Regione PugliaPiano Casa Governo Berlusconi 2009 |
![]() |
27 novembre 2009 - Gravina Online
Piano Casa al via
Anche nella nostra città l’attuazione del provvedimento studiato dal Governo
Lo scorso Consiglio Comunale ha approvato il cosiddetto Piano Casa, il provvedimento studiato dal Governo centrale finalizzato ad un rilancio dell’attività edilizia e del tessuto urbanistico e al rinnovamento del patrimonio edilizio non rispondente ai più aggiornati criteri tecnologici ed energetici.
Finalmente arriva una boccata di ossigeno per il settore dell’edilizia da sempre congestionato nella nostra città.
Su ispirazione del Governo Berlusconi e in coerenza con le linee tracciate dalla Regione Puglia, il Consiglio Comunale ha approvato uno dei punti più attesi da cittadini, artigiani e imprenditori.
Con voto favorevole della Commissione e unanime in Consiglio, sono state approvate le deroghe che consentiranno, in caso di demolizione e ricostruzione, di edificare sino ad una altezza massima di 15 metri con l’aumento di cubatura del 35%; e per gli immobili fino a 1.000 m3 l’aumento di superficie del 20%. Tali deroghe potranno essere applicate nelle zone B1.
Soddisfazione è stata espressa dal Consigliere Comunale Pietro Cappiello, presidente della Commissione Urbanistica: «Per rilanciare l’attività edilizia e soddisfare le esigenze dei cittadini, ora c’è il piano casa. Il fatto, poi, che il punto sia stato approvato all’unanimità, certifica l’ottimo lavoro svolto dall’intera commissione».
Il Sindaco Giovanni Divella, non ha mai nascosto il suo apprezzamento per il provvedimento concepito dal Governo, successivamente approvato dalla Regione Puglia con delibera di Consiglio. “L’economia ha bisogno di ripartire e i cittadini hanno tutti diritto di beneficiare di quanto previsto dalla Regione - afferma il Sindaco - l’obiettivo è quello di soddisfare le aspettative dei gravinesi. Il mio plauso va alla Commissione Urbanistica e all’Ufficio Tecnico che ha saputo cogliere al meglio lo spirito del Piano Casa”.
24 novembre 2009 - Gravina Online
Il Consiglio Comunale approva il Piano Casa
Una nuova adunanza pubblica è prevista per il prossimo 30 novembre
Al termine di un lungo dibattito il Consiglio Comunale gravinese ha approvato il Piano Casa, il provvedimento studiato dal Governo italiano per rilanciare l’attività edilizia e il tessuto urbanistico, oltre che rinnovare il patrimonio edilizio non rispondente ai più aggiornati criteri tecnologici ed energetici. Una boccata di ossigeno, dunque, per quanti operano nel non facile campo dell’edilizia locale.
Che il punto fosse uno dei punti più attesi da artigiani e imprenditori lo attesta la nutrita partecipazione di cittadini presenti nell’aula consiliare nella serata di lunedì scorso. Il provvedimento, approvato con voto favorevole della specifica Commissione e unanime del Consiglio, tiene conto dell’idea originaria tracciata dal Governo Berlusconi e rispetta le linee definite dalla Regione Puglia. Nel dettaglio, sono state approvate le deroghe che consentiranno, in caso di demolizione e ricostruzione, di edificare sino ad una altezza massima di 15 metri con l’aumento di cubatura del 35%; e per gli immobili fino a 1.000 m3 l’aumento di superficie del 20%. Queste deroghe potranno essere applicate nelle zone B1.
Soddisfazione per l’approvazione della misura è stata espressa dal Consigliere Pietro Cappiello, presidente della Commissione Urbanistica, il quale ha detto che “per rilanciare l'attività edilizia e soddisfare le esigenze dei cittadini, ora c'è il piano casa. Il fatto che il punto sia stato approvato all’unanimità certifica l’ottimo lavoro svolto dall’intera commissione”.
Analogo apprezzamento nelle parole del Sindaco Giovanni Divella: “L’economia ha bisogno di ripartire e i cittadini hanno diritto di beneficiare di quanto previsto dalla Regione. L’obiettivo è quello di soddisfare le aspettative dei gravinesi. Il mio plauso va alla Commissione Urbanistica e all’Ufficio Tecnico che ha saputo cogliere al meglio lo spirito del Piano Casa”.
Intanto, il Consiglio Comunale si è dato appuntamento a lunedì 30 novembre per discutere di altri punti inerenti lo sviluppo economico della città. C’è attesa per la discussione su una variante urbanistica e la modifica al regolamento delle attività produttive.
23 novembre 2009 - CoratoLive.it - Giuseppe di Bisceglie
Piano Casa, Consiglio Comunale unanime nell'approvazione delle deroghe
Presto sarà convocato un nuovo Consiglio comunale monotematico sull'agricoltura.
Dopo meno di una settimana dalla celebrazione dell'ultimo Consiglio Comunale, il Parlamento cittadino è tornato a riunirsi nella serata di venerdì, in seduta straordinaria per affrontare l'unico punto all'ordine del giorno: "determinazioni sulla Legge Regionale n. 14 del 30 luglio 2009, "Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale".
Una seduta alquanto rapida che ha visto maggioranza ed opposizione esprimere un voto unanime dopo la relazione del Presidente della commissione urbanistica Damasco (Pdl).
«La legge comunemente chiamata "piano casa" è stata emanata per consentire un impulso dell'economia in campo edilizio. La norma permette di effettuare deroghe per ampliamenti del 20% della volumetria o di poter usufruire dell'ampliamento del 35% della volumetria in caso di abbattimento e ricostruzione», ha spiegato con chiarezza l'ing. Damasco.
«L'edilizia rappresenta il traino dell'economia del nostro paese. Abbiamo inteso proporre delle deroghe sulle limitazioni di altezza nelle zone B, B2 e C. Proponiamo l'eliminazione del limite di altezza di m. 14,5 per permettere l'innalzamento fino a m. 21»
Il tutto comunque a tutela del territorio. «Si propone la deroga alle altezze conseguibili in funzione della larghezza stradale (deroga all'art. 24 del regolamento edilizio, ndr). Per la tutela del territorio si pongono delle prescrizioni per le zone CR e le zone agricole per le quali si consente l'ampliamento senza che questo comporti l'ampliamento dell'impronta del fabbricato».
Per Francesco Edmondo Stolfa (Socialisti), «le scelte proposte sono condivise dalle minoranze» motivo per cui l'unanimità del Consiglio Comunale ha votato in maniera favorevole.
Presto sarà convocato un nuovo Consiglio Comunale come espressamente richiesto dall'assessore Caputo.
Un Consiglio monotematico sul tema dell'agricoltura che tratti un ordine del giorno condiviso cone le associazioni di categoria al fine di richiedere al governo interventi straordinari a favore del settore in crisi.
21 novembre 2009 - ilPaeseNuovo.it
Lecce: Piano casa, Io Sud contro tutti
E’ scontro a distanza con il centrodestra. Per i rappresentanti del movimento quello varato è un provvedimento che non tiene conto delle potenzialità della legge nazionale. In Consiglio lo votano maggioranza e centrosinistra.
(Antonio Romano) - Polemiche a distanza tra l’assessore Roberto Marti e il gruppo consiliare di Io Sud che non ha votato la delibera sul Piano Casa approvata in Consiglio perché il Comune di Lecce ha ristretto troppo le potenzialità della legge nazionale.
Maggioranza e opposizione, infatti, lo hanno approvato senza tener conto degli emendamenti di Io Sud. Emendamenti che riguardano soprattutto la fascia costiera ed alcune limitazioni imposte in merito al centro storico. Se da una parte Angelo Tondo comprende l’atteggiamento della sinistra, coerente con quelle che sono le linee indicate dalla Regione, dall’altra non riesce a capire quello del Pdl che “a Roma fa una legge per incentivare l’edilizia e a Lecce fa una delibera per soffocarne gli effetti.”
Di parere contrario l’amministrazione che giustifica le proprie scelte in quanto le disposizioni nazionali, a cui fa riferimento Io Sud, potevano essere attuate con altri dispositivi legislativi regionali. “In questo caso – ha fatto notare l’assessore Roberto Marti – la Regione Puglia, nella persona dell’assessore Barbanente, ha posto restrizioni dove i Comuni, purtroppo, non si possono adeguare in maniera differente.” Ma Io Sud accusa l’amministrazione di essere andata oltre le restrizioni della Regione e Marti fa notare come il documento proposto sia scaturito da una legge regionale ristretta che non poteva portare a devastazioni urbanistiche proprio perché il Comune di Lecce si trova in avvio di procedimento di Pug. Una delle restrizioni riguarda il centro storico. “Il centro storico – chiarisce Marti – aveva già un vincolo posto non solo dalla legge regiionale ma anche dal pinao regolatore vigente. A questo vincolo è stato applicato un’ulteriore limitazione dove in una piccola parte di esso, ‘Le giravolte’ non erano apposti limiti.” Limite imposto per non correre il rischio di deturpare i manufatti e gli edifici in maniera assolutamente indecorosa in un centro storico che negli anni è andato rinascendo in maniera considerevole. Secondo vincolo per le marine. Marti ha chiarito che “ce ne sono nel PRG e nella legge regionale sui vincoli paesaggistici.” E rispondendo ad Angelo Tondo ha aggiunto: “E’ chiaro che il vincolo paesaggistico non lo toglie né il Comune né la Regione ma solo lo Stato.”
Altri vincoli imposti dal Piano Casa riguardano la limitazione delle altezza delle abitazioni, vincolo necessario per evitare sperequazioni e rendere il paesaggio omogeneizzato nell’impatto visivo ed architettonico. Altro aspetto del Piano: i manufatti anni 50 nella zona da via Trinchese a Piazza Mazzini. In quest’area è previsto l’ampliamento, come stabilito dalla normativa nazionale, ma non la demolizione e la ricostruzione, salvo i casi quali il crollo di un edificio o non sanabili urbanisticamente. “La nostra soddisfazione – ha concluso Marti – è non deturpare il nostro patrimonio esistente, condividendo con tutte le forze politiche questo tipo di impostazione e soprattutto fissando parametri certi per non lasciare a libere intuizioni e interpretazioni anche di studi legali che entrano in conflitto con le amministrazioni quando si presentano i progetti. Abbiamo cercato di dare - ha concluso l’assessore Marti - linee guida più certe in attesa di una programmazione del Pug che la città vuole e che sta iniziando in questo momento e che era inutile dover deformare con strumenti che di programmazione non sono.”
20 novembre 2009 - MondoCasaBlog
Regione Puglia. Proposte di cambiamento per il Piano Casa
Proposta la modifica della legge regionale per il rilancio delle costruzioni mediante gli ampliamenti volumetrici, perché onerosa e troppo ricca di vincoli
In particolare la rettifica alla L.R. 14 / 2009 esclude dagli ampliamenti volumetrici gli edifici non residenziali, che possono accedere solo alla sostituzione edilizia.
Nei comuni pugliesi, infatti, nelle stesse aree coesistono abitazioni, esercizi di vicinato, laboratori artigianali ed uffici. Pertanto limitare gli interventi ai soli edifici residenziali contrasta l’ obiettivo di migliorare il patrimonio edilizio esistente e costituisce nel contempo un freno al contrasto della crisi economica.
In quanto alla destinazione d’uso, per soddisfare il fabbisogno abitativo dopo gli interventi sugli edifici a destinazione mista, la percentuale di uso residenziale non potrebbe essere inferiore a quella preesistente. In linea generale, invece, gli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione seguono la destinazione d’uso dell’edificio principale.
Per distanze e altezze è più difficile prevedere deroghe ai limiti delle altezze massime e distanze minime, in quanto oltre alle difficoltà di tipo ambientale si andrebbe a intaccare anche i diritti dei terzi.
La riduzione dell onerosità dovrebbe passare attraverso la possibilità, riservata ai Comuni, di abbassare il contributo di costruzione fino a un massimo del 50% attraverso delibera del Consiglio Comunale da adottare entro 60 giorni dall’ entrata in vigore della legge. Quindi c’ è tempo fino al 24 novembre visto che la pubblicazione della rettifica ha fatto slittare il tempo a disposizione degli enti locali per porre dei limiti all’ applicazione della legge. I costi per la fruizione delle misure a tempo potrebbero essere ridotti anche eliminando l’ obbligo di cessione delle aree a standard o della loro monetizzazione almeno sugli interventi di ampliamento.
Per quanto riguarda le aree sotto tutela, è stata proposta anche la possibilità, riservata ai Comuni, di individuare gli immobili non compatibili con le caratteristiche paesaggistiche nelle aree vincolate. In tal modo sarebbero possibili interventi di riqualificazione nelle zone sotto tutela. Ogni Amministrazione, con apposito regolamento approvato dal Consiglio entro 120 giorni dall’ entrata in vigore della legge, potrebbe determinare le condizioni di compatibilità paesaggistica.
Per i parcheggi la legge regionale è stata impugnata dal Governo a causa dell’ipotesi di trascrizione nei registri immobiliari degli spazi per i parcheggi pertinenziali, procedura non prevista dalla legislazione statale di riferimento. Infatti, l’ articolo 5 condiziona il rilascio del titolo abilitativo al reperimento di un’ area da un metro quadro da destinare a parcheggio per ogni ampliamento volumetrico da 10 metri cubi.
Scontente della disposizione anche le associazioni dei costruttori, favorevoli alla monetizzazione nel caso in cui sia impossibile reperire le aree. Diversamente, non si potrebbero realizzare gli interventi.
12 novembre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa, in Puglia presentate proposte di cambiamento
Riduzione dei contributi di costruzione e interventi nelle aree sotto tutela per migliorare l’impatto della legge
Piano Casa pugliese nel mirino delle associazioni del settore edilizio. Proposta la modifica della legge regionale per il rilancio delle costruzioni attraverso gli ampliamenti volumetrici, considerata onerosa e troppo ricca di vincoli.
Esclusione del non residenziale: Criticata in particolare la rettifica alla L.R. 14/2009, che esclude dagli ampliamenti volumetrici gli edifici non residenziali, riservando loro la sola possibilità di accedere alla sostituzione edilizia.
Nel tessuto urbano dei comuni pugliesi, infatti, nelle stesse aree coesistono abitazioni, esercizi di vicinato, laboratori artigianali ed uffici. In una simile realtà la limitazione degli interventi ai soli edifici residenziali contraddice l’obiettivo di migliorare il patrimonio edilizio esistente, costituendo allo stesso tempo un freno al contrasto della crisi economica.
Destinazione d’uso: Per soddisfare il fabbisogno abitativo dopo gli interventi sugli edifici a destinazione mista, la percentuale di uso residenziale non potrebbe essere inferiore a quella preesistente. In linea generale, invece, gli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione seguono la destinazione d’uso dell’edificio principale.
Distanze e altezze: Più difficile prevedere deroghe ai limiti delle altezze massime e distanze minime, visto che oltre alle difficoltà di tipo ambientale si andrebbero a intaccare anche i diritti dei terzi.
La riduzione dell’onerosità dovrebbe passare attraverso la possibilità, riservata ai Comuni, di abbassare il contributo di costruzione fino a un massimo del 50% attraverso delibera del Consiglio Comunale da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. C’è tempo quindi fino al 24 novembre dal momento che, la pubblicazione della rettifica ha fatto slittare il tempo a disposizione degli enti locali per porre dei limiti all’applicazione della legge. I costi per la fruizione delle misure a tempo potrebbero essere ridotti anche eliminando l’obbligo di cessione delle aree a standard o della loro monetizzazione almeno sugli interventi di ampliamento.
Aree sotto tutela: Proposta anche la possibilità, riservata ai Comuni, di individuare gli immobili in contrasto con le caratteristiche paesaggistiche nelle aree vincolate. Diventerebbe quindi possibile effettuare interventi di riqualificazione nelle zone sotto tutela. Ogni Amministrazione, con apposito regolamento approvato dal Consiglio entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, potrebbe determinare le condizioni di compatibilità paesaggistica, con specifico riferimento a parti strutturali, finiture, materiali e tipi architettonici.
Parcheggi: La legge regionale è stata impugnata dal Governo a causa dell’ipotesi di trascrizione nei registri immobiliari degli spazi per i parcheggi pertinenziali, procedura non prevista dalla legislazione statale di riferimento. L’articolo 5, infatti, condiziona il rilascio del titolo abilitativo al reperimento di un’area da un metro quadro da destinare a parcheggio per ogni ampliamento volumetrico da 10 metri cubi.
La disposizione lascia scontente anche le associazioni dei costruttori, favorevoli alla monetizzazione nel caso in cui sia impossibile reperire le aree. Diversamente, gli interventi diventerebbero irrealizzabili.
11 novembre 2009 - Regione Puglia
Politiche abitative, la Puglia sigla intesa con i sindacati
Applicazione del Piano Casa, sicurezza sul lavoro e riqualificazione tra gli obiettivi
Novità in arrivo per la soluzione della tensione abitativa in Puglia. L’Assessore all’Assetto del Territorio Angela Barbanente esprime grande soddisfazione per la sottoscrizione del protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sunia, Sicet, Uniat, Assocasa per gli “Interventi di contrasto alla crisi economica in materia di politiche territoriali e abitative”.
Fra le 15 azioni a breve termine, primaria importanza assume il rafforzamento dell’impegno per la legalità, soprattutto nel patrimonio pubblico e nel mercato dell’affitto, nel contrasto al lavoro irregolare a partire dalla piena applicazione della legge regionale in materia, nella garanzia di migliori condizioni di sicurezza nei cantieri. La crisi non può infatti costituire alibi per abbassare la guardia in questo campo.
Altri punti chiave riguardano, per quanto di competenza regionale ed esercitando azione di stimolo nei confronti di Stato ed enti locali, l’accelerazione dell’attuazione del Piano casa regionale, del Piano nazionale di edilizia abitativa, della procedura valutativa del programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile, dell’Asse VII del PO-FESR 2007-2013, delle norme regionali in materia di edilizia residenziale sociale, abitare sostenibile e rigenerazione urbana.
Inoltre, la prosecuzione dell’attività di indirizzo e sostegno nei confronti degli IACP, soprattutto per l’utilizzo rapido ed efficace dei fondi a disposizione, l’aumento degli investimenti in edilizia sociale, la soluzione dei contenziosi pendenti, il recupero della morosità, il coinvolgimento attivo in Programmi Integrati di rigenerazione urbana, il miglioramento delle procedure di appalto evitando il criterio del massimo ribasso rispetto al prezzo a base di gara.
Infine, si prevede di istituire una Cabina di Regia quale sede di monitoraggio e integrazione degli interventi programmati.
La Cabina di Regia si metterà subito al lavoro. Nel primo incontro si affronteranno i seguenti temi:
• cronoprogramma degli impegni oltre che modalità e tempi di coinvolgimento di rappresentanti degli enti locali e del partenariato socio-economico;
• verifica dei programmi sulla base di una scheda riepilogativa dei provvedimenti adottati, dei finanziamenti erogati, dei soggetti destinatari, al fine di poter avviare una fase di monitoraggio, verifica e controllo su tutto il territorio;
• coinvolgimento dei comuni interessati nella definizione dei requisiti per beneficiare delle agevolazioni per l'accesso alla proprietà e alla locazione, oltre che delle modalità e dei criteri di determinazione dei prezzi di vendita e dei canoni di locazione per gli interventi realizzati con contributi pubblici.
10 novembre 2009 - Il Sole 24 Ore
In Puglia sul non residenziale ammessa solo la "sostituzione"
La Puglia è stata la prima regione del Sud a varare una legge sul piano casa. Il provvedimento (n. 14/2009) riguarda gli immobili residenziali. Solo i lavori di sostituzione edilizia sono ammessi anche su fabbricati a uso diverso da quello abitativo.
Ampliamenti. La legge disciplina gli interventi straordinari di ampliamento per gli edifici residenziali e rurali a uso abitativo, a patto che abbiano una volumetria complessiva non superiore ai 1.000 metri cubi. L'aumento concesso è pari al 20% e, in ogni caso, non può superare i 200 metri cubi.
Demolizioni e ricostruzioni. Il provvedimento pugliese regala un bonus del 35% a chi sostituisce un immobile, anche se condonato. Oltre ai parametri di altezze e distanze, questi lavori dovranno rispettare i requisiti energetici che impongono la realizzazione dell'ampliamento secondo i criteri di edilizia sostenibile.
