Regione Molise

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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29 novembre 2009 - Prima Pagina Molise

Camillo Di Pasquale: "L'approvazione del Piano casa darà un fondamentale apporto al rilancio in Molise del settore edilizio"

Di Pasquale: "L'approvazione del Piano casa darà un fondamentale apporto al rilancio in Molise del settore edilizio".
"Non posso che esprimere soddisfazione per l'approvazione del Piano casa. Sono certo che questo strumento darà un fondamentale apporto al rilancio in Molise del settore edilizio". È il parere espresso dal consigliere regionale Camillo Di Pasquale, artefice con l'intera maggioranza di centrodestra del varo della legge sul Piano casa. "Avevamo l'obbligo di recepire le indicazioni provenienti dal Governo centrale entro il 30 novembre - prosegue Di Pasquale - facendo si che anche la nostra regione potesse adeguarsi, con il resto del Paese, ai dettami nazionali in materia di edilizia residenziale, evitando un commissariamento che certo non avrebbe deposto bene per l'immagine della nostra terra.
Il Molise in quest'ultimo periodo è stato infatti preso spesso di mira da chi vorrebbe veder crollare una maggioranza che, tuttavia, dimostra di sapere essere sempre estremamente coesa, anche nei momenti di forte contrapposizione dialettica. Questa coesione - dice ancora il consigliere Di Pasquale - la si deve al buon senso che regna tra tutti i componenti della maggioranza e che alla fine ha sempre prevalso all'interno di una coalizione composta da anime omogenee che vogliono portare a termine, interamente, il programma politico che ha permesso al centrodestra di essere forza di governo non solo il Molise ma in quasi tutto il nostro Paese, ma la si deve soprattutto alla concreta e fattiva regia del presidente Iorio che sta dimostrando ancora una volta le sue grandi capacità politiche, che ne fanno senza ombra di dubbio il leader indiscusso del centrodestra molisano.
Voglio infine esprimere un sentito ringraziamento ai colleghi consiglieri di maggioranza - conclude Di Pasquale - che per l'intera giornata hanno lavorato affinché il testo, emendato in alcune parti, fosse definitivamente approvato dall'assise regionale".

29 novembre 2009 - Il Tempo - Aldo Ciaramella

Col Piano-casa si rimette in moto l'edilizia

CAMPOBASSO Il Piano casa è legge. Sulla scorta di idnicazioni e direttive nazionali è stato approvato ieri l'altro a tarda sera dal Consiglio regionale o meglio dal centrodestra visto che l'opposizione ha abbandonato l'aula al momento del dibattito vero e proprio che è iniziato con la riduzione degli emendamenti. Che sono diventati una ventina e perciò analiticamente valutati dal presidente Iorio.
Uno strumento urbanistico che in linee generali consente il recupero di volumetrie che vanno dal 20 - 30 % fino al 50 per cento in caso di demolizioni e quindi di adeguamento a tutto quanto previsto dalla nuova normativa che impone la promozione di tecniche di bioedilizia, l'utilizzo di fonti di energia alternativa e rinnovabili, il sostegno dell'edilizia sociale da assegnare alle categorie svantaggiate e all'edilizia scolastica.
Luci ed ombre sul nuovo testo di legge. Ombre nerissime e lunghe quelle del centrosinistra. Petraroia parla di maggioranza che «ormai agisce senza freni e adotta ogni scelta a propria discrezione con una pratica padronale che svilisce le istituzioni e umilia la democrazia. Sul Piano Casa non sono state sentite le parti sociali, gli Ordini Professionali e i Comuni. In un mese è stato predisposto un provvedimento che stravolge le regole urbanistiche» Soddisfatto Camillo Di Pasquale «l'approvazione del Piano casa darà un fondamentale apporto al rilancio in Molise del settore edilizio».
Il consigliere di Alleanza di centro Riccardo Tamburro esprime soddisfazione per il provvedimento che alla fine è stato corretto e migliorato anche dalla presentazione di alcune sue modifiche. Rivolte all'adeguamento pratico della norma alla fattispecie locale «particolarmente importanti mi sembrano due mie proposte per interventi a favore del turismo e delle attività sportive, diretti a favorire la rimozione dell'amianto».

29 novembre 2009 - @ltro Molise - Riccardo Tamburro

Piano casa, soddisfatto per l'approvazione

E’ un provvedimento importante, che andava regolamentato al meglio, quello approvato ieri dal Consiglio Regionale, per comodità definito “Piano casa” e riguardante ampliamenti edilizi sul territorio.
La Regione Molise aveva l’obbligo di emanare direttive locali di adeguamento ad una norma nazionale, pena il commissariamento; alla fine il provvedimento, corretto e migliorato da vari emendamenti, ha incontrato in aula i favori della maggioranza di governo.
Voglio esprimere piena soddisfazione per l’approvazione degli emendamenti da me presentati, tutti finalizzati all’adeguamento pratico della norma alla fattispecie locale; particolarmente importanti mi sembrano due mie proposte, tra quelle approvate in aula.
Con l’articolo 3-bis (“Interventi a favore del turismo e delle attività sportive”), si stabilisce che per incrementare i flussi turistici regionali, i gestori di attività ricettive possono realizzare strutture sportive, anche non omologate, con premialità previste dalla legge, per favorire la nascita di nuovi impianti o l’adeguamento di quelli esistenti con spogliatoi e locali igienici; ciò anche a corredo di attività ricettive e turistiche con finalità non esclusiva per lo sport. Le società sportive, invece, possono aggiungere locali, con il vincolo di omologazione.
Con l’articolo 3-ter, invece (“Interventi diretti a favorire la rimozione dell’amianto”), si pone l’accento su un tema di stretta attualità, che attiene al miglioramento dello stato di salute della popolazione. Si favorisce lo smantellamento dei tetti in amianto presenti nelle nostre città. L’amianto è un nemico silenzioso ed invisibile che porta a patologie gravi, quale il cancro e spesso è presente in abbondanza nei fabbricati in cui viviamo. La Regione Molise non riesce a dare a tutti gli incentivi necessari alla bonifica; si è pensato allora di premiare chi smantella realizzazioni in amianto, consentendo loro di realizzare volumi e superfici aggiuntive nella misura di un ulteriore 10%, oltre al 20% già previsto dalla norma nazionale, senza vincoli urbanistici particolari e senza necessità di terreno da vincolare.
Auspico che, grazie all’approvazione di questi miei due emendamenti, ci sia un fiorire di strutture sportive a beneficio di tutti; contestualmente credo che la rimozione dell’amianto dai tetti possa finalmente diventare una priorità nella nostra regione, a beneficio dell’incolumità pubblica.
Si tratta, quindi, di due emendamenti che, in maniera certamente differente, attengono comunque al miglioramento delle condizioni di vita e vanno a beneficio della salute pubblica; per questo motivo mi auguro di vederne presto gli effetti positivi.

29 novembre 2009 - Prima Pagina Molise - Michele Petraroia

Petraroia: l'approvazione del Piano Casa è stato un atto di forza. Ma attenti, perchè le frane e i terremoti sono più forti delle maggioranze

La Maggioranza ormai agisce senza freni e adotta ogni scelta a propria discrezione con una pratica padronale che svilisce le istituzioni e umilia la democrazia. Sul Piano Casa non sono state sentite le parti sociali, gli Ordini Professionali e i Comuni.
In un mese è stato predisposto un provvedimento che stravolge le regole urbanistiche e col pretesto di adeguare il Molise alla norma nazionale autorizza procedure dubbie e a rischio di impugnativa davanti alla Corte Costituzionale. A nulla è servita la richiesta avanzata di approfondire l'articolato né l'abbandono dell'Aula da parte della Minoranza. Sono stati recepiti circa 30 emendamenti per assemblare un testo di legge che si fonda sulla libertà di derogare e di costruire praticamente ovunque.
In una regione che ha il più alto numero di case disabitate per via dell'emigrazione e conta uno dei più bassi indici di natalità in Italia si autorizza un ulteriore cementificazione del territorio senza procedere al recupero dei centri storici e delle aree degradate. In una terra a forte rischio sismico anziché incentivare la messa in sicurezza delle abitazioni esistenti si permettono ampliamenti e sopraelevazioni incuranti dell'incolumità della popolazione.
Auspico una reazione generalizzata dei tecnici, delle amministrazioni locali, delle forze sociali e delle associazioni ambientaliste, a tutela di un'idea di governo del territorio rispettosa delle leggi, delle pianificazioni urbanistiche e delle normative. Se non saremo in grado noi di fermare questo scempio sarà la natura a ricordarcelo, prima o poi, con quei fenomeni che non sono estranei al Molise come le frane, i terremoti e le inondazioni. A quel punto saranno altri lutti a evidenziarci che le leggi di natura sono più forti delle Maggioranze di governo.

28 novembre 2009 - Il Tempo - Aldo Ciaramella

Piano casa, parte una nuova fase nella riqualificazione immobiliare

Consiglio regionale - Discussione interrotta alle prime battute - Il dibattito è ripreso in serata con l'abbandono del centrosinistra
CAMPOBASSO Piano casa tirato per la giacca fino a tarda sera tra una serie ininterrotta di sospensioni, convocazioni di maggioranza e dei capigruppo. Insomma un Consiglio che non ha trovato, dopo circa otto ore di confronto al chiuso lontano da occhi indiscreti, alcun accordo perchè troppi gli emendamenti e tante le richieste di variazioni, personalistiche e generiche, del testo di legge posto sull'orlo di una valanga, circa 100, di proposte modificative.
Bocciati quelli dell'opposizione, rimasti invece quelli del centrodestra che sono stati integrati in un formato sintesi dal Governatore Iorio. Che, tra l'altro, ha faticato parecchio, a quanto pare, a tenere unita la squadra di maggioranza divisa su alcuni punti legislativi. Quintino Pallante, infatti, ha contestato vivacemente durante le pause alcuni passaggi del documento urbanistico soprattutto alla parte che riguarda le nuove abitazioni che a parere del consigliere di maggioranza potrebbero usufruire di facilitazioni per maggiori ampliamenti nel caso venissero seguite tecniche di bioedilizia, l'utilizzo di fonti energetiche di energia alternativa e rinnovabili e quindi particolari accorgimenti in ordine all'antisismicità.
Ovviamente il provvedimento è un atto che in questo momento sta molto a cuore al Governatore Iorio che spera di portarlo all'approvazione al più presto e entro il 1°dicembre quando potrebbe arrivare a gestirlo, secondo le direttive della presidenza del Consiglio dei ministri, un commissario. Tra l'altro la proposta di legge è abbastanza attesa dal settore edile che attende di riaprire una finestra molto interessante nell'economia locale con un' evidente ricaduta sul piano occupazionale. Le misure straordinarie previste sono, tra l'altro, finalizzate al miglioramento della qualità abitativa a rivitalizzare il patrimonio abitativo esistente promuovendo l'edilizia per le giovani coppie, le categorie svantaggiate e meno abbienti e l'edilizia scolastica. Senza trascurare quegli obiettivi altrettanto importanti riferiti a migliorare le caratteristiche architettoniche energetiche tecnologiche e di sicurezza dei fabbricati.
Le distanze si sono originate alla fine più su singoli casi e quindi su pacchetti di soluzioni proposte dall'uno o dall'altro piuttosto che su scelte generali e integrabili in un progetto comune. Ovviamente si è tentato in ogni modo di trovare un'intesa sugli emendamenti con la formulazione di un unico maxiemendamento che non è stato possibile. Primo perchè il centrosinsitra non ha condiviso questa strada, secondo perchè l'opposizione in serata ha abbandonato l'aula, terzo perchè gli stessi emendamenti sono diversi e su più articoli.
L'opposizione, infine, in premessa con Petraroia ha invitato a riportare il provvedimento in Commmisione per ripensarlo e quindi riformularlo unitamente agli ordini professionali interessati. La discussione senza l'opposizione in aula è andata avanti dalle ore 19,00 in avanti.

27 novembre 2009 - Prima Pagina Molise - Caterina Sottile

Approvazione del Piano casa: prove generali di assolutismo

Il Consiglio doveva cominciare alle 10.00 di questa mattina, 27 Novembre. Tra aggiornamenti e rinvii la seduta è stata rimandata fino alle 19.00. La minoranza ha deciso di abbandonare e qualche minuto dopo la maggioranza, indisturbata, ha avviato la discussione per l'approvazione del Piano casa.
Quintino Pallante, unico bastian contrario in maggioranza, contesta la legge punto per punto. Combatte, viso a viso contro Iorio, e pur di non piegarsi, si arrende e lascia.
Ma perchè la Minoranza ha permesso agli 'Ioriani' di votarsi la legge da soli? Protesta legittima, sicuramente, ma decisamente inefficace.
Nella mattinata Michele Iorio ha dovuto 'sbrigare' altre faccende. Nel pomeriggio pare si sia dovuto anche occupare della questione 'Sandro Arco'. L'assessore alla Cultura dovrebbe rinunciare all'assessorato per dare spazio in Giunta a due nuovi componenti. L'alternativa doveva essere un ruolo di direttore della Fondazione Cultura ma Arco, nei giorni scorsi, ha provato a scherzare, dichiarando che rifiuta l'offerta e va avanti. Tono giocoso che non deve essere piaciuto al Governatore, poco avvezzo alle semplificazioni mediatiche.
Nella sala del Consiglio, consiglieri sbruffanti, via vai di giornalisti, il Presidente Incollingo costretto a prendere tempo, di ora in ora. Michelangelo Bonomolo, in pullover lilla, tiene in vita la sala quasi vuota, ma non del tutto. Racconta una boutade al pepe nero su Gianfranco Vitagliano e provoca i giornalisti: "Se non volete aspettare ve lo dico io come andrà a finire". Ma non lo dice. Sembra di stare nell'ora di ricreazione di una scuola.
Appare nell'aula anche Gino Di Bartolomeo, accolto come un vecchio amico. Gli chiediamo come mai sia interessato al Piano casa; non si scompone, coglie bene l'ironia ma replica: "A me questa legge mi inguaia; sò fastidi." Il Presidente entra a salutarlo e sparisce ancora.
Nel pomeriggio c'era stato un incontro di maggioranza in Via Genova. Alle 19.00, l'ennesimo rinvio offre alla minoranza la via di uscita. Vanno via, compatti e alleggeriti dalla responsabilità di affrontare apertamente la discussione.
Alle 19,10 la Maggioranza, da sola, comincia a votare gli emendamenti. Michele Iorio li ha selezionati e firmati prima di portarli in Consiglio, avocando a sè il ruolo di 'garante'.
Il colpo di scena lo offre Quintino Pallante, che contesta subito il 1° emendamento: l'accordo Stato-Regioni concede sì un aumento delle cubature edificabili nelle zone rurali ma non oltre il 20% e comunque per un valore assoluto che non superi i mille metri cubi. La legge in discussione dilata la possibilità al 35%. Ciò allenterebbe pericolosamente le maglie della sicurezza e della vivibilità in territori che hanno uno straordinario patrimonio rurale, ma troppe volte sacrificato senza pietà.
Alla fine, Pallante abbandona il Consiglio polemicamente. Oggi è il suo compleanno, ma sembra quello di Iorio. La Maggioranza, ancora più maggiorente, vota il Piano casa all'unanimità, compreso l'articolo che aveva indirettamente coinvolto il consigliere dell'idV, Nicandro Ottaviano. In quaranta minuti si chiude la vicenda Piano casa, una legge che varrà solo per 24 mesi.
Vero è che si è trattato di un atto di forza, ma più dal punto di vista estetico che sostanziale. La Minoranza ha lasciato il Consiglio consapevole che i suoi numeri non avrebbero inciso su quelli della Maggioranza. Ancora una volta, Michele Iorio, risolve a questi e a quelli il problema e offre, omaggio della ditta, la possibilità, politicamente preziosa, di scatenare dibattiti.
Sul contenuto della legge dice che si tratta di permettere ciò che di fatto è concretamente realizzabile o già realizzato, e, soprattutto, di aprire un varco non tanto nelle norme di sicurezza, che lui ritiene inviolabili a priori, quanto agli artigiani, ai muratori, ai falegnami, alle piccole e medie imprese che con questa legge potrebbero ottenere piccoli lavori ma certi.
Non avevamo dubbi che avrebbe trovato un modo discreto per rimettere ordine alle idee di tutti.

27 novembre 2009 - @ltro Molise

Legge sul 'Piano casa', in aula tra le polemiche. Ed è 'bufera' sull'Idv

Dovrebbe essere approvata dal Consiglio regionale proprio oggi. Ma la legge sul cosiddetto "Piano casa", prima di arrivare al voto dell'aula, ha già sollevato un vespaio di polemiche.
Ad aver provocato un'autentica bufera politica, che ha investito in queste ore l'Italia dei Valori, è stato un emendamento al testo, proposto in Commissione dal capogruppo dell'IdV Nicandro Ottaviano. A far scoppiare il caso i quotidiani "Nuovo Molise" e "Libero". Quest'ultimo ha portato la questione sul piano nazionale. Entrambi i giornali evidenziano come, dal comma proposto da Ottaviano - e accolto - dalla Commissione, scaturisca un vero e proprio condono che "sanerebbe" situazioni di irregolarità urbanistica.
E, secondo i due quotidiani, a trarne beneficio sarebbe lo stesso Ottaviano. Insomma quasi una legge "ad personam". Ottaviano, in una nota di replica, ha rivendicato la paternità di quell'emendamento spiegando le motivazioni che lo hanno indotto a proporlo. E, soprattutto, ad astenersi nella votazione di una proposta di legge che, a parole, tutto il centrosinistra contesta. E che avrebbe dovuto portare, coerentemente, tutti gli esponenti di centrosinistra in commissione a votare contro. Invece Ottaviano - evidenziano i due quotidiani - si è astenuto. Per la verità non è stato il solo ad astenersi. ANche Francesco Totaro, consigliere del PD, ha scelto l'astensione. In una conferenza stampa, convocata in tutta fretta - sembra, dopo l'intervento di un Di Pietro contrariato ed arrabbiato - e tenutasi in serata ad Isernia, Ottaviano ha ribadito le sue ragioni ma ha aggiunto che, a differenza di quanto fatto in Commissione, in aula voterà contro la proposta di legge. Un "dietro front" che però non cancella l'emendamento che "Libero" ha definito "galeotto". La maggioranza di centrodestra sembra intenzionata a votarlo, nonostante il proponente, cioè Ottaviano, votando contro, ha di fatto disconosciuto questa norma. Un voto, a questo punto, che - se l'emendamento dovesse rimanere in piedi - rischia di alimentare ulteriormente i sospetti di un "inciucio" tra il centrodestra e i dipietristi. Una situazione politicamente imbarazzante. Probabilmente, però, il voto dei consiglieri di centrodestra non è totalmente disinteressato.
Nella sua replica, infatti, Ottaviano fa capire che non è lui l'unico a beneficiare degli effetti di questa norma. Chiede infatti, con una domanda chiaramente retorica, alla giornalista di "NUovo Molise" che ha scritto l'articolo: "ritiene forse la solerte professionista che all’interno del Consiglio regionale il sottoscritto sia l’unico consigliere a possedere una casa che può beneficiare degli effetti del piano casa?" Se la risposta è "no", e cioè vi sono altri consiglieri regionali che beneficeranno di questa norma, sarà forse più giusto definirla "legge ad personas"...
Cerchiamo di capire di cosa si tratta. Il Governo ha varato il cosiddetto "Piano casa", prevedendo misure per il rilancio del settore edilizio e demandando alle Regioni, visto che il governo del territorio rientra nella legislazione regionale "concorrente" rispetto a quella statale, il recepimento e l'attuazione attraverso una proposta di legge regionale. Ormai praticamente tutte le regioni italiane hanno già approvato la loro legge regionale. All'appello ne mancano ancora un paio e tra queste, ovviamente, il Molise. Praticamente nessuna regione - tranne la Lombardia -, nella propria legge, ha previsto una variazione della destinazione d'uso urbanistica degli immobili interessati dal "Piano casa". Che si sostanzia, in definitiva, nella possibilità di costruire ulteriori volumi rispetto agli edifici esistenti. Ampliamenti che vanno dal 20% fino, in alcuni casi particolari, al 35% o addirittura, come in Molise, al 50% nelle misure previste per l'edilizia scolastica. In questo caso, quando cioè si decide di "cedere" un'area su cui sorge una scuola ad un privato in cambio della costruzione di una nuova scuola in un'altra area, solo allora è possibile cambiare totalmente la destinazione d'uso di quell'immobile che passerebbe da "scuola" ad altra destinazione.
Il governo nazionale ha escluso che il "Piano casa" possa servire a sanare situazioni di abusivismo. Per cui, come filosofia generale, c'è quella di intervenire, con gli ampliamenti, soltanto sugli immobili che siano in regola. Tanto è vero che quasi tutte le regioni hanno previsto, nel fac simile di domanda, che venga allegata una perizia giurata sulla destinazione urbanistica degli immobili. Una utile guida al "Piano casa" è stata pubblicata in questi giorni da "Il Sole 24 ore" e si vende in edicola allegata al quotidiano economico. Analizza tuti i vari aspetti e, in una tabella pubblicata a pag. 29, indica gli abusi edilizi non sanabili. Tra questi è indicato anche il "mutamento della destinazione d'uso che implichi variazione degli standard previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968". I cambi d'uso sono agevolati ma solo se si effettuano delle opere, visto che il "Piano casa" ha come obiettivo quello di muovere l'economia attraverso la realizzazione di interventi edilizi. Il "Sole 24 Ore" spiega a pagina 43 che, ad esempio, "con la risoluzione 14/2005, le Entrate hanno chiarto che lo sconto Irpef del 36% spetta nei casi di ristrutturazione di fabbricati strumentali rurali (quindi ad uso non residenziale) che, solo al termine dei lavori, assumono la destinazione d'uso abitativa". La Giunta regionale ha elaborato una proposta di legge, la n. 193, con una delibera del 20 ottobre scorso. Il testo è passato all'esame della competente Commissione consiliare, la terza, per l'esame ed il relativo parere. La commissione si è riunita il 17 novembre. Presenti i componenti Adelmo Berardo (presidente), Enrico Gentile, Nicandro Ottaviano, Antonio Chieffo, Francesco Di Falco, Mauro Natalini, Vincenzo Niro e Francesco Totaro. Presenti anche, ma senza diritto di voto non essendo componenti, i consiglieri Salvatore Muccilli e Riccardo Tamburro.
Il testo proposto dalla giunta regionale non viene stravolto, anzi è sostanzialmente accolto in toto. Piccole modifiche, qualche aggiustamento, poco di sostanziale. Tranne per un articolo. L'articolo 2 che riguarda "Interventi edilzi su singole unità immobiliari". Su proposta del consigliere Ottaviano viene inserito il comma 8-bis, che recita così: “In zona agricola, in alternativa all'ampliamento degli edifici esistenti e di quelli in costruzione che abbiano completato la struttura, è consentito mutare la destinazione d'uso dei locali non destinati alla civile abitazione in destinazione d'uso residenziale, a condizione che detti locali abbiano caratteristiche tali da risultare idonei alla civile abitazione secondo quanto previsto dai regolamenti edilizi vigenti. Detta variazione di destinazione d'uso deve realizzarsi senza alcun aumento di volume edificato, a salvaguardia degli aspetti paesaggistici ed ambientali del territorio, ed a condizione che vengano eseguiti sull'edificio esistente – anche limitatamente ai locali interessati dalla variazione della destinazione d'uso – interventi atti a garantire la salubrità e la vivibilità dei locali o a migliorare la prestazione energetica dell'edificio nel rispetto delle norme vigenti in materia di consumo energetico”. QUesta norma consente di mutare la destinazione d'uso dei fabbricati realizzati in zona agricola. Dove, di norma, "l'edificazione consentita è precipuamente solo quella destinata all'uso agricolo sicchè le strutture da edificare devono essere in funzione della destinazione agricola".
E' ammesso l'uso residenziale, ma "limitatamente, ai fini di servizio dell'attività produttiva". In definitiva il “mutamento di destinazione d'uso”, ancorchè “senza opere”, può liberamente avvenire quando “non muti la categoria edilizia”. E' legittimo dunque il mutamento di destinazione d'uso previsto dal comma 8-bis dell'art. 2? E' questa la domanda che motli si pongono. E se la pongono soprattutto i due giornali che si sono occupati del caso. I quali evidenziano che molte case costruite in zona agricola "in funzione della destinazione agricola" e comunque con uso residenziale "limitatamente, ai fini di servizio, dell'attività agricola", con l'agricoltura non hanno nulla a che vedere. Si tratterebbe di vere e proprie ville - questo scrive in particolare "Libero" - spacciate per fabbricati ad uso prettamente agricolo. Quindi case già costruite interamente per uso residenziale, anche se accatastate come "case agricole" o addirittura mai accatastate. Anche perché l'accatastamento, qualora non fosse rispondente o alla licenza edilizia o al reale uso dell'immobile, potrebbe comportare responsabilità penali per i proprietari e per i tecnici che hanno proceduto all'accatastamento.
In sostanza, dunque, le villette costruite come "case agricole" sarebbero "abusive", nel senso della destinazione urbanistica. E quindi, in quanto tali, non potrebbero beneficiare delle agevolazioni del "Piano casa". A meno che - questo prevedono alcune leggi regionali - non vengano demolite e ricostruite daccapo con la nuova destinazione d'uso. Quindi le "ville agricole" non potrebbero accedere alle agevolazioni del "Piano casa". Se fosse vero quanto scrivono i due giornali, avremmo dunque una vera e propria "sanatoria", un "condono" che consentirebbe alle ville "abusive" di diventare "ville regolari".
Senza spendere un euro e senza sanzioni. E' così nel caso in questione? I due giornali, "Nuovo Molise" e "Libero", parlano di una villetta che Ottaviano ha costruito in zona agricola e che verrebbe utilizzata non per fini legati all'attività agricola ma sarebbe un fabbricato utilizzato totalmente ad uso residenziale. E, quindi, usufruirebbe di questo "condono". Ottaviano ha spiegato che la sua proposta ha l'obiettivo di "limitare" gli ampliamenti in zona agricola dando un'opzione ai proprietari di questi edifici: anziché ampliare e costruire nuove cubature, è possibile ottenere il mutamento della destinazione d'uso ma senza aumentare la volumetria di un centimetro cubo. Un'opzione che però difficilmente sarà utilizzata da coloro che effettivamente svolgono l'attività agricola. Se un immobile ad uso agricolo viene effettivamente utilizzato per l'attività produttiva, e quindi ha stalle, depositi, rimesse, perché il proprietario dovrebbe chiederne il mutamento della destinazione d'uso? Perché dovrebbe mettere mano al portafogli per trasformare le stalle in locali abitabili? E che fine farebbero le mucche, i vitelli, il fieno? Anzi, un contadino, avrebbe interesse a chiedere l'ampliamento in modo da poter avere maggiore spazio per la sua attività. E' chiaro, quindi, che tale opzione rischia di essere utilizzata da chi ha usato proprio lo "stratagemma" di cui parlano "Nuovo Molise" e "Libero". Quello cioè di costruire case per uso residenziale in zona agricola. Ottaviano nella sua replica non ha chiarito se la sua casa è tra quelle che beneficerebbero delle misure previste dal comma 8-bis dell'art. 2. Non resta che attendere quanto accadrà in consiglio regionale, dove potrebbero arrivare dei chiarimenti su questa questione. Ed attendere, nel caso di approvazione della legge, per sapere se Ottaviano ed altri consiglieri regionali chiederanno di usufruire dei benefici e delle agevolazioni che questo comma introduce nel testo legislativo.

27 novembre 2009 - @ltro Molise

RASSEGNA STAMPA - Piano casa, spunta il condono

Ottantuno emendamenti, 16 quelli presentati dalla minoranza. Il Piano Casa deve essere approvato, costi quel che costi.
La Regione Molise non può di certo rimediare anche questa figuraccia... perché, su questo fronte, si addensa minacciosa l’ombra del commissariamento. Un altro... La scena, vista tante volte, si è ripetuta anche l’altro ieri, nel corso del Consiglio regionale. Per discutere di Piano Casa la maggioranza ha aspettato che tornasse il presidente Michele Iorio. Che, a quanto pare, è stato il grande artefice assieme al fido Vitagliano. Basta solo scorrere le delibere di Giunta regionale relative all’argomento. L’assessore Velardi è sempre assente. Avrà per caso preso le distanze da un provvedimento che non gli garba? Lo ha fatto notare, in aula, il consigliere Mauro Natalini che ha chiesto: «l’assessore preposto è assente, lo è stato anche nelle sedute di Giunta, perché non difende il Piano Casa? ».
Domanda caduta nel vuoto, come moltissime altre. Anche la maggioranza ha fatto notare come atti importanti come quello che si andava ad approvare (e che poi è stato rimandato alla seduta del 27 novembre) non possono arrivare in aula sempre all’ultimo minuto utile. E’ toccato all’avvocato del diavolo, in questo caso Mario Pietracupa sottolineare l’assurdità politica del momento. Senza aver audito gli ordini professionali, senza avere contezza degli emendamenti, del loro numero, del loro contenuto, come si fa ad approvare? Il suo intervento (che qualcuno ha ritenuto non meritevole di essere inserito nella fredda cronaca dei lavori che l’ufficio stampa del Consiglio regionale stila al termine di ogni seduta, chissà poi perchè...) ha poi messo il dito nella piaga. Ma vuoi vedere che, fra gli emendamenti, c’è qualche provvedimento ad personam?
E guarda caso eccolo lì, all’articolo 2 comma 8. Nel corso dei lavori della Commissione, c’è stato qualche episodio singolare. Intanto gli emendamenti presentati non sono riferibili a singoli consiglieri. Cioè non si sa chi ha presentato cosa. Ma è certo un dato: che il consigliere regionale dell’Idv ne ha presentato uno. Che, a detta dei beneinformati, sarebbe servito a «sanare la villa di campagna ».
Lo stesso dipietrista si è astenuto dal voto in Commissione rispetto al Piano Casa. E i 16 emendamenti presentati dalla minoranza sono stati firmati da tutti, tranne che da lui. La proposta di legge è di iniziativa di Giunta regionale ma il testo originale, sottoposto alla Terza Commissione consiliare, è stato modificato con l’aggiunta del comma 8 bis all’articolo 2. «In zona agricola, in alternativa all’ampliamento degli edifici esistenti e di quelli in costruzione che abbiano completato la struttura è consentito mutare la destinazione d’uso dei locali non destinati alla civile in destinazione d’uso residenziale a condizione che detti locali abbiano caratteristiche tali da risultare idonei alla civile abitazione (...)». Ahia, sembra proprio che ci si riferisca alla villetta edificata in quel di Venafro ma su terreno in zona agricola. Ma non è, come suggeriscono in parecchi, che il piano casa potrebbe poi avere pericolosi effetti collaterali? «Una deregulation totale» ha detto in aula Mauro Natalini.
Ma il consigliere dipietrista non c’era. Forse l’improvviso senso di responsabilità, calato come una mannaia, sul percorso politico che sta facendo oppure, più semplicemente, un «e chi se ne frega?». Nuovomolise del 26 novembre 2009

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