sabbia dai fiumi, e questo in un Paese in cui le cave ne hanno già profondamente ferito il territorio. Così, il Governo Berlusconi alla ricerca di un sempre più largo e crasso consenso (per questo fine non esita ad adulare persino il più sfrenato individualismo abusivista), contrabbanda il provvedimento come capace di rilanciare l’economia attraverso la ripresa delle attività edili, quando gli stessi effetti e nello stesso settore potrebbero realmente essere raggiunti ristrutturando e ‘riciclando’ le nostre orrende periferie urbane così come si sono venute formando dagli anni Cinquanta ad oggi.
Nella nostra Regione, con la sua elevata percentuale di territorio protetto, questo provvedimento si configura come un vero e proprio atto di pirateria. Per tale motivo - conclude Caporale - nella interpellanza chiedo al presidente Chiodi se intenderà dare applicazioni alle norme del Decreto o se invece non ritenga più doveroso ricorrere alla Corte Costituzionale per richiederne l’incostituzionalità vista la manifesta violazione di prerogative che la Costituzione in seguito alla riforma del Titolo V assegna alle Regioni e agli Enti locali".
18 marzo 2009 - Il Tempo.it
Con il Piano Casa eterno condono
PESCARA «Il Piano casa rischia di essere un vero e proprio condono permanente: un piano scandaloso che consente di sanare tutto e sempre».
Con queste parole Angelo Di Matteo, presidente regionale di Legambiente, interviene sul provvedimento finalizzato al rilancio dell'attività edilizia e del tessuto urbanistico che domani sarà illustrato alla Conferenza Stato Regioni. «Il provvedimento riscrive completamente la normativa in materia di edilizia - prosegue Di Matteo - e abolisce il permesso di costruire, sostituendolo con una semplice autocertificazione. Prevede l'aumento di cubatura di appartamenti e condomini del 20% anche per gli immobili abusivi già sanati, e la demolizione e ricostruzione ex novo di manufatti realizzati oltre trent'anni fa, in barba a regolamenti e piani urbanistici». Le preoccupazioni dell'associazione sono contenute in una lettera inviata al presidente della Giunta regionale Giovanni Chiodi che giovedì parteciperà alla riunione della Conferenza Stato Regioni. Tra i tanti punti contestati vi sono, oltre alla riduzione delle sanzioni per abusivismo edilizio, l'introduzione di una "procedura di conciliazione con ravvedimento operoso", che consente di aprire un contraddittorio con i comuni per stabilire quali interventi possano rendere l'opera conforme al piano anche nei casi di abusi non sanabili. E l'abolizione del permesso di costruire, che varrebbe per tutte le costruzioni.
Piano casa: Costantini, semplifica l'attività dei disonesti
Il piano casa di Berlusconi finirebbe con il semplificare ulteriormente l'attivita' degli amministratori disonesti''. Lo ha dichiarato il Capogruppo IdV al Consiglio Regionale dell'Abruzzo, Carlo Costantini in merito al piano casa del Governo.
''Oggi, infatti, - aggiunge Costantini - amministratori e dirigenti sono almeno costretti ad assumersi la responsabilita' di metterci una firma e questo aspetto ha certamente costituito un deterrente al dilagare degli abusi.
Se passasse, invece, la proposta di Berlusconi, amministratori e dirigenti disonesti si troverebbero ulteriormente avvantaggiati potendosi limitare, senza doversi assumere la responsabilita' di firmare gli atti, a orientare i controlli sulle 'autodichiarazioni', rendendoli piu' o meno incisivi, in base ai rapporti politici o di altro genere intrattenuti con il cittadino o l'impresa interessata''.
''Qualsiasi scusa - sottolinea Costantini - sara' buona per ridurre al minimo i controlli e per orientarli con finalita' illecite, senza rischiare nulla e senza disturbare le attivita' di chi non dovra' essere disturbato. Come per i condoni, gli indulti, le amnistie, il controllo di legalita' dello stato dovra' abdicare un'altra volta''.
''Le Regioni dovranno dire la loro e l'Italia dei Valori - conclude Costantini - fara' di tutto perche' la Regione Abruzzo esprima la propria contrarieta' a questa ulteriore spinta alla illegalita' proposta dal governo Berlusconi''.