Regione Basilicata

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

10 novembre 2009 - Il Sole 24 Ore

La Basilicata incentiva le ricostruzioni verdi

Doppia finalità per la legge della Basilicata (n. 25/2009), che oltre al rilancio dell'economia punta a migliorare la qualità abitativa, aumentare la sicurezza del patrimonio edilizio e favorire il risparmio energetico.
Ampliamenti. Gli interventi di ampliamento possono essere attuati solo sugli edifici residenziali (compresi quelli condonati). Le tipologie di edifici prese in considerazione sono: monofamiliare isolata di superficie complessiva fino a 200 metri quadrati; bifamiliare isolata e plurifamiliare di superficie complessiva fino a 400 metri quadrati. L'ampliamento massimo è del 20% della superficie complessiva. Gli edifici ampliati possono essere frazionati.
Demolizione e ricostruzione. Anche gli interventi di demolizione e ricostruzione sono limitati agli edifici residenziali realizzati dopo il 1942. Per poterli attuare è necessario rispettare le norme sismiche e prevedere un miglioramento delle prestazioni energetiche. Il limite per l'ampliamento in caso di demolizione è pari al 30% ma può arrivare al 35% se si realizzano gli interventi per la riduzione del consumo energetico, o al 40% se si utilizzano le tecniche della bioedilizia, se installa un impianto fotovoltaico o si incrementa l'area verde.
Interventi Erp e riqualificazione. La Basilicata promuove, inoltre, la realizzazione di programmi integrati di edilizia residenziale e di riqualificazione urbana nei comuni ad alta tensione abitativa individuati dalla regione e nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti.

10 novembre 2009 - Valdagri.net - Giovanni Martemucci

Le perplessita’ degli architetti materani sul “piano casa” regionale

Inviata alla Regione Basilicata un’istanza di rivisitazione della stessa Legge
Dopo che il Governo nazionale ha impugnato la Legge Regionale 25/2009 del cosiddetto “Piano Casa”, la Regione Basilicata sta lavorando ai correttivi che, proprio in questi giorni, dovrebbero rendere definitivo il testo di legge. L’Ordine degli Architetti di Matera ha inoltrato alla Regione un’istanza dove si pone l’esigenza di una rivisitazione della stessa Legge Regionale e si propongono osservazioni e richieste di chiarimenti.
Gli architetti materani hanno espresso preoccupazione per il carattere eccezionale, non coordinato di sostegno all’edilizia che assume la legge in merito alle procedure per gli interventi previsti, avvertendo che un processo di crescita edilizia intensa e mal regolata può determinare effetti pericolosi e perversi al di là delle buone intenzioni. Il richiamo alle tematiche della qualità deve essere controllabile sulla base di regole chiare ed inoppugnabili. Incontrollabile, invece, può diventare la trasformazione urbana che questa Legge autorizza.
Gli interventi previsti in “deroga agli strumenti urbanistici comunali vigenti” azzerano i principi alla base della pianificazione e della progettazione urbana. Si tratta di un risultato di carattere amministrativo e tecnico che indebolisce il valore dei Piani Regolatori. L’impostazione proposta dall’intesa Stato-Regioni del 1° aprile 2009 sul “Piano Casa” e la conseguente legislazione regionale che da essa discende si rivela pericolosa, perché non dà priorità alla messa in sicurezza generalizzata e coordinata del patrimonio edilizio e del territorio. È insostenibile, perché continua a proporre un modello di benessere legato alla quantità delle risorse consumate e non alla riqualificazione delle dotazioni e del patrimonio esistente. Risulta, infine, inadeguata rispetto all’emergenza abitativa, perché incentiva l’aumento ulteriore di vani, già potenzialmente sufficienti alle esigenze abitative, senza favorirne la loro locazione residenziale.
Occorre ricordare che l’Amministrazione Comunale di Matera, benché abbia ribadito di voler dare una svolta alla pianificazione con il concerto e controllo di tutti i processi pianificatori previsti dalla Legge Regionale 23/99 abbia, poi, prodotto una delibera di semplice presa d’atto di una proposta progettuale su una vasta area (di circa 60 ettari nella zona San Francesco) in assenza del Regolamento Urbanistico, dando la sensazione di abdicare alle sue imprescindibili prerogative registrando quasi asetticamente la proposta progettuale.
I soggetti privati proponenti la realizzazione di vere e proprie “New Town”, pur potendo avvalersi delle procedure di accelerazione di approvazione, (l’edilizia sociale è considerata opera strategica) non possono comunque sottrarsi all’iter amministrativo, generando una forte “deregolazione”. Cosa avverrebbe nell’eventualità che le nuove realizzazioni fossero attuate e, nel perdurare della crisi, non si riuscisse a completare le infrastrutture e le opere pubbliche previste? Cosa avverrebbe se più privati proponenti avanzassero analoghe proposte di realizzare “New Town” in più parti del territorio comunale, in assenza di piano sulle destinazione delle aree? Come potrà l’Amministrazione Comunale opporsi?
Infine, incomprensibile e poco chiara appare l’applicazione dell’articolo 5 (comma 2) secondo il quale sono consentiti cambi di destinazione d’uso di immobili o loro parti senza opere di trasformazione e che non sono soggette ad un obbligo di certificare un miglioramento della qualità abitativa, attraverso l’aumento della sicurezza, il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili. Quanto previsto comporterebbe, inoltre, un pericoloso cambiamento nelle procedure che contrasta con la giurisprudenza prevalente. Ribadiamo, infine, che in un Paese normale i bisogni dei cittadini dovrebbero trovare soddisfazione tramite procedure ordinarie di governo e non attraverso strumenti straordinari, in “deroga” o improvvisati per rispondere ad esigenze pur legittime.

9 novembre 2009 - Asca

Commissione, si a ricorso a Consulta contro Piano Casa

La prima Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale della Basilicata, che si e' riunita oggi a Potenza, ha espresso parere favorevole all'unanimita' su due provvedimenti della Giunta. Lo rende noto il presidente dell'organismo Antonio Flovilla (Cp-Rb).
Il primo parere riguarda una delibera con la quale la Giunta propone al Consiglio regionale di costituirsi in giudizio contro il Governo, che ha impugnato davanti alla Corte costituzionale l'art. 8, comma 3 della legge regionale n. 25/2009 (Piano casa), riguardante il fascicolo di fabbricato.
Il secondo provvedimento riguarda invece una proposta di modifica del ''Regolamento di organizzazione per l'esercizio delle funzioni amministrative di competenza regionale concernente le persone giuridiche di diritto privato'', al fine di consentire l'iscrizione in questo registro delle fondazioni testamentarie e di semplificare il relativo procedimento amministrativo.

7 novembre 2009 - Adnkronos

Architetti Matera, rivisitare Legge su Piano Casa

L'Ordine degli architetti di Matera ha inviato alla Regione Basilicata un'istanza per la rivisitazione della Legge Regionale 25/2009 del cosiddetto 'Piano Casa'. La Regione Basilicata sta lavorando a dei correttivi per rendere definitivo il testo di legge per rispondere alla decisione del Consiglio dei ministri che ha impugnato la legge nella parte in cui prevede prevede l'obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato, norma ritenuta in contrasto con diverse norme costituzionali perche' prevede un ulteriore adempimento e contraddice le finalita' perseguite dalla legge che sono l'incentivazione e l'incremento dell'edilizia privata.
L'Ordine degli Architetti di Matera ha colto l'occasione per ribadire ''preoccupazione per il carattere eccezionale, non coordinato, di sostegno all'edilizia che assume la legge in merito alle procedure per gli interventi previsti'' in quanto ''un processo di crescita edilizia intensa e mal regolata puo' determinare effetti pericolosi e perversi al di la' delle buone intenzioni''.
I professionisti chiedono di non rinunciare alla pianificazione ed alla progettazione urbana in quanto, cosi' com'e', la legge regionale ''continua a proporre un modello di benessere legato alla quantita' delle risorse consumate e non alla riqualificazione delle dotazioni e del patrimonio esistente'' e ''risulta inadeguata rispetto all'emergenza abitativa, perche' incentiva l'aumento ulteriore di vani, gia' potenzialmente sufficienti alle esigenze abitative, senza favorirne la loro locazione residenziale''.