Regione Veneto

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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26 novembre 2009 - L'Arena - Fabio Tomelleri

C'è il via libera al Piano casa con l'accordo di tutti i partiti

VILLAFRANCA. Il Consiglio approva il regolamento della legge regionale per l'ampliamento di abitazioni e capannoni - Per l'opposizione, tuttavia, troppi casi rimangono ancora esclusi dalla norma. Trovata la soluzione anche per le case a schiera
Maggioranza e opposizione danno il via libera agli ampliamenti di abitazioni e capannoni del Piano casa. Ma, per la minoranza, troppi casi restano esclusi dalla norma. L'opposizione, in Consiglio comunale, ha sollevato obiezioni sui limiti voluti dall'Amministrazione alla legge regionale. Il piano prevede, nelle zone ammesse, ampliamenti fino al 20 per cento (30 per cento se si usano tecnologie ecologiche) del volume delle case e della superficie coperta dei capannoni.
Uno dei vincoli contestati è quello che esclude dagli ampliamenti le aree industriali, artigianali e commerciali, occupate da attività in attesa di conferma o da trasferire. «Capisco il vincolo per le ditte che devono essere spostate in zone idonee», ha osservato Luciano Zanolli, di Cittadini per Zanolli, «ma per quelle da confermare mi sembra una penalizzazione senza motivo. Sono attività riconosciute come compatibili con il territorio in cui sono inserite. Impedire il loro ampliamento non ha logica. Alcune, come le imprese all'ingrosso di materiali edili, le ditte di costruzione o stradali, non potrebbero trovare posto in zona industriale, dove vige il divieto per le attività commerciali. E poi, credo che stiano meglio dove sono ora». Zanolli ha aggiunto che la norma può essere impugnata davanti al giudice: «Se il piano di assetto del territorio (Pat) è definito, si può avere idea degli ambiti che possono creare problemi di compatibilità, ed escluderli dalla legge». Ha inoltre sottolineato: «Non ammettere l'ampliamento degli allevamenti, senza nominarli, è condivisibile, ma deve avere motivazioni più concrete dal compromettere il futuro del Pat».
Sull'esclusione delle corti di antica origine dagli ampliamenti, ha chiesto: «Perché non limitare il divieto ai fabbricati con vincolo di restauro o ristrutturazione? Così si consentirebbe l'applicazione del piano a quelli previsti in sostituzione, che non hanno alcuna valenza storica». L'altra osservazione ha riguardato le opere di urbanizzazione delle lottizzazioni. I due schieramenti hanno trovato un punto d'incontro sulle case a cortina, ovvero le abitazioni, addossate le une alle altre, con un unico fronte, senza soluzione di continuità. Il sindaco Mario Faccioli ha proposto, con una modifica, la loro sopraelevazione fino a rendere abitabili gli ultimi piani. Ha tolto, su richiesta di Zanolli, il limite del 30 per cento rispetto all'altezza di zona, prevista dal piano regolatore. Il primo cittadino ha ricordato che, nella scelta dei limiti del piano, «ho fatto una valutazione più di sinistra che di destra, per rispettare l'ambiente. Nel prendere le decisioni ho tenuto conto del futuro Pat, oltre che della portata limitata di alcuni sottoservizi, come le fognature in zona industriale». Sulle attività fuori zona, il sindaco ha precisato: «Sono tutte da trasferire, e lo faremo con il Pat. Alcune aziende sono a ridosso dei centri storici, altre troppo rumorose. Nelle zone agricole, invece, alcune realtà si trovano al limite della fascia di rispetto. Altre non sono ancora sanate. Il limite alle corti storiche è un orientamento politico».
Pure Renzo Piazzi, di Dossobuono insieme ha dato parere favorevole alla delibera. «Così com'era formulata», ha detto, «mi avrebbe impedito di votarla. Senza l'emendamento, le case di via Cavour, viale Europa, via Torre e via Stazione, tutte a cortina, non si sarebbero potute ampliare».

26 novembre 2009 - Blog di Adria - Avv. Lorenzo Maltarello

Nel Comune di Adria attivo il Piano Casa

L’Assessore all’Urbanistica avv. Lorenzo Maltarello, aveva illustrato lunedì 28 settembre in un affollato convegno presso il Ridotto del Teatro Comunale la bozza di delibera che è stata approvata nella seduta del Consiglio comunale dell’ 8 ottobre 2009, esplicativa della Legge regionale n 14/2009 a sostegno del settore edilizio, impropriamente definita “Piano Casa”.
Obiettivo era quello di cercare di rendere chiarezza sull’interpretazione della normativa fornendo quegli strumenti utili ai tecnici ed ai cittadini sulla sua applicazione. Nel confermare che la legge ha carattere straordinario, con durata limitata a due anni a partire dalla sua entrata in vigore (luglio 2011) e che prevale sulle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali, si sono stabiliti alcuni termini contenuti nella normativa.
La legge regionale era immediatamente applicabile solo alla “prima casa”, per quanto riguardava tutti gli altri edifici si doveva attendere l’approvazione della predisposta delibera applicativa del Comune di Adria, che aveva tempo fino al 30 ottobre per decidere, tuttavia l’Amministrazione Comunale è riuscita ad approvarla per tempo in quanto esecutiva ai sensi dell’art. 134 comma 3 del TUEL approvato con D.Lgs. 267 del 18 agosto 2000, in data 2 novembre 2009. Da tale data è quindi possibile presentare DIA per gli edifici diversi dalla prima casa di abitazione. Per quanto riguardava la prima casa, definita “edilizia di necessità”, richiamandosi ad una fattispecie già presente nella legislazione statale sia relativa alla materia edilizia che alla materia fiscale, consentiva immediata applicazione degli interventi in favore del proprietario o avente titolo che intendano procedere all’ampliamento della prima casa di abitazione.
Per edilizia esistente vanno intesi tutti quegli edifici caratterizzati perlomeno dalla presenza delle strutture portanti e dalla copertura, oppure quegli edifici che siano già stati demoliti o siano in corso di demolizione sulla base di un regolare titolo abilitativo, purché alla data di entrata in vigore della legge non siano già stati ricostruiti. Inoltre si considera “esistente” l’edificio non ancora realizzato, ma il cui progetto o richiesta di titolo abitativo siano stati presentati al Comune entro il 31 marzo 2009.
Secondo l’Assessore all’Urbanistica avv. Lorenzo Maltarello, il Piano Casa è un’occasione per cercare di rilanciare il settore costruzioni e la delibera approvata dal Comune di Adria consente una possibilità di ripresa omogenea, senza trasformarsi in totale deregulation. Il testo ha confermato l’impostazione “liberale” della legge regionale, attenta al rispetto dell’ambiente e del territorio. Ricorda tuttavia l’Assessore, che il piano casa approvato esclude dalla possibilità di ampliamento volumetrico gli edifici situati nella zona A del vecchio PRG approvato dalla Regione ed in quelli meglio individuati con gradi di protezione GP1, GP2 e GP3 (edifici nei centri storici del Capoluogo e delle Frazioni che presentano un valore storico-monumentale, un valore architettonico e/o ambientale che mostrano quasi inalterate le loro caratteristiche e quelli che conservano anche solo parzialmente queste caratteristiche, che possono essere quasi completamente recuperate), nel piano approvato con DGRV n° 2127 del 7 luglio 2000. Allo stesso tempo ammette però gli interventi per gli immobili che nulla hanno a che fare con le caratteristiche architettoniche e paesaggistiche del centro storico, privi di valore e tali da potersi considerare estranei al contenuto urbano in cui sorgono.
Oltre a quanto descritto per i centri storici, esclusi dalla possibilità di ampliamento volumetrico, il Piano Casa non si applicherà alle corti agricole di rilevante valore ambientale – art. 12 N.T.A., agli edifici di rilevante valore ambientale – art. 13 N.T.A., agli edifici di valore ambientale – art. 14 N.T.A. delle norme relative al PRG vigente.
Altre limitazioni sono state poste dalla delibera consigliare n° 63 dell’8 ottobre 2009, che riguardano gli interventi che creano limitazioni di tipo urbanistico alle proprietà finitime, salvo espresso consenso dei confinanti e di stabilire che l’ampliamento della superficie degli edifici non residenziali, non dovrà dare origine a fabbricati aventi altezza superiore a ml. 10,00.
Al via quindi la possibilità di intervenire, con i limiti previsti, sugli edifici esistenti nel nostro territorio, per altro meglio individuabili sul sito del Comune di Adria, ben realizzato dall’Ufficio Pianificazione del Settore Territorio, alla voce PIANO CASA, che contiene tutte le notizie e la modulistica necessaria (uno dei pochi, non solo a livello provinciale). Amplia pubblicità è stata fatta anche attraverso manifesti illustrativi su tutto il territorio.
Lo Sportello Unico Edilizia è già operativo e perfettamente funzionante sia per dare risposta alle richieste di informazione da parte dei cittadini, sia per accogliere la documentazione necessaria per la realizzazione degli interventi consentiti.

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