Regione Campania
Piano Casa Governo Berlusconi 2009
26 marzo 2009 - Repubblica - Ugo Leone
Opere pubbliche e ambiente, servono leggi e buon senso
Mi riesce difficile dire se esiste, definito nei dettagli, il "piano casa" di cui molto si scrive da qualche giorno.
Verosimilmente, al momento, si sta realizzando un sondaggio che coinvolge in Italia i cittadini e, fuori, i Commissari europei. A seconda di come gli uni e gli altri mostreranno di esprimersi e nelle direzioni che si riterranno più gradite, i "dettagli" di quel piano prenderanno forma e faranno parte delle decisioni governative.
Poiché l' abusivismo edilizio in Italia non è stato mai combattuto, ma generalmente condonato dovunque realizzato, dubito fortemente che le giuste preoccupazioni espresse nella garbata lettera al Presidente del Consiglio dall' assessore Gabriella Cundari siano tenute in qualche considerazione. Tuttavia, pur in assenza di informazioni precise, qualche considerazione preventiva è lecita.
La madre di tutte le considerazioni è che pochi settori come l'edilizia sono in grado di innescare una reazione a catena che, se virtuosa, può avere effetti molto positivi sugli investimenti e l'occupazione in una ampia quantità di settori fornitori e subfornitori. Ma, questo è il nodo alla base di un fondamentale equivoco: edilizia non è sinonimo di casa. E, paradossalmente, non significa solo costruzione. Le grandi imprese edili non sono mica quelle che costruiscono case, ma quelle che realizzano dighe, ponti, acquedotti, strade, scavano gallerie... In poche parole sono quelle che costruiscono grandi opere, settore nel quale l'Italia ha grandi esperienze e riconosciute professionalità. Sono, queste, le opere alle quali si fa ricorso anche con l'obiettivo di alimentare la ripresa economica nei periodi di recessione e si chiamano "opere pubbliche".
La storia almeno degli ultimi cinquant'anni ci dice che dal dopoguerra ad oggi opera pubblica è stata sempree dovunque sinonimo di cementificazione, generalmente incurante del reale significato di utilità pubblica dell' opera e ancor più incuranti dell'impatto sull'ambiente. Tanto da indurre a guardare con attenzione e timore alla realizzazione di altre "opere pubbliche". Eppure il "pubblico", la collettività, ha bisogno di opere. Ne ha soprattutto bisogno per restituire vivibilità all'ambiente e sicurezza al territorio; ne ha per integrare l'attuale insoddisfacente dotazione di taluni servizi come quelli idrici, ad esempio; e avrebbe anche bisogno di essere liberata di tante opere cosiddette pubbliche, che tanto male hanno fatto ad ambientee territorio quanto bene hanno fatto ad interessi privati, clientelari, mafiosi. Anche questi che si possono considerare interventi di decostruzione si potrebbero considerare opere di pubblica utilità e la decementificazione che ne deriverebbe orienterebbe almeno una parte della politica delle opere pubbliche nel senso della riduzione piuttosto che dell' aumento della quantità di cemento. Resta il fatto che la costruzione di abitazioni è pur sempre un importante comparto del settore edile tanto che, là dove seriamente il problema vuole essere affrontato, esiste una esatta conoscenza della consistenza del patrimonio edilizio, della sua vetustà, della sua sicurezza in termini almeno di antisismicità. Esistono anche previsioni sull' andamento demografico (comprensivo anche della componente migratoria) e sulla tendenza a "metter su famiglia". L' incrocio tra questi dati consente di ipotizzare se e dove sia necessario incrementare nella quantità, migliorare nella qualità l' esistente. La fondamentale differenza tra i due comparti dell' edilizia sta evidentemente nei risultati e nell' impatto su ambiente e territorio e, quindi, anche sul paesaggio. Ciò significa che se anche tutto un impegnativo programma di interventi nell' edilizia si volesse ridurre "solo" alla costruzione di nuovi edifici, ciò non significherebbe solo costruzione di case o ampliamento di quelle esistenti. Potrebbe, invece, essere un' occasione (l' ennesima offerta da una disgrazia) per abbattere, soprattutto ma non solo, quanto abusivamente costruito. Per poi, magari, ricostruire nel lecito facendo ricorso ai materiali e alle tecniche propri della bioarchitettura.
Infine, se è vero che l' ultima o una importante parola toccherà dirla alle Regioni, allora anche in questo campo la Regione Campania avrebbe da dire. Dire che non si costruisce in deroga non solo alla legge, ma al buon senso ricordando, tra l' altro, che il 30% della superficie regionale è protetta da parchi nazionali e regionali. Dire che interventi di fondamentale importanza andrebbero indirizzati verso gli edifici sensibili (scuole, ospedali, carceri, uffici pubblici in genere) con l' obiettivo primario di mettere in sicurezza quelli (i più) che non lo sono e con l' obiettivo, non certo secondario, di modificarne, accrescendola, l' efficienza energetica. Dire che non di sole case ha bisogno la regione (se si dimostra che ne ha bisogno), ma anche di opere pubbliche quali, un esempio tra i tanti, quelle di ammodernamento della rete acquedottistica.
10 marzo 2009 - AGI
Piano Casa: Bassolino, importante dialogo prima del CdM
"Se si parte con il piede giusto e' assai meglio, se gia' prima che il Consiglio dei ministri prenda decisioni c'e' un confronto del governo con le regioni, mi sembrerebbe il modo piu' giusto di procedere e andare avanti". Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, intervenendo a Napoli all'assemblea dei costruttori edili della regione. "In materia di casa la legislazione e' concorrente - ha spiegato il governatore - cioe' decidono insieme governo e parlamento nazionale e le giunte e i consigli nazionali. Dunque e' assieme che bisogna definire. Vedremo, dal punto di vista del metodo il confronto e' essenziale, ed e' bene che avvenga fin dall'inizio. Per quanto riguarda il merito poi vedremo".
9 marzo 2009 - Asca
Ronghi (MPA Campania): bene sintonia Bassolino-Berlusconi
'Plaudo alla sintonia tra il Presidente della Regione Bassolino e il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi sulla esigenza di avviare anche in Campania un bando per nuove case popolari e per il rilancio dell'edilizia''. E' quanto afferma il consigliere e portavoce del MpA della Campania, Salvatore Ronghi.
Per Ronghi, ''e' necessario, pero', cogliere l'occasione del piano-casa per scongiurare due errori di fondo: anziche' ricorrere agli abbattimenti, sarebbe opportuno acquisire al patrimonio pubblico quei parchi e fabbricati costruiti abusivamente e per utilizzarli per le migliaia di famiglie sfrattate e senza tetto; parimenti, sarebbe necessario, alla luce della costruzione dei nuovi alloggi, una sanatoria che recepisca le istanze delle famiglie povere che spesso costrette ad occupare abusivamente le abitazioni. Infine, ritengo che si debbano colpire duramente le famiglie malavitose che pur si nascondono dietro alle famiglie povere''.
9 marzo 2009 - Il Mattino
Il piano casa sarà affidato alle Regioni. Bassolino: entro un mese il bando
ROMA (9 marzo) - La Regione Campania emanerà entro un mese un bando per la casa, d'accordo con sindacati e imprenditori. È quanto ha reso noto il governatore Antonio Bassolino, che oggi ha riunito il tavolo anticrisi con le parti sociali.
Il bando prevederà «un mix di edilizia privata, convenzionata e popolare con risorse soprattutto a carico di privati. C'è una grande richiesta di case in una regione come la nostra, dobbiamo fare più case rispettando gli strumenti urbanistici nel pieno della legalità e un territorio che è stato già molto massacrato».
Il premier: il piano casa affidato alle Regioni. «La legge dovranno farla le Regioni». Silvio Berlusconi torna sul piano casa che il governo si appresta a varare per precisare che ad approvare la legge saranno le regioni secondo le esigenze locali.
«Dobbiamo approfondire perché stiamo parlando di un'indicazione quadro che daremo alle Regioni. Chi ha una casa potrà ampliarla - ha spiegato il premier - senza far perdere valore e rendendola più bella. Sembra più logico che se uno fa un ampliamento perché ha bisogno, magari perché gli è nato un nipotino, potrà farlo e non perderà il valore della casa, anzi lo accrescerà».