Regione Veneto

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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25 novembre 2009 - L'Arena - Vittorio Zambaldo

Passa il piano casa ma è lite sui confini

ILLASI. Dibattito in Consiglio comunale sui provvedimenti per l'edilizia Bocciata la proposta della minoranza «Illasi per passione» sui divieti in caso di abusi pregressi
Il Consiglio comunale ha adottato, fra non pochi contrasti, l'adeguamento del territorio di competenza alla legge regionale 14 dell'8 luglio scorso, il cosiddetto Piano casa. Si tratta in pratica della possibilità di ampliamento e di demolizione e ricostruzione con ampliamento delle prime case di abitazione, ma anche di edifici di uso diverso (artigianale, industriale, commerciale, turistico-ricettivo), della costruzione di tettoie e pensiline finalizzate all'installazione di impianti solari termici o fotovoltaici.
Il vantaggio è l'ampliamento degli edifici dal 20 fino al 50 per cento del volume esistente, nel caso di demolizione e ricostruzione, con riduzione degli oneri dal 60 per cento per la prima abitazione al 70 per cento se si utilizzano tecniche di edilizia sostenibile e fino al 100 per cento nel caso di invalidi riconosciuti con invalidità superiore al 75 per cento.
L'amministrazione comunale illasiana ha delimitato i luoghi in cui non sono possibili gli interventi già indicati dalla legge regionale: centri storici, edifici vincolati, aree inedificabili, zone di rispetto, edifici soggetti a sanzioni per demolizione, zone di pericolosità idraulica e ha aggiunto la distanza minima di 5 metri dai confini rispetto ai 3 metri previsti dalla legge regionale, oltre a escludere alcune zone attorno alla chiesa di Cellore e al cimitero, nonché la collina, da San Felice a Serravalle, che ha al suo centro il castello medioevale.
Il gruppo di minoranza "Illasi per passione" ha chiesto che per ogni istanza di intervento ci sia l'uscita dei tecnici comunali per verificare che non siano già in atto degli abusi al momento della domanda e ha contestato la fascia di esclusione della collina, tracciata con il righello, senza considerare i confini comunali e includendo nel piano casa anche territori del confinante Comune di Cazzano di Tramigna.
I 18 emendamenti presentati sono stati tutti respinti, compreso quello aggiunto dal gruppo "Uniti per Illasi" che chiedeva la correzione della traccia che includeva anche i territori di Cazzano: riguardavano, fra l'altro, l'esclusione dal Piano casa delle aree indicate dal Prg con vincoli idrogeologici, paesaggistici e forestali; dei siti medioevali di San Colombano e di Santa Giustina; del brolo e le mura di villa Avrese; inoltre, di due aree produttive all'interno del centro storico; del cono ottico di Villa Carlotti; dell'area di espansione di Capovilla; del Monte Tabor e del borgo a sud di San Felice.

24 novembre 2009 - Comune di Albignasego

Albignasego: Il piano casa di Albignasego: i dettagli a convegno

Approvato di recente dal Consiglio comunale, il "Piano Casa" del Comune di Albignasego sara' presentato alla cittadinanza durante il convegno che si terra' giovedi' prossimo, 26 novembre, alle ore 21 in Villa Obizzi.
"Il Piano casa e' stato approvato per due ragioni principali - elenca il sindaco Massimiliano Barison - sia per dare risposte rapide al comparto edilizio, vittima di forti contrazioni dovute alla crisi economica, sia per rispondere alle esigenze delle famiglie che vivono nel territorio comunale. Riteniamo pertanto che la riunione indetta per presentare il Piano sia di grande utilita' per l'intera cittadinanza".
"Le novita' piu' rilevanti - gli fa eco il vicesindaco Filippo Giacinti - riguardano la possibilita' di effettuare ampliamenti fino al 20 per cento del volume per gli edifici residenziali e del 20 per cento della superficie coperta per i fabbricati ad uso diverso. L'opportunita' che si staglia e' pertanto molto interessante per chi ha necessita' di ampliare lo spazio a sua disposizione, ma ha un budget limitato".
Al convegno interverranno il sindaco Massimiliano Barison, il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Filippo Giacinti, il reponsabile del settore Urbanistica del Comune di Albignasego, Paolo Fetti e il presidente dell'Unione Provinciale Artigiani di Albignasego, Andrea Turetta.
L'ingresso e' libero.

24 novembre 2009 - L'Arena

Passa il Piano casa ma non per il «Parco della Lessinia»

SELVA DI PROGNO. Il responsabile dell'ufficio tecnico ha spiegato che dove ci sono vincoli decide l'ente competente - Approvato in Consiglio anche se la minoranza ha sollevato il caso dell'area protetta Votata la concessione a Wind di un'area pubblica per l'antenna-ripetitore
Selva di Progno. Passa all'unanimità in Consiglio comunale l'adozione del piano casa a sostegno del settore edilizio e per favorire l'edilizia sostenibile, ma non sono mancate le critiche da parte della minoranza «Comunità unita Lega Nord» che ha contestato per bocca dell'ex sindaco Silvano Valcasara la discussione del provvedimento oltre il termine previsto dalla Regione (30 ottobre), dopo il quale sarebbe stato incaricato un commissario.
«Ci attendevamo di essere convocati per tempo, magari consultandoci prima per arrivare a votare in modo condiviso. Sarebbe stato necessario capire chi beneficia di questo provvedimento e chi invece ne è escluso. Questo sarebbe stata trasparenza e ci aspettavamo un maggior coinvolgimento dei tecnici», ha attaccato Valcasara a cui il sindaco Aldo Gugole ha risposto che «l'adozione ricalca la legge regionale con minimi cambiamenti. La materia è quindi conosciuta e ampiamente discussa».
Ma ci sarebbero questioni ancora non del tutto chiare, portate in aula dal consigliere Marco Cappelletti, che ha sollevato il problema dei fabbricati all'interno del Parco naturale regionale della Lessinia, di cui il Comune ha una gran porzione di territorio, anche se per la verità le abitazioni residenziali si contano sulle dita di mezza mano. «Per questi fabbricati serve acquisire pareri preventivi o si può applicare il Piano casa semplicemente?», ha chiesto a bruciapelo Cappelletti.
Una domanda a cui il sindaco ha invitato il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale a rispondere. Per il geometra che dirige l'ufficio, «se ci sono vincoli esistenti, serve il parere degli enti competenti, quindi del Parco per le questioni che riguardano l'area protetta».
Sulla stessa linea le opinioni degli assessori Marco Carradore, Luca Signori ed Elisabetta Peloso: «Sarà l'ufficio competente a specificare i vincoli; si valuterà caso per caso; ufficio comunale e tecnico sono sempre disponibili per spiegazioni e a collaborare con i cittadini».
La conclusione è stata l'unanimità del voto per il provvedimento anche se Marco Cappelletti ha chiuso auspicando «che il piano casa sia applicato su tutto il territorio comunale, fatti salvi i nuclei di antica origine e il centro storico espressamente esclusi dalla legge».
Nella stessa seduta il Consiglio ha approvato un nuovo schema di contratto di locazione con la società Wind Telecomunicazioni Spa per la concessione di un'area comunale di 100 metri quadrati destinata all'antenna ripetitore del segnale per telefonia mobile. Wind aveva deciso unilateralmente la revisione del contratto per ridurre della metà l'attuale canone di locazione dell'area.
«Parlandone e arrivando a trattativa abbiamo concluso con la riduzione del 25 per cento, passando dagli attuali 18.700 a 14.100 euro. Ma bisogna considerare che Wind non avrebbe avuto difficoltà a trovare un privato che avrebbe concesso il proprio terreno per molto meno», ha precisato il sindaco.
Infine una permuta fra terreni parrocchiali e comunali ha permesso di regolarizzare una situazione incancrenita da anni. L'ampliamento della canonica di Giazza, decenni fa, era stato fatto sul terreno dell'ex cimitero, che però era di proprietà comunale. Viceversa il monumento ai Caduti della frazione è su terreno parrocchiale. La permuta delle due proprietà, per la quale la Curia diocesana si è assunta l'onere delle spese e versa nelle case comunali 4.800 euro, permette di regolarizzare la situazione e alla parrocchia di poter intervenire sull'immobile ora di piena proprietà.
«La trattativa era stata avviata dalla precedente amministrazione ed ora l'iter si conclude con soddisfazione per entrambi gli enti», ha notato il sindaco Gugole.
Cappelletti ha ricordato che la precedente amministrazione aveva potuto raccogliere ben 120mila euro di finanziamento su una spesa totale di 190mila. Per avviare la sistemazione al fine di ricavare un centro di aggregazione per giovani e anziani nell'ex canonica di Giazza era prima necessario sistemare la documentazione nei punti non ancora ben definiti».

24 novembre 2009 - Il Giornale di Vicenza

«Nel Piano casa comunale troppi vincoli»

ASIAGO. Finco critica la delibera approvata - Non sono ammesse deroghe ad altezza e distanza delle case
Un piano casa adottato dall'amministrazione comunale di Asiago troppo restrittivo. È quanto ritiene la minoranza consigliare ponendo l'accento sul fatto che lo stesso governatore veneto Giancarlo Galan, in una circolare applicativa, aveva sottolineato che «la legge regionale si articola in due parti: l'una necessaria e inderogabile, relativa alla prima casa, di operatività immediata e generalizzata, l'altra flessibile ed eventuale, rimessa alle scelte di ciascun Comune».
«Per quanto riguarda la prima casa, la legge è immediatamente operativa e i Comuni possono solo prenderne atto - spiega il capogruppo di minoranza Paolo Finco - Ci siamo quindi astenuti dal voto proprio perché ci sembrava necessaria e opportuna un'ulteriore riflessione considerato che la norma in questione interessa solo la prima casa dei residenti».
Il piano casa asiaghese non ammette deroghe all'altezze massime previste né alle distanze tra fabbricati né alle distanze da strade e dai confini privati. Inoltre prevede che gli interventi di ampliamento possano interessare esclusivamente gli edifici residenziali esistenti unifamiliari e bifamiliari destinati a prima casa e che l'ampliamento volumetrico potrà determinare l'incremento del numero delle unità abitative rispetto al fabbricato preesistente, fino ad un massimo di 3, comprese quelle già esistenti. Una scelta spiegata dal sindaco Andrea Gios come per evitare speculazioni.
«Saranno penalizzati un certo numero di nostri concittadini che, non rientrando nella tipologia di proprietari di fabbricati unifamiliari, bifamiliari o trifamiliari non avrebbero potuto utilizzare il Piano casa per ampliare la propria prima abitazione».

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