Regione Trentino Alto Adige
Piano Casa Governo Berlusconi 2009
30 marzo 2009 - La Voce del NordEst.it - Gianna Zortea
Piano Casa, Trentino contrario al decreto legge
C'è grande attesa per il vertice sul piano casa di martedì a Roma. L'incontro è determinante. Al centro dell'attenzione c'è l'atteso accordo tra Governo e regioni per il rilancio edilizio.
Il Trentino contro il decreto legge - Ci sarà anche la provincia di Trento a Roma per l'atteso vertice. La posizione espressa dall'assessore all'urbanistica Mauro Gilmozzi è ben chiara: no ad un decreto legge.
Secondo Gilmozzi, il Trentino non accetterà che: “Il Governo agisca con decreto sulla testa delle regioni, superando la nostra competenza urbanistica. Non lo accetteremo mai. La nostra aspettativa è che si agisca con altri strumenti: un disegno di legge, un atto di indirizzo o meglio un accordo”.
I numeri dell'edilizia trentina – C'è voglia e c'è bisogno di rilanciare l'edilizia trentina. Ma ecco un quadro generale del patrimonio immobiliare della provincia. Dalle informazioni statistiche date dalla Provincia, emerge subito un dato: la casa unifamiliare ad uso abitativo è predominante su tutto il territorio con un 46%, seguita dalle case bifamiliari con un 28%. Altro dato di notevole interesse è la presenza di abitazioni vuote circa il 40%, quota che raggiunge il 50% nelle valli turistiche di Primiero, Fassa e Sole.
Il Piano-casa avvantaggera' il Sud - E' il risultato a cui e' giunta la Cgia di Mestre che ha condotto un'analisi dalla quale e' emerso che il piano potrebbe avere un impatto economico a livello nazionale, spalmato in piu' anni, di quasi 79 miliardi di euro.
Ipotizzando che tutte le Regioni adottino il piano edilizio in fase di definizione da parte del governo, la Cgia stima che il 30,3% del giro di affari a livello nazionale che l'operazione mettera' in moto in piu' anni verra' dal Sud : 23,9 miliardi di euro. Il 27% proverra' dal Nordovest (21,3), il 21,8% dal Centro (17,2) e solo il 20,9% dal Nordest (16,5). 'Tuttavia - spiega il segretario Giuseppe Bortolussi - la forte concentrazione di abusivismo e lavoro nero presente soprattutto nel Sud potrebbe ridimensionare queste stime'.
Tra le regioni, comunque, quella piu' investita dalla misura di rilancio economico potrebbe essere la Lombardia, con un giro d'affari di 12,8 miliardi di euro in piu' anni. Seguono il Lazio, con 8,1 miliardi, e il Veneto con 7,4.
Subito fuori dal podio, la Campania con 6,6 miliardi e la Sicilia con 6,2.
Ci sono due ordini di motivi che spingono la Cgia a ritenere che il Sud e le isole sarebbero le piu' interessate dall'operazione di rilancio dell'edilizia privata: 'In primo luogo - spiega Bortolussi - perche' al Sud c'e' una maggiore diffusione di case mono e bifamiliari in cattivo stato di conservazione che, in linea teorica, potrebbero essere interessate ad un intervento di abbattimento e poi di ricostruzione. In secondo luogo, vista la situazione di promiscuita' e di bassa qualita' abitativa presente, molti proprietari potrebbero essere interessati ad ampliare la propria abitazione fino al 20% . Ma con i livelli di reddito e di risparmio presenti nel Sud, mediamente piu' bassi di quelli nel resto d'Italia, e la forte presenza di abusivismo e lavoro nero, e' molto probabile che nella realta' il Piano casa partorira' degli effetti piu' contenuti di quelli stimati'.
24 marzo 2009 - La Voce del NordEst.it
Berlusconi presenta il Piano Casa alle Regioni
La Presidenza del Consiglio comunica che la Conferenza Stato-Regioni e' confermata per mercoledi' 25 marzo. Nel corso dell'incontro il Governo illustrera' alle Regioni il piano casa. Il Consiglio dei Ministri che dovra' esaminare il piano casa resta confermato per venerdi' 27 marzo.
Il piano casa in Trentino - Con la prossima Legge Finanziaria 2009, sarà realizzato un fondo destinato alla concessione di contributi, nella misura massima del 40 per cento della spesa ammessa, per gli interventi di recupero sul patrimonio edilizio (ad esclusione della manutenzione ordinaria), nonché altre tipologie di interventi che potranno essere individuate dalla Giunta provinciale (ad esempio gli ampliamenti) ad esclusione delle nuove costruzioni. I lavori per i quali verrà concesso il contributo non dovranno essere iniziati prima dell’entrata in vigore della Legge Finanziaria.
Chi può richiederlo - Possono beneficiare del contributo le persone fisiche che hanno presentato la denuncia di inizio attività o hanno ottenuto la concessione edilizia per gli interventi sulle singole unità abitative – comprese le relative pertinenze -, ed i condomini per gli interventi sulle parti comuni degli edifici. Non sono comunque oggetto di contributo gli interventi su unità abitative di proprietà di imprese.
Il contributo è in ogni caso alternativo alla detrazione d’imposta prevista dallo Stato (36 %) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio in base alla legge 27 dicembre 1997, n. 449. Il contributo è concesso, su istanza dell’interessato e nei limiti delle risorse disponibili sul Fondo (10 milioni di euro sul 2009 ed altrettanti sul 2010), dalla società Cassa del Trentino S.p.A. che esaminerà le istanze secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse.
L'erogazione - Il contributo è erogato ai richiedenti in unica soluzione previa presentazione della documentazione in base ai criteri che saranno stabili dalla Giunta provinciale con una delibera, che prevederà altresì la possibilità di concedere al beneficiario un’anticipazione sul contributo spettante. Alla stessa delibera è demandata la definizione delle modalità e termini di presentazione della domanda, la tipologia degli interventi ammessi a contributo e il limite minimo e massimo della spesa, le percentuali di contribuzione che possono variare per tipologia d’intervento e che terranno in particolare considerazione gli interventi in materia di risparmio energetico e quelli effettuati nei centri storici, nonché il termine massimo nel quale i lavori devono essere conclusi.
Per i soggetti già presenti nelle graduatorie relative al “Piano straordinario degli interventi in materia di edilizia abitativa agevolata” è prevista la possibilità di scegliere di beneficiare del nuovo contributo nei limiti e con le modalità che saranno anch’essi stabiliti dalla Giunta provinciale. Il contributo previsto non è cumulabile con altri contributi o agevolazioni fiscali previsti dalle norme provinciali e statali con riguardo al medesimo intervento.