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21 novembre 2009 - Quotidiano di Sicilia
Emendamento D’Asero al Piano casa all’Ars
CATANIA - “Il Piano Casa, in discussione all’ARS, e gli emendamenti da me presentati – ha affermato D’Asero – rimetterebbero in moto l’economia, l’attività edilizia e il recupero del patrimonio edilizio già esistente. C’è già un’attività in corso – ha ribadito – e non riusciamo a comprendere come questa debba essere annacquata da proposte normative che trattano lo stesso argomento.
10 novembre 2009 - Il Sole 24 Ore
Dopo l'alluvione di Messina la Sicilia ripensa al piano casa
L'alluvione di Messina ha puntato i riflettori sul rischio idrogeologico della Sicilia, imponendo una revisione della proposta di legge sul piano casa, tutt'ora in discussione. Il disegno di legge n. 459 prevede interventi straordinari sia su edifici residenziali sia su quelli non residenziali.
Ampliamenti. Sul fronte degli immobili abitativi, sarà possibile ampliare gli edifici sia unifamiliari che multipiani (anche condominiali). L'allargamento massimo è pari al 20% del volume. Anche i fabbricati non residenziali potranno essere ampliati qualunque sia la destinazione d'uso. In questo caso il bonus sarà pari al 20% della superficie coperta autorizzata.
Demolizione e ricostruzione. La sostituzione edilizia consentirà di ingrandire l'edificio del 25% del volume di partenza. La percentuale può salire al 30% se si utilizzeranno tecniche costruttive di bioedilizia. La demolizione e ricostruzione è ammessa anche per gli edifici non residenziali, con le stesse limitazioni volumetriche previste per le abitazioni.
10 novembre 2009 - Asca
Crisi: CISL, ARS approvi Piano Casa, settore è al collasso
Governo e Parlamento regionali ''escano dal guscio''. E ''con un sussulto di responsabilita' si adoperino perche' Palazzo dei Normanni, come gia' fatto per il credito d'imposta, approvi all'unanimita' il piano-casa cosi' come uscito dall'accordo nazionale consacrato nella conferenza stato-regioni della scorsa primavera''. A chiederlo e' la Cisl Sicilia che invita ''maggioranza e opposizione, all'Ars, a decidere assieme una corsia preferenziale gia' nella sessione in corso a Sala d'Ercole. Perche', denuncia il sindacato, ''ogni giorno che passa l'economia siciliana affonda di piu''', come rilevato anche da Bankitalia. L'approvazione immediata di un ''piano casa anti-abusivi e anti-sanatorie come disegnato nell'intesa nazionale'', scrive la Cisl, avrebbe un impatto anti-crisi fortissimo ''in ragione della particolare natura trasversale che le attivita' edili esprimono nell'economia, con effetti diretti e indotti''. Invece nell'ultimo anno, insiste il sindacato guidato nell'Isola da Maurizio Bernava, la sola edilizia ha perso, in Sicilia, 28 mila posti di lavoro e, quanto al saldo natalita'-mortalita' delle imprese edili, il trend ha visto il +56 nel 2007, un -637 nel 2008 e un ulteriore -118 nei primi tre mesi del 2009. Ma se l'edilizia non riparte e' l'intero treno dell'economia che resta al palo, rimarca la Cisl che dichiara che vigilera' con l'associazione di categoria (Filca) ''affinche' la politica si muova''. Pertanto, il sindacato rivendica pure il monitoraggio congiunto, tra Regione ed enti locali, per il via alle opere gia' appaltate, coperte da finanziamento e consegnate, ''sbloccando i vincoli e i veti della burocrazia''. E il finanziamento, con una quota dei fondi Fesr, dei piccoli cantieri (sotto i cinque milioni) per il recupero e la riqualificazione di centri urbani e patrimonio artistico. Per questi cantieri infatti, ricorda la Cisl, non sono richieste particolari procedure Ue.
6 novembre 2009 - Blog Sicilia
Le perplessità del Piano Casa
Un piano casa riservato agli imprenditori, a chi ha potere economico, a chi compra, ristruttura e vende per fare soldi. Cosi come è stato rimodulato, il Piano Casa in Sicilia non guarda alla famiglia, al risparmiatore che ha necessità di ampliare casa, magari aggiungendo un’altra camera per fare spazio ai figli, ma una legge riservata solo a pochi. Abbiamo incaricato Giuseppe Vecchio, ingegnere edile di spiegare cosa prevede il Piano della Regione Siciliana:
“Gli ampliamenti infatti, saranno possibili solo dopo aver demolito e ricostruito l’edificio già esistente. Sostanzialmente non sarà più possibile ampliare di almeno il 20% la propria casa a meno che non si decida di demolire l’intera abitazione e ricostruirla nello stesso posto.
Tale modifica è contenuta in un emendamento a firma dell’Assessore Beninati ed avallato dal Governatore Lombardo che corregge la precedente versione del piano.
Il Governo regionale giustifica tale emendamento col fatto che si correrebbe il rischio di peggiorare ulteriormente i requisiti di sicurezza degli edifici nati con difetti d’origine.
La qualcosa appare molto dubbia a gran parte di tecnici e progettisti in quanto in Italia sono in vigore ormai da un po’ di mesi le nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni, che nei casi di ampliamenti di fabbricati esistenti prevedono il ricalcolo dell’intera struttura con il ricorso ad eventuali interventi di consolidamento ed adeguamento della stessa ove necessario.
Per questo motivo non ci sarebbe stato questo problema di peggiorare la resistenza degli edifici già esistenti, come del resto avviene in tutte le regioni di Italia che il Piano Casa lo hanno già non solo approvato ma anche adottato nella versione originale del governo nazionale.
Nella realtà si potranno contare sulle dita di una mano coloro i quali avranno la possibilità di effettuare gli interventi di demolizione e ricostruzione totale con bonus volumetrici che risulterebbero alquanto onerosi e fuori dalla portata della gran parte dei cittadini siciliani.
Il bonus volumetrico in tal caso potrà arrivare al 35% per le abitazioni ed al 25% per le attività produttive purchè ultimati entro il 31 dicembre 2003, comprese le abitazioni già sanate.
La riedificazione potrà avvenire in area diversa purchè all’interno della stessa proprietà.
Inoltre il ricorso alla Bioedilizia non è più facoltativo con incentivi relativi, ma diventa obbligatorio.
Ed ancora tutti i centri storici vengono esclusi dal piano riservando solo la facoltà ai singoli Comuni di permettere demolizioni e ricostruzioni solo in casi di particolare degrado ed in assenza di vincoli architettonici.
Rimangono esclusi dal piano casa anche i parchi regionali, le riserve e le relative aree di protezione, le aree interessate da vincolo assoluto di inedificabilità, gli immobili già oggetto di ordinanza di demolizione e quelli privati su aree demaniali, le medie e grandi strutture di vendita e le aree a rischio idrogeologico.
Unica nota positiva per i cittadini, gli incentivi per chi ricorre a misure contro il rischio sismico o idrogeologico.
Ultimo punto, nelle aree destinate a verde pubblico e in quelle agricole all’interno dei centri urbani, i privati potranno realizzare parcheggi sotterranei a condizione di creare in superficie aree a verde da cedere gratis al Comune, tali oper dovranno però essere realizzate entro 6 mesi dall’ultimazione dei lavori dei parcheggi pena l’annullamento della concessione edilizia.
Previsto infine per gli edifici il Libretto del Fabbricato, un documento in cui verrà riepilogata tutta la storia del fabbricato, la sua descrizione e tutti gli interventi effettuati nel corso degli anni su impianti e strutture”.
5 novembre 2009 - Edilio
Piano casa, la Sicilia dice no agli ampliamenti
Per il piano casa in Sicilia gli ampliamenti saranno possibili solo in caso di demolizione e ricostruzione. Via quindi la possibilità di ampliare le villette fino al 20 per cento.
La decisione è contenuta nell’emendamento governativo annunciato all’indomani dell’alluvione di Messina per evitare pericolosi abusi della norma e ora presentato in Commissione all’assemblea siciliana. Al secondo punto, l’emendamento prevede l’abrogazione dell’articolo 2 della norma, quello appunto che disciplinava gli ampliamenti delle abitazioni. A essere modificato leggermente è anche l’articolo 1 della legge, quello che fissa le finalità della norma e nel quale viene aggiunta la specifica «diminuire il rischio idrogeologico». Un passaggio che potrebbe avvantaggiare i cittadini della provincia di Messina colpiti dalle frane di inizio ottobre.
Se approvato dal parlamento siciliano, il “nuovo” Ddl del Governo consentirà dunque solo demolizioni e ricostruzioni per «edifici residenziali o destinati ad attività produttive» ultimati prima del 31 marzo 2003 «che non risultano adeguati agli attuali standard qualitativi, igienico-sanitari, energetici, tecnologici, di sicurezza o alla normativa in materia di fasce di inedificabilità e di distacco tra edifici, da strade e confini».
5 novembre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa Sicilia, proposta l'estensione agli edifici condonati
Ampliamenti volumetrici delle villette superati dagli interventi di demolizione e ricostruzione con bonus
Si fa strada una nuova versione del Piano Casa in Sicilia. Riqualificazione del patrimonio edilizio, riduzione del rischio idrogeologico e valorizzazione delle aree destinate a verde urbano sono le linee direttrici confluite negli emendamenti presentati dall’Assessore ai Lavori Pubblici Nino Beninati al disegno di legge approvato in Giunta lo scorso agosto. Le proposte sono ora allo studio della Commissione Territorio.
Tutela e prevenzione dei rischi: In base a questi principi dovrebbero essere esclusi dagli ampliamenti i fabbricati situati nelle zone ad alto rischio, R3 e R4, o ad alta pericolosità idrogeologica, P3 e P4, così come prescritto dal Piano di assetto idrogeologico. Disco rosso anche per gli immobili che si trovano nei centri storici, classificati zona A dai piani regolatori comunali.
Sostituzione edilizia: I nuovi orientamenti, attenti alla riqualificazione del patrimonio edilizio regionale, prevedono anche una via preferenziale per gli interventi di demolizione e ricostruzione rispetto all’ampliamento delle villette.
Potrebbero quindi venire meno gli aumenti volumetrici del 20% per le unità immobiliari uni e bifamiliari. Il bonus di cubatura diventerebbe fruibile solo ricorrendo alla demolizione e successiva ricostruzione.
Immobili condonati: La demolizione e ricostruzione potrebbe coinvolgere gli edifici destinati ad uso residenziale o ad attività produttiva, ultimati entro il 31 marzo 2003 e non adeguati agli attuali standard qualitativi, igienico-sanitari, energetici, tecnologici e di sicurezza, nonchè alla normativa in materia di fasce di inedificabilità e distacco da edifici, strade e confini.
Una importante novità è costituita dall’estensione degli interventi agli edifici abusivi e successivamente sanati. Il premio volumetrico previsto per gli interventi di demolizione e ricostruzione può arrivare infatti al 35% del volume autorizzato o condonato per gli immobili a uso residenziale, mentre scende al 25% della superficie coperta autorizzata o condonata per quelli adibiti ad attività produttive.
Resta fermo il ricorso alle tecniche costruttive della bioedilizia quale condizione per la concessione degli ampliamenti.
