Regione Lazio

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

27 marzo 2009 - Repubblica

Piano Casa - Il contro-piano della regione

PIÙ facile frazionare i grandi appartamenti; una cedola secca del 20% per chi affitta casa, sganciandola dal reddito; cambio di destinazione d' uso, immediato, per i locali delle case popolari e premi di cubatura per le demolizioni degli edifici Ater e la loro ricostruzione in aree individuate da Comuni. E soprattutto, procedure semplificate. La Regione vara le sue controproposte al piano casa del governo che, secondo il vicepresidente Esterino Montino, «darebbe il via a lottizzazioni selvagge dell' agro romano». Intanto il Comune all' alba ha approvato il bilancio, ma la Cgil non ha firmato l' accordo sulla spesa sociale, che prevede un taglio di 2,3 milioni di euro.

27 marzo 2009 - AGI

Piano Casa - Confcooperative Roma, dare risposte a emergenza

"E' necessario uno sforzo congiunto di Istituzioni, forze sociali e produttive per dare risposte all'emergenza abitativa ed occupazionale".
Lo ha detto il Presidente di Confcooperative Roma, Carlo Mitra. "Auspichiamo che l'impegno della Amministrazione, nel rispondere alle emergenze abitative a Roma, trovi risposte concrete a breve per i casi piu' urgenti. L'acquisizione di alloggi potra' rappresentare una prima parziale soluzione, ma occorre ribadire l'esigenza che questa avvenga nel quadro di una iniziativa piu' ampia, come richiesto dalla cooperazione romana e regionale". Mitra sottolinea poi la richiesta di un tavolo interistituzionale, avanzata a Regione, Comune e Provincia per assicurare un governo integrato delle azioni necessarie per l'emergenza a breve, per la localizzazione degli alloggi finanziati del Bando Regionale in aree 167, e per reperire altre aree atte a coprire almeno parte del fabbisogno di abitazioni. "Si tratta di uno sforzo straordinario che richiede un grande senso di collaborazione da parte di tutte le Istituzioni, delle forze politiche e sociali e dell'imprenditoria, con l'obiettivo prioritario di rispondere alla necessita' primaria della casa per tanti cittadini e dare anche un concreto contributo anticrisi attivando lavoro e attivita' produttive".

26 marzo 2009 - Adnkronos

Piano Casa - Fontana, riqualificazione periferie e riconversione energetica

"Riqualificare le periferie degradate ed insicure, riconvertendo il patrimonio edilizio fatiscente. Avviare una radicale riconversione energetica degli immobili in edifici ad alta efficienza. Riconvertire il patrimonio immobiliare abbandonato del settore secondario e terziario in alloggi a canone sociale. Sono queste le priorita' di un vero piano casa e su questi obiettivi siamo disposti a ragionare". Lo dichiara Enrico Fontana, capogruppo della Sinistra al Consiglio regionale del Lazio.
"Purtroppo le misure fin qui annunciate dal governo vanno in altra direzione - dice Fontana -. Non sono utili a risolvere il problema dell'accesso alla casa, ne' a far ripartire l'economia. Tutto viene lasciato all'iniziativa privata degli italiani, quelli che possono permetterselo. Chi oggi non ha la possibilita' di accedere al mercato della casa resta fuori".
"Nel piano 'fai da te' di Berlusconi sono i genitori che dovranno risolvere il problema della casa ai giovani precari, magari facendo casa ai figli in mansarda. E' possibile che qualche artigiano lavorera', ma il vortice della recessione continuera' a produrre disoccupazione. Il paese - conclude Fontana - sapra' vincere questa crisi se accogliera' la sfida dell'innovazione e della riconversione ecologica dell'economia. L'edilizia riparte non producendo altre unita' immobiliari che vanno ad aggiungersi al vasto parco delle case invendute, ma riconvertendo e innovando citta' e periferie invivibili".

 

26 marzo 2009 - Asca

Piano Casa, Alemanno: dall'opposizione aspetto proposte concrete non veti

'Penso che il Governo stia cercando una strada e invece di fare discorsi ideologici o di puro 'no', l'opposizione dovrebbe proporre delle alternative, perche' noi abbiamo bisogno di un piano-casa sia sul versante sociale che su quello economico e l'edilizia e' il modo migliore per rimettere in moto l'economia dal momento che il bisogno di abitazioni e' molto forte''. Cosi' il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in merito al piano casa del Governo, a margine del convegno in corso all'Istituto San Giuseppe Calasanzio, sul tema ''Sport comune. Valori comuni''. Per Alemanno ''bisogna essere responsabili e propositivi. C'e' bisogno, e subito, di un piano, dunque dall'opposizione mi aspetto non veti ma proposte concrete e positive e questo vale anche per Roma''. Nella Capitale, come ha spiegato il Sindaco, ''stiamo lavorando sul piano casa e purtroppo lo facciamo in controtendenza. Ieri ho incontrato i movimenti di lotta per la casa e gli ho chiesto di trasformare la loro battaglia e aiutarci a fare un piano casa; stesso discorso vale per le cooperative abitative che incontreremo la settimana prossima insieme alla Regione''.

25 marzo 2009 - Teleborsa

Piano Casa, Antoniozzi propone "mutuo sociale"

Gli annunci del piano casa, la discussione sugli incentivi per interventi di recupero e demolizione in un momento di crisi creano aspettative e qualche perplessità: l'analisi in occasione della tavola rotonda di domani, giovedì 26 Marzo a Roma presso la Sala in Lucina.
Nella capitale, l'Assessore al Patrimonio e alla Casa, Alfredo Antoniozzi, che auspica la delibera entro l'estate, sta mettendo a punto una proposta di "mutuo sociale" che prevede la costituzione di un Fondo etico. Altro tema caldo, la trasformazione dei terreni e fabbricati agricoli in un mercato in evoluzione dal punto di vista della domanda abitativa.
Forte l'interesse a monitorare la rispondenza dell'offerta rispetto alle esigenze della domanda, come anticipa il Presidente di Fiaip, Franco Arosio "perché è su questo dialogo che si gioca la validità della proposta governativa".
Anche il Mezzogiorno non sta a guardare e già il piano provinciale - secondo quanto ha anticipato Domenico Moccia, Assessore all'Urbanistica della Provincia di Napoli - prevede una zonizzazione in aree secondo i criteri di densificazione e demolizione con sistemi premianti per consentire un aumento volumetrico fino al 30% in zone degradate e al 50% in zone di pregio paesaggistico con il trasferimento in altre aree dei diritti di proprietà.
Un lavoro importante se si considera che le amministrazioni del sud fanno affidamento sui propri fondi e i FAS e raramente sui privati.
Aspettative alte da parte di Federcasa con l'auspicio del Presidente Luciano Cecchi, "che si coinvolgano interi quartieri con poca offerta abitativa e patrimonio di scarso valore integrandoli nel tessuto urbano e restituendoli all'intera comunità e non solo ai residenti".

 

24 marzo 2009 - Asca

Celori (PdL Lazio), Regione non assuma posizione preconcetta

Ci auguriamo che la Regione Lazio non assuma una posizione preconcetta rispetto al decreto governativo sul Piano Casa, ancora in discussione e dunque aperto al confronto. L'obiettivo del provvedimento e' quello di rilanciare l'economia salvaguardando l'ambiente''. E' quanto dichiara Luigi Celori, consigliere del Pdl, componente della Commissione Urbanistica alla Regione Lazio dove oggi si e' discusso del Piano Casa.
''Rivendico con orgoglio - continua Celori - di essere stato il primo in Regione Lazio ad aver fatto approvare nella passata legislatura provvedimenti che riguardano la bioedilizia, come il solare termico e dispositivi per il risparmio idrico. Il decreto del Governo, prevedendo demolizioni e costruzioni, con l'aumento delle cubature fino al 35% se si utilizzano tecniche costruttive ecocompatibili, va proprio in questa direzione''.
''Siamo disponibili a discutere, - conclude Celori - tenendo comunque presente che il decreto contiene tutte le garanzie necessarie affinche' le aree di pregio e vincolate non siano compromesse. Speriamo che non prevalga come al solito la politica dei no e dei veti incrociati di un certo pseudo-ambientalismo che si salda con la sinistra radicale.
Nel Lazio non essendo presente la grande industria, l'edilizia costituisce il volano maggiore per l'occupazione.
Sarebbe sciocco far perdere a nostri concittadini questa grande occasione''.

 

23 marzo 2009 - Il Tempo

Piano Casa - Il Presidente Marrazzo dice no "servono più abitazioni e aiuti per i mutui"

Il Lazio dovrà dire di no al Piano casa del Governo che presenta anche dei dubbi di costituzionalità.

È questa la scelta che il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo comunicherà al premier Silvio Berlusconi nel corso dell'incontro di mercoledì. Marrazzo spiega che «non si tratta di avere dei pregiudizi ma di guardare in faccia la realtà. L'economia si rilancia anche con una strategia che aiuti le famiglie a pagare i mutui e gli affitti senza far pagare il prezzo della crisi economica al territorio, che ha già dato anche troppo in passato. Nel Lazio - ricorda - abbiamo previsto 550 milioni di euro per le politiche della casa e abbiamo sbloccato fondi per oltre 300 milioni con l'obiettivo di costruire migliaia di nuovi alloggi per giovani coppie, per anziani e per le forze dell'ordine. Questa - spiega Marrazzo - è la nostra risposta: una risposta razionale che guarda al futuro senza scommettere su interventi invasivi che finirebbero per pesare ancora una volta sulle prossime generazioni». Intanto il capogruppo dei Socialisti Riformisti alla Regione Lazio Donato Robilotta spiega: «Marrazzo continua a dire no al Piano casa di Berlusconi in maniera ideologica anche se non lo ha ancora letto e soprattutto non tenendo conto delle diverse sensibilità della sua stessa maggioranza. Infatti Marrazzo non solo non tiene in conto che, anche nella sua giunta, qualche assessore come il responsabile della Casa, Mario Di Carlo, ha dato sino ad ora una valutazione positiva dell'iniziativa di Berlusconi, ma soprattutto non si è ancora accorto dell'iniziativa in corso in Consiglio regionale. Infatti una larga maggioranza trasversale sta votando in Consiglio regionale la legge sui sottotetti, che prevede di rendere abitali tutti i sottotetti. Una legge che prevede l'aumento delle attuali cubature e dunque va esattamente nella direzione della proposta di Berlusconi. Come fa allora Marrazzo a dire che la Regione Lazio dice no al piano casa di Berlusconi? Quanto alla rivendicazione dei fondi sbloccati per la costruzione di nuovi alloggi Marrazzo deve spiegare ai cittadini perché per quattro anni ha bloccato ingenti finanziamenti già stanziati dalla giunta Storace. Infatti le risorse di cui parla, circa 300 milioni di euro, erano già state previste dalla precedenza giunta regionale e Marrazzo le ha bloccate perché il piano regolatore della giunta Veltroni non prevedeva aree edificabili per l'edilizia popolare».

 

23 marzo 2009 - Asca

Carapella (PD Lazio) - Il Piano Casa non sia un alibi per le inadempienze del Comune

'“Un dialogo tra Comune e Regione per affrontare la grave emergenza casa, denunciata ieri anche da Cgil e Sunia, è altamente auspicabile, ma per farlo, occorrono i fatti e, quindi, innanzitutto, che il Comune segua l’esempio della Regione e stanzi le risorse necessarie”. E’ quanto dichiara il Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa alla Pisana, Giovanni Carapella.
“Non è infatti pensabile - prosegue - che il Governo predisponga un Piano casa senza prevedere alcun intervento nel campo dell’edilizia popolare e nessuna misura a sostegno degli affitti. Ancora una volta si interviene a favore di chi la casa già la possiede, lasciando fuori migliaia di famiglie impossibilitate ad acquistarla o a pagare un mutuo. In tale situazione, è pertanto inammissibile che il Comune si permetta di pontificare, come fa l’Assessore Antoniozzi, sulla valutazione negativa espressa dal Presidente Marrazzo sul piano del Governo.
Se l’intenzione del Governo è quella di mettere in campo misure capaci di semplificare la vita ad imprese, progettisti e famiglie, si tratterebbe di un obiettivo ampiamente condivisibile cui però dovrebbero saper rispondere anche Comuni e Regioni che spesso impiegano tempi inenarrabili per approvare provvedimenti semplici. Basti pensare alle domande di regolarizzazione delle case popolari che aspettano da anni presso i vari Comuni.
Se invece, al contrario, si mira a liberarsi della strumentazione urbanistica e delle norme di tutela ambientali, paesistiche ed archeologiche per consentire un novello laissez faire all’italiana – conclude - l’opposizione non potrà che essere netta, poiché il territorio è una risorsa collettiva, limitata e non riproducibile e quindi il libero arbitrio individuale deve necessariamente correlarsi all’interesse generale”.

 

 

23 marzo 2009 - Adnkronos

Legambiente Lazio: da Marrazzo scelta sacrosanta

''La scelta del Presidente Marrazzo sul piano casa e' sacrosanta, il giusto snellimento delle procedure non puo' significare una selvaggia deregulation, che aprirebbe la strada a un immane e inutile cementificazione delle grandi aree urbane e delle campagne, senza rispondere peraltro alla domanda di casa''. Lo dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
''L'urbanistica e' di competenza delle Regioni e il piano casa solleva dubbi di costituzionalita', ma la Regione non deve limitarsi a dire di no - spiega - la cornice delle garanzie da offrire a un vero piano casa, basato soprattutto su recupero, riqualificazione e riuso dell'esistente, in grado di rispondere al disagio abitativo si chiama piano territoriale paesistico regionale, da approvare al piu' presto, proprio alla luce del disegno governativo. I vincoli, infatti, non sono il 'non fare' ma servono a definire dove fare e dove fare meglio''. 

 

9 marzo 2009 - Asca

Zanon: il Piano Casa liberalizzerà l'abusivismo

'Sono seriamente preoccupato per il provvedimento sulla casa annunciato dal governo ai giornali.
Il piano denota una distanza dalla vita reale che e' proporzionale solo al grado di saccheggio che significherebbe per il territorio e sulle sue risorse. Non si comprende chi si vuole aiutare. Palazzinari e imprese e chi desidera ingrandire la propria casa senza dover tener conto dei p.r.g. o chi ha effettivamente bisogno di un tetto sopra la testa.
L'unica cosa che questo provvedimento liberalizzera' sara' l'abusivismo''. Questo il commento di Antonio Zanon, consigliere e vicepresidente della commissione Lavori pubblici e politica della casa della Regione Lazio, in merito al nuovo piano per l'edilizia del Governo Berlusconi.
''Il Governo - aggiunge Zanon - dovrebbe prendere seriamente in considerazione il fatto che sempre piu' persone si scontrano con una grave emergenza abitativa, mentre sono assenti segnali di una qualche inversione di tendenza da parte della politica. Il piano di Berlusconi non focalizza il problema: quello che manca sono politiche abitative capaci di rispondere a tipologie di consumatori profondamente mutate.
Nella nostra Regione una casa su quattro e' abitata da persone che vivono da sole di cui meta' e' costituita da anziani. Nonostante il significativo calo dei prezzi del settore, corrispondenti a un meno 5, 5% a Roma, 47mila famiglie del Lazio non sono in grado di acquistare o affittare una casa a costi sostenibili. Di queste, circa il 30 per cento e' costituito da giovani coppie. Non e' quindi un problema di cubatura, ma di quantita'. Quella che veramente urge sono alloggi a costi sotenibili, sia per l'acquisto che per l'affitto''.
''E' necessario - conclude Zanon - un piano che permetta di accedere al bene 'casa' e consenta il recupero di un diritto fondamentale. Una politica efficiente ed efficace per contrastare il problema e arginare la grave crisi economica che vessa il paese non dovrebbe passare per una deregolamentazione, ma per una semplificazione realizzata di concerto con regioni ed enti locali, titolari della materia''.