Regione Sardegna

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

29 marzo 2009 - Adnkronos

Casa: con il "piano" in Sardegna giro da 180 milioni, per imprese grande opportunità

Un giro d'affari da 186 milioni di euro. Il 'Piano casa' in Sardegna potrebbe rilanciare le imprese artigiane dell'edilizia e degli impianti in ginocchio dopo il crollo delle ristrutturazioni dello scorso anno. Secondo i dati emersi dal rapporto 'Anaepa Confartigianato 2009', che analizza le ultime rilevazioni Istat del 2007, gli edifici ad uso abitativo nell'Isola sono 479.683: 354.025 monofamiliari e 64.634 bifamiliari.
Quelli interessati al 'Piano casa' sarebbero 418.659, l'87.3% dell'intera edilizia abitativa, ovvero il totale delle mono e bifamiliari, che innescherebbero un numero di interventi pari a 5.061. Per il direttivo dell'Edilizia di Confartigianato Sardegna questa potra' essere ''una bella opportunita''' di crescita, sviluppo e lavoro ''se si premera' sul rispetto delle norme e delle leggi, se si abbattera' la burocrazia, se si puntera' sulla rigenerazione urbana, riqualificando anche i quartieri popolari, se si investira' sui materiali ecosostenibili, e se, alle imprese sarde verra' data la semplice possibilita' di lavorare''.
''Tutto questo -sottolinea Giovanni Battista idda, presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna, in rappresentanza di circa 3mila imprese- favorirebbe un'importante boccata d'ossigeno per piccole e medie realta' che sanno lavorare insieme, che offrono prodotti di qualita' e che rispettano sia le norme di sicurezza, per la tutela dei lavoratori, sia quelle ambientali''.

26 marzo 2009 - Repubblica

Cappellacci scommette sull'intesa, "e proteggerò le coste dell'isola"

«Il tavolo tecnico-politico aperto a Palazzo Chigi produrrà soluzioni condivise anche da Regioni e Comuni», dice Ugo Cappellaci del Pdl, nuovo governatore della Sardegna. «Sono soddisfatto - aggiunge - per la decisione del governo di non utilizzare lo strumento del decreto sul quale le Regioni nutrivano molte perplessità». «Io sono a favore di questo intervento - spiega Cappellacci - perché è una grande occasione per l' ammodernamento del patrimonio edilizio e aiuta il risparmio energetico, l' energia alternativa, la semplificazione amministrativa. Il cambio di destinazione d' uso è un passaggio non determinante in un provvedimento di questa portata. L' aumento delle cubature è invece importante perché stimola l' edilizia, e comunque va rapportato a un patrimonio edilizio che è in media di 120 metri quadri per casa. A proposito delle procedure in deroga, siamo di fronte a un piano straordinario e quindi bisogna accettare che si proceda anche in deroga ai piani regolatori. In Sardegna non permetteremo interventi entro i 300 metri dal mare e adotteremo la massima prudenza per fascia costiera e centri storici dove procederemo con precise limitazioni».

26 marzo 2009 - Libero-news.it

Soru: con il 20% di aumento cubatura in Sardegna effetti disastrosi

'Se dovessero restare agli aumenti di cubatura dal 20 al trenta per cento, dico che per la Sardegna si potrebbero avere effetti davvero disastrosi. Se calcoliamo che esistono circa 400mila seconde case sulle coste sarde, ecco, abbiamo un'idea molto chiara di cosa potrebbe accadere''. Lo dice in un'intervista alla 'Nuova Sardegna' il consigliere regionale del Pd, ed ex governatore, Renato Soru, commentando il piano per il rilancio dell'edilizia annunciato dal premier Silvio Berlusconi e i suoi possibili effetti.
Sulla possibilita' che saltino molti Puc Soru dice: ''la scelta che dovranno fare e' molto chiara: o rispettare l'attuale Piano regionale paesaggistico oppure tornare al Far-west di cinque anni fa. Ma c'e' un concetto che in questa fase sta sfuggendo a molti. E cioe' che si vuole fare un regalo a chi la casa l'ha gia' e non si dara' nulla a chi invece non ce l'ha''.

 

25 marzo 2009 - Asca

Cappellacci: Governo e Regioni vicini a soluzione condivisa

Il gruppo di lavoro Governo-Regioni sul piano casa ''produrra' sicuramente soluzioni condivise anche da Regioni e Comuni''. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, al termine dell'incontro di Palazzo Chigi.
''In ogni caso voglio sottolineare la mia soddisfazione per la decisione del governo di non utilizzare lo strumento del decreto legge sul quale le Regioni italiane nutrivano molte perplessita''' ha conluso.

 

18 marzo 2009 - Regione Sardegna

Cappellacci: così riparte l'edilizia

Il presidente della Giunta: pronti a recepire il Piano casa del Governo, nel rispetto dell'ambiente. La crisi è una morsa che minaccia il Paese.
E al grido di «l'economia deve ripartire», il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha innalzato il cartello di Lavori in corso, lanciando il Piano casa nazionale. Nei prossimi giorni il progetto passerà l'esame del Consiglio dei ministri, ma già si conoscono obiettivi e dettagli.
Un piano di “ricostruzione”, nel senso tecnico del termine, pensato per rimettere in moto l'economia nazionale, abbattendo un invalicabile muro di burocrazia e invogliando i privati a dare una rinfrescata alle proprie abitazioni. Volumetrie (in più) comprese.
Venerdì scorso, il Piano casa ha incassato il via libera di Regioni e Comuni, da venerdì prossimo i presidenti delle Regioni saranno chiamati a decidere se adottare il Piano e soprattutto come rimodellarlo sulle diverse esigenze del proprio territorio.
Come, dove e quanto poter ricostruire, i cittadini vogliono sapere soprattutto questo.
Nel suo editoriale di domenica scorsa, il direttore de L'Unione Sarda ha rilanciato il tema, sottolineando «le enormi possibilità di sviluppo» del Piano casa del Governo: «l'edilizia permette di creare posti di lavoro con investimenti di capitale per addetto più basso rispetto a qualsiasi altra attività», ma questo rilancio «può concretizzarsi solo se si coniuga con la tutela del territorio».
E un consiglio alla nuova Giunta: «Questa opportunità deve essere ripresa dalla Regione, che deve adattare il Piano alle esigenze della Sardegna, favorendo l'abbellimento di città e paesi».
Presidente Cappellacci, conosce i contenuti del Piano casa del Governo?
«Certamente, lo sto esaminando con i miei collaboratori. Penso sia lo strumento ideale, in un momento come questo, per disegnare un rilancio vero della nostra economia».
In Sardegna, l'edilizia è uno dei tasselli che sostengono un già fragile tessuto economico. «Senza dubbio. Ma questo Piano, prima di essere recepito dalla nostra Regione, dovrà essere esaminato con attenzione per valutare tutte le sue possibilità di applicazione».
L'ultima decisione spetta a voi.
«La Regione ha competenza primaria sulle norme urbanistiche e di tutela del paesaggio. E uno dei principi della mia amministrazione sarà quello del rispetto dell'ambiente, soprattutto della massima tutela delle norme che regolano la inedificabilità nelle fascia dei 300 metri dal mare. E non applicheremo questa riforma nelle zone F e in quelle agricole, dove staremo molto attenti ai tentativi di speculazione».
La Giunta che vi ha preceduto ha portato avanti una politica sull'ambiente che non ha mai trovato d'accordo il centrodestra. Ma ambiente e sviluppo possono procedere a braccetto?
«Devono farlo, ma nel massimo rispetto del paesaggio. La politica estremista del centrosinistra ha vietato tutto, ma apparentemente, perché con il meccanismo dell'intesa qualcuno ha evitato la rete del Ppr. Noi modificheremo il Piano paesaggistico attraverso conferenze nei territori, rimuovendo quei passaggi che hanno generato solo problemi ai cittadini, ai Comuni e alle imprese. L'ambiente non è di destra né di sinistra, il paesaggio è di tutti. Sta mutando la sensibilità della gente, ecco perché i sardi hanno voluto cambiare».
Cosa recepirete del Piano casa? Cosa si potrà fare, secondo la nuova legge?
«Intanto, daremo regole certe a tutti, senza quei dubbi interpretativi che hanno portato il caos fra i proprietari delle case e la paura negli uffici comunali di tutta l'Isola. Una colossale operazione di semplificazione delle norme non può che portare vantaggi a tutto il sistema. Nel Piano casa del Governo che stiamo esaminando (e del quale adotteremo le linee generali), dopo l'abbattimento delle vecchi abitazioni la certificazione del progettista sostituirà il permesso di costruire. La stessa fungerà da autorizzazione per effettuare interventi di ristrutturazione. Saranno inasprite, nello stesso tempo, le sanzioni per chi commette abusi edilizi. Le abitazioni private potranno essere ampliate fino al 20 per cento del volume, mentre mi trova particolarmente favorevole la norma sulla “rottamazione” dei vecchi edifici».
Si spieghi meglio.
«Gli edifici costruiti prima del 1989, e non sottoposti a tutela, potranno essere abbattuti e ricostruiti interamente, con la concessione di un aumento della cubatura fino al 30 per cento. Per chi utilizzerà tecniche innovative come la bioedilizia e l'utilizzo di fonti alternative di energia, sarà concesso un ulteriore aumento di cubatura fino al 35 per cento del totale. Puntiamo a diventare un polo nazionale per l'energia alternativa, ma non solo, perché pensiamo a istituire meccanismi di premialità per chi utilizza, nelle ristruttrazioni, materiali prodotti in Sardegna».
Presidente, siete sicuri che questo passaggio possa rimettere in moto un'economia che mostra segnali preoccupanti?
«Io non ho dubbi, l'edilizia non è solo la realizzazione di un'opera o il rifacimento di una facciata, ma rappresenta soprattutto un indotto di straordinaria portata. L'investimento si moltiplica, favorendo la circolazione di denaro, rimettendo in moto il mercato. Perché il miglioramento delle abitazioni, degli impianti, delle strutture, utilizzando materiali prodotti in Sardegna, porterà senza dubbio vantaggi all'economia sarda e una migliore qualità della vita: quindi maggiore coesione sociale. Il recupero del patrimonio edilizio nelle città e nei piccoli paesi porterà anche a un reale abbellimento dei centri urbani».
Edilizia residenziale pubblica, la campagna di dismissioni del patrimonio immobiliare degli enti locali. Qual è la valutazione?
«Anche questo servirà al rilancio del settore edile. Sono previsti incentivi, in questo caso mutui a tasso agevolato, per favorire il riscatto degli immobili da parte dei cittadini che oggi sono in affitto. Chi diventa proprietario, aumenta la sua ricchezza. Ci proveremo».

 

16 marzo 2009 - Il Tempo

Cappellacci: subito il Piano Casa e la Sardegna ripartirà

Presidente, l'ultimo scoglio sembra essere quello della presidenza del Consiglio regionale. Questione che è finita anche sul tavolo durante l'incontro di Berlusconi e Fini in settimana.
«Sì, ma non c'è nessun problema. È tutto risolto».
Ci sarà posto per Ignazio Artizzu, che proviene dalle fila di An?
«Quando abbiamo chiuso per la giunta, l'intesa prevedeva un accordo anche sul Presidente del Consiglio. Dunque, è tutto risolto».
Presidente, in settimana il governo dovrebbe dare via libera al piano casa. Che cosa pensa di fare in Sardegna?
«Prenderemo la legge quadro nazionale e la adatteremo alle esigenze della nostra regione. Ma l'intenzione è quella di far ripartire l'intero settore edilizio».
È in arrivo una nuova cementificazione?
«Vede, il punto non è questo. In Sardegna abbiamo avuto il nostro territorio bloccato per troppo tempo e troppo spesso in maniera poco chiara».
Poco chiara?
«Certo, troppe leggi e spesso contraddittorie. O addirittura ambigue. Dobbiamo rimettere ordine nel quadro normativo».
Si costruirà anche sulle coste?
«Guardi, si parla di Sardegna e si pensa subito alle coste. Lo capisco, ma non è così. Abbiamo anche intere aree interne che sono meravigliose, uniche, da esplorare e conoscere. Comunque, se è questo che è questo che vuole sapere glielo dico subito: resterà il divieto di cotruzione a trecento metri dal mare. E le dirò di più: ci sarà anche massima attenzione ai centri storici».
E fuori da questi due ambiti?
«Dobbiamo rimettere in moto lo sviluppo. Siamo fermi, siamo rimasti chiusi rispetto all'esterno. Ed è stato sbagliato. Dobbiamo riapririci, uscire dall'isolamento».
E quali sono stati i suoi primi passi per uscire dall'isolamento?
«Anzitutto in queste due settimane che sono intercorse dal mio insedimento ho dovuto inseguire le emergenze. C'è una situazione sul fronte lavoro davvero difficile».
Sta pensando al Sulcis?
«Certo, il Sulcis. Ma anche Porto Torres, l'area di Ottana. La politica deve essere capace adesso di riaccendere i motori alla Sardegna e il piano casa può essere un ottimo volano».
Come?
«I nostri tecnici sono al lavoro e penso che in settimana potremmo già avere pronto un testo. Non me la sento di anticipare nulla, posso solo dire che nel giro di due mesi dobbiamo dare un impulso vero e forte al sistema produttivo. Dopo dovremo pensare al capitale umano che è stato messo in un angolo, non sfruttato e che invece è una delle più grandi risorse dell'Isola. E infine pensiamo a intervenire sulla leva fiscale».
Sulla leva fiscale?
«Esatto. Dobbiamo aiutare le imprese locali ma anche fare in modo di essere attraenti per chi vuole venire in Sardegna, dobbiamo fare in modo che si guardi a noi anche come area del Paese in cui conviene investire».
Riducendo il costo del lavoro? O su quale altra leva fiscale pensa di intervenire?
«Stiamo predispodendo il piano strategico. Preferisco prima fare e poi annunciare».
Senta, lei è il secondo governatore ad essere eletto con la sigla del Pdl. Come sta andando sul territorio?
«L'elettorato sicuramente sta seguendo con grande entusiasmo l'indicazione di Silvio Berlusconi. E dalle urne è nata una nuova classe dirigente. Che potrà andare avanti se c'è l'impegno di tutti».